Arco di Trionfo (Parigi)

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Arc de Triomphe de l'Étoile
Arc Triomphe.jpg
L'arco di trionfo nella Place Charles-de-Gaulle di Parigi
Ubicazione
Stato Francia Francia
Località Parigi
Indirizzo Place Charles de Gaulle (anticamente Place de l'Étoile)
Coordinate 48°52′25″N 2°17′42″E / 48.873611°N 2.295°E48.873611; 2.295Coordinate: 48°52′25″N 2°17′42″E / 48.873611°N 2.295°E48.873611; 2.295
Informazioni
Condizioni completato
Costruzione 1806-1836
Inaugurazione 29 luglio 1836
Uso monumento
Realizzazione
Architetto Jean Chalgrin

L'Arco di Trionfo (Arc de Triomphe de la place Charles de Gaulle in francese) è un importante monumento di Parigi. Si trova all'inizio del famoso viale dei Champs-Élysées, al centro della piazza denominata una volta Place de l'Étoile (oggi Place Charles de Gaulle). Il monumento fu costruito per celebrare le vittorie di Napoleone Bonaparte durante le sue numerose battaglie.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Iscrizione all'interno dell'Arco di Trionfo che richiama la costruzione del monumento.
Progetto di Chalgrin.
Progetto di Chalgrin.

Napoleone I, dopo la battaglia di Austerlitz, disse ai soldati francesi che con lui avevano combattuto: "si tornerà alle vostre case solo sotto archi di trionfo" e difatti un decreto imperiale datato 18 febbraio 1806 ordinò la costruzione di un arco trionfale dedicato appunto alle vittorie conseguite dall'esercito francese. Nell'intento dell'imperatore, la realizzazione dell'arco era il punto di partenza per un grande viale che avrebbe congiunto il Louvre alla Piazza della Bastiglia.

Per la progettazione del monumento, l'architetto Jean Chalgrin entrò in concorrenza con il collega Jean-Arnaud Raymond al punto che tra i due architetti non fu possibile collaborare. Il ministero quindi scelse Champagny solo per la realizzazione del monumento e la prima pietra venne posta il 15 agosto 1806 ma le sole fondamenta richiesero due anni di lavoro e ancora nel 1810 i quattro pilastri erano appena ad un metro dal suolo. In occasione del suo matrimonio con l'arciduchessa Maria Luisa d'Austria, l'imperatore volle che lo stesso Chalgrin costruise un modello in scala con stucchi e tele dipinte per ricreare così il progetto definitivo, intenzionato a mostrare alla consorte la grandiosità dell'opera da lui voluta. L'architetto morì improvvisamente nel 1811, seguito otto giorni dopo dal suo collega Raymond.

Durante le prime sconfitte napoleoniche (Campagna di Russia del 1812), e gli eventi del 1814, l'arco di trionfo venne ripreso due volte nei lavori, ma la costruzione venne sempre interrotta e addirittura abbandonata poi sotto la Restaurazione. Luigi XVIII non riprese la costruzione che nel 1824 con gli architetti Louis-Robert Goust e soprattutto Louis-Étienne Héricart de Thury. Nel 1830, Luigi Filippo decise di riprendere l'idea iniziale di Napoleone, ma con un nuovo spirito di riconciliazione, ponendo sul medesimo monumento le celebrazioni di coloro che combatterono per la Francia tra il 1792 ed il 1815, rivoluzionari, monarchici e imperiali.

Nel 1842, Honoré de Balzac ne fece il simbolo della fedeltà dei bonapartisti: "ma tutti i cuori, anche i più ostili all'imperatore, rivolgono al cielo desideri ardenti per la gloria della patria. Gli uomini più stanchi della lotta iniziata tra l'Europa e la Francia tutti avevano abbandonato il loro odio passando sotto l'arco trionfale". L'arco di trionfo è stato classificato tra i monumenti storici della Francia dal 6 febbraio 1896.

Le misure dell'arco[modifica | modifica wikitesto]

L'Arco di Trionfo si ispira all'Arco di Tito nel Foro Romano a Roma. Il monumento ha un'altezza di 50 metri, una larghezza di 45 e una profondità di 22 metri, e ciò ne fa il secondo arco di trionfo in ordine di grandezza, dopo quello costruito in Corea del Nord nel 1982 in occasione del settantesimo compleanno di Kim Il Sung. Le pareti interne dell'arco espongono i nomi di 660 generali francesi; alcuni di questi nomi sono sottolineati per indicare che morirono in battaglia.

Alla base dell'arco di Trionfo, venne posta nel 1920 la Tomba del Milite Ignoto e una fiamma perenne, in memoria dei morti della prima guerra mondiale mai stati identificati. Dopo la seconda guerra mondiale, dal 1945 in poi, la tomba è stata dedicata anche alla memoria dei morti della seconda guerra mondiale. Ogni 11 novembre viene eseguita una cerimonia ufficiale, anniversario dell'armistizio del 1918 tra Francia e Germania.

Alla base di ognuna delle colonne dell'arco vi è una scultura allegorica: Il Trionfo del 1810 di Jean-Pierre Cortot, La Resistenza e La Pace entrambe di Antoine Etex e La partenza dei volontari del '92 comunemente chiamata La Marseillaise di Francois Rude. In merito a quest'ultima si dice che fu vittima di un incidente il giorno dell'inizio della battaglia di Verdun nel 1916: la spada tenuta in mano della scultura, rappresentante la Repubblica, si ruppe, ma venne immediatamente nascosta in modo da evitare qualsiasi interpretazione di cattivo presagio.[senza fonte]

Ogni sera alle 18.30 i membri dell'Associazione dei Combattenti o delle Vittime di Guerra ravvivano la fiamma. Questo accade fin dal 1923, anno dell'accensione, e anche il 14 giugno del 1940, giorno in cui l'armata tedesca entrò a Parigi e sfilò in Place de l'Étoile, alcuni ufficiali autorizzarono l'operazione. L'associazione "La Flamme sous l'Arc de Triomphe", che raggruppa 41 membri di tutte le nazionalità, organizza la cerimonia per accogliere le associazioni che, a loro volta, vengono a ravvivare la fiamma della memoria.

Il Tour de France, dal 1975, si conclude sotto l'arco di trionfo.

I rilievi e le sculture[modifica | modifica wikitesto]

L'arco di trionfo
  • I quattro altorilievi più importanti rappresentano:
    • La partenza dei volontari del 1792 (detta La Marseillaise), di François Rude. Questo altorilievo rappresenta l'assemblamento di tutti i francesi per difendere la nazione in armi. L'insieme dei soldati rappresentati raduna tutti i combattenti insieme: rivoluzionari, bonapartisti e realisti, giovani e vecchi. Davanti a tutti sta la Vittoria che li guida.[1].
    • Il trionfo del 1810, di Jean-Pierre Cortot
    • La resistenza del 1814, di Antoine Étex
    • La pace del 1815, di Antoine Étex
  • L'attico è ornato da 30 scudi con gladi. Sotto gli scudi sono incisi i nomi delle grandi battaglie della rivoluzione e dell'impero:
Valmy, Jemappes, Fleurus, Montenotte, Lodi, Castiglione, Rivoli, Arcole, Piramidi, Abukir, Alkmaer, Zurigo, Heliopolis, Marengo, Hohenlinden, Ulma, Austerlitz, Jena, Friedland, Somosierra, Essling, Wagram, Moskova, Lützen, Bautzen, Dresda, Hanau, Montmirail, Montereau e Ligny.
Nomi delle battaglie incise sotto gli scudi (notarei dettagli calligrafici d'epoca)
  • Sulle facce interiori dei pilasti delle grandi arcate, sono incisi i nomi delle grandi battaglie della rivoluzione e dell'impero.
Nomi delle battaglie incise sulle grandi arcate (si notino i separatori decorati)
  • Sulle facciate interne delle piccole arcate sono incisi i nomi delle personalità di rilievo della rivoluzione e dell'impero. I nomi dei morti in combattimento sono sottolineati.
  • Sotto l'arco si trova la tomba del milite ignoto francese. Sulla tomba si può leggere:
ICI
REPOSE
UN SOLDAT
FRANCAIS
MORT
POUR LA PATRIE
1914 . 1918
  • Il monumento è circondato da cento colonnine di granito che simbolizzano i Cento Giorni.

Galleria cronologica[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le départ des Volontaires en 1792 sur identitenationale.canalblog.com. Consulté le dimanche 15 avril 2012

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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