William Tecumseh Sherman

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William Tecumseh Sherman
William-Tecumseh-Sherman.jpg
8 febbraio 1820 – 14 febbraio 1891
SoprannomeCump; Uncle Billy
Nato aLancaster
Morto aNew York
Luogo di sepolturaCimitero di Calvary a St. Louis, Missouri
Dati militari
Paese servitoStati Uniti Stati Uniti
Unione degli Stati Uniti d'America
Forza armataEsercito degli Stati Uniti
Union Army
Anni di servizio1840–1853
1861–1884
GradoMaggior generale
Comandante generale
GuerreGuerra seminole
Guerra di secessione americana
CampagneCampagna di Vicksburg
Campagna di Atlanta
Campagna di Savannah
Campagna delle Caroline
BattagliePrima battaglia di Bull Run /br> Battaglia di Shiloh
Spedizione di Jackson
Battaglia di Chattanooga
Battaglia del Meridian
Comandante diXV Corps
Armata del Tennessee
Divisione militare del Tennesse
Dipartimento del Missouri
Studi militariAccademia militare di West Point
Altre caricheManager di banca; Avvocato; Rettore di College
FirmaWilliam Tecumseh Sherman Signature.svg
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William Tecumseh Sherman (Lancaster, 8 febbraio 1820New York, 14 febbraio 1891) è stato un generale statunitense.

Ufficiale unionista nella Guerra di secessione americana (1861 - 1865). Per le sue innovative e aggressive concezioni strategiche fu considerato da B.H. Liddell Hart il "primo generale moderno"[1].

Sherman iniziò la sua carriera durante la Guerra Civile combattendo la Prima Battaglia di Bull Run. Servì sotto il generale Ulysses S. Grant dal 1862 al 1863 durante la le battaglie di Fort Henry, di Fort Donelson, di Shiloh e durante la campagna che ha condotto alla caduta della roccaforte Confederata di Vicksburg, lungo il fiume Mississippi, culminata con la disfatta delle armate Confederate nello stato del Tennessee. Nel 1864 Sherman succedette a Grant come comandante dell'Unione nel settore occidentale del teatro di guerra. Egli condusse le sue truppe alla conquista della città di Atlanta, un successo militare che contribuì decisamente alla rielezione del Presidente Abraham Lincoln. Le susseguenti avanzate dell'esercito di Sherman attraverso la Georgia e le due Carolina (del nord e del sud) minarono ulteriormente la capacità delle forze Confederate di continuare a combattere. Nell'aprile del 1865 Sherman accettò la resa di tutte le forze Confederate combattenti in Carolina, Georgia e Florida.

Dopo la Guerra civile, Sherman fu nominato Comandante generale delle forze statunitensi (18691883). Come tale fu responsabile della condotta della guerra contro gli indiani nei territori dell'ovest degli Stati Uniti. Rifiutò decisamente di impegnarsi in politica e, nel 1875 pubblicò le sue Memorie, uno dei migliori resoconti di prima mano sulla Guerra civile americana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La casa in cui nacque Sherman a Lancaster, Ohio.

William Tecumseh Sherman nacque nel 1820 a Lancaster nell'Ohio, vicino alle rive del fiume Hocking. Suo padre Charles Robert Sherman, avvocato di successo e giudice della Corte Suprema dell'Ohio, morì improvvisamente nel 1829, lasciando la moglie, Mary Hoyt Sherman, con undici figli e senza eredità. Dopo la morte del padre, il piccolo Sherman venne cresciuto da un vicino di casa e amico di famiglia, Thomas Ewing, membro influente del Partito Whig, senatore e primo Segretario degli Interni.

Sherman era lontanamente imparentato con Roger Sherman, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti.

L'inizio della carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

Un giovane Sherman in uniforme militare

William T. Sherman entrò cadetto a 16 anni nell'Accademia militare degli Stati Uniti a West Point, dove si distinse come un brillante allievo, anche se era alquanto intollerante alla ferrea disciplina delle regole dell'Accademia.

Dopo il diploma, nel 1840, Sherman entrò nell'esercito come Sottotenente nel III Corpo d'Artiglieria. Il suo "battesimo del fuoco" avvenne in Florida nella seconda guerra contro la tribù dei Seminole. Più tardi fu dislocato in Georgia e nella Carolina del Sud dove venne promosso al grado di Tenente. Mentre molti suoi coscritti erano impegnati nella guerra tra gli Stati Uniti e il Messico, Sherman svolgeva funzioni amministrative nei territori conquistati della California. Egli e il suo commilitone tenente Edward Ord raggiunsero la città di Yerba Buena due giorni prima che il nome fosse cambiato in San Francisco. Nel 1848 Sherman accompagnò il Governatore militare della California, Colonnello Richard Barnes Mason, nell'ispezione che confermò ufficialmente la rivendicazione della scoperta dell'oro nella regione inaugurando, così, la "corsa all'oro" in California. Sherman ottenne una promozione "temporanea" al grado di Capitano per i suoi "servizi meritori", ma il fatto di non essere stato assegnato in una zona militare "attiva" lo scoraggiò e contribuì notevolmente alla decisione di rassegnare le dimissioni dall'esercito. Sherman sarebbe diventato uno dei pochi ufficiali di alto rango, durante la Guerra civile, a non aver mai combattuto in Messico.

La vita civile[modifica | modifica wikitesto]

La filiale di San Francisco della Lucas, Turner &Co., diretta per un breve periodo da Sherman

Nel 1853 William si congedò dall'esercito e divenne presidente della filiale di San Francisco della Lucas, Turner & Co., banca con sede a St. Louis. Ritornò a San Francisco al tempo del grande fermento nell'Ovest. Nel 1856 servì, come major general (Generale a due stelle) nella milizia della California. La banca di Sherman fallì nel 1857 ed egli ritornò a praticare la professione di avvocato a Leavenworth nel Kansas, ma anche questo lavoro fu un insuccesso. Nel 1859, a Pineville, Sherman accettò un lavoro come primo sovrintendente all'Accademia militare dello Stato della Louisiana, lavoro che gli fu offerto da due suoi ex commilitoni. Egli si dimostrò un effettivo e popolare leader di quell'istituzione.

Nel 1850 Sherman sposò Eleanor (Ellen), la figlia di Thomas Ewing. Ellen, come sua madre, era una devota cattolica e i loro otto figli furono cresciuti nella fede cattolica. Con grande dispiacere di Sherman uno dei suoi figli, Thomas Ewing Sherman, fu ordinato sacerdote nei Gesuiti nel 1889. Nel 1891 Thomas celebrerà la liturgia al funerale di suo padre.

Nel gennaio del 1861, poco prima dello scoppio della Guerra civile americana, Sherman si dimise dal lavoro di sovrintendente, e ritornò al nord; divenne Presidente della St. Louis Railroad, posizione che occupò solo per pochi mesi, prima di essere richiamato a Washington.

Il ritorno alle armi[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 maggio 1861 Sherman rientrò nell'esercito come volontario; fu assegnato al XIII reggimento di fanteria degli Stati Uniti con il grado di Colonnello. Fu uno dei pochi ufficiali dell'Unione a distinguersi nella prima battaglia di Bull Run il 21 luglio, battaglia nella quale fu ferito lievemente dalle pallottole al ginocchio e alla spalla. La disastrosa sconfitta dell'Unione portò Sherman a mettere in discussione le sue capacità come ufficiale e il grado di preparazione delle sue truppe, ma il Presidente Lincoln lo promosse a Generale di brigata (Generale a una stella); fu assegnato al Dipartimento di Cumberland a Louisville sotto Robert Anderson, e a Ottobre dello stesso anno fu messo al comando dello stesso dipartimento.

Sherman il "pazzo"[modifica | modifica wikitesto]

A Louisville Sherman si trovava ad essere diretto reponsabile della condotta militare delle forze in una stato di confine, il Kentucky, in cui le forze confederate tenevano le città di Columbus e Bowling Green, e erano presente vicino al Cumberland Gap. Lo stress dovuto al suo incarico lo portò ad essere eccessivamente pessimista riguardo alle reali dimensioni delle forze sudiste nella zona, e a richiedere in continuazione risorse eccessive al reale bisogno a Washington D.C. la stampa iniziò anche ad essere critica riguardo alla sua adeguatezza all'incarico successivamente alla visita del Segretario alla Guerra Simon Cameron a Louisville in Ottobre[2]. Fu sollevato dall'incarico e sostituito da Don Carlos Buell. Trasferito a St.Louis sotto il comando del Generale Henry W. Halleck, fu immediatamente messo in licenza da quest'ultimo perché considerato inadatto al compimento del proprio dovere. Sherman tornò a Lancaster per riposare. In questo periodo sua moglie Ellen scrisse a suo fratello John Sherman, senatore degli Stati Uniti, chiedendo consigli e lamentandosi della "malinconia alla quale sono soggetti i membri della sua famiglia".[3] Lo stesso Sherman ammise più tardi che le responsabilità del comando lo avevano portato all'esaurimento nervoso e a un passo dal suicidio[4]. Il suo stato psicofisico si aggravò ulteriormente dopo che il Cincinnati Commercial, un giornale di Cincinnati, lo descrisse come "malato"[5]

Sherman recuperò verso metà Dicembre per tornare a servire Halleck nel Dipartimento del Missouri. I suoi primi incarichi dopo il ritorno riguardavano compiti di supporto lontano dal fronte. Inizialmente gli venne affidata la gestione di un campo di addestramento vicino a St. Louis, e dopo il comando del Distretto di Cairo. Dalla sua base a Paducah, in Kentucky, fornì supporto logistico al Generale Ulysses S. Grant durante la cattura di Fort Henry.

La battaglia di Shiloh[modifica | modifica wikitesto]

Dopo che Grant fu promosso Maggiore Generale, assumendo il comando del Distretto del Tennessee dell'ovest, il 1º marzo 1862 Sherman coronò il suo "sogno" di servire sotto Grant, venendo assegnato all'esercito del Tennessee dell'ovest come comandante della V Divisione. Il suo primo impegno militare sotto Grant fu la battaglia di Shiloh. Il massiccio attacco Confederato, la mattina del 6 aprile, colse di sorpresa molti "vecchi" comandanti dell'Unione; Sherman, in particolare, aveva ignorato i rapporti dell'intelligence, rifiutando di credere che il generale confederato Albert Sidney Johnston avrebbe lasciato la sua base a Corinth (Mississippi); Sherman non prese nessuna precauzione, come l'aumentare la sorveglianza delle sentinelle e rafforzare le linee di difesa. A Shiloh aveva cercato di evitare di sembrare eccessivamente allarmato per evitare il genere di critiche che aveva già ricevuto nel Kentucky.[6]

Nonostante si fosse lasciato prendere di sorpresa dall'attacco confederato, Sherman riorganizzò la sua divisione e condusse un'ordinata, ma tenacemente combattuta, ritirata che contribuì ad evitare una disastrosa disfatta dell'Unione. Sherman avrebbe ricondotto l'Unione al successo nel contrattacco del 7 aprile; fu ferito due volte (alla mano e alla spalla) e la sua azione in combattimento fu elogiata da Grant e da Halleck. Il 1º maggio 1862 fu promosso al grado di Maggior Generale (Generale a due stelle) dei volontari.[7]

A fine Aprile, una forza unionista di 100000 uomini al comando di Halleck, con Grant comandante in seconda, si mosse contro Corinth. Sherman comandava la divisione all'estrema destra del fianco destro della formazione unionista, comandato da George H. Thomas. A Luglio Sherman divenne governatore della città recentemente occupata di Memphis.

Vicksburg[modifica | modifica wikitesto]

Sherman e Grant, nei due anni che combatterono assieme, divennero molto amici. Dopo la disfatta di Shiloh, Sherman convinse Grant a non dimettersi dall'esercito. I risultati delle battaglie condotte da Sherman, tra il 1862 e il 1863, furono altalenanti. Nel dicembre del 1862 le forze sotto il suo comando subirono una severa sconfitta nella battaglia di Chickasaw Bluffs, a nord di Vicksburg[8]. Poco dopo al suo XV Corpo fu ordinato di unirsi alle forze del Maggiore Generale John A. McClernand per l'attacco a Arkansas Post, battaglia che generalmente viene considerata come una operazione motivata da ragioni politiche che ha distratto risorse dallo sforzo di conquistare Vicksburg.[9] Prima della Campagna di Vicksburg nella primavera del 1863, Sherman espresse serie perplessità riguardo all'originale strategia militare di Grant, ma nonostante questo Sherman continuò ad operare al meglio in quella Campagna, sotto la "supervisione" di Grant.

Chattanooga[modifica | modifica wikitesto]

Vicksburg fu presa il 4 Luglio 1863, e Sherman guadagnò il rango di Generale di Brigata dell'esercito regolare, insieme a quello che già deteneva di Maggiore Generale dei volontari.

Grant ottenne in questo periodo il comando delle forze operanti nell'ovest (Divisione militare del Mississippi) e Sherman successe allo stesso Grant al comando dell'Armata del Tennessee. A seguito della sconfitta dell'Armata del Cumberland nella Battaglia di Chickamauga da parte dell'Armata Confederata del Tennessee guidata dal Generale Braxton Bragg, l'armata si trovava sotto assedio a Chattanooga. Le truppe di Sherman furono inviate in soccorso. Durante il viaggio da Memphis il treno in cui si trovava Sherman arrivò alla Battaglia di Collerville proprio mentre la guarnigione unionista si trovava sotto attacco l'11 Ottobre 1863. Sherman prese il comando dei 550 soldati di guarnigione e riuscì a resistere all'attacco dei 3500 uomini della cavalleria confederata.

Nel mese di novembre, durante la battaglia di Chattanooga, Sherman, al quale erano state affidate le armate del Tennessee, riuscì a conquistare velocemente l'obiettivo prefissato, la collina di Billy Goat, a nord della cresta del Missionary, ma scoprì che in effetti non c'era nessuna cresta, ma piuttosto uno "sperone" distaccato, separato dalla cresta principale da un burrone cosparso di sassi. Quando tentò di attaccare la dorsale a Tunnel Hill, le sue truppe furono ripetutamente respinte dalla Divisione di Patrick Cleburne, la migliore unità dell'esercito Confederato di Braxton Bragg. Il tentativo di Sherman fu oscurato dall'assalto successivo dell'esercito di George Henry Thomas, che sfondò al centro la linea Confederata, azione che era stata, originariamente, studiata come semplice diversivo.[10]Successivamente Sherman guidò una colonna per soccorrere le forze al comando di Ambrose Burnside che si pensava fossero in difficoltà a Knoxville. Nel Febbraio del 1864 condusse una spedizione verso Meridian, nel Mississippi, per distruggere delle infrastrutture confederate.[11]

Georgia[modifica | modifica wikitesto]

Mappa delle campagne di Sherman in Georgia e nella Carolina del Nord e del Sud, 1864-1865

Quando Lincoln chiamò Grant al comando delle truppe dell'Unione che combattevano a est, Grant nominò Sherman a succedergli a capo della Divisione del Mississippi, incarico che comportava il comando delle truppe dell'Unione che operavano nel teatro di guerra dell'ovest. In una lettera a Grant gli spiegò quale sarebbe stata la sua strategia: marciare verso l'Atlantico[12]. Sherman cominciò ad invadere lo Stato della Georgia con tre armate: l'Armata del Cumberland, forte di 60.000 uomini sotto il comando di George Henry Thomas; l'Armata del Tennessee, con James B. McPherson a capo di 25.000 uomini e l'Armata dell'Ohio, formato da 13.000 soldati comandati da John M. Schofield. Sherman condusse una lunga campagna di scaramucce, attraverso il terreno montuoso, contro l'Armata Confederata del Tennessee comandato dal Generale Joseph E. Johnston, tentando un assalto diretto contro Johnston solo nella disastrosa battaglia di Kennesaw Mountain. Il cauto Johnston fu sostituito dal più aggressivo John Bell Hood che sfidò gli eserciti di Sherman direttamente in campo aperto.

La campagna per la conquista di Atlanta condotta da Sherman si concluse con successo il 2 settembre 1864 con la presa della città, un risultato che rese molto famoso Sherman al nord e che sicuramente contribuì alla rielezione alla presidenza degli Stati Uniti di Lincoln nel novembre dello stesso anno. Lincoln ottenne la vittoria contro il candidato del partito Democratico George B. McClellan, l'ex comandante dell'esercito dell'Unione. Una vittoria del partito Democratico avrebbe potuto significare una vittoria dei Confederati, in quanto nel programma di McClellan erano previsti negoziati di pace basati sul riconoscimento dell'indipendenza degli Stati Confederati. In questo modo la conquista di Atlanta, quando avvenne, può essere considerata il più grande contributo di Sherman alla causa dell'Unione.[13] Dopo aver ordinato a tutti i civili di abbandonare la città diede ordine di dare fuoco a tutti gli edifici militari e governativi, e anche alcuni edifici privati bruciarono.[14]

A Settembre e Ottobre, Sherman tentò di attaccare le forze di Hood che però evitavano in tutti i modi lo scontro. Le forze confederate guidate da Hood infatti minacciavano di tagliare le linee di comunicazioni di Sherman verso il nord. Nonostante ciò Sherman riuscì a far approvare dai suoi superiori un piano che prevedeva di insistere con la marcia verso il sud anche se questo avrebbe voluto dire che linee di comunicazione sarebbero state tagliate. Decise comunque di lasciare il Maggiore Generale George H Thomas e John M. Schofield a occuparsi di Hood. Le loro forze congiunte batterono l'armata di Hood nelle battaglie di Franklin e Nashville. Nel frattempo Sherman marciò con 62.000 uomini verso il porto di Savannah. Alla fine di questa campagna, conosciuta come la Marcia verso il mare di Sherman, il 21 dicembre 1864 le sue truppe conquistarono Savannah. Sherman telegrafò a Lincoln, offrendogli la città come regalo di Natale.[15] Nella marcia verso il mare le truppe unioniste causarono danni a proprietà per 100 milioni di Dollari, secondo una stima effettuata da Sherman.[16] Le devastazioni furono spiegate come una nuova tattica messa a punto dallo stesso Sherman per demoralizzare il nemico e ridurre la sua capacità combattiva.

I successi di Sherman in Georgia ebbero ampia risonanza sulla stampa del nord, nel momento in cui Grant sembrava ottenere piccoli progressi contro l'esercitò Confederato del Nord Virginia comandato dal Generale Robert E. Lee. Al Congresso fu presentata una proposta di legge per promuovere Sherman allo stesso grado di Grant di Generale a tre stelle (lieutenant general), probabilmente con la prospettiva di sostituirlo al posto di Grant nel comando dell'esercito dell'Unione, ma Sherman rifiutò decisamente la promozione.

Nord e Sud Carolina[modifica | modifica wikitesto]

Nella primavera del 1865 Grant ordinò a Sherman di imbarcare il suo esercito sui vaporetti per unirsi a lui per affrontare il Generale Lee in Virginia. Sherman, invece, convinse Grant a lasciarlo marciare a nord attraverso gli Stati della Carolina, per distruggere qualunque cosa che avesse un valore militare, proprio come aveva fatto nella Georgia: il suo interesse principale era il Sud Carolina, il primo Stato che aveva proclamato la secessione dall'Unione, la cui conquista avrebbe causato un duro contraccolpo sul morale dell'esercito Confederato[17]. Il suo esercito, quindi, avanzò a nord, attraverso il Sud Carolina, incontrando una scarsa opposizione da parte delle truppe del generale Joseph E. Johnston.

Il 17 febbraio 1865 Sherman conquistò Columbia, la capitale del Sud Carolina. La zona centrale della città venne distrutta da incendi che durarono tutta la notte; ci furono molte polemiche riguardo all'incendio della città, con alcuni che sostenevano che il fuoco fosse un fatto accidentale, mentre altri affermavano che fosse stato un deliberato atto di vendetta, mentre una terza ipotesi attribuiva l'incendio alla ritirata dei Confederati che avrebbero bruciato le balle di cotone al momento della fuga dalla città.[18]

Sherman continuò a marciare attraverso il Nord Carolina, e le sue truppe causarono pochi danni rispetto a quelli causati nel Sud perché il nord era considerato uno stato che aveva aderito alla causa confederata in maniera più riluttante. Nel suo ultimo combattimento significativo Sherman sconfisse l'esercito del Generale Johnston nella battaglia di Bentonville.

A fine Marzo lasciò per poco tempo le sue forze per andare a City Point, Virginia, e incontrare Grant. Anche Lincoln si trovava lì, e questo permise l'unico incontro dei tre insieme durante la guerra[19]

Sherman si incontrò con Johnston a Bennett Place nella contea di Durham nel Nord Carolina per negoziare la resa Confederata. Alle richieste di Johnston e del Presidente Confederato Jefferson Davis, Sherman offrì condizioni che riguardavano sia l'aspetto politico che quello militare, malgrado non avesse alcuna autorizzazione per dettare queste condizioni né dal Generale Grant, né dal Governo degli Stati Uniti. Washington si rifiutò di riconoscere il trattato di resa, che causò una lunga ed aspra polemica tra Sherman e il Segretario alla guerra Edwin M. Stanton. La confusione su questa questione durò fino al 26 aprile quando Johnston, ignorando le istruzioni del Presidente Davis, accettò i termini della resa che si riferivano alla situazione militare, e formalmente fece arrendere il suo esercito e tutte le forze Confederate della Carolina (Nord e Sud), della Georgia e della Florida.

Comandante di Dipartimento e Ricostruzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 1865, due mesi dopo la resa di Appomattox, ricevette il suo primo incarico dopo la guerra. Fu messo al comando di quella che era la Divisione Militare del Mississippi, ovvero la Divisione Militare del Missouri, che andava a comprendere un territorio che partiva dal fiume Mississippi alle Montagne Rocciose. I suoi sforzi si concentrarono sul proteggere le principali vie di comunicazione, in particolare le ferrovie, dagli attacchi delle forze indiane ostili.[20]

Pochissime furono le azioni militari contro gli indiani durante il mandato di Sherman. La sua strategia infatti consisteva nell'allungare i tempi delle trattative per raccogliere risorse e truppe e per permettere il completamento delle ferrovie Union Pacific e Kansas Pacific. Durante questo periodo fece parte della Commissione per la Pace con gli Indiani. Sebbene la commissione fosse responsabile per le trattative che portarono al Trattato di Medicine Lodge e del Trattato di Fort Laramie, Sherman non fu direttamente coinvolto in esse perché richiamato a Washington.[21] Fu comunque decisivo nelle negoziazioni di altri trattati, come quello che ha portato l'allontanamento dei Navajo da Bosque Redondo. Quando nel 1868 il Trattato di Medicine Lodge fu rotto, Sherman autorizzò il suo subordinato a condurre una Campagna Invernale (di cui fece parte la battaglia del Washita). Sherman fu coinvolto nel processo a Satanta e Grande Albero: ordinò infatti che i due capi indiani fossero trattati come comuni criminali per il loro ruolo nell'assalto al treno di Henry Warren.

Generale d'Armata[modifica | modifica wikitesto]

Sherman nel 1888, fotografato da Napoleon Sarony, usata nella seconda edizione delle Memorie del 1889. Questa foto è servita come modello per il primo francobollo raffigurante Sherman del 1893.

Il 25 Luglio 1866 il Congresso creò il rango di Generale d'Armata per Grant, e promosse Sherman Generale di Corpo d'Armata. Quando Grant fdivenne Presidente nel 1869, Sherman fu nominato Comandante generale dell'esercito statunitense, e promosso a Generale d'Armata. Dopo la morte di John A. Rawlins Sherman divenne Segretario alla Guerra ad interim per un mese. In questo periodo si segnalano parecchie divergenze con il Segretario alla Guerra William W. Belknap perché a suo parere avrebbe preso possesso di molti dei poteri del Comandante generale, rendendo il suo un ruolo privo di veri poteri. Sherman inoltre si scontrò con coloro che criticavano la condotta dell'esercito e i massacri degli indiani. Per scappare da queste difficoltà dal 1874 al 1876 trasferì il suo quartier generale da Washington a St. Louis, e ritornò a Washington solo dopo la nomina di Alphonso Taft a Segretario alla Guerra e la promessa di maggiori poteri.[22]

Nel periodo dell'incarico a Comandante Generale si dedicò principalmente a rendere sicuri i territori del West, soprattutto per facilitare il passaggio e lo stanziamento di nuovi coloni, attraverso la continuazione delle Guerre indiane. Tre campagne significative di questa fase furono la Guerra Modoc, la Grande guerra Sioux del 1876 e la Guerra dei Nasi Forati.

Durante le elezioni del 1876, i democratici del sud che appoggiavanoWade Hampton in Sud Carolina usarono la violenza per intimidire gli elettori afroamericani. Il governatore repubblicano Daniel Chamberlain chiese al Presidente Grant l'intervento dell'esercito per fermare i tumulti. Nell'ottobre del 1876 incaricò Sherman di riunire tutte le forze disponibili nella regione atlantica e di mandarli in Sud Carolina per fermare le sommosse.

Sherman si dimise dall'incarico di comandante generale il 1º novembre 1883, e si ritirò dall'esercito l'8 febbraio 1884.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Visse gli ultimi anni di vita a New York. Continuò a tenersi in contatto con altri veterani della Guerra Civile e divenne un richiesto oratore in banchetti e cene. Gli fu proposto dai Repubblicani di candidarsi alle elezioni presidenziali del 1884, ma declinò affermando: "non accetterò se nominato e non servirò se eletto"[23]

La morte[modifica | modifica wikitesto]

La maschera funeraria di Sherman

Sherman morì di polmonite il 14 Febbraio 1891. Il Presidente Benjamin Harrison mandò un telegramma alla famiglia e ordinò che le bandiere nazionali fossero tenute a mezz'asta.

Sherman oggi riposa nel Cimitero del Calvario a Saint Louis, Missouri.

Schiavitù ed emancipazione[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene si opponesse alla schiavitù, Sherman non fu un abolizionista prima della guerra.[24] Le sue azioni militari del 1864 e del 1865 liberarono molti schiavi che si unirono alla sua marcia attraverso la Georgia e il Nord e Sud Carolina. Impressionato dalla loro industriosità e lealtà, Sherman iniziò a pensare al futuro degli schiavi liberati e al miglioramento della loro condizione. Il 12 gennaio 1865, Sherman si incontrò a Savannah con il Segretario di Guerra Stanton e con 20 leader neri locali. Quattro giorni dopo emise lo "Special Field Orders, No. 15" riguardante i 40.000 schiavi liberati e rifugiati neri, affidando al generale Rufus Saxton, un abolizionista del Massachusetts che in precedenza si era occupato dell'arruolamento di soldati neri di implementare il piano.[25] La direttiva, che divenne la base dell'affermazione che il governo Unionista aveva promesso agli schiavi liberati "40 acri e un mulo", fu revocata nello stesso anno dal presidente Andrew Johnson.

Strategie[modifica | modifica wikitesto]

Sherman non fu un tattico brillante, fu invece un eccellente organizzatore e soprattutto uno stratega magistrale. B.H. Liddell Hart lo ha considerato un maestro del cosiddetto approccio indiretto, come dimostrato dalla sua condotta nella Campagna di Atlanta. Lo studio delle manovre di Sherman è stato decisivo nella definizione della sua dottrina della tattica e della strategia nella guerra meccanizzata, che a sua volta ha influenzato Heinz Guderian per la Blitzkrieg e l'uso dei carri armati da parte di Erwin Rommel durante la Seconda Guerra Mondiale.[26]

Guerra totale[modifica | modifica wikitesto]

Come Grant, Sherman era convinto che fosse necessario abbattere la capacità strategica, economica e psicologica confederata di raccogliere risorse per finanziare la guerra. Per far questo non esitò a mettere in pratica tattiche di terra bruciata.

L'avanzata delle truppe di Sherman furono caratterizzate da enormi devastazioni che riguardarono sia risorse civili sia infrastrutture militari e non. Anche se il saccheggio era ufficialmente proibito, gli storici sono in disaccordo su quanto bene questa proibizione fosse fatta rispettare.[27]

L'efficienza con cui l'armata di Sherman portò avanti la devastazione fu impressionante. Diventarono famose le cosiddette "cravatte di Sherman", ovvero la pratica messa in atto dalle forze unioniste di scaldare le rotaie dei treni fino a che non era possibile intrecciarle intorno a tronchi d'albero. Sherman divenne una figura controversa successivamente ad accuse di crimini di guerra.

I danni procurati dalle forze di Sherman riguardarono solo le proprietà, e sembra che le perdite civili fossero state molto poche.[28]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

È stato chiamato col suo nome il più grande essere vivente, una sequoia gigante nel Parco nazionale di Sequoia in California. Un altro omaggio al suo nome è stato dato al carro armato medio M4 della seconda guerra mondiale.

Cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

La figura del generale Sherman è al centro o appare in numerose opere, tra le quali si possono ricordare: la canzone della guerra civile americana Marching Through Georgia di Henry Clay Work, il poema di Herman Melville The March to the Sea, nel documentario Sherman's March di Ross McElwee, nel romanzo La marcia di E. L. Doctorow

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Liddell Hart, p. 430.
  2. ^ Sherman a George B. McClellan, Novembre 4, 1861, in Stephen W. Sears, ed., The Civil War Papers of George B. McClellan: Selected Correspondence, 1861–1865 (New York, 1989), p. 127, note 1; Marszalek, Sherman, pp. 161–64.
  3. ^ Citato in Lewis, p. 203
  4. ^ Sherman a John Sherman, Gennaio 4, 8, 1862, in Simpson e Berlin, Sherman's Civil War, 174, 176.
  5. ^ See Cincinnati Commercial, Dicembre 11, 1861; Marszalek, Sherman, pp. 162, 164.
  6. ^ Daniel, p. 138
  7. ^ Eicher, p. 485
  8. ^ Vedi Marszalek, Sherman, pp. 202–08. L'operazione di Sherman avrebbe dovuto essere coordinata con l'avanzata delle forze di Grant su Vicksburg, da un'altra direzione. All'insaputa di Sherman Grant non avanzò.
  9. ^ Smith, p. 227. è degno di nota il fatto che comunque sherman considerasse Arkansas Post un obbiettivo degno di nota. Vedi Marszalek, pp. 208–10; Sherman, Memoirs, pp. 318–25.
  10. ^ McPherson, pp. 677–80.
  11. ^ Sherman, Memoirs, pp. 406–34; Buck T. Foster, Sherman's Meridian Campaign (University of Alabama Press, 2006).
  12. ^ Sherman, Memoirs, p. 589
  13. ^ Per un approfondimento sulla rielezione di Lincoln e sugli effetti della cattura di Atlanta, vedi James M. McPherson, Tried by War: Abraham Lincoln as Commander in Chief (New York: Penguin, 2008), 231–50.
  14. ^ Per un approfondimento, vedi Russell S. Bonds, War Like the Thunderbolt: The Battle and Burning of Atlanta (Yardley, PA: Westholme Publishing, 2009), 337–74.
  15. ^ Quesyo messaggio fu inviato via mare il 22 Dicembre, fu mandato poi via telegramma da Fort Monroe, Virginia e sembra sia stato ricevuto da Lincoln proprio il giorno di Natale. Sherman, Memoirs, p. 711; Official Records, Series I, vol. 44, 783; New York Times, December 26, 1864.
  16. ^ Dispaccio dal Maj. Gen. W.T. Sherman, January 1, 1865, citato in Grimsley, p. 200
  17. ^ John F. Marszalek, "'Take the Seat of Honor': William T. Sherman," in Steven E. Woodworth, ed., Grant's Lieutenants: From Chattanooga to Appomattox (Lawrence: Univ. of Kansas Press, 2008), pp. 5, 17–18; Marszalek, Sherman, pp. 320–21.
  18. ^ Marszalek, pp. 322–25
  19. ^ Sherman, Memoirs, pp. 806–17; Donald C. Pfanz, The Petersburg Campaign: Abraham Lincoln at City Point (Lynchburg, VA, 1989), 1–2, 24–29, 94–95. Questo incontro fu immortalato nel famoso dipinto di G.P.A. Healy The Peacemakers Archiviato il 20 ottobre 2011 in WebCite
  20. ^ Athearn, 33–44
  21. ^ Athearn, 196–197
  22. ^ Athearn, 268–269
  23. ^ Marszalek in Encyclopedia of the American Civil War, p. 1769.
  24. ^ Vedi ad esempio le lettere di Sherman a Salmon Chase (riprodotta in Sherman's Civil War, pp. 794–795) e la lettera a John Sherman (citata in Liddell Hart, p. 406).
  25. ^ Special Field Orders, No. 15, 16 gennaio 1865. Vedi anche McPherson, pp. 737–739.
  26. ^ Liddell Hart,Prefazione all'edizione della Indiana University Press delle Memorie di Sherman (1957). Citato in Wilson, p. 179
  27. ^ Vedi Grimsley, pp. 190–204; McPherson, pp. 712–714, 727–729.
  28. ^ Vedi per esempio Grimsley, p. 199

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Controllo di autoritàVIAF: (EN46828814 · ISNI: (EN0000 0001 2279 4997 · LCCN: (ENn80013437 · GND: (DE11889269X · BNF: (FRcb123153068 (data) · CERL: cnp00541550