Parco Centrale del Lago

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 41°49′41.56″N 12°28′04.41″E / 41.82821°N 12.467891°E41.82821; 12.467891

Parco Centrale del Lago
Roma EUR Laghetto vista dal basso.jpg
Il laghetto dell’EUR
Localizzazione
Stato Italia Italia
Località Roma
Indirizzo via Cristoforo Colombo
Informazioni generali
Tipo Parco pubblico
Superficie 0,16 km²
Inaugurazione 1962
Ingressi via C. Colombo
p.le Enrico Mattei
v.le America
v.le Oceania
v.le Umberto Tupini
Realizzazione
Architetto Raffaele De Vico
Ingegnere Giorgio Biuso
Proprietario EUR Spa

Il Parco Centrale del Lago, più informalmente Parco Lago dell’EUR, è una moderna area verde di Roma al cui interno si trova un bacino artificiale situato alla separazione delle carreggiate di via Cristoforo Colombo, nel quartiere dell’EUR.

Concepito fin dalla nascita dell’EUR nel 1936, ebbe pratica realizzazione solo nel dopoguerra; il laghetto artificiale che sorge al suo interno è chiuso sui due lati più corti, a nord ovest dal palazzo della banca UniCredit e a sud est dalla torre dell’ENI; sul lato verso il mare il laghetto è sovrastato dalla collina sulla cui sommità sorge il Palazzo dello Sport, lungo l’asse ottico di via Cristoforo Colombo, e alla cui base sorgono le cascate che fanno da quinta prospettica al Palazzo.

Il parco occupa una superficie di approssimativamente 160 000 , più o meno equamente suddivisi tra l’area verde e il lago artificiale.


Cenni storici e dati tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto dell’EUR 42 — l’Esposizione universale in programma per il 1942 ma che non fu mai realizzata — prevedeva fin dal 1937 un’area adibita a parco allo sdoppiamento delle carreggiate della Via Imperiale (oggi via Cristoforo Colombo[1]). Sovrastante tale area, concepita come “quinta prospettica” per i visitatori provenienti da Roma[1], avrebbe dovuto sorgere il cosiddetto Palazzo dell’Acqua e della Luce[1] (mai edificato, e sulla cui area fu invece costruito alla fine degli anni cinquanta il Palazzo dello Sport[1] in vista dei giochi della XVII Olimpiade assegnati a Roma).

Il progetto, che oltre al parco prevedeva anche un acquario, vide coinvolti gli architetti Raffaele De Vico e Marcello Piacentini[2] (quest’ultimo presidente della commissione esaminatrice dei lavori proposti per l’EUR[3]); tale area, in cui era fin da allora previsto un bacino artificiale sebbene non nella conformazione attuale, si inseriva in un progetto più ampio che consisteva nella creazione di otto parchi nel nuovo quartiere[2]. Il corpo forestale dello Stato fu il soggetto tecnico incaricato dell’imboschimento e del piano esecutivo ad esso collegato[2]. Il gruppo di lavoro esecutivo, sotto la consulenza di De Vico, si costituì nel 1939, ma l’ingresso dell'Italia in guerra e la caduta del fascismo nel 1943 fermarono i lavori[2].

La cascata, le fontane e, sullo sfondo, il Palazzo dello Sport

Fu, ancora, De Vico nel dopoguerra a seguire il progetto, di concerto con l’ingegnere Giorgio Biuso, direttore dei servizi di architettura e urbanistica dell’Ente EUR[4] e responsabile della parte idraulica e strutturale. La soluzione adottata fu un bacino artificiale di circa un chilometro di lunghezza[5], ortogonale all’asse del tracciato della via Imperiale — arteria concepita per collegare Roma al Lido e che nel dopoguerra fu realizzata con il nome di via Cristoforo Colombo — e la cui larghezza varia da un minimo di 60 a un massimo di 130 metri[5] per una superficie totale di poco più di ottantamila metri quadri[5]; la profondità è variabile dai due ai quattro metri[5].

Il laghetto con il palazzo dell’ENI sullo sfondo

Nel parco circostante al lago sorgono diverse infrastrutture costruite in occasione dei giochi olimpici che Roma ospitò nel 1960: sulla collina che sovrasta il lago si trova il Palazzo dello Sport (1958-60), opera di Pier Luigi Nervi e Marcello Piacentini, mentre sul fronte nord occidentale del bacino si trova la Piscina delle Rose (idem), che ospitò alcune gare del torneo olimpico di pallanuoto.

In particolare, la vista prospettica lungo l’asse di via Cristoforo Colombo con le spalle alla città mostra il Palazzo dello Sport che sovrasta una cascata, tributaria del lago, e una serie di fontane e cascate laterali più piccole[6]. Tali opere, che furono sottoposte a una prima ristrutturazione nel 2003[5] e un’altra più approfondita a fine decennio, hanno il duplice scopo di garantire il necessario apporto di ossigeno all’ecosistema costituito dal laghetto, nonché, in connessione con il sistema idrico del quartiere facente capo al serbatoio conosciuto come il Fungo, assicurare l’approvvigionamento d’acqua agli impianti antincendio dei manufatti limitrofi e a quelli di innaffiamento del parco[6].

La fermata del metro Roma B EUR Palasport

I due lati corti del laghetto sono delimitati a sud-est dal palazzo della direzione generale dell’ENI (1959-62) e a nord-ovest da viale Umberto Tupini e il palazzo della banca UniCredit (già quartier generale del Banco di Roma).

La strada pedonale e ciclabile che attraversa il parco si chiama Passeggiata del Giappone in onore di tale Paese il cui allora primo ministro, Nobusuke Kishi, in visita ufficiale in Italia nel luglio 1959, donò a Roma a nome del proprio governo 2 500 sakura (prunus serrulata ), ciliegi giapponesi da fiore[7], molti dei quali piantati proprio nel parco dell’EUR[8]. Al riguardo, è invalsa da qualche anno l’abitudine di celebrare anche a Roma un’usanza tipicamente nipponica, l’hanami (ovvero “ammirazione dei fiori”[9]), che avviene nel periodo di fioritura dei sakura (metà marzo — inizio aprile) e consiste nel passeggiare sotto tali alberi e sovente consumare un pic nic all’ombra degli stessi[9]; non manca chi celebra l’hanami vestendo il kimono, abito tradizionale del Giappone[9].

L’originario progetto dell’acquario ha trovato pratica realizzazione nel 2011, con l’inizio dei lavori per la costruzione del Mediterraneum a cura di EUR Spa; la struttura, che sorge lungo il bordo settentrionale del lago, ha una superficie di circa 14 000 m²[10]; inizialmente prevista per giugno 2012, l’apertura è stata rinviata di un anno per problemi tecnici ed è in programma nell’estate del 2013[11].

Sempre lungo il bordo settentrionale del parco, in viale America, si trovano due fermate della linea B della metropolitana di Roma: EUR Palasport (originariamente EUR Marconi), alla destra di via Cristoforo Colombo, ed EUR Fermi alla sinistra della stessa strada; le due stazioni distano meno di 200 metri tra di esse ed entrarono entrambe in esercizio il 9 febbraio 1955[12], giorno dell’inaugurazione del primo tratto di metropolitana a Roma.

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana di Roma B.svg
 È raggiungibile dalle stazioni: EUR Palasport e EUR Fermi.

Immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Rossi, pag. 142
  2. ^ a b c d Il progetto di De Vico e Piacentini, Mediterraneum - L’Acquario di Roma. URL consultato l'8 marzo 2013.
  3. ^ Rossi, pag. 140
  4. ^ Mobilità a Roma, errori e speranze in EUR Roma, 24 novembre 2009. URL consultato l'8 marzo 2013.
  5. ^ a b c d e Ester Palma, EUR, torna blu l'acqua del Laghetto in Corriere della Sera, 15 aprile 2003. URL consultato l'8 marzo 2013.
  6. ^ a b EUR - Valorizzazione aree verdi, EUR Spa. URL consultato l'8 marzo 2013.
  7. ^ Il primo ministro del Giappone si è incontrato con Segni e Pella in La Stampa, 21 luglio 1959, p. 1. URL consultato il 10 marzo 2013.
  8. ^ Giovanna Vitale, EUR, arrivano i bagni nel laghetto in la Repubblica, 16 luglio 2002. URL consultato l'8 marzo 2013.
  9. ^ a b c Hanami 2013 – Lago dell’EUR di Roma, Nanodà, 3 marzo 2013. URL consultato l'8 marzo 2013.
  10. ^ Mediterraneum Acquario di Roma, EUR Spa. URL consultato l'8 marzo 2013.
  11. ^ Alessio Sgherza, Acquario al Laghetto, ancora un anno di lavori in la Repubblica, 25 giugno 2012. URL consultato l'8 marzo 2013.
  12. ^ La metropolitana di Roma inaugurata da Einaudi in La Stampa, 10 febbraio 1955, p. 3. URL consultato l'8 marzo 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Piero Ostilio Rossi, Ilaria Gatti, Roma. Guida all’architettura moderna 1909-1991, 2ª ed., Bari, Laterza [1984], 1991, ISBN 88-420-2509-7.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]