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Doraemon

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Doraemon
ドラえもん
(Doraemon)
Doraemon.jpg
Copertina del quarto volume dell'edizione italiana, dal titolo Sei un vero amico - Doraemon.
Generefantascienza, commedia, sentimentale
Manga
AutoreFujiko F. Fujio
EditoreShogakukan
RivistaCoroCoro Comic
Targetkodomo
1ª edizione1º dicembre 1969 – 26 aprile 1996
Periodicitàmensile
Tankōbon45 (completa)
Editore it.Star Comics
Collana 1ª ed. it.Ghost
1ª edizione it.18 aprile – 19 settembre 2005
Volumi it.6 (completa)
Testi it.Laura Anselmino (traduzione), Guglielmo Signora (adattamento)
Serie TV anime
RegiaMitsuo Kaminashi
MusicheNobuyoshi Koshibe
StudioNippon TV Video
ReteNippon Television
1ª TV1º aprile 1973 – 30 settembre 1973
Episodi26 (completa)
Aspect ratio4:3
Durata ep.10 minuti
Serie TV anime
RegiaTsutomu Shibayama
ProduttoreShin-Ei Animation, TV Asahi, Asatsu-DK
Composizione serieFumihiko Shimo, Hideki Sonoda, Masaki Tsuji, Takashi Yamada
Char. designEiichi Nakamura
Dir. artisticaEiichi Nakamura
MusicheShunsuke Kikuchi
StudioShin-Ei Animation
ReteTV Asahi
1ª TV2 aprile 1979 – 18 marzo 2005
Episodi1787 (completa)
Aspect ratio4:3
Durata ep.10 minuti
Editore it.Rai (stagione 0), Mediaset (stagioni 1-8), Hobby & Work (DVD)
Rete it.Rai 2 (stagione 0), Italia 1 (stagioni 1-6; 8), Hiro (stagione 7), Boing (episodi inediti)
1ª TV it.25 ottobre 1982 – 5 dicembre 2012
Episodi it.1320 / 1787 Completa al 74%
Durata ep. it.10 minuti
Dialoghi it.Giovanni Brusatori (stagione 0), Marina Attilio (stagioni 1-5), A. Patti (stagioni 1-4), Sergio Romanò (stagioni 1-4), Maria Cristina Robustelli (stagioni 1-7), Laura Brambilla (stagioni 1-4), Antonella Marcora (stagioni 5-6), Michela Uberti (stagioni 5-6), Paola Zampolli (stagione 6), Chiara Serafin (stagione 6), Manuela Scaglione (stagioni 6-8), Paola Bonomi (stagione 7), Martino Consoli (stagione 8), Silvia Bacinelli (stagione 8), Elena Sorgato (stagione 8), Fabrizio Castellano (stagione 8), Laura Distretti (stagione 8)
Studio dopp. it.Cooperativa Rinascita Cinematografica (stagione 0), Merak Film (stagioni 1-8)
Dir. dopp. it.Giovanni Brusatori (stagione 0), Paolo Torrisi (stagioni 1-5), Sergio Romanò (stagioni 1-8)
Serie TV anime
RegiaKôzô Kusuba, Soichiro Zen, Shinnosuke Yakuwa
ProduttoreShin-Ei Animation, TV Asahi, Asatsu-DK
Composizione serieEizō Kobayashi, Hidemichi Kobayashi, Higashi Shimizu, Hiroshi Ohnogi, Jun'ichi Tominaga, Kōji Hirokawa, Mio Aiuchi, Misuzu Chiba, Munenori Mizuno, Nobuyuki Fujimoto, Okiko Harashima, Yūko Okabe
Char. designEiichi Nakamura
MusicheShunsuke Kikuchi, Kan Sawada
StudioShin-Ei Animation
ReteTV Asahi
1ª TV15 aprile 2005 – in corso
Episodi443 (in corso)
Aspect ratio16:9
Durata ep.10-20 minuti
Editore it.Mediaset (stagioni 1-4), Turner Broadcasting System Italia (stagioni 5-in corso)
Rete it.Boing
1ª TV it.3 marzo 2014 – in corso
Episodi it.342 (in corso) (secondo la numerazione italiana)
Durata ep. it.10-20 minuti
Dialoghi it.Laura Brambilla (stagione 1), Luigi Lo Fermo (stagioni 1-3), Gruppo TRAST (stagione 1), Martino Consoli (stagione 2), Daniele Demma (stagione 2), Guido Rutta (stagione 2), P. Gay (stagione 2), Claudio Ridolfo (stagione 3), Gruppo Di Terlizzi (stagione 3), Mary Pellegatta (stagione 4), Alessandro Germano (stagione 4), Felice Invernici (stagione 4), Achille Brambilla (stagione 4), Giulia Gabriotti (stagione 5), Alessandro Sestili (stagione 5), Alessia Mercuri (stagioni 5-6), Silvia Alexakis (stagioni 5-6), Grazia Esposito (stagione 6), Francesca Rinaldi (stagione 6)
Studio dopp. it.Merak Film (stagioni 1-4), La BiBi.it (stagioni 5-in corso)
Dir. dopp. it.Sergio Romanò (stagione 1), Caterina Rochira (stagione 1), Davide Garbolino (stagioni 2-3; 5-in corso), Luca Bottale (stagioni 2-in corso), Graziano Galoforo (stagione 4)

Doraemon (ドラえもん Doraemon?) è un manga scritto e disegnato da Fujiko F. Fujio, pubblicato in Giappone dal dicembre 1969 all'aprile 1996 sul mensile CoroCoro Comic di Shogakukan, per un totale di ventisette anni di serializzazione. Le 1345 storie sono state raccolte in 45 volumi tankōbon sotto l'etichetta Tentōmushi Comics; il manga è stato tradotto e pubblicato in diverse lingue, tra cui in italiano da Star Comics, in inglese da Shogakukan e AltJapan, in francese da Kana e in spagnolo da Planeta DeAgostini.

La trama segue le avventure del giovane e sfortunato Nobita Nobi, il quale, con l'aiuto di un gatto robot di nome Doraemon, cerca di cambiare il suo futuro e diventare una persona migliore.

Dal manga sono state tratte tre serie televisive anime: la prima, prodotta da Nippon TV Movie e composta da 52 episodi, è stata trasmessa su Nippon Television dal 1º aprile al 30 settembre 1973; la seconda, a cura di Shin-Ei Animation, è stata trasmessa dal 2 aprile 1979 al 18 aprile 2005 su TV Asahi e comprende 1787 episodi; la terza, sempre prodotta da Shin-Ei Animation, viene trasmessa su TV Asahi dal 15 aprile 2005. L'opera è stata inoltre trasposta in altri media come lungometraggi animati e videogiochi.

Con oltre 170 milioni di copie vendute in tutto il mondo, Doraemon viene considerato una delle serie manga e anime più famose e di successo in Giappone e all'estero. Elogiato da numerosi critici ed esperti, celebri mangaka – tra cui Eiichiro Oda (One Piece), Masashi Kishimoto (Naruto) e Rumiko Takahashi (Lamù, Ranma ½) – hanno citato Doraemon come fonte di ispirazione per le loro opere.

Significato del titolo[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo dell'opera, Doraemon (ドラえもん?), è stato scritto unendo insieme i caratteri delle due principali scritture giapponesi: il katakana (ドラ) e l'hiragana (えもん)[1]. La parte iniziale "dora" proviene da dora neko (どら猫? lett. "gatto randagio"), a sua volta corruzione di nora (ノラ? lett. "randagio")[1]. Tuttavia, nella lingua giapponese, "dora" significa anche gong: nella serie sono quindi presenti numerosi giochi di parole e riferimenti legati a ciò, prima fra tutti la passione di Doraemon per i dorayaki[1]. La parte finale del titolo, "emon", è invece un suffisso presente in alcuni maschili, come Goemon (ごえもん?)[1]. Una possibile traduzione del titolo dell'opera è quindi "gatto randagio"[1].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nobita Nobi è un bambino giapponese di dieci anni che frequenta la quinta elementare, costantemente rimproverato dalla madre e dal suo maestro a causa della propria pigrizia e dei suoi pessimi risultati in campo scolastico e sportivo[2][3]. Il suo unico sogno, quello di sposare l'amica e compagna di classe Shizuka, viene ostacolato dalla presenza di Dekisugi, un ragazzo intelligente e carismatico, che esercita una forte attrazione su di lei[4]. Oltre a ciò, Nobita deve sempre sottostare agli ordini di Gian e Suneo, rispettivamente il bullo del quartiere e il braccio destro di quest'ultimo[5].

Crescendo, Nobita colleziona fallimenti sia in campo scolastico che lavorativo, portando la famiglia e i suoi discendenti in condizioni di povertà[6]. Sewashi, discendente di Nobita proveniente dal XXII secolo, decide allora di tornare indietro nel tempo per aiutare il ragazzo a migliorare il suo futuro, lasciando a vegliare su di lui un gatto robot, Doraemon[6]. Quest'ultimo, grazie al gattopone, una tasca quadri-dimensionale contenente numerosi gadget detti chiusky, rivoluziona completamente la vita di Nobita, migliorando i rapporti che il giovane ha con gli amici e, in particolare, con Shizuka[6].

Doraemon e Nobita vivono così insieme numerose avventure e il ragazzo, sebbene compia spesso degli errori, riesce comunque con l'aiuto dell'amico a risolvere i suoi problemi, facendo la cosa giusta e imparando la lezione di turno[7]. Il futuro di Nobita diventa così roseo, permettendo anche al giovane di poter sposare Shizuka[8][9]. Doraemon può così tornare nel futuro: il ragazzo infatti è cresciuto e può affrontare da solo i problemi che la vita gli metterà davanti[10].

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Doraemon presenta un gruppo ristretto di personaggi, ognuno contraddistinto da una sua peculiarità e rappresentante uno specifico aspetto della società giapponese. Sono tuttavia numerosi i personaggi secondari o occasionali, che talvolta giungono a ottenere un ruolo di primo piano all'interno della narrazione[11].

Il protagonista della vicenda è Nobita Nobi, un ragazzo di buon cuore che è però caratterizzato da pigrizia, sfortuna e debolezza fisica[10]. Proprio a causa di ciò è costretto a sottostare alle prepotenze di Takeshi Goda, da tutti soprannominato Gian, un bullo irascibile e forzuto[12]. Quest'ultimo è spesso aiutato da Suneo Honekawa, un ragazzo viziato che sfrutta l'amicizia di Gian per ottenere il rispetto dagli altri ragazzi del luogo[12]; oltre a ciò, il giovane è estremamente facoltoso, ed è solito millantare agli amici ciò che possiede[13]. Gian e Suneo dimostrano comunque numerose volte di avere anche lati positivi nel loro carattere, prendendo ad esempio le difese di Nobita quando quest'ultimo si trova in difficoltà. Shizuka Minamoto è l'unica ragazza del gruppo frequentato da Nobita e si contraddistingue per simpatia e gentilezza, soprattutto nei confronti del giovane, con il quale ha instaurato un profondo legame d'amicizia[14]. D'altro canto Shizuka passa del tempo anche con Dekisugi Hidetoshi, ragazzo con cui condivide alcuni hobby. Poiché Dekisugi è il ragazzo più intelligente della scuola, spesso Nobita prova nei suoi confronti una spiccata gelosia, pur riconoscendone le indiscusse qualità[8].

Sewashi Nobi è un discendente di Nobita, ridotto in cattive condizioni finanziarie dalle pessime scelte compiute dall'avo. Per migliorare il futuro di entrambi decide di presentare al ragazzo Doraemon, un gatto robot fabbricato mediante la tecnologia del XXII secolo[6]. Doraemon diventa rapidamente amico di Nobita e si mostra estremamente premuroso nei suoi confronti: lo sostiene infatti nei momenti di difficoltà, cercando tuttavia di evitare che i suoi chiusky vengano usati in modo sconsiderato. Doraemon aiuta inoltre Nobita a migliorare il rapporto con i suoi genitori, Tamako e Nobisuke, i quali sono costretti a tenere un comportamento severo con Nobita a causa del suo rendimento scolastico, malgrado gli vogliano bene e apprezzino le sue qualità[15].

Ambientazione[modifica | modifica wikitesto]

Fotografia aerea di Nerima, il quartiere di Tokyo nel quale Doraemon è ambientato

Doraemon è ambientato nel quartiere di Nerima, situato nella periferia di Tokyo[16]. Lo svolgimento della trama avviene tuttavia prevalentemente in un gruppo specifico di località, caratterizzate dall'essere luoghi in cui i giovani possono ritrovarsi[17].

Sono spesso rappresentate nell'opera le abitazioni dei vari personaggi e la scuola, ma anche la collina ad essa adiacente, nella quale Nobita si reca quando ha bisogno di trovare tranquillità[17][11]; un altro luogo assai ricorrente all'interno dell'opera è lo spiazzo con le tubature, definito colloquialmente dai protagonisti "parco abbandonato", nel quale i personaggi si possono incontrare e relazionare tra loro[11]. All'interno del quartiere, l'abitazione di Nobita è situata nell'immaginaria area di Tsukimidai (lett. "Alture con veduta lunare")[16][18]; è stato ipotizzato che tale scelta sia stata ispirata a Fujimidai (lett. "Alture con veduta sul Fuji"), zona in cui il fumettista Osamu Tezuka viveva e lavorava; tale mangaka era infatti per il creatore di Doraemon un punto di riferimento[16].

Fujiko F. Fujio ha affermato che tutti i luoghi presenti nell'opera vengono quotidianamente sperimentati dai bambini, e che lui stesso li sperimentò a sua volta nel corso della sua giovinezza[18]. Sebbene l'universo rappresentato sembri apparentemente immutabile, sono presenti elementi – tra cui i materiali da costruzione presenti nel parco – che nel pensiero dell'autore raffigurano un ambiente soggetto comunque a cambiamenti ed evoluzioni[18]. Nel corso della pubblicazione di Doraemon sono state effettuate numerose modifiche ai luoghi e agli oggetti presenti all'interno dell'opera, con lo scopo di rendere la realtà rappresentata maggiormente attuale per i lettori[18].

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Spesso attributo alla coppia Fujiko Fujio, Doraemon venne in realtà concepito e creato dal solo Fujiko F. Fujio[19][20]. Secondo le dichiarazioni dell'autore, l'idea per lo sviluppo della serie nacque in modo casuale: infatti, dopo essere scivolato su un giocattolo della figlia e aver sentito il miagolio di un gatto, avrebbe pensato a una macchina che lo aiutasse nella creazione di un nuovo manga[21]. In quel periodo, Fujio stava lavorando insieme a Motoo Abiko a Obake no Q-tarō, un'opera con protagonista un fantasma che vive insieme a una famiglia umana. Sono state appunto notate numerose analogie tra tale manga e Doraemon, tanto da essere definito estensione di una formula già collaudata[22]. Fujio concordò con tale affermazione, dicendo infatti che Doraemon era il risultato e l'unione di numerose prove, errori ed esperienza, i quali lo avevano aiutato a trovare il genere di manga per cui era maggiormente adatto; tale genere era lo slice of life umoristico[23]. Inizialmente l'opera non ottenne alcun particolare successo, poiché i manga maggiormente apprezzati erano gekiga[22][24]; in seguito, sia a causa dei nuovi gusti dei lettori giapponesi, sia per la crescente popolarità delle trasposizioni animate e cinematografiche legate a Doraemon, l'apprezzamento del manga raggiunse un livello assai alto, che portò l'opera ad essere anche definita un'istituzione nazionale[22].

I protagonisti dell'opera rappresentano un microcosmo della società giapponese, e illustrano infatti i rapporti tra le varie classi: Suneo impersona l'arroganza e l'egocentrismo della classe medio-alta, Gian l'impulsività e la praticità di quella medio-bassa. Shizuka viene caratterizzata per rappresentare le ojosama, ragazze di bell'aspetto che tengono un comportamento raffinato; Nobita rappresenta la bontà della classe media, ma allo stesso tempo anche la sua ordinarietà[11]. I genitori di quest'ultimo impersonano infatti due personaggi estremamente diffusi nella società giapponese: la madre è una casalinga, il padre un salaryman costretto a effettuare lunghe trasferte per recarsi sul luogo di lavoro[25]. Essendo l'opera principalmente indirizzata a bambini, lo stile adottato per rappresentare i personaggi è graficamente elementare: esso consiste principalmente in cerchi ed ellissi, che portano a rappresentare Doraemon in modo buffo e grottesco[26]. D'altro canto, la tecnica adottata è stata ritenuta capace di suscitare tenerezza nel pubblico dell'opera e di aver contribuito in modo fondamentale all'affermazione dei personaggi kawaii nella cultura nipponica[26]. Anche la successione dei riquadri segue un ordine stabile e una progressione lineare, la quale favorisce la comprensione del lettore[27]. Il colore blu, divenuto una delle caratteristiche di Doraemon, fu invece scelto casualmente, poiché le riviste nelle quali l'opera era pubblicata erano solite avere la copertina gialla e i titoli di colore rosso[28]. Secondo l'autore, un altro colore non avrebbe infatti permesso al personaggio di risaltare[28].

Le tematiche del manga sono affrontate con un approccio ottimistico e teso a rassicurare il lettore; esso è ottenuto eliminando totalmente le scene di violenza e quelle erotiche[29]. Sono al contrario presenti numerose tematiche ambientaliste, e sono spesso narrate storie in cui i protagonisti si impegnano per salvare animali, o in cui criticano l'errato comportamento umano nei confronti della natura[30]. Vengono inoltre trattati numerosi argomenti didattici, o comunque legati al folclore giapponese, anche se la maggior parte dei racconti riguarda valori etici, quali integrità, perseveranza, coraggio, famiglia e rispetto[31]. Nel corso della narrazione è inoltre legittimata l'esistenza di un "dominio dei bambini", che si basa sulle potenzialità e sulla libertà dei giovani[32]; tale appello ha ottenuto un'ampia risonanza in Giappone e nei paesi ad esso circostanti[32]. La centralità dei giovani è riscontrabile anche dai luoghi in cui si svolge l'azione dell'opera, i quali risultano prevalentemente accessibili ai ragazzi e non agli adulti[17].

Durante lo sviluppo del manga, Fujio decise di non assegnare al carattere dei personaggi alcuna evoluzione positiva o negativa[33]; l'autore infatti riteneva che quando il protagonista di un manga realizza le sue aspirazioni, l'opera di cui fa parte smette immediatamente di essere interessante[33]. Conseguentemente, Fujio predilesse per Doraemon una struttura ciclica e tendenzialmente infinita, nella quale il protagonista «sebbene sembri migliorare, in realtà rimane sempre nello stesso posto»[11][33]. La pubblicazione del manga terminò con la morte del suo autore, avvenuta nel 1996, e l'assenza di una conclusione definitiva per l'opera ha portato con il tempo alla creazione di numerose leggende metropolitane, come affermato anche dal regista Ryuichi Yagi, secondo il quale «di Doraemon esiste un unico episodio iniziale, mentre il finale è stato più volte riscritto e modificato»[34]. Shogakukan, casa editrice dell'opera, è comunque intervenuta diffondendo un epilogo ufficiale, nel quale Nobita riuscirà a sposare Shizuka e rimarrà per sempre amico di Doraemon, che tuttavia tornerà nel futuro[35].

I chiusky[modifica | modifica wikitesto]

Riproduzione della dokodemo porta, conservata all'esterno del Fujiko F. Fujio Museum

I chiusky (ひみつ道具 himitsu dōgu?), gadget futuristici posseduti da Doraemon e usati per aiutare gli altri personaggi, a causa del loro elevato utilizzo sono stati definiti il "fulcro dell'opera"[36]. È stato calcolato che in totale Doraemon abbia usato oltre mille chiusky nel corso della pubblicazione del manga, sebbene alcuni abbiano privilegiato di un maggiore utilizzo[36][37]. Tra essi sono presenti il copter (タケコプタ Take Koputā?), apparso all'interno dell'opera 214 volte e consistente in un'elica di bambù che, posta sulla testa, permette di volare[36][38]; la macchina del tempo (タイムマシン taimu mashin?), apparsa 97 volte e usata dai protagonisti per effettuare viaggi nel tempo[36]; la dokodemo porta (どこでもドア dokodemodoa?, lett. "porta ogni dove"), una porta che permette di spostarsi in ogni area presente nel mondo e che è apparsa 68 volte[36][37].

Ulteriori chiusky ricorrenti all'interno dell'opera sono la torcia d'ingrandimento (ビッグライト bigguraito?) e la luce che riduce (スモールライト sumōru raito?), i quali permettono rispettivamente di ingrandire o rimpicciolire un oggetto[36]; il panno del tempo (タイムふろしき taimu furoshiki?), capace di riportare un oggetto a una specifica condizione passata o futura[36]; l'esaudifono o cabina dei desideri (もしもボックス moshimo bokkusu?), una cabina telefonica capace di trasformare il mondo in base a una determinata richiesta[36]. In generale i chiusky si caratterizzano quindi non solo per essere facilmente trasportabili e tendenzialmente affidabili, ma anche per l'uso intuitivo[36][39].

Le numerose interazioni tra Doraemon e i chiusky, nelle intenzioni di Fujimoto, rappresentano quindi una visione ottimistica del rapporto tra l'uomo e la tecnologia[36]. In modo simile, Nobita rappresenta l'uomo che conosce la tecnologia, che si affida ad essa e che compie numerosi esperimenti per trovare soluzioni ottimali[36]. Tramite i chiusky Fujio espresse alcuni tra i principali desideri della società a lui contemporanea[17]. In particolare, in occasione di un sondaggio tenutosi nel 1993, numerosi salaryman giapponesi affermarono che avrebbero voluto possedere una dokodemo porta per evitare i trasferimenti verso i loro uffici durante le ore di punta[22][29]. È stato inoltre dimostrato che alcuni chiusky, quali il copter, sono familiari per la quasi totalità del popolo giapponese[37].

Media[modifica | modifica wikitesto]

Manga[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Capitoli di Doraemon.
Copertina del primo volume di Doraemon Color Edition

Scritto e illustrato da Fujiko F. Fujio, il manga fu serializzato in Giappone da Shogakukan a partire dal 1º dicembre 1969 su due riviste educative per bambini, Yoiko (よいこ? lett. "bravi bambini") e Youchien (ようちえん? lett. "asilo")[24]; dal mese successivo Doraemon fu pubblicato anche su Shogaku Ichinensei (初学 一年生? lett. "prima classe della scuola primaria") e Shogaku Yonensei (初学 四年生? lett. "quarta classe della scuola primaria")[24]. Nell'aprile 1973 l'opera iniziò ad essere serializzata anche su Shogaku Gonensei (初学 五年生? lett. "quinta classe della scuola primaria") e su Shogaku Rokunensei (初学 六年生? lett. "sesta classe della scuola primaria")[24]. Poiché ogni rivista era rivolta a uno specifico target, dal 1973 al 1977 Fujio disegnò ogni mese sei diversi racconti[24]; ciò portò a una rapida evoluzione dei personaggi e al raggiungimento di uno stile e di una tecnica definitiva[24]. A partire dal 15 marzo 1977 Doraemon fu pubblicato sulla rivista CoroCoro Comic, creata appositamente per accogliere l'opera[40].

A partire dal 1974 Fujio iniziò a ricontrollare e selezionare le varie storie che aveva pubblicato, e a organizzarle in tankōbon[24]; essi furono distribuiti con cadenza variabile tra il 31 luglio 1974 e il 26 aprile 1996 da Shogakukan, sotto l'etichetta Tentōmushi Comics (てんとう虫コミックス?)[41][42]. I 45 volumi pubblicati sono conservati presso la città natale dell'autore, Takaoka, presso la Takaoka Central Library[43]. Tra il 25 aprile 2005 e il 28 febbraio 2006 sono stati pubblicati cinque volumi con titolo Doraemon Plus (ドラえもん プラス?), contenenti 104 storie non originariamente pubblicate nei tankōbon[44][45]; il 12 gennaio 2014 è stato pubblicato il sesto volume della serie, contente altre 18 storie[46]. I racconti inediti a colori sono stati invece distribuiti in sei volumi con titolo Doraemon Color Edition (ドラえもんカラー作品集 Doraemon karā sakuhin-shū?, lett. "Doraemon: raccolta di lavori a colori"), dal 17 luglio 1999 al 2 settembre 2006[47][48]; tramite questa edizione sono stati recuperati ulteriori 119 racconti[47][48]. In totale sono state pubblicate 1345 storie[49].

Doraemon è stato tradotto in oltre 15 lingue[50]. Per il mercato nordamericano e anglofono Shogakukan ha pubblicato tra il 2002 e il 2005 Doraemon: Gadget Cat from the Future, un'edizione bilingue composta da dieci volumi e contenente una selezione di storie[51][52]; ad essa è seguita tra il 2013 e il 2014 un'edizione dal medesimo titolo, suddivisa in sei volumi secondo argomenti tematici[53][54]. A partire dal 2013, negli Stati Uniti l'opera è stata ulteriormente tradotta da AltJapan e distribuita da Amazon in formato kindle[55]. Riguardo al mercato asiatico, Doraemon è stato distribuito in Cina, a Taiwan, in Indonesia, nelle Filippine e in Vietnam[56][57][58]; nella maggior parte dei casi la pubblicazione ufficiale è stata tuttavia seguita da numerose edizioni pirata[57]. In Europa la prima traduzione dell'opera, seppur parziale, è avvenuta in Spagna tra il 1993 e il 1997 mediante Planeta DeAgostini[59][60]; in Francia il manga è pubblicato da Kana, secondo la suddivisione in tankōbon, a partire dal 2007[61].

In Italia, tra il 18 aprile e il 19 settembre 2005, sono stati pubblicati da Star Comics nella collana Ghost una serie di sei volumetti contenenti una selezione di storie, organizzate secondo temi specifici (amore, istruzione, immaginazione, amicizia, ironia, paura) e corredate dal commento di esperti del settore fumettistico[62][63]; tale edizione è ormai fuori catalogo[62][63]. In occasione di una collaborazione tra Star Comics e Mondadori, il primo dei sei volumi è stato in seguito ristampato come edizione da collezione con copertina rigida e distribuito a partire dal 22 novembre 2016, con il titolo Io sono Doraemon[64][65]. Tra il 22 febbraio e il 26 luglio 2017 Star Comics ha pubblicato, con cadenza mensile, Doraemon Color Edition[66][67]. In Italia sono stati complessivamente tradotti 236 racconti[68].

Serie televisive anime[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Episodi di Doraemon (anime 1973), Episodi di Doraemon (anime 1979) ed Episodi di Doraemon (anime 2005).
Logo giapponese di Doraemon
Logo europeo di Doraemon

Una prima serie televisiva anime tratta da Doraemon è stata prodotta nel 1973 da Nippon TV Video e trasmessa su Nippon Television dal 1º aprile al 30 settembre dello stesso anno, per un totale di 52 episodi[69]; essa fu preceduta da un film pilota, trasmesso nel 1972[70]. La direzione fu affidata a Mitsuo Kaminashi, mentre il doppiaggio fu a cura della Aoni Production[71]; il personaggio di Doraemon fu inizialmente doppiato da Kōsei Tomita e in seguito da Masako Nozawa[71]. La serie si conclude in modo aperto, con Doraemon che lascia Nobita per ritornare nel futuro[70]; per il discreto numero di ascolti era stato previsto un secondo insieme di episodi, tuttavia alcuni problemi finanziari presenti nella società produttrice portarono alla vendita e alla distruzione dei master originali dell'opera[70]. La serie fu replicata fino al 1979, anno in cui Shogakukan – produttrice di un nuovo adattamento di Doraemon – ne chiese ufficialmente l'interruzione, temendo che il diverso stile e la diversa caratterizzazione dei personaggi potesse confondere gli spettatori[69][70]. Nel 1995 alcuni episodi furono ritrovati negli archivi della società Studio Rush e nel 2003 ne furono recuperati altri dal creatore dell'opera, Hiroshi Shimoazaki[70]; la serie non è stata tuttavia pubblicata in DVD, poiché i diritti di distribuzione di Doraemon appartengono a Shogakukan[70].

Una seconda serie anime tratta dal manga fu prodotta a partire dal 1979 da Shin-Ei Animation e trasmessa dal 2 aprile dello stesso anno al 18 marzo 2005 su TV Asahi[72]. Per la realizzazione di tale serie fu impiegato uno staff completamente diverso, anche a causa del fatto che Fujiko F. Fujio non aveva affatto apprezzato la precedente serie anime[69][72]; la direzione dell'opera venne affidata a Tsutomu Shibayama, il character design a Eiichi Nakamura e le musiche a Shunsuke Kikuchi[72]. Il doppiaggio del personaggio di Nobita venne effettuato da Noriko Ohara, mentre quello di Doraemon da Nobuyo Ōyama[72]; a causa di ciò, la serie viene anche definita edizione Ōyama[73]. In totale sono stati prodotti 1787 episodi legati alla serie, distribuiti da Toho sia in VHS che in DVD[72][74][75]. Lo studio d'animazione Shin-Ei Animation ha curato anche lo sviluppo di una terza serie anime tratta da Doraemon, la cui produzione – iniziata nel 2005 – è tuttora in corso[76]. I personaggi della serie, trasmessa su TV Asahi dal 15 aprile 2005, hanno subito un completo recasting vocale[77]; Doraemon è doppiato da Wasabi Mizuta, mentre Megumi Ōhara presta la voce al personaggio di Nobita[76]. La serie è distribuita in DVD a partire dal 15 novembre 2006, sotto l'etichetta Shogakukan Video[78].

Doraemon è stato trasmesso in oltre 60 paesi[79]. In Thailandia è trasmesso su Channel 9 dal 1982[80]; in Cina è stato importato nel 1989 da Guandong TV e in seguito ritrasmesso da CCTV2 nel 1991[81]; nelle Filippine su GMA Network dal 1999[82]. Dal 2005 l'anime è trasmesso in India da Hungama TV[83], mentre dal 2010 è mandato in onda in Vietnam da HTV3[84]; tra gli altri paesi asiatici che hanno trasmesso Doraemon sono presenti Hong Kong, Singapore, Taiwan, Malesia, Indonesia e Corea del Sud[85]. In Spagna l'anime è stato diffuso nel 1993 da TVE-2 e in seguito ritrasmesso da Boing a partire dal 2011[86][87]; l'opera è stata distribuita anche in Portogallo e in numerosi paesi dell'America Latina, tra cui Brasile, Colombia e Cile[72][76]. In Francia Doraemon è stato inizialmente trasmesso su TV6 nel 2003, ma la pubblicazione fu rapidamente interrotta a causa dei bassi ascolti[88]; in seguito la serie è stata riproposta su Boing, a partire dal 2014[88]. Nello stesso anno Disney ha distribuito l'anime in Polonia, in Turchia e negli Stati Uniti[76][89][90]. In quest'ultimo caso la serie è stata trasmessa con il titolo Doraemon: Gadget Cat from the Future e ha subito una pesante censura[90]; sono stati infatti variati i nomi dei vari personaggi e totalmente eliminati i riferimenti alla cultura nipponica[90].

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

In Italia i diritti per la pubblicazione della seconda serie anime sono stati acquistati da ITB - Italian TV Broadcasting per conto della Rai, che ha trasmesso un numero indefinito di episodi su Rai 2 tra il 25 ottobre 1982 e il 30 giugno 1983, all'interno del programma televisivo per ragazzi Tandem[91][92]; in seguito la serie è stata replicata da numerose televisioni locali[31]. Il doppiaggio dell'opera è stato affidato a CRC - Cooperativa Rinascita Cinematografica e fu diretto da Giovanni Brusatori[93]; il personaggio di Doraemon è stato doppiato da Liù Bosisio, mentre quello di Nobita ha avuto inizialmente la voce di Massimo Corizza e, in seguito, quella di Marco Joannucci[93]. Brusatori ha curato anche i dialoghi italiani dell'opera, caratterizzati dall'italianizzazione dei nomi dei personaggi: Nobita Nobi è stato infatti chiamato Guglielmo "Guglia" Guglielminetti, mentre Shizuka, Gian e Suneo hanno rispettivamente assunto i nomi di Susy, Giangi e Zippo[93][94].

I diritti televisivi sono stati in seguito acquisiti da Mediaset, che ha trasmesso Doraemon dal 3 marzo 2003 al 5 dicembre 2012 su Italia 1[95][96]; ulteriori episodi inediti della serie sono stati trasmessi su Boing e, nel corso del 2010, sul canale a pagamento Hiro, per un totale di 992 episodi[96]. Il doppiaggio è stato effettuato a Milano da Merak Film, sotto la direzione di Paolo Torrisi e Sergio Romanò, che hanno assegnato la voce di Doraemon a Pietro Ubaldi e quella di Nobita a Davide Garbolino[93]. Nel 2007 i primi 104 episodi sono stati raccolti in 17 DVD da Hobby & Work con il titolo Doraemon - Gli episodi visti in TV[97]; tale edizione, la quale non presenta né l'audio giapponese né alcun contenuto speciale, è ormai fuori commercio[97].

I diritti per la trasmissione della terza serie anime legata a Doraemon sono stati nuovamente acquistati da Mediaset, che ha confermato le precedenti voci italiane e riaffidato il doppiaggio a Merak Film[93]; la direzione è stata a cura di Sergio Romanò e Caterina Rochira, a cui sono subentrati Davide Garbolino, Luca Bottale e Graziano Galoforo[93]. Dal 2017 il doppiaggio dell'opera è effettuato a Roma presso La Bibi.it, a causa della cessione dei diritti da Mediaset a Turner Broadcasting System Italia; anche in questo caso è stato mantenuto il medesimo cast vocale[93]. La prima televisiva di tale serie animata è avvenuta il 3 marzo 2014 su Boing, canale sul quale l'opera è tuttora trasmessa[98].

Film[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Film di Doraemon.
I protagonisti di Doraemon, nella serie anime del 1979. Da sinistra a destra: Doraemon, Nobita, Shizuka, Suneo e Gian

Da Doraemon sono stati tratti trentotto lungometraggi animati, prodotti da TV Asahi, animati da Shin-Ei Animation e distribuiti da Toho con cadenza annuale a partire dal 1980[99][100]. Le prime venticinque pellicole sono legate alla serie anime del 1979, mentre le rimanenti sono basate sulla successiva serie del 2005[99]. Le pellicole legate alla serie del 1979 furono quasi totalmente dirette da Tsutomu Shibayama e sceneggiate da Fujiko F. Fujio stesso fino al 1996[101][102]; dopo la morte dell'autore, la sceneggiatura delle restanti pellicole fu a cura di Nobuaki Kishima[103]. La trama dei film è maggiormente approfondita rispetto a quella del manga o delle serie animate, e di conseguenza l'azione è basata prevalentemente su elementi avventurosi[33]. All'interno delle pellicole sono inoltre presenti temi basati su leggende del folclore giapponese o provenienti da opere letterarie[104][105]; ulteriori film affrontano tematiche ambientali, storiche o tecnologiche[106][107][108].

L'8 agosto 2014 è stato distribuito in Giappone Doraemon - Il film (STAND BY ME ドラえもん? lett. "Stammi vicino, Doraemon"), pellicola che ripercorre il rapporto tra Doraemon e Nobita, basandosi su cinque dei capitoli più celebri del manga[109]: Dalla terra del lontano futuro, tradotto anche come Doraemon venuto dal futuro (未来の国からはるばると Mirai no kuni kara harubaruto?)[6], Il romanzo della montagna innevata (雪山のロマンス Yukiyama no romansu?)[9], La vigilia delle nozze di Nobita (のび太の結婚前夜 Nobita no kekkon zen'ya?)[8], Addio, Doraemon! (さよなら, ドラえもん! Sayonara, Doraemon!?)[10] e Il ritorno di Doraemon (帰ってきたドラえもん Kattekitta Doraemon?)[110]; a causa di ciò il film è stato descritto come "la prima e ultima storia di Doraemon"[109]. La realizzazione della pellicola, interamente in animazione digitale, fu affidata a Takashi Yamazaki e Ryūichi Yagi e richiese 18 mesi di character design[111]; l'incasso complessivo di oltre 183 milioni di dollari ha reso tale lungometraggio il più redditizio dell'intero franchise di Doraemon[112].

Cortometraggi e OAV[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Film di Doraemon.

Sono stati prodotti numerosi cortometraggi basati su Doraemon, distribuiti dal 1989 al 2004 in abbinamento alle pellicole cinematografiche del franchise[99]. La trasposizione in forma animata ha riguardato alcune delle storie più celebri e rappresentative dell'opera, tra cui: 2112-nen Doraemon tanjō (2112年ドラえもん誕生? lett. "Anno 2112 - La nascita di Doraemon"), incentrato sugli avvenimenti accaduti a Doraemon prima del suo incontro con Nobita[113]; Doraemon: Nobita no kekkon zen'ya (のび太の結婚前夜? lett. "Doraemon - La vigilia delle nozze di Nobita"), in cui sono narrati gli eventi riguardanti il matrimonio tra Nobita e Shizuka[114]; Doraemon: Boku no umareta hi (ぼくの生まれた日? lett. "Doraemon - Il giorno in cui sono nato") e Doraemon: Obā-chan no omoide (おばあちゃんの思い出? lett. "Doraemon - Ricordi della nonna"), in cui sono rispettivamente approfonditi i rapporti di Nobita con la famiglia e con la nonna, alla quale era particolarmente legato[115][116]. Ulteriori cortometraggi sono incentrati sul personaggio di Dorami e sui Doraemons[99].

Nel 1981 è stato distribuito da Toho il mediometraggio Doraemon: Boku, Momotarō no nan'na no sa (ドラえもん ぼく、桃太郎のなんなのさ? lett. "Doraemon - Cosa sono per Momotarō"), incentrato sulla leggenda folcloristica giapponese di Momotarō[117]. Nel 1994 è stato invece prodotto un OAV con finalità educative, Doraemon: Nobita to Mirai Note (ドラえもん のび太と未来ノート? lett. "Doraemon - Il diario del futuro di Nobita"), nel quale i protagonisti dell'opera esprimono dei desideri per rendere migliore il pianeta Terra[118].

Spin-off[modifica | modifica wikitesto]

Un manga tratto dall'opera, dal titolo The Doraemons (ザ☆ドラえもんズ Za ☆ Doraemonzu?, lett. "I Doraemons"), scritto e disegnato da Michiaki Tanaka, è stato pubblicato da Shogakukan tra il 1º dicembre 1994 e il 1º maggio 2000[119]. Tra il 1º maggio 1995 e il 1º novembre 2000 la medesima casa editrice ha pubblicato The Doraemons Special (ザ☆ドラえもんズ スペシャル Za • Doraemonzu Supesharu?, lett. "Gli speciali dei Doraemons"), manga concepito da Michiaki Tanaka e Masaru Miyazaki come spin-off del precedente lavoro[120]. Le due opere sono state complessivamente distribuite in 21 tankōbon[119][120].

Un secondo manga tratto dall'opera, dal titolo Dorabase (ドラベース Dorabesu?), è stato distribuito da Shogakukan tra il 15 agosto 2000 e il 15 settembre 2011 in 23 tankōbon sul mensile CoroCoro Comic[121][122]; scritto e disegnato da Shintaro Mugiwara, il fumetto ha come protagonista il gatto-robot Kuroemon (クロえもん?) ed è incentrato sul gioco del baseball[121]. Nel settembre 2014 la casa editrice Nihonbungeisha ha serializzato sulla rivista Comic Heaven il manga Nozoemon (のぞえもん?), ideato da Hikari Fujisaki e consistente in una parodia erotica lolicon di Doraemon e dei suoi personaggi[123][124]; il contenuto del fumetto è stato in seguito giudicato inappropriato e – a causa di un reclamo proveniente da Asatsu-DK – l'unico tankōbon pubblicato fu ritirato dal commercio[124].

Giochi e videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Videogiochi di Doraemon.
Flipper presenti in una sala giochi giapponese, tra cui uno di Doraemon nell'estrema sinistra

Dalla serie sono stati tratti – esclusivamente per il mercato giapponese – numerosi videogiochi, di vari generi e per diverse console[125]. Un primo videogioco ispirato alla serie, Dora-chan (ドラちゃん?), è stato pubblicato da Craul Denshi nel 1980 e ritirato nello stesso anno dal commercio, a causa di una violazione di copyright commessa dall'azienda produttrice[126]. Nel 1983 i diritti sono stati acquistati da Bandai, che ha prodotto Dokodemo Dorayaki Doraemon (どこでも どらやき ドラえもん?), gioco arcade ispirato a Pac-Man[127]; un ulteriore gioco per piattaforme NES, Doraemon (ドラえもん?), è stato sviluppato da Hudson Soft e, con oltre 1.150.000 cartucce vendute, è divenuto il decimo videogioco più acquistato nel 1986 in Giappone[128][129]. Nel 2007 SEGA ha pubblicato Doraemon Wii - Himitsu dōgu-ō kettei-sen (ドラえもん Wii ひみつ道具王決定戦?), primo videogioco del franchise a essere distribuito tramite console Wii[130]. I personaggi di Doraemon appaiono anche nella serie di videogiochi musicali Taiko no Tatsujin (太鼓の達人?), sviluppata da Namco a partire dal 2001[131].

Sono stati prodotti numerosi giochi di carte ispirati a Doraemon, distribuiti in corrispondenza dell'uscita delle pellicole cinematografiche o durante particolari ricorrenze riguardanti il franchise[132][133]. Nel 2016 una collaborazione tra Asatsu-DK e Mattel ha permesso la creazione di un'edizione tematica di UNO ispirata al personaggio[134]; tale versione è stata distribuita unicamente in Giappone[134].

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora della serie anime del 1973 è stata composta da Nobuyoshi Koshibe[135]; sono state da lui curate anche la sigla di apertura, Boku no Doraemon (ぼくのドラえもん? lett. "Io sono Doraemon") e quella di chiusura, Doraemon Rumba (ドラえもんルンバ lett. "La rumba di Doraemon"?), entrambe cantate da Harumi Naitō[136]. Per la successiva serie anime del 1979 i produttori si sono invece rivolti a un altro compositore, Shunsuke Kikuchi, che ha arrangiato come opening per la serie e per i film ad essa correlati Doraemon no Uta (ドラえもんのうた? lett. "La canzone di Doraemon")[137][72]; tale brano è stato eseguito nel corso della serie da diversi artisti, tra cui Kumiko Ōsugi e Satoko Yamano[138][139]. In occasione del riavvio della serie anime, avvenuto nel 2005, la composizione delle musiche è stata riaffidata a Kikuchi, affiancato da Kan Sawada[140]. Le sigle iniziali utilizzate nel corso della trasmissione sono state tre: una versione strumentale di Doraemon no Uta, eseguita dal gruppo musicale cinese Twelve Girls Band[76]; Hagushichao (ハグしちゃお? lett. "Abbracciamoci!"), cantata da Rimi Natsukawa[76]; Yume wo Kanaete Doraemon (夢をかなえてドラえもん? lett. "Doraemon, realizza i miei sogni"), eseguita da Mao e trasmessa a partire dal 2007[76].

Sono state commercializzate numerose raccolte delle sigle di apertura e chiusura delle serie animate e delle pellicole cinematografiche ad esse correlate. Una selezione di brani provenienti dai film riguardanti l'anime del 1979 è stata pubblicata da Nippon Columbia il 22 settembre 2004 nell'album Dora the Movie 25th - Doraemon Movie Song Collection (映画ドラえもん25周年 映画ドラえもん 主題歌大全集 Eiga Doraemon 25-shūnen eiga Doraemon shudaika taizenshū?)[141]; una riedizione di tale opera, comprendente anche alcuni brani provenienti dalle pellicole successive al 2005, è stata pubblicata il 1º aprile 2015 con titolo Doraemon Movie Main Theme Song Collection (映画ドラえもん 主題歌大全集 Eiga Doraemon shudaika taizenshū?)[142]. Le sigle appartenenti alla serie del 1979 e a quella del 2005 sono state invece raccolte dalla medesima casa discografica il 25 dicembre 2009 nell'album Doraemon TV Soundtrack Collection (テレビアニメ30周年記念 ドラえもんテレビ主題歌大全集 Terebi anime 30 shūnenkinen Doraemon terebi shudaika taizenshū?) e in seguito il 22 giugno 2011 con la selezione Doraemon Twin Best (ドラえもん ツイン ベスト Doraemon tsuin besuto?)[143][144]. Un'ulteriore album, comprendente solo la opening e la ending della serie anime del 2005, dal titolo Yume wo Kanaete Doraemon (夢をかなえてドラえもん?) è stato pubblicato da Nippon Columbia il 25 giugno 2007[145].

In Italia gli episodi e le pellicole cinematografiche acquistate da ITB - Italian TV Broadcasting hanno avuto come sigla iniziale Il gatto Doraemon, brano scritto da Cesare De Natale su arrangiamenti degli Oliver Onions, gruppo musicale formato da Guido e Maurizio De Angelis[146]; questi ultimi si sono anche occupati dell'esecuzione canora della canzone[146]. La sigla finale di tali episodi, dal titolo La canzone di Doraemon, consiste invece in un riadattamento della ending giapponese Boku Doraemon (ぼくドラえもん?), scritta da Fujiko F. Fujio e arrangiata da Shunsuke Kikuchi[146][147]; la versione italiana è stata curata da Franco Migliacci ed eseguita dal coro I nostri figli, diretto da Nora Orlandi[146]. I due brani sono stati rispettivamente compresi negli album TiVulandia successi n.3 e TiVulandia successi n. 4, entrambi pubblicati nel 1982 sotto etichetta RCA[148][149]. A partire dal 2003 gli episodi e le pellicole trasmesse da Mediaset sono accompagnati da un'unica sigla, usata sia per l'apertura che per la chiusura, dal titolo Doraemon[150]; Il brano è cantato da Cristina D'Avena e dal coro de I piccoli cantori di Milano, diretti da Laura Marcora[150]. La produzione è stata a cura di Giorgio Vanni e Max Longhi per Lova Music Srl, sotto la supervisione di Alessandra Valeri Manera[150], mentre la registrazione è avvenuta presso il Keypirinha Recording Studio di Lesmo[150]. La sigla è stata compresa nell'album Cristina D'Avena e i tuoi amici in TV 16 e in numerose raccolte successive, sotto etichetta RTI[151]; una versione remix del brano, creata da Morris Capaldi, è stata compresa nell'album Cartuno - Parte 3[152].

Musical[modifica | modifica wikitesto]

Dall'opera è stato tratto un musical, intitolato Butaiban Doraemon: Nobita to animaru puranetto (舞台版ドラえもん のび太とアニマル惑星? lett. "Doraemon - Il musical: Nobita e il pianeta degli animali") e basato sulla pellicola omonima del 1990[153]. Il musical ha debuttato al Tokyo Metropolitan Theatre il 4 settembre 2008 ed è stato replicato fino al 14 settembre dello stesso anno[154]; la sceneggiatura e la direzione sono state a cura di Shoji Kokami[153][154]. Il personaggio di Nobita è stato interpretato da Makoto Sakamoto, mentre Reiko Suho ha interpretato quello di Shizuka[154]; i ruoli di Gian e Suneo sono stati rispettivamente assegnati a Tomohiro Waki e a Kensaku Kobayashi[154]. Doraemon ha avuto la voce della sua abituale doppiatrice, Wasabi Mizuta[154].

Il musical è stato in seguito riproposto al Sunshine Theatre di Tokyo tra il 26 marzo e il 2 aprile 2017[155]; nello stesso mese il musical è stato replicato in altre prefetture nipponiche, tra cui Fukuoka, Osaka, Miyagi e Aichi[155]. La sceneggiatura e la direzione dell'opera sono state nuovamente affidate a Shoji Kokami[156]. I ruoli di Nobita e Shizuka sono stati rispettivamente interpretati da Yuuchi Ogoe e Hina Higuchi, mentre quelli di Gian e Suneo da Koki Azuma e Shō Jinnai[156][157]; la doppiatrice Wasabi Mizuta ha nuovamente prestato la voce al personaggio di Doraemon[155].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Foglio di francobolli dedicato a Doraemon, emesso dalle poste giapponesi

Doraemon è considerato una delle serie manga più popolari di tutti i tempi. Nel 1996, al termine della serializzazione in tankōbon, il manga aveva raggiunto in Giappone i 108 milioni di copie vendute[23]; in seguito la vendita dell'opera si stabilizzò intorno a 2 milioni di copie ogni anno[158]. Al 2014 la serializzazione ha raggiunto i 170 milioni di copie totali, rendendo Doraemon uno dei manga più venduti in territorio nipponico[159]. L'opera ha goduto di un grande successo anche in altri paesi asiatici, tra cui il Vietnam, dove sono stati raggiunti i 50 milioni di copie stampate[160]; tale popolarità ha rappresentato un unicum nel mercato fumettistico vietnamita[160]. Essendo prevalentemente rivolto ai bambini di età prescolare, in Italia il manga ha ricevuto un'accoglienza tiepida e ciò non ne ha permesso la pubblicazione integrale[161]. Analogamente al manga, hanno ottenuto un'accoglienza notevole anche le serie animate da esso tratte; in particolare, gli anime del 1979 e del 2005 si collocano costantemente nelle classifiche delle serie più seguite dal pubblico giapponese[162]. Entrambi gli anime hanno ottenuto un ampio successo anche in territorio italiano, dove la rete televisiva Boing ha defito la serie del 2005 uno dei "classici" del canale[163]; tra il marzo e il giugno 2014 Doraemon si è inoltre confermato come il cartone animato più seguito di tale rete[164]. Le pellicole cinematografiche legate all'opera hanno invece raggiunto nel 2013 i 100 milioni di biglietti venduti, diventando il maggiore franchise giapponese in termini di pubblico; tale primato era precedentemente detenuto da Godzilla (ゴジラ Gojira?)[165].

Il manga ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti. L'opera è stata due volte insignita del Japan Cartoonists Association Award, ricevendo il premio d'eccellenza nel 1973 e il premio del Ministero dell'Educazione, della Scienza e della Tecnologia nel 1994[166][167]. Nel 1981 Doraemon ha ricevuto il Premio Shogakukan per i manga nella categoria kodomo, mentre nel 1997 ha ottenuto il gran premio al Premio culturale Osamu Tezuka[168][169]. Secondo una ricerca del 2006, effettuata in occasione del decimo anniversario del Japan Media Arts Festival su un campione di 80.000 persone, il manga è presente alla quinta posizione[170]. In un sondaggio online effettuato nel 2005 da TV Asahi e relativo agli anime preferiti dai giapponesi, Doraemon si è collocato al quinto posto[171]; nella classifica dell'anno successivo, basata sui pareri di cento celebrità giapponesi, l'anime ha invece occupato la terza posizione[172]. Secondo un'indagine effettuata nel 2010 dalla Tokyo Polytechnic University, l'anime di Doraemon sarebbe – a pari merito con il franchise di Dragon Ball – il prodotto che esprime maggiormente il concetto di Cool Japan[173]; similmente, in un sondaggio del 2013 riguardante gli anime più esportabili fuori dal territorio nipponico, Doraemon ha raggiunto la prima posizione, ottenendo il 42,6% delle preferenze[174]. Sul sito MyAnimeList.net il manga ha una valutazione media di 8.47, con oltre 3.200 votanti[175]; le tre serie animate hanno rispettivamente una media di 7.45 (basata su oltre 5.400 voti), 7.73 (basata su oltre 7.800 voti) e 7.56 (basata su oltre 1.900 voti)[176][177][178].

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo lo scrittore Massimo Nicora, Doraemon "può essere interpretato come una sorta di pamphlet che critica, con ironia, l'onnipotenza della scienza che pretende di risolvere ogni problema con i suoi strumenti", notando che il manga rappresenta "la metafora dell'immaginazione infantile, che riesce sempre a trovare le soluzioni più strampalate e originali, in un gioco continuo di trasformazione della realtà"[43]. Rotislav Kovalskiy, recensore di Havocpoint.it, afferma che il manga non solo ha svolto una funzione di intrattenimento, ma ha anche proposto spunti per migliorare in vari ambiti e la definisce "una grande opera capace di far leva sulle menti dei giovani"[179]. Similmente anche Davide Fia, recensore di Nerdgate.it, giudica positivamente Doraemon, evidenziando tuttavia il fatto che "le storie sono ripetitive e risentono della narrazione disgiunta e debole"[180]. Anche il critico Mark Schilling ha espresso un parere positivo, sottolineando che "per i ragazzi che hanno vite spesso estremamente monotone, Doraemon rappresenta un desiderato sospiro di libertà e lo specchio di un mondo più divertente e amichevole dove tutti i sogni, anche quelli più sciocchi, possono diventare realtà"[181].

La scrittrice Banana Yoshimoto definisce l'opera "una storia piena d'amore verso la vita", grazie alla quale il lettore adulto "scoprirà nel presente tutti i tesori che giacciono sepolti nel quotidiano"[182]. Lo scrittore e traduttore Tetsu Yano ha invece sottolineato l'aspetto fantastico del manga, grazie al quale in un volume "l'ultima pagina è solo il punto di partenza per nuove fantasie e il cuore di chi legge questi racconti rimane infatti aperto ai sogni di un mondo futuro fantastico"[183]. Per il critico e scrittore Soeda Yioshiya l'opera si caratterizza soprattutto poiché "tocca anche tematiche come la filosofia della coesistenza delle specie viventi e la critica alla civiltà dissennata, che si sublima in ultimo in una dichiarazione di fede nella stessa umanità"[184]. Il rakugoka Dannosuke Tatekawa ritiene che l'opera sia estremamente attuale e interessante, rendendo Doraemon "sempre moderno e mai superato", tanto da assicurargli estrema popolarità anche in futuro; Tatekawa nota inoltre che "la verve comica del manga appartiene al genere delle gag tenere e commoventi, le quali sembrano 'volare basso', ma sono semplicemente 'trattenute' dall'autore"[185].

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nel febbraio del 2013 Doraemon è stato bandito dal Bangladesh, poiché la versione dell'anime che giungeva in tale paese era doppiata in lingua hindi e non in bengalese; secondo l'opinione del governo, ciò sarebbe risultato diseducativo nei confronti degli spettatori più piccoli, non essendo essi incentivati a imparare la loro lingua nativa[186]. Nell'ottobre 2014 in Cina l'opera è stata accusata dal quotidiano Chengdu Daily di rappresentare il soft power giapponese e di essere un mezzo sovversivo per controllare le menti del popolo cinese[187]. Un ulteriore bando dell'anime è stato richiesto nell'ottobre 2016 in India e Pakistan; secondo alcuni politici e attivisti, Doraemon avrebbe veicolato messaggi moralmente errati, quali l'assenza di impegno nel raggiungimento di un obiettivo, risultando di conseguenza offensivo nei confronti del pubblico[188].

Impatto culturale[modifica | modifica wikitesto]

Il manga e gli anime di Doraemon sono ritenuti tra i più influenti nella storia del fumetto e dell'animazione giapponese[189]; essi hanno ispirato celebri mangaka, tra cui Eiichirō Oda (One Piece), che avrebbe ottenuto lo spunto per i Frutti del diavolo[190]. Masashi Kishimoto (Naruto) ha affermato di essersi impratichito nel disegno rappresentando numerose volte – insieme alla figura di Arale Norimaki – il personaggio di Doraemon, mentre Rumiko Takahashi (Lamù, Ranma ½) ha dichiarato di essere stata profondamente influenzata dal manga e ha inoltre fatto comparire i personaggi del manga all'interno delle sue opere, mediante brevi cameo[191][192][193]. Similmente Hideaki Sorachi e Tōru Fujisawa, rispettivamente creatori di Gintama e Great Teacher Onizuka, si sono più volte riferiti a Doraemon all'interno dei loro lavori[194][195]. Il termine "Doraemon" è inoltre diventato, limitatamente all'ambito giapponese, un sostantivo diffuso per esprimere qualcosa che ha la capacita di soddisfare vari desideri[43]. Il 22 aprile 2002, la rivista Time Asia ha annoverato il protagonista Doraemon tra le ventidue principali personalità asiatiche, definendolo "l'eroe più tenero dell'Asia"[196]; nel 2005 l'artista Takashi Murakami ha nuovamente selezionato tale personaggio, inserendolo nella mostra Little Boy: The Arts of Japan's Exploding Subculture e definendolo assai rappresentativo della subcultura pop giapponese otaku[197]. Il 19 marzo 2008, mediante una cerimonia ufficiale, il Ministro degli Esteri giapponese Masahiko Kōmura ha nominato Doraemon "ambasciatore degli anime nel mondo", con lo scopo di promuovere la cultura e l'industria dell'animazione giapponese[198]. Il personaggio è inoltre apparso il 21 agosto 2016 a fianco del primo ministro giapponese Shinzō Abe nella cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro, con lo scopo di annunciare le Olimpiadi di Tokyo del 2020[199].

Aereo della Japan Airlines dedicato a Doraemon

Il marchio dell'opera è stato utilizzato da TV Asahi come promotore di iniziative benefiche, tramite il Fondo di beneficenza Doraemon (テレビ朝日ドラえもん募金 Terebiasahi Doraemon bokin?)[200]; le raccolte si sono prevalentemente concentrate in seguito ai terremoti che hanno riguardato il Giappone[201]. Nel 2013 il gruppo Ferrovie Odakyū ha donato in segno di solidarietà alle prefetture di Kanagawa e Tokyo cento statue rappresentanti, in diverse pose, il protagonista dell'opera[202]; nel 2014 Shogakukan ha pubblicato una guida illustrata tramite i personaggi del manga e riguardante il comportamento da tenere in caso di terremoto, dal titolo Genitori e bambini leggete! Perché avvengono i terremoti? Come posso proteggermi? (おやこでよもう! どらえもんのじしんはなぜおこるどうみをまもる Oyako de yomou! Doraemon no jishin ha naze okoru dou mi wo mamoru?)[203].

Il 15 luglio 2011, in occasione dei lavori di rifacimento dell'Aeroporto di Shin-Chitose, è stata inaugurata un'intera ala dedicata esclusivamente al personaggio di Doraemon[204]. Il 3 settembre 2011 è stato aperto al pubblico nella città di Kawasaki il Museo Fujiko F. Fujio (藤子・F・不二雄 博物館 Fujiko F. Fujio Hakubutsukan?), incentrato in particolare sulla creazione del manga Doraemon[205]. Nella medesima città il 3 settembre 2012 – in occasione dei festeggiamenti riguardanti il pre-centenario del compleanno di Doraemon, avvenuto il 3 settembre 2112 – il personaggio ha ricevuto la cittadinanza onoraria del luogo[206]; riguardo a tale ricorrenza è stata inoltre allestita a Hong Kong, fra il 14 agosto e il 16 settembre 2012, la mostra 100 Years Before The Birth Of Doraemon, nella quale erano presenti statue rappresentanti i personaggi dell'opera e le ambientazioni maggiormente celebri[207]. Tra il 1º marzo 2016 e il 31 agosto 2018 è stato disponibile a Takaoka il Doraemon Tram, veicolo decorato esclusivamente con i personaggi dell'opera[208]; fra l'ottobre 2016 e il marzo 2017, in seguito a una collaborazione tra Shogakukan e Japan Airlines, la tratta aerea tra Tokyo e Shangai è stata gestita anche dal Doraemon Jet, aereo ispirato al manga[209].

Merchandising[modifica | modifica wikitesto]

Copertina del primo volume di Doraemon Magazine

In Giappone i diritti per la gestione del merchandising legato a Doraemon appartengono a Shogakukan-Shueisha Productions, la quale nel corso degli anni ha prodotto materiale per la scuola, portachiavi, action figure, gashapon, merendine e numerosi altri articoli di vario genere[210][211][212]. Nel 2015 una collaborazione con l'azienda Sanrio ha permesso la creazione di una gamma di prodotti nella quale sono insieme presenti i personaggi di Doraemon e Hello Kitty[213]; un'ulteriore partnership con Uniqlo ha portato alla nascita di una linea di capi d'abbigliamento firmata da Takashi Murakami[214]. Le aziende Reebok e Converse hanno disegnato scarpe ispirate all'opera, mentre Moleskine ha prodotto un'edizione limitata di articoli per la cancelleria[215][216][217]. L'azienda ESP ha inoltre creato una serie di chitarre decorate con i personaggi del manga[218]. In Cina, una collaborazione con Meitu ha permesso la creazione di uno smartphone dedicato al protagonista, Doraemon[219].

Nell'America settentrionale e meridionale i diritti per lo sfruttamento del marchio sono detenuti da Viz Media, la quale – insieme all'azienda Hot Topic – ha sviluppato una vasta gamma di abiti e oggetti collezionabili basati sull'opera[220][221]; una partnership con McDonald ha portato alla distribuzione di Happy Meal tematici sia in America che in Giappone[222]. In Europa il merchandising è gestito da Viz Media Europe, con la collaborazione di numerose ulteriori società[223]; LUK Internacional ha ottenuto le licenze per Spagna, Portogallo e Francia[224]. In Italia Doraemon è rappresentato da CPLG, la quale ha pianificato una vasta gamma di licenze per lo sfruttamento del marchio[225]; mediante il gruppo Giochi Preziosi il brand è stato utilizzato nella vendita di peluche e prodotti alimentari[226]. Tra il 2 maggio e il 26 ottobre 2017 Panini Comics ha inoltre curato la distribuzione di Doraemon Magazine, rivista indirizzata al pubblico delle serie animate[227]. In totale il merchandising dell'opera ha più di 600 licenze attive, per un totale di oltre 600 miliioni di dollari di vendite al dettaglio annuali[228].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Ulrich Heinze, Japanische Bruchkanten: Konturen der kankei nai-Kultur, Berlino, LIT, 2006, p. 28.
  2. ^ Fujiko F. Fujio e Shogakukan Doraemon Room, Quale anno delle elementari frequenta Nobita?, in Doraemon Color Edition 2, Star Comics, 2017, pp. 160-161.
  3. ^ Fujiko F. Fujio, La lunga fuga da casa di Nobita, Zero in condotta - Doraemon, Star Comics, 2005, pp. 179-188.
  4. ^ Fujiko F. Fujio, Addio, Shizu-chan!, Tutti hanno un cuore - Doraemon, Star Comics, 2005, pp. 104-115.
  5. ^ Fujiko F. Fujio, Il bandito del futuro, Niente è impossibile - Doraemon, Star Comics, 2005, pp. 16-25.
  6. ^ a b c d e Fujiko F. Fujio, Doraemon venuto dal futuro, in Doraemon Color Edition 5, Star Comics, 2017, pp. 3-13.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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