Douglas MacArthur

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Douglas MacArthur
Il Generale MacArthur
Il Generale MacArthur
26 gennaio 1880 - 5 aprile 1964
Nato a Little Rock, Arkansas
Morto a Washington
Luogo di sepoltura Norfolk, Virginia
Dati militari
Paese servito Stati Uniti Stati Uniti
Forza armata United States Army
Grado General of Army
Guerre Prima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Guerra di Corea
Campagne Fronte occidentale (prima guerra mondiale)
Guerra del Pacifico
Battaglie Campagna delle Filippine (1941-42)
Campagna di Nuova Guinea
Campagna delle Filippine (1944-45)
Sbarco di Inchon
Battaglia del fiume Ch'ongch'on
Comandante di 42ª Divisione fanteria (DIvisione Rainbow)
Capo di Stato Maggiore U.S.Army
Comandante in capo Esercito filippino
Comandante in Capo U.S.Army Forces Far East
Comandante in Capo Teatro del Pacifico Sud-occidentale
Comandante Supremo delle Potenze Alleate in Giappone
Comandante in Capo delle forze delle Nazioni Unite in Corea

[senza fonte]

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Douglas MacArthur (Little Rock, 26 gennaio 1880Washington, 5 aprile 1964) è stato un militare statunitense. Personalità di grande prestigio delle forze armate americane del ventesimo secolo, il generale MacArthur dimostrò qualità di comando e notevoli capacità strategiche durante le numerose campagne di guerra a cui prese parte, soprattutto durante la seconda guerra mondiale e la Guerra di Corea.

Non privo di difetti di carattere e dotato di una personalità forte ma a volte eccessivamente egocentrica, rimane un personaggio controverso sia sul piano dell'analisi delle sue qualità di capo militare sia su quello della valutazione delle sue concezioni politiche.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Frequentò l'accademia militare di West Point, dalla quale uscì ufficiale del genio con voti altissimi[senza fonte] nel 1903. Nei successivi 10 anni ricoprì incarichi nell'"U.S. Army Corps of Engineers" nelle Filippine e a Panamá, allora protettorati USA, ed in madre patria.

Partecipò con il grado di colonnello alla prima guerra mondiale, combattendo sul fronte francese,[1] dove fu ferito.

Nel 1918 fu promosso generale di brigata. Ebbe il comando dell'accademia militare di West Point dal 1919 al 1922.

Dal 1930 al 1935, fu Capo di stato maggiore dell'Esercito degli Stati Uniti. Successivamente, dal 1935 al 1941, fu consigliere militare presso il governo delle Filippine.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, assunse il comando dell'esercito americano operante in Estremo Oriente (luglio 1941); nell'impossibilità di respingere l'invasione giapponese delle Filippine, MacArthur il 12 marzo 1942 si ritirò in Australia con un viaggio in motosilurante assieme alla famiglia, inseguito dalla flotta giapponese.

La sua condotta durante la campagna delle Filippine (pur ufficialmente lodata dal Presidente Roosevelt e dalla propaganda americana) in sede storica ha destato critiche legate alla mancata prontezza operativa delle sue forze il 7 dicembre 1941 (impasse che comportò la riuscita dell'attacco aereo giapponese su Pearl Harbor e la conseguente perdita di numerosi bombardieri B17 Flyng Fortress), alla mancata pronta esecuzione dei predisposti piani di ritirata nella penisola di Bataan (che comportò la perdita immediata di posizioni tattiche essenziali alla difesa e di numerosi depositi di rifornimenti e equipaggiamenti), alla sottovalutazione delle forze giapponesi, alla sua decisione di accettare compensi in denaro dal presidente filippino prima di abbandonare le isole (su ordine diretto del Presidente)[2].

In Australia assunse il ruolo di Comandante supremo delle forze alleate del Pacifico Sud-occidentale, pronunciando la famosa frase "I came out of Bataan and I shall return" ("Io sono andato via da Bataan ed io tornerò").

La strategia del "salto della rana" attraverso il Pacifico di cui MacArthur si attribuisce la paternità nelle sue memorie, in realtà sembra che fosse già stata pianificata dall'ammiraglio Chester Nimitz che progettava di occupare una serie di isole per farne campi d'aviazione da dove far partire i bombardieri per attaccare il territorio metropolitano del Giappone. MacArthur si concentrò inizialmente sulla difesa dell'Australia ma il suo obiettivo principale rimase sempre quello di ritornare nelle Filippine ed adempiere la sua promessa. A partire dal dicembre 1942 MacArthur prese l'iniziativa delle operazioni e progressivamente fino alla fine della guerra riconquistò la Nuova Guinea, le Isole Salomone, le Filippine, gran parte dell'arcipelago Indonesiano, spingendosi fino all'isola di Sumatra.

Il 2 settembre 1945, MacArthur ricevette a bordo della corazzata Missouri, ancorata nel golfo di Tokyo, la delegazione nipponica guidata dal ministro degli esteri Mamoru Shigemitsu e dal generale Yoshijiro Umezu, i quali firmarono la resa incondizionata del Giappone.

Alla fine della guerra il generale dichiarò:

«Siamo qui riuniti, in quanto rappresentanti delle maggiori forze belliche, per firmare uno storico accordo, grazie al quale la pace verrà ripristinata. È mia grande speranza, e speranza di tutta l'umanità, che con questa solenne occasione, possa emergere un mondo migliore, dal sangue e dalla sofferenza del passato. Un mondo basato su fiducia e comprensione. Un mondo dedito alla dignità dell'uomo e alla realizzazione del suo desiderio più ambito di libertà, tolleranza e giustizia.»

Occupazione del Giappone[modifica | modifica wikitesto]

Il generale Douglas MacArthur insieme all'Imperatore Hirohito.

Prima ancora della firma della resa, MacArthur ricevette l'incarico di Comandante supremo delle forze alleate in Giappone, con poteri assoluti di controllo sulle istituzioni giapponesi, compreso lo stesso Imperatore Hirohito.

Diversi storici criticano l'operato del generale MacArthur e dei suoi collaboratori per esonerare l'Imperatore Hirohito e tutti i membri della famiglia imperiale coinvolti nella guerra, come i principi Yasuhito Chichibu, Tsuneyoshi Takeda, Yasuhiko Asaka, Naruhiko Higashikuni, Kotohito Kan'in e Hiroyasu Fushimi.[3][4]

Il 26 novembre 1945, MacArthur confermò all'ammiraglio Mitsumasa Yonai che un'eventuale abdicazione dell'imperatore non sarebbe stata necessaria.[5] Prima che il processo per crimini di guerra fosse aperto, il Comando Supremo delle Forze Alleate ed i funzionari imperiali lavorarono in segreto non solo per evitare che la famiglia imperiale venisse incriminata, ma anche perché al processo non giungessero testimonianze che avrebbero potuto coinvolgerla. Alti funzionari giapponesi collaborarono con gli alleati nel compilare le liste dei possibili criminali di guerra, mentre gli imputati per crimini di Classe A giurarono solennemente di proteggere il loro sovrano contro ogni possibile tentativo di coinvolgimento nelle responsabilità belliche.[6]

Lo storico americano Herbert Bix ha scritto che il brigadier generale Bonner Fellers fu inviato in Giappone per "lavorare allo scopo di proteggere Hirohito dal ruolo che ricoprì durante la guerra" e "permise ai maggiori indiziati di coordinare le loro testimonianze affinché l'imperatore non fosse incriminato".[7] Bix sostiene inoltre che "le misure straordinarie adottate da MacArthur per salvare Hirohito dall'essere processato come criminale di guerra ebbero un duraturo e profondo impatto distorsivo sulla comprensione della guerra da parte dei giapponesi", e che "nei mesi dopo che il processo di Tokyo iniziò, i più elevati sottoposti di MacArthur stavano lavorando per attribuire la sostanziale responsabilità per Pearl Harbor a Hideki Tojo".[8] Shuichi Mizota, l'interprete dell'ammiraglio Yonai, ha dichiarato che Fellers incontrò l'ammiraglio il 6 marzo 1946 e gli avrebbe detto: "sarebbe più conveniente se da parte giapponese ci arrivasse la prova che l'Imperatore è completamente innocente. Credo che l'incombente processo offra la migliore opportunità di farlo. Su Tojo, in particolare, dovrebbe gravare il peso di tutta la responsabilità in questo processo".[9][10]

Per John Dower, un altro storico americano, "la riuscita campagna per assolvere l'Imperatore dalle responsabilità di guerra non conobbe limiti. Hirohito non fu solo semplicemente presentato come innocente di ogni atto formale che avrebbe potuto renderlo indiziato come criminale di guerra. Egli fu trasformato in una figura quasi santa senza la minima responsabilità morale per la guerra", "con il pieno supporto del quartier generale di MacArthur, l'accusa, in effetti era come una squadra di difensori dell'imperatore."[11]

Nei cinque anni successivi, e particolarmente fino al 1948 quando la sua autonomia fu ridotta da interventi politici, MacArthur provò ad incidere sulla tradizionale società giapponese, ritenendo che fosse necessario agli interessi occidentali un forte paese in grado di fare da contrappeso all'avanzata dell'ideologia comunista in Estremo Oriente. Ricevendo alternativamente critiche per essere troppo reazionario o troppo progressista, tutelò in ogni modo la famiglia imperiale evitando che fosse coinvolta nei processi ai criminali di guerra, ma contemporaneamente indusse l'imperatore ad abdicare alla sua asserita origine divina, riducendosi a figura rappresentativa tipica di una Monarchia costituzionale.

Cercò di favorire la ripresa industriale del paese, pur smembrando gli immensi Zaibatsu (concentrazioni industriali-finanziarie) che tanto avevano favorito l'ascesa della casta militare responsabile della guerra ed introducendo i primi sindacati della storia giapponese.

La stessa Costituzione giapponese, tutt'oggi in vigore, fu redatta dallo staff di MacArthur sotto la sua direzione.[senza fonte]

Guerra di Corea[modifica | modifica wikitesto]

Poco dopo l'inizio della guerra di Corea, nel momento in cui i Nordcoreani avevano invaso la Corea del Sud, il generale MacArthur fu nominato comandante delle truppe dell'ONU, che dovevano respingere l'attacco Nordcoreano.

Nel settembre del 1950 lanciò la controffensiva con un'audace operazione aeronavale, recuperando i territori persi e spingendosi fino ad occupare Pyongyang, la capitale della Corea del Nord, e proseguendo poi verso nord fin quasi ad arrivare ai confini con la Cina. L'avanzata delle truppe statunitensi verso i propri confini spinse la Repubblica Popolare Cinese ad intervenire in difesa della Corea del nord a metà ottobre. L'offensiva cinese, anche se pagata a caro prezzo, portò a quella che probabilmente (da alcuni) viene ritenuta la peggiore sconfitta militare subita dagli Stati Uniti nel XX secolo.

Pyongyang fu liberata il 6 dicembre e il 4 gennaio 1951 le forze delle Nazioni Unite evacuarono Seul. Di fronte alla pressione cinese, dagli inizi di dicembre MacArthur iniziò a criticare sempre più apertamente la strategia seguita dalla Casa Bianca. Con crescente insistenza richiese vanamente l’autorizzazione ad impiegare armamento nucleare e ad allargare il conflitto al territorio della Repubblica Popolare Cinese (sottovalutando o non credendo possibile un'eventuale coinvolgimento dell'URSS a difesa della Cina comunista e quindi una possibile escalation), lanciando attacchi aerei contro le basi in Manciuria, imponendo il blocco navale alle coste della Cina e coinvolgendo nel conflitto le truppe della Cina nazionalista Taiwan.

Al limite dell’insubordinazione, a metà marzo MacArthur intimò ai cinesi di ritirarsi immediatamente altrimenti «sarebbero stati costretti a farlo in ginocchio». In questo modo entrò volutamente in contrapposizione con il presidente americano Harry S. Truman che aveva cercato di intavolare un negoziato politico subito dopo la riconquista, il 14 dello stesso mese, a Seul. Questo episodio diede modo al presidente Truman (che mal sopportava l'ego ed il protagonismo del generale[senza fonte]) e al suo staff di rimuovere dal comando MacArthur temendo che stesse cercando volontariamente di portare gli Stati Uniti d'America verso uno scontro su larga scala con l'URSS.

MacArthur fu così rimosso per "grave insubordinazione" dal comando delle forze in Corea l'11 aprile 1951 e sostituito con il generale Matthew Ridgway.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Ritornato negli Stati Uniti dopo oltre undici anni di assenza, fu festeggiato con la più imponente ticker-tape parade organizzata dalla città di New York.[senza fonte]

Pronunciò il suo discorso di congedo presso il Congresso Statunitense, interrotto da trenta ovazioni, affermando:

(EN)

« Old soldiers never die; they just fade away. And like the old soldier of that ballad, I now close my military career and just fade away - an old soldier who tried to do his duty as God gave him the light to see that duty. Good-bye. »

(IT)

« I vecchi soldati non muoiono, semplicemente spariscono. E come il vecchio soldato della ballata, io adesso chiudo la mia carriera militare e semplicemente sparisco - un vecchio soldato che ha provato a svolgere il suo incarico appena Dio gli ha dato la luce per capire qual è l'incarico. Addio »

Osannato dall'opinione pubblica,[senza fonte] MacArthur provò a dedicarsi alla politica partecipando, senza successo, alle primarie per la selezione del candidato repubblicano per le elezioni presidenziali del 1952. Nelle sue memorie comunque sostenne che non era interessato alla politica e che era stato trascinato nel tentativo.

Consultato dal neo eletto presidente Dwight Eisenhower, suggerì la linea guida di minacciare l'impiego di armi nucleari per fermare la guerra di Corea.[senza fonte]

Nel 1956 il Senato USA propose di istituire lo speciale grado di "generale a sei stelle", unicamente per onorare MacArthur, anche se poi la cosa decadde. Nel frattempo MacArthur fu a capo della RAND corporation.

Nel 1961 tornò nelle Filippine per un viaggio della memoria, festeggiato dalla popolazione e decorato delle massime onorificenze[senza fonte].

Fu chiamato dal presidente Kennedy all'indomani dell'affare della Baia dei porci sempre nella veste di consulente, tuttavia le sue critiche alla corrente dottrina del Pentagono ed il suggerimento a non aumentare l'intervento americano nella Guerra del Vietnam, concentrandosi piuttosto sui problemi interni, furono inascoltati.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Profilo del generale MacArthur

Esaltato dalla propaganda di guerra americana per la sua rude e carismatica figura di soldato, MacArthur fu tuttavia considerato responsabile di due delle più gravi sconfitte militari mai subite dall'Esercito americano: la caduta delle Filippine nel 1942 (in parte, secondo i critici, dovuta alla sua imprevidenza e eccessivo ottimismo[12]) e la battaglia dello Yalu in Corea nell'inverno 1950-1951 (la più lunga ritirata della storia dell'Esercito americano[13]).

Suoi maggiori risultati in campo militare gli sono riconosciuti a proposito delle manovre effettuate con pieno successo e lievi perdite durante la campagna di Nuova Guinea (tattica del salto della rana[14]) e soprattutto lo sbarco di Inchon che ribaltò completamente la situazione in Corea dopo l'invasione Nord-coreana. Anticomunista, avverso ai bizantinismi ed alle mediazioni della politica, riteneva che quando si era costretti ad imbracciare le armi fosse indispensabile impegnarsi al massimo per annientare il più velocemente possibile il nemico, se non altro per ridurre al massimo la perdita complessiva di vite umane[senza fonte]; di qui i suoi contrasti durante la campagna di Corea con la politica Truman di una "guerra a bassa intensità".

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze statunitensi[modifica | modifica wikitesto]

Medal of Honor - nastrino per uniforme ordinaria Medal of Honor
Distinguished Service Cross con due foglie di quercia - nastrino per uniforme ordinaria Distinguished Service Cross con due foglie di quercia
Army Distinguished Service Medal con quattro foglie di quercia - nastrino per uniforme ordinaria Army Distinguished Service Medal con quattro foglie di quercia
Navy Distinguished Service Medal - nastrino per uniforme ordinaria Navy Distinguished Service Medal
Silver Star - nastrino per uniforme ordinaria Silver Star
Distinguished Flying Cross - nastrino per uniforme ordinaria Distinguished Flying Cross
Bronze Star Medal con dispositivo "V" - nastrino per uniforme ordinaria Bronze Star Medal con dispositivo "V"
Presidential Unit Citation - nastrino per uniforme ordinaria Presidential Unit Citation
Air Medal - nastrino per uniforme ordinaria Air Medal
Purple Heart con foglia di quercia - nastrino per uniforme ordinaria Purple Heart con foglia di quercia
Philippine Campaign Medal - nastrino per uniforme ordinaria Philippine Campaign Medal
Mexican Service Medal - nastrino per uniforme ordinaria Mexican Service Medal
Medaglia interalleata della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia interalleata della vittoria
Army of Occupation Medal - nastrino per uniforme ordinaria Army of Occupation Medal
American Defense Service Medal - nastrino per uniforme ordinaria American Defense Service Medal
Asiatic-Pacific Campaign Medal - nastrino per uniforme ordinaria Asiatic-Pacific Campaign Medal
World War II Victory Medal - nastrino per uniforme ordinaria World War II Victory Medal
Navy Occupation Service Medal - nastrino per uniforme ordinaria Navy Occupation Service Medal
National Defense Service Medal - nastrino per uniforme ordinaria National Defense Service Medal
Korean Service Medal - nastrino per uniforme ordinaria Korean Service Medal
Korean Service Medal - nastrino per uniforme ordinaria Korean Service Medal

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona (Belgio)
Croix de guerre 1939-1945 con palma (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Croix de guerre 1939-1945 con palma (Belgio)
Croce Militare di I Classe (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Croce Militare di I Classe (Belgio)
Stella d'Oro dell'Ordine Militare del Leone Bianco (Cecoslovacchia) - nastrino per uniforme ordinaria Stella d'Oro dell'Ordine Militare del Leone Bianco (Cecoslovacchia)
Attestato Presidenziale (Corea del Sud) - nastrino per uniforme ordinaria Attestato Presidenziale (Corea del Sud)
Medaglia di Servizio della Guerra di Corea (Corea del Sud) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di Servizio della Guerra di Corea (Corea del Sud)
— postuma
Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Abdon Calderón (Ecuador) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Abdon Calderón (Ecuador)
Comandante Capo della Legion d'Onore (Filippine) - nastrino per uniforme ordinaria Comandante Capo della Legion d'Onore (Filippine)
Philippine Liberation Medal (Filippine) - nastrino per uniforme ordinaria Philippine Liberation Medal (Filippine)
Presidential Unit Citation (Filippine) - nastrino per uniforme ordinaria Presidential Unit Citation (Filippine)
Cavaliere di Gran Croce della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce della Legion d'Onore (Francia)
Médaille militaire (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Médaille militaire (Francia)
Croix de guerre 1939-1945 (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Croix de guerre 1939-1945 (Francia)
Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Sol Levante (Giappone) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Sol Levante (Giappone)
Medaglia al Merito Militare (Messico) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al Merito Militare (Messico)
Medaglia dell'UNKM (ONU) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'UNKM (ONU)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Orange-Nassau (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Orange-Nassau (Paesi Bassi)
Croce d'Argento dell'Ordine Virtuti Militari (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'Argento dell'Ordine Virtuti Militari (Polonia)
Gran Croce dell'Ordine della Polonia Restituta (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine della Polonia Restituta (Polonia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Regno di Jugoslavia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Regno di Jugoslavia)
Croce al merito di guerra (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra (Regno d'Italia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito)
Pacific Star (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Pacific Star (Regno Unito)
Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Tripode Prezioso (Taiwan) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Tripode Prezioso (Taiwan)

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio di Douglas MacArthur viene portato al cinema in numerosi film. Di seguito l'elenco dei film più importanti con i rispettivi attori che l'hanno impersonificato:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Poco dopo il suo arrivo in Francia assistette, come Capo di Stato Maggiore della 42a divisione statunitense Rainbow, ad un attacco francese presso Réchicourt e decise di parteciparvi contribuendo al successo dell'operazione, che ebbe come risultato la cattura di numerosi prigionieri tedeschi. Fu così decorato sul campo con la Croix de Guerre. (Martin Gilbert, La Grande Storia della Prima Guerra Mondiale, Mondadori, 1998, Vol. II, cap. XXI)
  2. ^ G.L.Weinberg 'Il mondo in armi',UTET 2007.
  3. ^ John Dower, Embracing Defeat, 1999
  4. ^ Herbert Bix, Hirohito and the making of modern Japan, New York, HarperCollins, 2001.
  5. ^ Dower, ibid. p.323
  6. ^ Dower, ibid. p.325
  7. ^ Bix, ibid. p.583
  8. ^ Bix, ibid. p.585
  9. ^ Kumao Toyoda, Sensô saiban yoroku, Taiseisha Kabushiki Kaisha, 1986. p.170-172
  10. ^ Bix, ibid. p.584
  11. ^ Dower, ibid. p.326
  12. ^ R.Cartier La seconda guerra mondiale, Mondadori 1996, pagg. 454.458; AA.VV. Germany and the second world war, volume VI:the global war, Oxford press 1991, pagg. 264-265.
  13. ^ I.Montanelli/M.Cervi Due secoli di guerre, volume 10, Editoriale Nuova 1983, pag. 59
  14. ^ E.Bauer Storia controversa della seconda guerra mondiale, volume 5,DeAgostini 1971, pagg.304-306.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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