Sant'Angelo Lodigiano

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Sant'Angelo Lodigiano
comune
Sant'Angelo Lodigiano – Stemma Sant'Angelo Lodigiano – Bandiera
Sant'Angelo Lodigiano – Veduta
Piazza Libertà
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Lodi-Stemma.png Lodi
Amministrazione
SindacoMaurizio Ettore Enrico Villa (Lega Nord) dal 5-6-2016[1]
Territorio
Coordinate45°14′20″N 9°24′35″E / 45.238889°N 9.409722°E45.238889; 9.409722 (Sant'Angelo Lodigiano)Coordinate: 45°14′20″N 9°24′35″E / 45.238889°N 9.409722°E45.238889; 9.409722 (Sant'Angelo Lodigiano)
Altitudine73 m s.l.m.
Superficie20,05 km²
Abitanti13 202[2] (30-9-2015)
Densità658,45 ab./km²
FrazioniCascina Belfiorito e Belfuggito, Domodossola, Galeotta, Maiano, Pedrinetta, Ranera
Comuni confinantiBorgo San Giovanni, Castiraga Vidardo, Graffignana, Inverno e Monteleone (PV), Marudo, Miradolo Terme (PV), Pieve Fissiraga, Villanova del Sillaro, Villanterio (PV)
Altre informazioni
Cod. postale26866
Prefisso0371
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT098050
Cod. catastaleI274
TargaLO
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 623 GG[3]
Nome abitantiBarasini o santangiolini
PatronoSant'Antonio abate
Giorno festivo17 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sant'Angelo Lodigiano
Sant'Angelo Lodigiano
Sant'Angelo Lodigiano – Mappa
Posizione del comune di Sant'Angelo Lodigiano nella provincia di Lodi
Sito istituzionale

Sant'Angelo Lodigiano (Sant'Angel in dialetto santangiolino) è un comune italiano di 13 202 abitanti[2] della provincia di Lodi, anche se fino all'anno 1992 è stato in provincia di Milano, città più prossima in Lombardia. All'interno del territorio comunale scorre il fiume Lambro. I suoi abitanti vengono chiamati santangiolini o barasini. Città natale di Santa Francesca Cabrini.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Possiedono lo status di frazione di Sant'Angelo le località di Domodossola, Galeotta, Ranera[4] e Maiano.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

A Sant'Angelo Lodigiano è attiva una stazione meteo gestita in collaborazione con il Centro Meteorologico Lombardo.[5]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Sant'Angelo Lodigiano

Le origini del borgo di Sant'Angelo sono da considerarsi estremamente antiche se si prende in considerazione innanzitutto il toponimo locale che sembrerebbe non avere alcuna traccia legata a chiese e monumenti dedicati a sant'Angelo sul territorio, ma piuttosto alla figura dell'arcangelo Michele (presente anche nello stemma comunale), fortemente venerato dai longobardi. Il centro abitato, ad ogni modo, fu attestato per la prima volta tra il X e l'XI secolo, inscritto tra i possedimenti del monastero di Santa Cristina di Olona. Grazie a questa posizione rilevante, già dall'inizio del XII secolo, il borgo divenne capopieve.

Nel 1452 il borgo venne infeudato a Matteo Bolognini che fece ampliare il possente fortilizio già presente come sede del proprio contado, grazie anche alla prestigiosa posizione di prefetto d'armi a Pavia dapprima a servizio dei Visconti e poi di Francesco I Sforza dal quale ottenne l'onore di aggiungere al suo nome quello di "Attendolo" come il capostipite degli Sforza appunto. Fu in questo periodo che iniziarono a proliferare di numerose cascine su tutto il territorio tra cui quelle di Molino, Portinaro, Belfugito, San Martino, Mezzano, Pedrina, Gibellina, Graminello, Domo, Cassina Nova, Marudino, Domodossola, Montebuono, San Felice, Monte Albano, Maiano, Galleotta, Battistina, Boffalora, Baselina, Ranera, Altra Ranera, Coda di San Pietro, Recopina, Branduzza, Borgo Santa Maria, Musella, Altra Boffalora, Bosco, Comune de' Poveri, Borgo di Santa Maria, Borgo di San Martino, Borgo di San Rocco con Massaglia, Galeotta con Resica, Bosarda, Domossola con Molino, Riviera della Cassinazza con Marudino e Cortesina, Cà de Frati, Favorita, Sant'Angelo di Fiorenza, Lissone, Riviera.

Nel pieno della dominazione spagnola, il borgo era ancora infeudato istituzionalmente ai Bolognini mentre a livello fiscale esso era stato tripartito: una parte era rimasta in riscossione ai Bolognini, alla marchesa Talenti-Fiorenza ed al cosiddetto "comune dei poveri". Alla metà del Settecento, il borgo contava 3000 abitanti ma la situazione fiscale era stata normalizzata ed ora per la tassazione il feudo dipendeva dalla vicina città di Lodi, sebbene molte istituzioni locali, per una questione di vicinanza geografica, utilizzavano statuti giudiziari e amministrativi del pavese e misure di conto milanesi.

Quando l'imperatore Giuseppe II istituì le province dello Stato di Milano il 26 settembre 1786, Sant'Angelo Lodigiano venne compreso in quella di Lodi ed uniformò tutti i propri costumi amministrativi a quelli del lodigiano. Con l'arrivo dei napoleonici, nel 1805 la popolazione era già salita a 5819 abitanti ed aumentò ulteriormente quando nel 1809 vennero aggregati a Sant'Angelo i comuni di Castiraga da Reggio e Vidardo, ridivenute autonome con la costituzione del Regno Lombardo-Veneto.

Nel 1864 Sant'Angelo assunse il nome ufficiale di Sant'Angelo Lodigiano[6], per distinguersi da altre località omonime. Il 16 gennaio 2004 viene attribuito a Sant'Angelo Lodigiano il titolo di città.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Sant'Angelo Lodigiano-Stemma.png
Sant'Angelo Lodigiano-Gonfalone.png

La descrizione araldica dello stemma è la seguente:[7]

«D'azzurro, all'angelo in maestà, capelluto d'oro, il viso, il collo, le gambe, i piedi, gli avambracci, e parte delle braccia di carnagione, vestito con la lorica d'argento, coprente il tronco, le spalle, la parte superiore delle braccia e con il gonellino di cuoio al naturale. L'angelo effigiato con le ali d'argento abbassate, le braccia aperte in sbarra e in banda, sostenuto dalla pianura di verde, le gambe attraversanti, accompagnato dalla casa di rosso, uscente dal fianco sinistro, fondata sulla pianura. Ornamenti esteriori di Comune. (attualmente di città)»

La descrizione araldica del gonfalone è la seguente:

«Drappo d'argento, ornato di ricami del medesimo, caricato dello stemma con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del comune (attualmente della città).»

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
— D.P.R. del 16 gennaio 2004

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Basilica di Sant'Antonio abate e Santa Francesca Cabrini[modifica | modifica wikitesto]

Il campanile della chiesa

La chiesa parrocchiale di Sant'Angelo Lodigiano è quella dedicata a Sant'Antonio abate ed a Santa Francesca Cabrini, e porta il titolo di basilica. L'edificio attuale, eretto tra il 1928 ed il 1938, venne realizzato sopra la precedente chiesa parrocchiale, la cui storia risale almeno al 1210 quando essa viene citata per la prima volta come ubicata al centro dell'abitato locale e già dotata di un arciprete nella figura di tale "Gerardo". La chiesa originaria venne demolita e ricostruita nel XV secolo sulla pianta della precedente e nel 1535 venne dedicata a Sant'Antonio abate.

Attorno al 1660, su proposta dei fedeli, il parroco don Domenico Longo si impegnò per una nuova edificazione della chiesa "con maggior decoro". I lavori ebbero inizio il 12 giugno 1662 e terminarono il 4 agosto del 1673: questa chiesa era dotata di tre navate con quattro cappelle a destra e tre nicchie a sinistra, oltre al battistero. Venne realizzato in quell'occasione anche il campanile attualmente ancora visibile che venne poi soprelevato nel 1787 in stile barocco e che venne ultimato nel 1826 con la costruzione di una terrazza dove porre una colonna scanalata di stile neoclassico sulla cui sommità svetta ancora oggi una statua di San Michele n marmo di Viggiù, opera dello scultore milanese Butti. Sempre relativamente al campanile, nel 1767 il concerto di campane venne portato da tre a cinque e venne costruito l'altare maggiore in marmi pregiati che rimase in uso nella basilica sino al 1968.

La chiesa attuale, costruita come si è detto sulla precedente, venne realizzata in stile neorinascimentale bramantesco, in muratura semplice e segue una pianta a forma di croce latina con un caratteristico presbiterio a trifoglio. La chiesa internamente è suddivisa in tre navate: quella centrale, alla corrispondenza coi bracci laterali, si allarga a formare un ottagono, mentre le navate laterali si torcono sino a girare attorno alle absidi stesse. Nel presbiterio ottagonale quelle che sono le volte si portano verso l'alto sino al tiburio, formando una cupola di altezza complessiva di 30 metri.

Il primo progetto della basilica venne in realtà pensato già dal 1859 per iniziativa del parroco don Bassano Dedè (che fu a suo tempo anche padre spirituale di Francesca Cabrini) e venne messo a progetto dall'ingegnere Giovanni Vandoni di Milano, ma a causa della seconda guerra d'indipendenza italiana il progetto venne momentaneamente accantonato e ripreso solo negli anni immediatamente precedenti la Prima guerra mondiale quando però venne ripensato un nuovo progetto per mano dell'architetto Venturini di Cremona, ma anche questo progetto venne momentaneamente accantonato.

Fu solo nel 1921, grazie all'operato del nuovo parroco monsignor Enrico Rizzi, che si ripropose il problema della costruzione della nuova chiesa e per questo progetto definitivo venne scelto l'ingegnere milanese Spirito Maria Chiappetta. Il 7 luglio 1928 venne posta la prima pietra ed ebbero inizio i lavori di costruzione del tempio sacro. In dieci anni la chiesa poteva dirsi ormai pronta e poté essere consacrata il 28 ottobre 1938 da mons. Pietro Calchi Novati, vescovo di Lodi. Il 13 novembre di quello stesso anno avvenne la beatificazione di Francesca Cabrini.

La chiesa, pur alla sua consacrazione, si presentava molto spoglia e fu solo nel 1944 che se ne decise la decorazione interna ad opera del pittore Taragni di Bergamo e della sua scuola, ad eccezione dei grandi affreschi delle lunette, delle tazze e degli absidi che vennero affidati al pittore bergamasco Pasquale Arzuffi. Successivamente vennero aggiunte anche le vetrate istoriate realizzate dall'artista lodigiano Gaetano Bonelli.

Gli ultimi lavori di rifacimento all'interno della chiesa si compirono negli anni '60 quando venne ristrutturato il presbiterio che è come appare oggi ad opera dell'architetto mons. Valerio Vigorelli della Scuola del Beato Angelico di Milano. Nel 1969 l'antico altare della chiesa venne trasferito in quella dedicata a Santa Maria Regina nella frazione di Cogozzo e la cappella di Sant'Antonio venne ridedicata al Santissimo Sacramento. Nel 1976 venne rifatto il pavimento con pesanti lastre di granito.

All'interno della basilica, come si è detto, si sono conservate delle tracce della precedente chiesa parrocchiale come ad esempio la cappella della Madonna del Rosario, risalente al XV secolo e di pieno stile rinascimentale con altare originale ed affreschi del Morazzone sulla volta, affiancati a quelli laterali realizzati dal pittore Arzuffi negli anni Cinquanta. La statua della Vergine presente nella cappella è realizzata in legno gessato ed è sovrastata da una piccola tela raffigurante Dio padre attribuita a Daniele Crespi.

Di rilievo è anche il battistero seicentesco dove venne battezzata santa Francesca Cabrini il 15 luglio 1850.

Nella cappella del Sacro Cuore è presente una "Madonna con bambino e santi" del XV secolo, un affresco strappato dalla vecchia chiesa e poi qui ricollocato. In quella del Santissimo Sacramento, è presente invece una tavola lignea del Cinquecento raffigurante "San Raffaele" ed attribuita a Bernardino Lanino in cui è chiaramente visibile l'influenza stilistica di Gaudenzio Ferrari presso la cui bottega il pittore lavorò negli anni della sua formazione artistica.

La più importante tra le cappelle è certamente quella dedicata a Santa Francesca Cabrini dove troneggia una grande tela centrale del pittore Galizzi affiancata da altri due quadri del pittore Cesare Secchi. Sull'altare marmoreo si trova un prezioso reliquiario contenente il radio della santa.

Chiesa di San Bartolomeo[modifica | modifica wikitesto]

Una prima chiesa nel luogo ove attualmente sorge quella dedicata a San Bartolomeo era già presente nel XIII secolo col titolo di "San Martino in Stabiello" (patrono che poi diede nome anche al quartiere omonimo dove la chiesa è inserita).[8] La chiesa venne ricostruita nel XVI secolo e dedicata a San Bartolomeo. Qui ebbe luogo la fondazione del primo oratorio maschile della parrocchia di Sant'Angelo Lodigiano nel 1879.

Chiesa di Santa Maria Regina (frazione Cogozzo)[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Maria Regina venne eretta presso la frazione Cogozzo a metà del Novecento.

Chiesa di San Carlo (frazione Ranera)[modifica | modifica wikitesto]

Oratorio di San Giuseppe al Lazzaretto[modifica | modifica wikitesto]

Realizzata all'esterno del centro abitato di Sant'Angelo Lodigiano come luogo di ricovero per gli appestati durante le epidemie del XVII secolo, venne dedicata a San Giuseppe come patrono della "buona morte". L'edificio venne pesantemente rimaneggiato nel corso del Settecento, assumendo l'attuale forma poligonale, con muri perimetrali in mattone e copertura lignea del tetto.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Castello di Sant'Angelo Lodigiano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello di Sant'Angelo Lodigiano.

Il castello di Sant'Angelo Lodigiano venne costruito dai milanesi per assicurarsi il controllo del fiume Lambro. Regina della Scala, moglie di Bernabò Visconti, è colei che ne volle la costruzione (1370). Nel 1552 gli Sforza lo donarono alla famiglia Bolognini. Nel 1763 il castello ospitò Giacomo Casanova il quale, nelle sue memorie, narra dello stato di degrado in cui versava l'edificio, degrado che raggiunse il proprio apice nel XIX secolo. Il merito del ripristino dell'opera va per la maggior parte all'ultimo erede della famiglia Bolognini, il conte Giangiacomo Morando Bolognini, il quale pose mano ad imponenti lavori di restauro conclusisi nel 1912. Alla morte del conte, la vedova Lydia Caprara creò la Fondazione Morando Bolognini, a memoria del marito, affinché la sua opera non andasse dispersa. Tale fondazione ha il duplice scopo di promuovere in Sant'Angelo la sperimentazione agraria e la gestione del Castello, che attualmente ospita tre musei (la casa-museo dei Bolognini, il Museo Lombardo di Storia dell'Agricoltura ed il Museo del Pane).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo le statistiche ISTAT[10] al 1º gennaio 2016 la popolazione straniera residente nel comune era di 2 355 persone, pari al 18% della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:[10]

In termini percentuali, Sant'Angelo Lodigiano è il comune della provincia di Lodi con la più alta popolazione straniera, mentre in termini assoluti è secondo solo a Lodi.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio comunale sono presenti due scuole primarie (la "R. Morzenti" e la "C. Collodi"), una scuola secondaria di primo grado intitolata a Santa Francesca Saverio Cabrini e divisa in due sedi, e l'IIS "Raimondo Pandini". Una biblioteca è gestita dal Comune, ed è inoltre da ricordare il Museo del Pane, istituito nel 1983 con sede all'interno del Castello Morando Bolognini.[11]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune è interessato dal percorso della Strada statale 235 di Orzinuovi.

Nel periodo a cavallo fra il XIX e il XX secolo Sant'Angelo Lodigiano era inoltre capolinea delle tranvie extraurbane per Lodi, Melegnano e Pavia.

Il trasporto pubblico è effettuato da autolinee interurbane gestite dalle società STAR e Line e da un servizio urbano, gestito dal Comune tramite la ditta Carminati.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Segue un elenco delle amministrazioni locali.[12]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 Antonio Moretti Sindaco
1946 1956 Domenico Savarè Sindaco
1956 1960 Gino Pasetti Democrazia Cristiana Sindaco
1960 1964 Mario Beccaria Democrazia Cristiana Sindaco
1964 1970 Giancarlo Manzoni Sindaco
1970 1990 Gino Pasetti Democrazia Cristiana Sindaco
1990 2002 Domenico Crespi Democrazia Cristiana Sindaco
2002 2007 Giuseppe Carlin Forza Italia Sindaco
2007 2016 Domenico Crespi Democrazia Cristiana Sindaco
2016 - Maurizio Villa Lega Nord Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune Sant' Angelo Lodigiano
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2017
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Art. 3 comma 2 dello Statuto Comunale Archiviato il 9 maggio 2006 in Internet Archive.
  5. ^ Dati della Stazione Meteo
  6. ^ Regio Decreto 4 febbraio 1864, n. 1678
  7. ^ Vedi qui
  8. ^ Bascapè G. C., Sant' Angelo Lodigiano. Una borgata storica, Milano 1981, p. 181
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ a b Popolazione straniera residente per età e sesso al 31 dicembre 2015
  11. ^ Sito della Provincia di Lodi Archiviato il 23 novembre 2010 in Internet Archive..
  12. ^ Lista pubblicata in Il Lodigiano. Quarant'anni di autonomia, Provincia di Lodi, 2008, p. 291.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Agnelli, Lodi e il suo territorio nella storia, nella geografia e nell'arte, Lodi, 1917
  • F. Zanaboni, La costa di Sant'Angelo Lodigiano: dinamiche culturali in una condizione di marginalità, Lodi, 1979
  • G. Pedrazzini Sobacchi, Sant'Angelo Lodigiano e il suo mandamento nella Storia e nell'Arte, a cura di Angelo Montenegro, Il Ponte, Lodi, 2003
  • S. Garufi, M. E. Tonali a cura di, Sant'Angelo Lodigiano: un castello, un borgo, un fiume…, Sant'Angelo Lodigiano, 2003

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN155048581
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