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Maestro Muten

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Maestro Muten
Muten.jpg
Il Maestro Muten al centro, insieme ad Olong (a sinistra) e Chichi (a destra) in Ossu! Kaette kita Son Goku to nakama-tachi!!
UniversoDragon Ball
Nome orig.武天老師 (Muten-Roshi)
Lingua orig.Giapponese
Alter egoJackie Chun
AutoreAkira Toriyama
EditoreShūeisha
1ª app.4 dicembre 1984
1ª app. in
  • Manga: Capitolo 3
Interpretato da
Voci orig.
Voci italiane
SpecieUmano
SessoMaschio
Abilità
  • Forza, resistenza, velocità e riflessi sovrumani
  • Accrescimento muscolare
  • Controllo del Ki

Maestro Muten (武天老師, Muten-Roshi) o Eremita della Tartaruga (亀仙人 Kame Sennin?)[1] è un personaggio della serie di manga e anime Dragon Ball, scritto dal mangaka Akira Toriyama. Nel doppiaggio italiano dell'anime, il suo nome è stato tradotto in Genio delle Tartarughe di mare, questo nome fu ereditato dal primo doppiaggio edito da Junior TV, nel quale Muten alla sua prima apparizione si fa chiamare Genio della Testuggine[2], con la differenza però che tale appellativo era solo la traduzione di Kame Sennin, mentre il nome Muten venne modificato in Mutenzo. La corretta traduzione del nome originale, per l'appunto Maestro Muten, è presente nel doppiaggio Dynit di tutti i film, mentre negli adattamenti Mediaset solo una volta nel film Il cammino dell'eroe. È un vecchietto, esperto di arti marziali. È il fratello della sibilla Baba, e vive in una casetta su un'isola sperduta in mezzo all'oceano, la Kame House, insieme alla sua tartaruga Umigame. Fu allievo del Maestro Mutaito insieme all'Eremita della Gru.

Il personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il vecchio Muten ha una importanza rilevante soprattutto nella prima serie del manga (in Dragon Ball Z e Dragon Ball GT apparirà poco) non solo per aver creato la tecnica della Kamehameha ("Onda Kamehame", italianizzata come "Onda Energetica") ma anche perché sia Goku che il nonno Gohan sono stati suoi allievi, così come lo Stregone del Toro (detto anche Giuma, padre di Chichi, la moglie di Goku), Crilin e Yamcha.

Il vecchio Muten è forse uno dei personaggi più amati della serie, per via della sua simpatia e del suo lato di depravato che mette in evidenza ogni qualvolta gli si presenta dinanzi una bella ragazza (Bulma, la sua colf Lunch, Marion, C-18, Chichi) e inoltre trascorre il tempo sull'isola leggendo instancabilmente riviste che raffigurano donne in bikini[3] (come quelle della serie Sukebe, che vuol dire "allupato") o guardando programmi di ginnastica femminile.[4]

Nonostante sia una brava persona, Muten non è in grado di salire sulla Nuvola d'oro, in quanto non ha un cuore completamente puro a causa della sua esuberanza ormonale.[5] Per questo, per muoversi da un posto ad un altro, richiama una tartaruga che ha la capacità di volare (chiaramente ispirata al mostro Gamera).[6]

La premura e lo spirito di maestro che nutre verso i suoi allievi si nota bene, e benché sia un vecchio briccone e adoratore delle donne, quando si tratta di essere seri, combattere e valutare i propri allievi si dimostra molto intelligente, saggio e affettuoso.

La sua grande esperienza come combattente viene più volte messa in luce anche in Dragon Ball Z, quando ormai i protagonisti e i loro nemici sono di una forza, a dir poco, estremamente superiore alla sua, mostrando come questi riesca a comprendere molto prima di altri guerrieri ben più forti ed esperti come finirà uno scontro e persino cosa pensano i due avversari, come quando capisce che Goku contro Cell non ha possibilità di vittoria e che combatte consapevole della sua inferiorità, cosa che quasi tutti gli altri guerrieri non avevano affatto intuito.

Durante il 21º e il 22º torneo Tenkaichi, Muten prende le sembianze di Jackie Chun (chiara parodia di Jackie Chan), in modo tale da partecipare ai tornei senza farsi riconoscere dai suoi allievi.

Il motivo della sua lunga vita (ha un'età superiore ai 300 anni[7]) viene spiegato fin dai primi capitoli del manga, dove Umigame dice che possiede l'elisir di lunga vita.[8]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Passato[modifica | modifica wikitesto]

Un tempo era allievo del maestro Mutaito, insieme all'Eremita della Gru. Nell'anime viene narrata la storia di Muten quando era giovane, raffigurandolo come un bel ragazzo, con indosso già da allora degli occhiali da sole, ma il suo carattere era sempre lo stesso. Nel manga l'aspetto di Muten da giovane è diverso da quello nell'anime, assomigliando più ad un monaco.

In gioventù scalò per primo la torre di Karin per poter bere l'Acqua Sacra (impiegando tre anni per prendere l'acqua da Karin[9]) e ricevette dallo stesso Karin la Nuvola d'Oro[10] (anche se in verità gliel'ha prestata, non regalata), in cui in groppa possono salire solo le persone pure di cuore.[11]

Durante l'attacco del demone Grande Mago Piccolo (in seguito si scoprirà essere un namecciano, quindi un alieno), il suo maestro perse la vita ma riuscendo a salvare la Terra, imprigionando Piccolo grazie all'esecuzione della tecnica Mafuuba in un thermos, che Muten gettò nell'oceano.[12]

Secondo quanto detto da Umigame dovrebbe aver mangiato una pillola per ottenere la vita eterna,[13] ma successivamente egli stesso ammette di aver bevuto l'elisir di lunga vita.[14] Tuttavia, lo stesso Muten rivelerà che persino l'elisir di lunga vita è soltanto una sua invenzione.In Super si scopre che la sua vita estremamente lunga è dovuta ad una rarissima erba.[15]

Dragon Ball[modifica | modifica wikitesto]

Muten vive insieme alla sua amica tartaruga Umigame, alla Kame House, in una piccola isola nel mare dell'est. Incontra per caso Goku e Bulma e regala al primo la Nuvola d'Oro per aver salvato Umigame,[11] mentre alla seconda la Sfera del Drago che Muten aveva trovato in fondo all'oceano per avergli fatto sbirciare sotto la sua gonna.[16] In seguito riappare quando Goku e Chichi raggiungono la sua isola per chiedergli di spegnere l'incendio che circonda il palazzo dello Stregone del Toro, in cambio di un altro "favore" da parte di Bulma (che costringerà però Olong ad eseguirlo, sotto le sue sembianze). Giunto sul luogo, il Maestro Muten libera tutta la sua energia nascosta e spegne l'incendio, distruggendo però anche il castello e la montagna sulla quale era costruito, con una Kamehameha lanciata alla massima potenza.[17]

Il Maestro Muten (in basso insieme ai suoi allievi) sulla copertina del volume 3 di Dragon Ball Perfect Edition

Successivamente, Goku e Crilin chiedono a Muten la possibilità di diventare suoi allievi e lui accetta, trascorrendo 8 mesi ad allenarli per il 21º torneo Tenkaichi, dove esperti di arti marziali si battono per stabilire chi sia il più forte del mondo. Di nascosto da tutti, Muten si iscrive al torneo travestito e sotto il nome di Jackie Chun, con lo scopo di valutare sul campo i progressi svolti dai suoi allievi Goku e Crilin e di non farli vincere, altrimenti non avrebbero continuato i loro allenamenti, credendosi già abbastanza forti.[18] Dopo essersi qualificato senza problemi per i quarti di finale, combatte prima con Yamcha che sconfigge con grande facilità senza nemmeno toccarlo,[19] e poi col suo allievo Crilin in semifinale, che lo mette un po' in difficoltà grazie a qualche trucco, ma alla fine la vittoria va a Muten, che fa svenire il giovane con un colpo ben assestato.[20] Arriva quindi alla finale con Goku e inizia con quest'ultimo una lotta senza esclusione di colpi. Addirittura, durante lo scontro, Muten si ritrova a distruggere la Luna per interromperne la trasformazione in Oozaru del ragazzo.[21] Alla fine, nonostante la bravura del suo allievo, riesce comunque a sconfiggerlo.[22]

Più avanti nella storia, Muten decide di aiutare Goku a combattere contro l'esercito del Red Ribbon, affrontando il Capitano Dark sconfiggendolo facilmente dopo che era venuto alla Kame House. Prova a prendere parte anche alla battaglia finale contro l'esercito,[23] anche se poi il suo aiuto non sarà necessario, in quanto Goku riesce a sgominare tutta la Red Ribbon da solo. In seguito, si rivela molto utile durante lo scontro con i Guerrieri di Baba; infatti diviene involontariamente il responsabile della sconfitta di Suke, l'uomo invisibile, in quanto Crilin gli mostra il seno di Bulma, causandogli una fortissima epistassi,[24] che inonda Suke di sangue, rendendolo finalmente visibile agli occhi di Yamcha, suo avversario, che lo mette definitivamente a tappeto.[25]

Muten si iscrive nuovamente al 22º torneo Tenkaichi dove cerca, con successo, di convincere Tenshinhan e Jiaozi, allievi del suo rivale, a seguire la via del bene ed abbandonare il loro malvagio maestro, l'Eremita della Gru. Superate con facilità le eliminatorie,[26] Muten combatte nei quarti di finale contro l'Uomo Lupo, il quale serba per lui un forte rancore; infatti, a causa della distruzione della Luna da parte di Muten, l'Uomo Lupo non è più in grado di trasformarsi in un umano durante il plenilunio.[27] Muten riesce a vincere l'incontro senza difficoltà e decide di far tornare normale definitivamente l'Uomo Lupo, tramite una sorta di ipnosi e facendo guardare a quest'ultimo la testa pelata di Crilin, simile alla Luna.[28] Nella semifinale affronta Tenshinhan, ma si ritira dopo un durissimo combattimento alla pari.[29] Infatti capisce che ormai è giunto il momento di concludere la sua vita di praticante di arti marziali e lasciare spazio alla nuova generazione.[30] In seguito, quando l'Eremita della Gru tenta di uccidere Jiaozi per avergli disubbidito, Muten salva quest'ultimo colpendo il suo antico rivale con una Kamehameha e scaraventandolo via dagli spalti.[31]

Dopo la conclusione del 22º torneo Tenkaichi, Crilin viene ucciso da Tamburello,[32] un sicario del Grande Mago Piccolo, e Goku, accecato dalla rabbia, si dirige ad affrontare il demone, mentre Muten parte insieme a Tenshinhan e Jiaozi alla ricerca delle Sfere del Drago per recuperarle prima di Piccolo, il quale è intento a servirsene per chiedere l'eterna giovinezza.[33] Muten si ritrova però costretto ad affrontare direttamente il demone e, conscio di non poter superare Piccolo con le sue capacità combattive, droga prima Tenshinhan, in modo da farlo astenere dal combattimento[34], dopodiché tenta di imprigionare di nuovo Piccolo, come aveva fatto il suo maestro, utilizzando la tecnica Mafuuba, ma fallisce a causa di una folata di vento che rovescia il contenitore durante l'esecuzione.[35] Muten morirà poco dopo a causa dell'esecuzione della tecnica, che esaurisce tutte le sue energie vitali, non prima di avvertire Piccolo che verrà comunque sconfitto da «un giovane ragazzo», chiaro riferimento a Goku.[36] Viene, in seguito, resuscitato tramite le Sfere del Drago, insieme a Crilin e Jaozi.[37]

In seguito partecipa come spettatore al 23º torneo Tenkaichi, dove si accorge subito della superiorità di Goku su Tenshinan.[38] Rimane a guardare tutto il torneo, dal primo all'ultimo incontro, ovvero quello disputato da Goku e Majunior, poi rivelatosi Piccolo, reincarnazione del Grande Mago Piccolo.

Dragon Ball Z[modifica | modifica wikitesto]

In Dragon Ball Z il ruolo del Maestro Muten si fa ormai marginale. Si offre, insieme a Crilin, per aiutare Goku nella battaglia contro Radish,[39] ma entrambi vengono fermati da Piccolo che si offre a sua volta di andare al loro posto, ritenendoli troppo deboli per partecipare.[40] In seguito esorta Bulma a seguire in elicottero Goku e Piccolo per vedere l'esito dello scontro con il terribile Saiyan.[41] Durante lo scontro con Nappa e Vegeta, Muten non partecipa al combattimento, in quanto rivela che sarebbe solo di intralcio nella battaglia.[42] Riappare nell'anime quando guarda il combattimento dalla sua isola prima via tv e poi grazie alla sfera di cristallo della sorella Baba.

Successivamente, vorrebbe partire per Namecc insieme a Bulma (più che altro per rimanere solo con lei), ma per il viaggio viene scelto Crilin.[43] In seguito è uno dei volontari che dovrebbero partire con Chichi nella missione per salvare Gohan. Poco prima di partire, però, vengono informati del ritorno di Gohan, Bulma e Piccolo sulla Terra e la loro missione viene annullata.

Anche nell'arco filler di Garlic Jr. il Maestro Muten non partecipa al combattimento contro il demone, poiché la sua mente è controllata dalla polvere magica lanciata da Garlic, che lo trasforma in un servitore devoto di quest'ultimo, allo stesso modo di molti altri personaggi.

Con l'arrivo dei cyborg, Muten ammette che ormai è passato davvero troppo tempo da quando veniva considerato l'uomo più forte della Terra, e che le cose adesso sono ben diverse. Durante lo scontro fra Goku e Cell trasmesso in tv, è uno dei pochi a intuire lo svantaggio del Saiyan sull'avversario e afferma che Goku combatte consapevole della sua inferiorità.[44]

Partecipa come spettatore al 25º torneo Tenkaichi, dove è forse l'unico a capire subito che Mighty Mask in realtà sono Trunks e Goten travestiti. Nonostante quindi non partecipi più attivamente agli scontri, la sua esperienza e la sua saggezza gli permetteranno di vedere cose che gli altri non riescono a vedere e viene sempre trattato con rispetto e reverenza dai suoi allievi. Muore quando Majin Bu lo trasforma in un cioccolatino e lo mangia, insieme a coloro che si erano rifugiati nel Santuario di Dio per scampare al mostro rosa.[45] In seguito viene riportato in vita con le Sfere e dona, assieme agli altri terrestri, la sua energia alla Sfera Genkidama preparata da Goku per sconfiggere Kid Bu.

Dragon Ball Super[modifica | modifica wikitesto]

Muten viene invitato alla festa di compleanno di Bulma insieme a tutti gli altri sulla sua nave personale. Assiste poi lo scontro tra il Dio della Distruzione Beerus contro Goku trasformato in Super Saiyan God.

Quando Freezer, resuscitato grazie alle sfere del drago, si reca sulla Terra per vendicarsi Muten, Crilin, Gohan, Piccolo, Tenshihan e Jaco affrontano l'esercito del tiranno spaziale riuscendo a vincere. Assistono poi la battaglia tra Goku e Vegeta contro Freezer.

Muten partecipa come spettatore al torneo indetto da Beerus e suo fratello Champa, Dei della Distruzione del Settimo e Sesto Universo.[46]

Tempo dopo Goku si reca da Muten per chiedergli di insegnargli la tecnica Mafuuba per sigillare Zamasu nel futuro di Trunks essendo immortale.[47]

Tempo dopo, viene invitato come ospite d'onore nella palestra di arti marziali di Tenshinhan. Sul luogo giunge Yurin che con una stregoneria incanta gli allievi di Tenshinhan e Muten e li scaglia contro il villaggio. Tenshinhan viene aiutato da Goku per fermare gli allievi e Muten inizia a combattere contro Goku dimostrando un'enorme potenza e facendo capire al saiyan che il vecchio maestro ha continuato ad allenarsi di nascosto. Dopo aver sventato i piani di Yurin, Tenshinhan e Muten accettano di partecipare al Torneo del Potere indetto da Zen'ō non rivelando il vero motivo del torneo.[48] Prima che inizi il torneo, Muten con l'aiuto di Pual cerca di allenarsi cercando di trattenere la sua perversione per il torneo, così facendo fa trasformare il gatto in una bella donna. Alla fine riesce a prevalere sul suo lato perverso e a concentrarsi. Una volta cominciato il torneo, Muten decide di combattere in gruppo insieme a Gohan, Tenshinhan, Crilin e Piccolo.[49] Muten insieme a Crilin affronta Jium dell'Universo 10 e lo sconfigge con una Kamehameha scagliandolo fuori dal ring.[50] Viene sfidato da The Preecho, guerriero del 3° Universo, e con la tecnica del Bankoku Bikkuri Shou immobilizza l'avversario permettendo a Tenshinhan di buttarlo fuori dal ring.[51] Affronta e sconfigge da solo tre guerrieri del 4° Universo: Ganos, Dercori e Caway, anche se quest'ultima si autoelimina dal torneo. Dopo aver affrontato Dercori, Ganos e Caway, il suo cuore cessa di battere per l'eccessivo uso di energie, tuttavia viene salvato da Goku che gli fa un massaggio cardiaco con l'energia.[52] Ormai esausto Muten combatte insieme a Vegeta contro Frost e Magetta del 6° Universo, aiutandolo a battere Magetta, ma arrivato al suo limite si autoelimina dal Torneo del Potere.[53]

Dragon Ball GT[modifica | modifica wikitesto]

Muten appare molto marginalmente in Dragon Ball GT, durante il quale il personaggio pronuncia poche battute. Compare nell'arco di Baby nella scena in cui è l'unico a riconoscere Goku tornato bambino[54] e poi quando i protagonisti si riuniscono alla Capsule Corporation per festeggiare il successo sul nemico.[55]

Nell'ultima puntata, riappare brevemente quando Goku torna alla Kame House per salutare lui, Crilin e Umigame prima di partire col drago Shenron, capendo subito che Goku si è unito al drago dopo aver combattuto contro Crilin per l'ultima volta ed essere sparito all'improvviso.[56]

Poteri e abilità[modifica | modifica wikitesto]

Capacità fisiche[modifica | modifica wikitesto]

Pur essendo dotato di una struttura corporea molto gracile, il Maestro Muten è dotato di facoltà fisiche eccezionali: la sua forza gli permette di spostare grandi massi[57] nonché di sollevare un uomo massiccio da terra afferrando con sole due dita la punta di un coltello da egli impugnato senza il minimo sforzo.[58] La sua velocità non è da meno: pur essendo fuori allenamento, si dimostra capace di percorrere 100 metri in 5,6 secondi (ossia di muoversi a 64,2857 km/h)[59] ed inoltre dimostra di essere perfettamente in grado di afferrare al volo una raffica di proiettili.[60] In tale forma Muten ha un livello di combattimento di 139.[61][62]

Oltre a ciò, egli è dotato della capacità di incrementare, tramite concentrazione, la sua massa muscolare per aumentare la sua potenza, come mostra nello scontro con Tenshinhan[63] o, in maniera ancor più estrema, quando sfoggia il massimo della sua forza per distruggere il Monte Padella, e in un'altra occasione la Luna, con una Kamehameha alla massima potenza.[64]

Contrariamente a quanto lasci intuire poco prima dell'inizio del 23º Torneo Tenkaichi durante una conversazione con Tenhsinhan, sembrerebbe che le sue capacità combattive non siano rimaste immutate con l'avanzare degli anni. Infatti, durante il combattimento contro l'esercito di Freezer (quattro mesi dopo che viene resuscitato e circa un anno dopo la morte di Majin Bu), si dimostra molto migliorato rispetto al 22º Torneo Tenkaichi. Queste supposizioni vengono poi confermate quando Goku andrà al dojo di Tenshinhan a chiedere a quest'ultimo ed allo stesso Muten, di partecipare al Torneo del Potere contro gli altri universi. In questa occasione Muten, dopo essere stato stregato da Yurin, ex allieva dell'eremita dell gru, prima sconfigge Tenshinhan e poi combatte ad armi pari con Goku allo stadio base. Quest' ultimo dedurrà quindi che Muten in tutti questi anni ha continuato ad allenarsi all'insaputa di tutti. Durante il torneo afferma che grazie a Goku e Crilin ha capito che può superare i suoi limiti e puntare a vette ancora più alte, ecco perché ha continuato ad allenarsi di nascosto. Durante il Torneo del Potere dimostra un grande senso dell'osservazione, infatti riesce a studiare lo stile di combattimento di molti guerrieri e a sconfiggerli. Durante il torneo quando è allo stremo delle forze riesce ugualmente a continuare a combattere per diversi minuti nonostante sia conscio di rischiare la vita, infatti questa sua grande forza di volontà viene elogiata anche dal Dio della Distruzione Beerus.

Tecniche[modifica | modifica wikitesto]

In ogni caso le sue abilità trascendono le semplici capacità fisiche; egli infatti è un combattente estremamente esperto ed ha a disposizione un vasto repertorio di tecniche:

  • Kamehameha: nota anche come Onda Energetica nel doppiaggio italiano, è un colpo di sua invenzione perfezionato nell'arco di cinquant'anni. Consiste nel concentrare il Ki nel palmo delle mani e spararlo poi fuori sotto forma di raggio.
  • Zanzoken: più nota come Tecnica delle Immagini Residue, essa consiste nel muoversi tanto rapidamente da generare una o più copie della propria immagine impressa nella retina avversaria.[65]
  • Tecnica dell'Ubriaco: stile di combattimento realmente esistente e noto come Zui Baxianquan (醉八仙拳, Pugilato degli Otto Immortali Ubriachi), esso consiste nell'imitare le movenze di una persona ubriaca per rendersi imprevedibili.[66]
  • Colpo della ninna nanna: tecnica ipnotica utilizzata su Goku alla finale del 21º torneo Tenkaichi, consiste semplicemente nel cantare una ninna nanna a Goku per farlo addormentare sfruttando il fatto che quest'ultimo sia un bambino molto influenzabile.[67]
  • Tecnica delle Palme Fantasmagoriche: questa tecnica consente nello sfruttare il Ki per generare un potente fascio elettrico dai palmi delle mani, utilizzabile per colpire l'avversario. Una volta raggiunto l'avversario, il colpo lo paralizza e lo solleva da terra, fra atroci dolori, impedendogli ogni reazione. Essendo un colpo potenzialmente letale, Muten lo ha utilizzato in sole due occasioni (cioè nel già citato scontro con Goku e, in precedenza, contro Son Gohan.[68]).
  • Mafuuba: Tecnica inventata dal maestro di Muten, Mutaito, tramite essa è possibile sigillare in un contenitore un avversario troppo potente per poter essere sconfitto. È una tecnica molto efficace ma estremamente dispendiosa: se non si possiede una forza spirituale sufficientemente alta, essa risulta letale per l'utilizzatore. Muten tentò di usarla contro il Grande Mago Piccolo, morendo nel fallimentare tentativo di sigillarlo. In Dragon Ball Super quando si scopre che si è allenato di nascosto durante gli anni, durante il torneo del potere riesce a effettuare per tre volte la Mafuuba contro avversari potenti.

Altre abilità[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a ciò, Muten mostra di possedere anche dei poteri telepatici, grazie ai quali è capace di leggere il pensiero di Nam durante il 21º torneo Tenkaichi[69]. Può persino comunicare telepaticamente, come quando, prima del 22º torneo, ha uno scambio mentale di battute con l'Eremita della Gru. Inoltre si è dimostrato pratico dell'arte dell'ipnosi, con la quale è riuscito a far sì che l'Uomo Lupo tornasse nella sua forma umana; in Dragon Ball Z ha dato prova, in diverse circostanze, di poter avvertire l'energia spirituale delle altre persone con la forza della mente.

Bulma e Muten[modifica | modifica wikitesto]

In quanto Bulma è una bella ragazza, si trova ad essere sotto gli occhi "pervertiti" di Muten, il quale più volte le fa proposte indecenti, sperando proprio che la frivolezza della giovane aiuti.

  • La prima avviene quando in cambio di una sfera del drago Muten chiede di vedere le sue mutandine, lei acconsente alzandosi la veste, mostrando però più del richiesto: Goku precedentemente, nella sua ingenuità e curiosità, le aveva sfilato le mutande mentre dormiva (nel manga, la vignetta rappresenta Bulma vista da dietro e Muten con lo sguardo stupito verso il lettore), regalando al maestro uno spettacolo ben più corposo.
  • La seconda accade quando sorge il problema di spegnere l'incendio del castello dello Stregone del Toro, ex allievo di Muten e possessore di una sfera del drago. Muten accetta di aiutarli solo se Bulma si faccia accarezzare i seni da lui. La ragazza accetta, ma a insaputa del vecchietto costringe Olong a trasformarsi in se stessa così da farsi palpeggiare al suo posto. Tuttavia Olong, per niente entusiasta di questa imposizione, si prenderà una piccola rivincita, permettendo a Muten di appoggiare anche il viso sul seno e interpretando una Bulma molto più disponibile, frivola e indecorosa, proprio con l'intento di screditare la ragazza e così vendicarsi.

Censure[modifica | modifica wikitesto]

La serie televisiva italiana è stata censurata molte volte da Mediaset:

  • Per esempio, quando Yamcha deve combattere contro il guerriero invisibile di Uranai Baba, Crilin escogita un modo per sconfiggere l'avversario. Posiziona Bulma davanti al Maestro Muten e il volto di questo rivolto verso l'area di combattimento. Crilin all'improvviso abbassa il top di Bulma, scoprendo così il suo seno e creando una forte epistassi al vecchietto. Il sangue va tutto sull'uomo invisibile che diventa così visibile e Yamcha lo colpisce vincendo l'incontro. Questa censura quindi non fa capire il perché a Muten, nella serie italiana, accade un'epistassi.
  • Vi sono poi altre censure: per esempio quando all'inizio della serie Dragon Ball, Bulma fa la doccia e viene spiata per sbaglio da Yamcha o quando Bulma è nella vasca da bagno e le si vede buona parte del seno mentre parla con Goku.
  • Ancora, quando Goku tasta le mutandine di Bulma mentre lei dorme e togliendole scopre che le donne sono diverse dagli uomini (non aveva mai visto una donna). Successivamente, incontrando il Maestro Muten con una Sfera del Drago, le chiede in cambio della sfera di poter vedere le sue mutandine, lei acconsente alzando la vestaglia e poiché senza mutande (tolte prima da Goku mentre dormiva) l'uomo vede anche la vagina della ragazza (nel manga e nella versione integrale dell'anime si vede Bulma da dietro che alza la vestaglia, mostrando quindi il posteriore al lettore).
    Tale scena è stata censurata nella prima e nella quarta ristampa italiana del manga.
  • Un'altra puntata censurata di Dragon Ball è quella in cui il Maestro Muten chiede a Bulma di regalargli l'orologio che rimpicciolisce in cambio di una capsula-sottomarino che serve a Goku e Bulma e per trovare una sfera del drago sott'acqua.
    Bulma glielo consegna, ben contenta che il vecchietto non le abbia fatto la solita proposta indecente, poi dice che deve andare in bagno. Anche il Maestro Muten poco dopo rientra in casa, dicendo di volere guardare la tv, ma una volta entrato in casa si rimpicciolisce ed entra di nascosto, passando dalla fessura della porta, in bagno dove Bulma sta facendo i suoi bisogni.
    In questo modo il Maestro Muten può vedere le sue parti proibite ma purtroppo per lui la ragazza aveva già finito e si riveste. Come se non bastasse, il Maestro cade nel WC ed esce dal tombino sulla spiaggia tutto bagnato.

Diverse altre scene minori dove Muten esterna i suoi pensieri libidinosi verso Bulma sono state riscritte, modificandone e riadattando i testi.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Muten è apparso nel 1989 in Dragon Ball - Il film interpretato da Eddie Chan, in questa versione il personaggio ha i baffi ma non la barba, risultando comunque molto somigliante al personaggio originale.
Muten fa la sua comparsa in Dragonball Evolution del 2009 con il volto di Chow Yun-Fat. Quest'ultimo Muten differisce notevolmente dall'originale: appare molto più giovane, con i capelli e senza la lunga barba bianca (nella sua prima apparizione nel film ha un pizzetto appena accennato), ed un po' più "serio". Anche se più moderato, non è privo di "pulsioni": in una scena si vede un numero per collezionisti del giornale Bikini Magazine ed in un'altra scena, quando per la prima volta sale sulla moto di Bulma, la ragazza gli promette di fargli fare una brutta fine se non la smette di toccarla.

Appare tuttavia simile nel modo di vestire (sgargianti camicie con motivi floreali o magliette con immagini pin-up) e rimane il potente maestro di arti marziali di sempre.
Simile è anche il suo rapporto con Goku, il quale subisce pesanti allenamenti fisici imposti da Muten.

Umigame[modifica | modifica wikitesto]

Muten è spesso accompagnato da Umigame (海亀 Umigame?, lett. "tartaruga di mare"), nella versione italiana dell'anime chiamato semplicemente Tartaruga, l'anziano esemplare maschio di tartaruga che vive insieme a lui nella Kame House. Nel primo doppiaggio di Dragon Ball edito da Junior Tv viene definita una testuggine d'acqua e rappresentata come una femmina. Il personaggio appare per la prima volta quando viene incontrato da Goku e Bulma, che lo trovano sperduto in un bosco e decidono di aiutarlo, portandolo in mare[70]; Umigame per ricompensarli gli fa conoscere Muten[71]. Anche se in maniera occasionale, è stato decisivo ed eroico in alcuni punti della storia. In un episodio, viene rivelato scherzosamente che il suo livello di combattimento è 0,001. In Dragon Ball Z, durante l'arco di Garlic Jr., compie mille anni[72]. Viene rivisto nell'ultimo episodio di Dragon Ball GT, mentre parla con Crilin[73]. Nell'anime appare anche un suo figlio (di aspetto uguale, ma molto più piccolo del padre), dal nome sconosciuto[74]. È doppiato in giapponese da Daisuke Gori e da Takahiro Fujimoto in Dragon Ball Kai e in italiano da Massimo Corizza nel 1° doppiaggio della serie realizzato da Junior TV (syndication) da Tony Fuochi è Giovanni Battezzato nelle serie e nel ridoppiaggio dei film realizzato da Mediaset e da Manfredi Aliquò nel primo doppiaggio dei film realizzato dalla Dynamic Italia.

Baby Gamera[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a Unigame, l'anziano uomo può contare anche su un'altra tartaruga di nome Baby Gamera (小ガメラ Kogamera?) che però compare molto raramente. Muten se ne serve come "mezzo di trasporto" infatti Baby Gamera può roteare attorno a sé e volare, con Muten sul suo dorso. Il suo aspetto, come il suo nome, lo fanno sembrare una versione in miniatura del mostro del cinema giapponese Gamera.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 1 pagina 62
  2. ^ Nel 3º episodio del primo doppiaggio, la tartaruga Umigame, viene definita una testuggine.
  3. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 3 pagina 15, 16
  4. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 2 pagina 174
  5. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 1 pagina 65
  6. ^ Dragon Ball Deluxe vol. 2, pagina 25
  7. ^ Kanzentai, DragonBall Daizenshuu 7
  8. ^ Dragon Ball Deluxe vol. 2
  9. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 8 pagina 59
  10. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 13 pagina 112
  11. ^ a b Dragon Ball Deluxe, Volume 1 pagina 64
  12. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 12 pagina 37, 38
  13. ^ Dragon Ball Deluxe vol. 1, pagina 22
  14. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 13 pagina 11
  15. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 13 pagina 12
  16. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 1 pagina 69
  17. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 2 pagina 40
  18. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 4 pagina 140, 145
  19. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 4 pagina 16, 17
  20. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 4 pagina 98, 99
  21. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 5, pagina 43, 44
  22. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 5, pagina 68, 72
  23. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 8, pagina 130
  24. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 9, pagina 56
  25. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 9, pagina 57, 58
  26. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 11, pagina 102, 103
  27. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 10, pagina 149
  28. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 9, pagina 158, 159
  29. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 11, pagina 59
  30. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 9, pagina 60
  31. ^ Dragon Ball Deluxe, Volume 11, pagina 158-160
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