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European Rugby Champions Cup

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European Rugby Champions Cup
Altri nomi
  • Heineken Cup
  • Heineken Champions Cup
  • Investec Champions Cup
Sport
Tiposquadre di club
LuogoFrancia, Galles, Inghilterra, Irlanda, Italia, Scozia e Sudafrica
OrganizzatoreEuropean Professional Club Rugby
TitoloCampione d'Europa
Cadenzaannuale
Aperturadicembre
Chiusuramaggio
Partecipanti24
FormulaA gironi + play-off
Storia
Fondazione1995
Numero edizioni30 al 2025
DetentoreBordeaux Bègles
Record vittorieTolosa (6)
Edizione in corso2025-26

European Rugby Champions Cup, più brevemente Champions Cup, è la massima competizione europea di rugby a 15 per club. Con il nome e la governance attuale esiste dal 2014, anno in cui European Professional Club Rugby, proprietario e organizzatore della competizione, subentrò a European Rugby Cup, fondatore nel 1995 del torneo noto fino al 2014 come Heineken Cup. L'albo d'oro della competizione è comunque unificato.

I club si qualificano annualmente alla competizione attraverso i tre maggiori campionati di lega europei, Premiership Rugby (Inghilterra), Top 14 (Francia) e United Rugby Championship; non essendo quest'ultimo un campionato nazionale, le federazioni rappresentabili in Champions Cup (Scozia, Galles, Irlanda, Italia e Sudafrica) possono variare a seconda di quali dei propri club vi si qualifichino.

Dal 2023 la competizione è nota come Investec Champions Cup per via di accordo commerciale con l'istituto finanziario anglo-sudafricano Investec[1]. In precedenza lo sponsor di più lungo corso della competizione fu il birrificio olandese Heineken (1996-2014 e 2018-2023), il cui nome tuttavia non poté essere usato in Francia a seguito della legge Évin del 1991 che vieta in tale Paese l'accoppiamento di marchi di alcoolici e tabacco a eventi sportivi e di spettacolo.

Strutturata di base con una fase a gironi e una a play-off, ha visto nel tempo cambiare sia il numero di squadre partecipanti che quello dei gironi e del loro funzionamento, l'unica costante essendo l'assegnazione del titolo tramite una finale in gara unica in campo neutro. Nella sua più recente edizione (2025-26) il torneo prevede la partecipazione di 24 club ripartiti in prima fase su 4 gironi da 6 squadre ciascuno.

La vittoria nel torneo conferisce il titolo di campione d'Europa di club; al 2025 si sono tenute trenta edizioni di torneo e il club francese del Tolosa è il più vittorioso, avendolo vinto sei volte; alle sue spalle l'irlandese Leinster con quattro vittorie e a seguire l'accoppiata anglo-francese Saracens e Tolone con tre. Sono solo tre le federazioni a vantare vittorie nella competizione: i club francesi hanno vinto tredici edizioni, compresa la più recente, quella del 2025, vinta dal Bordeaux Bègles, alla sua prima vittoria assoluta, a seguire quelli inglesi con dieci vittorie e quelli irlandesi con sette.

Ad agosto 1995 l'International Rugby Football Board (oggi World Rugby) aprì al professionismo la disciplina del rugby a 15[2][3], lasciando tuttavia alle singole federazioni la libertà di decidere lo status dei propri tesserati[2].

Logo di Heineken Cup dell'epoca ERC (1995-2014)

A seguito di tale pronunciamento nacque European Rugby Cup (ERC), un organismo partecipato e finanziato dalle maggiori leghe e federazioni europee, ivi compresa l'Italia, destinato a gestire il rugby d'élite di club nel continente[4], che nel giro di pochi giorni, incamerata l'adesione dei club francesi, italiani, gallesi, irlandesi e anche del Farul Costanza, campione di Romania invitato alla competizione, pubblicò il calendario della Coppa Europa (in inglese European Cup), calibrata su 12 settimane con finale in programma a Cardiff[5]. Avendo la federazione inglese (RFU) imposto una moratoria di una stagione prima di aderire al professionismo[6], essa decise di non concedere ai propri club la licenza per partecipare all'istituenda competizione continentale[7]; la Scozia seguì a ruota, nonostante un iniziale blando interesse a partecipare fin da subito[8][9].

MilanLeinster al Giuriati: l'irlandese Victor Costello contrastato da Diego Domínguez e due altri suoi compagni nella Coppa 1997-98.

La prima edizione della Coppa vide ai nastri di partenza dodici squadre: tre ciascuna per Francia, Galles e Irlanda (rispettivamente Bègles, Castres e Tolosa; Cardiff RFC, Pontypridd e Swansea; Leinster, Munster e Ulster); due per l'Italia (Milan e Benetton) e una per la Romania, il Farul Costanza. Le dodici squadre furono ripartite in quattro gironi da tre ciascuna, con partite di sola andata; ogni squadra avrebbe disputato un incontro in casa e uno in trasferta[5]. Singolarmente, fu la Romania, federazione che in quell'occasione fece la sua prima e unica apparizione nella Coppa, a ospitare il primo incontro ufficiale internazionale di club in Europa: il 31 ottobre 1995, a Costanza, il locale club ospitò il Tolosa. Gli ospiti vinsero 54-10 e la prima meta fu segnata dal francese Jean-Luc Cester[10].

Tale edizione della Coppa fu relativamente breve, in quanto solo 15 incontri furono necessari per stabilire la squadra campione d'Europa: le prime classificate di ciascuno dei quattro gironi disputarono le semifinali, sempre in gara unica in casa della miglior qualificata dalla fase a gironi, e la finale si tenne il 7 gennaio 1996, quindi nel mezzo della stagione, all'Arms Park, contendenti la squadra di casa, il Cardiff RFC, e il Tolosa, che si impose 21-18 dopo i tempi supplementari fregiandosi del primo titolo di campione d'Europa di club[11][12]. Gli spettatori totali in tutta la manifestazione furono poco più di 97000 (per una media di circa 6500 a incontro), compresi i quasi 22000 che assistettero alla finale[13]. In corso di torneo ERC siglò anche un accordo di naming con il birrificio olandese Heineken, grazie al quale la competizione assunse a novembre 1995 il nome di Heineken Cup[14]. Tuttavia in Francia, per via della cosiddetta legge Évin del 1991[15], la quale vieta l'associazione di marchi di alcolici e tabacchi a eventi sportivi[16], la competizione fu chiamata semplicemente Coppa d'Europa di rugby a XV o anche H Cup.

Già dalla seconda edizione la Coppa assunse, per quanto riguarda la composizione nazionale, quella definitiva: la Romania uscì dalla competizione e Inghilterra e Scozia vi entrarono[17]. La Coppa si tenne quindi tra club afferenti alle federazioni che partecipavano al Cinque Nazioni, Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda e Scozia, oltre all'Italia. I club partecipanti divennero 20 (quattro francesi, gallesi e inglesi, tre irlandesi e scozzesi e due italiani) divisi in quattro gironi da cinque, i primi due classificati di ciascuno dei quali furono ammessi ai quarti di finale. Furono necessarie 47 partite per determinare la vincitrice, ancora una volta proveniente dalla Francia, il Brive, che, nella finale disputata nuovamente all'Arms Park di Cardiff, sconfisse gli inglesi del Leicester per 28 a 9[18]: la media-spettatori rimase sostanzialmente quella dell'edizione precedente, circa 6700, ma alla finale assistette quasi il doppio del pubblico presente a quella di un anno prima, 41664 spettatori[19].

Anche la terza edizione dell'Heineken Cup si disputò a 20 squadre, ma ripartite su 5 gironi i cui vincitori sarebbero stati ammessi direttamente ai quarti; le altre tre partecipanti ai play-off sarebbero uscite da altrettanti spareggi che coinvolsero le cinque seconde classificate e la migliore terza. Quella del 1997-98 fu anche l'edizione in cui la fase a gironi, per la prima volta, si svolse con gare di andata e ritorno[20]. La finale si tenne il 31 gennaio 1998 a Bordeaux e l'Inghilterra iscrisse per la prima volta il proprio nome nell'albo d'oro del torneo grazie a Bath che sconfisse i campioni uscenti di Brive[21]. La stagione 1998-99 ebbe una gestazione travagliata: RFU appoggiò la protesta dei suoi club, che chiedevano una miglior ripartizione dei diritti televisivi dell'evento, dal momento che questi non rappresentavano che una minima parte rispetto a quanto i club incassavano dal loro campionato interno, Premiership Rugby; non si giunse a un accordo e quindi essi disertarono la Coppa[9][22], seguiti dai gallesi di Swansea e Cardiff[9]; Bath, campione uscente, non poté quindi difendere il titolo vinto nell'edizione precedente. La competizione vide alla partenza 16 squadre ripartite in 4 gironi da 4 ciascuna, con 8 squadre, le prime due classificate di ogni girone, ammesse alla fase a eliminazione. La finale si tenne al Lansdowne Road di Dublino e vide per la prima volta la vittoria di una squadra della federazione irlandese (IRFU), l'Ulster, che si impose sugli outsider francesi di Colomiers[23].

La formula a 24 squadre

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Una fase di BathLeicester, tre titoli di campione d'Europa in due

L'edizione 1999-2000 conobbe un'ennesima formula, la quinta consecutiva in altrettante edizioni di torneo, nessuna delle quali uguali a quelle precedenti. Il rientro delle formazioni di Premiership – che portarono in eredità un lucrativo contratto televisivo siglato da BBC con ERC per complessivi 28 milioni di sterline in quattro anni[24] – comportò infatti la trasformazione a 24 squadre con ripartizione in 6 gironi da 4; ad accedere ai quarti furono le vincitrici di ciascuno dei sei gironi e le due migliori seconde. Per la prima volta, inoltre, la gara per il titolo si tenne in primavera a fine stagione e non più tra gennaio e febbraio. L'inedita finale vide di fronte a Bordeaux gli irlandesi del Munster e gli inglesi di Northampton, che si aggiudicarono con l'esiguo punteggio di 9-8 un incontro caratterizzato da una sola meta marcata, peraltro da parte della formazione sconfitta[25].

Nel biennio 2000-2002 si consolidò la supremazia inglese: nel 2001, infatti, Leicester raccolse il testimone da Northampton, divenendo la terza squadra della RFU a laurearsi campione d'Europa dopo aver battuto al Parco dei Principi di Parigi lo Stade français[26]; un anno più tardi di nuovo Leicester, prima squadra a confermarsi campione, vinse la Coppa 2001-02 sugli irlandesi di Munster, nell'occasione registrando il nuovo record d'affluenza per una finale: 74600 spettatori al Millennium Stadium di Cardiff[27].

L'edizione 2002-03, tuttavia, vide un brusco ridimensionamento dell'Inghilterra; nonostante la vittoria dei rispettivi gironi delle ultime due squadre campioni, nessuna delle due giunse alla semifinale, la quale vide invece un confronto incrociato franco-irlandese: da un lato Tolosa contro Munster e, dall'altro, Perpignano contro Leinster. Le due francesi vinsero le rispettive semifinali e per la prima volta la Heineken Cup fu decisa tra due club di una stessa federazione[28]: Tolosa si laureò per la seconda volta campione d'Europa vincendo 22-17 la finale di Dublino[29].

Il nuovo sistema di punteggio

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Lawrence Dallaglio, vincitore di due edizioni della Coppa con London Wasps

Dalla stagione 2003-04 ERC adottò nella fase a gironi il sistema di punteggio allora in vigore nell'Emisfero Sud (in quanto utilizzato dalle Nazionali di Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica per il loro Tri Nations), ovvero 4 punti per la vittoria, 2 per il pareggio, 0 per la sconfitta con 8 punti o più di scarto, 1 per la sconfitta con 7 punti o meno di scarto e 1 punto di bonus alle squadre che marchino in un singolo incontro almeno 4 mete[30]. Tale edizione di torneo vide anche l'ingresso delle franchise federali del Galles: Neath e Swansea formarono congiuntamente gli Ospreys, Llanelli diede vita agli Scarlets, Newport ai Newport Gwen Dragons, la capitale ebbe il Cardiff Blues e sorse anche una quinta franchise, destinata tuttavia a drare un solo anno, il Celtic Warriors, nell'area di Pontypridd e Bridgend[31].

L'edizione del decennale nel 2004-05[32] vide nuovamente una finale tra club connazionali, ancora una volta francesi: Tolosa – già presente nell'altro derby di finale – contro Stade français, ancora alla ricerca del suo primo successo, e di nuovo frustrato nelle sue aspirazioni, visto che il club parigino perse di nuovo e Tolosa divenne la prima formazione a iscriversi per tre volte nell'albo d'oro[33].

Nal 2005-06 fu introdotto un turno preliminare alla competizione al fine di stabilire il 24° club da qualificarvi, il cosiddetto «spareggio italo-celtico», da disputarsi tra la prima non qualificata proveniente dalla Celtic League e l'analoga proveniente dal campionato italiano, al fine di stabilire quale Federazione potesse schierare un club in più rispetto a quelli assegnatile per regolamento. Il primo spareggio fu tra Viadana e i gallesi del Cardiff Blues, e fu vinto da questi ultimi[34]. A titolo statistico, tale edizione del torneo segnò anche il debutto di un direttore di gara italiano, Carlo Damasco, che il 14 gennaio 2006 diresse il suo primo incontro di Heineken Cup (anche se già dal 2002 arbitrava in Challenge Cup, la competizione cadetta) tra Ospreys e Clermont a Swansea[35]. La finale si disputò per la quarta volta a Cardiff e, per la seconda volta, al Millennium Stadium: una delle due finaliste fu Munster, in precedenza giunta alla gara per il titolo proprio nella prima occasione in cui essa si tenne in tale stadio. La franchigia irlandese trovò i francesi del Biarritz, questi ultimi alla loro prima finale, e li sconfisse per 23-19, iscrivendo il nome della sua federazione per la seconda volta nell'albo d'oro, dopo la vittoria di Ulster sette stagioni addietro[36].

Gli inglesi London Wasps festeggiano la loro seconda coppa dopo la finale 2006-07 a Twickenham

L'edizione tenutasi nel 2006-07 vide alcune novità statistiche di rilievo: la vittoria del Parma dello spareggio italo-celtico contro i Dragons[37], che per la prima – e, allo stato, unica – volta diede all'Italia tre club nella competizione[38], e la disputa del primo match internazionale ufficiale di club in Svizzera, allo Stade de Genève[39] tra i francesi del Bourgoin-Jallieu e gli irlandesi di Munster. Per quanto riguarda invece i record di squadra, Scarlets e Biarritz vinsero i rispettivi gironi con sei vittorie su sei incontri, record raggiunto solo da altre tre squadre in quattro occasioni precedenti (Wasps 1997-98, Bath 2000-01, Leinster 2002-03 e 2004-05, quest'ultima performance dopo l'introduzione del meccanismo dei bonus). Nell'ultima giornata della prima fase gli Scarlets realizzarono 27 punti, record nell'era-bonus; più tardi nello stesso giorno il Biarritz stabilì il nuovo primato con 29 (su 30 punti realizzabili al massimo), mancando proprio all'ultimo incontro, pur vinto, la possibilità di realizzare un punto di bonus in ciascuna delle sei gare del girone.

F. Contepomi e Castrogiovanni in LeicesterLeinster della coppa 2007-08

La finale, tutta inglese (terza volta assoluta in cui a contendersi il titolo furono due club della stessa Federazione), fu disputata a Twickenham e registrò l'allora affluenza record di 81076 spettatori[40]; essa vide prevalere, davanti al pubblico di casa, il London Wasps per 25-9 sulla connazionale Leicester[40]. Si trattò, nell'occasione, della terza finale tra club della stessa federazione, la prima tra due inglesi.

L'unica novità statistica che caratterizzò la 13ª edizione della competizione, quella del 2007-08, fu l'utilizzo per la prima volta di Twickenham quale sede di semifinale[41], laddove fino ad allora era sempre stato usato come sede di finale e, in un'occasione, nel 2004-05, come impianto dell'Harlequins nella fase a gironi contro Munster[41]. Fu invece il Millennium Stadium di Cardiff a ospitare la gara per il titolo, che per la terza volta in tre assegnazioni vide di scena Leinster, in tale occasione opposta a Tolosa: la squadra irlandese vinse 16-13 divenendo bicampione europea come Wasps e Leicester[42]. A titolo statistico, altresì, Tolosa, fu il primo club a raggiungere cinque finali.

La federazione italiana rinunciò allo spareggio italo-celtico in quanto non in grado di indicare in tempo utile la squadra terza classificata del Super 10 2007-08 destinata a disputarlo[43], lasciando quindi via libera al Newport Gwent Dragons[43]. In corso di edizione fu registrato un ulteriore record, quello di presenze per incontro di club (82208 spettatori) al Croke Park di Dublino, un derby irlandese tra Leinster e Munster[44], che resistette fino al 2014 quando fu battuto da Wembley[45]. Nella finale tenutasi allo stadio di Murrayfield di Edimburgo, il citato Leinster batté 19-16 l'inglese Leicester, vincendo così la coppa per la prima volta nella sua storia[46].

La sovrapposizione con la finale di Champions League

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La finale dell'edizione 2009-10, in programma il 22 maggio 2010 allo Stade de France di Saint-Denis, per la prima volta coincise temporalmente con quella della Champions League di calcio; ciò fu conseguenza del fatto che a partire da tale stagione l'UEFA – organismo di governo del calcio europeo – spostò al sabato la finale della sua competizione maggiore per club, cessando quindi una pluridecennale tradizione (54 edizioni) che vedeva il prestigioso trofeo assegnato di mercoledì. Tale scelta fu poco gradita da ERC per le complicazioni che a suo avviso avrebbero potuto sorgerne dal punto di vista televisivo e commerciale: nonostante infatti la differente logistica e tempistica (Madrid alle 20:45 per la finale di calcio, Saint-Denis nel tardo pomeriggio per quella di rugby), per evitare l'accavallamento dei due eventi si ventilò l'ipotesi, poi messa in pratica, di dare il calcio d'avvio della finale di Heineken Cup non oltre le 18[47]. Le preoccupazioni economiche traevano origine dal ruolo che la stessa Heineken manteneva in entrambe le competizioni in quanto, oltre a dare il proprio nome a quella di rugby, era anche tra i principali partner commerciali dell' UEFA[47]. Tale incrocio d'eventi rimase un unicum: la finale di Heineken Cup successiva si tenne infatti il 21 maggio 2011, mentre quella della contemporanea edizione di UEFA Champions League andò in scena il 28 successivo, e da allora non si sono più verificate sovrapposizioni.

Tornando alla finale 2009-10, essa vide per la terza volta di scena due francesi: il solito Tolosa, protagonista dei due precedenti derby di finale, vinse la sua quarta Coppa battendo la connazionale Biarritz con il punteggio di 21-19, rafforzando quindi la sua posizione di leadership della competizione[48]. All'incontro assistettero 78962 spettatori[49], all'epoca record per l'Europa continentale.

Le doppiette di Leinster e Tolone

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BenettonScarlets, fase a gironi della coppa 2010-11

Tra il 2011 e il 2012 Leinster eguagliò l'impresa – riuscita dieci anni addietro a Leicester – di rivincere il titolo da campione uscente: nella finale 2010-11, tenutasi al Millennium Stadium di Cardiff[50], gli irlandesi sconfissero 33-22 gli inglesi di Northampton 33-22[51] e, l'anno successivo a Twickenham, davanti a 81774 spettatori (nuovo record per una finale)[52], ripeterono la performance nell'ennesima finale tra connazionali, nell'occasione contro Ulster, battuta 42-14[52]; fu la terza vittoria in tre finali per Leinster[52], nonché la terza in quattro edizioni[52].

Quarta finale tra club francesi nel 2012-13, nonché sesta assoluta tra connazionali su 18 edizioni[53]: in tale occasione tuttavia Tolosa non fu presente, perché a rappresentare la FFR furono due club alla loro prima finale assoluta[53], il Tolone, multinazionale capitanata dall'inglese Jonny Wilkinson, e il Clermont, in passato vincitore di due Challenge Cup. All'Aviva Stadium di Dublino fu la precisione al tiro proprio di Wilkinson a fare la differenza tra le due squadre: l'inglese marcò 11 dei 16 punti con cui Tolone vinse di misura l'incontro (16-15, due mete a uno per Clermont, che conduceva 15-5 a meno di mezz'ora dalla fine della partita[54][55]).

L'inglese Jonny Wilkinson, protagonista delle vittorie 2013 e 2014 di Tolone

Tolone bissò il successo nella stagione seguente, l'ultima organizzata da ERC, divenendo così il terzo club a vincere due volte consecutivamente il torneo dopo Leicester e Leinster. Nella finale di Cardiff i francesi batterono 23-6 un'altra esordiente, l'inglese Saracens, vittoria che coincise con l'ultimo incontro europeo di club di Jonny Wilkinson che realizzò 13 punti (due trasformazioni, un drop e due piazzati)[56].

La nascita di European Professional Club Rugby

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Già nel 2007 – in prossimità della scadenza dell'accordo quinquennale che legava le sei federazioni fondatrici di ERC alle competizioni da questa organizzata – i club francesi e inglesi avevano minacciato il boicottaggio delle Coppe europee[57]; tale mossa fu però censurata dalle rispettive federazioni, le quali sostennero l'obbligatorietà della partecipazione delle proprie squadre alla rassegna continentale[57]. La manovra fu aspramente criticata dall'allora presidente dell'International Rugby Board, il nordirlandese Syd Millar[58], il quale accusò le società scissioniste di «atteggiamento egoista»[58] e «distruttivo»[58], che avrebbe portato sofferenza economica alle squadre di quelle federazioni (la manovra implicava il dimezzamento della presenza di Italia e Scozia in Coppa d'Europa, mentre Galles e Irlanda avrebbero perso una squadra ciascuna) che non disponevano delle risorse finanziarie delle due maggiori union[58].

Si giunse quindi a un nuovo accordo quinquennale siglato nel 2009 ma, di nuovo, nel 2013 i club francesi e inglesi tornarono a chiedere a gran voce una diversa ripartizione dei diritti televisivi e delle quote di rappresentanza in seno all'organismo di coordinamento europeo: in particolare fu chiesto che le squadre fossero portate da 24 a 20 e che fossero tolti gli automatismi di qualificazione del Pro12, legandoli quindi alla posizione di classifica[59]. A inasprire ulteriormente la situazione era emersa la notizia della trattativa separata condotta da Premiership Rugby per la vendita dei diritti televisivi dei propri club nelle competizioni europee, cosa che ERC contestò in quanto propria competenza[59]. I club inglesi e francesi chiedevano una riduzione del torneo a 20 club e l'eliminazione degli automatismi che permettevano a ogni federazione la rappresentanza minima, delegando quindi alla sola classifica finale del Pro12 la qualificazione alla Coppa d'Europa; inoltre rivendicavano una diversa ripartizione dei diritti, all'epoca destinati al 52% ai club del Pro12 e al 24% ciascuno a quelli di Premiership e del Top14 francese[59].

L'accordo non fu trovato e, nel 2014, Premiership e Ligue Nationale de Rugby non rinnovarono l'impegno con ERC e fondarono European Professional Club Rugby (EPCR), organizzazione di fatto fotocopia dell'ERC ma con sede neutrale a Neuchâtel, in Svizzera[60]; ERC diede incarico ai propri impiegati di collaborare con il nuovo organismo per l'organizzazione della massima competizione europea della stagione successiva, che prese il nome di European Rugby Champions Cup[60]. I proventi furono ripartiti in maniera diversa, così come la composizione del torneo fu sostanzialmente rivista. Fatta salva la provenienza delle compagini dai tre maggiori tornei europei, il riparto economico prevedette che i tre campionati si dividessero in parti uguali i proventi[60]; inoltre le squadre furono portate effettivamente a 20 con conseguente taglio di una formazione ciascuna di Italia e Scozia e di due fra tre irlandesi e gallesi[60].

L'European Rugby Champions Cup

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A giugno 2013 ERC aveva annunciato la designazione dello stadio Meazza di Milano quale sede della finale dell'edizione 2014-15 di Heineken Cup[61] ma EPCR, nel frattempo subentrata a ERC nell'organizzazione della competizione[62], non si sentì vincolata a tale impegno e decise di trasferire la finale a Twickenham al fine di «garantire il maggior ritorno finanziario possibile ai club»[63].

La competizione – rinominata European Rugby Champions Cup – prese il via a ottobre 2014 con 20 club partecipanti, dei quali 6 ciascuno provenienti da Premiership inglese e Top 14 francese, 7 dal Pro12 con la presenza garantita per almeno un club per federazione, e uno dallo spareggio tra la settima inglese e quella francese[62]. Tuttavia, ancora a due settimane dalla finale, meno della metà degli 82000 posti disponibili erano già stati piazzati e solo 8000 acquistati dai tifosi francesi di Tolone, il club campione in carica che si presentava per la seconda difesa consecutiva del titolo, e Clermont, sua sfidante[64]. In aggiunta a ciò, fu reso noto che Tolone aveva restituito a EPCR un invenduto pari al 40% della dotazione assegnatagli, e che Clermont aveva venduto appena 5000 biglietti[64]. Ciò lasciava presagire una delle più scarse partecipazioni a una finale europea dai tempi di quella del 2003 a Dublino tra Tolosa e Perpignano (28600 presenze) e un impressionante rovescio rispetto ai sostanziali tutto esaurito delle successive finali fino a quella del 2013[64]. Alcune misure, come la proposta di biglietti a prezzo ridotto in bundle con soluzioni turistiche a Londra[64], non ebbero l'effetto sperato, né l'offerta gratis di biglietti, dovuta a un errore tecnico della piattaforma web di prevendita Ticketmaster[65] costituì un significativo contributo all'affluenza che, al fischio d'inizio della finale, era di 56622 spettatori[64], testimoni della terza vittoria consecutiva di Tolone, nella circostanza primo vincitore della rinnovata competizione[66] nonché primo a conquistarla complessivamente tre volte di seguito[66].

OyonnaxSaracens, fase a gironi della coppa 2015-16

Il biennio successivo fu caratterizzato dal dominio del Saracens: l'edizione 2015-16, posticipata a seguito della Coppa del Mondo in Inghilterra e ulteriormente rinviata a causa degli attentati terroristici di novembre a Parigi[67][68], vide a Lione la prima vittoria in assoluto del club inglese, che sconfisse l'esordiente in finale Racing 92 per 21-9 al termine di una gara senza mete (7 calci piazzati di Owen Farrell per gli inglesi, tre di Joann Goosen per i parigini)[69]. Un anno più tardi i Sarries si ripeterono, divenendo così la settima plurivincitrice del torneo e la quarta a vincerlo da campione uscente: a Edimburgo batterono 28-17 Clermont, a sua volta sconfitto per la terza volta in altrettante finali[70].

Il San Mamés di Bilbao prima della finale 2017-18

L'apertura della competizione a nuove platee coincise con il ritorno al classico per quanto riguarda l'albo d'oro: se da un lato, infatti, EPCR scelse Bilbao come sede di finale della Champions Cup 2017-18, prima volta in assoluto in cui un Paese fuori dal Sei Nazioni ospitava l'ultimo atto della competizione[71], a vincere il torneo fu Leinster, alla sua quarta affermazione a distanza di sei anni dalla precedente, che si impose 21-15 sui francesi del Racing 92 al termine di una gara senza mete, decisa solo dalle realizzazioni su calcio piazzato, sette per i dublinesi e cinque per i parigini[72]; con tale successo Leinster affiancava Tolosa in testa al palmarès europeo.

L'edizione 2018-19 segnò il ritorno di Heineken quale main sponsor della competizione, che assunse ovunque, tranne che in Francia per la citata legge Évin, il nome commerciale di Heineken Champions Cup[73]; inoltre, la rinnovata geografia del Pro12 – rinominato Pro14 dopo l'arrivo di due franchise dal Sudafrica – cambiò i criteri d'ammissione alla Champions Cup: fatti salvi 6 club ciascuno dai campionati inglese e francese, il Pro14 qualificò le tre migliori europee di ciascuno dei due gironi in cui fu suddiviso, più la vincente di uno spareggio tra le due squadre quarte classificate[74]: ciò significò la soppressione definitiva di un minimo di posti garantiti a ogni federazione e, per la prima volta, la mancata partecipazione di un club italiano alla competizione. Fu anche stabilito che un posto fosse riservato automaticamente al club campione uscente o, qualora già qualificato grazie alla posizione in campionato, a quello vincitore della Challenge Cup della stagione precedente[74]. Ennesima novità fu la scelta di uno stadio inglese fuori dal circuito del rugby per la gara di finale: essa si tenne infatti a St James' Park, impianto comunale in usufutto al Newcastle Utd, e vide la vittoria per 20-10 del Saracens, al suo terzo titolo, sui campioni uscenti del Leinster[75].

Quella del 2019-20, con i suoi 11 mesi, fu invece l'edizione più lunga della storia della competizione a causa della pandemia di COVID-19 che nei primi mesi del 2020 iniziò a diffondersi rapidamente in Europa inducendo i governi a limitare i movimenti al minimo indispensabile per ragioni di politica sanitaria e a dilatare i tempi di quelle edizioni di manifestazioni sportive sopravvissute all'annullamento da parte delle rispettive federazioni. La finale era prevista per il 23 maggio 2020 ma il torneo, dopo il completamento della fase a gironi terminata a gennaio, fu rinviato a data da destinarsi[76][77]. A giugno 2020 fu pianificato il calendario dei play-off, che si tennero a settembre[78][79]. La finale, originariamente in programma a Marsiglia, fu riprogrammata il 17 ottobre all'Ashton Gate Stadium di Bristol[80][81]. In uno stadio vuoto per ragioni sanitarie si fronteggiarono Exeter e Racing 92, e il club inglese, all'esordio in una finale, si impose 31-27 iscrivendo per la prima volta il proprio nome nell'albo d'oro[82].

Il post COVID-19

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Il torneo successivo, partito meno di due mesi dopo la fine di quello precedente, fu condotto in piena emergenza sanitaria per quasi tutta la sua durata. EPCR decise l'aumento a 24 dei club partecipanti, con pari rappresentanza in ragione di 8 ciascuno dai tre campionati di provenienza; tuttavia, laddove l'Inghilterra terminò il campionato e riuscì a inviare otto club in coerenza con la classifica finale, la Francia, il cui campionato era stato annullato, iscrisse le migliori otto della classifica alla diciassettesima giornata, l'ultima conclusa prima dei divieti di movimento imposti dalla pandemia[83], e il Pro14 si comportò analogamente, iscrivendo le quattro migliori europee della classifica di ciascuno dei due gironi alla tredicesima giornata[84]. In corso di stagione sopravvennero abbandoni di partita, rinvii decisi da EPCR e appuntamenti annullati, tanto che dopo una prima fase interrotta praticamente a metà a fine 2020 furono introdotti in corso di torneo gli ottavi di finale e lo spostamento da Marsiglia a Londra della finale a causa delle restrizioni sanitarie imposte in Francia[85]. A Twickenham, davanti a una platea contingentata di 10000 spettatori, andò di scena un derby francese tra La Rochelle e Tolosa vinto 22-17 da quest'ultima, alla sua quinta affermazione-record nella competizione[86].

Grégory Alldritt e Antoine Hastoy, impegnati per La Rochelle nel quarto di finale 2022-23 contro Saracens

Quella di Tolosa fu la vittoria d'apertura di un quinquennio di dominio francese sulla competizione. Ristrutturata con una nuova formula che accorciava la fase a gironi e inseriva in maniera strutturale gli ottavi di finale[87], anche l'edizione 2021-22 fu impattata da alcuni casi di COVID-19 che, nella fase a gironi, causarono risultati a tavolino per impossibilità dei club o di presentarsi in campo o di farlo in condizioni di sicurezza. Al terzo tentativo fu alfine possibile tenere la finale al Vélodrome di Marsiglia, nella quale La Rochelle prevalse su Leinster per 24-21 e si aggiudicò il suo primo titolo europeo; l'allenatore del club francese Ronan O'Gara divenne il terzo coach, dopo Ugo Mola e Leo Cullen, a vincere il trofeo sia da giocatore in campo che da tecnico[88].

Ancora La Rochelle fu protagonista dell'edizione 2022-23, tornata alla normalità dopo l'emergenza pandemica e senza più risultati decisi a tavolino per motivi sanitari: a Dublino, nella finale-fotocopia di quella dell'anno prima contro Leinster, furono di nuovo i francesi, ancora una volta di misura, a prevalere e portare a casa il secondo titolo europeo consecutivo e assoluto[89].

Tolosa tornò al successo nel 2024, innalzando a 6 il record di vittorie europee, battendo 31-22 Leinster al Tottenham Hotspur Stadium di Londra e infliggendo agli irlandesi la terza sconfitta consecutiva in finale[90]. In tale stagione la Champions Cup acquisì per la prima volta uno sponsor diverso da Heineken, l'istituto finanziario anglo-sudafricano Investec[1] che diede il proprio nome al torneo. La trentesima edizione della Coppa, tenutasi nel 2024-25, vide un'ulteriore esordiente nell'albo d'oro dopo La Rochelle tre anni prima: ad aggiudicarsi il titolo di campione d'Europa fu il Bordeaux Bègles che, nella finale tenutasi a Cardiff, sconfisse Northampton con il punteggio di 28-20[91].

Regolamento del torneo

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I 24 club partecipanti sono determinati come segue in base ai risultati della stagione precedente[92]:

  • Premiership Rugby: i primi otto classificati della stagione regolare;
  • Top 14: i primi otto classificati della stagione precedente;
  • United Rugby Championship: i migliori otto club della stagione precedente a prescindere dalla nazionalità di ciascuno di essi.

Il club campione in carica e quello vincitore di Challenge Cup della stagione precedente sono qualificati di diritto. Tuttavia, tale privilegio opera solo nel caso in cui una o entrambe non siano già qualificate tramite la classifica: qualora tale ipotesi si verificasse, la squadra qualificata di diritto subentra alla qualificata di rango più basso della propria lega di appartenenza.

Per quanto riguarda altresì lo svolgimento della competizione, dal 2023 vige il seguente regolamento[93]:

  • I club partecipanti sono disposti in sei fasce di merito, corrispondenti alle posizioni nelle proprie leghe di provenienza; i club campioni d'Inghilterra, di Francia e dell'URC sono in prima fascia e in gironi distinti, così come la campione uscente, qualora non sia coincidente con una delle tre citate.
  • In ogni girone sono sorteggiate sei squadre, una per ogni fascia di merito.
  • Non più di due club della stessa lega possono essere sorteggiati nello stesso gruppo; per quanto riguarda i club di URC, i due club devono provenire da ciascuno dei due gruppi in cui si divide tale campionato.
  • Nessun club in un girone può giocare contro un club proveniente dalla stessa lega; esso affronta solo due altri avversari del girone in doppia gara.
  • Il punteggio nella fase a gironi è quello dell'Emisfero Sud, ovvero 4 punti in classifica per una vittoria, 2 ciascuno per il pareggio, zero per la sconfitta; inoltre un eventuale punto di bonus difensivo per il club sconfitto da uno a sette punti di scarto, ed eventuali bonus offensivi al o ai club che marchino almeno quattro mete nello stesso incontro.
  • in caso di parità di punti in classifica, le discriminanti sono nell'ordine:
    • miglior differenza punti fatti/subiti
    • maggior numero di mete
    • sorteggio

Alla fase a eliminazione diretta sono ammessi i quattro meglio piazzati club di ogni girone; ad ogni club qualificato viene assegnato un seeding in base alla posizione in classifica e, a parità di posizione, in base ai punti e ai discriminanti summenzionati. Le quattro vincitrici di girone ricevono un seeding da 1 a 4; le seconde da 5 a 8; le terze da 9 a 12 e le quarte da 13 a 16. Gli accoppiamenti degli ottavi di finale sono in gara unica con vantaggio del terreno interno per le squadre con seeding da 1 a 8:

  1. seeding 1 – seeding 16
  2. seeding 2 – seeding 15
  3. seeding 3 – seeding 14
  4. seeding 4 – seeding 13
  5. seeding 5 – seeding 12
  6. seeding 6 – seeding 11
  7. seeding 7 – seeding 10
  8. seeding 8 – seeding 9

I quarti di finale, da tenersi in gara unica, sono predeterminati dai seguenti accoppiamenti:

  1. Vincitore OF 1 – Vincitore OF 8
  2. Vincitore OF 2 – Vincitore OF 7
  3. Vincitore OF 3 – Vincitore OF 6
  4. Vincitore OF 4 – Vincitore OF 5

Le successive semifinali sono:

  1. Vincitore QF 1 – Vincitore QF 4
  2. Vincitore QF 2 – Vincitore QF 3

Sia nei quarti che nelle semifinali la squadra con il miglior seeding ai play-off disputa l'incontro in casa[93]. La finale si disputa in campo neutro designato da European Professional Club Rugby. In tutte le gare a eliminazione diretta, in caso di parità alla fine dei tempi regolamentari si procede alla disputa di due tempi supplementari di dieci minuti ciascuno. In caso di ulteriore parità prevale il club che ha marcato più mete e, qualora anche tale parametro sia in parità, si procede allo spareggio tramite tiri di punizione tra i pali[93].

Idoneità dei giocatori

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  • Ogni club presenta con congruo anticipo sull'inizio del torneo una lista di 42 giocatori dei quali almeno 10 specializzati per il gioco in prima linea (piloni e tallonatori). Al momento della presentazione della lista, ogni giocatore deve essere in regola con la posizione contrattuale con il club e autorizzato dalla propria federazione.
  • Per ogni incontro ciascun club nomina una squadra con un minimo di 19 e un massimo di 23 giocatori.
  • Prima di ogni incontro devono essere iscritti a referto gara almeno sei giocatori di prima linea per ogni club; in caso di mischia non contesa per mancanza di rimpiazzi in prima linea, il giocatore assente non può essere rimpiazzato e la squadra giocherà con uno o più elementi in meno.
  • Ogni club può iscrivere fino a cinque giocatori aggiuntivi durante la fase a gironi in sostituzione di giocatori iscritti prima dell'inizio del torneo. Al fine di essere registrati come aggiuntivi, detti giocatori devono avere un contratto almeno trimestrale con il club e non devono aver giocato con alcun altro club del torneo nella stessa stagione. Un giocatore aggiuntivo può essere registrato fino a mezzogiorno del mercoledì precedente la gara.
  • Per le addizioni nella fase a eliminazione, ogni club può aggiungere un massimo di tre giocatori in sovrannumero[93].
Stagione Data Incontro Risultato Sede Spettatori
1995-96 7 gennaio 1996 TolosaCardiff RFC 21-18 d.t.s. Arms Park, Cardiff 21800
1996-97 25 gennaio 1997 BriveLeicester 28-9 Arms Park, Cardiff 41664
1997-98 31 gennaio 1998 BathBrive 19-18 Parc Lescure, Bordeaux 36500
1998-99 30 gennaio 1999 UlsterColomiers 21-6 Lansdowne Road, Dublino 49500
1999-2000 27 maggio 2000 NorthamptonMunster 9-8 Twickenham, Londra 68441
2000-01 19 maggio 2001 LeicesterStade français 34-30 Parco dei Principi, Parigi 44000
2001-02 25 maggio 2002 LeicesterMunster 15-9 Millennium Stadium, Cardiff 74600
2002-03 24 maggio 2003 TolosaPerpignano 22-17 Lansdowne Road, Dublino 28600
2003-04 23 maggio 2004 London WaspsTolosa 27-20 Twickenham, Londra 73057
2004-05 22 maggio 2005 TolosaStade français 18-12 d.t.s. Murrayfield, Edimburgo 51326
2005-06 21 maggio 2006 MunsterBiarritz 23-19 Millennium Stadium, Cardiff 74534
2006-07 20 maggio 2007 London WaspsLeicester 25-9 Twickenham, Londra 81076
2007-08 25 maggio 2008 MunsterTolosa 16-13 Millennium Stadium, Cardiff 74500
2008-09 24 maggio 2009 LeinsterLeicester 19-16 Murrayfield, Edimburgo 66523
2009-10 23 maggio 2010 TolosaBiarritz 21-19 Stade de France, Saint-Denis 78962
2010-11 21 maggio 2011 LeinsterNorthampton 33-22 Millennium Stadium, Cardiff 72456
2011-12 19 maggio 2012 LeinsterUlster 42-14 Twickenham, Londra 81774
2012-13 18 maggio 2013 ToloneClermont 16-15 Aviva Stadium, Dublino 50148
2013-14 24 maggio 2014 ToloneSaracens 23-6 Millennium Stadium, Cardiff 67578
2014-15 2 maggio 2015 ToloneClermont 24-18 Twickenham, Londra 56662
2015-16 14 maggio 2016 SaracensRacing 92 21-9 Parco olimpico, Lione 58017
2016-17 13 maggio 2017 SaracensClermont 28-17 Murrayfield, Edimburgo 55722
2017-18 12 maggio 2018 LeinsterRacing 92 15-12 Stadio di San Mamés, Bilbao 52282
2018-19 11 maggio 2019 SaracensLeinster 20-10 St James' Park, Newcastle upon Tyne 51930
2019-20 17 ottobre 2020 ExeterRacing 92 31-27 Ashton Gate Stadium, Bristol 0
2020-21 22 maggio 2021 TolosaLa Rochelle 22-17 Twickenham, Londra 10000
2021-22 28 maggio 2022 La Rochelle - Leinster 24-21 Stadio Vélodrome, Marsiglia 59682
2022-23 20 maggio 2023 La Rochelle - Leinster 27-26 Aviva Stadium, Dublino 51711
2023-24 25 maggio 2024 Tolosa - Leinster 31-22 d.t.s Tottenham Hotspur Stadium, Londra 61531
2024-25 24 maggio 2025 Bordeaux Bègles - Northampton 28-20 Millennium Stadium, Cardiff 70225

La coppa in palio dal 2015 è un calice alto 70 cm e pesante 13,5 kg con due manici la cui bocca è realizzata a forma di stella. Esso riporta inciso il simbolo della competizione, ovvero una palla ovale circoscritta intorno a una stella e il nome della coppa; alla base sono riportati gli emblemi dei club vincitori[94].

Il trofeo Heineken Cup (1997-2014), qui nella bacheca del Leicester

In precedenza, per la sola stagione 1995-96, fu in palio la Coppa d'Europa, scultura progettata su commissione dallo scultore parigino Michel DeMarthin, composta da quasi 7 kg di argento massiccio e alta circa 70 cm, che rappresenta i pali e una palla ovale insieme alla H di Heineken poggiati su una stella a 5 punte; analoga stella è collocata anche su uno dei due pali. A vincere tale coppa fu il Tolosa, prima campione europea[94].

Tra il 1997 e il 2014, invece, al club vincitore fu conferita la Coppa Heineken, trofeo in metallo con due manici alto circa 50 cm e a forma di clessidra la cui parte superiore, la coppa vera e propria, è alta circa il doppio di quella inferiore, che ne rappresenta il basamento; la coppa ha anche due manici[94]. European Rugby Cup avviò nel 2005 la tradizione di esibire il torneo in varie città d'Europa durante la stagione di Coppa[95]. Essendo lo sponsor un birrificio, era richiesta l'età minima di diciotto anni per poter essere ripresi con il trofeo stante le legislazioni che proibiscono l'associazione di minorenni a marchi di bevande alcoliche[96].

Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche di European Rugby Champions Cup.
Ronan O’Gara, recordman di punti della competizione

Al 2025 il club più vittorioso della competizione è il francese Tolosa, campione della prima edizione assoluta e vincitore complessivamente di sei trofei, il più recente dei quali nel 2024. Alle sue spalle l'irlandese Leinster, con quattro titoli tra il 2009 e il 2018. Entrambi vantano 8 finali ciascuna, anche se i due club si sono fronteggiati per l'ultimo atto solo in un'occasione, nel 2024[97]. I summenzionati hanno anche preso parte a ogni edizione della competizione: ad essi si aggiungono Munster e Ulster. Alla stessa data, le federazioni con almeno una rappresentanza in ogni edizione sono Francia, Galles e Irlanda: l'Inghilterra non partecipò in due edizioni (quella inaugurale e nel 1997-98[9]), mentre la Scozia disertò solo l'edizione inaugurale[9], che peraltro vide l'unica presenza della Romania. L'Italia, sempre presente fino al 2017, per la prima volta nel 2018-19 non si qualificò alla competizione.

Sempre presenti alle fasi a eliminazione diretta, laddove partecipanti, sono i club francesi, gallesi, inglesi e irlandesi. La Scozia ha passato la fase a gironi cinque volte (2003-04, 2011-12, 2016-17, 2018-19, 2024-25) e l'Italia, con il Benetton, ha raggiunto gli ottavi di finale nel 2024-25[98].

Riguardo invece le statistiche individuali, è dell'irlandese Ronan O'Gara il record di punti marcati: tra il 1997 e il 2013 realizzò 1365 punti (8 mete, 187 trasformazioni, 301 calci piazzati e 16 drop)[99] in 110 incontri per Munster. L'inglese Chris Ashton detiene altresì il record di mete, 41, ripartite tra Northampton (8), Saracens (29), Tolone (2), Sale Sharks e Leicester (una ciascuno)[99]. L'altro irlandese Cian Healy detiene il record di incontri disputati nel torneo 114, tutti per Leinster[99].

Infine, il record di punti marcato in una singola edizione appartiene all'italiano Diego Domínguez, che nel 2000-01 ne mise a segno 188[100]; in tale classifica il miglior realizzatore dopo di lui è l'irlandese Simon Mason con 144 nel 1998-99.

SponsorDenominazione
Heineken1995-2014Heineken Cup
H-Cup[N 1]
Nessuno2014-2018Champions Cup
Heineken2018-2023Heineken Champions Cup
Champions Cup[N 1]
Investec Limited2023-Investec Champions Cup

Il primo sponsor della competizione, come detto, fu il birrificio olandese Heineken che, nel corso della prima stagione, siglò un accordo commerciale con ERC e battezzò la competizione Heineken Cup[14]. Tale denominazione, tuttavia, trovò sempre problematica accoglienza a causa dell'associazione a una bevanda alcolica, sia per il divieto di molte legislazioni europee di accostare tali prodotti a cittadini minorenni in pubblici contesti[96] sia per il bando in generale, come in Francia, di associazione di marchi alcolici a eventi sportivi o di spettacolo[16], tanto che in tale Paese la competizione era nota come H-Cup o Coupe d'Europe senza ulteriori specificazioni[16]. Dal 2014, anno di costituzione di EPRC, la competizione non ebbe alcun partner commerciale: fu ancora Heineken nel 2018 a sponsorizzarla, anche se in tal caso il suo marchio fu aggiunto al nome, Heineken Champions Cup, stante ancora il divieto in Francia di usare tale nome[73]. Nel 2019, infine, con l'ingresso in pianta stabile delle franchise sudafricane nella competizione, il nuovo sponsor rispecchiò tale nuovo ampliamento geografico, trattandosi di Investec Limited, compagnia finanziaria multinazionale con sede a Johannesburg, che rinominò il torneo Investec Champions Cup[1].

Copertura televisiva

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Per la stagione 2025-26 la competizione è genericamente accessibile in tutta Europa e in alcune regioni extraeuropee (Australia, Canada, Caraibi, America meridionale, Nuova Zelanda, Isole del Pacifico, Asia sud-orientale, Africa sub-sahariana e Stati Uniti) tramite la piattaforma proprietaria a pagamento epcrugby.tv[101]. Per la ritrasmissione in alcune aree del mondo tuttavia alcune emittenti hanno concluso accordi per i diritti televisivi con EPCR[101]:

  1. 1 2 In Francia per la legge Évin del 1991.
  2. 1 2 A pagamento.
  3. Solo in Galles e in lingua locale.
  4. In chiaro.
  1. 1 2 3 (EN) Investec Replace Heineken as Title Partners of Rugby Champions Cup, Sports for Business, 1º settembre 2023. URL consultato il 14 dicembre 2024 (archiviato il 6 agosto 2024).
  2. 1 2 (EN) Robert Armstrong, Amateurism ditched in pay go-ahead, in The Guardian, 28 agosto 1995, p. 16. URL consultato il 21 febbraio 2025.
  3. (EN) Rugby to turn professional, in The Canberra Times, 28 agosto 1995, p. 24. URL consultato il 21 dicembre 2021. Ospitato su Biblioteca nazionale australiana.
  4. (EN) ERC History Page, su ercrugby.com, European Rugby Cup, 31 ottobre 2009. URL consultato il 12 giugno 2014 (archiviato dall'url originale il 22 giugno 2013).
  5. 1 2 Robert Armstrong, Top club official quits over 'ethos', in The Guardian, 1º settembre 1995, p. 23. URL consultato il 30 novembre 2025.
  6. (EN) Robert Armstrong, RFU bars clubs from paying, in The Guardian, 8 settembre 1995, p. 24.
  7. (EN) Robert Armstrong, England face two-match campaign, in The Guardian, 3 ottobre 1995, p. 24. URL consultato il 30 novembre 2025.
  8. (EN) English hold fire on Cup, in The Guardian, 23 agosto 1995, p. 21. URL consultato il 14 dicembre 2025.
  9. 1 2 3 4 5 (EN) Paul Rees, Big boys plan for more lucrative Heineken Cup, in The Guardian, 30 marzo 2006. URL consultato il 15 luglio 2022.
  10. (EN) European History, su rfu.com, Rugby Football Union. URL consultato il 19 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 3 ottobre 2008).
  11. (EN) Tristan Barclay, Toulouse snatch first cup in Cardiff's back yard, in ESPN Scrum, 1º luglio 1996. URL consultato il 10 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 19 agosto 2023).
  12. (EN) Robert Anderson, Toulouse find a silver lining, in The Guardian, 8 gennaio 1996, p. 16. URL consultato il 30 novembre 2025.
  13. (EN) The First Heineken Cup Final, su historical-stats.epcrugby.com, European Professional Club Rugby. URL consultato il 1º dicembre 2025 (archiviato il 30 aprile 2025).
  14. 1 2 (EN) Robert Armstrong, RFU climbs down over Five Nations switch, in The Guardian, 27 novembre 1995, p. 16. URL consultato il 1º dicembre 2025.
    «After months of mutually suspicious manoeuvring between the sides, Twickenham is set to agree to a quota of four clubs taking part in the tournament currently known as the Heineken Cup. This season clubs from France, Italy and Romania plus the Irish provinces have combined to float the inaugural competition»
  15. (FR) Loi nº 91-32 du 10 janvier 1991 relative à la lutte contre le tabagisme et l'alcoolisme, su legifrance.gouv.fr. URL consultato il 3 agosto 2009.
  16. 1 2 3 (EN) Stéphanie Faber, Loi Évin: How Law Makers in France Have Forced a Divide Between Alcohol & Sport, in Sports Shorts, Squire Patton Boggs, 23 marzo 2017. URL consultato il 20 agosto 2023 (archiviato il 17 maggio 2017).
  17. (EN) Robert Armstrong, Wheeler presses for a Tiger's share, in The Guardian, 27 aprile 1996, p. 17. URL consultato il 1º dicembre 2025.
  18. (FR) Philippe Rochette, Brive: victoire carrée en Ovalie. Les Corréziens ont laminé Leicester et remporté la Coupe d'Europe, in Libération, 27 gennaio 1997. URL consultato il 3 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 2 giugno 2016).
  19. (EN) The Second Heineken Cup Final, su ercrugby.com, European Rugby Cup. URL consultato il 24 agosto 2009 (archiviato dall'url originale il 6 maggio 2008).
  20. (EN) Eddie Butler, Euro bonds valued above vulgar cash, in The Observer, 31 agosto 1997, p. 44. URL consultato il 2 dicembre 2025.
    «The 20 sides from six countries are divided into five pools of four who play each other home and away over the next six weekends. The five pool winners qualify automatically for the quarter-finals of the subsequent knock-out phase, leaving three places up for grabs»
  21. (EN) Eddie Butler, Cool Callard kicks Bath to victory, in The Observer, 1º febbraio 1998, p. 54. URL consultato il 2 dicembre 2025.
  22. (EN) Peace treaty, in The Guardian, 23 luglio 1998, p. 15. URL consultato il 2 dicembre 2025.
  23. (FR) Philippe Rochette, Colomiers passe à côté de sa finale de Coupe d'Europe. L'Ulster aux tripes, in Libération, 1º febbraio 1999. URL consultato il 17 aprile 2015 (archiviato dall'url originale il 17 aprile 2015).
  24. (EN) Paul Rees, BBC pulls off £28m Euro coup, in The Guardian, 3 settembre 1999, p. 26.
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    «Parma, who qualified for the play-off at Rodney Parade by finishing as the third-best team in the Italian Championship, have given Italy a third team in the Heineken Cup for the first time»
  39. (EN) Bourgoin v Munster, in BBC, 9 gennaio 2007. URL consultato l'8 aprile 2019.
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