1408 (film)

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1408
1408 (2007).jpg
John Cusack bussa alla porta della 1408
Titolo originale1408
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2007
Durata104 min
112 min (director's cut)
Rapporto2,35:1
Generethriller, drammatico
RegiaMikael Håfström
SoggettoStephen King (racconto)
SceneggiaturaMatt Greenberg, Scott Alexander, Larry Karaszewski
ProduttoreLorenzo di Bonaventura, Kelly Dennis, Antonia Kalmacoff, Jeremy Steckler
Produttore esecutivoJake Myers, Richard Saperstein, Bob Weinstein, Harvey Weinstein
Casa di produzioneDimension Films, Weinstein Company (non accreditata), Di Bonaventura Pictures (non accreditata)
Distribuzione (Italia)Lucky Red, Keyfilms
FotografiaBenoît Delhomme
MontaggioPeter Boyle
MusicheGabriel Yared
ScenografiaAndrew Laws
CostumiNatalie Ward
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

1408 è un film del 2007 diretto da Mikael Håfström, tratto dall'omonimo breve racconto di Stephen King incluso nella raccolta Tutto è fatidico. Nel cast sono presenti John Cusack, Samuel L. Jackson e Mary McCormack. Il film è uscito nelle sale italiane il 23 novembre 2007, e in quelle statunitensi il 22 giugno.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Mike Enslin, da promettente scrittore di narrativa, dopo la tragica morte della figlia Katie è diventato uno scettico autore di saggi, specializzato nello smascherare le finzioni che si celano dietro i fenomeni delle "case stregate". Dopo aver terminato il suo ultimo libro, Mike riceve una cartolina anonima da parte del Dolphin Hotel, lussuoso albergo di New York, contenente il messaggio «non entrare nella 1408». Accogliendo l'invito come una sfida, Enslin si affretta a chiedere una prenotazione nella camera 1408, ma l'hotel declina la sua richiesta. Grazie ad un cavillo legale di cui viene informato dal suo agente Sam Farrell, secondo cui gli hotel non possono per legge negare ad un cliente di prenotare una qualsiasi camera che risulti sfitta, Mike impone alla riluttante direzione del Dolphin di consentirgli l'accesso alla camera 1408.

Arrivato all'hotel, Enslin viene ricevuto dal direttore Gerald Olin, che cerca di dissuadere lo scrittore dall'iniziativa, avvertendolo che nessun ospite è mai riuscito a durare più di un'ora nella camera 1408 e che molti di quelli che vi erano entrati erano quasi subito morti nei modi più tragici ed impensabili. Olin è disposto ad offrire a Enslin, in alternativa, un soggiorno gratuito nelle migliori suite dell'albergo, nonché l'accesso ai documenti riguardanti tutte le morti avvenute nella 1408, in modo che lo scrittore possa comunque documentarsi, e anche una bottiglia di rarissimo cognac, purché l'autore rinunci al suo proposito. Enslin si fa consegnare i documenti e il cognac, ma insiste per avere accesso alla stanza, esasperando Olin. Il direttore cede alla richiesta dello scrittore e gli consegna la chiave della stanza, ma non rinuncia a metterlo per l'ultima volta in guardia sui pericoli mortali cui andrà incontro.

Una volta dentro la camera, Enslin attiva il suo registratore ed inizia a dettare, descrivendo nei dettagli l'appartamento. Di primo acchito tutto sembra normale, finché la radio si accende improvvisamente a pieno volume. Da quel momento sul display dell'apparecchio parte un conto alla rovescia di 60 minuti, che coincide con la prima di una serie di sconvolgenti allucinazioni, che aumenteranno di "potenza" ad ogni minuto che passa e che alla fine porteranno Enslin a vivere la notte più terrificante della sua vita.

Nel corso degli inarrestabili episodi allucinatori di cui è vittima, l'uomo subisce incidenti dolorosi, vede alcune delle vittime precedenti della 1408 suicidarsi gettandosi dalla finestra ed assiste ad una serie di episodi inspiegabili. Ben presto il suo stato d'animo, già molto scosso, viene ulteriormente sconvolto dalle ricorrenti visioni della figlia, la cui morte per cancro, avvenuta alcuni anni prima, aveva anche determinato la fine del suo matrimonio.

I 60 minuti trascorrono, ma Mike non riesce a fuggire dalla camera. A nulla valgono i tentativi di passare all'esterno, lungo il cornicione, per entrare in qualche camera attigua, oppure di strisciare nei condotti dell'aerazione. Qualsiasi via d'uscita cerchi, l'uomo si ritrova sempre nella stanza maledetta, diventata una prigione infernale. Mike riesce a superare i 60 minuti della sveglia e, appena scaduto l'ultimo secondo, l'uomo si ritrova sdraiato nel salotto, con la camera ritornata perfettamente in ordine, come era prima che cominciasse il conto alla rovescia. La sveglia si riprogramma e ricomincia il timer. In quel momento il telefono squilla e Mike, rispondendo, prende contatto con l'entità della stanza.

Mike ha visioni di lui stesso che si suicida, e tutto ciò fa intendere che l'unico modo per uscire dalla stanza sia uccidersi.

Alla fine Mike, ormai folle furioso per quello che la stanza ha fatto a lui e sua figlia, usando la bottiglia di cognac lasciatagli da Olin, incendia la stanza nell'estremo tentativo di liberarsi da quell'incubo. Questo fa attivare l'allarme anti incendio, svegliando gli ospiti delle altre stanze e gettandoli nel panico. Mike si siede nel soggiorno e accendendosi una sigaretta osserva la camera che va a fuoco intorno a lui. In quel momento si ode un urlo disumano di autentico dolore proveniente da sopra la grata di ventilazione.

Mike viene infine salvato dai pompieri, che cerca di avvertire di non entrare nella stanza perché al suo interno si trova il male. Tuttavia i pompieri non riescono a sentirlo perché troppo debole. In quel momento l'inchiostro dei numeri della stanza comincia a colare, segno che l'entità della stanza è finalmente morta. Il direttore dell'albergo, seduto sulla sua poltrona, sorride compiaciuto con in mano un bicchiere, brindando a Mike per avere finalmente sconfitto la 1408.

Quando si risveglia in ospedale, molti giorni dopo, Enslin trova accanto a sé la moglie Lily e scopre che entrambi sono pronti a ricominciare il loro rapporto, lasciandosi poco alla volta alle spalle il traumatico pensiero della morte della figlia. Tempo dopo, mentre è ancora convalescente nel suo nuovo appartamento, Mike riascolta una parte del nastro che aveva registrato durante la sua drammatica permanenza nella stanza 1408. La moglie è accanto a lui quando dal registratore emergono frammenti del dialogo avuto con il fantasma della figlia. La voce della bambina che dichiara l'amore per il padre è la prova lampante di quello che Mike da tempo cercava durante le sue visite alle case infestate, cioè la conferma che esiste un'esistenza anche dopo la morte. Il nastro, inoltre, dimostra all'uomo che l'esperienza vissuta nella stanza 1408 non è stata, come lui aveva inizialmente creduto, una semplice allucinazione da lui vissuta, in quanto nel nastro si sente esattamente quello che lui ha sentito.

Finali alternativi[modifica | modifica wikitesto]

Oltre al finale che compare nella versione uscita nei cinema, sono stati girati altri tre finali. Tuttavia, nessuno di questi tre finali coincide con il finale del racconto di King.

Finale alternativo # 1[modifica | modifica wikitesto]

In questo finale alternativo Mike muore nell'incendio della stanza 1408. Sussegue all'incendio il suo funerale, dove la moglie viene raggiunta dal direttore dell'albergo per consegnarle gli effetti personali di Mike recuperati dalle macerie. La moglie rifiuta la scatola senza nemmeno voler vederne il contenuto.

Salendo in macchina il direttore apre la scatola e trova il registratore. Premendo play sente quello che si sente anche nel finale ufficiale, la voce della bambina. Guardando dallo specchio retrovisore vede Mike ustionato ma chiaramente è un'illusione e parte con l'auto.

La scena finale è la finestra della stanza 1408 dopo l'incendio, da dove si vede Mike, all'interno della stanza, che svanisce come un fantasma.

Finale alternativo # 2[modifica | modifica wikitesto]

In questo finale alternativo Mike muore nell'incendio della stanza 1408 mentre il direttore dell'albergo, seduto sulla sua poltrona, sorride compiaciuto con in mano un bicchiere e brinda a Mike per avere finalmente sconfitto la 1408.

Dopo una brevissima scena del funerale, troviamo Lily nel suo residence di Los Angeles sistemare gli oggetti personali di Mike. L'agente di Mike si offre di aiutarla, ma al rifiuto della donna se ne torna nel suo ufficio di New York, dove scopre di aver ricevuto per posta il manoscritto che Mike aveva scritto nella stanza 1408. Mentre l'uomo si mette a leggerlo le porte del suo ufficio cominciano a sbattere.

Finale alternativo # 3[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la distruzione della stanza 1408 Mike e Lily decidono di ricominciare il loro rapporto, lasciandosi poco alla volta alle spalle il traumatico pensiero della morte della figlia. Tempo dopo, mentre è ancora convalescente nel suo nuovo appartamento, Mike riascolta una parte del nastro che aveva registrato durante la sua drammatica permanenza nella stanza 1408. Dal registratore emergono frammenti del dialogo avuto con il fantasma della figlia e la moglie si ferma nel momento in cui ode la voce della figlia mentre Mike la guarda fissa.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente Stephen King aveva pubblicato il racconto in forma grezza nel saggio On Writing: Autobiografia di un mestiere, che in seguito è stato incluso in un audio-libro e ripubblicato nella raccolta Tutto è fatidico. Il titolo del film, nonché numero della stanza, 1408, è composto da quattro cifre che sommate tra loro danno come risultato il numero 13 (1+4+0+8=13). Nel saggio On Writing: Autobiografia di un mestiere,[1] è lo stesso King a spiegare:

«[...] A me piace «1408» perché è una storia da «tredicesimo piano» e le cifre [del titolo] sommate assieme danno tredici.»

(Stephen King)

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Per il ruolo dell'ex moglie del protagonista era stata ingaggiata Kate Walsh, ma l'attrice dovette rinunciare alla parte per via degli impegni già presi con la serie televisiva Grey's Anatomy; in seguito è stata sostituita da Mary McCormack.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti il film è stato un successo sia di critica che al botteghino, diventando uno dei film più lucrosi e apprezzati del 2007.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stephen King, On Writing: Autobiografia di un mestiere, Sperling & Kupfer, 2001, p. 292, ISBN 8820031019, OCLC 797373346.

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