Yoshijirō Umezu

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Yoshijirō Umezu
UmezuYosijiro.jpg
4 gennaio 1882 - 8 gennaio 1949
Soprannome Stoneman, Ivory Mask
Nato a prefettura di Ōita
Morto a Tokyo
Cause della morte Cancro
Dati militari
Nazione servita Giappone Impero giapponese
Arma Fanteria
Anni di servizio 1903 - 1945
Grado generale
Guerre Seconda guerra sino-giapponese
Guerra del Pacifico
Comandante di Guarnigione dell'Esercito giapponese in Cina, 2ª divisione, I Armata, Armata del Kwantung

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Yoshijirō Umezu (prefettura di Ōita, 4 gennaio 1882Tokyo, 8 gennaio 1949) è stato un generale giapponese.

Avvezzo al mondo politico, Umezu fu a volte definito Maschera d'Avorio per come dissimulava le sue opinioni e intenzioni. Durante la carriera divenne amico di Korechika Anami, nato nel suo stesso villaggio.

Indice

Primi anni[modifica]

Entrò in fanteria nel 1903 con il grado di secondo tenente, dal 1910 al 1911 frequentò il Collegio di Guerra per poi continuare gli studi in Germania, Danimarca e Svizzera, in quest'ultimo paese come addetto militare. Colonnello dal 1923, nello stesso anno fu posto a capo del Collegio di Guerra e l'anno successivo divenne comandante del 3º Reggimento. Nel 1926 ebbe l'incarico di capo della prima sezione, primo ufficio dello Stato Maggiore Generale, grado che lo rendeva responsabile per la mobilitazione e l'organizzazione. Il 1928 vide Umezu a capo della sezione Affari generali, omonimo ufficio del Ministero della Guerra.

Gli anni trenta[modifica]

Il 1930 fu un anno importante per Umezu: nominato maggior generale e comandante della 1ª Brigata, contribuì grandemente alle manovre giapponesi che portarono la Manciuria sotto diretto controllo nipponico. L'anno seguente ricevette la nomina a capo dell'Ufficio per gli affari militari generali dipendente dallo Stato Maggiore. Nel 1934 fu promosso tenente generale e poi messo a dirigere le operazioni della guarnigione in Cina, mentre dal 1935 al 1938 detenne il comando della 2ª divisione; frattanto, il 23 marzo 1936, era divenuto Viceministro della Guerra e anche direttore della fabbrica per gli Armamenti dell'Esercito. Comandante della I Armata in Cina dal 30 maggio 1938, il 7 settembre dell'anno successivo fu nominato a capo dell'Armata del Kwantung a poca distanza dalla bruciante sconfitta subita in Mongolia contro l'URSS: suo compito era quello di ricondurla sotto il controllo di Tokyo, obiettivo che stava ancora perseguendo quando scoppiò la guerra contro gli Stati Uniti.

La guerra e la morte[modifica]

La delegazione giapponese guidata dal Ministro degli Esteri Mamoru Shigemitsu con il bastone e il cilindro; alla sua sinistra il generale Umezu

Nel luglio del 1944 il Primo Ministro Hideki Tojo si dimise sia da questa carica che da quella di Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, assunta nel febbraio precedente: Umezu fu promosso a tale incarico il 18 luglio, mentre Tojo sparì dalla scena politica e militare. Il cambio non ebbe però influenza sulle sorti sempre più compromesse della guerra, che già alla fine dell'anno era arrivata in patria a causa dei bombardamenti aerei operati dagli statunitensi. Vista la drammatica situazione Umezu cercò i buoni uffici e la mediazione sovietiche, ma l'imperatore Hirohito lo riprese per la scarsa convinzione dimostrata in questo frangente. Il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki e la dichiarazione di guerra dell'URSS non fecero desistere Umezu dal proposito di voler combattere fino alla fine sfruttando ogni risorsa e mezzo rimasti al Giappone.

Sebbene contrario alla resa, non ebbe parte nell'assalto al palazzo imperiale condotto da un migliaio di giovani soldati e ufficiali, del quale era stato comunque informato: in proposito ebbe a dire che non disapprovava il gesto, tant'è che non denunciò i piani dei congiurati; costoro furono aspramente arringati dal generale Shizuichi Tanaka, che dopo aver sottolineato loro l'aspetto sacrilego della loro azione si uccise. Subito dopo questi fatti Umezu e gli altri capi militari giapponesi non opposero più resistenze: il 15 agosto 1945 l'Impero nipponico si arrese senza condizioni. La firma del documento vero e proprio avvenne il 2 settembre a bordo della corazzata Missouri, quando Umezu appose il suo nome per le forze armate giapponesi come gli era stato ordinato da Hirohito.

Egli divenne comandante della I Armata generale il 23 settembre 1945 per soffocare le sommosse di coloro che non volevano accettare la capitolazione, ma il 1 ottobre Umezu si ritirò dal servizio attivo. Processato nel 1946, fu condannato all'ergastolo come criminale di guerra di classe A (crimini contro la pace) due anni più tardi. Morì in carcere l'8 gennaio 1949 per un cancro.


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