Shining (film)

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Shining
The Shining.jpg
Una celebre scena del film
Titolo originale The Shining
Paese di produzione USA, Regno Unito
Anno 1980
Durata 146 min (versione originale)
143 min (versione tagliata)
119 min (versione europea)
Colore colore
Audio mono
Rapporto 1,85:1 (USA)
1,66:1 (Europa)
1,37:1 (Home video)
Genere horror, thriller
Regia Stanley Kubrick
Soggetto Stephen King (romanzo)
Sceneggiatura Stanley Kubrick, Diane Johnson
Produttore Stanley Kubrick
Fotografia John Alcott
Montaggio Ray Lovejoy
Musiche Wendy Carlos Rachel Elkind, Béla Bartók, Krzysztof Penderecki, Gyorgy Ligeti (Concerto e testi delle canzoni)
Scenografia Roy Walker
Costumi Milena Canonero
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Shining è un film del 1980 diretto da Stanley Kubrick, basato sul romanzo omonimo di Stephen King.

Shining (The Shining, tradotto fedelmente suonerebbe come "Il luccichìo" o "La luccicanza", quest'ultima traduzione è quella scelta per il doppiaggio italiano) rappresenta una tappa dell'itinerario di attraversamento-appropriazione-sfondamento dei generi cinematografici attuata da Kubrick nel corso della sua carriera.

Nel romanzo omonimo da cui il film è tratto, Stephen King rielabora in chiave thriller il topos caro alla letteratura della casa infestata da fantasmi, trasformandola in albergo e mettendola in rapporto con gli avvenimenti soprannaturali che vi accadono e che hanno per protagonisti un nucleo familiare composto da una coppia e dal loro unico figlio dotato di poteri paranormali.

Shining è presto diventato un cult movie, entrato nell'immaginario collettivo ed è stato classificato alcune volte come il miglior film horror in assoluto.[1]

Shining è stato eletto al 2º posto tra i migliori film horror della storia del cinema, dopo L'esorcista, in una classifica stilata dalla rivista londinese Time Out[2].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Jack Torrance, aspirante scrittore, insegnante disoccupato e con problemi di alcolismo, accetta il lavoro di guardiano invernale in un enorme hotel in Colorado, l'Overlook, sperduto tra le montagne e distante ore di viaggio da qualunque centro abitato. Nel colloquio per l'assunzione, il direttore dell'albergo Stuart Ullman sostiene che il lavoro non è fisicamente pesante, ma presenta difficoltà d'adattamento, poiché il guardiano deve rimanere isolato per circa cinque mesi a causa della neve. Dieci anni prima, infatti, un altro incaricato di nome Delbert Grady, durante la lunga permanenza con la moglie e le figlie, fu colpito da un fortissimo esaurimento nervoso e, perdendo il lume della ragione, sterminò l'intera famiglia con un'ascia e successivamente si suicidò con un colpo di fucile in testa. Jack, quasi divertito, sostiene che questo non è un tipo di situazione che potrebbe capitargli, che egli non è il tipo che patisce l'isolamento, anzi, dichiara di essere in cerca di tranquillità e di solitudine per completare la stesura del suo nuovo romanzo. Così, al termine della stagione di apertura, si trasferisce con la moglie Wendy e il figlio Danny all'Overlook Hotel. Danny, il figlioletto di Jack, ha doti extrasensoriali, subito notate dal cuoco afro-americano Dick Hallorann, il quale gli rivela di essere anch'egli in possesso della cosiddetta "luccicanza" (shining), ovvero una sorta di potere tramite cui le persone possono prevedere eventi futuri, rivivere quelli passati e comunicare tra loro. L'uomo confida a Danny che vivendo nell'albergo potrebbe capitargli di vedere alcuni dei fatti di sangue accaduti in passato (l'albergo stesso è stato edificato sul sito di un antico cimitero indiano), ma non dovrà averne paura perché non sono immagini reali. Gli raccomanda tuttavia di non avvicinarsi assolutamente alla camera 237, senza però aggiungere altro.

Passano i giorni e presto la neve rende le strade impraticabili. Nell'albergo deserto, Jack passa le giornate a scrivere il suo romanzo, Wendy a fare i lavori domestici e Danny a fare infiniti giri nell'hotel con il suo triciclo. Con il passare del tempo però la situazione degenera.

Jack inizia a diventare molto scontroso e irascibile a causa del lavoro e della mancanza di ispirazione per il proprio romanzo, inoltre è vittima di terrificanti incubi, nei quali sogna di uccidere e fare a pezzi la moglie ed il figlio. Danny invece comincia ad avere inquietanti visioni sui terribili eventi avvenuti 10 anni prima, come l'uccisione delle due bambine da parte del padre Delbert Grady e fiumi di sangue che invadono i corridoi fuoriuscendo dall'ascensore.

Danny è inizialmente terrorizzato dalle proprie visioni, ma riesce comunque a gestire la propria paura, ricordando le parole di Mr. Hallorann riguardo alla veridicità di tali eventi avvenuti nel passato. Così il ragazzino continua tranquillamente a svagarsi col proprio triciclo e a divertirsi con i propri giocattoli. Un giorno, mentre corre per i corridoi a bordo del suo triciclo, trova la camera 237 aperta, con la chiave inserita nella serratura, e decide di entrarvi. Nel frattempo Wendy viene attirata dalle urla di Jack, il quale continua ad avere incubi su se stesso che uccide la propria famiglia, finché Danny non ricompare nella sala molto provato e con graffi e segni sul collo. La madre del piccolo si convince che sia stato Jack a colpirlo e porta Danny in camera, lontano e al sicuro dal marito.

Jack quindi si sposta nella sala da ballo dell'hotel e comincia una discussione immaginaria con un barista degli anni venti di nome Lloyd, al quale confessa che egli non ha mai picchiato suo figlio e mai oserebbe farlo, dato il grande amore che nutre nei suoi confronti. Una volta che la chiacchierata immaginaria fra Jack e Lloyd è terminata, arriva Wendy, che avvisa il marito che il figlio è stato aggredito da una donna nella camera 237. Dopo questa notizia Jack si reca nella camera per controllare la veridicità dei fatti, scoprendo la presenza di una giovane ragazza nuda che, una volta uscita dalla vasca da bagno, lo abbraccia e lo bacia. Ma mentre i due si stanno baciando, Jack si accorge che la giovane e bella ragazza si sta tramutando in una donna vecchia in stato di decomposizione, che inizia ad inseguirlo per la stanza.

A questo punto la mente di Jack vacilla. Egli si sente improvvisamente minacciato dalla famiglia e comincia a ritenerla la causa dei suoi fallimenti. Girovagando per l'hotel incontra il fantasma di Delbert Grady che gli consiglia, o piuttosto gli ordina, di emularlo nell'eliminare i suoi familiari. Grady lo avvisa anche della telepatia che lega il figlio Danny a Dick Hallorann, il cuoco di colore, grazie alla quale, pur trovandosi lontano in Florida, avverte a sua volta la tragedia che sta per consumarsi. Wendy nel frattempo non ha più dubbi sulla follia di Jack, quando scopre che i dattiloscritti del romanzo non sono altro che pagine e pagine di una frase ripetuta all'infinito: "All work and no play makes Jack a dull boy" ("Tutto lavoro e niente svago rendono Jack un ragazzo annoiato" nella versione originale, "Il mattino ha l'oro in bocca" nella versione italiana). Mentre rovista tra le carte, viene scoperta dal marito. Terrorizzata dalla violenta reazione di quest'ultimo, Wendy dice a Jack che Danny dovrebbe essere visitato da un dottore il prima possibile. Jack continua ad avvicinarsi e a parlare minacciosamente alla donna accusandola di infischiarsene delle responsabilità che ha lui come guardiano, la quale indietreggia su per le scale scuotendo la mazza da baseball per tenerlo a distanza. Jack cerca di convincerla a consegnargli l'arma ma, preso dalla follia, le minaccia di spaccarle la testa. Subito dopo allunga la mano per sottrarle la mazza ma Wendy lo colpisce alla mano e successivamente alla testa, stordendolo. Poi lo trascina nelle cucine e lo rinchiude in una dispensa. La donna cerca aiuto e soccorso, ma trova radio e il gatto delle nevi sabotati dal marito.

Jack viene liberato (nel film non viene rivelato da chi, anche se sembrerebbe esser stato Grady), e si impossessa della stessa ascia usata da Grady dieci anni prima. Con questa cerca di raggiungere la moglie e il figlio per ucciderli, ma i due si sono barricati nella stanza da bagno. L'ormai folle Jack riesce ad entrare nell'appartamento sfondando la porta d'ingresso. Tra le tante scene cult del film, resta ormai consegnata alla storia del cinema l'immagine di Jack che sfonda la porta d'ingresso, salutando sinistramente la moglie con la celebre frase "Wendy, sono a casa, amore" ("Wendy, I'm home" nella versione originale). Dopo aver capito che moglie e figlio si trovano in bagno, Jack inizia a sfondare la porta a colpi di scure, mentre Wendy riesce a far fuggire Danny attraverso la stretta finestra del bagno, da cui lei non riesce a uscire. In una scena divenuta memorabile ed emblema del film, un Jack dallo sguardo demoniaco sfonda anche uno dei pannelli della porta del bagno, pronunciando sadicamente la frase "Sono il lupo cattivo!" ("Here's Johnny!" in lingua originale) mentre infila il braccio nel varco per aprire la porta dall'interno ma Wendy lo ferisce alla mano con un coltello da cucina.

Dick riesce a raggiungere l'albergo con un gatto delle nevi, distraendo Jack, che si apposta presso l'entrata e sorprende il cuoco uccidendolo con un colpo di ascia al petto. Danny trova un nascondiglio nelle cucine per poi fuggire all'esterno, avventurandosi nel labirinto di siepi dell'albergo, che ha già imparato a percorrere con la madre. Wendy nel frattempo cerca il figlio nei corridoi nell'albergo incontrando tre fantasmi (due di questi nel libro sono chiamati Harry e Roger) e il fiume di sangue che fuoriesce dall'ascensore. Jack insegue Danny nel dedalo innevato ma si perde perché il bambino, cancellando le proprie orme, ripercorre i suoi passi, uscendo così incolume e raggiungendo la madre pronta a fuggire con lui con il gatto delle nevi del cuoco.

La scena finale vede Jack in preda al congelamento, che urla fino ad accasciarsi ed apparire la mattina dopo in un'inquietante immagine, congelato dal freddo della notte e con gli occhi sbarrati. L'epilogo è un lento zoom su una foto d'epoca scattata durante la festa di gala del 4 luglio 1921, dove, tra gli astanti, appare un Jack Torrance in abito da sera e dal sorriso radioso.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

L'aspetto del Timberline Lodge nella stagione invernale

L'attore Philip Stone, che interpreta Mr. Grady, ha recitato in altri due film di Kubrick: Arancia meccanica nella parte del padre di Alex DeLarge e Barry Lyndon interpretando Graham. L'immagine delle due gemelle, figlie e vittime di Mr. Grady, è ripresa da Identical Twins (1967), una foto di due giovani gemelle, una a fianco all'altra, vestite in velluto: uno degli scatti più noti della fotografa Diane Arbus. Alcune scene aeree scartate della sequenza di apertura sono state introdotte nell'epilogo della prima versione del film Blade Runner di Ridley Scott, con il celebre lieto fine imposto dalla produzione[3], così come l'apparizione di Joe Turkel, il barista Lloyd nel film di Kubrick ed il presidente della "Tyrell Corporation" in quello di Scott.

Nonostante sia ambientanto negli Stati Uniti, gli interni di Shining sono stati girati interamente nei famosi Elstree Studios in Inghilterra. Il set dell'Overlook Hotel fu il più grande mai costruito fino ad allora, poiché includeva una ricostruzione, anche se ridotta, degli esterni dell'albergo. Alcune riprese aeree furono effettuate da una seconda unità dislocata presso il Timberline Lodge che si trova sul monte Hood in Oregon. Queste inquadrature sono riconoscibili dall'assenza del labirinto di siepi, che è presente invece nella location ricostruita e usata come riferimento per l'Overlook Hotel. Molti degli interni sono ispirati all'Ahwahnee Hotel in California. I proprietari del Timberline Lodge chiesero a Kubrick di cambiare il numero della sinistra camera 217, in cui nel romanzo di King ha luogo l'omicidio delle due gemelle, per paura che il pubblico rimanesse impressionato e non volesse più alloggiarvi. Così Kubrick nel suo film modificò il numero della stanza in 237, che non corrispondeva ad alcuna camera dell'hotel reale. Per contro, dopo l'uscita del film, molti ospiti del Timberline Lodge chiesero di poter alloggiare proprio nella stanza 237, e non fu possibile accontentarli[4].

È del tutto impossibile che, all'altitudine dell'Overlook Hotel (2000-2200 m s.l.m.) - ben al di sopra del limite della vegetazione arborea - possa sopravvivere una siepe di latifoglie sempreverdi, le piante che formano il labirinto. Nel romanzo il labirinto non era presente; al suo posto all'esterno dell'hotel vi erano cespugli e alberi potati a forma di animale, diversi uno dall'altro. In una parte del testo Jack, sotto l'effetto delle pastiglie che assumeva in ogni momento, ha allucinazioni nella quali gli alberi prendono vita e si muovono, spaventandolo. Tutto questo è assente nella rielaborazione di Kubrick.

Kubrick commissionò alla sua segretaria, Margaret Adams, di battere a macchina la frase "All work and no play makes Jack a dull boy" su ciascuna delle circa 500 pagine che costituiscono il manoscritto di Jack Torrance. La segretaria impiegò mesi dattilografando dozzine di pagine ogni giorno in diversi stili, per completare il lavoro.[5][6][7]

La figlia di Stanley Kubrick, Vivian, girò Making The Shining (1980), un documentario sulla lavorazione del film, commissionato dalla BBC.

Sempre riguardo alla lavorazione del film, è degna di nota la scelta di Kubrick di proiettare molte volte il film Eraserhead - La mente che cancella di David Lynch, in modo da trasmettere al cast il disagio e lo spirito per consentire la creazione dell'atmosfera necessaria per il proprio lavoro.

Tecniche di regia[modifica | modifica wikitesto]

Come di consueto per Kubrick, per la pellicola vennero studiate e impiegate notevoli innovazioni tecnologiche, a partire dalla macchina da presa: la steadicam che permette movimenti veloci senza sobbalzi imprevisti, già utilizzata precedentemente nei film Questa terra è la mia terra, Rocky, Il maratoneta e Halloween, la notte delle streghe, qui adoperata al massimo della sua potenzialità dal suo stesso inventore, Garrett Brown. Per la maggior parte del film la macchina da presa segue gli spostamenti degli attori precedendoli o seguendoli a breve distanza, accentuando il carattere labirintico degli ambienti chiusi[senza fonte] e dei lunghi corridoi dell'albergo. Ogni volta che Kubrick intende creare un particolare stato di attesa o di suspense la macchina da presa si avvicina progressivamente e lentamente verso il soggetto che rimane fermo.[senza fonte]

Una tecnica di montaggio molto particolare è quella utilizzata per rappresentare le visioni di Danny. In genere, dopo un primo piano di Danny, appare la visione vera e propria, che è realizzata interrompendo bruscamente un'immagine di fondo con un'altra che in genere è di fortissimo impatto emotivo, come, ad esempio, le scene di sangue.

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese del film iniziarono il 1º maggio 1978 e terminarono il 1º aprile 1979.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

USA: 23 maggio 1980.

Versioni[modifica | modifica wikitesto]

Esistono varie versioni di Shining. Dopo la première e una settimana di proiezioni (che duravano 146 minuti), Kubrick tagliò una scena del finale ambientata in un ospedale. La scena vede Wendy in un letto che parla con Mr. Ullman, l'uomo che assunse Jack all'inizio del film, che le dice che la polizia non riesce a trovare il corpo di suo marito all'interno dell'albergo. Il direttore dell'hotel si avvicina al bambino nel letto d'ospedale e gli dà una palla da tennis identica a quella che Danny si vide lanciare sul pavimento dell'albergo dalla stanza 237. Infine viene mostrata la fotografia con Jack. Questa scena fu successivamente tagliata e rispedita allo studio di produzione su ordine della Warner Bros, e ciò limitò il film a 143 minuti, la versione disponibile in Nord America e nel resto del mondo, Europa esclusa.

La versione europea dura infatti solo 119 minuti. Kubrick tagliò personalmente 24 minuti dal film.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora e il sound design del film è il frutto di un variegato mosaico. Da Wendy (Walter) Carlos a Rachel Elkind - già collaboratrici di Kubrick per Arancia meccanica -, a Béla Bartók (Musica per archi, percussioni e celesta), Gyorgy Ligeti, Krzysztof Penderecki, insieme a vari motivi ballabili degli anni '20 e '30. Ecco tutte le musiche riprodotte nel film:

Si tenga presente che le musiche di Bartók, Ligeti e Penderecki non sono utilizzate integralmente, e talora sono alterate rispetto alle registrazione originarie. Le edizioni del film in DVD pubblicate dal 2001 in poi contengono un audio remixato a 6 canali (Dolby Digital 5.1) che non corrisponde a quello originale monofonico previsto da Kubrick (infatti sono presenti alcune lievi differenze)[8].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

L'albergo a cui Stephen King si è ispirato per il suo romanzo esiste veramente ed è lo Stanley Hotel in Colorado.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni estere[modifica | modifica wikitesto]

  • Kubrick si è occupato anche delle versioni del film distribuite nei paesi in cui esso sarebbe stato doppiato. La frase che Jack scrive ossessivamente sulla macchina da scrivere, nella versione originale del film, è il proverbio All work and no play makes Jack a dull boy. Kubrick ha però girato questa sequenza modificando la lingua del dattiloscritto in italiano, francese, spagnolo, tedesco, perché il film sarebbe stato doppiato in queste lingue nei rispettivi paesi. Nella seguente tabella sono riportate le frasi nelle diverse lingue e la traduzione in italiano.[9] La frase ossessiva del protagonista è diventata un libro. L'artista newyorkese Phil Buehler ha pubblicato quello che sarebbe il libro al quale lavora Jack Torrance, 80 pagine in cui la frase "All work and no play makes Jack a dull boy" viene ripetuta ossessivamente. Le prime 10 pagine ricalcano le pagine visibili nel film, le restanti ipotizzano cosa e come avrebbe potuto scrivere Jack Torrance se avesse continuato il lavoro contemporaneamente alla sua discesa nella pazzia.
Lingua Frase Traduzione in italiano
Inglese All work and no play makes Jack a dull boy Solo lavoro e niente divertimento rendono Jack un ragazzo noioso
Italiano Il mattino ha l'oro in bocca
Tedesco Was Du heute kannst besorgen, das verschiebe nicht auf Morgen Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi
Spagnolo No por mucho madrugar amanece más temprano Anche se ti alzi più presto, non farà giorno prima
Francese Un «Tiens» vaut mieux que deux «Tu l'auras» Un «Tieni» vale più di due «Avrai»

Anche le didascalie del film (inclusa quella sottostante la foto nel finale) sono state tradotte. Purtroppo, le edizioni DVD del film in tutto il mondo (distribuite dopo la morte del regista) contengono esclusivamente la versione originale inglese del dattiloscritto e delle didascalie, sacrificando le scelte di Kubrick.

Giancarlo Giannini, la voce italiana di Nicholson

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

  • L'edizione italiana del film è stata diretta da Mario Maldesi, storico direttore di doppiaggio dei film di Kubrick da Arancia meccanica in poi.
  • Il film è stato comunque doppiato in italiano nella versione integrale di 146 minuti.
  • Il personaggio di Wendy (Shelley Duvall) è doppiato dall'attrice e doppiatrice Livia Giampalmo che all'epoca del film era la moglie di Giancarlo Giannini, il doppiatore di Jack Nicholson.
  • Stanley Kubrick spedì una lettera di congratulazioni a Giancarlo Giannini, per l'ottimo lavoro svolto come doppiatore di Nicholson.

Prequel[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014 il regista Mark Romanek, è stato contattato dalla Warner Bros. per dirigere il prequel del film, che racconterà gli eventi narrati all'Overlook Hotel prima dell'arrivo dei Torrance. La sceneggiatura sarà firmata da Laeta Kalogridis (Shutter Island), Bradley Fischer (Zodiac) e James Vanderbilt (The Amazing Spider-Man).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Qual è il film più spaventoso di tutti i tempi?, MAG - Sky.it.
  2. ^ (EN) The 100 best horror films: the full list, Time Out.
  3. ^ http://www.fantascienza.com/delos/delos17/segreti.html
  4. ^ Dichiarazione rilasciata da Kubrick a Michel Ciment in Michel Ciment (1999) Kubrick - Edizione definitiva - Rizzoli, Milano, 1999, pag 190-191
  5. ^ Mindhole Blowers: 20 Facts About The Shining That Might Make You Say "Talk to the Finger!"
  6. ^ CABINET // Artist Project / All Work and No Play
  7. ^ Reel Terror: The Scary, Bloody, Gory, Hundred-Year History of Classic Horror ... - David Konow - Google Libri
  8. ^ Colonna sonora di Shining
  9. ^ Shining su exxagon.it

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