Farmaci antalgici

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Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi analgesia.
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I farmaci antalgici o analgesici sono medicamenti utilizzati per lenire il dolore riducendolo, senza però intervenire sulle cause che l'hanno provocato.

Questa classe di farmaci comprende molecole molto diverse tra loro e principalmente:

La terapia del dolore classifica abitualmente le diverse classi di farmaci analgesici disponibili secondo tre livelli crescenti:[1] i dolori non più trattabili, possono essere gestiti "scalando" verso l'alto il tipo di farmaco usato. Al modificarsi dei livelli si modificano però le controindicazioni e gli effetti collaterali. È sempre necessaria una stretta supervisione medica sull'uso dei farmaci antalgici stessi, per evitare seri rischi sanitari.

Indice

Primo livello: paracetamolo e FANS [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi paracetamolo e FANS.

I farmaci appartenenti a questa classe possono essere classificati in base alla loro attività: antinfiammatoria, antipiretica, analgesica.
Il loro meccanismo d'azione si basa probabilmente su un blocco della produzione di mediatori flogistici, quali le prostaglandine.

La loro azione antipiretica si ha a livello del centro ipotalamico, che regola la temperatura corporea mantenendola pressoché costante. Questi farmaci, quindi combattono la febbre.

Un farmaco antalgico non oppioide di questa classe comunemente usato è il paracetamolo (principio attivo di Tachipirina ed Efferalgan), pur non essendo uno dei più efficaci farmaci analgesici. La concentrazione plasmatica terapeutica si raggiunge dopo 90 minuti dalla somministrazione orale; la durata d'azione è di 4 ore. La posologia abituale è di quattro grammi al giorno, fino a un massimo di sei grammi. A differenza dei FANS non è dotato di tossicità gastrica e renale, bensì di tossicità epatica.

Gli antinfiammatori non steroidei (FANS) agiscono soprattutto a livello periferico, principalmente per inibizione della sintesi delle prostaglandine. Ciò avviene grazie al blocco di due enzimi coinvolti nella conversione dell'acido arachidonico in prostaglandine: gli enzimi COX1 (costitutivo) e COX2 (costitutivo in determinati compartimenti oraganici ed inducibile in determinati processi fisio-patologici).

Secondo livello: Oppioidi deboli [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi antidolorifico oppiaceo.

In questa classe di oppioidi vengono normalmente classificati farmaci quali:

L'effetto indesiderabile di questi medicamenti sono la nausea, la sonnolenza e la costipazione.

Terzo livello: gli Oppioidi forti (di tipo narcotico) [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi antidolorifico oppiaceo.

Esempio tipico, la morfina.

Vengono utilizzati per la gestione dei dolori di elevata intensità, acuti o cronici, non adeguatamente gestibili con i farmaci di livello inferiore. Pur essendo decisamente più potenti della classe degli oppiacei deboli, e relativamente maneggevoli, sono utilizzabili sotto stretta supervisione medica.

Note [modifica]

  1. ^ Cf. figura in Salvino Leone, Nati per soffrire? Per un'etica del dolore, Roma, Città Nuova, 2007, p. 91 ("Il progressivo approccio a 3 steps proposto dall'OMS per la terapia analgesica") e p. 85. ISBN 88-31126-72-5; ISBN 978-88-311-2672-4. Anteprima disponibile su books.google.it.

Voci correlate [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

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