Trattati di Parigi (1947)
| Trattati di Parigi | |||||||||
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| Parte della seconda guerra mondiale | |||||||||
I rappresentanti del Canada alla firma dei Trattati di Parigi. |
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I trattati di Parigi furono firmati nella capitale francese il 10 febbraio 1947 fra
- gli Alleati vincitori della Seconda guerra mondiale:
- USA, URSS, Regno Unito, Francia, Polonia, Jugoslavia, Cecoslovacchia, Grecia e altri;
- e gli sconfitti alleati della Germania all'interno dell'Asse Roma-Berlino:
Indice |
[modifica] Trasferimenti territoriali
| Per approfondire, vedi la voce Trattato di Parigi fra l'Italia e le potenze alleate. |
L'Italia, oltre a restituire i territori francesi, jugoslavi e greci occupati durante la guerra, cedeva:
- alla Francia: il comune di Tenda e parte dei comuni di Briga (vedi anche Briga Alta), Valdieri (frazione di Molliera) e Olivetta San Michele (le frazioni di Piena e di Libri); la vetta del Monte Chaberton, quella della Cima di Marta e le fortificazioni sulla sommità del Monte Saccarello, venivano inclusi in territorio francese anche una buona porzione del versante Italiano dell'Altopiano del Monginevro ad eccezione di Claviere che resta in territorio italiano, il bacino superiore della Valle Stretta del monte Thabor, il colle del Moncenisio e la parte occidentale, al di là dello spartiacque, del colle del Piccolo San Bernardo;
- alla Jugoslavia: Fiume, il territorio di Zara, le isole di Lagosta e Pelagosa, gran parte dell'Istria, del Carso triestino e goriziano, e l'alta valle dell'Isonzo;
- all'Albania: l'isolotto di Saseno;
Il Territorio Libero di Trieste non è un territorio ceduto dall'Italia, ma venne costituito Stato Indipendente dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che tramite la 16-esima Risoluzione ne approvavano la costituzione. Le Potenze Alleate ed Associate firmarono il Trattato di Pace con l'Italia che venne regolarmente ratificato il 15 settembre del 1947. Il Territorio Libero e il Porto Libero di Trieste vennero costituiti per garantire il porto Internazionale e l'accesso alle acque internazionali (Allegato I del Trattato di Pace con l'Italia rappresentante la mappa delle acque internazionali firmato il 12/12/1946), per consentire il libero transito delle merci verso l'Europa centrale ed orientale, e rimanere collegato con gli altri porti del mondo:
- al Territorio Libero di Trieste: la città di Trieste coi comuni circostanti e la parte dell'Istria non ceduta alla Jugoslavia;
L'Italia cedeva inoltre tutte le sue colonie:
- l'arcipelago del Dodecaneso passava alla Grecia;
- la Concessione di Tianjin passava alla Cina;
- la Libia passava sotto occupazione inglese (divenne indipendente nel 1951);
- la Somalia Italiana passava sotto occupazione inglese, poi sotto amministrazione fiduciaria ONU sotto controllo italiano fino al 1960;
- l'Eritrea diventava parte dell'Etiopia;
- l'Etiopia ritornava ufficialmente indipendente (lo era già dal 1941);
- l'Albania ritornava indipendente nei confini del 1940 (lo era già dal 1943).
L'Ungheria veniva riportata ai confini del 1938, ed in particolare:
- cedeva la Rutenia subcarpatica all'Unione Sovietica;
- restituiva alla Jugoslavia le regioni occupate durante la guerra (Voivodina, Prekmurje ed altri territori minori);
- cedeva alla Romania la Transilvania del Nord;
- subiva alcuni aggiustamenti minori sulla frontiera con la Slovacchia.
La Romania:
- recuperava la Transilvania del Nord trasferita da Hitler all'Ungheria;
- cedeva la Bessarabia e la Bucovina all'Unione Sovietica;
- cedeva la Dobrugia Meridionale alla Bulgaria.
La Bulgaria:
- manteneva la Dobrugia Meridionale, sottratta alla Romania già nel 1940;
- restituiva i territori greci e jugoslavi occupati durante la guerra.
La Finlandia dovette riconoscere le perdite territoriali già stabilite nell'Armistizio di Mosca del 1944, cedendo all'Unione Sovietica:
- la provincia di Petsamo;
- la regione attorno a Salla;
- parte della Carelia:
- alcune isole del Golfo di Finlandia;
- la penisola di Porkkala (poi restituita dall'URSS nel 1956).
[modifica] Riparazioni di guerra
A tutte le nazioni sconfitte venne imposto di pagare delle compensazioni monetarie come risarcimento dei danni provocati durante la guerra (le cifre sono in dollari americani del 1938):
- all'Italia 360 milioni, di cui:
- 125 alla Jugoslavia;
- 105 alla Grecia;
- 100 all'Unione Sovietica;
- 25 all'Etiopia;
- 5 all'Albania.
- all'Ungheria 300 milioni, di cui:
- 200 all'Unione Sovietica;
- 100 a Grecia e Jugoslavia.
- alla Romania 300 milioni, tutti all'Unione Sovietica.
- alla Bulgaria 70 milioni, di cui:
- 45 alla Grecia;
- 25 alla Jugoslavia.
- alla Finlandia 300 milioni, tutti all'Unione Sovietica.
[modifica] Clausole politiche
Le nazioni sconfitte si impegnarono a prendere tutte le misure necessarie per garantire alle persone al di sotto della loro giurisdizione, senza distinzione di razza, sesso, lingua o religione, il godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali, compresa la libertà di espressione, di stampa e pubblicazione, di culto, di opinione politica e di pubblica riunione; nessuna sanzione poteva essere presa contro cittadini che, fin dall'inizio della guerra, avevano appoggiato gli Alleati o avevano svolto azioni partigiane.
I Governi delle nazioni sconfitte si impegnarono inoltre a prevenire il riemergere di organizzazioni fasciste o di qualunque altro tipo, sia politiche che militari o semi-militari, il cui obiettivo sia quello di privare le persone dei loro diritti democratici.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Testi dei trattati - in inglese