Lippa (gioco)

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La lippa è un antico gioco popolare italiano che risale al XV secolo. La pratica della lippa s'è diffusa in varie nazioni europee quindi periodicamente si disputano tornei internazionali a livello agonistico.

Nella cultura popolare di alcune regioni d'Italia il termine viene utilizzato per descrivere qualcosa di particolarmente celere (es. andar veloce come una lippa).

Nome[modifica | modifica sorgente]

È noto con questo nome in Toscana (a Prato anche "cibbè" a Livorno come "ghinè") e altre regioni italiane, ma ha anche diverse denominazioni dialettali: per esempio a Brescia e Bergamo è noto con il nome di "ciáncol",a L'Aquila come "zirè", a Verona come "s-cianco", a Treviso come "pito", a Vicenza come "còncio", a Mantova come "s-ciancol", a Mede (Pavia) come "ciaramèla", ad Alessandria come "cirimèla", a Rovigo come "bindeche", a Ferrara come "Bac e pandòn", a Padova come "pindolo", a Venezia come "pandolo" (come pure a Pirano) o "massa e pandolo" (in tempi moderni "mazza e pindolo"), in Friuli come "pìndul pàndul" oppure gioco del "lip", a Canicattì come "tanapapiù". A Napoli, Caserta ed in generale in Campania è noto come "mazza e pivezo". A Conza della Campania in provincia di Avellino si chiama "mazza e pieuz", a Pescara "mazz' e cuzz'". A Cosenza "stiriddru" Per i ragazzi pugliesi il suo nome è "mazz'e licche" o "mazz'a ccurte". A Roma come "bastone e nizza", in Ciociaria come "zicchia", in Romagna come "giaré", a Terracina come "mazza e saràga". Nel Sud del Canton Ticino (Svizzera Italiana) viene chiamato "rèlla". A Siracusa è chiamato "scannello". Mentre a Gioia del Colle in Puglia il gioco è famoso sotto il nome di " pizzecal' A Serra San Bruno in Calabria il gioco è famoso sotto il nome di " mazza e spizzingulu " a San Donato di Ninea "Cavicchiula"

Regolamento[modifica | modifica sorgente]

Il gioco è effettuato con due pezzi di legno, generalmente ricavati dai manici di una scopa, uno di circa 15 cm in lunghezza con le estremità appuntite (chiamato lippino), l'altro lungo circa mezzo metro chiamato lippa: si traccia a terra un cerchio ed un ovale per posizionare il lippino. La tecnica consiste nel colpire con il pezzo lungo il pezzo piccolo su un'estremità per farlo saltare (questo il motivo delle estremità appuntite), quindi colpirlo. Si hanno tre tentativi, il gioco consiste nel lanciare il pezzo piccolo quanto più lontano possibile.

Il numero di concorrenti è variabile. La squadra che attacca dispone al centro di un cerchio di raggio pari alla lunghezza del bastone che si usa come mazza il bastoncino piccolo, affusolato, la lippa appunto; se ne colpisce un'estremità per sollevarla in aria e colpirla con forza una seconda volta per lanciarla il più lontano possibile.

La squadra che difende si dispone in modo da afferrare al volo la lippa, cosa piuttosto difficile, se vi si riesce il lanciatore è eliminato. In caso contrario dal punto in cui è finito il lippino, il difensore, tenendola in pugno poi la lancia cercando di colpire il bastone-mazza preventivamente posato dietro il cerchio in direzione del lippino; se viene colpito il lanciatore è eliminato (questa operazione si dice carare).

In caso contrario, gli attaccanti hanno tre possibilità per colpire e allontanare il più possibile il lippino dal cerchio dopodiché il lanciatore valuta ad occhio la lunghezza in bastoni-mazza del lancio effettuato, ossia tra il cerchio e il punto raggiunto dal lippino. Dopo i tre colpi l'attaccante chiede quanto il difensore offre, per esempio trenta bastoni: se l'attaccante accetta tale distanza, trenta, si ascrive il numero a punteggio. Se non accetta, si controlla se la valutazione è corretta misurandola; se il numero dei bastoni è superiore a trenta, per esempio 35, i punti ottenuti dagli attaccanti saranno il doppio del contato; se saranno meno, gli attaccanti prenderanno quello contato. Di solito si valuta sempre in difetto, ma caratteristica del gioco, in prossimità del finale, è anche rischiare. Finché la squadra che attacca non viene eliminata, continua a battere con rotazione dei giocatori.

Il punteggio finale può essere 500 o anche 1000. Dipende dal tempo di gioco e dal numero dei giocatori.

In contesti particolari (cortili di quartieri popolari, piazze, ecc.) ci possono essere "regole locali" che attribuiscono punteggi speciali associati al superamento di ostacoli. Ad esempio il superamento in altezza di una casa, o di fili dell'energia elettrica può far attribuire punteggi bonus (es. 1000 punti).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Tassini, (1890), Feste e spettacoli. Divertimenti e piaceri degli antichi veneziani, Filippi Editore, Venezia

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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