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Armée française

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Forces armées françaises
Armée française
Emblema dello Stato maggiore delle forze armate francesi
Descrizione generale
Attiva26 maggio 1445 – oggi
NazioneFrancia (bandiera) Francia
ServizioForze armate
RuoloDottrina e missioni
Dimensione205.000 (2022)
35.000 (riservisti)[1]
Stato MaggioreHexagone Balard
EquipaggiamentoEquipaggiamento
Battaglie/guerre Guerra franco-prussiana (1870-1871)
Comune di Parigi (1871)
Conquista della Tunisia (1881)
Guerra franco-cinese (1881-1885)
Spedizione del Tonchino (1883-1885)
Prima guerra franco-malgascia (1883-1885)
Prima guerra di Dahomey (1890)
Seconda guerra di Dahomey (1892-1894)
Guerra franco-siamese (1893)
Seconda guerra franco-malgascia (1894-1895)
Ribellione dei Boxer (1899-1901)
Prima guerra mondiale (1914-1918)
Guerra romeno-ungherese (1919)
Guerra franco-siriana (1920)
Guerra franco-turca (1920-1921)
Guerra del Rif (1921-1926)
Seconda guerra mondiale (1939-1945)
Guerra d'Indocina (1946-1954)
Rivolta del Madagascar (1947)
Guerra di Corea (1950-1952)
Guerra d'Algeria (1954-1962)
Crisi di Suez (1956-1957)
Crisi di Biserta (1961)[N 1]
Missioni di peacekeepingoperazioni militari
Sito internethttp://www.defense.gouv.fr
Parte di
Ministère des Armées
Reparti dipendenti
Armée de terre
Marine nationale
Armée de l'air et de l'espace
Gendarmerie nationale
Comandanti
Comandante in capoEmmanuel Macron, Presidente della Repubblica francese
Ministro della difesaCatherine Vautrin
Capo di stato maggiore delle ArmateGénéral d'armée Fabien Mandon
Maggiore generale delle armateAmiral Philippe Coindreau
Ufficiale aggiunto al Maggiore generale delle armateGénéral de division Benoît Houssay
Sotto-capo di Stato Maggiore OperazioniGénéral de corps d'armée Didier Castres
Sotto-capo di Stato Maggiore PerformanceGénéral de corps d'armée Patrick Destremau
Sotto-capo di Stato Maggiore PianiGénéral de corps aérien Vincent Carré
Degni di nota Chefs d'État-Major des armées e Maréchaux de France
Joseph Joffre
Robert Nivelle
Philippe Pétain
Ferdinand Foch
Marie-Eugène Debeney
Maxime Weygand
Maurice Gamelin
Charles de Gaulle
Henri Giraud
Alphonse Juin
Augustin Guillaume
Joseph Gallieni
Hubert Lyautey
Louis Franchet d'Espèrey
Jean de Lattre de Tassigny
Philippe Leclerc de Hauteclocque
Marie-Pierre Kœnig
Jean-Louis Georgelin
Édouard Guillaud
Pierre de Villiers
ect.
Simboli
Bandiera civile e militare della Francia
Bandiera civile e militare navale della Francia
Coccarda dell'Armée de l'air et de l'espace
Voci su unità militari presenti su Wikipedia

Le Forces armées françaises – chiamate anche l'Armée française – sono l'insieme delle forze armate francesi, composte dalle forze armate di terra, di mare, dell'aria e di gendarmeria[N 2], oltre a diversi altri corpi e servizi di sostegno ed organismi interarmi[2], sotto la direzione del Capo di Stato Maggiore delle forze armate (Chef d'État-Major des armées) e sotto l'autorità del Ministero della difesa francese e del Presidente della Repubblica francese, il quale secondo l'articolo 15 della Costituzione francese del 1958 è il Capo delle Forze Armate.

Presentazione

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La storia militare della Francia copre due millenni di storia attraverso la Francia, l'Europa e le ex colonie francesi.

(inglese)
«There have been 53 major wars in Europe. France had been a belligerent in 49 of them; UK 43. In 185 battles that France had fought over the past 800 years, their armies had won 132 times, lost 43 times and drawn only 10. Giving the French military the best record of any country in Europe.»
(italiano)
«Ci sono stati 53 conflitti maggiori in Europa. La Francia è stata belligerante in 49 di essi; il Regno Unito in 43. Tra le 185 battaglie che la Francia ha combattuto nel corso degli ultimi 800 anni, le sue forze armate hanno vinto 132 volte, perso 43 volte e in 10 l'esito è stato incerto. Questo dà ai militari francesi il record di vittorie in Europa.»

L'area geografica che costituisce la Francia metropolitana di oggi è stata caratterizzata molto presto da un primo insediamento umano e culturale. L'unità politica, tuttavia, è stata più lenta ad emergere. Dal 400, con il declino del dominio dell'Impero romano sulla Gallia, la tribù germanica dei Franchi ha cominciato a prendere il controllo del territorio. Con Clodoveo I e Carlo Magno, il Regno e poi l'Impero franco includeranno praticamente tutta la Francia attuale (e altri territori). Con il trattato di Verdun, che divide l'Impero carolingio nel 843, compare il Regno dei Franchi Occidentali, che diventerà la Francia.

Nel Medioevo, le forti rivalità con l'Inghilterra e il Sacro Romano Impero causano lunghe guerre. In senso stretto, anche se sono esistiti molto presto degli «eserciti in Francia», l'«Esercito francese» non nasce che nelle ultime fasi della guerra dei cent'anni con la creazione delle sue prime unità permanenti[N 4]. È nel XIII secolo che appare un'autorità reale centrale abbastanza potente per creare uno Stato unitario sostenibile e la Francia diventata una delle nazioni più potenti d'Europa. Ma un paio di secoli più tardi, le guerre di religione francesi e il crescente potere della Spagna rimettono in causa tale supremazia.

La battaglia di Austerlitz, uno degli scontri militari più importanti delle guerre napoleoniche

Le guerre di Luigi XIV nel XVII[N 5] e nell'inizio del XVIII secolo, hanno lasciato una Francia territorialmente più grande, ma in bancarotta. Più tardi, la rivalità con la Gran Bretagna, che ha soppiantato la concorrenza con la Spagna, porta alla perdita dei possedimenti del Nord America (regioni della Baia di Hudson, l'Acadia e l'intero Canada francese); questa rivalità e lo spirito di rivincita sono i motivi che spingeranno la Francia a fornire assistenza ai coloni americani in rivolta contro Londra durante la guerra d'indipendenza americana. Dopo un periodo di sconvolgimenti rivoluzionari, le guerre napoleoniche portano alla Francia un'influenza che non ha paragoni. Nel XIX secolo la Francia, come gli altri grandi imperi, si concentra sulla sostenibilità delle sue colonie.

La rivalità franco-tedesca, che nasce nel corso del XIX secolo, conduce dapprima alla guerra contro la Prussia, si ravviva durante la prima guerra mondiale e trova il suo culmine con la seconda guerra mondiale, durante la quale gli Alleati si uniscono contro l'asse Roma-Berlino. La conflagrazione lascia dei paesi indeboliti politicamente e militarmente e dominati da due superpotenze, gli Stati Uniti e l'URSS durante la guerra fredda. Ma le due guerre mondiali, riducendo la rivalità franco-tedesca, hanno avuto un effetto positivo nel preparare il terreno per l'idea di integrazione europea: economicamente, politicamente e militarmente.

Accanto a questi temi europei, le forze armate hanno tenuto un ruolo importante nella creazione di un vasto impero coloniale, che sopravvisse fino alla fine della guerra d'Algeria. Da allora in poi, anche se sempre impegnata a fianco del blocco occidentale, la Francia segna la sua differenza con lo sviluppo di un proprio deterrente nucleare e lasciando il comando militare integrato della NATO nel 1966.

Strategicamente, la Francia resta per molto tempo influenzata dall'idea di una difesa su delle frontiere «naturali» reali o supposte: il Reno a nord e ad est, il massiccio del Giura e le Alpi a est e i Pirenei a sud. L'esercito francese è, per la sua storia, spesso pioniere di molte innovazioni tecniche e tattiche.

Oggi, gli interventi militari francesi sono per lo più le operazioni di mantenimento della pace nelle sue ex colonie o nei punti caldi del mondo con i suoi alleati della NATO, organizzazione con la quale rafforza i suoi legami nel 1995[N 6], quasi trent'anni dopo la sua partenza dalla struttura militare, e che reintegra nel 2009[3].

Denominazione delle Armi delle Forze armate francesi
TerraMareAriaAltre
RegnoCompagnie d'ordonnance (dal 1445)Marine royale (dal 1624) Maréchaussée (dal 1373)
Gendarmerie de France (dal 1665)
I Repub.Armée révolutionnaireMarine de la République Gendarmerie nationale
Garde nationale
I ImperoArmée napoléonienne
Grande Armée
Marine impériale Garde impériale
Gendarmerie nationale
Garde nationale
RegnoArmée royaleMarine royale Gendarmerie nationale
Garde nationale
II Repub.Armée de la RépubliqueMarine de la République Gendarmerie nationale
Garde nationale
II ImperoArmée impérialeMarine impériale Garde impériale
Gendarmerie nationale
Garde nationale
III Repub.Armée de terreMarine nationaleArmée de l'air (dal 1934)Gendarmerie nationale
II GMArmée de Vichy (o Armée d'armistice)
AdT de VichyMN de VichyAdA de VichyGN de Vichy
Armée française de la Libération (FFL + Armée d'Afrique)
FTFLFNFLFAFLFFI
dal 1946Armée de terreMarine nationaleArmée de l'airGendarmerie nationale
Garde nationale (dal 2016)

Le forze armate francesi sono attualmente composte da militari professionisti (il servizio nazionale – e con esso la coscrizione – è stato sospeso dalla legge nº 97-1019 del 28 ottobre 1997[4]), da militari riservisti e da personale civile.

Questa decisione di professionalizzare le forze armate era presa in considerazione già da diversi anni; il Regno Unito l'aveva già realizzata nel 1963 e gli Stati Uniti nel 1973; e nel 1934 l'allora tenente colonnello Charles de Gaulle aveva pubblicato Vers l'armée de métier[5].

L'Hexagone Balard, sede degli États-Majors des Forces Armées

In effetti, nel 1991 in occasione della guerra del Golfo, il presidente francese, il socialista Mitterrand, decide di intervenire accanto agli USA – per la prima volta dopo la guerra di Corea – con l'operazione Daguet e di inviare un contingente, ma formato solo di militari di carriera e volontari, escludendo di inviare i coscritti. Questa decisione fa sì che, ad esempio, l'Armée de terre, che all'epoca contava 290 000 uomini ne può inviare, nella divisione Daguet, solo 13 500, meno del 5%[6].

L'accesso delle donne nelle forze armate francesi rimonta al 1914, con il reclutamento di queste nel Service de santé des armées. Nel 1939 esse sono autorizzate ad integrare altri corpi ausiliari delle forze armate e un decreto del 1951 mette fine al carattere ausiliario. Dal 1970 le donne sono ammesse all'École polytechnique – l'ingresso effettivo fu dal 1972, con 7 donne ammesse, tra cui Anne Chopinet –, altre disposizioni negli anni 70 portano sullo statuto delle donne all'interno delle forze armate e la loro integrazione nella gerarchia militare. Il reclutamento delle donne nelle scuole dell'Armée de l'air debutta nel 1976Caroline Aigle sarà la prima donna pilota da caccia nel 1999 –, all'École spéciale militaire de Saint-Cyr nel 1983 e all'École navale nel 1992. Tuttavia l'accesso delle donne ad alcune unità speciali è piuttosto debole; inoltre alcune specialità, come la Légion étrangère, sono limitate agli uomini; comunque alcune sperimentazioni sono avviate nella Gendarmerie mobile e nei sottomarini. Con quasi 32 000 donne (di cui più di 2 000 ufficiali), le forze armate francesi sono tra le più aperte alle donne, con un tasso di femminizzazione superiore al 15%; tuttavia, vi sono alcune disparità, ad esempio la presenza delle donne nell'Armée de l'air è il doppio di quella nell'Armée de terre e esse sono in maggioranza impiegate in due specialità: "amministrazione" (40%) e "sanità" (15%).

Le forze armate francesi occupano il 25º posto a livello mondiale in termini di numero di truppe attive secondo l'IISS[7].

Tra i paesi di cui sono note le spese militari, la Francia è al 7º posto a livello mondiale, secondo l'IISS (46,8 Md$)[8] e il SIPRI (50,9 Md$, 2,1% del PIL)[9].

La Francia si colloca al 60º posto a livello mondiale (su 152) nel ranking del BICC relativo al Global Militarization Index con un valore GMI di 613,83[10].

La Francia si colloca al 46º posto a livello mondiale (su 162) nel ranking dell'IEP relativo al Global Peace Index con un valore GPI di 1,829[11].

Le forze armate francesi si collocano in Europa[N 7] al 1º posto per numero di effettivi (davanti alla Germania, l'Italia e il Regno Unito) o al 2º posto per spese militari (dietro il Regno Unito ma davanti alla Germania e all'Italia); e al 3º posto nella NATO per numero di effettivi (dietro gli USA e la Turchia) o al 3º posto per spese militari (dietro gli USA e il Regno Unito).

Gli accordi di difesa della Francia al gennaio 2008[12]:

     Francia

     Paesi membri della NATO

     Altri paesi con cui sono siglati accordi di difesa bilaterali : Camerun, Repubblica Centrafricana, Comore, Costa d'Avorio, Gibuti, Emirati Arabi Uniti, Gabon, Kuwait, Qatar, Senegal e Togo

Nel 2016 il budget del Ministero della difesa (pensioni incluse) è stato di 42,3 Md nelle sue tre missioni (Difesa, Veterani e memoria, Ricerca duale) ed è pari al 13,7% del budget della Francia. Il budget della missione Difesa (ovvero quella relativa alle forze armate) è stato (nel 2016) di 39,69 Md€ (pensioni incluse, pari al 12,8% del budget della Francia, o di 32,08 Md€ pensioni escluse); quello della missione Veterani e memoria è stato di 2,51 Md€ (0,8% del budget della Francia; più altri 100 Mil€ dal Primo ministro); e quello della missione Ricerca Duale è stato di 180 Mil€ (0,1% del budget della Francia)[13].

Questo budget non ricomprende la Gendarmerie nationale, che dal 2009 è a carico del Ministero dell'Interno francese.

Il PIL della Francia relativo al 2015[14] è di 2 181,1 Md€, il rapporto in percentuale del PIL dell'intero budget del Ministero della difesa (pensioni incluse) è pari a 1,94%; o pari a 1,82% se relativo alla sola Missione Difesa (pensioni incluse; 1,47% pensioni escluse).

Nel 2015 gli effettivi (in ETPL) del Ministero della difesa sono pari a 263 350, di cui 202 964 militari e 60 386 civili[13]; sono esclusi gli effettivi della Gendarmerie nationale (che sono pari a 100 488, di cui 96 534 militari e 3 954 civili)[15].

La riserva militare[16] (delle forze armate e della gendarmeria) è composta da tre livelli: la riserva operativa di 1º livello (RO1), composta da volontari che hanno firmato un contratto fino a 5 anni, la riserva operativa di 2º livello (RO2), composta da ex militari sottomessi ad un obbligo di disponibilità per 5 anni, e la riserva cittadina (RCIT) composta da volontari civili.

Nel 2015, gli effettivi della riserva operativa 1 (RO1) sono pari a 54 374 (28 100 nelle forze armate e 26 274 nella gendarmeria); gli effettivi della riserva operativa 2 (RO2) sono pari a 127 022 (98 264 nelle forze armate e 28 758 nella gendarmeria); e gli effettivi della riserva cittadina (RCIT) sono pari a 4 062 (2 778 nelle forze armate e 1 284 nella gendarmeria)[17].

Nel luglio 2016, a seguito degli attentati che hanno colpito la Francia nel 2015 e 2016, è confermata la (ri)costituzione della Garde nationale; questa sarà composta da volontari della riserva operativa (RO1) delle forze armate e delle formazioni collegate rilevanti del Ministero della difesa, della riserva operativa (RO1) della Gendarmerie nationale e della riserva civile della Police nationale.[18]

Al 2017, la Garde nationale consta di 63 750 volontari riservisti; 31 500 riservisti militari (RO1) delle forze armate, 28 500 riservisti militari (RO1) della gendarmerie nationale e 3 750 riservisti civili della Police nationale.[19]

Evoluzione degli effettivi delle Forze armate francesi
Forze1962[20]1966[20]1989[20]1995[21]1996[22]2002[22]2004[21]2015[13]
Armée de terre721 102335 391295 989271 000268 572172 626166 892117 573
Marine nationale78 50669 72365 09070 40069 87856 46454 65438 186
Armée de l'air et de l'espace138 873108 58494 89294 10093 55271 08069 27647 002
Altri servizi[N 8] 8 70914 49647 91047 41042 15264 00860 589
Totale942 675522 417470 467483 410479 412342 322354 832263 350
Gendarmerie nationale[N 2]85 13261 53987 43793 45093 66997 884100 345100 488
Totale1 027 807583 956557 904576 860573 081440 206455 177363 838
Riserva militare[N 9]185 458[N 9]

La Francia è la 3ª potenza nucleare mondiale dietro la Russia e gli Stati Uniti, con circa 300 testate nucleari disponibili[23]. È inoltre la 4ª potenza che si è dotata di una forza nucleare indipendente, la force de frappe (il primo test nucleare è stato effettuato il 13 febbraio 1960). La dissuasione nucleare è da sempre uno dei pilastri della strategia di difesa della Francia.

La forza nucleare era basata su una triade nucleare (missili con testate nucleari lanciabili da aerei, da terra e da sottomarini) ed era composta da una forza nucleare strategica[N 10] e da una forza nucleare tattica (o pre-strategica)[N 11]. La force de frappe è dal 1996 basata sulle sole componenti aeree e navali[N 12].

La Francia si è ritirata unilateralmente dai comandi «integrati» della NATO nel 1966: l'allora presidente Charles de Gaulle, a seguito della condanna dell'intervento statunitense contro i comunisti in Vietnam e anche per poter perseguire il proprio programma di difesa nucleare, ritirò la Francia dal Comitato Militare della NATO ed espulse tutte le basi statunitensi e NATO dal territorio francese.

Da allora la Francia fino al 1995 ha partecipato solo alla struttura civile e politica della NATO; a partire dal 1996 la Francia reintegra il North Atlantic Council (NAC) e il Military Committee (MC).

Nell'aprile 2009 reintegra l'International Military Staff (IMS), l'Allied Command Operations (ACO) e l'Allied Command Transformation (ACT), con l'esclusione del Nuclear Planning Group (NPG), ed ottiene il comando dell'ACT.[N 6][3][N 13]

La Francia è anche una potenza spaziale: nel 1965 è il terzo paese (dopo URSS e USA) a mettere in orbita un satellite artificiale (Asterix) a partire da un proprio razzo vettore e dal 1995, anno del lancio del primo satellite militare di ricognizione (Helios 1, di tipo IMINT), è anche uno dei pochi paesi al mondo a possedere dei satelliti militari di ricognizione. La Francia, insieme ad USA, Russia e Cina, è inoltre uno dei quattro paesi a possedere dei satelliti militari di ricognizione di tipo SIGINT. Inoltre il centro spaziale COSMOS dell'Armée de l'air, che è uno strumento del Commandement interarmées de l'espace (CIE)[N 14], permette alla Francia di poter, in tutta autonomia, controllare e sorvegliare lo spazio e gli oggetti spaziali (satelliti e detriti).

Con i suoi satelliti militari di ricognizione la Francia riafferma la propria posizione di indipendenza spaziale rispetto a suoi partner stranieri[N 15].

Numeri chiave Forze armate francesi
ForzeCreazioneEffettivi[13]
Equipaggiamento
[13]
Armée de terre1445117 573200 MBT, 967 IFV, 5.308 APC, 173 altri blindati, 1 768 sistemi d'arma, 313 elicotteri
Marine nationale162438 18610 sottomarini nucleari, 62 navi da combattimento e sostegno, 44 Rafale M, 36 aerei e 61 elicotteri
Armée de l'air1934[N 16]47 002212 caccia, 78 aerei da trasporto, 20 aerei di supporto, 79 elicotteri
Altri servizi[N 8] 60 589
Gendarmerie nationale[N 2]1791[N 17]100 48830 155 veicoli, 55 elicotteri
Garde nationale[18]2016[N 18]63 750[19]

Complesso militare-industriale

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Il complesso militare-industriale francese designa: l'insieme delle industrie d'armamento e della difesa francesi, le forze armate francesi, i decisori politici e le complesse relazioni (lobbying) tra questi tre poli.

L'industria d'armamento e della difesa francese è particolarmente sviluppata e posizionata globalmente su tutti i settori riguardanti l'armamento e la difesa. La ristrutturazione, a seguito della fine della guerra fredda e la globalizzazione, hanno condotto alla chiusura di produzione in alcuni settori (in particolare blindati leggeri e fucili d'assalto).

Le forze armate francesi utilizzano un equipaggiamento essenzialmente di produzione francese, ciò ha permesso ad alcune industrie nazionali di diventare leader mondiali nel proprio settore. In particolare:

  • nel settore terrestre: Nexter, ex Giat Industries, che nel 2015 ha creato con la tedesca KMW il gruppo KNDS;
  • nel settore navale: Naval Group, ex DCNS, che è un leader mondiale nella costruzione navale e che fornisce le principali navi e i sottomarini nucleari alla marina francese;
  • nel settore aereo: Dassault Aviation, che è l'unico costruttore in Europa capace di realizzare interamente i suoi aerei militari;
  • nei settori della componentistica e dell'elettronica: SAFRAN e Thales.

A queste aziende bisogna aggiungere il Gruppo Airbus, europeo ma la cui produzione è basata soprattutto in Francia, e MBDA, secondo costruttore mondiale di missili.

La Francia è generalmente classificata al quarto posto mondiale nella classifica dei maggiori esportatori di armi[24].

Lo Stato francese, anche a seguito di diverse nazionalizzazioni (in particolare nel 1936 e nel 1982), è azionista unico, di maggioranza o di riferimento di molte delle aziende d'armamento e della difesa francesi.

Di seguito le principali aziende d'armamento e della difesa francesi (la † indica le aziende scomparse):

Operazioni militari

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Lista delle 228 operazioni esterne «opex» dopo la guerra d'Algeria[25][26]
Nome Paese Inizio Fine[N 19] Contesto
LimousinCiad14 aprile 196927 ottobre 1972A titolo di accordi di difesa o di assistenza
LamantinMauritania25 ottobre 197727 maggio 1980A titolo di accordi di difesa o di assistenza
VerveineZaire / Repubblica democratica del Congo / Congo Kinshasa7 aprile 197718 aprile 1977Operazione multilaterale / Prima guerra dello Shaba
TacaudCiad18 febbraio 1978maggio 1980A titolo di accordi di difesa o di assistenza / Guerra civile ciadiana (1965-1979)
UNIFILLibano23 marzo 1978in corsoCdmt ONU
BoniteZaire18 maggio 197815 giugno 1978A titolo di accordi di difesa o di assistenza / Seconda guerra dello Shaba
AnabaseCiadmaggio 198017 maggio 1980A titolo di accordi di difesa o di assistenza
MurèneGabon11 novembre 1980luglio 1981A titolo di accordi di difesa o di assistenza
EFAOCentrafrica8 luglio 198115 aprile 1998A titolo di accordi di difesa o di assistenza
FMOEgitto21 marzo 1982in corsoOSCE
EpaulardLibano18 agosto 198213 settembre 1982Mandato ONU
DiodonLiban 24settembre 198231 marzo 1984Operazione multilaterale
MantaCiad9 agosto 19837 novembre 1984A titolo di accordi di difesa o di assistenza / Guerra libico-ciadiana
GrondinMar Rossoagosto 1984settembre 1984Operazione multilaterale
NomePaeseInizioFineContesto
MugeMar Rosso15 agosto 198430 settembre 1984Operazione multilaterale
SilureCiad1 ottobre 19841 dicembre 1984A titolo di accordi di difesa o di assistenza
SalamAfghanistangennaio 1988gennaio 1990Cdmt ONU / UNGOMAP
EpervierCiad13 febbraio 1986in corsoA titolo di accordi di difesa o di assistenza / Guerra libico-ciadiana
NouadibouSenegal29 aprile 198916 maggio 1989A titolo di accordi di difesa o di assistenza
ApogéeSaint Martindicembre 1989dicembre 1989Operazione multilaterale
RequinGabon23 maggio 19902 giugno 1990A titolo di accordi di difesa o di assistenza
SalamandreMar Rosso10 agosto 199030 settembre 1990Mandato ONU / Guerra del Golfo
ArtimonGolfo Persico13 agosto 199010 maggio 1994ONU / UE / Guerra del Golfo
BusirisEmirati Arabi Uniti24 agosto 19901 agosto 1991Mandato ONU / Guerra del Golfo
DaguetArabia Saudita16 settembre 19901 giugno 1991Mandato ONU / Guerra del Golfo
NoroîtRuanda4 ottobre 1990dicembre 1993A titolo di accordi di difesa o di assistenza
GodoriaEtiopia28 maggio 199112 giugno 1991A titolo di accordi di difesa o di assistenza
LibageTurchia6 aprile 199120 luglio 1991Mandato ONU
ECMMBosnia Erzegovina7 luglio 199131 dicembre 2000ONU / OSCE / Guerre jugoslave
ECMMBosnia Erzegovina7 luglio 199131 dicembre 2000ONU / UE / Guerre jugoslave
AconitTurchia13 luglio 199131 dicembre 1996Mandato ONU
MINURSOMauritaniaottobre 1991in corsoCdmt ONU
MéteilQatar17 ottobre 19901 maggio 1991Mandato ONU / Guerra del Golfo
NomePaeseInizioFineContesto
PhèdreMar Rosso30 gennaio 1991aprile 1991ONU / UE
MONUIKKuwait9 aprile 199117 marzo 2003Cdmt ONU
RamureIran18 aprile 199131 maggio 1991Mandato ONU
TotemEtiopia24 maggio 19915 giugno 1991A titolo di accordi di difesa o di assistenza
ONUSALSalvador16 agosto 199130 aprile 1995Cdmt ONU
MIPRENUCCambogia12 novembre 199115 marzo 1992Cdmt ONU
IskoutirGibuti25 febbraio 1992giugno 1999A titolo di accordi di difesa o di assistenza / Guerra civile a Gibuti
FORPRONUBosnia Erzegovina12 marzo 199214 dicembre 1995Cdmt ONU / Guerre jugoslave
APRONUCCambogia15 marzo 199215 novembre 1993Cdmt ONU
DanubeUngheria1 giugno 19921997ONU / UE
Sharp VigilanceMare Adriatico11 luglio 199222 novembre 1992Operazione multilaterale / Guerre jugoslave
SanaaSomalia15 novembre 199218 novembre 1992Mandato ONU
Sharp FenceMare Adriatico22 novembre 199215 giugno 1993ONU / UE
OryxSomalia7 dicembre 199212 aprile 1993Mandato ONU
CourlisBosnia Erzegovina27 marzo 199320 dicembre 1995ONU / NATO / Guerre jugoslave
CrécerelleBosnia Erzegovina6 aprile 199320 dicembre 1995ONU / NATO / Guerre jugoslave
ONUSOM 2Somalia4 maggio 199315 gennaio 1994Cdmt ONU
Sharp GuardMare Adriatico18 giugno 199317 giugno 1996ONU / NATO
MONUGGeorgiaagosto 1993in corsoCdmt ONU
MINUHAHaiti23 settembre 19931 giugno 1996Cdmt ONU
VentisHaiti18 ottobre 19932 ottobre 1994Mandato ONU
NomePaeseInizioFineContesto
UNMLTCambogia15 novembre 199315 maggio 1994Cdmt ONU
ONUSOM 100Somalia20 dicembre 199315 marzo 1994Cdmt ONU
BalataCamerunfebbraio 1994agosto 1998A titolo di accordi di difesa o di assistenza
UNCONSMILCambogia15 maggio 1994maggio 1995Cdmt ONU
TurquoiseRuanda20 giugno 199422 agosto 1994Mandato ONU / UNAMIR
HaitiHaiti17 settembre 199427 settembre 1994Mandato ONU
UNAVEM IIIAngolamarzo 1995marzo 1995Cdmt ONU
FOPAINUCroazia31 marzo 199514 dicembre 1995Cdmt ONU
FORDEPRENUERJM31 marzo 1995marzo 1999Cdmt ONU
HermineBosnia3 giugno 199514 dicembre 1995Operazione multilaterale
AzaléeComore30 settembre 19958 ottobre 1995A titolo di accordi di difesa o di assistenza
MINUBH-GIPBosnia Erzegovina21 dicembre 199530 dicembre 2002Cdmt ONU
Salamandre 1Bosnia Erzegovina21 dicembre 199520 dicembre 1996ONU / NATO
AramisCamerun17 febbraio 1996in corsoA titolo di accordi di difesa o di assistenza
Almandin 1Centrafrica18 aprile 199629 aprile 1996A titolo di accordi di difesa o di assistenza
Almandin 2Centrafrica18 maggio 199631 agosto 1996A titolo di accordi di difesa o di assistenza
CondorEritreagiugno 1996marzo 2001Mandato ONU
MANUHHaiti1 luglio 199631 luglio 1997Cdmt ONU
Almandin 3Centrafrica9 settembre 199614 dicembre 1996A titolo di accordi di difesa o di assistenza
NomePaeseInizioFineContesto
Salamandre 2Bosnia Erzegovina21 dicembre 1996dicembre 2004ONU / NATO
BubaleCentrafrica25 gennaio 199730 aprile 1998Mandato ONU
BubaleCentrafrica25 gennaio 199730 aprile 1998A titolo di accordi di difesa o di assistenza
PélicanCongo17 marzo 19971 agosto 1997Operazione multilaterale
AlbaAlbania7 aprile 19978 agosto 1997Mandato ONU
MONUAAngolaluglio 1997maggio 1999Cdmt ONU
EMCPAlbania16 settembre 1997dicembre 2001ONU / UE
MIPONUHHaiti28 novembre 199715 marzo 2000Cdmt ONU
MINURCACentrafrica15 aprile 199828 febbraio 1999Cdmt ONU
AladinArabia Sauditagiugno 1998gennaio 1999Cdmt ONU
MONUSILSierra Leone13 luglio 199821 ottobre 1999Cdmt ONU
Carib VentureMar dei Caraibi31 agosto 199823 settembre 1998Operazione multilaterale
TridentKosovo4 dicembre 1998in corsoNATO / KFOR
Cigogne 3Centrafrica15 dicembre 199828 febbraio 1999Mandato ONU
Khor AngarGibuti24 gennaio 199928 febbraio 2001A titolo di accordi di difesa o di assistenza
ArdoukobaGibutigiugno 19992000A titolo di accordi di difesa o di assistenza
MINUKKosovo8 settembre 1999in corsoCdmt ONU
MINUSILSierra Léone21 ottobre 19991 settembre 2003Cdmt ONU
KhayaCosta d'Avorio23 dicembre 199927 dicembre 1999A titolo di accordi di difesa o di assistenza
MONUCZaire30 novembre 1999in corsoCdmt ONU
NomePaeseInizioFineContesto
RECAMP BissauGuinea Bissau28 gennaio 199917 giugno 1999ONU / CEDEAO
SantalTimor16 settembre 19997 febbraio 2000Mandato ONU
Trident humanitaireKosovo26 marzo 199915 agosto 1999ONU / NATO
ATNUTOTimor15 gennaio 200015 gennaio 2001Cdmt ONU
BONURCACentrafrica15 febbraio 200026 marzo 2003Cdmt ONU
MICAHHaiti15 marzo 20006 febbraio 2001Cdmt ONU
MINUEEEtiopia6 dicembre 2000in corsoCdmt ONU
EUMMBosnia Erzegovina31 dicembre 2000in corsoONU / UE
CéresERJM20 agosto 200115 ottobre 2001ONU / NATO
HéraclèsAfghanistan10 ottobre 2001in corsoMandato ONU / Guerra in Afghanistan
MinerveERJM15 ottobre 200131 marzo 2003ONU / NATO
PamirAfghanistan2 gennaio 2002in corsoONU / NATO / ISAF / Guerra in Afghanistan
LomaSierra Leone4 febbraio 200210 febbraio 2002Cdmt ONU
ÉpidoteAfghanistan16 aprile 2002in corsoMandato ONU / Enduring Freedom / Guerra in Afghanistan
LicorneCosta d'Avorio22 settembre 2002in corsoA titolo di accordi di difesa o di assistenza / Crisi politico-militare nella Costa d'Avorio / ONUCI
Coherent BehaviourMarMediterraneo1 ottobre 200230 novembre 2002Operazione multilaterale
Carib RoyaleMar dei Caraibi25 ottobre 200229 ottobre 2002Operazione multilaterale
BoaliCentrafrica16 marzo 2003in corsoA titolo di accordi di difesa o di assistenza
AltaïrERJM31 marzo 200315 dicembre 2003ONU / UE
MambaZaire / Repubblica democratica del Congo / Congo Kinshasa3 giugno 200325 settembre 2003ONU / UE
NomePaeseInizioFineContesto
AlysseArabia Saudita26 settembre 199211 maggio 2003Mandato ONU
MPUEBosnia Erzegovina1 gennaio 2003in corsoONU / UE
Résolute behaviourCorno d'Africagennaio 20038 dicembre 2004Operazione multilaterale
TarpanArabia Saudita21 febbraio 20039 aprile 2003Cdmt ONU
MINULLiberia1 ottobre 2003in corsoCdmt ONU
ProximaERJM15 dicembre 2003in corsoONU / UE
CarbetHaiti28 febbraio 200430 giugno 2004Mandato ONU
CALAOCosta d'Avorio23 aprile 2004in corsoCdmt ONU
MINUSTAHHaiti1 giugno 2004in corsoCdmt ONU
MCOPESTEstonia1 agosto 200430 agosto 2004Operazione multilaterale
Carib shieldMar dei Caraibi20 ottobre 200421 ottobre 2004Operazione multilaterale
AlthéaBosnia2 dicembre 2004in corsoONU / UE
BéryxIndonesia4 gennaio 20057 marzo 2005Operazione multilaterale
NomePaeseInizioFineContesto
Lista di operazioni esterne «opex» recenti e in corso[26][27]
Nome Paese Inizio Fine Contesto
FMOEgitto (bandiera) Sinai25 aprile 1982in corsoOSCE
ÉpervierCiad (bandiera) Ciad13 febbraio 1986 agosto 2014A titolo di accordi di difesa
CorymbeMondo (bandiera) Golfo di Guinea21 maggio 1990in corso
TridentKosovo (bandiera) Kosovo12 giugno 19992 febbraio 2014KFOR
HéraclèsAfghanistan (bandiera) Afghanistan10 ottobre 200131 dicembre 2014ONU / Guerra in Afghanistan
PamirAfghanistan (bandiera) Afghanistan2 gennaio 200231 dicembre 2014ONU / NATO / ISAF / Guerra in Afghanistan
ÉpidoteAfghanistan (bandiera) Afghanistan16 aprile 2002 dicembre 2014ONU / Enduring Freedom / Guerra in Afghanistan
LicorneCosta d'Avorio (bandiera) Costa d'Avorio22 settembre 200221 gennaio 2015A titolo di accordi di difesa / ONUCI
CTF-150Mondo (bandiera) Corno d'Africa7 ottobre 2002in corsoOperazione Enduring Freedom - Corno d'Africa
BoaliRep. Centrafricana (bandiera) Rep. Centrafricana16 marzo 20035 dicembre 2013Seconda guerra civile nella Repubblica Centrafricana
Baltic Air PolicingEstonia (bandiera) Estonia / Lettonia (bandiera) Lettonia / Lituania (bandiera) Lituania30 marzo 2004in corsoNATO / Scramble
DamanLibano (bandiera) Libano11 agosto 2006in corsoONU / UNIFIL
EUFOR Ciad/RCACiad (bandiera) Ciad / Rep. Centrafricana (bandiera) Rep. Centrafricana28 gennaio 200815 marzo 2009EUFOR / Guerra civile ciadiana (2005-2010)
AtalanteMondo (bandiera) Golfo di Aden8 dicembre 2008in corsoEU NAVFOR Somalia
Séisme Haïti 2010Haiti (bandiera) Haiti13 gennaio 201020 febbraio 2010Terremoto di Haiti del 2010
Agapanthe 2010Afghanistan (bandiera) Afghanistan / Mar Arabico20 ottobre 201025 dicembre 20105ª campagna dal 2001 (2004, 2006 e 2007)
HarmattanLibia (bandiera) Libia19 marzo 201131 ottobre 2011ONU / NATO / Intervento militare in Libia del 2011
TamourGiordania (bandiera) Giordania9 agosto 201227 novembre 2013Sostegno medico militare per la Siria
ServalMali (bandiera) Mali11 gennaio 2013 agosto 2014Guerra in Mali
SangarisRep. Centrafricana (bandiera) Rep. Centrafricana5 dicembre 201331 ottobre 2016ONU / Terza guerra civile nella Repubblica Centrafricana
EUFOR RCARep. Centrafricana (bandiera) Rep. Centrafricana aprile 201415 marzo 2015EUFOR
BarkhaneMauritania (bandiera) Mauritania / Mali (bandiera) Mali / Burkina Faso (bandiera) Burkina Faso / Niger (bandiera) Niger / Ciad (bandiera) Ciad agosto 2014in corsoG5S / Insurrezione islamica nel Maghreb
ChammalIraq (bandiera) Iraq / Siria (bandiera) Siria19 settembre 2014in corsoIntervento militare contro lo Stato Islamico / dal 8 settembre 2015 anche in Siria
ArromanchesIraq (bandiera) Iraq23 febbraio 201518 aprile 2015Intervento militare contro lo Stato Islamico / Chammal
SophiaMondo (bandiera) Mar Mediterraneo18 maggio 2015in corsoEU NAVFOR Med
Arromanches 2Iraq (bandiera) Iraq / Siria (bandiera) Siria18 novembre 201516 marzo 2016Intervento militare contro lo Stato Islamico / Chammal
NomePaeseInizioFineContesto

Dottrina e missioni

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La dottrina, le missioni e la strategia di difesa messe in opera dalle forze armate francesi sono enunciate nel Libro bianco sulla difesa e la sicurezza nazionale 2013[28]:

  • Fondamenti della strategia di difesa
    1. Preservazione dell'indipendenza e della sovranità
    2. Assicurazione la legittimità delle azioni internazionalmente
  • Le priorità strategiche
    1. Proteggere la Francia e i francesi
    2. Garantire la sicurezza in Europa
    3. Stabilizzare i territori vicini
    4. Stabilizzare il Medio oriente
    5. Contribuire alla pace nel mondo
  • Messa in opera della strategia
    1. Conoscenza e anticipazione
    2. Dissuasione
    3. Protezione
    4. Prevenzione
    5. Intervenzione

Organizzazione

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Forze e organismi

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Organizzazione delle Forze armate francesi[29]
Organismi principali
État-major des armées (EMA)
Direction générale de l'armement (DGA)[30]
Secrétariat général pour l'administration (SGA)
ForzeFormazioniComponenti
Armée de terre
(forze armate di terra)
État-major de l'armée de terre
Inspection de l'armée de terre
Direction des ressources humaines de l'armée de terre
Forces
Zones terre
Services
Organismes chargés de la formation du personnel et de l'enseignement militaire supérieur
Forces terrestres (FT)
Territoire national (TN)
Forces spéciales terre (FST)
Aviation légère de l'armée de terre (ALAT)[N 20]
Centres de préparation des forces (CPF)
Légion étrangère (LE)[N 21]
Direction centrale de la structure intégrée du maintien en condition opérationnelle des matériels terrestres (DC SIMMT)
Direction des ressources humaines de l'Armée de terre (DRHAT)
Marine nationale
(marina militare)
État-major de la marine
Forces maritimes
Commandements maritimes à compétence territoriale
Services
Organismes de formation du personnel
Force d'action navale (FAN)
Forces sous-marines (FSM)
Aéronautique navale (AVIA)[N 22]
Fusiliers marins et commandos (FORFUSCO)
Armée de l'air et de l'espace
(aeronautica militare)
État-major de l'armée de l'air et de l'espace
Forces
Bases aériennes
Direction des ressources humaines de l'armée de l'air et de l'espace
Services
Forces aériennes (FA)
Défense aérienne et opérations aériennes (DAOA)
Forces aériennes stratégiques (FAS)
Gendarmerie nationale[N 2]
(gendarmeria[N 23])
Direction générale de la gendarmerie nationale (DGGN)
Inspection générale de la gendarmerie nationale (IGGN)
Gendarmerie départementale (GD)
Gendarmerie mobile (GM)
Garde républicaine (GR)
Formations spécialisées[N 24]
Formations prévôtales
Organismes d'administration et de soutien
Organismes de formation du personnel
Groupe d'intervention de la Gendarmerie nationale (GIGN)
Équipe Rapide d'Intervention (ERI)[N 25]
Forces aériennes de la Gendarmerie nationale (FAG)
Peloton d'intervention (PI)
Peloton de surveillance et d'intervention de la Gendarmerie (PSIG)
Altri organismi
Bureau des officiers généraux (BOG)
Commissariat des armées (SCA)
Commission Armées-Jeunesse (CAJ)
Conseil Supérieur de la Fonction Militaire (CSFM)
Contrôle général des armées (CGA)
Délégation à l'information et à la communication de la défense (DICoD)
Direction du Renseignement et de la Sécurité de la Défense (DRSD)
Direction générale de la sécurité extérieure (DGSE)
Direction générale des relations internationales et de la stratégie (DGRIS)
Établissement de Communication et de Production Audiovisuelle de la Défense (ECPAD)
Institut de Recherche Stratégique de l'École Militaire (IRSEM)
Mission Retour à la vie civile des officiers généraux (MIRVOG)
Office national des anciens combattants et victimes de guerre (ONAC-VG)
Réserve militaire
Service de santé des armées (SSA)

Service des essences des armées (SEA)

Organismi interarmi

Un Organismo interarmi (OIA) è una struttura che è posta sotto il comando diretto del Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate (CEMA) o di uno dei suoi vice-capi e le cui missioni sono svolte a profitto delle altre componenti delle Forze Armate. Il personale che compone un OIA proviene da almeno due Armi (esercito, marina o aeronautica), da direzioni o servizi di sostegno o dalla gendarmeria.

Un Organismo a vocazione interarmi (OVIA) è una struttura che è posta sotto il comando di una Arma (esercito, marina o aeronautica) e le cui missioni sono svolte a profitto delle altre componenti delle Forze Armate. Il personale che compone un OVIA proviene da una o più Armi (esercito, marina o aeronautica), da direzioni o servizi di sostegno o dalla gendarmeria.

Organismi interarmi e Organismi a vocazione interarmi delle Forze armate francesi
Comando(Alcuni) Organismi interarmi
EMA Direction interarmées des réseaux d'infrastructure et des systèmes d'information (DIRISI)
EMA Direction du Renseignement militaire (DRM)
EMA Commandement interarmées de l'espace (CIE)
EMA Commandement des opérations spéciales (COS)
EMA Service interarmées des munitions (SIMu)
SGA Service d'infrastructure de la Défense (SID)
Ministère Inspection générale des armées (IGA)
ComandoOrganismi a vocazione interarmi
Armée de terre Centre interarmées des actions sur l'environnement (CIAE)
Armée de terre Groupe interarmées d'hélicoptères (GIH)
Armée de terre Structure intégrée du maintien en condition opérationnelle des matériels terrestres (SIMMIT)
Armée de l'air et de l'espace Centre militaire d'observation par satellites (CMOS) 1/92 "Bourgogne"
Armée de l'air et de l'espace Structure intégrée du maintien en condition opérationnelle des matériels aéronautiques du ministère de la Défense (SIMMAD)

Forze preposizionate

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Forze di sovranità nella Francia d'oltremare[31]
Forze di presenza all'estero[31]

Formato delle forze armate

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Formati globali (libro bianco)

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Il Libro bianco sulla difesa e la sicurezza nazionale del 2013, sul quale di fonda la legge di programmazione militare 2014-2019, prevede all'orizzonte 2025:[28][37]

Un carro Leclerc dell'Armée de terre
  • L'Armée de terre offrirà una capacità operativa dell'ordine di 66 000 uomini proiettabili comprendenti in particolare 7 brigate interarmi, di cui 2 saranno atte ad affrontare per primi e in combattimento forze avversarie pesantemente armate. Queste forze disporranno in particolare di circa 200 carri pesanti (Leclerc), 250 carri medi (AMX-10RC, ERC-90 e EBRC), 2 700 veicoli blindati multiruolo e di combattimento (VAB, VBCI e VBMR), 140 elicotteri di ricognizione e attacco (Gazelle e Tigre), 115 elicotteri di manovra (NH90, Puma, Cougar e Caracal) e una trentina di droni tattici.
La portaerei Charles de Gaulle della Marine nationale
Un caccia Rafale dell'Armée de l'air et de l'espace

Forze proiettabili

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Secondo il Libro bianco sulla difesa e la sicurezza nazionale del 2013[28] le forze armate devono essere in grado di proiettarsi all'estero per intervenire nel quadro di missioni francesi o internazionali o anche all'interno del territorio francese:

Tutte le forze armate devono essere in grado di proiettare all'interno del territorio 10 000 uomini per le missioni di protezione civile.

Dispiegamenti recenti

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Le operazioni esterne «opex» della Francia dal 2001

Di seguito i dispiegamenti delle forze armate francesi fuori dalla Francia metropolitana nel 2016[38]

Operazioni esterne (OPEX)
Forze su mandato internazionale (NATO / ONU / EU)
Forze di presenza
Forze di sovranità

Galleria d'immagini

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Armée de terre
Marine nationale
Armée de l'air et de l'espace
Gendarmerie nationale
  1. Guerre della Terza e Quarta Repubblica francese, fino alla Guerra d'Algeria; per il periodo successivo vedi: #Operazioni militari; per un elenco più completo vedere le voci nella Wikipedia in francese "Liste des guerres de la France" e "Liste des batailles de l'histoire de France" o la Categoria:Guerre che coinvolgono la Francia.
  2. 1 2 3 4 La Legge n.971-2009 del 3 agosto 2009, relativa alla Gendarmerie nationale organizza l'incorporazione della Gendarmerie nationale dal Ministero della difesa al Ministero dell'Interno, confermandone allo stesso tempo lo statuto di «forza armata». Infatti se per le missioni civili essa è posta sotto l'autorità del Ministero dell'Interno, per le missioni militari essa è posta sotto l'autorità del Ministero della difesa, inoltre le Gendarmeries spécialisées sono poste sotto l'autorità del CEMA. Vedi : (FR) LOI n° 2009-971 du 3 août 2009 relative à la gendarmerie nationale, su legifrance.gouv.fr. URL consultato il 23 gennaio 2017. e (FR) Code de la Défense - Chapitre V : Organisation de la gendarmerie nationale, su legifrance.gouv.fr. URL consultato il 23 gennaio 2017..
  3. Questa frase è estratta da un documentario della BBC. Lo storico Niall Ferguson sostiene che nelle 125 maggiori guerre combattute in Europa dal 1495, la Francia ha preso parte a 50 di esse (l'Austria a 47 e l'Inghilterra a 43) e su 168 battaglie combattute dal 387BC, la Francia ne ha vinte 109, perse 49 e 10 hanno avuto un esito incerto, vedi: (EN) Quite Interesting: the QI cabinet of curiosity, su telegraph.co.uk, 22 ottobre 2010.
  4. Il 26 maggio 1445 è considerato come la data di nascita dell'Armée de terre, la componente terrestre delle forze armate francesi.
  5. Il 1624 è considerato come la data di nascita della Marine royale, la componente marittima delle forze armate francesi.
  6. 1 2 Nel 1995 ci fu un tentativo da parte del presidente francese Chirac; ma già sotto il socialista Mitterrand nel 1990/'91 – con la guerra del Golfo – e soprattutto nel 1993/'94 – con le guerre jugoslave – la Francia interviene militarmente a fianco degli USA e nella NATO. Vedi: (FR) Isabelle Lasserre, Quand Mitterrand, déjà, négociait le retour dans l'Otan, in Le Figaro, 11 marzo 2009. URL consultato il 2 marzo 2017 (archiviato il 2 marzo 2017).
  7. Escluse la Russia e la Turchia.
  8. 1 2 Personnel militaire: Gendarmerie sous PMEA défense, SCA, SSA, DGA, SEA, SID, OIA, APM, CGA.
    Personnel civil: SCA, SSA, DGA, SGA, DIRISI, SEA, SIMu, DICoD, OIAS, DRM, DPSD, DGSE, EMA.
  9. 1 2 Riserva operativa (RO1 e RO2) e cittadina (RCIT) delle forces armées e della gendarmerie, esclusa la police.
  10. Le Forces Aériennes Stratégiques, dell'Armée de l'air, con missili lanciabili da bombardieri strategici e da silos terrestri; e la Force océanique stratégique, della Marine nationale, con missili lanciabili da sottomarini nucleari.
  11. Le Forces Aériennes Tactiques, dell'Armée de l'air, con missili lanciabili da cacciabombardieri; la Force Hadès, dell'Armée de terre, con missili lanciabili da piattaforme mobili; e la Force Aéronavale Nucléaire, della Marine nationale, con missili lanciabili da cacciabombardieri imbarcati sulle portaerei.
  12. Le Forces Aériennes Stratégiques, la Force océanique stratégique e la Force Aéronavale Nucléaire
  13. Da notare che: il 19 aprile 1966 la sinistra francese non comunista (FGDS) propone (senza successo) una mozione di censura contro il governo Pompidou e contro la decisione di de Gaulle (di uscire dalla NATO); il 19 aprile 1991 François Mitterrand pubblica un editoriale su Le Monde nel quale propone la reintegrazione della Francia nel comando integrato della NATO; l'8 aprile 2008 il Partito Socialista francese propone (senza successo) una mozione di censura contro il governo Fillon e contro la decisione di Sarkozy di reintegrare la Francia nella NATO.
  14. Il CIE ha, al 2016, la responsabilità dell'utilizzazione di 12 satelliti: d'osservazione – 2 Helios 2 e 2 Pléiades 1 con il CNES –, di ascolto – 4 ELISA – e di telecomunicazioni – 2 Syracuse III, 1 ATHENA-FIDUS e 1 SICRAL 2 con l'Italia.
  15. Nel settembre 1996, grazie alle immagini di Helios 1 la Francia contestò le affermazioni statunitensi circa un grande movimento di truppe irachene contro i curdi, che erano volte a giustificare un bombardamento aereo; o ancora nel 2002/2003 quando la Francia si oppose alla guerra in Iraq perché le proprie informazioni e immagini satellitari divergevano dalle affermazioni statunitensi circa le armi di distruzione di massa, che infatti poi si rivelarono false.
  16. Dal 1909, col nome di Aéronautique Militaire, come parte dell'Armée de terre; dal 2 luglio 1934 come forza autonoma.
  17. Essa è l'ereditiera della « Maréchaussée de France », creata nel 1373; nel 1791 la Maréchaussée prende il nome di Gendarmerie nationale.
  18. La Garde nationale era esistita tra il 1789 e il 1872; è stata ricreata il 13 ottobre 2016 per riunire sotto un unico comando le riserve operative dell'armée, della gendarmerie e della police: (FR) Garde nationale, su gouvernement.fr.
  19. La data di fine o in corso sono da intendersi alla data di redazione del rapporto.
  20. Dal 22 novembre 1952 come parte dell'artiglieria (aviation légère d'observation d'artillerie); dal 2003 come arma distinta.
  21. La Légion étrangère fu creata con un'ordinanza reale il 9 marzo 1831 dal Re dei Francesi Luigi Filippo di Francia.
  22. L'Aéronautique navale fu creata con un decreto il 20 marzo 1912.
  23. polizia militare e polizia giudiziaria.
  24. 1° La gendarmerie maritime (GM);
    2° La gendarmerie de l'air (GA);
    3° La gendarmerie des transports aériens (GTA);
    4° La gendarmerie de l'armement (GA);
    5° La gendarmerie de la sécurité des armements nucléaires (GSAN).
  25. Ex Brigade rapide d'intervention (BRI) dal 1967 al 2015.

Bibliografiche

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  1. globalfirepower.com, https://www.globalfirepower.com/country-military-strength-detail.php?country_id=france.
  2. (FR) Code de la défense - Article L3211-1, su legifrance.gouv.fr. URL consultato il 23 gennaio 2017.
  3. 1 2 (FR) La France à l'OTAN – Représentation Permanente de la France auprès de l'OTAN, su rpfrance-otan.org. URL consultato il 2 marzo 2017.
  4. (FR) Loi n° 97-1019 du 28 octobre 1997 portant réforme du service national, su legifrance.gouv.fr. URL consultato il 23 gennaio 2017.
  5. (FR) Vers l'armée de métier, su charles-de-gaulle.org (archiviato dall'url originale il 29 maggio 2017).
  6. (FR) Jean-Dominique Merchet, Les transformations de l'armée française, in Hérodote, vol. 1, n. 116, 2005, pp. 63-81, DOI:10.3917/her.116.0063. URL consultato il 2 marzo 2017 (archiviato il 2 marzo 2017).
  7. (EN) International Institute for Strategic Studies, The Military Balance 2014, London, Routledge, 3 febbraio 2014, ISBN 9781857437225.
  8. (EN) International Institute for Strategic Studies, The Military Balance 2015, London, Routledge, 11 febbraio 2015, ISBN 9781857437669.
  9. (EN) Stockholm International Peace Research Institute, Trends in World Military Expenditure, 2015 (PDF), 4/2016 (archiviato dall'url originale il 20 aprile 2016).
  10. (EN) Bonn International Center for Conversion, Global Militarization Index 2015, su gmi.bicc.de, 2015. URL consultato il 23 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 7 gennaio 2017).
  11. (EN) Institute for Economics and Peace, Global Peace Index 2016, 2016. URL consultato il 26 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 22 settembre 2017).
  12. (FR) Que dit le Livre blanc (2008) sur les accords de défense ?, su defense.gouv.fr. URL consultato il 9 maggio 2009 (archiviato dall'url originale il 3 maggio 2009).
  13. 1 2 3 4 5 (FR) Chiffres clés de la Défense - 2016, su defense.gouv.fr, 1º settembre 2016. URL consultato il 23 gennaio 2017.
  14. (FR) Principaux indicateurs économiques, su insee.fr, 2 marzo 2017. URL consultato il 2 marzo 2017.
  15. (FR) MémoGEND 2016 - 2016, su gendarmerie.interieur.gouv.fr, 1º luglio 2016. URL consultato il 23 gennaio 2017.
  16. (FR) La réserve des armées, su defense.gouv.fr.
  17. (FR) « Garde nationale » : une réserve militaire forte et territorialisée pour faire face aux crises, su senat.fr, 13 luglio 2016.
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