Yamato Video

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Yamato
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StatoItalia Italia
Forma societariasocietà a responsabilità limitata
Fondazione2 maggio 1991 a Milano
Sede principaleMilano
SettoreEditoria
ProdottiVHS, DVD, Blu-ray, canale Man-ga, merchandising
Sito web

Yamato S.r.l. è una azienda italiana attiva nella produzione e distribuzione di audiovisivo anime fondata nel 1991.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

trenta società di produzione e distribuzione giapponesi di vario

Nel catalogo sono presenti titoli di fantascienza, sport, commedia sentimentale, umorismo demenziale, samurai, fantasy, cyberpunk, occultismo, azione, hentai, yaoi con opere di autori quali Osamu Tezuka, Rintaro, Osamu Dezaki, Mamoru Oshii e Satoshi Kon.

Inoltre riproposizione di una selezione di produzioni televisive d'epoca europea come Belfagor ovvero Il fantasma del Louvre, Il prigioniero, I Compagni di Baal, Agente speciale, Zaffiro e Acciaio, Guerre fra galassie, Attenti a quei due.

Dal 2000 al 2004, Yamato si è appoggiata a Medusa Home Entertainment per la distribuzione di anime nel circuito della grande distribuzione. La collaborazione è invece continuata nell'ambito delle serie televisive per tutti i canali di distribuzione.[1]

Tra il 1997 e il 2001 contribuisce alla realizzazione di Man·ga!, rivista italiana dedicata sia al fumetto sia al cinema d'animazione giapponesi.

Nel 1998 il cantante Stefano Bersola, diventa l'interprete ufficiale delle sigle italiane di Yamato Video. Nel 2014 viene pubblicato l'album "Anime Songs" contenente tutte le sigle da lui incise.

Nel 2002, con l'OAV Kyashan il ragazzo androide e con la serie tv d'animazione Le avventure di Lupin III inizia le pubblicazioni in DVD.

Nel corso degli anni Yamato è stata coinvolta direttamente in iniziative editoriali, dalla pubblicazione di libri di saggistica sull'animazione, all'edizione di riviste specializzate, alla cura delle parti editoriali per edizioni “da edicola” in collaborazione con altre note case editrici.

Dal 2006 ha iniziato anche a pubblicare in proprio manga di pregio di ispirazione storica, portando al pubblico italiano titoli di Yoshikazu Yasuhiko e Riyoko Ikeda.

Il 10 settembre 2013 viene creato il canale YouTube Yamato Animation, nel quale l'azienda pubblica serie anime (principalmente inedite) sia in italiano che in lingua originale con sottotitoli.[2] Il 13 maggio 2015 il canale viene esteso anche a Dailymotion per la pubblicazione di video sensibili, come la versione integrale di High School DxD BorN.

Il 4 dicembre 2015 viene annunciata l'apertura di PlayYamato, un canale della piattaforma a pagamento GazzaPlay (ospitata sul sito de La Gazzetta dello Sport) che offre numerose serie del catalogo dell'azienda, molte delle quali in anteprima o in simulcast.[3] Dopo meno di un anno, però, il servizio GazzaPlay viene disattivato.[4]

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  • 1991 Yamato Video dedicata ai lungometraggi di animazione
  • 1993 Yamato Series OAV dedicata alle mini serie
  • 1993 Yamato Live dedicata ai film dal vivo
  • 1993 Doki Doki dedicata all'animazione per adulti
  • 1994 Yamato Serie TV dedicata alle serie televisive
  • 1995 Yamato Special dedicata ai corti o fuori formato
  • 1995 YV Memorie TV dedicata alle serie televisive con attori dal vivo
  • 1996 Yamato Memorial Box dedicata alle serie classiche, caratterizzata da uscite complete in cofanetto

Lista dei titoli pubblicati[modifica | modifica wikitesto]

Serie TV[modifica | modifica wikitesto]

* Abenobashi - Il quartiere commerciale di magia

OAV[modifica | modifica wikitesto]

Film[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.e-duesse.it/News/Home-video/Yamato-Video-da-aprile-distribuzione-esclusiva-a-Terminal-Video
  2. ^ Yamato Animation, su yamatovideo.com, Yamato Video, 10 settembre 2013. URL consultato il 21 maggio 2015.
  3. ^ È arrivata PlayYamato, la piattaforma dedicata ai cartoni animati giapponesi, su yamatovideo.com, Yamato Video, 4 dicembre 2015. URL consultato il 10 maggio 2016.
  4. ^ Chiudono PlayYamato e gli altri canali a pagamento di Gazzaplay, su AnimeClick.it, Associazione NewType Media, 29 ottobre 2016. URL consultato il 10 maggio 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]