Ken il guerriero

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« Siamo alla fine del XX secolo. Il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche. Sulla faccia della terra, gli oceani erano scomparsi, e le pianure avevano l'aspetto di desolati deserti. Tuttavia, la razza umana era sopravvissuta. »
(Intro della sigla di Ken il guerriero)
Ken il guerriero
manga
La copertina del primo numero della seconda edizione italiana del manga
La copertina del primo numero della seconda edizione italiana del manga
Titolo originale Hokuto no Ken
Testi Buronson
Disegni Tetsuo Hara
Editore Shūeisha
1ª edizione 1983 – 1988
Collana 1ª ed. Weekly Shōnen Jump
Periodicità settimanale
Tankobon 27 (completa)
Editori it.
Genere Shonen
Temi arti marziali, sacrificio, onore, amicizia, violenza, mondo post-atomico
Cronologia
  1. Ken il guerriero
  2. Ken il guerriero: Le origini del mito
Ken il guerriero
serie TV anime
Kenshiro, il protagonista dell'anime
Kenshiro, il protagonista dell'anime
Titolo originale Sekimatsu Kyūseishu densetsu - Hokuto no Ken
Regia Ashida Toyoo
Character design Suda Masami
Studio
Musiche
Rete Fuji TV
1ª TV 4 ottobre 1984 – 5 marzo 1987
Episodi 109 (completa)
Aspect ratio 4:3
1ª TV it. 11 ottobre 1987
Doppiaggio it.
Ken il guerriero 2
serie TV anime
Titolo originale Sekimatsu Kyūseishu densetsu - Hokuto no Ken 2
Regia Ashida Toyoo
Character design Suda Masami
Studio
Musiche
Rete Fuji TV
1ª TV 12 marzo 1987 – 18 febbraio 1988
Episodi 43 (completa)
Aspect ratio 4:3
Doppiaggio it.

Ken il guerriero (北斗の拳 Hokuto no Ken?)[1] è un manga pubblicato per la prima volta in Giappone nel 1983 sulle pagine di Shōnen Jump della Shūeisha, in 27 volumi. Gli autori sono Tetsuo Hara e Buronson, pseudonimo dello sceneggiatore Yoshiyuki Okamura.

Introduzione[modifica | modifica sorgente]

Il titolo originale della serie può essere tradotto come Pugno della stella del nord, ma siccome dal giapponese all'italiano la traduzione letterale non rende esattamente l'idea, in quanto l'hokuto ovvero le sette stelle che compongono il carro dell'orsa maggiore sono appunto sette, la traduzione più precisa basandosi sul significato è "pugno" inteso come arte da combattimento "delle stelle del nord", Colpo dell'Orsa Maggiore o ancora Pugno di Hokuto (pronunciato con la h aspirata e la u quasi muta). Protagonista è appunto Kenshiro, temibile guerriero.

In Italia Ken il guerriero arriva alla sua massima notorietà attraverso due serie animate (109 episodi la prima, 43 episodi la seconda), prodotte a partire dal 1984 da Toei Doga e Fuji Television e spesso riproposte da diverse emittenti TV locali. Sempre in Italia, nei primi anni novanta la Granata Press pubblicò il manga, operando tuttavia un processo di "occidentalizzazione" risultante nel cambio della lettura del manga: non più da destra verso sinistra ma da sinistra a destra, con relativa specchiatura delle immagini che trovavano così invertite le posizioni di ogni cosa.

Al suo interno si trovano una gran quantità di stereotipi della cultura giapponese e dei manga: l'olocausto nucleare, le arti marziali, il senso del sacrificio, la tristezza, il dolore (in pratica il bushidō dei samurai), l'amicizia e l'amore.

Sviluppo del progetto[modifica | modifica sorgente]

Ken viene creato da Tetsuo Hara su una proposta dell'editore Nobuhiko Horie: creare una storia incentrata su un artista marziale in grado di uccidere i nemici colpendoli nei "punti segreti", basandosi sullo stesso principio dell'agopuntura.

Il primo prodotto su Ken è stato uno one shot, pubblicato in aprile del 1983 su Fresh Jump. Il successo ottenuto fece sì che Hara ne realizzasse un seguito, pubblicato due mesi dopo sulla stessa testata. Dei due episodi, Hara è anche sceneggiatore.

La miniserie, vero e proprio prototipo della serie classica, vede un Kenshiro ancora adolescente muoversi nella Tokyo contemporanea e combattere contro la potente organizzazione criminale della Scuola Taizan. Essa può contare su poliziotti corrotti e spietati assassini abili nelle arti marziali e nell'uso di armi bianche, ma l'allievo di Hokuto li sconfigge con la superiorità della sua tecnica.

Nel primo episodio compare il padre di Ken, che è anche il suo maestro, e viene rivelato che il loro cognome è Kasumi. Sempre nel primo episodio il ragazzo è fidanzato con una certa Yuki, purtroppo destinata ad essere uccisa in qualità di testimone scomoda. Nel secondo episodio, il protagonista aiuta un giovane killer e la sua fidanzata a fuggire dall'organizzazione per cambiare vita, e viene mostrato il possente boss (un prototipo di Raoul).

Nonostante la buona accoglienza, la svolta fu con la collaborazione con lo sceneggiatore Buron Son, il quale rese Ken maggiorenne e lo collocò in un mondo postatomico perché riteneva che il suo talento fosse sprecato in un'ambientazione ordinaria.

Nel passaggio dai due fumetti-pilota alla serie classica, il nome di Kenshiro - originariamente rappresentato in kanji - è stato translitterato in katakana, mentre il suo cognome è stato omesso.

In Giappone, i due episodi-pilota sono stati inseriti nel secondo tankōbon della serie motociclistica di Tensu no Don Quixote. In Italia furono inizialmente pubblicati dalla Granata Press nella seconda serie della rivista Zero e ripubblicati dalla Star Comics sulle pagine dei primi quattro numeri del mensile Express (da luglio ad ottobre del 1998) con il titolo di Ken il guerriero - Le origini.

La serie TV ha omaggiato il fumetto-pilota, soprattutto coi personaggi del generale Balkom (che combatte con la stessa tecnica dell'ultimo cattivo affrontato da Ken nella miniserie) e di Goda (l'uomo-orso del Villaggio dei Miracoli è una fotocopia dell'assassino di Yuki, e Ken lo sconfigge con le stesse mosse).

Anche il manga di Ken il guerriero: Le origini del mito omaggia i due episodi-pilota, soprattutto recuperando il cognome Kasumi e la Scuola Taizan intesa come organizzazione criminale.

La storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Capitoli di Ken il guerriero.

Un conflitto mondiale alla fine del XX secolo ha comportato il collasso della moderna civiltà e la più totale devastazione ambientale. I sopravvissuti all'olocausto nucleare si sono ridotti a vivere in piccoli assembramenti urbani in oasi in mezzo al deserto, assediati da bande di predoni, che saccheggiano e distruggono tutto ciò che incontrano. In questo scenario si muove Kenshiro, 64º successore della scuola di arti marziali "Divina Scuola di Hokuto", l'Hokuto Shinken. Questa tecnica di combattimento si ispira vagamente ai principi dell'agopuntura e sortisce effetti devastanti, o, al caso, di controllo sul corpo e/o guarigione, convogliando l'"energia" del praticante in particolari "punti di pressione" dell'avversario (detti tsubo). Se inizialmente lo scopo di Kenshiro sembra solo la lotta per potersi ricongiungere con la propria fidanzata rapita, ben presto verrà rivelato che il ragazzo ha nelle sue mani il destino di coloro che sono scampati alla catastrofe.

Personaggi principali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Personaggi di Ken il guerriero.
  • Kenshiro: è il protagonista della saga, indicato anche come L'uomo dalle sette stelle ed il 64º successore della Divina Scuola di Hokuto. Il suo carattere e la sua forza vengono temprati dagli innumerevoli scontri che si trova a dover combattere nell'arco della serie, portandolo a padroneggiare anche le tecniche più segrete della sua Scuola. È originario della Terra dei Demoni ed ha un fratello biologico, Hyo; è, inoltre, fratello minore adottivo di Raoul, Toki e Jagger. Entrambi sono discendenti della linea dinastica del fondatore della Divina Scuola di Hokuto.
  • Raoul: conosciuto come Re di Hokuto e Il dominatore di fine secolo, è fratello biologico di Kaio, Toki e Sayaka e fratello maggiore adottivo di Jagger e Kenshiro; è il maggiore tra i figli adottivi di Ryuken, il più ambizioso e il più forte fisicamente. Proviene dalla Terra dei Demoni. A causa della sua ferocia e della sua sete di potere, è l'antagonista principale di Kenshiro nella prima serie della saga.
  • Toki: è fratello biologico di Kaio, Raoul e Sayaka e come loro originario della Terra dei Demoni; è, inoltre, fratello maggiore adottivo di Jagger e Kenshiro. Originariamente destinato ad essere il successore della Divina Scuola, è costretto a rinunciarvi a causa di una grave malattia tenuta inizialmente nascosta a tutti tranne che al maestro Ryuken; in seguito attribuirà tale malattia all'esposizione alle radiazioni atomiche, alle quali si espone per salvare Ken e Julia. Riscoperta allora la sua vocazione di guaritore, comincia a vagare per il mondo applicando a fini medici i principi della Divina Scuola di Hokuto, restando comunque coinvolto nello scontro tra Kenshiro e Raoul.
  • Julia: è l'unica donna che Kenshiro abbia mai amato ed il sesto dei sei Sacri Guerrieri di Nanto, anche chiamato "Sesto generale"; è nata sotto la "Misericordiosa Stella dell'amore materno". È il motore degli eventi di tutta la prima serie, essendo l'oggetto dell'amore non solo del protagonista (a cui comunque resta sempre fedele) ma anche di Shin, Raoul, Juza (di cui, però, è sorellastra) e Toki, nonché dell'affetto di suo fratello Ryuga. Affetta da una grave malattia polmonare, muore nel periodo che intercorre tra la prima e la seconda serie.
  • Bart: è un ragazzino che si arrangia come può nel difficile mondo post-olocausto nucleare, rubando cibo e acqua, o improvvisando spettacolini con la sua armonica a bocca. È un piccolo genio dei motori e va sempre in giro con una jeep da lui modificata e in grado di raggiungere grandi velocità. Incontra Kenshiro all'inizio della prima serie, quando viene catturato insieme a lui nel villaggio di Lynn con l'accusa di furto. Da quel momento in poi, insieme a Lynn, segue Kenshiro per tutto il resto della serie, diventandone uno dei personaggi centrali.
  • Lynn: è una bambina diventata muta dopo aver visto i propri genitori venire uccisi dai predoni. È incaricata di portare da mangiare ai detenuti della prigione del suo villaggio e, quando Kenshiro e Bart vi vengono imprigionati, lei si infatua subito del guerriero di Hokuto, il quale, coi suoi poteri, riesce a guarirla parzialmente dal suo trauma psicologico. Quando poi, poco dopo, Zed e la sua banda invadono il villaggio prendendo Lynn in ostaggio, Kenshiro si fa avanti per sconfiggerli, stimolando la bambina a parlare per la prima volta, urlandogli di scappare. Da quel momento in poi Lynn, insieme a Bart, segue Kenshiro per tutto il resto della serie.
  • Rei: è il guerriero di Nanto nato sotto la "Stella della giustizia e del dovere". In combattimento usa il Pugno dell'Uccello d'Acqua. Inizialmente dà la caccia a Kenshiro, che ritiene colpevole di aver rapito sua sorella Aily; scoperta la vera identità del suo rapitore (ovvero Jagger), diventa il migliore amico di Ken e fa amicizia anche con Bart, Lynn e Toki. Si innamora della bella Mamiya e si sacrifica per difendere Kenshiro combattendo contro Raoul. Muore dopo aver ucciso Yuda, vendicando le angherie di quest'ultimo su Mamiya.
  • Shu: è il guerriero di Nanto nato sotto la "Stella della benevolenza". In combattimento utilizza il Pugno dell'Airone Bianco. Rimasto cieco anni prima per essersi volontariamente tolto la vista per salvare la vita ad un giovanissimo Kenshiro, è nemico giurato di Souther, al cui esercito si oppone organizzando azioni di guerriglia. Nutre una profonda fiducia in Kenshiro, al punto di accettare il sacrificio della vita fatto dal suo stesso figlio, Shiba, pur di liberarlo dalle prigioni in cui era stato rinchiuso dopo la sconfitta subita nel primo scontro con Souther. Catturato anche lui, viene costretto ad un atroce martirio per salvare i suoi uomini ed i loro figli: viene caricato di una pesantissima pietra ed obbligato a scalare un'altissima piramide, simbolo del potere di Souther.
  • Mamiya: è una giovane e sensuale ragazza a capo della difesa di un prosperoso villaggio. La sua apparente determinazione e sicurezza in realtà nascondono un profondo trauma: anni prima infatti era stata rapita da Yuda che, per unirla al proprio harem, non aveva esitato ad ucciderle i genitori davanti agli occhi. Nonostante in seguito sia riuscita a fuggire, Mamiya nutre dentro di sé un profondo odio per la sua debolezza di donna, incapace di difendersi e difendere chi ama come vorrebbe. Questa sua paranoia la spinge costantemente a combattere senza aver timore delle conseguenze e a gettarsi a capofitto anche nelle situazioni più pericolose.
  • Kaio: è il più forte e malvagio degli Shura che dominano la Terra dei Demoni ed è fratello maggiore biologico di Raoul, Toki e Sayaka; è, inoltre, fratello maggiore adottivo di Hyo e Han. Arriva quasi ad uccidere Kenshiro, crocifiggendolo su una struttura a forma di Orsa Maggiore, rapisce Lynn, sulla quale effettua una tecnica che la obbligherà ad innamorarsi del primo uomo su cui poserà gli occhi. Viene ucciso da Kenshiro e, in punto di morte, riscopre l'affetto fraterno per Hyo e l'amore a lungo sopito per la madre. È l'antagonista più potente dell'intera serie.
  • Kenshiro Kasumi: è il 62º maestro della Divina scuola di Hokuto, detto Il Re dell'Inferno e protagonista della serie Ken il guerriero: Le origini del mito (ambientato nella Shangai negli anni trenta). È lo zio adottivo di Kenshiro. In Giappone, a Tokyo, è professore all'università femminile Yotsuya. Ama fumare sigarette, leggere libri e possiede un olfatto prodigioso.

Scuole di arti marziali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Scuole di arti marziali di Ken il guerriero.

Nel manga e nell'anime di Ken il guerriero vi sono numerose scuole di arti marziali, le principali utilizzate dai protagonisti della storia sono:

Esistono poi altre scuole "minori" utilizzate dai vari maestri di arti marziali che si incontrano durante la storia.

Le opere[modifica | modifica sorgente]

Come molte serie di anime famosi, anche Ken il guerriero è stato protagonista di numerose "estensioni" su ogni media esistente, in modo da massimizzarne l'utilizzo commerciale.

Anime[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Episodi di Ken il guerriero.

La serie TV d'animazione tratta dal manga ha sancito il successo planetario del personaggio. In Italia, ad esempio, è arrivata prima del fumetto ed ha scatenato un vero e proprio "culto" del personaggio, tanto che è stata replicata numerose volte, sempre con molto successo; è curioso che, a parte una piccola parentesi (in forma censurata) su LA7, sia stata trasmessa sempre da syndication e TV locali .

L'ultima trasmissione in chiaro ci fu nel 2004 sul circuito 7 Gold e dopo un'assenza di circa 7 anni nel 2011 è tornato in tv sul nuovo canale a pagamento Man-ga.

La serie è composta da 2 blocchi di episodi. Il primo Ken il guerriero (世紀末救世主伝説 北斗の拳 Sekimatsu Kyūseishu Densetsu - Hokuto no Ken, lett. La Leggenda del Salvatore di fine millennio - Il colpo dell'Orsa Maggiore?), più corposo, è composto da 109 episodi trasmessi in Giappone fra il 4 ottobre 1984 ed il 5 marzo 1987; inizia con la ricerca di Shin e Julia e termina con lo scontro finale tra Ken e Raoh. Il secondo blocco Ken il guerriero 2 (世紀末救世主伝説 北斗の拳2 Sekimatsu Kyūseishu Densetsu - Hokuto no Ken 2?) o anche Ken il guerriero - seconda serie, più breve, conta 43 episodi e fu trasmesso in patria fra il 12 marzo 1987 ed il 18 febbraio 1988; inizia con l'avvento dell'Imperatore e della Scuola Imperiale di Cento e termina con lo scontro finale tra Ken e Kaioh nella Terra dei Demoni.

Sigle[modifica | modifica sorgente]

La sigla di apertura e di chiusura originali della prima serie fino all'epidosio 82 sono Ai o Torimodose!! (愛をとりもどせ!!, "Riprendersi l'amore") e Yuria... Eien ni (ユリア...永遠に? "Yuria... per sempre"), entrambe eseguite dal gruppo Crystal King. Dall'episodio 83 fino al 109, le sigle furono Silent Survivor (apertura) e Dry Your Tears (chiusura) eseguite dal gruppo Kodomo Band. Per la seconda serie (episodi 110-152), le sigle sono Tough Boy (apertura) e Love Song (chiusura) eseguite dal gruppo TOM★CAT.

La sigla italiana della prima serie Ken il Guerriero è un brano musicale scritto da Lucio Macchiarella su musica di Claudio Maioli, che ne è anche interprete con lo pseudonimo Spectra. Il brano, sigla dell'anime omonimo, venne inciso nel 1986 ma non venne mai stampato su disco, assumendo negli anni un vero e proprio status di cult. Risulta ufficialmente depositato in SIAE solo nel 1988, ma fu pubblicato per la prima volta nel 1994 nella compilation TiVulandia 2.

Differenze con il manga[modifica | modifica sorgente]

Ci sono numerose differenze di trama tra la serie TV ed il manga di Ken il Guerriero, ma nessuna particolarmente importante. Nel manga, inizialmente Ken affronta i quattro luogotenenti di Shin (uno per ciascuno dei semi delle carte da gioco francesi) e poi Shin stesso. Nella serie TV, invece, Shin ha un esercito molto più numeroso e Ken sconfigge prima i 4 luogotenenti, ma poi Shin scappa con Julia in una città costruita ex novo per lei in una località misteriosa. Ken allora inizia un lungo viaggio alla ricerca della città, accompagnato da Bart e Lynn, in cui affronta alcune bande di predoni e veri e propri reparti dell'esercito di Shin. Nel manga Lynn diventava una presenza fissa solo dopo l'uccisione di Shin: nei primi capitoli Ken era accompagnato dal solo Bart.

Una banda di predoni, quella di Jackal, era protagonista di un segmento del manga che però si svolgeva dopo la morte di Shin, mentre nella serie TV avviene prima. La stessa identica cosa avviene per l'Armata di Dio, che nel manga era un'organizzazione paramilitare indipendente composta da discendenti dei Berretti Rossi, e nella serie TV diventa una sorta di setta paramilitare dedita all'adorazione di Shin.

Altre particolarità della serie TV sono l'inserimento del cagnolino amico di Lynn, Pell, la dune buggy guidata da Bart su cui Ken ha viaggiato nelle prime puntate, e di alcune puntate riassuntive che ricapitolano brevemente gli avvenimenti dell'ultima decina di puntate. Per il resto, il primo blocco di episodi segue abbastanza fedelmente il manga, inserendo solo alcuni filler.

In uno di questi "episodi riempitivo" (il nº 33, "Il salvatore diabolico") Ken combatte contro un nemico finale che non compare nella serie regolare del manga, bensì nell'episodio pilota che diede origine alla serializzazione di quest’ultimo e che, ambientati prima dello scoppio del conflitto nucleare, ci mostrano un Kenshiro (che scopriamo tra l'altro avere cognome Kasumi) ancora adolescente e fidanzato con una certa Yuki.

Nel secondo blocco di episodi, le differenze principali sono riguardanti la Scuola Imperiale di Gento. Nel manga i Generali facenti parte di questa scuola sono solo tre: Falco (Luce Dorata), Shoky (Luce Rossa) e Sorya (Luce Purpurea). Nella serie TV ne compaiono altri due: Tiger della Luce Verde e Bolts della Luce Azzurra. Questi due personaggi svolgono esattamente lo stesso ruolo occupato nel manga dai due figli di Jako, che nella serie TV non sono presenti.

I contenuti violenti sono stati leggermente attenuati con piccoli interventi sia a livello di storia sia a livello di animazione. Per quanto concerne la trama, le scene che hanno subito i cambiamenti più evidenti sono quelle che contemplano le mutilazioni più vistose, in particolare decapitazioni (ad esempio la scena della sega nella saga di Jagger), oltre a quelle che presentano violenze ai danni di personaggi molto giovani: questi ultimi sono spesso uccisi nel manga originale (si pensi a Taki, trafitto da una freccia, o ad uno dei bambini che muore avvelenato nella saga di Souther) mentre nella stessa scena dell'anime la situazione si risolve con il tempestivo intervento dell'eroe che riesce a scongiurare il peggio. Una stessa situazione si può trovare in molti episodi che ritraggono dei deboli come vittime di angherie e talvolta torture dei soldati/predoni: anche qui l'intervento di Ken è provvidenziale laddove nel manga si verifica invece un drammatico spargimento di sangue. Tuttavia, talvolta accade il contrario. Il fratello di Raiga e Fuga, guardiani di Cassandra, sopravvive nel manga, viene invece ucciso nell'anime.

Per quanto riguarda le soluzioni grafiche, queste agiscono principalmente in due direzioni: primo, il sangue è spesso di colore nero o bianco (a volte giallo) anziché rosso; secondo, i dettagli "splatter" sono nascosti o in alcuni casi annullati tramite l'uso di filtri. I corpi in procinto di esplodere (tecnica Hokuto) o essere fatti a pezzi (tecnica Nanto) diventano infatti scuri (neri o blu) all'improvviso, in altri casi sono addirittura ridotti a mere silhouette in controluce del tutto prive di dettagli. In aggiunta a ciò si può notare come spesso sul campo di battaglia non rimanga alcun resto dei corpi martoriati dalle micidiali tecniche assassine. Di contro a questa operazione bisogna però segnalare che il quantitativo di uccisioni presentate nell'anime è visibilmente superiore a quelle del manga, anche per l'aggiunta di molti episodi filler in cui Ken combatte avversari di poco conto o semplici soldati.

Nella serie TV, che termina con la morte di Kaio, mancano i capitoli finali della saga, che negli anni diedero vita alla leggenda metropolitana della "terza serie di Kenshiro". Nelle battute finali del fumetto Ken istruisce il figlio di Raoh, Ryu, poi libera una nazione dalla tirannia di un ex seguace del Re di Hokuto, che odia tutti gli dei, e infine perde la memoria. Burt si sacrifica al suo posto per placare la sete di sangue di un vecchio avversario che Kenshiro aveva accecato, ma Ken riacquista coscienza di sé appena in tempo per salvare il suo giovane amico.

Citazioni nella serie animata[modifica | modifica sorgente]

  • L'episodio filler 15 della serie animata ("Il villaggio degli zombi" nella versione italiana) è un vero e proprio omaggio alla cinematografia horror classica, con tanto di non morti veri e finti, cattedrale maledetta ed un cattivo (Zaria), che potrebbe essere a buon diritto un vampiro, che più che per i colpi di Kenshiro muore perché tocca una croce e viene successivamente colpito da un fulmine, invecchiando di centinaia d'anni in pochi secondi.
  • Nell'episodio 19 della serie animata ("Il sacrificio" nella versione italiana), alcune truppe di Shin assediano un villaggio le cui mura sono fatte disponendo autobus in fila, tale scena è una chiara citazione al film" Interceptor - Il guerriero della strada" secondo film della "trilogia di Mad Max". In una intervista concessa pubblicata dall'editore Granata Press insieme ad una videocassetta della serie TV alla fine degli anni ottanta, Buronson (sceneggiatore del manga) dichiarò di essersi ispirato per l'ambientazione a varie fonti, tra cui proprio Mad Max e gli spaghetti-western italiani.
  • Nell'episodio 20 della serie animata ("La Croce del Sud" nella versione italiana), Ken viene attaccato dalle armate di Shin, che utilizzano anche la potenza di fuoco di una vecchia corazzata che per posizione nel deserto, dimensioni, armamento e condizioni strutturali ricorda la Corazzata spaziale Yamato, prima di essere riadattata ad astronave, protagonista del cartone "Space Battleship" ( Star Blazers )
  • L'episodio 49 della serie animata ("Lotta all'ultimo sangue" nella versione italiana) utilizza un character design molto differente da quello usualmente adottato per il resto della serie. Fu una scelta precisa dello staff, che per il primo combattimento tra Raoul e Kenshiro volle realizzare qualcosa che davvero stupisse gli spettatori.
  • Al termine della prima serie (episodio 108) compare, tra le persone sullo sfondo, Amiba, un personaggio morto nella prima parte della prima serie. La stessa cosa accade anche al termine della seconda serie (episodi 151 e 152) dove si può nuovamente distinguere la figura di Amiba (oppure di Toki) con in braccio il cagnolino Pell, altro personaggio scomparso nella prima parte della prima serie. Inoltre, a destra di Toki/Amiba si può notare la presenza di Sirio il Dragone, dei Cavalieri dello Zodiaco.
  • Nell'episodio 84 il soldato Glen, detto "il robot", è identico ad Arnold Schwarzenegger nel ruolo di Terminator; in verità, Tetsuo Hara (disegnatore del manga) usò il volto di Schwarzenegger come base per Raoul, e in seguito Kaiou; nel manga la somiglianza è molto forte, soprattutto nei disegni delle storie sull'isola dei Demoni; la differenza con la caratterizzazione di Raoul nei capitoli precedenti è da attribuirsi al miglioramento del tratteggio di Hara (Ken il Guerriero fu una delle sue prime opere).
  • Nell'episodio 112 ("La salvezza viene dal nord"), il comandante Bask ed il suo braccio destro Barona sembrano ispirati rispettivamente ad Hulk Hogan e a Mr. T; la somiglianza è inequivocabile nel manga.
  • Nell'episodio 117 ("Quando si vuole bene"), mentre il vecchio amico di Ain sta raccontando la storia di quest'ultimo a Ken, si vede tra i soldati dell'armata di Hokuto Andromeda dei Cavalieri dello Zodiaco.
  • Nell'episodio 139 (Prova di amicizia) Orca trascina una bara come fa Django nel lungometraggio omonimo, chiara citazione della pellicola western di Sergio Corbucci. Differentemente dal film del regista italiano però, in questo caso nella bara non si cela una mitragliatrice bensì lo stesso Kenshiro in stato di morte apparente.

Prequel[modifica | modifica sorgente]

Intitolato Ken il guerriero: Le origini del mito (蒼天の拳 Sōten no Ken), letteralmente Pugno del cielo azzurro o Ken del cielo azzurro, è un manga, sviluppato a partire dal 2001, dagli autori Buronson e Tetsuo Hara. La serie è un prequel del più famoso Ken il guerriero (北斗の拳 Hokuto no Ken?) e narra le avventure dello zio di Kenshiro, Kenshiro Kasumi il 62º maestro della Divina scuola di Hokuto. Dal manga è derivata una serie animata di 26 episodi trasmessa in Giappone nel 2006.

Film d'animazione[modifica | modifica sorgente]

Concepito come adattamento cinematografico del manga originale, Ken il guerriero - Il film fu prodotto dalla Toei Animation e presentato in Giappone l'8 marzo 1986. L'edizione doppiata in inglese fu pubblicata sul mercato dell'home video nel 1991.

Il film segue la storia dell'anime e del manga dalla sconfitta di Kenshiro da parte di Shin al primo combattimento con Raoul, sebbene alcuni particolari presenti nel fumetto siano stati omessi. Toki, il secondo dei quattro fratelli della Divina Scuola di Hokuto, non viene nemmeno menzionato, mentre Shin e Rei sono gli unici maestri della Sacra Scuola di Nanto che fanno la loro comparsa nella pellicola; la discendenza di Julia da Nanto e il suo ruolo di Ultimo Generale della scuola sono citati solo nella versione giapponese. Una delle differenze più sostanziali è che Julia non cerca di uccidersi buttandosi dalla balconata del castello della Croce del Sud, ma viene rapita da Raoul. Il combattimento tra Shin e Ken è molto più breve, e si conclude anzitempo quando Ken si accorge che il suo avversario è già stato ferito mortalmente da Raoul. Oltretutto vi è un discorso tra Raoul e Lynn, la quale riesce ad impedire al Re di Hokuto di sferrare il colpo finale a Ken.

Al momento questo lungometraggio cinematografico figura come l'incarnazione più violenta di tutto il merchandising legato al personaggio, superando, con i suoi numerosi momenti splatter, anche il manga originale. Questo ha fatto sì che in alcuni paesi ne sia uscita una versione autocensurata in cui le scene più raccapriccianti sono filtrate con un effetto flou o ghosting che attenuta temporaneamente i dettagli grafici. Questi filtri sono presenti anche nelle recenti versioni DVD rimasterizzate.

Ken il guerriero – La trilogia[modifica | modifica sorgente]

È uscita in DVD una miniserie in tre episodi OAV, tratta dal romanzo uscito nel 1996 e realizzato dagli stessi autori della serie, che si intitola Ken il guerriero - La trilogia (新・北斗の拳 Shin Hokuto no Ken?, t.l. "Nuovo Pugno della Stella del Nord"). Questa miniserie si colloca cronologicamente dopo la serie originale, ed è stata realizzata con le tecniche di animazione più recenti ed un nuovo cast di doppiaggio.

Gli episodi che la compongono sono:

Il protagonista è sempre Kenshiro, che giunge nei pressi di una città governata da un tiranno che opprime la popolazione, esercitando un rigido controllo delle preziose riserve d'acqua della zona ed allo stesso tempo garantendosi la fedeltà nascondendosi dietro alla figura di un ragazzino spacciato per divinità ed in grado di compiere miracoli.

Ken il guerriero – La leggenda[modifica | modifica sorgente]

È stata realizzata una serie di film d'animazione e OAV intitolata Shin Kyūseishu Densetsu (真救世主伝説? t.l. La leggenda del vero salvatore). In Italia la pentalogia porta il titolo di Ken il guerriero - La leggenda. L'opera ripercorre gli eventi della serie televisiva e del manga originale, narrandoli dal punto di vista dei diversi personaggi e inframmezzandoli con episodi o situazioni inedite. I cinque film, pur ripercorrendo la trama della prima storica serie televisiva, la ampliano e danno ampio spazio al profilo psicologico dei personaggi, senza mancare di battaglie spettacolari; lo stile dei combattimenti è più realistico ed estremamente curato.

Prodotto dalla North Stars Pictures e dalla TMS Entertainment, La leggenda di Hokuto è il primo episodio di una pentalogia composta da tre film cinematografici e due OAV, usciti in Giappone fra il 2006 e il 2008.

Ken il guerriero: la leggenda di Raoul il dominatore del cielo[modifica | modifica sorgente]

Ken il guerriero: la leggenda di Raoul il dominatore del cielo è uno spin-off di Ken il guerriero, un manga scritto e disegnato durante la lavorazione della pentalogia e narra le avventure di Raoul nel lasso di tempo tra la partenza dal dojo di Hokuto e il primo duello con Kenshiro; Raoul è accompagnato da Reina e Souga, che saranno i generali del suo esercito; tra i personaggi che appaiono ci sono Toki, il capocarceriere Uighur, Juza delle Nuvole, Yuda, Souther e Ryuga, oltre ad altri nuovi appositamente creati. Il manga di 26 capitoli è stato trasposto in un anime di tredici episodi.

Home video[modifica | modifica sorgente]

Nei primi anni novanta la Granata Press editò nella collana Z video la prima serie in 24 videocassette. Successivamente nella seconda metà di questi la Hobby & works pubblicò sia la prima che la seconda serie in 74 videocassette facendo uscire curiosamente prima quest'ultima e poi l'altra. Infine la Mondo home entertaiment ha riedito entrambe le serie in 26 videocassette.

Nel 2009 sono iniziate ad uscire due edizioni in DVD: una da edicola edita dalla Deagostini e una in box edita dalla Yamato video. Purtroppo a quanto pare la traccia video soffre del cosiddetto "effetto ghosting". [senza fonte] Esistono anche due videocassette uscita in edicola nel 2000:

  • La prima intitolata "La Leggenda di Nanto" racchiude in 120 minuti tutta la storia della scuola di Nanto. Si esaminano nel dettaglio i 6 maestri e i loro combattimenti contro Ken. Le prime 5 parti sono in realtà i 5 episodi filler che vedono Kenshiro ricordare Shin, Rei, Yuda, Shu e Souther davanti alla pira funebre di Ryuga e Toki; il sesto è un collage di momenti che riguardano Ryuga.
  • La seconda intitolata "I Migliori Combattimenti di Ken" incorpora in 60 minuti i migliori combattimenti di Ken. Riguarda solo la prima serie televisiva.

Film live action[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fist of the North Star (film 1995).

Esiste un film dal vero statunitense del 1995, Fist of the North Star[3] di Tony Randel,[4] con Gary Daniels e Malcolm McDowell. Tale film, inedito in Italia, è considerato di realizzazione estremamente scadente (girato completamente in studio, con fondali palesemente disegnati, storia alterata, alcuni attori asiatici che parlavano a malapena l'inglese ecc.).[5][6][7][8] Nel film, Shin uccide il Maestro Ryuken con un colpo di pistola (nella serie originale era stato Raoul ad ucciderlo durante un combattimento) e Ken attraversa il deserto per poi affrontarlo.

Oltre al film statunitense, esistono quattro altri film apocrifi sull'erede della divina scuola di Hokuto:

  • I due girati in Corea[9], con effetti speciali di basso livello e con coreografie dei combattimenti discutibili, però bisogna dare dei meriti ai cineasti coreani di essere riusciti a trasformare il film d'animazione del 1986 in 2 film live action di 1h 30' l'uno, mantenendo una grandissima fedeltà almeno nello spirito del manga originale di Hokuto no Ken.
  • Altri due film sono entrambi made in Taiwan[10], questi film nonostante degli effetti speciali scadenti e discutibili introduzioni nelle trame possono contare indubbiamente su due fattori molto apprezzati:
  1. l'attore che più di tutti ha una reale somiglianza fisica con il Ken fumettistico;
  2. il non lasciarsi intimorire all'idea di riprodurre le sequenze spettacolari del cartone.
  • Infine l'ultimo, il cortometraggio HOKUTO NO KEN: LEGEND OF HEROES[11] diretto dallo stesso Tetsuo Hara per la Fuji Television Network Inc. Racconta la battaglia finale tra Ken e Raoul riproducendoli in tutta la sua spettacolarità grazie all'uso della computer grafica. Il filmato è stato concepito anche come pubblicità per l'uscita del primo film della pentalogia.

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Esistono diversi videogiochi tratti con licenza da Ken il guerriero, rilasciati prima in Giappone e successivamente nel resto del mondo. Il primo videogioco è stato rilasciato nel 1986, intitolato Hokuto no Ken, pubblicato da Enix per il NEC PC-8801. Successivamente fu Toei Animation che pubblicò molti dei primi videogame Hokuto no Ken per le console Nintendo (tra le quali, Family Computer, Game Boy e Super Famicom). Mentre SEGA ha pubblicato direttamente i propri Hokuto no Ken in versione gioco d'azione per il Sega Master System (successivamente riadattato per la PlayStation 2) e il Sega Mega Drive. Nel corso degli anni i videogame si sono evoluti sulla base delle potenzialità delle varie piattaforme di gioco e dei PC portando allo sviluppo di innumerevoli giochi basati sul manga e sulle anime riguardanti le avventure di Kenshiro.

Anni ottanta[modifica | modifica sorgente]

Anni novanta[modifica | modifica sorgente]

Anni 2000[modifica | modifica sorgente]

  • Fighting Mania: Fist of the North Star
  • Hokuto no Ken: Seikimatsu Kyūseishu Densetsu
  • Punch Mania: Hokuto no Ken 2: Gekitō Shura no Kuni Hen
  • Sega Ages 2500: Hokuto no Ken
  • Fist of the North Star
  • Hokuto no Ken: Hokuto Shinken Denshōsha no Michi
  • Hokuto no Ken Online
  • Hokuto no Ken: Raoh Gaiden: Ten no Haoh
  • Hokuto no Ken: Shinpan no Sōsōsei Kengō Retsuden

Anni 2010[modifica | modifica sorgente]

Giochi da tavolo[modifica | modifica sorgente]

In Italia vennero prodotti due giochi da tavolo:

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Nel 2006 in Giappone sono iniziate alcune serie di manga dedicate ciascuna ad uno dei comprimari della serie, che ne approfondiscono la storia e colmano alcuni "gap" della serie originale. Oltre a Raō Gaiden - Ten no Haō (ラオウ外伝 天の覇王? uscito in Italia con il titolo: Ken il guerriero: la leggenda di Raoul il dominatore del cielo) di Yōko Osada di cui esiste anche l'anime omonimo:

  • Yuria Gaiden - Jibo no Sei (ユリア外伝 慈母の星? t.l. "La storia di Julia: la misericordiosa Stella dell'amore materno") di Akimi Kasai. Una serie in 3 parti pubblicata su Big Comics Superior dal 10 marzo al 14 aprile 2006 e di cui sono usciti ulteriori 3 capitoli dal 9 marzo al 13 aprile 2007.[senza fonte]
  • Rei Gaiden - Kareinaru Fukushūsha (レイ外伝 華麗なる復讐者? t.l. "La storia di Rei: il magnifico vendicatore"), una storia one-shot di Yasuyuki Nekoi, pubblicata sul numero di Comics Bunch Special del 22 marzo 2006. Il seguito è stato pubblicato nel numero dell'8 dicembre 2006. Ne è stato poi decisa la serializzazione su Weekly Comic Bunch[13] intitolata Rei Gaiden - Garō Hen (レイ外伝 ー餓狼編ー? t.l. "La storia di Rei: la saga del lupo affamato").
  • Ryūken Gaiden JUDGEMENT DAY (リュウケン外伝-JUDGEMENT DAY-? t.l. "La storia di Ryūken: il giorno del giudizio"), una one-shot di Shinichi Hiromoto, pubblicato su Comic Bunch.[senza fonte]

Doppiaggio[modifica | modifica sorgente]

Di seguito vengono riportati i personaggi con le loro voci originali e italiane, tenendo presente che la seguente scheda è frutto di lavoro da parte dei vari fan della serie che sono riusciti a cercare e trovare le voci italiane dei vari personaggi che non erano accreditati (o accreditati in modo errato) nei crediti finali o in qualsiasi altro sito di tutto rispetto.

Il doppiaggio italiano soffriva dei costi contenuti, tipici delle edizioni italiane anni ottanta-novanta da parte delle Tv locali, perciò si possono notare l'uso di poche voci abbinate a diversi ruoli in ogni episodio sia tra i personaggi protagonisti, che fra quelli di passaggio, oltre a ripetuti cambi di voce.

Personaggi principali Voce originale Voce italiana
Kenshiro Akira Kamiya Alessio Cigliano
Kenshiro da bambino Ryō Horikawa Alessio Cigliano
Raoul Kenji Utsumi
Norio Wakamoto (solo Ep.32)
Norman Mozzato (1ª serie)
Ambrogio Colombo (2ª serie)
Raoul da bambino Nobuo Tobita Alessio Cigliano (1ª serie)
Monica Ward (2ª serie)
Toki Takaya Hashi Wladimiro Grana (Ep.33-46)
Marco Mete (Ep.47-72)
Bruno Cattaneo (Ep.76-77)
Massimo Milazzo (Ep.152)
Toki da bambino Ryō Horikawa Daniela Caroli
Ryuken Ryūji Saikachi
Junji Chiba (solo Ep.5)
Bruno Cattaneo
Ryuken da giovane Kōji Totani Sergio Antonica (Ep.98)
Ambrogio Colombo (Ep.101)
Massimo Milazzo (2ª serie)
Bart Mie Suzuki Graziella Polesinanti
Alessio Cigliano (Ep.152)
Bart adulto Keiichi Nanba Alessio Cigliano
Massimo Milazzo (Ep.151-152)
Lynn Tomiko Suzuki Daniela Caroli
Lynn adulta Miina Tominaga Daniela Caroli
Julia Yuriko Yamamoto Daniela Caroli
Shin Toshio Furukawa Bruno Cattaneo
Mamiya Toshiko Fujita Daniela Caroli
Rei Kaneto Shiozawa Bruno Cattaneo
Massimo Milazzo (Ep.152)
Airi (Aily) Arisa Andou Graziella Polesinanti
Jagger Kouji Totani Bruno Cattaneo
Vittorio Battarra (Ep.102)
Massimo Pizzirani (Ep.109)
Yuda Bin Shimada Vittorio Battarra
Francesco Caruso Cardelli (Ep.108)
Shu Katsuji Mori Bruno Cattaneo
Massimo Pizzirani (Ep.152)
Souther Banjō Ginga Sergio Antonica
Francesco Caruso Cardelli (Ep.109)
Ambrogio Colombo (Ep.152)
Souther da bambino Banjō Ginga Alessio Cigliano
Ryuga Hideyuki Hori Marco Mete
Wein, figlio del Vento (Hyui del Vento) Kazuyuki Sogabe Sergio Antonica
Francesco Caruso Cardelli (Ep.105)
Shuren, figlio del Fuoco (Shuren delle Fiamme) Norio Wakamoto Marco Mete
Alessio Cigliano (Ep.105)
Fudo della Montagna Shōzō Iizuka Bruno Cattaneo
Rihaku del Mare Takeshi Aono Bruno Cattaneo (Ep.83, 92, 101-102, 152)
Vittorio Battarra (Ep.85)
Sandro Dori (Ep.87-89, 93)
Norman Mozzato (Ep.91)
?? (Ep.96-98)
Sergio Antonica (Ep.99-100)
Marcello Mandò (Ep.105-151)
Tou Mika Doi Daniela Caroli (1^voce)
Graziella Polesinanti (2^voce)
Juza delle Nuvole Yoshito Yasuhara Marco Mete
Sergio Antonica (Ep.97)
Massimo Pizzirani (Ep.105)
Juza delle Nuvole da ragazzo Yoshito Yasuhara Alessio Cigliano
Ain Ken Yamaguchi Marco Mete
Falco della Luce Dorata Hideyuki Tanaka Bruno Cattaneo (Ep.115-116, 130)
Massimo Pizzirani (Ep.117-124)
Soria della Luce Purpurea Michihiro Ikemizu Marco Mete
Shoky della Luce Rossa Tessho Genda Marco Mete (Ep.115)
Massimo Milazzo (Ep.118-119)
Tige della Luce Verde Masaharu Sato Alessio Cigliano (Ep.116)
Massimo Milazzo (Ep.118-123)
Borz della Luce Azzurra Yōsuke Akimoto Marco Mete (Ep.116)
Marcello Mandò (Ep.118-119)
Pirata Rosso (Orca Rossa) Daisuke Gouri Ambrogio Colombo (Ep.123-124)
Bruno Cattaneo (Ep.128-135)
Gabriele Carrara (Ep.139)
Ork il rosso (Orca) Hirotaka Suzuoki Bruno Cattaneo (Ep.124-125)
Massimo Milazzo (Ep.126-152)
Ronn (Han) Koji Totani Marcello Mandò (Ep.126-127)
Gabriele Carrara (Ep.128-129)
Bruno Cattaneo (Ep.130 e 149)
Jukei Kôhei Miyauchi Gabriele Carrara
Bruno Cattaneo (Ep.139)
Massimo Milazzo (Ep.144 e 149)
Massimo Pizzirani (Ep.148)
Hyo Shinji Ogawa Ambrogio Colombo (Ep.131-139)
Massimo Pizzirani (Ep.140-152)
Hyo da bambino Shinji Ogawa Monica Ward
Hyo da ragazzo Shinji Ogawa Alessio Cigliano
Kaio Kenji Utsumi Ambrogio Colombo
Marcello Mandò (Ep.130-131)
Gabriele Carrara (Ep.145-146)
Kaio da ragazzo Kenji Utsumi Alessio Cigliano (Ep.148)
Daniela Caroli (Ep.149)
Yasha Nero Shigeru Chiba Bruno Cattaneo (Ep.139)
Ambrogio Colombo (Ep.140-147)
Massimo Milazzo (Ep.148-151)
Sayaka Gara Takashima Monica Ward

Citazioni in altri media[modifica | modifica sorgente]

Impossibile citare tutti gli omaggi alla serie, che -specie in Giappone e in Italia- è rimasta un fenomeno di costume per anni. Qui vengono ricordate le più recenti.

  • L'episodio 23 della serie comico/demenziale Excel Saga La leggenda del conquistatore di fine secolo, è interamente una parodia del primo episodio del celebre anime: tra le rovine della città distrutta la protagonista Excel combatte con l'arte marziale proibita "Across", che colpisce i punti di pressione segreti del nemico trasformandoli in personaggi kawaii con tanto di orecchie da micio.
  • Nell'episodio 4 della serie Abenobashi, dello studio Gainax, il protagonista Sasshi, dopo un duro allenamento nelle arti marziali, è disegnato come una copia perfetta di Kenshiro, comprese sopracciglia folte e cicatrici sul petto.
  • Nell'album 3 MC's al cubo del gruppo rap Sacre Scuole sono frequenti i riferimenti e le citazioni all'universo di Kenshiro.
  • Tra il 1995 e il 1998 la casa editrice italiana Zero Press ha realizzato una serie a fumetti comica, parodia della celebre saga, intitolata Kenshemo il guerraiolo. Tra i vari avversari che Kenshiro si trova a fronteggiare vi sono Robocop, Goku e l'Alien della celebre tetralogia dei film.
  • La scena del combattimento finale del film di Quentin Tarantino Kill Bill vol. 2, in cui Uma Thurman colpisce David Carradine con la tecnica dell'esplosione del cuore con cinque colpi delle dita, è chiaramente ispirata ai colpi con cui Kenshiro andava a toccare i punti di pressione vitale dei suoi nemici.
  • I Gemelli DiVersi, nell'album omonimo, citano l'opera nel brano Schizzati: "Studio tecniche di prestazione come punti di pressione Ken"
  • Il cantante J-Ax nel brano Deca Dance, uscito nel 2009 sull'omonimo album, cita la serie: "Ho imparato l'anarchia da Ken e da Raul".
  • Una parodia di Kenshiro compare in un episodio (ep. 158: Amo Shinobu!) nell'anime "Lamù", in veste di allievo del liceo di Tomobiki (viene chiamato per cognome: Hokuto) e compagno di classe di Ataru. Nella breve apparizione ingaggia anche uno scontro con il gatto Kotatsu Neko, perdendo.
  • Un altro esempio che porta Kenshiro in visita in altri anime è l'ottavo episodio (ep. 8: Lesson 8) dell'anime "Great Teacher Onizuka". Il protagonista dell'anime, Eikichi Onizuka, un professore di 22 anni, per salvare alcuni suoi alunni dalle grinfie di mascalzoni si "trasforma" e, disegnandosi sul petto le 7 stelle di Hokuto, prende le sembianze di Kenshiro, grazie alle quali riesce nel proprio intento.
  • Nella sigla di testa di Comic Party Revolution, seguito dell'anime di Comic Party, uno dei cosplayer è vestito da Kenshiro.
  • Nell'episodio 4 "Pegasus contro Dragone" de I Cavalieri dello Zodiaco, tra gli spettatori c'è anche Kenshiro.
  • Nel capitolo 20 di City Hunter, quando Ryo Saeba fa sfoggio delle sue abilità imitative vocali, fra i personaggi imitati vi è anche Kenshiro. (con la frase "tu sei già morto, amico!" e con le sopracciglia improvvisate con delle foglie d'alga). Nel capitolo 84 ne parodizza una sua frase tipica (riferimento reso più chiaro quando Kaori azzarda: "Ma chi sei, Kenshiro?!).

Influenze[modifica | modifica sorgente]

L'autore si è ispirato a divi del cinema e a film usciti nel periodo, come Interceptor, del quale Tetsuo Hara è un esplicito ammiratore. Per l'ambientazione lo sceneggiatore Buronson si è ispirato alle location di Interceptor (Mad Max)[14], ma anche agli spaghetti western. Diversi personaggi sono stati disegnati ispirandosi a vari personaggi (di fantasia, oppure realmente esistenti o esistiti):

Critiche[modifica | modifica sorgente]

In Italia Ken il Guerriero è stato criticato per l'eccessiva violenza; nel 1994 un'emittente toscana, Rete 37, a seguito delle pressioni dei genitori dei ragazzi che seguivano il cartone, era stata costretta a toglierlo dal palinsesto, determinando una mobilitazione di massa degli studenti di alcuni istituti scolastici[15]. In seguito vi è stato addirittura chi ha voluto rintracciarvi diretti collegamenti a fatti di cronaca, vedendovi una fonte d'incitamento ad alcuni episodi di vandalismo in cui alcuni giovani lanciavano sassi da cavalcavia sulle auto in corsa[16]. Nel caso specifico, il collegamento sarebbe stato offerto dal ritrovamento di alcuni numeri del manga di Ken il guerriero tra gli effetti personali di uno degli indagati in una perquisizione del 1997. Ne seguì una serie di accuse da parte di televisione e giornali, in cui si imputava al personaggio lo stimolo a comportamenti emulativi e persino di costituire un esempio diretto per la modalità operativa dei vandali.

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Andrea Destro, Hokuto no Ken, Iacobelli Editore, Roma, 2010.
  • Giorgio Mazzola, Il filo rosso della violenza. Ken il guerriero e i suoi antenati di Hong Kong, Il Foglio Letterario, Piombino, 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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