Ferrovia della Val Gardena

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Ferrovia della Val Gardena
Grödnerbahn
Ferata de Gherdëina
GardenaRailroadMap.svg
Inizio Chiusa
Fine Plan
Stati attraversati Italia Italia
Lunghezza 31 km
Apertura 6 febbraio 1916
Chiusura 28 maggio 1960
Gestore Italia Ferrovie dello Stato (1919-1962)
Precedenti gestori War flag of Austria-Hungary (1918).svg Imperial regio Esercito (1916-1918)
Scartamento 760 mm
Ferrovie

La ferrovia della Val Gardena (in tedesco Grödnerbahn, in gardenese Ferata de Gherdëina) fu una linea ferroviaria a scartamento ridotto bosniaco che collegava le località di Chiusa e Plan, attraversando la Val Gardena.

Costruita dall'esercito imperiale austriaco durante la prima guerra mondiale come via di comunicazione da e per il fronte, ad uso strettamente militare, nel dopoguerra, con il passaggio dell'Alto Adige all'Italia, svolse servizio viaggiatori e merci.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

28 maggio 1960: l'ultimo treno per Plan prima della dismissione della linea fotografato all'uscita della galleria Sant'Ulderico
Interno della galleria di Sant'Ulderico (2000)
Treno sul viadotto Marzan, ancora costruito in legno
La stazione di Selva di Val Gardena con un convoglio in transito

La ferrovia, nata essenzialmente per esigenze belliche, venne costruita dal genio ferroviario militare austriaco tra il 1915 e il 1916. Dati gli scopi e la necessità di realizzarla in tempi brevi, la costruzione avvenne con metodi sbrigativi e materiali economici (i ponti e viadotti vennero costruiti in legno e solo in seguito sostituiti da opere in muratura) utilizzando come manodopera prigionieri di guerra russi[1]. La ferrovia fu attivata il 6 febbraio 1916, dopo cinque mesi di lavori[2], fatta salva la galleria di Santa Cristina, ancora in costruzione, che costrinse a costruire un insolito tracciato provvisorio nel cuore del centro abitato: i treni, una volta giunti presso la locale chiesa parrocchiale, dovevano fermarsi e ripartire in retromarcia.

Col passaggio del territorio di appartenenza all'Italia, la linea venne modificata per renderla adatta al trasporto di persone e merci; sebbene la sede ferroviaria fosse già predisposta per uno scartamento maggiore, venne mantenuto lo scartamento ridotto da 760 mm. Alla fine degli anni 1910 la ferrovia aveva acquisito una certa rilevanza economica: il turismo nella zona dolomitica aveva ripreso vigore e cresceva la richiesta di prodotti di artigianato ligneo. La ferrovia permetteva ai turisti di raggiungere la valle direttamente da Chiusa, godendosi peraltro di un tragitto panoramico, e rivestiva anche un ruolo fondamentale per il trasporto di merci[3].

L'orario di servizio in vigore dal 22 maggio 1937 prevedeva 4 coppie di treni misti (passeggeri e merci) giornalieri, con una coppia aggiuntiva nel periodo 1º luglio-15 settembre. Il primo treno partiva da Chiusa alle ore 6:05 del mattino e l'ultimo vi ritornava alle 21:02. Il treno impiegava in media 2 ore e 40 minuti a compiere il percorso.

Nel 1955 il trenino fu incluso nelle riprese cinematografiche per la realizzazione del film Il prigioniero della montagna (Flucht in die Dolomiten) del regista ed attore Luis Trenker; ciò permise di documentare con immagini a colori e sonorizzate l'esistenza della tratta.

Nonostante il costante aumento di traffico turistico, la linea non fu fatta oggetto alcun potenziamento; il 28 maggio 1960, nonostante fosse già stato rinnovato l'armamento (ma non il materiale di trazione, obsolescente) il servizio venne soppreso e sostituito con corse di autobus[4].

La linea venne soppressa ufficialmente e disarmata due anni dopo[5].

Nel 1969 il tracciato dismesso, nella tratta Chiusa-Ortisei, venne reimpiegato per la costruzione di una nuova strada di accesso alla valle, in vista delle gare dei Campionati mondiali di sci alpino 1970[4]. La sede ferroviaria della parte alta della valle è invece diventata un sentiero pedonale di collegamento tra i diversi paesi.

Nessuna infrastruttura ferroviaria - fatte salve le gallerie e i viadotti, seppur riattati a nuove destinazioni d'uso - è tuttavia stata conservata.

Nel 2011 il Museum Ladin Ćiastel de Tor ha dedicato una mostra e un catalogo alla storia della ferrovia gardenese.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Aiuto
Audio (info file)
Registrazione originale del suono del treno il giorno dell'ultima corsa[6]

La linea era a binario unico e a scartamento ridotto da 760 mm (detto anche scartamento bosniaco). La trazione fu sempre a vapore.

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Stazioni e fermate
Continuation backward
Linea per Brennero
Station on track Unknown route-map component "exKBHFa"
0,00 Chiusa/Klausen 520 m s.l.m.
Straight track Unknown route-map component "exBRÜCKE"
0,60 Viadotto elicoidale di Chiusa
Straight track Unknown route-map component "exTUNNEL1"
1,00 Galleria Gramphofen (92 m)
Straight track Unknown route-map component "exBRÜCKE"
3,80 Viadotto Marzan o dell'Aquila
Unknown route-map component "CONTfr" Unknown route-map component "exSTR"
Linea per Bolzano
Unknown route-map component "exHST"
6,81 Novale di Laion/Lajen-Ried 781 m s.l.m.
Unknown route-map component "exBRÜCKE"
11,45 Viadotto Kubachgraben
Unknown route-map component "exTUNNEL1"
11,80 Galleria Kubachgraben (82 m)
Unknown route-map component "exHST"
13,26 San Pietro/Sankt Peter 1035 m s.l.m.
Unknown route-map component "exHST"
17,00 Roncadizza/Runggaditsch 1175 m s.l.m.
Unknown route-map component "exBHF"
19,93 Ortisei/St. Ulrich 1224 m s.l.m.
Unknown route-map component "exTUNNEL1"
20,10 Galleria Sant'Ulderico (140 m)
Unknown route-map component "exHST"
23,60 Soplases/Soplajes/Inner-Riedl
Unknown route-map component "exBHF"
25,09 Santa Cristina/Sankt Christina 1396 m s.l.m.
Unknown route-map component "exTUNNEL1"
25,40 Galleria Santa Cristina (202 m)
Unknown route-map component "exHST"
27,10 Castel Gardena/Fischburg-Regensburgerhütte 1430 m s.l.m.
Unknown route-map component "exHST"
28,00 La Pozza
Unknown route-map component "exHST"
29,90 Selva/Wolkenstein 1495 m s.l.m.
Unknown route-map component "exKBHFe"
31,41 Plan 1592 m s.l.m.

La difficile orografia della Val Gardena e il grande dislivello da superare tra i due capolinea (dai 520 m s.l.m. di Chiusa si arrivava ai 1592 m di Plan, la stazione ferroviaria a maggior altitudine d'Italia) resero la costruzione della linea piuttosto complessa. Per evitare che i treni dovessero affrontare percorsi eccessivamente in pendenza, si realizzarono diverse gallerie, viadotti e percorsi dalla forma insolita.

Già presso la stazione di partenza di Chiusa venne quindi costruito un viadotto elicoidale, in modo tale che i convogli potessero subito salire di quota. Indi il percorso costeggiava il fianco sinistro della Valle Isarco fino a Novale, per poi curvare a sinistra verso il viadotto e la galleria Kubachgraben, che costituivano la "porta d'accesso" alla Val Gardena. Indi il tracciato proseguiva in modo piuttosto tortuoso, con curve anche molto strette (presso Santa Cristina ve n'era una elicoidale di 250°).

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

A Ortisei, sulla passeggiata Luis Trenker, è stata monumentata la locomotiva R.410.004.

Materiale rotabile[modifica | modifica wikitesto]

Sulla linea prestarono servizio[7] in una prima fase una ventina di motrici eterogenee, tra cui almeno una Mallet. Successivamente sulla linea entrarono in esercizio 7 locomotive KuK HB IVc di rodiggio D costruite dalla Krauss. Erano munite del freno continuo automatico a vuoto sistema Hardy di uso comune nelle ferrovie austro-ungariche. Dopo la presa in carico della linea da parte delle FS nel 1919, tali motrici furono immatricolate come gruppo R.410.

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Una gita in Val Gardena, iTreni 204/1999 p. 28
  2. ^ Elfriede Perathoner, Stefano Planker, Scibla mo n iede - Endstation Zukunft - Fine corsa futuro catalogo della mostra sul trenino della Val Gardena, p. 105, Museum Ladin, 2011
  3. ^ Storia dell’artigianato Gardenese - bergland.it
  4. ^ a b Una gita in Val Gardena, in "I Treni" n. 204, 1999, p. 29
  5. ^ Decreto del presidente della Repubblica 14 luglio 1962, n. 1265, in materia di "Soppressione dalla rete delle ferrovie dello Stato della linea ferroviaria Chiusa-Plan Val Gardena."
  6. ^ Archivio Alex Moroder Radio Ladin de Gherdëina File dalla Mediateca.
  7. ^ Piero Muscolino, Ricordi ferrotranviari di viaggi per le Dolomiti, Calosci Editore, Cortona 1997 (terza edizione), p.237-242 ISBN 88-7785-000-0

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Elfriede Perathoner, Stefan Planker: Scibla mo 'n iëde. Museum Ladin, San Martin de Tor 2011, ISBN 978-88-89255-33-9. Catalogo di una mostra (LLD) (DE) (IT) .

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità GND: (DE4328239-8