Chienes

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Chienes
comune
(IT) Chienes
(DE) Kiens
Chienes – Stemma
Chienes – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
ProvinciaSuedtirol CoA.svg Bolzano
Amministrazione
SindacoAndreas Falkensteiner (SVP) dal 10-5-2015 (1º mandato)
Lingue ufficialiTedesco, Italiano
Territorio
Coordinate46°48′24.48″N 11°50′24.07″E / 46.8068°N 11.84002°E46.8068; 11.84002 (Chienes)Coordinate: 46°48′24.48″N 11°50′24.07″E / 46.8068°N 11.84002°E46.8068; 11.84002 (Chienes)
Altitudine784 m s.l.m.
Superficie33,68 km²
Abitanti2 860[2] (30-4-2018)
Densità84,92 ab./km²
FrazioniCasteldarne/Ehrenburg, Corti/Hofern, Monghezzo/Getzenberg, San Sigismondo/St. Sigmund
Comuni confinantiFalzes, Rodengo, San Lorenzo di Sebato, Selva dei Molini, Terento, Vandoies
Altre informazioni
Cod. postale39030
Prefisso0474
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT021021
Cod. catastaleC625
TargaBZ
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona F, 3 741 GG[3]
Nome abitanti(IT) chienesi
(DE) Kiener[1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Chienes
Chienes
Chienes – Mappa
Posizione del comune di Chienes nella provincia autonoma di Bolzano
Sito istituzionale

Chienes (Kiens in tedesco) è un comune italiano di 2 860 abitanti della provincia autonoma di Bolzano in Trentino-Alto Adige, situato nella val Pusteria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese di Chienes, ubicato nella parte nord-orientale della provincia di Bolzano, in prossimità del Parco naturale Vedrette di Ries-Aurina (ted. Rieserferner Naturpark), nella bassa Val Pusteria, alle pendici del Monte Plat, confina con i comuni Selva dei Molini, Falzes, San Lorenzo di Sebato, Rodengo, Vandoies e Terento.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

La denominazione del paese è attestata come Kiehnas dal 1006 al 1039, come Chienes nel 1100, come Chiens nel 1150, e infine come Chienes nel 1207, il cui toponimo è di origine preromana, e la forma italiana riproduce quella antica che compare nei documenti medioevali.[4]

Il comune rientra nella Comunità comprensoriale Val Pusteria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anche se la prima citazione ufficiale del borgo è contenuta in un documento del 1010, in cui si fa menzione di una chiesa romanica in località "Kiehna", la presenza di ritrovamenti di epoca romana attesta fin dall'antichità l'importanza strategica del territorio comunale. In particolare nella zona sono state rinvenute due pietre miliari romane della via Aguntum-Vipitenum, una con dedica agli imperatori Marco Aurelio Caro e Marco Aurelio Carino (anno 283), mentre un'altra con dedica a Settimio Severo (anno 201) è stata rinvenuta a Casteldarne; quest'ultima non si trovava a margine della sede stradale ma reimpiegata in un muro, e in base alla distanza da Aguntum (città romana nei pressi di Lienz, odierno capoluogo del Tirolo orientale in Austria) indicata sulla stessa (67 miglia romane), si ritiene che fosse posizionata in origine a Vandoies.[5] Sottoposto nel medioevo alla signoria feudale dei conti Künigl, tuttora proprietari del castello di Casteldarne (ted. Ehrenburg), durante la "rivolta dei contadini" del 1524-1525 fu un centro degli anabattisti.

Al principe vescovo di Bressanone Kaspar Ignaz Künigl si deve una notevole fioritura economica e artistica del borgo durante la prima metà del Settecento.

Due gioielli spiccano nel patrimonio storico-architettonico del borgo: il castello di Casteldarne del XII secolo, con rifacimento del XVIII secolo e la chiesa parrocchiale di San Sigismondo del XII secolo, splendido esempio di tardo-gotico pusterese.

Ha un suo pregio anche la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, ricostruita nel 1836, accanto alla quale si erge una pregevole torre campanaria a due ordini, con bifore del Quattrocento.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma, basato su quello della famiglia Schöneck, è una pila d'argento ricurva su rosso; nel cantone destro è riportata una stella d'argento a cinque punte, che simbolizza i cinque villaggi presenti nel comune. Lo stemma è stato adottato nel 1961.[6]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Nella sua frazione principale sorge il Castello di Casteldarne.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Ripartizione linguistica[modifica | modifica wikitesto]

La sua popolazione è per la grande maggioranza di madrelingua tedesca:

% Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Astat Censimento della popolazione 2011 - Determinazione della consistenza dei tre gruppi linguistici della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige - giugno 2012
96,73% madrelingua tedesca
2,32% madrelingua italiana
0,95% madrelingua ladina

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Chienes ha le seguenti frazioni: Casteldarne (Ehrenburg), San Sigismondo (St. Sigmund), Corti (Hofern) e Monghezzo (Getzenberg).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Stazione della frazione di Casteldarne.

Chienes è facilmente raggiungibile in automobile percorrendo la strada statale 49 della Pusteria che da Bressanone conduce al confine italo-austriaco presso Prato alla Drava, e a soli 20 chilometri dall'abitato, si trova il casello di Bressanone dell'autostrada A22 Brennero-Modena.

La ferrovia della Val Pusteria, che collega Fortezza a San Candido, ha una fermata nel comune, a 9 chilometri dall'abitato.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2005 2010 Reinhard Niederkofler SVP Sindaco
2010 2015 Reinhard Niederkofler SVP Sindaco
2015 in carica Andreas Falkensteiner SVP Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La città ha dato i natali al pluricampione olimpico e mondiale Paul Hildgartner e al campione olimpico Walter Plaikner, entrambi slittinisti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AA. VV., Nomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Novara, Istituto geografico De Agostini, 2006, p. 201.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2018.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004.
  5. ^ Raffaela Constantini, Sebatum, L'Erma di Bretschneider, 2002
  6. ^ (EN) Heraldry of the World: Kiens Archiviato il 1º agosto 2012 in Internet Archive.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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