Museo della civiltà romana

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Coordinate: 41°49′53.39″N 12°28′40.15″E / 41.831497°N 12.477819°E41.831497; 12.477819

Museo della Civiltà Romana
Vista del colonnato del Museo
Vista del colonnato del Museo
Tipo Archeologia
Data fondazione 1952
Indirizzo Piazza Giovanni Agnelli 10
00144 Roma (Italia)
Sito ufficiale

Il Museo della Civiltà Romana documenta i vari aspetti della civiltà romana, compresi gli usi e i costumi, attraverso una ricchissima collezione di copie di statue, calchi di bassorilievi, modellini architettonici di singole opere e di complessi monumentali, plastici anche di grandi dimensioni; tutti i manufatti sono realizzati con una accuratezza tale da farne delle vere opere d'arte. Tra le opere esposte ne spiccano due: la serie completa dei calchi della Colonna Traiana e il grande plastico della Roma imperiale.

La visita al Museo della Civiltà Romana è complementare all'osservazione dei monumenti antichi della capitale, in quanto essa permette di conoscere le più importanti opere che la romanità ha lasciato fuori Roma, in tutte le terre da essa interessate, e di conoscerne i molteplici aspetti della vita quotidiana. Inoltre, grazie ai modellini dei monumenti romani, la visita consente di capirne meglio la struttura e l'aspetto originario. Per questi motivi, nonostante la pressoché totale assenza di reperti originali, il museo ha una grande valenza didattica e documentaria.

Il museo si trova a Roma nel quartiere EUR e fa parte del sistema dei "Musei in comune" del comune di Roma.

Il Museo della Civiltà Romana lato sinistro

Storia del Museo e dell'edificio che lo ospita[modifica | modifica sorgente]

Veduta dell'interno del colonnato che collega i due corpi del Museo
Il colonnato d'ingresso
Statua che mostra l'aspetto di un guerriero piceno, ricostruito in base al guerriero di Capestrano (sala della Roma arcaica).
8) Calco del ritratto di Augusto capite velato, trovato ad Ancona. L'originale è esposto al Museo archeologico nazionale delle Marche (sala di Augusto).
plastico riproducente il Ludus Magnus (scuola gladiatoria) di Roma (sala degli imperatori Flavi).
Plastico del Circo di Massenzio di Roma (sala di Costantino).
Ricostruzione di una biblioteca privata, sulla base di quella di Villa Adriana di Tivoli (sala delle biblioteche).
Calco del Sarcofago di Stilicone, il cui originale è visibile a Milano, nella Basilica di Sant'Ambrogio (sala del Cristianesimo).
Mostra archeologica - cinquantenario dell'Unità italiana

Il materiale esposto nel Museo proviene in gran parte da due storiche occasioni espositive: la prima fu la Mostra archeologica organizzata da Rodolfo Lanciani nel 1911 alle Terme di Diocleziano, in occasione del primo cinquantenario dell'Unità d'Italia; essa era dedicata soprattutto ad illustrare la civiltà romana nelle provincie.

I materiali preparati per la mostra del 1911 non vennero dispersi, ma collocati nella sede dell'antico pastificio Pantanella alla Bocca della Verità (residuo degli stabilimenti industriali che occupavano l'area del Circo Massimo fino agli anni trenta), ricostruito come sede del Museo dell'Impero Romano, inaugurato nel 1929.

Mostra Augustea della Romanità - bimillenario della nascita di Augusto

Nel 1937 fu organizzata dal governo fascista, al Palazzo delle Esposizioni, la Mostra Augustea della Romanità, per celebrare il bimillenario della nascita di Augusto e sostanzialmente il regime fascista, che aveva appena proclamato l'impero, nel 1936[1]. Nella mostra vennero esposti i materiali già raccolti nel Museo dell'Impero Romano, che vennero integrati da numerosi altri realizzati per l'occasione; tra questi il grandioso plastico della Roma imperiale, oggi senz'altro il più noto allestimento del Museo, anche a livello internazionale[2]. La mostra suscitò un eccezionale interesse e, anche per questo motivo, si decise di istituire un museo che esponesse permanentemente i materiali in essa presentati. Fu così che nacque l'idea di un Museo della Civiltà Romana da allestirsi all'EUR.

Il progetto della sede del museo

Si arrivò così nel 1939 alla progettazione dell'edificio che oggi ospita il museo, opera degli architetti Pietro Aschieri, Cesare Pascoletti, Gino Peressutti e Domenico Bernardini. La struttura sarebbe dovuta servire inizialmente per una mostra celebrativa delle vittorie fasciste, da tenersi in occasione della prevista Esposizione Universale di Roma del 1942. L'opera era stata commissionata dalla FIAT[3], che ne rimase per anni proprietaria; all'epoca la grande industria torinese era governata dal senatore Agnelli. Solo dopo l'esposizione del 1942, l'edificio avrebbe dovuto accogliere in modo permanente la grande quantità di materiale che era stata già esposta alla Mostra Augustea della Romanità[4]; sarebbe così sorto un nuovo grande museo didattico, ricco di plastici, modellini e calchi utili a ricostruire davanti agli occhi dei visitatori tutti gli aspetti della civiltà romana e tutti i monumenti più importanti che tale civiltà lasciò nei tre continenti nei quali si diffuse.

il Museo della Civiltà Romana

A causa dello scoppio della Seconda guerra mondiale, l'esposizione prevista nel 1942 non ebbe luogo e i lavori di costruzione della struttura che avrebbe dovuto ospitare il museo furono interrotti. Solo nel 1952 l'edificio fu completato e poté finalmente ospitare il previsto Museo della Civiltà Romana, di cui una parte fu aperta in quell'anno e che fu inaugurato completamente nel 1955. La monumentale struttura architettonica fu donata dalla FIAT all'Ente EUR e affidata per la gestione, in comodato d'uso, al Comune di Roma[5]. Tra i materiali che sono stati allestiti dopo l'inaugurazione spicca il grande plastico della Roma arcaica, che permette un utile confronto con il già esistente plastico della Roma imperiale.

Caratteristiche dell'edificio

L'edificio è costituito da due corpi di fabbrica laterali, collegati da un terzo corpo, costituito da un colonnato scenografico rialzato e aperto verso la zona verde delle Tre fontane. Le mura sono ricoperte da un bugnato in peperino e le colossali colonne sono in travertino. Sotto al piano del colonnato si trova la lunga galleria interrata che collega i due corpi laterali e in cui sono esposti i calchi della Colonna Traiana. Particolarità suggestiva della struttura è la quasi totale assenza di finestre e i soffitti a lucernario, caratteristiche che evitano al visitatore il contatto con il mondo esterno e lo aiutano ad immergersi anche emozionalmente nel passato. A ricordo del contributo dalla FIAT, la piazza compresa tra i tre corpi dell'edificio è intitolata al senatore Giovanni Agnelli.

Dal 2004 sono stati collocati nella sede del Museo della civiltà romana il Planetario, proveniente dalla Sala Ottagona delle Terme di Diocleziano, e il Museo astronomico di Roma.

Dal dopoguerra la piazza antistante il museo viene usata, spesso, come scenografia già pronta per film di carattere storico mitologico come i peplum degli anni 50/60, uno dei primi film girati sul luogo fu O.K. Nerone, di Mario Soldati del 1950, sino ai recenti serial televisivi sull'Antica Roma.

Allestimento attuale[modifica | modifica sorgente]

Il museo è attualmente suddiviso in 59 sezioni, occupa una superficie di 12.000 metri quadrati ed è ordinato in sale di un’altezza media di 10 metri, tale da consentire la ricostruzione in scala 1:1 di facciate di monumenti.

Tra i pezzi di maggiore interesse ricordiamo il grande plastico di Roma antica ai tempi di Costantino I, ossia nel IV secolo d.C. (sala XXXVIII). Il modello (al quale è dedicata una vastissima sala) è in scala 1:250. La ricostruzione, realizzata dall’architetto Italo Gismondi, risponde a rigorosi criteri scientifici, avendo come base la Forma Urbis Severiana, una carta marmorea risalente al III secolo d.C., e la Forma Urbis Romae dell'archeologo Rodolfo Lanciani[6]. Il modello inoltre continua ad essere aggiornato e modificato alla luce di nuove scoperte[7].

Di estremo interesse sono anche i calchi dei rilievi della Colonna Traiana, costruita nel 113 d.C. su progetto di Apollodoro di Damasco per celebrare le vittorie riportate dall’imperatore Traiano sui Daci, nelle due guerre daciche, del 101-102 e del 105 e 106 d.C. (sala LI). La riproduzione dei rilievi della colonna esposta in questo museo è una delle tre serie fatte realizzare da Napoleone III nel 1861; le altre due sono esposte in Francia, a Saint-Germain-en-Laye e in Inghilterra, al Victoria and Albert Museum. La copia presente al Museo venne donata dal Bonaparte a papa Pio IX e successivamente concessa da Pio XII in deposito perpetuo al Museo della Civiltà Romana. L’attuale esposizione orizzontale delle scene, che si sviluppano per circa 200 metri, consente una visione ravvicinata di tutti i rilievi nello stato di conservazione del 1800 e permette di prendere contatto con le 2500 figure di uno dei massimi capolavori dell'arte romana.

Anche di grande interesse sono i calchi dei rilievi del grande fregio di Traiano, alto 3 metri e lungo oltre 18 metri (sala XXXVIII). Essi permettono di ammirare nella sua originaria unità questa importante opera scultorea, che all'epoca dell'imperatore Costantino fu divisa in quattro parti e posto sull'arco a lui dedicato, dove ancor oggi si trova diviso in quattro blocchi, due nel passaggio del fornice centrale e due in alto sull'attico[8][9].

Altri plastici di grande interesse sono quello di Villa Adriana (sala XII) e quello della Roma arcaica (sala XVIII), in scala 1:1000.

Il percorso è diviso in due settori, uno cronologico ed uno tematico. Il primo, che si articola in dodici sale, offre una sintesi storica di Roma dalle origini al VI secolo d.C.; il settore tematico si snoda lungo altre dodici sale e documenta i vari aspetti della vita quotidiana e della cultura materiale. La serie dei calchi della Colonna Traiana è esposta all'interno del settore tematico e al termine di esso si incontra il grande plastico della Roma imperiale.

Settore cronologico[modifica | modifica sorgente]

Le prime quattro sale ospitano la biglietteria e i servizi. Di seguito si elencano i materiali più importanti esposti in ogni singola sala; la numerazione delle sale non sempre è progressiva, ma rispecchia l'attuale percorso di visita. I materiali elencati sono soltanto una scelta dei tanti presenti[10].

Settore tematico[modifica | modifica sorgente]

La numerazione delle sale qui presentata non è progressiva, ma rispecchia l'attuale percorso di visita; anche in questo caso i materiali elencati sono soltanto una scelta dei tanti presenti[11]

  • Sala LVI: dei porti
  • Sala LV: del commercio e della vita economica
  • Sala LIV: della caccia, della pesca e dell'alimentazione
  • Sala LIII: dell'agricoltura, della pastorizia e dell'agrimensura
    • riproduzione di macine per grano, sul tipo di quelle ritrovate ad Ostia antica; modellino architettonico di un'abitazione rustica romana: quella di Boscoreale (Napoli)
  • Sala LII: dell'industria e dell'artigianato
  • Sala LI: della Colonna Traiana
    • si trova qui la serie completa de calchi della Colonna Traiana e il modellino del monumento.
  • Sala L: della medicina e della farmacia
    • copia della statua della dea Igea da Rodi (Museo Archeologico Nazionale); copia della statua del dio Asclepio dei Musei Capitolini di Roma.
  • Sala XLIX: delle lettere e delle scienze
    • copia del mosaico con ritratto del poeta Virgilio da Sousse (Tunisia), ora al Museo del Bardo di Tunisi; riproduzione di orologio solare.
  • Sala XLVIII: della musica
    • riproduzioni e ricostruzioni di strumenti musicali antichi.
  • Sala XLVII: delle biblioteche
    • riproduzione a grandezza naturale di una biblioteca privata, basata su quella di Villa Adriana; riproduzione di tabulae ceratae; plastico ricostruttivo della biblioteca del Foro di Traiano di Roma.
  • Sala XLVI: del diritto
    • iscrizioni in cui sono riportati i testi delle principali leggi, tra cui quella delle XII tavole.
  • Sala XXXVI: della scuola
    • copia del rilievo raffigurante un maestro tra i suoi scolari proveniente da Neumagen (Germania).
  • Sala XXXVIII: del grande fregio di Traiano - vista dall'alto del plastico della Roma imperiale
  • Sala XXXIX: dell'abitazione
Plastico della Roma imperiale: il Foro Romano (a sinistra) e i fori di Cesare (al centro), Traiano, Augusto, Nerva, della Pace (dall'alto in basso); la Basilica di Massenzio.
L'imponente sala che conserva le copie di tutti i rilievi della Colonna Traiana.


Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Autori vari, Mostra Augustea della Romanità, casa editrice C. Colombo, Roma 1937. Il volume è il catalogo della mostra tenutasi a Roma nel 1937-1938 in occasione del bimillenario della nascita dell'imperatore Augusto; i materiali elaborati per tale mostra costituiscono il nucleo fondamentale delle raccolte del museo attuale (con numerose immagini).
  • Guilio Quirino Giglioli, Museo dell'impero romano, casa editrice R. Garroni, 1929
  • Supplemento al Catalogo della Mostra Augustea della Romanità, 1943
  • Autori vari, Museo della Civiltà Romana, catalogo; casa editrice C. Colombo, Roma 1964
  • Annamaria Liberati, Elspeth Thompson, Il Museo Della Civiltà Romana, casa editrice Latium, 1988
  • Autori Vari, 'Guida del Museo della Civiltà Romana, edita da: Comune di Roma, Soprintendenza Beni Culturali, Museo della Civiltà Romana, Roma 1988
  • Patricia Ann Gilson, Rituals of a Nation's Identity: Archaeology and Genealogy in Antiquities Museums of Rome, edizioni ProQuest, 2008 (con numerose immagini)

Galleria di immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Per l'imperialismo italiano si veda la voce Colonialismo italiano.
  2. ^ Autori Vari, 'Guida del Museo della Civiltà Romana, edita da: Comune di Roma, Soprintendenza Beni Culturali, Museo della Civiltà Romna, Roma 1988
  3. ^ Autori Vari, Palazzo del Museo della Civiltà Romana in EUR guida degli istituti culturali, pag. 56-57, Leonardo arte, Milano (1995). ISBN 88-7813-545-3
  4. ^ Autori vari, Mostra Augustea della Romanità - catalogo, casa editrice C. Colombo, Roma 1937
  5. ^ Le caratteristiche architettoniche dell'immobile, come i soffitti altissimi e le volumetrie assai scenografiche sono necessarie per l'esposizione dei materiali di grandi dimensioni presenti. Ci sono però problemi di tenuta termica e di costi di gestione. Sono stati necessari ripetuti interventi di risanamento, tra cui la lunga disinfestazione dalle termiti, la cui invasione danneggiò molti originali allestimenti in legno delle collezioni ed ha procurato danni allo stesso plastico della Roma imperiale.
  6. ^ Iniziato nel 1933, il plastico comprendeva originariamente soltanto il centro monumentale di Roma. L'ampliamento all'intera cinta aureliana fu realizzato per l'inaugurazione del Museo nel 1955.
  7. ^ Sonia Gallico, Roma e la Città del Vaticano, ATS Italia Editrice, 2007.pag. 285.
  8. ^ I calchi del fregio furono realizzati per la "Mostra Augustea della Romanità" inaugurata il 23 settembre del 1937 presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma), sulla base dei rilievi dell'arco di Costantino
  9. ^ Ranuccio Bianchi Bandinelli, Il maestro delle imprese di Traiano, Roma 2003, p. 48.
  10. ^ La scelta è stata effettuata in base alle segnalazioni riportate nelle varie guide del Museo e nelle guide della città di Roma, tra cui quella del TCI
  11. ^ La scelta è stata effettuata in base alle segnalazioni riportate nelle varie guide del Museo e nelle guide della città di Roma, tra cui quella del TCI

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]