Chōkai (incrociatore)

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Chōkai
Chokai-1.jpg
Descrizione generale
Naval Ensign of Japan.svg
Tipo incrociatore pesante
Classe Classe Takao
Proprietà Dai-Nippon Teikoku Kaigun
Cantiere Mitsubishi di Nagasaki, Giappone
Varata 5 aprile 1931
Entrata in servizio 1º giugno 1932
Destino finale affondata il 25 ottobre 1944 dal fuoco di unità navali ed aeree americane durante la battaglia del Golfo di Leyte.
Caratteristiche generali
Dislocamento standard 15.781 t
Lunghezza 203,76 m
Larghezza 20 m
Pescaggio 6,3 m
Propulsione 12 caldaie a vapore surriscaldato Kanpon per 4 alberi motore; 130.000 hp (110 MW)
Velocità 34 nodi
Autonomia 8.000 miglia a 14 nodi
Equipaggio 773
Armamento
Artiglieria 10 cannoni da 200 mm (cinque torri binate)
4 cannoni da 127 mm
66 mitragliere antiaeree da 25 mm
Siluri 8 tubi lanciasiluri da 533 mm

Heavy Cruiser Chokai su World War II Database

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La Chōkai (giapponese: ちょうかい, Kanji: 鳥海) fu un incrociatore pesante della marina imperiale giapponese, quarta ed ultima unità della classe Takao. Entrata in servizio nel giugno 1932, partecipò alla seconda guerra mondiale sul fronte del Pacifico, finendo affondata il 25 ottobre 1944 durante la battaglia del Golfo di Leyte dopo essere stata ripetutamente colpita dal fuoco di unità navali ed aeree americane.

Vita operativa[modifica | modifica wikitesto]

Impostato nei cantieri navali Mitsubishi di Nagasaki, l'incrociatore venne varato il 5 aprile 1931 con il nome di Chōkai, in onore dell'omonima città della prefettura di Akita; la nave entrò in servizio il 1º giugno 1932, venendo poi inquadrata nel 4º Squadrone Incrociatori. Tra il 1939 ed il 1940 la Chōkai partecipò alla seconda guerra sino-giapponese come nave ammiraglia della "Seconda Flotta di Spedizione" giapponese, prendendo parte a diverse azioni al largo delle coste meridionali della Cina[1].

Allo scoppio della guerra nel Pacifico nel dicembre del 1941, la Chōkai prese parte alla campagna di Malesia, partecipando anche all'inseguimento delle unità della Forza Z britannica. Concluso questo ciclo di operazioni, tra il gennaio ed il febbraio del 1942 l'incrociatore prese parte alla campagna delle Indie Olandesi nelle acque del Borneo; il 22 febbraio, durante un'opreazione al largo di capo St. Jacques, la Chōkai urtò il fondo dello scafo contro una barriera corallina, e dovette rientrare a Singapore per le riparazioni. Tornata operativa nell'aprile seguente, la nave prese parte all'incursione giapponese nell'Oceano Indiano: dopo aver scortato un contingete dell'esercito a catturare le isole Andamane, prese parte alla caccia dei mercantili Alleati nel golfo del Bengala, affondando un cargo americano e due britannici[1]. Rientrata a Yokosuka il 22 aprile, prese parte alla battaglia di Midway come parte della forza di copertura dell'ammiraglio Nobutake Kondō, ma non partecipò ad alcuna azione[2].

Alla metà del luglio del 1942 la Chōkai venne designata come nave ammiraglia dell'8º Flotta giapponese del vice ammiraglio Mikawa Gunichi, di base a Rabaul; in questa veste prese parte alla campagna di Guadalcanal, partecipando il 9 agosto alla battaglia dell'isola di Savo dove venne leggermente danneggiata dal fuoco delle navi americane. Riparata a Rabaul, per i successivi sei mesi prese parte a diverse azioni navali al largo di Guadalcanal (tra cui la battaglia navale di Guadalcanal del 12 - 15 novembre 1942, dove subì altri danni lievi), fino all'evacuazione delle restanti forze giapponesi nel febbraio del 1943; rientrata in Giappone per le riparazioni, la nave venne di nuovo inviata nel teatro delle isole Salomone sul finire del 1943, partecipando a varie azioni minori fino alla metà del 1944[1].

Nel giugno del 1944 la nave venne ridislocata nelle Filippine, dove prese parte alla battaglia del Mare delle Filippine il 19 - 20 giugno; il 3 agosto 1944 venne designata come nave ammiraglia della 4ª Divisione Incrociatori, ed in questa veste nell'ottobre seguente fu assegnata all'operazione Shō-Gō 1, il piano della marina giapponese per contrastare gli sbarchi Alleati a Leyte. Sopravvissuta all'attacco di un sommergibile nemico al largo di Palawan la mattina del 23 ottobre, il 25 ottobre seguente la Chōkai prese quindi parte alla battaglia del Golfo di Leyte, attaccando una formazione di portaerei leggere americane al largo di Samar: durante l'attacco l'incrociatore venne colpito a mezzanave da un siluro lanciato dal cacciatorpediniere americano USS Samuel B. Roberts, che riuscì anche a piazzare diversi colpi di cannone sul ponte della nave, e fu così costretto a ritirarsi dall'azione separandosi dal resto della squadra giapponese. Mentre si stava allontanando, intorno alle 09:05 la Chōkai fu attaccata da bombardieri in picchiata americani decollati dalle portaerei: un aereo riuscì a piazzare una bomba sull'incrociatore, immobilizzandolo completamente[3]. I superstiti dell'equipaggio vennero recuperati dal cacciatorpediniere giapponese Fujinami, che poco dopo finì il relitto immobile con un siluro; due giorni dopo tuttavia la Fujinami fu affondata con la perdita di tutto l'equipaggio imbarcato, ivi compresi i superstiti della Chōkai.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Heavy Cruiser Chokai in World War II Database. URL consultato il 20 maggio 2011.
  2. ^ Mark Healy, Midway 1942, Osprey Publishing, 1998, p. 25. ISBN 84-8372-000-0
  3. ^ Bernard Ireland, La più grande battaglia aereonavale della storia, Osprey Publishing, 2009, p. 64. ISNN 1974-9414

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]