Arco degli Argentari

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 41°53′22.24″N 12°28′58.71″E / 41.889511°N 12.482975°E41.889511; 12.482975

Arco degli Argentari
L'Arco degli Argentari nel Foro Boario.
L'Arco degli Argentari nel Foro Boario.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Roma-Stemma.png Roma

L'Arco degli Argentari è una piccola porta che si trova a Roma, accanto al portico della chiesa di San Giorgio al Velabro. Ha la forma di porta architravata, quindi non ha, nonostante il nome (moderno), la struttura di un arco.

Il monumento fu eretto nel 204 nel punto in cui l'antica strada urbana del vicus Jugarium si immetteva nella piazza del Foro Boario, nella zona dell'attuale piazza della Bocca della Verità. È una dedica privata degli argentarii et negotiantes boari huius loci ("i banchieri e i commercianti boari di questo luogo") agli augusti Settimio Severo e Caracalla, al cesare Geta, a Giulia Domna, moglie di Settimio Severo, e a Fulvia Plautilla, moglie di Caracalla. Dalle iscrizioni furono in seguito abrasi i nomi di Plautilla (esiliata nel 205 e uccisa nel 211) e di Geta (ucciso nel 212), dei quali era stata decretata la damnatio memoriae. In un primo momento la dedica riguardò forse anche il prefetto del pretorio Gaio Fulvio Plauziano, caduto nel 205.

Il monumento è alto complessivamente 6,15 m e il passaggio ha una larghezza di 3,30 m. La porta è costituita da un architrave sostenuto da due spessi pilastri, con lesene decorate agli angoli, di cui quello orientale venne per metà inglobato nel VII secolo nella vicina chiesa di San Giorgio in Velabro. La struttura è rivestita di lastre di marmo bianco, tranne il basamento in travertino.

Pannello interno, rafigurante Settimio Severo, Giulia Domna e una figura cancellata

La decorazione è ricchissima e riempie ogni superficie disponibile: sulla fronte meridionale l'iscrizione dedicatoria, che si sovrappone al fregio e all'architrave della trabeazione, è inquadrata da due bassorilievi raffiguranti Ercole e un genio. I pannelli all'interno del passaggio presentano rilievi con scene di sacrificio, con le figure simmetricamente contrapposte: sul lato destro (pilastro orientale) sono raffigurati Settimio Severo e Giulia Domna, mentre una figura abrasa doveva rappresentare Geta, e sul lato opposto Caracalla, che in origine aveva accanto Plautilla e Plauziano, anch'essi abrasi in seguito alla damnatio memoriae. Sul lato esterno del pilastro occidentale, il pannello raffigura soldati e prigionieri barbari, mentre sul lato frontale, tra le due lesene angolari del pilone, decorate da stendardi militari, si conserva una figura in tunica corta, piuttosto rovinata. Completano l'insieme, sopra i rilievi maggiori, pannelli più piccoli con Vittorie o aquile sorreggenti ghirlande, e al di sotto, scene dell'immolazione delle vittime sacrificali. Interessante notare la disposizione frontale delle figure imperiali che anticipano un modo che sarà tipico per Costantino.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]