Storia del Manchester City Football Club

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1leftarrow.pngVoce principale: Manchester City Football Club.

Fondazione e primo cinquantennio (1879-1930)[modifica | modifica sorgente]

Anne Connell, figlia del rettore della chiesa di St.Mark di Gornel, a sud-est di Manchester, cercò di creare attività per gli uomini del luogo, in modo tale da frenare l'alcolismo e la violenza nell'area. Venne fondato, nel 1879, un club di cricket. Non vi erano però passatempi per la stagione invernale. Proprio a questo proposito, Connell, con l'aiuto dei custodi della chiesa William Beastow e Thomas Goodbehere, fondò un club di calcio parrocchiale, il "St Mark's West Gordon", a volte scritto come "West Gordon (St.Mark's)".[1] La prima partita ricordata negli annali ci fu il 13 novembre 1880, contro un'altra squadra parrocchiale di Macclesfield. Nel 1884, il club si fuse con un altro, il "Gorton Athletic", ma la fusione durò solo pochi mesi, dopo i quali il club si divise ancora, e la rappresentativa di West Gorton si chiamò "Gorton A.F.C." mentre il Gorton Athletic si ribattezzò "West Gorton Athletic".[2] Nel 1887 il Gorton A.F.C. diventò un club professionistico, e ciò comportò lo spostamento della sede delle partite in casa ad Hyde Road, cambiando quindi il nome originale in "Ardwick A.F.C.", per richiamare la nuova collocazione nell'est cittadino.

La squadra del Manchester City che vinse la FA Cup nel 1904

L'Ardwick guadagnò maggior fama nel 1891, vincendo la Manchester Cup per la prima volta battendo il Newton Heath per 1-0 in finale.[3] Questo successo influì positivamente sulla Football Alliance, che accettò l'Ardwick come ulteriore franchigia per la stagione 1891-1892. L'Alliance si fuse con la Football League nel 1892, cosicché l'Ardwick divenne membro della seconda divisione della Football League. Problemi finanziari nella stagione 1893-94 portarono ad una riorganizzazione del club, che divenne il Manchester City Football Club, società formalmente registrata il 16 aprile 1894.

La vittoria della seconda divisione della Football League nel 1899 diede al club i suoi primi onori e la promozione alla più alta serie calcistica inglese, la Football League first division. Il club ebbe il suo più grande successo il 23 aprile del 1904, battendo il Bolton Wanderers 1-0 al Crystal Palace National Sports Centre per vincere il più prestigioso torneo ad eliminazione[4] del calcio inglese, la FA Cup, sfiorando il "double" e finendo secondi classificati in campionato. Nelle stagioni seguenti al trionfo in FA Cup, il club fu accusato di irregolarità finanziarie, che culminarono nel 1906 nella sospensione di diciassette giocatori, incluso il capitano Billy Meredith.[4] Per la rabbia dei tifosi del City, molti dei giocatori sospesi andarono a giocare dai rivali locali del Manchester United, formando il nucleo della prima squadra vincente di quest'ultimo. Un incendio ad Hyde Road distrusse la tribuna principale nel 1920 e nel 1923 il club si spostò a Maine Road, nel Moss Side di Manchester.

Finali di coppa consecutive (anni '30-'50)[modifica | modifica sorgente]

Negli anni '30 il Manchester City raggiunse finali di FA Cup consecutive, perdendo contro l'Everton nel 1933 prima di vincere la coppa battendo il Portsmouth nel 1934. Il club cinse anche la first division nel 1937, venendo però retrocesso nella stagione seguente, nonostante avesse il miglior attacco della divisione.[5] Dopo una stagione in second division, i campionati furono sospesi a causa dell'inizio della seconda guerra mondiale.

Quando si ripresero i campionati, nella stagione 1946-1947, il City riguadagnò lo status di favorita e vinse il suo quinto titolo di second division. Negli anni '50, il City, usando una tattica chiamata "Revie Plan" raggiunse finali consecutive di coppa per la seconda volta nella sua storia, ed esattamente come negli anni '30, perse la prima e vinse la seconda, nel 1955 e 1956 rispettivamente. La finale del 1956, nella quale il Manchester City batté il Birmingham City 3-1, è una delle più famose di tutti i tempi, in quanto il portiere dei Citizens Bert Traumann continuò a giocare pur avendo il collo rotto.

L'era della gloria (1965-1979)[modifica | modifica sorgente]

Nel 1965 fu nominato allenatore Joe Mercer, con Malcolm Allison come assistente: nella prima stagione il City vinse il titolo di seconda divisione ritornando così in First Division. Nella stagione successiva la squadra, rinforzatasi durante il mercato estivo grazie agli acquisti di Mike Summerbee e Colin Bell, riuscì a centrare la salvezza classificandosi al quindicesimo posto: per il raggiungimento di tale traguardo furono decisive le ultime diciassette partite, in cui il City perse solo quattro volte.

Coppa delle Coppe 1970[6]
29 aprile 1970 - Prater Stadium, Vienna

600px sky city.png Manchester City - Górnik Zabrze Bianco e Rosso.svg

2 - 1

Manchester City Manchester City: Corrigan, Book, Booth, Heslop, Pardoe, Doyle (54' Bowyer), Towers, Oakes, Bell, Lee, Young. Allenatore: Mercer.

Gornik Zabrze Górnik Zabrze: Kostka, Oślizło, Florenski (Kuchta), Gorgoń, Olek, Latocha, Szołtysik, Wilczeck (Skowronek), Szaryński, Banaś, Lubański. Allenatore: Matyas.

Arbitro: Austria Paul Schiller
Marcatori: Gol 11’ Young, Gol 43’ (rig.) Lee, Gol 68’ Oślizło
Spettatori: 7.968

Alla fine del campionato 1967-68 il Manchester City riuscì a vincere il secondo titolo della sua storia: i momenti più salienti della stagione furono una gara contro il Tottenham (trasmessa in televisione e vinta per 4-1 dal City) denominata The Ballet on Ice (Il balletto sul ghiaccio) per via della neve che aveva ricoperto il campo di gioco, la vittoria per 3-1 all'Old Trafford contro il Manchester United (futuro campione d'Europa e rivale dei Citizens nella corsa al titolo) nel derby, e la gara dell'ultima giornata di campionato, vinta per 4-3 contro Newcastle United, che assicurò al City la vittoria del campionato. Nella stagione successiva, nonostante il raggiungimento del tredicesimo posto in classifica e l'eliminazione in Coppa dei Campioni al primo turno da parte del Fenerbahçe, la squadra continuò la sua scia di successi andando a vincere la FA Cup.

La vittoria del trofeo nazionale permise al Manchester City di giocare in Coppa delle Coppe per la stagione 1969-70: dopo aver eliminato l'Atlético Bilbao, il K. Lierse S.K., l'Académica Coimbra e lo Schalke 04, i Citizens approdarono in finale a Vienna contro i polacchi del Górnik Zabrze, sconfiggendoli per 2-1 e aggiudicandosi il loro primo trofeo europeo. Alla fine della stagione il Manchester City vinse la Coppa di Lega, diventando così il primo club inglese a vincere un torneo nazionale ed europeo nella stessa stagione.

Nel 1971 Mercer fu promosso come team manager della squadra, lasciando il posto al suo assistente Malcolm Allison: nella sua prima stagione il City lottò per la conquista del campionato trovandosi, a marzo, primo in classifica con quattro punti di distacco minimo sulle inseguitrici. Una crisi di risultati fece tuttavia scivolare la squadra al quarto posto. A seguito di questo insuccesso, i tifosi troveranno il colpevole di ciò nel giocatore Rodney Marsh[7] (il cui acquisto aveva intanto gravato sul bilancio della società), che ammetterà in seguito la sua colpa[7]. Nella stagione successiva la squadra fu abbandonata dal duo Mercer-Allison, i cui rapporti si erano intanto raffreddati: Mercer andrà ad allenare il Coventry City, mentre Allison abbandonò la squadra a metà stagione, lasciandola a metà classifica.

L'inizio della stagione 1973-74 fu caratterizzato da diversi avvicendamenti alla panchina del club, il cui controllo era stato assunto da Peter Swales: incominciò la stagione Johnny Hart, ma a ottobre fu esonerato in favore dell'ex capitano Tony Book che passò la mano a Ron Saunders dopo pochi giorni. Book tornò in panchina alla fine della stagione, rimanendoci fino al 1979, vincendo la Coppa di Lega nel 1976 e raggiungendo il secondo posto nella stagione 1976-77, concludendo il campionato a un punto dal Liverpool.

Primo declino (1979-1989)[modifica | modifica sorgente]

Il 1979 vide il ritorno di Malcolm Allison alla guida della squadra, che disputò una stagione anonima da acquisti onerosi rivelatisi poi fallimentari, tra cui gli ingaggi di Asa Hartford, Gary Owen, Peter Barnes o Steve Daley. Nella stagione successiva, sotto la guida di John Bond (subentrato ad Allison a stagione iniziata), il City raggiunse in finale di FA Cup il Tottenham: la partita finì 1-1 (grazie ad un goal ed un autogoal di Tommy Hutchinson) e fu rigiocata. Vinse il Tottenham, dopo essere passato in svantaggio per 2-1.

A metà del campionato 1982-83, con la squadra assestata in una posizione di metà classifica, Bond fu licenziato dopo una discussione con la dirigenza e sostituito con il vice allenatore John Benson: la squadra ebbe un devastante calo di rendimento (11 punti in diciannove partite con tre punti per vittoria) finendo per retrocedere all'ultima giornata a causa di una sconfitta contro il Luton Town (anch'esso in lotta per non retrocedere) quando sarebbe bastato un pareggio per salvarsi. Alla fine della stagione fu ingaggiato Billy McNeill che, dopo una stagione interlocutoria in cui mancò la promozione, nel 1985 riportò i Citizens in massima serie. La permanenza del Manchester City in First Division questa volta fu però breve: dopo essersi salvata stentatamente nella stagione 1985-86, la squadra retrocesse al termine della stagione 1986-87, dopo che McNeill aveva lasciato il posto a Jimmy Frizzell. Ritornato dopo due anni in Second Division, il Manchester City fu affidato a Mel Machin, che nel 1989 riportò la squadra in massima serie grazie al secondo posto in seconda divisione.

Miglioramenti (1987-1993)[modifica | modifica sorgente]

Machin fu esonerato a novembre 1989 e sostituito dall'ex allenatore dell'Everton Howard Kendall. Ottenuta una salvezza che pareva improbabile, Kendall fece ritorno all'Everton nel novembre 1990 e fu sostituito dal trentaquattrenne centrocampista Peter Reid. Il City concluse la stagione 1990-1991 al quinto posto e si ripeté l'anno dopo, ma non si qualificò per la Coppa UEFA perché all'epoca tale diritto spettava solo alla seconda e alla terza classificata. Nel 1992-1993, stagione inaugurale della Premiership, la squadra si piazzò nona. Fu un buon risultato, ma Reid perse il posto dopo due giornate del campionato 1993-1994.

Nuovo declino (1993-1998)[modifica | modifica sorgente]

Fu, quella, una stagione tribolata per il City. Il sedicesimo posto conseguito dal nuovo tecnico Brian Horton non bastò a placare le ire dei tifosi, che contestarono il presidente Peter Swailes, che cedette il controllo della società alla vecchia gloria del club Francis Lee. Nel 1994-1995 una disastrosa seconda parte di stagione fece precipitare la squadra al diciassettesimo posto, due posizioni sopra la zona retrocessione. Horton fu sollevato dall'incarico prima della fine della stagione e sostituito con l'allenatore del Southampton James Alan Ball. Ball tentò di rivoluzionare l'organico, caldeggiando la cessione di molti elementi in là con gli anni e inserendo in squadra numerosi giovani promettenti, tra i quali il ventiduenne centrocampista georgiano Georgiou Kinkladze. L'inizio della stagione fu, tuttavia, terribile e costrinse il City a lottare per la salvezza. La retrocessione all'ultima giornata non fu evitata.

Negli ultimi mesi del 1996 il City stentò in Division One e Ball fu esonerato. Al suo posto venne Steve Coppell, che si dimise dopo poche settimane a causa dell'eccessiva pressione accusata. A Natale il Manchester City era a metà classifica e decise di puntare sull'ex allenatore del Nottingham Forest Frank Clark per fermare il declino. Clark concluse al quattordicesimo posto, ma a metà della stagione seguente, nel febbraio 1998, anch'egli fu esonerato, con la squadra nelle ultime cinque della graduatoria. Il suo sostituto, Joe Royle, già all'Oldham e all'Everton condusse la squadra al quattordicesimo posto e vinse l'ultima partita per 5-2 in casa della diretta concorrente Stoke City. La vittoria fu inutile, perché anche le altre tre squadre coinvolte nella battaglia per la salvezza - Portsmouth, Queens Park Rangers e Port Vale - ottennero i tre punti. Il City retrocesse così in Division Two, la terza divisione inglese, per la prima volta nella propria storia.

Ripresa (1998-2008)[modifica | modifica sorgente]

La retrocessione ebbe riprecussioni rilevanti sull'assetto societario. David Bernstein fu nominato nuovo presidente. La promozione in Division One fu immediata e raggiunta ai play-off contro il Gillingham grazie a un gol nel finale di Paul Dickov, che pareggiò per il City portando la sfida ai rigori, dove i Citizens ebbero la meglio.

Già nel 1999-2000 la squadra di Royle lottò per la promozione diretta in Premiership e la conseguì all'ultimo turno grazie al secondo posto in classifica. L'atteso ritorno del Manchester City in Premier League si era compiuto nel minor tempo possibile.

Nel 2000-2001, però, gli Sky Blues retrocessero in Division One con una giornata di anticipo. Per la prima volta nella storia della Premiership tutte le retrocessioni erano già decise prima dell'ultima giornata del campionato. Royle fu esonerato e rimpiazzato dall'ex commissario tecnico della Nazionale inglese Kevin Keegan. Keegan acquistò giocatori di valore come Eyal Berkovic, Ali Benarbia e Stuart Pearce. Nel 2001-2002 il City vinse il campionato di Division One, stabilendo il proprio record di punti conquistati in una stagione. L'attaccante Shaun Goater mise a segno ben 30 gol e il compagno di reparto Darren Huckerby altri 26.

Questa volta il ritorno del City in Premier League fu decisamente migliore. Nel 2002-2003 si piazzò al nono posto, qualificandosi per la Coppa UEFA grazie alla vittoria del Premio Fair Play. Fu quella l'ultima stagione al Maine Road, che il club lasciò dopo 80 anni per spostarsi al City of Manchester Stadium, nuovo stadio da 48.000 posti, originariamente costruito per ospitare i Giochi del Commonwealth del 2002. Nel 2003-2004 la squadra faticò a rimanere in massima serie, ma alla fine ci riuscì con un turno di anticipo, piazzandosi poi al sedicesimo posto, con una differenza reti di +1.

Keegan lasciò la squadra nel marzo 2005 e fu sostituito da Stuart Pearce, che condusse il City all'ottavo posto, mancando di poco la qualificazione in Coppa UEFA. Nel 2005-2006 la squadra cominciò bene, ma verso la fine ebbe un calo di forma - 9 sconfitte nelle ultime 10 partite - che la fece scendere alla quindicesima posizione. L'anno dopo arrivò un quattordicesimo posto. Pearce fece spazio all'ex CT della Nazionale inglese Sven Goran Eriksson, che nel 2007-2008 fece del City una squadra in grado di competere per un posto in Coppa UEFA. Vinse le prime tre partite (compreso il derby contro il Manchester United), ma dopo la seconda parte di stagione la squadra non andò oltre il nono posto. Eriksson terminò la sua esperienza al City il 2 giugno 2008[8].

Nuova proprietà e rinascita (dal 2008)[modifica | modifica sorgente]

Carlos Tévez, al Manchester City dal 2009

Il 5 giugno 2008 fu assunto al suo posto Mark Hughes, che firmò un contratto triennale. L'ex attaccante del Manchester United ed ex allenatore del Galles e del Blackburn Rovers disse subito di voler trasformare il City in una squadra di vertice in Premier League e nelle coppe europee[9].

I propositi di rendere il Manchester City una squadra egemone furono confermati il 1º settembre 2008, quando fu ufficializzata la notizia dell'acquisto della società da parte della compagnia araba Abu Dhabi United Group[10], che rilevò il sodalizio dall'ex presidente Thaksin Shinawatra. La società è presieduta dall'arabo Sulaiman Al Fathim ed è posseduta dal connazionale Mansour Bin Zayed.

Dall'avvento della facoltosa compagnia araba la squadra è stata al centro delle più importanti e clamorose trattative di mercato. Proprio nello stesso giorno del passaggio di proprietà il club versò 32,5 milioni di sterline al Real Madrid per acquistare il fuoriclasse brasiliano Robinho. A gennaio 2009 presentò una'offerta di 120 milioni di euro al Milan per Kaká[11][12][13][14]. Il 19 gennaio 2009, quando il passaggio di Kaká ai Citizens sembrava già definito[15], il giocatore rifiutò l'offerta[16]. A gennaio la dirigenza concluse comunque due acquisti, quelli di Craig Bellamy dal West Ham United e del portiere Shay Given dal Newcastle United. La prima stagione con Hughes si chiuse con un settimo posto e l'eliminazione ai quarti di finale della Coppa UEFA.

Nel mercato estivo del 2009 il Manchester City si confermò club con ingenti disponibilità finanziarie, sborsando oltre 100 milioni di sterline per gli acquisti dei calciatori Gareth Barry, Roque Santa Cruz, Carlos Tévez, Emmanuel Adebayor, Kolo Touré e Joleon Lescott. In campionato la squadra fu capace di battere compagini del calibro di Chelsea e Arsenal, ma in 12 giornate rimasero quelle le uniche due vittorie. Così Hughes fu esonerato e sostituito il 2 dicembre 2009 da Roberto Mancini, che con 11 vittorie, 6 pareggi e 4 sconfitte in 21 giornate condusse la squadra al quinto posto, miglior piazzamento dal 1992, e alla qualificazione in Europa League.

Roberto Mancini allena il Manchester City dal 2 dicembre 2009

Nell'estate 2010 i dirigenti del Manchester City hanno rinforzato l'organico con una dispendiosa campagna acquisti. Sono arrivati David Silva dal Valencia, Aleksandar Kolarov dalla Lazio, Mario Balotelli dall'Inter, Yaya Touré dal Barcellona, Jerome Boateng dall'Amburgo e James Milner dall'Aston Villa. Da segnalare anche la cessione di Robinho, passato al Milan in chiusura di calciomercato per 22 milioni di sterline, 10 in meno della cifra per la quale era stato prelevato dal Real Madrid.
A metà ottobre il City veleggiava al secondo posto in Premier League, a due punti dalla capolista Chelsea e 3 punti sopra Arsenal, Manchester United e Tottenham. Dopo le vittorie contro Newcastle, Blackpool e in Europa League contro il Lech Poznan, la squadra patì due sconfitte consecutive in campionato contro Arsenal e Wolverhampton e uno stop in casa dei polacchi del Lech Poznan (1-2). Per la prima volta nella gestione di Roberto Mancini furono tre le sconfitte consecutive. Da inizio novembre al 20 dicembre il City registrò una striscia di 9 risultati utili consecutivi, tra cui la vittoria per 3-0 (con conseguente qualificazione alla seconda fase) contro il Salisburgo e il pareggio per 1-1 a Torino contro la Juventus. In questo periodo la squadra si portò a sole tre lunghezze dal Manchester United capolista in campionato, segnando 15 gol e subendone solo 4. Il 12 dicembre 2010 Carlos Tévez manifestò alla dirigenza la propria volontà di lasciare il club a gennaio. In una nota il club stigmatizzò l'atteggiamento dell'agente del giocatore, l'iraniano Kia Joorabchian, accusato di aver influenzato Tévez spingendolo a chiedere il trasferimento, ma il giocatore ribadì più volte la propria intenzione. Il 20 dicembre la società rese noto che il giocatore aveva ritirato la propria richiesta di essere ceduto dopo colloqui con la dirigenza. Quel giorno il City perse per 2-1 contro l'Everton, perdendo l'occasione di issarsi in vetta alla graduatoria a Natale per la prima volta dal 1929. Due nette vittorie nei due turni seguenti portarono comunque il City in testa insieme ai rivali cittadini del Manchester United. Nel 2011 la squadra perse terreno in campionato, chiudendo comunque il campionato al terzo posto,qualificandosi in Champions League dopo ben 43 anni di assenza dalla massima competizione europea, mentre proseguì il cammino in FA Cup. In Europa League l'eliminazione arrivò agli ottavi di finale contro la Dinamo Kiev (che vinse per 2-0 a Kiev e per 1-0 al City of Manchester). In FA Cup i Citizens eliminarono Leicester City (4-2), Notts County (5-0), Aston Villa (3-0) e Reading (1-0) e si guadagnarono così la semifinale contro il Manchester United. Per la prima volta le due rivali cittadine si affrontarono a Wembley (nuovo o vecchio impianto) e di fronte a 86.000 spettatori (9,5 milioni di persone guardarono in TV gli ultimi 15 minuti della partita, quasi il 50% di share) la squadra di Mancini vinse grazie ad un gol di Touré. In finale il City, che nel frattempo si era qualificato per la Champions League battendo per 1-0 il Tottenham Hotspur, affrontò lo Stoke City. Un gol di Yaya Touré bastò per consentire alla squadra di sollevare il trofeo, il primo dopo 35 anni.

Nelle prime 8 partite di Premier League 2011-2012 il Manchester City ha pareggiato una volta e vinto 7 volte. Alla nona giornata ha battuto il Manchester United all'Old Trafford per 6-1, staccandolo di altri tre punti (oltre ai due di vantaggio che aveva prima del match). La netta affermazione del City è importante anche perché lo United non perdeva in casa dall'aprile 2010, non aveva mai perso con un simile scarto dall'avvento della Premier League (1992) e all'Old Trafford non faceva registrare una sconfitta così sonora dal 1955 (per la prima volta dal 1930 i Red Devils concedevano sei gol tra le mura amiche).
Il cammino del Manchester City in Champions League è terminato dopo la prima fase. Il club, sorteggiato in un difficile girone comprendente Villarreal, Napoli e Bayern Monaco, si è piazzato terzo dietro tedeschi e italiani con 3 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte, come gli italiani, in vantaggio però nello scontro diretto. Il terzo posto consente al City di proseguire la propria stagione europea in Europa League. Il 27 settembre 2011, nella partita di Champions League in casa del Bayern Monaco, sul risultato di 2-0 per i tedeschi Mancini ha invitato Carlos Tévez ad entrare in campo nel secondo tempo della partita, ma il calciatore si è rifiutato di subentrare. Al termine della partita Mancini ha dichiarato che sotto la sua guida il calciatore argentino non scenderà più in campo con la maglia del Manchester City e il calciatore dovrebbe lasciare il club a gennaio 2012. In FA Cup l'urna ha messo di nuovo di fronte City e United, ma questa volta ad avere la meglio è stato lo United, vittorioso per 3-2 al City of Manchester nel quarto turno, l'8 gennaio. Intanto il cammino in Europa League si ferma agli ottavi di finale contro i portoghesi dello Sporting Lisbona, dopo che ai sedicesimi il City aveva eliminato i campioni in carica, i portoghesi del Porto. Dopo una leggera flessione, in campionato i citizens sono sostituiti alla vetta della classifica dal United che allungarono di 8 punti sui rivali cittadini, rischiando di vedere infranto il sogno di tornare a vincere il campionato inglese dopo un digiuno che dura dal 1968. Alcune partite senza vittoria dello United però, unite ad una serie di vittorie del City tra cui quella nel derby di Manchester in cui lo United fu battuto per 1-0 con gol del capitano Vincent Kompany, il City si portò a pari punti con i cugini, ma in vantaggio grazie alla miglior differenza reti. Il sogno fu coronato il 13 maggio 2012: nell'ultima partita di campionato nello stadio di casa contro il QPR, in lotta per non retrocedere, al 92º minuto il City si trova sotto per 1-2, risultato ribaltato negli ultimi 2 minuti di recupero grazie ai gol di Dzeko e di Aguero, regalando così il titolo che mancava in casa del City da ben 44 anni.

Nell'estate 2012 non si fermano gli investimenti milionari dei proprietari che investono nella campagna acquisti altri 60 milioni di euro, parzialmente rimpinguati dalle cessioni di Adam Johnson, De Jong, Adebayor e Weiss, per un incasso complessivo 20 milioni, sufficienti per acquistare Nastasić, Sinclair, Javi Garcia, Rodwell e Maicon. Acquisti a cui manca il grande nome che avrebbe desiderato il manager dei citizens Roberto Mancini. Ciò nonostante la stagione comincia con grandi obbiettivi posti dalla ambiziosa dirigenza ma l'annata prende una brutta piega con una squadra mai in corsa per la premier vinta dai rivali cittadini con largo anticipo e con un girone di champions catastrofico con Borussia Dortmund, Real Madrid e Ajax nel quale il City riesce a peggiorare la già negativa esperienza dell'anno passato chiudendo all'ultimo posto la fase di qualificazione non riuscendo neanche a centrare il ripescaggio in Europa League. A Roberto Mancini ed ai suoi resta un unico obiettivo la FA Cup nella quale il City raggiunge la finale trovandosi ad affrontare a Wembley il più che modesto Wigan. Già prima della partita si respira l'aria della beffa, che si realizza quando al novantunesimo Ben Watson trafigge Joe Hart con uno stacco di testa all'altezza del primo palo sugli sviluppi di un corner. Per il City svanisce anche l'ultimo obiettivo stagionale. Due giorni dopo il 13 maggio è ufficializzata la notizia dell'esonero di Roberto Mancini a cui non bastano una Premier una Community Shield ed una Fa Cup per restare alla guida degli Sky Blues anche nella stagione 2013-2014. Lo sostituisce per le ultime due partite il suo vice Brian Kidd. Al termine della stagione viene ufficializzato il nuovo tecnico per la stagione 2013-2014, Manuel Pellegrini.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gary James, Manchester City - The Complete Record, Derby, Breedon, 2006, ISBN 1-85983-512-0. p17
  2. ^ Gary James, Manchester: The Greatest City (Polar Publishing, 2002), 15.
  3. ^ David Clayton, Everything under the blue moon: the complete book of Manchester City FC - and more!, Edinburgh, Mainstream publishing, 2002, ISBN 1-84018-687-9.p17
  4. ^ a b Manchester: The Greatest City, 59-65.
  5. ^ England 1937/38 in league table from RSSSF. URL consultato il 29 dicembre.
  6. ^ (DE) Statistiche della Coppa delle Coppe 1969-70
  7. ^ a b Marsh: FA quick to discard experience, consultato il 24 gennaio 2006.
  8. ^ (EN) Eriksson leaves Manchester City, BBC, 2 giugno 2008.
  9. ^ (EN) Hughes sets high Man City targets, BBC, 1º settembre 2008.
  10. ^ Calcio, società Emirati Arabi compra Manchester City, Reuters Italia, 1º settembre 2008.
  11. ^ Kakà-City, ore decisive Corrieredellosport.it
  12. ^ Kakà, il Milan vacilla Iltempo.ilsole24ore.com
  13. ^ Kaka': tutti i dettagli dell'operazione finanziaria e le scelte tattiche di Hughes Goal.com
  14. ^ Kakà, il Manchester City spenderà 272 milioni News-impianti.com
  15. ^ Berlusconi: "Kakà resta". Lui: "Ho deciso con il cuore", La Gazzetta dello Sport, 19 gennaio 2009. URL consultato il 20 gennaio 2009.
  16. ^ Kakà resta al Milan "Ho scelto col cuore, i soldi non contano", la Repubblica, 20 gennaio 2009. URL consultato il 20 gennaio 2009.
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