Pantografo (trasporti)

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Si definisce pantografo un organo che permette, sui veicoli ferroviari, la ricezione dell'energia elettrica da una linea aerea soprastante allo scopo di alimentarne le apparecchiature come i motori, il riscaldamento elettrico, il condizionamento e tutti gli eventuali dispositivi ausiliari di bordo[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Pantografo del 1895 su una locomotiva Baltimore & Ohio Railroad. Il contatto scorre dentro la barra a sezione , così si rende necessario svincolo laterale e verticale.

Il pantografo fu inventato nel 1879 da Walter Reichel, ingegnere capo alla Siemens & Halske di Germania.[2] Il pantografo piano scorrevole fu inventato nel 1895 per la linea ferroviaria Baltimore and Ohio Railroad[3]

Il pantografo romboidale (o a diamante) fu inventato da John Q. Brown della Key System per il commutatore delle linee tra San Francisco (California) e la East Bay sezione della San Francisco Bay Area in California.[4][5] Vennero fotografati per la prima volta in uso il 26 ottobre 1903.[6] Per molti decenni il disegno romboidale è rimasto in uso in tutto il mondo, e usato tutt'ora.

Il pantografo fu lo sviluppo della semplice asta di captazione (trolley pole), implementato per maggior capacità di seguire la linea e di rimanervi in contatto anche ad alte velocità.

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

Modello di pantografo classico
Esempio di pantografo monobraccio della francese Faiveley.

Viene utilizzato principalmente dalle locomotive elettriche ferroviarie e tranviarie ma trova impiego anche negli apparecchi mobili di preriscaldamento e precondizionamento dei vagoni viaggiatori e in alcune ferrovie estere anche per le attrezzature di alcune vetture ristorante.

È composto da un parallelogramma a bracci snodabili che nel vertice superiore sorregge un pattino denominato strisciante realizzato con materiali resistenti agli agenti atmosferici, con basso coefficiente d'attrito e con buona conducibilità elettrica; nel tempo si sono succeduti vari tipi di materiali, in genere leghe a base di rame; in epoca moderna si cerca si utilizzare striscianti in grafite e rame sinterizzati, poiché risulta più semplice la manutenzione del pantografo rispetto a quella della catenaria. Viene montato sul tetto dei veicoli ferroviari su un telaio isolato e collegato, mediante cavo ad alto isolamento, a dei dispositivi di protezione contro le sovratensioni accidentali e quindi ai circuiti di utilizzazione di bordo.[7]

Nei mezzi di trazione ferroviaria, in genere, vengono montati due pantografi. Questo per evitare che, in caso di guasto del pantografo in uso, il treno venga immobilizzato: dunque è sufficiente escludere il pantografo guasto dal circuito facendolo abbassare e sostituirlo per l'alimentazione con l'altro pantografo facendolo sollevare.

Dagli ultimi anni del XX secolo vengono costruiti sempre più mezzi di trazione interoperabili, adatti cioè alla circolazione su reti alimentate con tensioni e correnti differenti, con caratteristiche costruttive della catenaria diverse o con differente sagoma limite elettrica; ciò ha comportato la necessità di dotare le locomotive e gli elettrotreni di un numero maggiore di pantografi, anche tre o quattro, adatti all'uso specifico di ogni singola variante.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Franco Policicchio, Lineamenti di infrastrutture ferroviarie, Firenze University Press, p. 147.
  2. ^ A Century of Traction. Electrical Inspections, page 7, by Basil Silcove
  3. ^ A ninety-six ton electric locomotive, in Scientific American, New York, 10 agosto 1895.
  4. ^ U.S. Patent No. 764224 issued July 5, 1904
  5. ^ Vernon Sappers, Key System Streetcars, Signature Press, 2007, pp. 369.
  6. ^ Walter Rice and Emiliano Echeverria, The Key System: San Francisco and the Eastshore Empire, Arcadia Publishing, 2007, pp. 13, 16.
  7. ^ Marco Poletti, STUDIO DI MASSIMA DI UNA MACCHINA AVVOLGI PALLETS INNOVATIVA - Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, seconda facoltà di ingegenria, sede di Cesena - Corso di laurea specialistica in Ingegneria Meccanica classe 36/S - Sede di Forlì - Tesi di laurea in Disegno Tecnico Industriale (PDF), amslaurea.unibo.it, 2012. URL consultato il 01/06/2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michele Manzo, Il nuovo pantografo tipo 52 F.S., in Ingegneria ferroviaria, 18 (1963), n. 9, pp. 787–801

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