Adattamento e censura degli anime

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L'adattamento e la censura degli anime sono operati al fine di rendere le opere di animazione giapponese compatibili con il contesto culturale del paese importatore, ovvero adeguate al pubblico cui si ritengono destinate. Tali manipolazioni seguono segnalazioni di organi competenti, oppure sono poste in essere autonomamente dal distributore prima della messa in onda.[1]

I motivi dell'adattamento[modifica | modifica wikitesto]

In molti Paesi i cartoni animati sono considerati un prodotto destinato esclusivamente ai minori, e che come tale deve rispettare certi canoni di linguaggio e di contenuto.[2]

Una buona parte dei cartoni trasmessi sono anime importati dal Giappone, dove gli anime sono un prodotto dal mercato molto vasto e competitivo, rivolti a un pubblico eterogeneo e di tutte le età. Proprio per questo motivo vengono prodotti tipi differenti di anime: per bambini (kodomo, fino ai 10 anni), per pre-adolescenti e adolescenti (shōnen per ragazzi e shōjo per ragazze) e per gli adulti (seinen per uomini e josei per donne).

Per ogni fascia d'età esiste così un adeguato orario di programmazione, dalla mattina alla notte fonda, in base ai contenuti del prodotto.[2]

Il motivo principale per cui alcuni anime vengono trasmessi in altri paesi in fascia non protetta è legato al merchandising degli anime in questione: ovvero alla promozione di oggetti legati al programma televisivo o al cartone animato (si pensi ad un cartone come I Simpson, chiaramente non pensato per un pubblico infantile).[2] La trasmissione nel primo pomeriggio porta notevole pubblicità alla relativa commercializzazione.

Da notare che anche alcune sit-com animate di produzione americana come I Griffin e South Park hanno subito delle censure, specialmente durante la loro trasmissione sulle reti in chiaro, ma in genere questo tipo di cartoni animati statunitensi tende a essere meno censurato, perché già destinato in partenza a un pubblico di maggiore età.

In generale, si può dire che al di fuori del Giappone, la censura agisce per adeguare molti anime.[2]

Censure[modifica | modifica wikitesto]

Scene di sesso, nudo e semi-nudo[modifica | modifica wikitesto]

In molti anime destinati ad un pubblico al di sopra dei 14 anni non è raro trovare scene vagamente erotiche.[3] Anche se sono molto rare scene di sesso esplicito in un anime, si trovano spesso episodi in cui si vedono nudi o seminudi di personaggi femminili, o in cui i personaggi si scambiano semplici effusioni. Queste sequenze sono generalmente tagliate dove è possibile, anche allungando o ripetendo sequenze contigue. Esempi di censure di questo tipo si trovano in alcuni episodi di Occhi di gatto, Il mistero della pietra azzurra, Georgie e Dragon Ball, e l'edizione CRC degli episodi di Ranma ½.[3] Un caso eclatante è forse quello della serie È quasi magia Johnny, in cui è stata censurata la scena di un'effusione tra i protagonisti Johnny/Kyosuyke e Sabrina/Madoka, nonostante questa sequenza sia la scena finale della sigla italiana dell'anime.

Le scene di nudo maschile sono invece lasciate, anche perché la visione è già limitata al posteriore nella versione originale, tranne che per i bambini, dove si possono trovare casi di nudità integrali, a volte mantenute anche nella versione italiana (esempio le tre serie di Dragon Ball).

Scene di violenza[modifica | modifica wikitesto]

In molti anime sono state censurate scene in cui i personaggi muoiono o si feriscono vistosamente, e scene in cui subiscono graffi o ricevono schiaffi. Ad oggi questi tagli, molto diffusi negli anni novanta e nei primi anni 2000, sono stati diminuiti, tuttavia rimangono delle eccezioni: ad esempio, in One Piece spesso viene cambiato il colore del sangue per renderlo più scuro (vengono eliminate inoltre diverse scene del combattimento fra i personaggi di Monkey D. Rufy e Rob Lucci), in Naruto talvolta su alcune scene particolarmente violente è stato applicato l'effetto negativo per sovvertire i colori, anche se di recente hanno smesso di fare ciò, rendendo, dunque, ben visibile il colore originale del sangue, e in una recente trasmissione in chiaro de I Cavalieri dello zodiaco vi sono innumerevoli inquadrature decolorate per cambiare il colore del sangue.

Un'altra pratica molto utilizzata partire daglla seconda metà degli anni novanta nella maggior parte degli anime trasmessi sulle reti Mediaset, è quella di sostituire (in sede di doppiaggio) a parole come morte, cadavere, suicidio e i verbi morire, uccidere e ammazzare vengono sostituiti in sede di doppiaggio con termini più blandi, ovvero «eliminare», «fare fuori», «sparire», «andare all'altro mondo», «corpo» e «perdere/togliere la vita», o semplicemente con «omicidio» e «assassinato» (esempi in tal senso sono le serie di Dragon Ball, e le stagioni di anime come One Piece e Detective Conan). Un caso meno conosciuto di questo tipo di censura fu quello di B't X (trasmesso su Telemontecarlo, allora proprietà del gruippo Cecchi Gori) dove la parola "sangue" viene sostituita con "energia vitale".

A partire dalla metà degli anni 2000, questa tipologia di censura è iniziata a diminuire. Uno dei primi anime adattati da Mediaset che ha "legittimato" questi concetti da un certo numero di episodi, è stato proprio Detective Conan dove, seppur in modo parziale, si è iniziato ad usare termini appropriati come ucciso e ammazzato, e più recentemente anche morte, suicidio, cadavere e sangue (termine che spesso veniva sostituito da macchia), per poi essere esportato anche successivamente ad altri cartoni trasmessi dall'editore milanese come One Piece e Naruto (quest'ultimo già partito con una censura parziale di questi termini).

Modifiche alla trama[modifica | modifica wikitesto]

Adattamento dei termini originali[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono casi in cui l'adattamento dei nomi usato per attacchi, oggetti oppure alcuni termini tecnici nei doppiaggi italiani molto spesso non rispecchia la reale traduzione del termine, mentre trovano in genere una più stretta affinità negli adattamenti anglosassoni, anche grazie al fatto che spesso tali termini sono espressi in inglese e non in lingua giapponese. Si tratta di una "tradizione" inaugurata all'epoca della messa in onda dei primi cartoni di genere mecha negli anni settanta, dovuta (secondo quanto affermato dall'allora doppiatore del personaggio di Actarus, Romano Malaspina) al rendersi conto da parte degli adattatori dell'importanza che tali nomi avevano all'interno dell'opera[4]. Esempi famosi di questa scelta possono considerarsi l'Alabarda Spaziale (in originale Double Harken) di Goldrake, e l' Onda Energetica (in originale Kamehameha) in Dragon Ball. Vi sono stati anche casi in cui nell'adattamento italiano si preferisce tradurre letteralmente il termine inglese presente in originale, per esempio l'espressione Tesoruccio usata da Lamù nell'anime omonimo (successivamente ripreso anche nell'edizione italiana del manga edita da Star Comics) che sostituisce l'inglese Darling usato in originale.

Età dei personaggi[modifica | modifica wikitesto]

A volte viene variata l'età dei personaggi della serie, in genere aumentandola di qualche anno e cambiandone anche il livello scolastico frequentato (ad esempio dalle scuole medie alle superiori). Questo è dovuto al fatto che spesso i personaggi, durante la storia, intraprendono relazioni sentimentali e amorose con altre persone e si imbattono in situazioni più mature e difficili, legate al mondo degli adulti. Si preferisce quindi alzare l'età media per adattare meglio l'anime anche verso un pubblico di adolescenti. Esempi sono gli adattamenti animati della trasposizione animata di Card Captor Sakura (dove l'età della protagonista era stata innalzata dai 10 ai 14 anni) o quello de I cavalieri dello zodiaco, in cui i protagonisti nel manga e nell'anime giapponese sono ragazzi di età compresa fra i 13 ed i 15 anni, ma nella versione italiana, seppur non espressamente dichiarato, si intuisce abbiano 18 anni[5].

Diversamente per l'anime Rossana, l'adattamento Mediaset non ha considerato sufficiente invecchiare la protagonista rispetto agli 11 anni dell'originale. La ragazza, infatti, ama Rei (Robbie in Italia) alla stregua di un fidanzato, benché egli sia decisamente più grande, ma l'adattamento italiano riduce il sentimento di Rossana a una semplice amicizia. Da notare che invece nella degli serie anni '80 Juny peperina inventatutto (anch'essa trasmessa sulle reti Mediaset) l'amore della piccola protagonista per un ragazzo più maturo non è stato soggetto a censure, né sarebbe stato possibile perché i tentativi di Juny di conquistarlo e i suoi atteggiamenti da innamorata sono parte essenziale della trama.

Dialoghi aggiuntivi o modificati[modifica | modifica wikitesto]

Un esempio celebre di dialoghi aggiuntivi si trova nella serie I Cavalieri dello zodiaco dove i dialoghi, oltre ad essere rimaneggiati, sono stati anche aggiunti quando i personaggi restano in silenzio (da notare che l'adattore dei dialoghi Stefano Cerioni spiegò che molti "stravolgimenti" erano anche dovuti al fatto che i copioni su cui lavoravano erano molto lacunosi[6]). Un altro caso famoso è Dragon Ball: in genere la voce narrante dovrebbe commentare solamente all'inizio e alla fine dell'episodio, mentre i personaggi avversari durante un combattimento dovrebbero studiarsi in silenzio (per aumentare la tensione), invece nell'adattamento italiano vengono aggiunte riflessioni puramente inventate. Ciò accade anche quando ad alcune scene sono legati eventi culmine, come un rapporto sentimentale o un avvenimento tragico o violento. Queste sono manovre che alterano, in modo a volte non marginale, quanto voluto trasmettere dall'autore.

In questi casi i dialoghi sono spesso modificati per adattarli a precedenti tagli o modifiche. Questo fatto a volte, si trasforma, secondo molti spettatori, in una vera e propria offesa verso il pubblico, in quanto è come dire che gli spettatori non sono capaci di seguire l'anime. Come nel caso dell'ultimo episodio di Sailor Moon, dove si sente la voce di un personaggio spiegare la battuta di Usagi (Bunny), che non aveva capito cosa le avesse appena detto l'amico Seya; questo fatto viene ritenuto irrispettoso verso il telespettatore, perché lo mette allo stesso livello della protagonista. Tenendo conto poi, che le persone che seguono attentamente l'anime, per quanto piccoli possano essere, capirebbero subito la situazione anche senza l'aiuto del narratore. Inoltre, la voce fuoricampo copre spesso anche alcune scene dove si sente una musica o dei rumori in sottofondo.

Come nel caso dell'anime di re Artù, dove in una scena silenziosa di otto secondi, si vede un panorama che mostra un villaggio tranquillo con il solo sibilare del silenzio. Nella versione italiana, invece, tale silenzio viene coperto dalla voce del narratore, che evidenzia come la calma del luogo porti a sentire persino il debole rumore del vento. Tale discorso, però, copre lo stesso vento, rendendo il suo commento totalmente privo di senso.[2]

Da notare che a tutt'oggi l'impiego dei dialoghi aggiuntivi sia praticamente scomparso.

Tagli per programmazione[modifica | modifica wikitesto]

Nelle trasmissioni sulle reti italiane è spesso eliminato lo stacco che introduce la pubblicità a metà episodio (in genere consistente in un paio di immagini o in due scenette spiritose) chiamato eyecatch, utilizzato in Giappone per introdurre lo stacco pubblicitario e quindi per riprendere la puntata, mentre in Italia si è soliti a trasmettere gli episodi delle varie serie animate senza interruzioni pubblicitarie. Vi sono stati però casi in cui tali scenette sono state mantenute. Il primo riguarda la trasmissione dei primi episodi di Ranma ½ su TMC nel contenitore Zap-Zap TV, dove furono usati per separare la puntata dalle anticipazioni della puntata successiva, mentre nelle repliche sulle tv locali furono mantenuti (specialmente dalla terza stagione in poi). Altro caso dove gli eyecatch sono mantenuti è quello di Keroro, dovuto al fatto che una puntata dell'anime comprende spesso due episodi (per lo più autoconclusivi) da 10 minuti circa l'uno, di conseguenza viene usato un solo eycatch come intermezzo fra le due metà della puntata.

Ciò non implica che in Italia gli episodi siano stati sempre trasmessi nella loro interezza. Fra la fine degli anni novanta e l'inizio dei primi anni 2000, le varie serie animate (giapponesi e non) trasmesse da Mediaset venivano interrotte anche più di una volta per mandare in onda spot pubblicitari, per poi riprendere per la sola trasmissione della sigla di chiusura.

Questo tipo di taglio è oggi scomparso, dato che il codice di autoregolamentazione tv e minori stabilisce che in qualsiasi serie animata non debba esserci alcuna pausa pubblicitaria. Sempre sulle reti del network milanese, vi sono stati casi in cui una puntata veniva "spezzata" in due episodi separati, arrivando a creare, per quelle puntate originariamente suddivise in due episodi, una prima, seconda, terza e quarta parte.

Riferimenti al Giappone[modifica | modifica wikitesto]

Cambiamento dei nomi propri[modifica | modifica wikitesto]

Soprattutto i nomi propri giapponesi, in passato venivano cambiati in nomi italiani, americani o in altri scaturiti dall'immaginazione dagli adattatori.[3]

Storicamente in Italia ciò avvenne in modo massivo nella serie UFO Robot Goldrake: gli adattatori francesi (diversamente ad esempio da quelli dei paesi arabi) ritennero di sostituire i nomi propri giapponesi con altri inventati, ispirati a nomi di stelle (vedi Alcor o Mizar), e l'Italia mantenne sostanzialmente i nomi dell'adattamento francese. Questa pratica avrebbe lo scopo di rendere più comprensibili e familiari i nomi giapponesi, trasformati appunto in qualcosa di molto più vicino ad un immaginario occidentale. Viene contestato il fatto che così facendo, si stia operando una "semplificazione" culturale che, invece di proteggere, se mai fosse il caso, i bambini, li isola in un mondo omologato da cui è bandita qualunque diversità, un mondo inesistente[1]. È comunque controverso il motivo stesso di queste "censure", che non sembrano essere usate cercando di alterare il programma, quanto per concedere una compartecipazione emotiva dei bambini altrimenti molto più complessa.

In alcuni casi (come per Dragon Ball o Saint Seiya) si è dato lo stesso nome a più personaggi secondari della storia. In City Hunter il protagonista, in origine Ryo Saeba, ha preso il nome stesso della serie animata, abbreviato in genere nel semplice Hunter, mentre la protagonista femminile, Kaori Makimura, è stata rinominata con un cognome italiano, divenendo Kreta Mancinelli.

Da notare che questa tecnica, molto usata tra gli anni ottanta e novanta sulle reti Mediaset, sia cominciata lentamente a sparire tra la fine degli anni 90 e l'inizio degli anni 2000 (basti pensare a Dragon Ball in cui erano cambiati solo alcuni nomi, e ai seguiti il Z e il GT in cui erano mantenuti tutti i nomi originali, o a Naruto che non ha subito alcun cambio in merito), fino a non essere più utilizzata, in quanto oggi l'utilizzo di nomi giapponesi non è più ritenuto anomalo, e non è più quindi soggetto a semplificazioni culturali. È bene comunque specificare che moltissimi anime, soprattutto non editi da Mediaset, già dagli anni '80, conservavano i nomi originali, basti pensare a serie come L'uomo tigre.

Singolare è stato il caso di Shin Chan; la serie fu trasmessa sulla televisione italiana usando la versione censurata britannica, ma utilizzando i nomi originali.

Un altro esempio è la serie Doraemon: il piccolo protagonista Nobita nelle prime edizioni italiane si chiama Guglielmo, detto Guglia (e italiani sono i nomi di tutti i bambini); solo in seguito è stato riproposto con il nome originale.

Sorte invece diversa per il protagonista di One Piece Monkey D. Rufy, il cui nome è stato modificato in "Rubber" nell'edizione italiana senza subire modifiche, così come i cosiddetti frutti del diavolo, sempre appartenenti all'universo di One Piece trasformati in "frutti del mare". La modifica del nome del protagonista è molto significativa in quanto la D nel nome avrà una importanza di primo piano nell'anime, mentre nella versione italiana tutti i dialoghi riguardo tale caratteristica sono stati stravolti, finché, nell'episodio 400, il personaggio viene chiamato "Monkey D. Rubber", lasciando integro il discorso sulla D che avviene nello stesso episodio. Inoltre in seguito il nome originale è stato ripristinato e Rubber è diventato il soprannome del personaggio. Inoltre la maggioranza dei personaggi di questo anime conservavano, e conservano tuttora, i nomi originali.

In Sailor Moon, edito in un periodo in cui la semplificazione culturale sui nomi era largamente diffusa, la protagonista Usagi viene ribattezzata col nome Bunny, che richiama il significato del nome giapponese. Il cambiamento non ha conseguenze fino alla seconda serie quando arriva una bambina che si fa chiamare Usagi e che poi, per non essere confusa con l'Usagi grande, viene chiamata dai personaggi Chibiusa (chibi=piccola, usa=usagi). Incomprensibile in Italia il passaggio dal nome Bunny a Chibiusa, mentre almeno nell'edizione inglese si è passato da Serena (nome inglese di Usagi) a Rini, che in questo caso è un'abbreviazione.

L'abitudine di rinominare i personaggi con un nome (spesso anglofono) richiamante il significato di quello originale è stata utilizzata anche per il personaggio Ichigo ("fragola" in giapponese) di Mew Mew - Amiche vincenti, ribattezzata nell'edizione italiana Strawberry, o con Hikaru, Umi e Fu, protagoniste di Rayearth, diventate nella versione italiana Luce, Marina e Anemone[7] infine con il personaggio di Senritsu (melodia in giapponese) di Hunter x Hunter ribattezzata Melody nella versione americana dell'anime, mentre in quella italiana è rimasto il nome originale.

Eliminazione dei riferimenti al Giappone[modifica | modifica wikitesto]

Bandiere, carte geografiche, scritte, come per la maggior parte delle censure alla cultura di riferimento per motivi di comprensibilità, in passato venivano spesso eliminati con fermi-immagine o tagli. In alcuni casi, nonostante la trama di un anime si svolgesse a Tokyo, si preferisce dare alla città un nome di fantasia e non nominare mai la parola Giappone o giapponese. Questi fatti, come il cambio dei nomi, sono un altro evidente caso di semplificazione culturale, con inevitabile impoverimento dell'opera e, paradossalmente, con conseguenze sulla sua stessa comprensibilità.[1] Spesso, ad esempio, se in una scena erano presenti ideogrammi, anziché tradurli o sottotitolarli, si preferiva cancellarli o tagliare addirittura l'intera scena, senza badare a quanto ciò sia importante per la comprensione della storia.

Un esempio limite è F - Motori in pista, dove ogni qualvolta appariva una scritta in caratteri giapponesi, per esempio su un giornale, una vetrina o sui cartelloni pubblicitari a bordo pista, la scena veniva completamente eliminata, rendendo incomprensibile la trama dell'episodio.[8] Anche i prezzi vengono tradotti, ma si sceglie spesso un cambio immaginario, che addirittura varia spesso più volte nel corso di un singolo episodio. Un grande passo avanti è stato fatto a partire degli anni 2000, dove i kanji appaiono sempre, e negli adattamenti viene anche indicato che l'anime si svolge in Giappone (ne sono un esempio Keroro o Detective Conan). Erano inoltre tolti riferimenti alle religioni, sia a quelle più diffuse in Giappone (shintoismo e buddhismo), sia a quella cristiana.[1]

Adattamenti e censure per Paese[modifica | modifica wikitesto]

Francia[modifica | modifica wikitesto]

La psicoterapeuta Liliane Lurçat, nel suo saggio intitolato Seul avec Goldorak (trad. it. Il bambino e la televisione. A cinque anni solo con Goldrake) del 1981 condusse un breve studio psicosociologico sugli anime in rapporto alla percezione che di essi avevano i piccoli telespettatori, pervenendo a risultati tranquillizzanti circa i presunti effetti negativi.[3] Ciò nonostante, in seguito serie come Ken le survivant (Ken il guerriero) e Mon cher frére (Caro fratello) sono state interrotte, la prima per eccessiva violenza, la seconda per le atmosfere torbide. Un conflitto di diritti d'autore è invece all'origine del cambio di titolo di Lupin III in Edgar de la Cambriole, Edgar, le détéctive cambrioleur (Edgar, il ladro detective), fatto per evitare un contenzioso con gli eredi di Maurice Leblanc, creatore di Arsenio Lupin fino a quando i diritti d'autore scaddettero nel gennaio 2012, aprendo la strada al utilizzo del nome originale dell'anime all'estero[9].

Giappone[modifica | modifica wikitesto]

La censura degli anime colpisce, anche se in misura minore rispetto ad altri paesi, anche il Giappone, il luogo in cui essi vengono prodotti. Negli ultimi tempi infatti le reti televisive giapponesi, in seguito a proteste di genitori o spettatori occasionali, hanno deciso di autocensurare gli anime troppo violenti od osé, rimuovendo le scene troppo violente o erotiche. La censura degli anime in Giappone agisce soprattutto nelle scene violente e di sesso esplicito.

Un esempio di questa nuova politica è Gantz che venne trasmesso in versione particolarmente adattata da Fuji TV nell'estate 2004 (vennero rimosse tutte le scene violente). La seconda stagione di Gantz venne poi trasmessa in versione integrale sul canale satellitare WOWOW. Sempre nel 2004 la sigla iniziale di Area 88 venne criticata per le scene erotiche in essa contenute, e dovettero quindi essere rimosse tutte le scene di nudo.

Un altro anime in cui vennero censurate nudità fu Girls Bravo che venne trasmessa da Fuji TV in versione censurata. Fuji censurò soprattutto le scene di nudo nei bagni, oscurando le parti intime con del vapore digitale. Per questa censura le protagoniste dell'anime furono soprannominate "steamgirls" (ragazze vapore).

Talvolta in trasposizioni da manga ad anime alcune scene vengono rese meno violente oppure sono tagliate, un esempio è One Piece dove nel primo capitolo Rufy bambino si ferisce con un coltello la guancia per mostrare a Shanks il rosso il suo coraggio, questa scena nella versione animata non è stata inclusa.[10] Inoltre nel flashback di Sanji, Zeff mangia la sua gamba per non morire di fame, mentre nell'anime la perde perché rimane incastrata in una catena. Molte altre scene sono state rese meno violente e la presenza di sangue attenuata.

In molti anime le parole oscene furono censurate con bip e in alcuni casi venne cambiato il colore del sangue (per esempio nell'episodio finale di School Days). Comunque il livello di censura varia da rete a rete. Per esempio l'episodio 6 di Moetan non venne mai trasmesso sulla rete nazionale mentre venne trasmessa in versione censurata (nelle sequenze di trasformazione) su Chiba TV. Solitamente i canali satellitari tendono a censurare meno gli anime dei canali terrestri.

In alcuni casi sono stati fatti di cronaca nera a spingere le emittenti giapponesi a trasmettere degli anime in versione censurata. Per esempio in seguito all'omicidio di un uomo commesso dalla figlia sedicenne, avvenuto il 18 settembre 2007, le emittenti hanno deciso di autocensurarsi tagliando da alcuni anime alcune scene violente.

Alcuni esempi di anime censurati anche in Giappone: Shigofumi, School Days, Moetan, Kodomo no Jikan, The Qwaser of Stigmata, Highschool of the Dead, Hetalia, To Love-Ru Darkness.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Storia della censura degli anime in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Non si sa di preciso quando sia iniziata: i primi anime trasmessi in Italia sulle reti private non furono quasi mai censurati, anche quando contenevano scene vagamente erotiche come in Lady Oscar e in Georgie (tuttavia quando in seguito le due serie furono replicate tutte le scene erotiche furono tagliate[11]), mentre sulla televisione pubblica vennero tagliate solo alcune scene ritenute troppo violente nei cartoni robotici e fantascientifici.[12]

Il primo anime ad essere sistematicamente censurato probabilmente fu Alpen Rose, trasmesso in Italia tra il 1985 e il 1986, ambientato nella seconda guerra mondiale. Si arrivò anche a tagliare 9-10 minuti a episodio (praticamente quasi la metà dell'episodio originale), per evitare ogni riferimento alla guerra.[3]

Il periodo dalla fine anni ottanta agli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

In seguito (nella seconda metà degli anni ottanta) si ebbe un diverso tipo di manipolazione degli originali, tentando di eliminare dai cartoni giapponesi ogni riferimento al Giappone e rendendo l'ambientazione della storia più generica: un esempio in tal senso è F - Motori in pista, una serie animata sull'automobilismo: al protagonista fu cambiato il nome in Patrick, la Formula J (campionato automobilistico giapponese) divenne l'europea formula 3000 e se durante la gara appariva un cartellone pubblicitario con lo sponsor giapponese questa scena veniva tagliata. A operare maggiormente su questo tipo di censure era l'allora doppiatore, nonché adattatore di dialoghi italiani, Nicola Bartolini Carrassi (conosciuto anche come Ryan Carrassi).[8] Per lo stesso scopo in molti anime vennero eliminate o coperte le scritte in giapponese.[8]

Un'altra serie degli anni ottanta, È quasi magia Johnny, costituendo uno degli anime più censurati insieme a Rossana e Piccoli problemi di cuore, è quello che per primo ha reso macroscopicamente evidente il problema censure agli appassionati (una scena tagliata tratta dal quinto episodio era stata inserita per ultima nel "patchwork" di immagini della video sigla italiana). Oltre a tagliare numerose scene, Mediaset non trasmise due episodi perché ritenuti non adatti ai bambini (in uno dei due episodi Johnny, ipnotizzato dalla sorella, ruba biancheria intima delle ragazze).[13] Questa serie è stata poi ridoppiata in italiano con un nuovo cast, per il mercato homevideo da Dynamic Italia, e poi in seguito passato anche in TV, col titolo originale Capricciosa Orange Road, i nomi originali e sigle giapponesi, adattamento fedele, e privo di qualunque censura, e quindi con il ripristino degli episodi non trasmessi.

Uno dei responsabili della programmazione di Italia 1 in un'intervista attribuisce i "tagli" effettuati a Piccoli problemi di cuore all'esigenza di trasmettere il cartone in orario protetto senza incorrere nelle proteste del Moige.[14] Non indenne da censure anche l'anime Che famiglia è questa Family, dove i dialoghi sono stati modificati appositamente allo scopo di nascondere alcune relazioni bisessuali dei protagonisti.

Negli anni novanta, in cui il ritmo d'importazione delle serie si era ridotto (la RAI si disinteressa quasi del tutto agli anime fino al 2009, mentre Mediaset non ne acquisterà più altri del genere Mecha), anime come Ken il guerriero (trasmesso su reti locali e syndication) e Sailor Moon (trasmesso su reti Mediaset) scatenarono molte polemiche.[3]

Nell'autunno 1996 dei ragazzi lanciarono un enorme sasso da un cavalcavia uccidendo una persona. Nelle perquisizioni condotte nelle case dei colpevoli la polizia rinvenne un poster di X-Files, fumetti di Dylan Dog, e dei manga di Ken il guerriero, ritenuto violento e quindi accusato di aver incitato a simili comportamenti. Numerose trasmissioni furono dedicate all'argomento e un giornalista affermò erroneamente che "Ken è un guerriero che lancia i sassi contro le persone".[15]

L'anno successivo, la psicologa Vera Slepoj sostenne che la quinta serie di Sailor Moon sarebbe stata in grado di compromettere seriamente l'identità sessuale dei bambini. L'accusa della Slepoj era basata sulla segnalazione di alcuni genitori, i cui bambini maschi, appassionati del cartone, giungevano a identificarsi con la protagonista.[3] Successivamente la polemica riguardò anche la presenza delle Sailor Starlights, guerriere che, quando non combattono, sono dei ragazzi in tutto e per tutto. In conseguenza alle polemiche, la serie di Sailor Moon, già riadattata, fu ancor più modificata: in video, con vistosi fermi immagine e rimontaggi delle scene, e ancora di più nei dialoghi, sui quali il responsabile del doppiaggio, Nicola Bartolini Carrassi, operò in modo tanto esteso da stravolgere in diverse occasioni la trama originale. Nella terza serie le guerriere Heles e Milena (Sailor Uranus e Sailor Neptune) formano una coppia omosessuale, ma il loro amore viene completamente censurato da Mediaset, che fa passare le due per semplici amiche. Nell'ultimo episodio della serie, inoltre, Sailor Moon, coinvolta in una battaglia particolarmente violenta, si mostra alla fine in video completamente nuda: sebbene tale nudo fosse inteso come simbolico e coerente con il senso della storia, e non presentasse caratteri sessuali visibili (di fatto si trattava di un nudo simile a quello di molte bambole), venne giudicato «inaccettabile» e quindi censurato dagli adattatori. L'episodio è stato ritrasmesso per la prima volta senza censure video il 19 settembre 2010 sul canale a pagamento Hiro di Mediaset Premium e il 4 settembre 2011 in chiaro su Italia 1, mantenendo tuttavia le modifiche e le censure apportate nei dialoghi durante la prima messa in onda.

Un'altra serie che subì pesanti censure fu Slayers a cominciare dal titolo stesso, cambiato da Mediaset in Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo per Rina, che riunisce in sé le prime tre di cinque serie prodotte (le prime negli anni novanta, le ultime 2 negli anni 2000). Vennero eliminati i cognomi dei personaggi (per esempio la protagonista Lina Inverse, viene chiamata semplicemente "Rina", altra possibile traslitterazione del nome, tuttavia il cognome è stato ripristinato nel doppiaggio della serie su Hiro e di Slayers Revolution) e cambiati anche alcuni nomi (per esempio: Gourry Gabriev divenne Guido). Furono eliminati i nomi degli incantesimi, sostituitendoli con "Via!" o "Vai!" e stravolte completamente le formule (come quella del Dragon Slave che invocava il demone Shabranigdu). Gli ultimi tre episodi della seconda serie vennero fusi in uno solo con oltre 40 minuti di taglio delle scene, inoltre le mestruazioni che impedivano a Lina Inverse di lanciare gli incantesimi divennero nella versione Mediaset una non meglio specificata "malattia". Le tre puntate incriminate sono state successivamente ripristinate e trasmesse per la prima volta sul canale a pagamento Hiro di Mediaset Premium nell'agosto del 2009 insieme alle repliche della serie che mantennero ugualmente le censure, e i titoli originali delle prime tre serie sono stati ripristinati a partire dalle repliche del 2013. L'anime fu riedito in edizione integrale per il mercato home-video da Shin Vision, con un nuovo doppiaggio in cui furono ripristinati il titolo, i nomi, gli incantesimi originali[16].

Con la trasmissione di anime come Card Captor Sakura dal 27 settembre 1999 sembra essere terminata la censura dei riferimenti alla lingua e alla cultura giapponese, a parte l'acquisto dagli Stati Uniti di serie dove tale pratica era già stata applicata, come Yu-Gi-Oh!, Pokémon (dove però i nomi italiani usati per personaggi e città sono gli stessi usati per la versione in lingua italiana dei videogame) e Shaman King (vedi 4Kids Entertainment).

Il periodo MOIGE e ADAM Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 scoppiò il caso Dragon Ball: una madre sfogliando un numero di Dragon Ball comprato dal figlio lesse la parte in cui Bulma fa vedere le mutandine al maestro Muten ignara del fatto che Goku gliele aveva tolte la sera prima e, considerandola non adatta ai bambini, si rivolse all'associazione Cittadinanzattiva, che presentò un esposto alla Procura della Repubblica di Roma nei confronti dell'editore Star Comics. La scena incriminata fu accusata di favorire la pedofilia perché leggendo quella scena un bambino avrebbe potuto pensare che mostrare le mutandine a un vecchio fosse una cosa normale. Malgrado ciò, la vicenda si è sgonfiata in poco tempo senza alcuna conseguenza, se non che nelle due ristampe successive la Star Comics, per evitare ulteriori polemiche e azioni legali, ha deciso di censurare la scena incriminata[17] e nella pagina iniziale di tutti i manga pubblicati dalla casa editrice è stata inserita un'avvertenza (tuttora presente) in cui si specificava che tutti i personaggi, sebbene siano soltanto delle rappresentazioni grafiche, sono maggiorenni,[18] nonostante Goku stesso, protagonista della serie, fosse ancora un bambino.[19]

Anche l'anime Ranma ½ ha subito alcune censure, tranne su MTV che ha trasmesso tutte le puntate integralmente ed in fascia protetta (la serie ha avuto due edizioni differenti con diverso cast di voci, una fedele all'originale e l'altra un po' rimaneggiata, MTV Italia ha trasmesso l'edizione fedele finché erano disponibili gli episodi, e i rimanenti con quella rimaneggiata).

Negli ultimi anni si aggiungono alla liste delle censure One Piece e Naruto. Nel primo anime vengono tagliate scene di violenza e sbiadito il colore del sangue, in alcuni casi i dialoghi. In Naruto le scene di sangue sono state tagliate già a partire dal primo episodio, in altri episodi si è ricorso all'oscuramento dell'immagine oppure allo sbiadimento del colore del sangue (diventato nero ed opaco). Alcuni dialoghi sono stati rivisitati mentre alcune parole sono state edulcorate con termini più infantili: "idiota" (nell'originale baka, che vuol dire anche 'scemo') è stato sostituito da "testa quadra" quando è riferito a Naruto (sebbene il termine idiota venga usato regolarmente), e termini come "uccidere", "ammazzare" e "morire", sebbene vengano pronunciati, sono stati spesso rimpiazzati con sinonimi come "togliere di mezzo", "eliminare", "fare fuori" o "perdere la vita"[20] (fenomeno poi ridotto e quasi estinto, in particolare con le ultime stagioni di Naruto Shippuden). Inoltre nella serie si discuteva molto dell'umanità dei ninja, ma questo aspetto è stato reso meno evidente nelle prime stagioni dell'edizione italiana, rendendoli meno umani e più "supereroi".

Dal luglio 1997 esiste un'associazione che si batte contro la censura negli anime: l'ADAM Italia (Associazione Difesa Anime e Manga), attiva soprattutto in internet, mantiene contatti con esperti del settore fumettistico o dell'animazione come il giornalista Luca Raffaelli, i Kappa Boys ed anche il doppiatore/direttore di doppiaggio Fabrizio Mazzotta.

A partire dai primi anni 2000, salvo la parentesi dei Pokémon, dei 3 Dragon Ball, Naruto e One Piece, le emittenti sembrano accontentare i loro fan trasmettendo anime non censurati la sera. Basti citare la trasmissione su Mediaset in notturna di quattro episodi di Occhi di gatto, dei film Capitan Harlock - L'Arcadia della mia giovinezza e Nadia e il mistero di Fuzzy nella maratona Notte Manga (17 ottobre 1999), quella di Berserk, di un paio di film di Lupin III in prima serata (Tra cui Un diamante per sempre, trasmesso con sigla italiana della prima serie su Italia 1 giovedì 6 settembre 2007 con il 9,37% di share), un film di Detective Conan (sabato 5 marzo 2005, con sigla italiana), alcuni episodi di Dragon Ball e dei film Cowboy Bebop: il film e Tokyo Godfathers alle 2.30 circa del mattino (8 ottobre 2006), e Steamboy (15 ottobre 2008, 3.35 am). La Yamato Video risulta essere tra gli sponsor del PA2, un fantomatico progetto per la messa in onda degli anime in fascia serale, da un'idea del succitato Nicola Bartolini Carrassi. MTV seguì la scia, trasmettendo in orario non protetto, previo avviso al pubblico (sempre presente in tutti i programmi con contenuti a rischio), iniziando dalla trasmissione di Cowboy Bebop e, successivamente, dei vari Evangelion, Inuyasha, Ranma ½, Trigun senza censure. Tuttavia, proprio l'emittente musicale non ha potuto mandare in onda l'episodio conclusivo di Excel Saga, caratterizzato soprattutto da scene parodistiche del genere hentai.

Per quel che riguarda la RAI, dopo anni di allontanamento dalle produzioni giapponesi (dopo azioni come la rinuncia alla messa in onda delle repliche di serie come Goldrake nei periodi in cui deteneva ancora i diritti,[12] a favore delle produzioni Disney o quella delle co-produzioni con studio giapponesi come Il fiuto di Sherlock Holmes) furono varie messe in onda di Akira su Rai 3 in orario notturno, di alcuni film di Dragon Ball, nel 2000-2001, su Rai 2 e dei film dello Studio Ghibli Il castello errante di Howl il 29 dicembre 2008 su Rai 3, I racconti di Terramare il 18 dicembre 2009 alle 23.25 su Raidue e Ponyo sulla scogliera alle 1:55 del 16 ottobre 2011. A partire dal 24 settembre 2009, il canale gratuito sul digitale terrestre Rai 4 ha iniziato a trasmettere, con Code Geass e Sfondamento dei cieli Gurren Lagann, anime senza censura in seconda serata e successivamente anche alla domenica mattina; finora sono stati mandati in onda, tra gli altri, Eureka Seven, Soul Eater, NANA, Lovely Complex, La malinconia di Haruhi Suzumiya, Toradora!, Special A, Tokyo Magnitude 8.0, Welcome to the NHK, Ergo Proxy, Puella Magi Madoka Magica, Ano Hana, Planetes, Mawaru-Penguindrum, Noein e Dennou Coil.

È giusto ricordare che per adattare la serie UFO Robot Goldrake alla sensibilità del pubblico occidentale, non furono, all'epoca della prima messa in onda, trasmessi due episodi. In particolare, nell'episodio 59, Actarus era costretto al fuoco su truppe di Vega composte di bambini.

Esistono alcuni casi in cui l'anime è stato messo in onda prima in versione originale, poi in versione adattata. Uno di questi è I Cavalieri dello zodiaco, che, pur comprato da Fininvest, fu trasmesso tra fine anni ottanta e inizio anni novanta da circuiti di TV locali come Odeon TV e Italia 7 senza tagli. Dal 2000, Mediaset torna a trasmetterlo, ma in versione molto adattata. Infine, con le successive repliche del 2008 e la nuova serie Hades, la serie è stata ulteriormente censurata: tutte le scene con riferimenti al sangue sono state sbiadite e inoltre, nella sigla, è stato offuscato il rivolo di sangue che cola dalla fronte di un personaggio (si tratta comunque di censure applicate solo per la trasmissione televisiva di Italia 1, tali censure non sono presenti nelle distribuzioni, o nelle trasmissioni su altre emittenti).

In Dragon Ball, che fu uno dei cartoni di punta di Junior Tv nel 1996: dopo un primo adattamento, che comprendeva censure nel parlato per nascondere alcune gag a sfondo sessuale, ma anche tagli di scene fatti in sede di doppiaggio[21], l'arrivo a Mediaset nel 98 comportò una serie ancora più lunga di censure video (solo per la trasmissione TV), alcune delle quali l'eliminazione dei caratteri katakana (uno dei tre alfabeti nipponici) nelle sette sfere della sigla iniziale. Destino diverso subì Dragon Ball Z che fu prima distribuito in VHS da DeAgostini nel 1998, edito sempre da Mediaset, privo di censure video, ma solo con lievi censure nel parlato (stesso discorso per Dragon Ball GT). Quando arrivò su Italia 1 nel 2000, rispetto alla prima serie furono applicate solo pochissime censure video, questo perlomeno solo nelle prime trasmissioni.

Infatti nella replica andata in onda nel 2011-2012 tre episodi (79, La rabbia di Gohan, 80, L'arrivo di Junior, e 85, L'ultima speranza) sono stati interamente saltati per la prima volta, su richiesta del MOIGE (Movimento Italiano Genitori) poiché considerate troppo cruente.[22] In quest'ultima trasmissione inoltre, rispetto alle precedenti, sono state effettuate pesanti censure video in quasi tutti gli episodi in cui vi è presenza di sangue, ed è stata tagliata interamente la scena dell'episodio 253 (Mr. Satan calma Majin Bu), in cui due killer uccidono due vecchietti per puro divertimento, che nella precedente replica era costata alla rete una multa di 100.000 euro.[23] Altro caso sono la prima e la seconda serie di Lupin III, inizialmente trasmesse in versione integrale sulle reti regionali, quindi censurate sia a livello di dialoghi che nella parte video.

Un altro caso di censura è Hunter × Hunter, che ha avuto due adattamenti. Shin Vision si è occupata anche della post-produzione video per la messa in onda televisiva, a cui ha apportato (sulle scene più violente) dei tagli, rallentamenti, filtri colorati per attenuare il colore del sangue e modifiche, fino ad eliminare particolari dei fotogrammi originali, e i dialoghi sono stati ridoppiati e modificati (assassino diventa mercenario, uccidere diventa eliminare). Mediaset, però, ha trasmesso erroneamente la versione non censurata della serie, arrivando fino al famoso episodio Sasso × Forbici × Cuore in cui Killua strappa dal petto del suo sfidante il cuore, disintegrandolo. Dopo la messa in onda di questo episodio ("grazie" anche alle numerose telefonate di protesta) Mediaset si accorse di aver mandato in onda i master integrali e non quelli preparati appositamente per la trasmissione televisiva: sospende quindi la serie animata dal primo pomeriggio (complici anche gli ascolti non molto incoraggianti) programmandola al sabato/domenica mattina, con episodi in forma censurata. Italia 1, in un secondo momento, ha replicato i primi 32 episodi andati in onda (in modo da trasmettere i rimanenti in prima visione) di nuovo al primo pomeriggio, ma in forma edulcorata (l'episodio incriminato ha quindi cambiato titolo: Sasso × Forbici × Carta). Al cambio di editore (da Shin Vision a Mediaset) e casa di doppiaggio (da CVD a Merak Film) per gli OAV della serie, le censure video sono notevolmente aumentate.

Eccezioni[modifica | modifica wikitesto]

A dispetto dello scenario rappresentato, esistono serie quasi mai censurate, come quelle del World Masterpiece Theater, quando trasmesse inizialmente dalla RAI, anche se alcuni di questi anime come "Spicchi di cielo tra baffi di fumo" o "Il lungo viaggio di Porfi", trasmessi da Mediaset, non sono stati esenti da numerosi tagli.

Allo stesso modo, il canale televisivo MTV trasmetteva anime prevalentemente in forma integrale (avvisando in caso di contenuti impropri), acquistando i diritti di trasmissione da case editrici come Yamato Video, Dynit, l'ora dismessa Shin Vision e la Panini Video, salvo per serie come Golden Boy, Abenobashi, gli OAV di Kenshin Samurai Vagabondo, Najica Blitz Tactics, Punta al Top 2! Diebuster e l'ultimo episodio di Death Note, che sono state trasmesse censurate in prima serata ed in forma integrale in seconda serata o a mezzanotte, in altri casi l'emittente ha richiesto alle case editrici una doppia traccia audio fatta appositamente per la versione televisiva per edulcorare alcuni dialoghi come in GTO dove ci sono state modifiche sull'età degli alunni, Full Metal Panic? Fumoffu, Nana, Aquarion e Death Note, le cui versioni integrali sono presenti nei DVD, questa è un tipo di censura televisiva applicata in taluni casi anche dall'emittenti giapponesi. Fanno eccezione Black Lagoon (solo la prima serie) dove più della metà dei dialoghi sono stati edulcorati, sebbene anche l'audio censurato presenti diverse espressioni volgari, e Gintama le cui versioni audio censurate sono presenti anche nei DVD.

Comunque è bene notare che tali censure attuate da MTV sono molto diverse da quelle effettuate da Mediaset o dalle altre televisioni in passato, poiché quelle di MTV avevano il solo scopo di non subire ritorsioni per alcuni contenuti a sfondo sessuale o religioso (ad esempio in GTO perché si parlava di sesso di maggiorenni con ragazze minorenni e in Death Note il protagonista si auto-definiva Dio).

Dal 2009-2010 i canali Rai4 e Man-ga, e Ka-Boom dal 2013, hanno cominciato a trasmettere anime incensurati. Il secondo è un canale satellitare specializzato e ha trasmesso anche versioni integrali di anime precedentemente censurati. I canali satellitari di Mediaset, Italia Teen Television e Hiro (ora dismessi) trasmettevano moltissimi anime di Italia 1 privi di censure video (solo nei casi in cui i tagli non erano effettuati in sede di doppiaggio), sebbene questi fossero comunque censurati e rimaneggiati irreversibilmente nel parlato, vale lo stesso per le distribuzioni in VHS e DVD di tali anime da parte di DeAgostini.

Edizioni home-video integrali da gli anni novanta in poi[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene la maggior parte degli anime per ragazzi trasmessi nelle varie televisioni subissero delle censure (in genere editi da Rai o Mediaset) per essere adatti ad un target di bambini, già dagli anni novanta a oggi moltissime case distributrici, che si occupavano, o si occupano ancora, direttamente di distribuire anime per appassionati prima in VHS e poi in DVD, la maggioranza di questi erano, e sono, in formato integrale, privi di semplificazioni culturali, con adattamenti fedeli all'originale e trattati per il giusto target per cui erano stati pensati. Di queste case editrici (alcune oggi dismesse) si possono citare Granata Press, Dynamic Italia (oggi Dynit), Yamato Video, Shin Vision, D/Visual, Panini Video, Kazè, Mediafilm e ultimamente Lucky Red che sta portando moltissimi film d'animazione giapponesi al cinema. Moltissimi di questi anime venivano, e vengono tuttora, trasmessi da emittenti televisive, tra cui i già citati anime night di MTV Italia (ora dismesso) e Rai 4, e di recente nei canali satellitari (Cultoon, GXT, Man-Ga, Ka-Boom). In particolare il fenomeno di trasmissione di anime incensurati è maggiormente aumentato a partire dagli anni 2000.

Considerando l'operato di queste case editrici da oltre 20 anni, il fenomeno della censura in Italia si può definire drasticamente ridotto già dalla prima metà degli anni 2000, se poi si considera che oggi l'unico committente in Italia che ancora adopera massivamente la censura negli anime è Italia 1 (questo anche perché negli anni le emittenti che all'epoca trasmettevano serie censurate, si è drasticamente ridotto), che tuttavia anch'essa ha notevolmente ridotto la censura e i rimaneggiamenti; le censure video non vengono più effettuate in sede di doppiaggio ma solo per le trasmissioni tv in chiaro, mentre le semplificazioni culturali (cambi di nomi, di termini e di cibi) non vengono più utilizzate, infine anche le censure audio sono decisamente meno repentine, inoltre i testi sono molto più fedeli all'originale e non presentano aggiunte di alcun tipo.

Portogallo[modifica | modifica wikitesto]

Sono stati censurati Inuyasha, Yu Yu Hakusho, Fullmetal Alchemist, Ranma ½, I Cavalieri dello zodiaco e Kenshin Samurai vagabondo, tutti disponibili in Italia in edizione integrale sia sotto forma home-video che televisiva (tranne I Cavalieri dello zodiaco).[senza fonte]

Stati Uniti d'America[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Adattamento e censura degli anime negli Stati Uniti d'America.

Negli USA vengono solitamente censurati negli anime nudità, parolacce, scene di violenza e riferimenti a religioni o al Giappone. La censura statunitense è più sofisticata di quella italiana in quanto la computer grafica permette ai censori statunitensi di tagliare scene o a modificare alcune immagini in modo talmente perfetto che molte censure non sono affatto evidenti per lo spettatore.

Negli USA sono state censurate serie molto famose come Dragon Ball Z, Pokémon, Yu-Gi-Oh! e One Piece. A censurare maggiormente gli anime negli Stati Uniti sono le case editrici 4Kids Entertainment e la VizMedia (quest'ultima join venture delle case editrici giapponesi Shogakkukan e Shueisha), che ha stravolto completamente serie come One Piece, Yu-Gi-Oh! e Pokémon, rimuovendo i riferimenti al Giappone, traducendo in inglese o rimuovendo completamente con l'ausilio della computer grafica gli ideogrammi e soprattutto non trasmettendo alcuni episodi perché troppo violenti o inadeguati per un pubblico infantile.

Inoltre la 4Kids ha trasmesso One Piece in versione pesantemente censurata in modo da adattarlo per un pubblico infantile: oltre a non trasmettere molti episodi la 4Kids eliminò da questo anime molte scene violente e modificò sempre con la grafica computerizzata le immagini sostituendo le pistole vere con pistole ad acqua o spara tappi oppure trasformando le sigarette in lecca lecca e il vino in aranciata.[24] Ora la FUNimation ha ridoppiato l'anime censurandolo, leggermente, solo per la trasmissione televisiva.

Yu-Gi-Oh! Duel Monsters venne completamente stravolto: vennero introdotti concetti che non esistevano nella versione originale ma onnipresenti nella versione censurata (il Cuore delle Carte e il Regno delle Ombre), vennero tagliate scene violente, sostituite le musiche originali con altre scelte dalla 4Kids, modificate molte immagini e inoltre reinventata quasi completamente la trama con interi dialoghi stravolti.

Dragon Ball Z, quando venne trasmesso per la prima volta negli Stati Uniti d'America, venne pesantemente censurato con numerose scene violente tagliate. A causa di ciò i 291 episodi divennero 276. Inoltre, vennero rimossi riferimenti alla morte dei personaggi e Mr. Satan viene ribattezzato Hercule per evitare ogni riferimento al diavolo. Inoltre quando Goku cade dal serpentone nella versione originale finisce all'Inferno (Hell) mentre nella versione censurata finisce nell'HFIL (Home For Infinite Losers, un luogo di pena per perdenti).

Corea del Sud[modifica | modifica wikitesto]

Prima del 1998, quando ogni forma di media proveniente dal Giappone era vietata in Corea del Sud, gli anime erano doppiati illegalmente, togliendo ogni riferimento al Giappone (ad esempio in Sailor Moon i nomi giapponesi furono tutti cambiati) e molta gente in Corea non sapeva che erano prodotti in Giappone.

In Pokémon, un episodio (Challenge of the Samurai) non venne mandato in onda perché mostrava un samurai (in Corea sono vietati i riferimenti di cose che ricordano i difficili rapporti tra Corea e Giappone -includendo anche le raffigurazioni di samurai- nella cultura popolare), mentre altri tre episodi vennero tagliati perché mostravano elementi della cultura giapponese.

In One Piece, quando fu trasmesso da KBS 2, a parte la rimozione degli elementi culturali giapponesi, tutte le scritte in giapponese vennero tradotte in coreano e maggior parte dei contenuti censurati sono quasi gli stessi che furono modificati graficamente nella versione 4Kids, ma vennero aggiunte delle stelle su uno sfondo nero durante la conessione delle scene di quando un personaggio colpisce all'altro e le lame delle varie armi da taglio vennero colorate di nero, grigio o bianco e rese opache. Inoltre, le sigle e canzoni della versione originale sono sostituite da una versione strumentale. Mentre dalla dalla settima stagione in poi, quando la serie venne trasmessa da Tooniverse, la censura era meno presente. Una versione senza tagli venne trasmessa nel canale Champ Tv (Maggio 2003- Maggio 2007) per sei "stagioni" (ciascuna compresa da 30-52 puntate) fino alla puntata 219.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Eleonora Benecchi. Anime - Cartoni con l'anima, Hybris, 2005, pp. 101 e segg.
  2. ^ a b c d e Il perché delle censure da Il Bazar di Mari.
  3. ^ a b c d e f g Marco Pellitteri, Mazinga Nostalgia, King|Saggi, 2002, p. 270 e ss.
  4. ^ Anni ’90 – 7ª parte su ilbazardimari
  5. ^ Nel secondo episodio della serie il protagonista Pegasus afferma di essere stato in Grecia per sei anni e di essere partito a dieci, facendo di lui un sedicenne.
  6. ^ Intervista a Stefano Cerioni su cdzmmillenium
  7. ^ i nomi originali dei personaggi significano rispettivamente luce, mare e vento, e il nome Anemone deriva da anemos, vento in lingua greca
  8. ^ a b c Il Bazar di Mari Storia della censura degli anime in Italia Parte 3
  9. ^ http://www.jacobavocats.com/arsene-lupin-dans-le-domaine-public/
  10. ^ Capitolo 1 ed episodio 4.
  11. ^ Il Bazar di Mari Storia della censura degli anime in Italia Parte 1
  12. ^ a b Intervista a Gian Claudio Galatoli, direttore di produzione della Doro TV Merchandising (Mondo TV), dal sito goldrake.info
  13. ^ Il Bazar di Mari Storia della censura degli anime in Italia Parte 2
  14. ^ L'intervista è comparsa sulla rivista Sorrisi e Canzoni TV (16 febbraio 2005) e l'articolo è presente in rete
  15. ^ Il Bazar di Mari Storia della censura degli anime in Italia Parte 6
  16. ^ A causa del fallimento della Shin Vision, l'edizione integrale della serie è rimasta incompiuta, con pubblicati in DVD soltanto 18 episodi della prima serie
  17. ^ Ripristinata integralmente solo a partire dalla quarta ristampa, chiamata Evergreen Edition, del 2011.
  18. ^ L'avvertenza cita testualmente: Tutti i personaggi presenti in questo albo sono maggiorenni, e comunque non si tratta di persone realmente esistenti, bensì di semplici rappresentazioni grafiche.
  19. ^ Paolo Buscaglino Strambio, Pericolo Giallo, ADAM-Lulu.com, 2008, p. 57 e ss.
  20. ^ Il Bazar di Mari censure generali Naruto
  21. ^ Queste scene mai doppiate sono state ripristinate dall'edizione DVD di Yamato Video con l'audio originale e i sottotitoli.
  22. ^ Le censure di Dragon Ball Z su Italia1: perché?
  23. ^ Rai 4: il MoIGE, Margaria, ADAM e Raffaelli su censure Anime, AnimeClick.it, 17/03/2010.
  24. ^ opguide.bravehost.com

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Pellitteri. Mazinga Nostalgia - Storia, valori e linguaggi della Goldrake-generation. Roma, King|Saggi, 2002, pp. 521. ISBN 88-88678-01-8
  • Eleonora Benecchi. ANIME - Cartoni con l'anima. Bologna, Hybris, 2005, pp. 239. ISBN 88-8372-261-2
  • Paolo Buscaglino Strambio. Pericolo Giallo. I cartoni giapponesi e il loro impatto sul pubblico. ADAM Italia-Lulu.com, 2008, pp. 100. ISBN non esistente

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

anime e manga Portale Anime e manga: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di anime e manga