Forces aériennes françaises libres

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Forces aériennes françaises libres
Forze aeree della Francia libera
Descrizione generale
Attiva 25 maggio 1940 – 1 agosto 1943
Nazione Francia libera Francia libera
Alleanza Alleati
Servizio aeronautica militare
Parte di
Comandanti
Comandante attuale Generale Martial Valin
Comandanti degni di nota François d'Astier de la Vigerie
Simboli
Coccarda Roundel of the French Air Force.svg
Coccarda Free French Air Forces Logo1.png

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Voci su forze aeree presenti su Wikipedia

La Forces aériennes françaises libres , tradotto dalla lingua francese Forze aeree della Francia libera, talvolta abbreviato con FAFL, è stata la componente aerea della Francia libera e parte integrante delle Forces françaises libres.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il generale Charles de Gaulle nel 1940 era stato un membro dell'alto comando francese durante la battaglia di Francia. Mentre le soverchianti forze tedesche dimostravano la loro superiorità sui campi di battaglia e l'esercito italiano avanzava nel sud, i governanti francesi si trovarono nelle condizioni di dover negoziare un armistizio con gli invasori.

Il generale de Gaulle, insieme ad un piccolo gruppo di politici, si oppose strenuamente alla resa alle forze naziste: mandato in missione diplomatica nel Regno Unito per conto del presidente del Consiglio Paul Reynaud, de Gaulle venne sorpreso all'estero[senza fonte] dal crollo del governo francese ed evitò la cattura.

Il 16 giugno il nuovo presidente del Consiglio francese Philippe Pétain intavolò i primi incontri con i rappresentanti dell'Asse, per definire i dettagli della resa e l'instaurazione del nuovo governo filotedesco.

Il 18 giugno, de Gaulle parlò ai francesi tramite i microfoni della BBC, chiedendo ai soldati, ai marinai e agli aviatori di lasciare l'esercito ufficiale e di unirsi per combattere l'invasore nazista. Il cosiddetto "appello del 18 giugno" (appel du 18 juin) non ebbe molto ascolto, ma i seguenti discorsi di de Gaulle ebbero risonanza notevole.

Alcuni esponenti del Gabinetto inglese tentarono di fermare i proclami del Generale, lo stesso primo ministro Winston Churchill intervenne in sua difesa e in supporto della Francia Libera. L'appello di de Gaulle è ancora oggi uno dei più famosi e importanti discorsi della storia francese.

Il 22 giugno, Pétain, investito della carica di presidente del Consiglio dal parlamento francese liberamente eletto, firmò la resa incondizionata. De Gaulle venne processato in contumacia, e condannato a morte per tradimento, in quanto aveva dichiarato di essere l'ultimo membro del governo Reynaud in grado di esercitare il comando, e di essere quindi il legittimo governatore della nazione, affermando pubblicamente l'incostituzionalità del governo Pétain.

Generali della FAFL[modifica | modifica sorgente]

Membri celebri della FAFL[modifica | modifica sorgente]

Velivoli utilizzati[modifica | modifica sorgente]

Velivoli catturati dalle Forze dell'Asse[modifica | modifica sorgente]

Velivoli in forza alla FAFL[modifica | modifica sorgente]

Un Martin B-26 Marauder con l'effige della croce di Lorena esposto al Musée de l'air et de l'espace di Le Bourget.
Altra vista dello stesso velivolo; si noti l'apposizione delle coccarde tricolori francesi sulle preesistenti USAAF statunitensi.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (FR) Georges Caïtucoli, François Broche, Jean-François Muracciole, La France au combat. De l'appel du 18 juin à la victoire, Perrin/SCÉRÉN-CNDP, 2007
  • (FR) Breffort, Dominique , Les Forces Aériennes Françaises Libres et la reconstitution de l'Armée de l'air (1940-1945), Wing Masters Hors série no.3, Histoire & collections, 2002.
  • (FR) Corbonnois, Didier & Many Souffan, Les FAFL sur le front autonome du Tchad, 1940-43, Magazine Ciel de guerre no.13, 2007
  • (FR) Gréciet, Vincent, Combats fraticides en Afrique: Mers-El-Kebir, Dakar, les premiers pas des FAFL en Afrique, revue Batailles Aériennes no.26, 2003.