Lasa (Italia)

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Lasa
comune
Lasa/Laas
Lasa – Stemma
Lasa – Veduta
Il paese visto dalla Ferrovia marmifera di Lasa
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Stemma Südtirol.svg Bolzano
Amministrazione
Sindaco Andreas Tappeiner (SVP) dal 16-5-2010
Territorio
Coordinate 46°37′N 10°42′E / 46.616667°N 10.7°E46.616667; 10.7 (Lasa)Coordinate: 46°37′N 10°42′E / 46.616667°N 10.7°E46.616667; 10.7 (Lasa)
Altitudine 868 m s.l.m.
Superficie 110,23 km²
Abitanti 4 001[2] (31-3-2017)
Densità 36,3 ab./km²
Frazioni Alliz, Cengles, Oris, Parnez, Tanas, Tarnello
Comuni confinanti Malles Venosta, Martello, Prato allo Stelvio, Silandro, Sluderno, Stelvio
Altre informazioni
Cod. postale 39023
Prefisso 0473
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 021042
Cod. catastale E457
Targa BZ
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 3 825 GG[3]
Nome abitanti lasini/Laaser[1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lasa
Lasa
Lasa – Mappa
Il territorio comunale
Sito istituzionale

Lasa (Laas in tedesco; Loos in dialetto sudtirolese, pronunciato [lo:s][4]) è un comune italiano di 4 001 abitanti della provincia autonoma di Bolzano in Trentino-Alto Adige. È situato in Val Venosta, lungo il corso del fiume Adige, ad un'altitudine media di 868 m s.l.m. (che oscilla tra un minimo di 832 e un massimo di 3 545 m s.l.m.).

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo è attestato come Las nel 1143 e probabilmente ha un'origine preromana.[5]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Strage di Lasa.

Il 2 maggio 1945, nell'ultima fase della seconda guerra mondiale, il paese fu teatro della "Strage di Lasa", attuata dalla Wehrmacht come rappresaglia contro un tentativo di furto di munizioni realizzato da operai italiani ai danni della polveriera di Cengles: in essa morirono 9 persone, fucilate dai soldati tedeschi.[6]

La polveriera di Cengles

La polveriera, dipendente dalla caserma Druso di Silandro, venne dismessa negli anni 1990 e in parte demolita. Solo il vecchio corpo di guardia (riattato a falegnameria da un contadino del posto) rimase in piedi fino al 2010, allorché fu definitivamente smantellato.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma rappresenta un martello e due scalpelli rossi, disposti in banda su sfondo bianco rigato di nero.

Il campo bianco e nero simboleggia i giacimenti di marmo, il martello e gli scalpelli gli strumenti per la sua lavorazione (principale risorsa del borgo). Lo stemma è stato adottato il 27 settembre 1966.[7]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

L'acquedotto storico[modifica | modifica wikitesto]

Il paese era attraversato da un acquedotto in pietra sopraelevato (denominato, in lingua tedesca, Kandlwaal), lungo 600 metri e alto tra i 15 e i 32 metri. Nel 1907 l'acquedotto venne distrutto da un incendio, che ne lasciò integre solo alcune parti a cavallo del fiume Adige.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Ripartizione linguistica[modifica | modifica wikitesto]

La sua popolazione è in larga maggioranza di madrelingua tedesca:

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Astat Censimento della popolazione 2011 - Determinazione della consistenza dei tre gruppi linguistici della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige - giugno 2012
98,09% madrelingua tedesca
1,67% madrelingua italiana
0,24% madrelingua ladina

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il marmo[modifica | modifica wikitesto]

Il ripido percorso della Ferrovia marmifera di Lasa.
Resti dell'acquedotto storico (Kandlwaal)

Lasa è famosa per la produzione di marmo pregiato, molto apprezzato già dai tempi dei Romani (anche se lo sfruttamento sistematico ebbe inizio ai primi del Novecento). Con il marmo di Lasa venne scolpita - a puro titolo d'esempio - la statua di Walther von der Vogelweide sita nell'omonima piazza centrale di Bolzano.

Dal punto di vista agricolo, rilevante è la produzione di albicocche.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è servito (attraverso la stazione di Lasa) dalla ferrovia della Val Venosta, che collega Merano a Malles Venosta.

Nel territorio comunale si trova la ferrovia marmifera di Lasa, una linea ferroviaria adibita al trasporto merci che - tramite un tratto in piano e una ripida funicolare - collega la vallata alle cave di marmo situate sulle montagne del versante sud della valle.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
nel 1954 Karl Gartner - Sindaco
nel 1956 Ernst Muther - Sindaco
2005 2010 Andreas Tappeiner SVP Sindaco
2010 in carica Andreas Tappeiner SVP Sindaco

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

Nativo di Lasa era il medico, antropologo e mecenate Franz Tappeiner (1816-1902).

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AA. VV., Nomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Novara, Istituto geografico De Agostini, 2006, p. 333.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2017.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Carlo Tagliavini, Teresa Capello, Dizionario degli Etnici e Toponimi italiani, Bologna, ed. Pàtron, 1981.
  5. ^ AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004.
  6. ^ Strage di Lasa, ecco cosa accadde - Alto Adige
  7. ^ (EN) Tirol Atlas Lasa
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Centrale idroelettrica di Castelbello

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN144586737 · LCCN: (ENno2002071455 · GND: (DE4363729-2
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