Matome Ugaki

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Matome Ugaki
Matome Ugaki posa prima dell'ultima missione suicida

Matome Ugaki, in giapponese 宇垣纏, Ugaki Matome? (Okayama, 15 febbraio 1890Okinawa, 15 agosto 1945), è stato un ammiraglio della Marina imperiale giapponese durante la seconda guerra mondiale, ricordato soprattutto per il suo ruolo nella Battaglia del Golfo di Leyte. È considerato l'ideatore dei Kamikaze.

Agli inizi del 1945, quando le sorti della guerra stavano oramai volgendo definitivamente a favore delle forze alleate, gli fu chiesto di ideare un tattica o una tecnica bellica che potesse allontanare la flotta nemica dal Giappone. Memore degli eventi del passato, quando una flotta sino-mongola aveva tentato di invadere il paese nipponico, salvato da una provvidenziale tempesta sollevata da un vento divino (kamikaze appunto), decise che solo un altro vento avrebbe potuto spazzare via il nemico dalle coste giapponesi. Come un tifone, gli aerei ed i piloti giapponesi si sarebbero dovuti immolare cadendo dall'alto, come un tifone, sulle navi avversarie.

In marzo lanciò il primo attacco suicida contro la flotta statunitense ancorata presso Ulithi. Sebbene sul piano pratico le perdite della flotta americana fossero non ingenti, l'effetto psicologico sulle forze avversarie fu devastante. Da quel momento gli attacchi kamikaze coinvolsero centinaia di velivoli in numerose missioni. Mentre gli attacchi suicidi si moltiplicavano, da una parte gli statunitensi avevano superato lo stupore iniziale ed avevano adottato una strategia per limitare i danni causati dai kamikaze, dall'altra l'esausta economia giapponese non poteva sopportare la perdita di un numero così elevato di velivoli e di uomini.

Il 15 agosto del 1945, l'Imperatore Hirohito annunciò, tramite messaggio radio, la cessazione delle ostilità. Dopo aver ascoltato l'annuncio della Resa del Giappone, Matome Ugaki fece una ultima annotazione nel proprio diario con la quale affermava di non aver ricevuto alcun ordine di cessate il fuoco, pertanto sarebbe partito per l'ultima missione suicida, mostrando il vero spirito del Bushidō. Non si conosce la fine dell'ammiraglio: le fonti americane non hanno mai riportato un attacco suicida portato a termine con successo dopo la resa del Giappone.

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