Maya (incrociatore)

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Maya
Japanese heavy cruiser Maya 1944.jpg
Descrizione generale
Naval Ensign of Japan.svg
Tipo incrociatore pesante
Classe Classe Takao
Proprietà Dai-Nippon Teikoku Kaigun
Cantiere Arsenale di Kure, Giappone
Varata 8 novembre 1930
Entrata in servizio 30 giugno 1932
Destino finale affondata in rotta per le Filippine il 23 ottobre 1944
Caratteristiche generali
Dislocamento standard 15.781
Lunghezza 203,76 m
Larghezza 20 m
Pescaggio 6,3 m
Propulsione 12 caldaie a vapore surriscaldato Kanpon per 4 alberi motore; 130.000 hp (110 MW)
Velocità 34 nodi
Autonomia 8.000 miglia a 14 nodi
Equipaggio 773
Armamento
Armamento artiglieria alla costruzione:
  • 10 cannoni da 200 mm (cinque torri binate)
  • 4 cannoni da 127 mm
  • 66 mitragliere antiaeree da 25 mm

siluri:

  • 8 tubi lanciasliruri da 533 mm

[senza fonte]

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Il Maya (giapponese: まや , Kanji: 摩耶) fu un incrociatore pesante della marina imperiale giapponese, appartenente alla classe Takao. Entrato in servizio nel maggio 1932, partecipò alla seconda guerra mondiale sul fronte del Pacifico, venendo affondato dal sommergibile USS Dace il 23 ottobre 1944.

Servizio[modifica | modifica wikitesto]

Il Maya di tre quarti

Unità varata nel maggio 1932, venne inserita insieme alle unità gemelle nella 4ª divisione incrociatori e tra il 15 novembre 1934 e il 28 ottobre 1935 fu comandato da Jisaburō Ozawa; allo scoppio delle ostilità era parte della flotta di invasione delle Filippine al comando dell'ammiraglio Takeo Kurita, nel dicembre 1941[1]; la nave faceva parte della scorta di un grande convoglio di 80 navi giapponesi che puntavano sulla baia. Successivamente partecipò alla battaglia delle Isole del Commodoro[1]. Nel 1944, era in rotta verso le Filippine insieme ai gemelli Atago e Takao con la squadra dell'ammiraglio Kurita, che il 23 ottobre nello stretto di Palawan venne attaccata dai sommergibili Darter e Dace; il Darter colpì il Takao, gemello del Maya, con due siluri distruggendo due eliche, abbattendo il fumaiolo di coda e inondando tre sale caldaie, mentre quattro siluri del Dace colpirono anche l'Atago che affondò in 30 minuti con pesanti perdite tra l'equipaggio, mentre Kurita dovette trasbordare prima su un cacciatorpediniere e poi sulla nave da battaglia Yamato[1]; il Maya venne colpito con altri quattro siluri 20 minuti dopo, alle 0550, dal Dace[1] che lo aveva scambiato per una nave da battaglia della classe Kongō.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Heavy cruiser Maya. URL consultato il 23 maggio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrieu D'Albas, Death of a Navy: Japanese Naval Action in World War II, Devin-Adair Pub, 1965, ISBN 0-8159-5302-X.
  • Paul S. Dull, A Battle History of the Imperial Japanese Navy, 1941-1945, Naval Institute Press, 1978, ISBN 0-87021-097-1.
  • Eric Lacroix, Linton Wells, Japanese Cruisers of the Pacific War, Naval Institute Press, 1997, ISBN 0-87021-311-3.
  • Janusz Skulski, The Heavy Cruiser Takao, Conway Maritime Press, 2004, ISBN 0-85177-974-3.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]