Domenicane

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Le domenicane sono le religiose dei monasteri del second'ordine o delle congregazioni del terz'ordine regolare che hanno a capo supremo il maestro generale dell'ordine dei frati predicatori.

Second'ordine[modifica | modifica wikitesto]

San Domenico

Gli inizi delle monache domenicane si fanno risalire al 1206, quando san Domenico e Diego d'Acebes riunirono a Prouille una comunità di donne convertite dal catarismo, le imposero un regime di vita penitenziale e le affidarono l'educazione delle giovani.[1]

Nel 1219 a san Domenico fu affidato l'incarico di riformare alcuni monasteri femminili a Roma: Domenico riunì le religiose dei vari monasteri in una nuova casa presso San Sisto e chiamò alcune monache da Prouille per formarle.[2]

Domenico fondò anche i monasteri di Tolosa e Madrid e le fondazioni si moltiplicarono dopo la sua morte, tanto che nel 1303 i monasteri di religiose incorporati all'ordine erano già 149.[3]

Dal 1880, oltre ai monasteri delle monache domenicane, esistono anche quelli delle domenicane del Rosario perpetuo.[4]

Congregazioni del terz'ordine[modifica | modifica wikitesto]

Le origini delle suore domenicane risalgono al XV secolo, quando gruppi di terziarie secolari iniziarono a riunirsi per condurre vita comune e per dedicarsi a ad attività come l'educazione delle giovani. Queste comunità, basate sui voti semplici e sulla clausura vescovile, in Spagna erano chiamati beateri.[5]

Le prime vere congregazioni di suore domenicane sorsero in Francia nella seconda metà del Seicento: una fu quella iniziata dalla venerabile Agnese Galand, monaca a Langeac, che a Le Puy organizzò un gruppo di terziarie che nell'Ottocento presero il nome di Domenicane della Misericordia; un'altra fu quella fondata nel 1696 a Sainville dalla terziaria domenicana Marie Poussepin, che poté definirsi domenicana solo nel 1897.[6]

Nel Settecento i missionari domenicani spagnoli organizzarono in Vietnam delle comunità di terziarie indigene per il lavoro missionario: questi gruppi, in origine autonomi, si riunirono in congregazione nel 1951.[7]

Il maggior numero di congregazioni domenicane ebbe inizio nell'Ottocento, finita l'epoca napoleonica.

Molte di esse sorsero a opera delle monache del secondo ordine e contribuirono a diffondere l'ordine nei paesi extraeuropei: le domenicane del monastero di Santa Croce a Ratisbona nel 1853 aprirono una casa a Brooklyn (trasferita poi ad Amityville), che diedero inizio a oltre dieci congregazioni di suore diffuse negli Stati Uniti d'America (Mission San José, Racine, Adrian, Grand Rapids...); dal monastero domenicano di Sant'Orsola di Augusta ebbero origine alcune congregazioni sudafricane (King William's Town, Oakford); il monastero svizzero di Schwyz è padre della congregazione delle domenicane di Arenberg.[8]

Altre congregazioni ebbero inizio a opera di monasteri femminili del terz'ordine regolare, soprattutto in Francia, grazie all'influsso di Jean-Baptiste Henri Lacordaire che diede un grande impulso all'attività educativa dell'ordine: dal monastero di Nancy ebbe origine la congregazione romana di San Domenico; il monastero irlandese di Cabra ebbe un notevole influsso sulle congregazioni australiane.[9] Molte congregazioni ebbero origine da congregazioni più antiche, come quella di St. Catherine nel Kentucky e quella di Albi.[10]

La maggior parte della congregazione di suore domenicane è dedita all'assistenza infermieristica o all'insegnamento; alcune hanno finalità missionarie (Maryknoll, Pamplona) o ecumeniche (Mossul); altre hanno un carattere essenzialmente contemplativo (Betania).[11]

Istituti di suore domenicane affiliati all'Ordine[modifica | modifica wikitesto]

Marie Poussepin, fondatrice Domenicane della Presentazione
Marie-Jean-Joseph Lataste, fondatore delle Suore Domenicane di Betania
Francisco Coll Guitart, fondatore delle Religiose Domenicane dell'Annunziata

Le prime affiliazioni formali di congregazioni di suore al primo ordine domenicano avvennero sotto il governo di Vincenzo Jandel e proseguirono sotto Giuseppe Sanvito e José Maria Larroca. Andreas Frühwirth nel 1895 fissò delle norme per disciplinare la materia: per ottenere l'affiliazione un istituto doveva adottare l'abito domenicano, una formula di professione dei voti simile a quella del prim'ordine e la liturgia domenicana. Le congregazioni sorte da monasteri del secondo o terzo ordine non avevano bisogno di un decreto di affiliazione formale essendo la loro aggregazione all'ordine implicita.[12]

Sono numerose le congregazioni di suore domenicane formalmente affiliate all'ordine dei frati predicatori:[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luigi Abele Redigonda, DIP, vol. III (1976), col. 780.
  2. ^ Luigi Abele Redigonda, DIP, vol. III (1976), col. 782.
  3. ^ Luigi Abele Redigonda, DIP, vol. III (1976), col. 783.
  4. ^ Luigi Abele Redigonda, DIP, vol. III (1976), col. 912.
  5. ^ Innocenzo Venchi, DIP, vol. III (1976), col. 793.
  6. ^ Innocenzo Venchi, DIP, vol. III (1976), col. 794.
  7. ^ Innocenzo Venchi, DIP, vol. III (1976), col. 795.
  8. ^ Innocenzo Venchi, DIP, vol. III (1976), col. 796.
  9. ^ Innocenzo Venchi, DIP, vol. III (1976), col. 797.
  10. ^ Innocenzo Venchi, DIP, vol. III (1976), col. 799.
  11. ^ Innocenzo Venchi, DIP, vol. III (1976), col. 802.
  12. ^ Innocenzo Venchi, DIP, vol. III (1976), col. 803.
  13. ^ cfr. prospetto in DIP, vol. III (1976), coll. 807-812.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guerrino Pelliccia e Giancarlo Rocca (curr.), Dizionario degli Istituti di Perfezione (DIP), 10 voll., Edizioni paoline, Milano 1974-2003.
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