Ferrovia marmifera di Lasa

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Coordinate: 46°36′14″N 10°41′26″E / 46.603889°N 10.690556°E46.603889; 10.690556

Ferrovia marmifera di Lasa
Laaser Marmorbahn
LasaIndustrialRailwayMap.svg
Stati attraversatiItalia Italia
Lunghezza4 km
Apertura1930
GestoreComune di Lasa
Scartamento1000 mm in piano, 2533 mm in funicolare
Elettrificazioneparziale
NoteCirca un km a trazione funicolare
Ferrovie

La ferrovia marmifera di Lasa (o ferrovia delle cave di marmo di Lasa, in lingua tedesca Laaser Marmorbahn) è una ferrovia industriale privata sita nei pressi del comune di Lasa (BZ).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1929 la società Lasa Marmo, seguendo una proposta dello scultore Matthias Gasteiger, decise di migliorare il sistema di trasporto del marmo dalla locale cava di Acqua Bianca (sita a 1526 m s.l.m. di altitudine, in una zona difficilmente accessibile) allo stabilimento di stoccaggio e lavorazione, collocato a 867 m presso il paese di Lasa[1].

Il progetto fu affidato all'ingegnere Karl Francini e costruito entro il 1930 dalla ditta Adolf Bleichert & co. di Lipsia. Ne risultò un impianto di trasporto comprendente una teleferica, una prima tratta ferroviaria a scartamento ridotto (ferrovia superiore), una funicolare (piano inclinato) e un'altra ferrovia a scartamento ridotto (ferrovia inferiore).

Il servizio è operato regolarmente, senza aver mai subìto interruzioni significative in oltre ottant'anni di operatività. Nei primi anni 2000 le scarse opere di manutenzione ed ammodernamento hanno tuttavia esposto l'infrastruttura a vari problemi: le frequenti frane e cedimenti del terreno causano danni alle rotaie, che vengono riparate con interventi d'urgenza. Inoltre i ricambi originali, forniti dalle ditte costruttrici nel 1929, non sono mai stati utilizzati[2].

Con l'avvento del Terzo millennio sono state intraprese varie iniziative a tutela dell'impianto: nel 2007 è stata fondata la Verein Freunde der Schrägbahn, associazione volta a promuovere la tutela della ferrovia[3], mentre nel 2009 il comune di Lasa ha rilevato la proprietà dell'infrastruttura dalla Lasa Marmo, al fine di garantirne il mantenimento e consentirne l'utilizzo da parte di altre società minerarie.[4]

L'impianto è stato dunque valorizzato anche sotto il profilo turistico: il sedime ferroviario è facilmente accessibile attraverso strade e sentieri pubblici, corredati da appositi pannelli illustrativi per facilitare la visita all'infrastruttura. Gli enti locali di promozione turistica organizzano anche visite guidate[5].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il cambio centrale con le piattaforme di carico
La piattaforma su piano inclinato con velocità 1 m/s

Teleferica[modifica | modifica wikitesto]

La teleferica collega la cava con la ferrovia superiore. L'impianto originale, avente una lunghezza di 475 m e superante un dislivello di 175 m, fu usato per il trasporto del marmo fino al 2011, anno in cui venne dismessa e sostituita da un nuovo impianto dalla maggiore potenza e capienza, nonché coprente un tratto più lungo.

Ferrovia superiore[modifica | modifica wikitesto]

La ferrovia superiore, a scartamento metrico[1], collega la stazione di valle della teleferica con la stazione di monte della funicolare. La tratta originale era lunga circa 1900 m; nel 2012 l'inaugurazione della nuova teleferica ne ha comportato il dimezzamento.

Funicolare[modifica | modifica wikitesto]

La funicolare (o piano inclinato) dispone di un singolo binario con scartamento di 2,5335 m, con un raddoppio a metà percorso per consentire l'incrocio tra i carri provenienti da direzioni opposte. La tratta è lunga circa 960 m e supera un dislivello di 479 m. Il materiale rotabile è costituito da due carri da trasporto larghi 8 metri ciascuno, configurati in modo da tenere il carico sempre in piano; sopra di essi vengono posizionati i vagoni, una volta staccati dal locomotore, opportunamente assicurati. Ciascun pianale ha una portata massima di 18 tonnellate.

La trazione avviene tramite un motore elettrico posto a monte, il cui meccanismo comprende un argano pesante circa 40 tonnellate.

Ferrovia inferiore[modifica | modifica wikitesto]

La ferrovia inferiore, dal medesimo scartamento del resto degli impianti, collega la stazione di valle del piano inclinato con lo stabilimento della Lasa Marmo, ove la tratta termina dopo aver superato un piccolo ponte sull'Adige. Si tratta anche in questo caso di una ferrovia a scartamento metrico lunga circa 800 m, quasi completamente in rettilineo (fatta salva una curva vicino alla stazione di base della funicolare, atta a permettere ai carri di raggiungere la posizione corretta di carico).

Nei pressi dello stabilimento si trova altresì la stazione di Lasa, servita dalla ferrovia della Val Venosta, ove fino al 1990 i massi venivano caricati su appositi convogli che li trasportavano poi al di fuori della valle. Tali servizi non sono poi stati ripristinati all'atto della riapertura della linea, avvenuta nel 2005 limitatamente al servizio passeggeri.

Materiale rotabile[modifica | modifica wikitesto]

Il materiale motore delle ferrovie inferiore e superiore è costituito da due locomotive TIBB del 1930 (una operativa sulla linea a monte, l'altra a valle), originariamente alimentate tramite linea aerea di contatto e in seguito convertite a trazione Diesel.

Un analogo esemplare, costruito nel 1930 da Carminati & Toselli con equipaggiamento elettrico TIBB, era dotato di trazione ad accumulatori; nel 1941 fu ceduto alla ferrovia della Val di Fiemme e converito con presa di corrente a pantografo pel l'alimentazione a 2600 V[6] la quale fu accantonata prima della chiusura della linea[7]. Lo stesso venne accantonato prima della chiusura della stessa[7].

I locomotori trainano carri a carrelli Carminati & Toselli del 1929, su cui vengono caricati i blocchi di marmo[1].

Utilizzo del marmo estratto[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni esempi dove è stato utilizzato il marma di Lasa:[8]

Ma anche per vari monumenti artistici:[8]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Il treno delle cave di marmo, op. cit.
  2. ^ La ferrovia marmifera di Lasa - lasamarmo.it
  3. ^ Vereins der Freunde der Schrägbahn - schraegbahn.it
  4. ^ A Lasa spira aria di cambiamenti - lasamarmo.it
  5. ^ Ferrovia marmifera - venosta.net
  6. ^ Giovanni Cornolò e Nico Molino, Locomotive ad accumulatori, Duegi Editrice, Ponte San Nicolò, 2007, p. 37. ISBN 88-95096-06-1.
  7. ^ a b A. Muratori, Quel treno per Predazzo, in Mondo Ferroviario, n. 21, gennaio 1988, p. 6.
  8. ^ a b (DE) Wilhelm Ritter von Flattich, Eisenbahn-Hochbau, Lehmann & Wentzel, Vienna, p. 89, 1855.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Il treno delle cave di marmo in I Treni Oggi, n. 65, novembre 1986, pp. 16–20.
  • Alessandro Albè, La ferrovia dei marmi di Lasa, in Tutto treno n. 160, gennaio 2003, pp. 24–26
  • Andrea Canale e Fabio Tomaselli, La ferrovia marmifera di Lasa, in Il treno in val Venosta da Merano a Malles, ETR Editrice Trasporti su Rotaie, 2005
  • Hubert Tscholl e Wolfgang Morscher, Die Laaser Marmorbahn - ein Meisterwerk der Technik, Studien-Verlag, Innsbruck-Vienna-Bolzano, 2009. ISBN 978-3-7065-4800-7

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]