Unità 731

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Unità 731 è stata un'unità dell'esercito giapponese, che fu attiva dal 1936 al 1945 in Manciuria (Cina nordorientale), principalmente nel campo di Ping Fang situato nel nord-est della città cinese di Harbin, parte del governo fantoccio di Manchukuo.
Agli ordini del generale Ishii Shiro (esperto batteriologo, ideatore, organizzatore e capo indiscusso dell'Unità 731), l'unità (ufficialmente destinata alla purificazione dell'acqua) fu incaricata di studiare e testare armi chimiche e biologiche, violando il protocollo di Ginevra che il Giappone aveva firmato nel 1925[1], ma ratificato solo nel 1970[1], anno in cui tali armi furono messe al bando.

Fra il 1942 e il 1945 migliaia di prigionieri soprattutto cinesi (donne e bambini inclusi), ma anche mongoli, coreani, russi e alcuni inglesi e americani catturati, furono usati come cavie in diversi esperimenti estremi.

La finalità di queste pratiche era duplice: sperimentare armi batteriologiche da usare contro il nemico e sperimentare nuove tecniche terapeutiche sui prigionieri sottoposti a contagio per poter più efficacemente guarire i soldati giapponesi malati o feriti.

L'Unità fu responsabile di alcuni dei più gravi crimini di guerra commessi dai militari giapponesi.

Pochissimi membri dell'Unità, dopo la guerra, pagarono per i loro crimini: una decina furono processati nel 1949 da un tribunale sovietico. Gli Stati Uniti, il cui programma di ricerca su armi chimiche e batteriologiche era cominciato solo nel 1943, recuperarono il tempo perduto acquisendo i risultati delle ricerche dell'Unità, permettendo in cambio a vari membri di tornare alla vita civile, spesso mettendo a frutto la professionalità ottenuta collaborando o con aziende farmaceutiche o con altre nazioni.

Caratteristiche e finalità della unità[modifica | modifica wikitesto]

Quello dell'Unità 731 fu un programma segreto di ricerca e sviluppo di armi biologiche dell'esercito imperiale giapponese, che portò ad esperimenti letali su esseri umani durante la seconda guerra sino-giapponese (1937-1945) e la Seconda guerra mondiale (1939-1945). Ufficialmente conosciuto dall'esercito Imperiale giapponese come il Laboratorio di Ricerca e Prevenzione delle Epidemie del Ministero Político Kempeitai fu inizialmente instaurata come una sezione politica ed ideologica della polizia militare Kempeitai. Lo squadrone, camuffato come un modulo di purificazione dell'acqua, operò tramite la propaganda politica giapponese e come un emblema ideologico del ramo politico dell'esercito chiamato Kodoha (Partito Bellico).

Tale squadrone fu inoltre in contatto con la polizia militare di Manchukuo, il servizio di intelligence Manchù, la polizia ordinaria Manchù, il Comitato Manchù, il partito nazionalista regionale Manchù, ed il distaccamento del servizio segreto giapponese in Manciuria. Circa 10000 persone, tanto civili quanto militari, di origine cinese, coreana, mongola, russa, furono oggetto della sperimentazione diretta dall'unità 731.[2] Alcuni prigionieri di guerra statunitensi ed europei morirono egualmente per mano dello squadrone 731.[3] Secondo la maggior parte degli studiosi, il numero di cavie che furono coinvolte si aggira tra le 3 000 e le 12 000 unità, ma altri fra cui Sheldon Harris, docente di Storia presso la California State University autore del testo di riferimento sull'argomento, sostengono che il numero di vittime (infettati) si possa spingere fino alle 200 000 unità.[4]

L'unità 731 fu uno dei molti distaccamenti della ricerca giapponese sugli agenti biologici per la guerra. Altre unità tattiche ed amministrative furono:

Molti tra gli scienziati implicati nell'Unità 731 continuarono la loro carriera in politica, istruzione, attività economiche e medicina. Alcuni furono arrestati dalle forze sovietiche e processati durante il processo per i crimini di guerra di Chabarovsk; ad altri che si arresero agli statunitensi, fu accordata l'amnistia in cambio di accedere alle informazioni raccolte da essi.[5]

A causa della loro brutalità, le azioni dell'unità 731 furono denunciate all'ONU come crimini di guerra.

Creazione dell'unità[modifica | modifica wikitesto]

Il generale Shiro Ishii nel 1932

Nel 1932, il generale Shiro Ishii fu posto al comando del Laboratorio di sperimentazione dell'esercito per la prevenzione epidemica. Lui ed i suoi uomini costruirono il campo dei prigionieri Zhong Ma (il cui edificio principale era conosciuto localmente come la Fortezza Zhongma), una prigione sperimentale ubicata nel villaggio di Bei-inho, a 100 chilometri al sud di Harbin, sulla Ferrovia della Manciuria meridionale. Ishii organizzò un gruppo segreto di ricerca, il cosiddetto "Unidad Togo", per il coordinamento degli studi chimici e biologici. Nel 1935 una fuga di prigionieri e, più tardi, una esplosione per presunto attacco, obbligarono Ishii a sospendere le operazioni della Fortezza Zhongma. Successivamente Ishii si trasferì a Pingfang, a circa 24 chilometri a sud di Harbin, per installare un nuovo complesso, molto più grande, più remoto e sicuro.[6]
Fu successivamente scissa nella "Unità Ishii" e la "Unità Wakamatsu", con un comando centrale presso Hsinking. Dall'Agosto 1940, tutte queste unità venivano chiamate collettivamente come il "Ministero della prevenzione epidemica e purificazione dell'acqua dell'esercito Guandong" o "Unità 731" come soprannome.[7] Essi ebbero il sostegno del Corpo imperiale della Gioventù, l'Università della ricerca giapponese, e del Kempeitai. Alcune fonti lo collegano allo zaibatsu Mitsui, monopolio della coltivazione del papavero presso Manciukuo (per la produzione di eroina).

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Un progetto speciale con il nome in codice di "Maruta" utilizzò esseri umani per effettuare esperimenti. I soggetti furono raccolti all'interno della popolazione locale e, in alcuni casi, chiamati eufemisticamente come "pezzi di legno" (maruta, 丸太).[8]. Questo termine, originato da una "cinica battuta" da parte del personale, era dovuto al fatto che le informazioni ufficiali riguardanti lo stabilimento indicavano il luogo come sede di una segheria. Tra i soggetti sottoposti ad esperimenti si incontrarono bambini, anziani e donne gravide. Molti esperimenti e dissezioni furono realizzate senza l'uso di anestetici, perché si credeva che potessero influire sui risultati o perché considerati non necessari, in quanto i soggetti erano legati.[8]

  • I prigionieri di guerra furono sottoposti a vivisezione senza anestesia[8][9]
  • La vivisezione fu realizzata su prigionieri infettati da diverse malattie. Gli scienziati effettuarono interventi chirurgici nei prigionieri, eliminando organi per studiare gli effetti delle malattie sul corpo umano.
  • Furono effettuate diverse sperimentazioni mentre i pazienti erano ancora vivi, in quanto si riteneva che il processo di decomposizione avrebbe alterato i risultati[8][10]
  • Tra le persone infettate e sottoposte a vivisezione si trovavano uomini, donne, bambini, lattanti.[11]
  • Le vivisezioni furono anche effettuate su donne gravide, rese tali spesso dagli stessi medici[12]
  • Furono svolti esperimenti sul congelamento con successiva amputazione o successivo scongelamento per analizzare gli effetti della gangrena risultanti senza trattamento.
  • Furono svolti esperimenti di escissione dello stomaco, fegato, polmoni od altri organi[8][9][13]
  • Si usarono bersagli umani per provare granate poste a varia distanza ed in posizioni differenti[8]
  • Furono testati lanciafiamme su umani.[8]
  • Alcune persone furono legate a dei pali ed utilizzate come bersagli per provare bombe batteriologiche, chimiche ed esplosive.[8]
  • I prigionieri furono infettati con sieri contaminati con agenti patogeni, per studiare i loro effetti[8]
  • Per valutare la ripercussione delle malattie veneree in assenza di trattamento, i prigionieri uomini e donne furono deliberatamente infettati con sifilide e gonorrea e successivamente studiati
  • I detenuti furono infettati con pulci al fine di valutare la fattibilità di una guerra batteriologica.
  • Parassiti, vestiti infetti, ed alimenti contaminati furono gettati su vari obiettivi. Le risultanti epidemie di colera, antrace e peste bubbonica furono responsabili di aver ucciso almeno 400.000 cinesi.[8]
  • L'unità 731 e le sue unità affiliate (unità 1644, unità 100....) superarono la fase di prova delle armi biologiche e portarono a termine attacchi biologici contro la popolazione cinese (tanto civili, quanto soldati) durante la seconda guerra mondiale.
  • Pulci infettate con la peste furono allevate nelle installazione dell'unità 731 e nell'unità 1644, e disseminate con aerei sopra ad alcune località abitate da cinesi, come la città costiera di Ningbo nel 1940 e la città di Changde nel 1941. Tutto ciò produsse l'epidemia di peste bubbonica che uccise migliaia di civili cinesi[14]
  • Venne studiata la tularemia su civili cinesi.
  • Alcuni prigionieri furono appesi a testa in giù, per osservare quanto tempo impiegavano a morire per asfissia.[8]
  • Ad alcuni prigionieri fu iniettata urina di cavallo nei reni[8]
  • Ad altri furono interrotti l'accesso all'acqua e l'alimentazione per verificare il tempo che intercorreva per morire.
  • Altri prigionieri furono posti in camere ove si creava il vuoto, fino alla morte.
  • Alcuni esperimenti furono realizzati per definire la relazione tra temperatura, ustioni da freddo e sopravvivenza umana.
  • Alcuni prigionieri furono posti dentro una centrifuga, fino alla morte.
  • Ad altri fu iniettato sangue animale, studiando gli effetti di questa azione.
  • Alcuni prigionieri furono irradiati con dosi letali di Raggi X.
  • Furono provate, su soggetti umani, varie armi chimiche all'interno di camere a gas.
  • Furono iniettate bolle d'aria nel flusso sanguigno di prigionieri per simulare embolie.[8]
  • Fu iniettata acqua marina in altri prigionieri per testare se si poteva usare come sostituto della soluzione salina.
  • Furono testati i vari effetti dei toni binaurali su civili e prigionieri.

Guerra biologica[modifica | modifica wikitesto]

Gli scienziati giapponesi effettuarono prove su prigionieri, utilizzando gli agenti della peste bubbonica, il colera il vaiolo il botulismo ed altre infermità.[15]

Questi esperimenti portarono allo sviluppo della bomba bacillare defoliante e della bomba di parassiti, usata per spargere la peste bubbonica.[16] Alcune di queste bombe furono progettate con un corpo di ceramica, un'idea proposta da Ishii Shiro nel 1938. Queste bombe diedero la possibilità ai soldati giapponesi di lanciare attacchi biologici, contaminando le coltivazioni, serbatoi, sorgenti ed altre aree con antrace, pulci infettate con peste, Febbre tifoidea, dissenteria, colera, ed altri agenti patogeni mortali.

Oltre a quanto sopra riportato, alimenti e vestiti contaminati furono fatti cadere da aerei in aree della Cina non occupate da forze militari giapponesi.

Membri dell'Unità[modifica | modifica wikitesto]

Divisioni[modifica | modifica wikitesto]

L'unità 731 era scomposta in otto divisioni

  • Divisione 1: Ricerca sulla peste bubbonica, colera, antracosi, febbre tifoide, tubercolosi, attraverso l'utilizzo di soggetti umani.
  • Divisione 2: Ricerca per la Guerra Biologica da usarsi sul campo, in particolare la produzione di strumenti per disperdere mezzi e parassiti.
  • Divisione 3: Produzione di munizioni contenenti materiale biologico
  • Divisione 4: Produzione di altri agenti.
  • Divisione 5: Training del personale.
  • Divisioni 6–8: unità logistiche mediche ed amministrative.

Installazioni[modifica | modifica wikitesto]

Una delle costruzioni aperte ai turisti

La base dell'Unità 731 occupava sei chilometri quadrati e consisteva di più di 150 edifici. Le installazioni furono molto ben progettate, in modo da essere difficili da distruggere. Alcuni edifici satelliti dell'Unità 731 esistono ancora adesso e sono aperti al pubblico.

Il complesso conteneva al suo interno vari fabbricati. In alcuni si trovarono fino a 4500 contenitori che erano utilizzati per congelare le pulci, sei caldaie giganti per produrre sostanze chimiche, fino a 1800 contenitori per produrre agenti biologici. Approssimativamente 30 kg di bacillo della peste bubbonica si potevano produrre in alcuni giorni. Tonnellate di queste armi biologiche (ed alcune chimiche) furono immagazzinati in vari luoghi del nord est della Cina durante il periodo della guerra.

L'intento giapponese di distruggere l'evidenza dello stabilimento dopo lo scioglimento dell'Unità 731 fallì, e le prove riemersero gradualmente. Ad esempio nell'agosto 2003, furono ospedalizzate 29 persone, dopo che un gruppo di costruttori di Heilongjiang dissotterrò un proiettile chimico che era stato interrato profondamente nel suolo per più di 50 anni.

Sito per esperimenti Anta[modifica | modifica wikitesto]

Era una zona di prova all'aria aperta, situata a circa 120 chilometri dall'installazione di Pingfang.

Centro delle operazioni Hsinking (Changchung)[modifica | modifica wikitesto]

Il comando centrale della "Unità Wakamatsu" (unità 100) era sotto il comando del veterinario Yujiro Wakamatsu. Questa installazione si dedicò allo studio delle vaccinazioni per proteggere gli animali giapponesi e, specialmente, dalla guerra biologica selettiva. Le malattie furono provate contro cavalli sovietici o cinesi o di altri prigionieri. Prima di questa prova la unità 100 diresse una fabbrica per produrre i patogeni richiesti da altre unità. Furono gestite anche le prove di sabotaggio, dall'avvelenamento alla distruzione chimica dei raccolti.

Centro di operazioni Pechino[modifica | modifica wikitesto]

Questo era il comando della Unità 1855: esisteva anche un ramo sperimentale ubicato in Chinan, Hebei. La peste bubbonica ed altre malattie furono studiate intensamente in queste installazioni.

Centro di operazioni Nanchino[modifica | modifica wikitesto]

Questo fu il comando della “unità Tama” (squadrone Ei-1644). Questa sezione condusse progetti ed operazioni comuni con l'unità 731

Centro di operazioni Canton[modifica | modifica wikitesto]

Il quartier generale della "unità Nami" (squadrone 8604). Questa installazione guidò la sperimentazione sulla privazione di alimenti ed acqua su soggetti umani, così come la trasmissione idrica del tifo. Inoltre questa installazione servì come il principale fornitore di ratti, perché le unità mediche le somministrassero i vettori della peste bubbonica per i loro esperimenti.

Centro di operazioni Singapore[modifica | modifica wikitesto]

Formato nel 1942 da Naito Ryoichi, l'unità 9420 ebbe approssimativamente 1000 lavoratori con base presso l'Università Medica Raffles. L'unità era comandata dal generale di divisione Kitagawa Masataka e sostenuto dal comandante della sezione meridionale dell'esercito giapponese.

Centro di operazioni Hiroshima[modifica | modifica wikitesto]

Una fabbrica segreta ad Hiroshima produceva le armi chimiche per le unità militari e mediche giapponesi. Cominciando con la produzione di iprite nel 1928, la fabbrica continuò con la elaborazione di armi chimiche come il fosgene, la lewisite, ed il cianogeno. Durante gli anni trenta, come peggiorò la guerra in Cina, nella fabbrica situata sull'isola sono state rimosse la maggior parte delle carte per rafforzare la riservatezza e la sicurezza.

Centro di intervento Manciuria (Unità 200)[modifica | modifica wikitesto]

Questa unità fu associata direttamente all'Unità 731 e lavorò principalmente nella ricerca della peste.

Centro di intervento Manciuria (Unità 571)[modifica | modifica wikitesto]

Questa unità, con sede sconosciuta, fu un'altra unità che lavorò direttamente ed estesamente con l'unità 731.

Brigate speciali ambulanti[modifica | modifica wikitesto]

Si trattavano di unità speciali, guidate dal fratello maggiore di Shiro Ishii e frequentato solo da parte del personale della casa comune di Ishii. Operarono separatamente dalla organizzazione medica regolare organizzazioni come ricercatori e risolutori di problemi.

Unità per operazioni speciali[modifica | modifica wikitesto]

Trattasi di unità con assegnazione speciale e sconosciuta, in Manciuria e nel continente asiatico. Si è insinuato che la sperimentazione nucleare fu diretta in Manciuria da questa divisione fino alla fine della guerra.

Dissoluzione al finire della Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Cartello informativo situato in loco attualmente

Le operazioni e gli esperimenti continuarono fino alla fine della guerra. Shiro Ishii era intenzionato a utilizzare le armi biologiche nel conflitto del Pacifico fin dal maggio del 1944, ma i suoi tentativi fallirono per la pochezza dei piani e per l'intervento alleato. Con l'invasione russa di Manchukuo e Mengjiang nell'agosto 1945, l'unità dovette abbandonare il suo lavoro in fretta. I membri della sua famiglia fuggirono attraverso la Manciuria e la Cina per rifugiarsi in Giappone. Ishii ordinò ad ogni persona del gruppo di "tenere il segreto fino alla morte" minacciando di cercarli se avessero fallito ed impedendo a chiunque un'attività pubblica in Giappone. Boccette con cianuro di potassio furono distribuite da usare nel caso in cui qualche componente venisse catturato.[8]

I responsabili di fiducia delle truppe giapponesi di Ishii, nei giorni finali della guerra, bombardarono le installazioni, per distruggere le prove delle attività, ma la maggior parte erano così ben costruite che rimasero fondamentalmente indenni.

Dopo che il Giappone si arrese agli alleati nel 1945, Douglas MacArthur divenne comandante supremo delle forze alleate, sovrintendendo alla ricostruzione del Giappone durante l'occupazione Alleata.

Alla fine della guerra egli concesse segretamente l'immunità ai medici della unità 731, in cambio della concessione agli USA dei dati degli esperimenti sulla guerra batteriologica.

Gli Stati Uniti credettero che i dati degli esperimenti avessero valore. Come conseguenza non processarono o condannarono mai pubblicamente tali esperimenti umani, tuttavia gli Stati Uniti neanche desideravano che altre nazioni, come l'Unione Sovietica, acquisissero dati su armi biologiche, per non parlare dell'interesse militare di tale ricerca.[17]

Il tribunale Penale Militare per i crimini di guerra di Tokyo, aveva appreso soltanto attraverso un riferimento agli esperimenti giapponesi con "sieri infetti" su civili cinesi. Questo accadeva nell'agosto del 1946 e fu denunciato da David Sutton, aiutante del pubblico ministero cinese.

Il consigliere giapponese della difesa Michael Levin, argomentò che l'accusa era vaga e senza dati, e fu quindi annullata dal presidente del tribunale William Webb, per carenza di prove. La questione non fu ulteriormente analizzata da Sutton, che era probabilmente a conoscenza delle attività dello squadrone dell'unità 731. Si ritiene che il suo riferimento a questo processo possa essere stato accidentale.

Sebbene "silenziato" pubblicamente, nell'incidente del processo di Tokyo, l'Unione sovietica diede seguito al caso e processò 12 leader e scienziati dell'unita 731 e delle sue unità affiliate: l'unità 1644, a Nanchino, l'unità 100 a Changchun nel processo per i crimini di guerra di Chabarovsk. Tra i criminali di guerra vi fu Otozo Yamada, il comandante in capo della Kwantung Army che occupò la Manciuria.

Molti prigionieri di guerra sovietici, catturati dal Giappone e molti civili russi, incluse mogli e bambini, furono assassinati con esperimenti chimici e biologici dell'unità 731, insieme a cinesi, coreani, mongoli e prigionieri di altre nazionalità.[18] Il processo a questi accusati giapponesi avvenne a Chabarovsk nel dicembre 1949. Una trascrizione parziale ma approfondita dei procedimenti di giudizio fu pubblicata in diverse lingue l'anno seguente da un'agenzia periodica moscovita in lingua straniera, inclusa una in inglese Materials on the Trial of Former Servicemen of the Japanese Army Charged with Manufacturing and Employing Bacteriological Weapons (Foreign Languages Publishing House, Mosca 1950)(in lingua francese: Documents relatifs au procès des anciens Militaires de l'Armée Japonaise accusés d'avoir préparé et employé l'Arme Bactériologique / in lingua giapponese: 細菌戦用兵器ノ準備及ビ使用ノ廉デ起訴サレタ元日本軍軍人ノ事件ニ関スル公判書類 / in lingua cinese: 前日本陸軍軍人因準備和使用細菌武器被控案審判材料).

Questo libro rimane una risorsa ineguagliabile per gli storici dell'organizzazione e l'attività della guerra batteriologica giapponese. Curiosamente nessuna delle edizioni in lingua straniera di questo libro segnalava il numero di tiratura, solamente l'edizione russa segnalò che furono pubblicate circa 50000 copie. Il procuratore capo a perseguire il processo di Chabarovsk fu Lev Smirnov, che fu uno dei primi procuratori sovietici presso il processo di Norimberga.

I medici ed i comandanti dell'Esercito imperiale giapponese che perpetrarono le atrocità dell'Unità 731 vennero condannati, dalla corte di Chabarovsk, da 2 a 25 anni di reclusione in campi di lavoro.

Dopo la seconda guerra mondiale, l'Unione sovietica costruì armi all'antrace usando la documentazione catturata dall'Unità 731 in Manciuria[19]

Alcuni importanti medici dell'Unità 731 divennero parte dell'establishment medico del Giappone. Il dr. Masaji Kitano guidò la più grande industria farmaceutica giapponese, la Green Cross. Altri guidarono scuole mediche sostenute dagli USA o lavorarono per il ministero della salute giapponese. Shiro Ishii, in particolare si recò in Maryland per lavorare sulla ricerca della guerra batteriologica.[20]

L'unità 731 nel cinema[modifica | modifica wikitesto]

Non ci fu alcun sopravvissuto agli esperimenti condotti dallo Squadrone 731. Le 3.000 vittime stimate, cinesi, coreane, russe e di altre nazionalità, sono morte invano? (dal finale di "Men behind the sun")

Il film "Men behind the sun" di Tun Fei Mou, del 1988, mostra le atrocità compiute dall'Unità 731. La pellicola fu realizzata in onore e futura memoria delle vittime per non dimenticare l'accaduto. Il suo titolo originale è: "Hei tai yang 731".

Nel decimo episodio della serie "X-Files" dal titolo "731" si narrano le vicende di scienziati giapponesi che facevano parte della unita' 731 " http://en.wikipedia.org/wiki/731_%28The_X-Files%29 "

Il film "Philosophy of a Knife" di Andrey Iskanov abbina testimonianze dirette, scene di tortura palesemente ricostruite in bianco e nero e vere foto di archivio a loro correlate.

http://www.imdb.com/title/tt0961119/

Altri riferimenti nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Nel manga d'azione Kakugo il protagonista riceve i suoi poteri grazie all'armatura "biozero" sviluppata da un suo antenato che aveva militato in una unità di ricerca e vivisezione giapponese impiegata in Cina durante la Seconda guerra mondiale; il fardello di orrore e sofferenza che riceve insieme ad essa dà all'intera opera un tono cupo e allucinato. Sebbene non nominata esplicitamente l'ispirazione per tale trama risiede chiaramente nelle attività dell'unità 731 storica.

Nel loro album del 2009 World Painted Blood i musicisti thrash metal della band californiana Slayer dedicano la seconda traccia, "Unit 731", agli orrori perpetrati dall'unità militare giapponese. In passato gli Slayer avevano inciso un brano dedicato alle atrocità medico-scientifiche del medico nazista Josef Mengele.

Il numero 289 di Martin Mystere dal titolo L’ultimo viaggio di Amelia Earhart tratta anche dell'unità 731.[21]

Il numero 6 di Lilith di Luca Enoch dal titolo Il re delle scimmie rappresenta Shiro Ishii nel periodo del Massacro di Nanchino.

In Venin, uno degli albi del fumetto Pin-up, dei francesi Yann e Berthet, la protagonista Dotty incontra il dottor Shiro Ishii. Siamo negli anni '60 e quest'ultimo è ormai un ricco ed anziano uomo d'affari che si è ritirato, sotto falso nome, in un'isola delle Hawaii. Sarà riuscito a sfuggire alla giustizia degli uomini?

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b http://www.sipri.org/contents/cbwarfare/cbw_research_doc/cbw_historical/cbw-hist-geneva-parties.html#J
  2. ^ http://www.chinadaily.com.cn/en/doc/2003-10/17/content_273165.htm - Libro publicado sobre los crímenes de la guerra biológica japonesa.
  3. ^ http://english.people.com.cn/200508/03/eng20050803_200004.html - Archivos secretos abandonados del escuadrón 731.
  4. ^ http://www.globalsecurity.org/wmd/world/japan/bw.htm - Programa de armas biológicas.
  5. ^ http://www.fas.org/nuke/guide/usa/cbw/bw.htm - Armas biológicas.
  6. ^ Harris, Sheldon H. Factories of Death: Japanese Biological Warfare 1932-45 and the American Cover-Up, Routledge, 1994. ISBN 0-415-09105-5 ISBN 0-415-93214-9. Página 26> instauración de la prisión Zhong Ma, página 33> creación de la homologa de Pingfang.
  7. ^ Yuki Tanaka, Hidden Horrors, 1996, p.136
  8. ^ a b c d e f g h i j k l m n Christopher Hudson, Doctors of Depravity, Daily Mail, 2 marzo 2007.
  9. ^ a b Richard Lloyd Parry, Dissect them alive: order not to be disobeyed, Times Online, 25 febbraio 2007.
  10. ^ Entrevista con el ex-integrante del escuadrón 731; Nobuo Kamada
  11. ^ "Horror Desenmascarado" Nicholas D. Kristof (17 de marzo, 1995) New York Times. A special report.; Japan Confronting Gruesome War Atrocity
  12. ^ Desentrañando un secreto mortal fotografías de vivisección
  13. ^ Japón admite haber diseccionado a prisioneros de guerra en la Segunda Guerra Mundial James Bauer. "Japanese Unit 731 Biological Warfare Unit" Viewed January 16, 2007
  14. ^ Barenblatt, Daniel. A Plague Upon Humanity: the Secret Genocide of Axis Japan's Germ Warfare Operation, HarperCollins, 2004. ISBN 0-06-018625-9
  15. ^ Programa japonés de armas biológicas Federation of American Scientists
  16. ^ Reseña de los estudios sobre Guerra Biológica Tien-wei Wu A Preliminary Review of Studies of Japanese Biological Warfare and Unit 731 in the United States
  17. ^ http://news.bbc.co.uk/2/hi/programmes/correspondent/1796044.stm - Escuadrón 731: Fuerza biológica de Japón.
  18. ^ AII POW-MIA Unit 731
  19. ^ Ken Alibek e S. Handelman. Biohazard: The Chilling True Story of the Largest Covert Biological Weapons Program in the World - Told from Inside by the Man Who Ran it. 1999. Delta (2000) ISBN 0-385-33496-6.
  20. ^ "An Ethical Blank Cheque: British and US mythology about the second world war ignores our own crimes and legitimizes Anglo-American war making". The Guardian, May 10, 2005, by Richard Drayton.
  21. ^ Archivio arretrati: scheda dell'albo di Martin Mystère

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sheldon H. Harris, Factories of Death: Japanese Biological Warfare, 1932-1945, and the American Cover-Up, Revised edition. New York and London: Routledge, 2002. xxx + 361 pp., ISBN 0-415-93214-9.
Reviewed by Lawrence Fouraker, Department of History, St. John Fisher College, Rochester, Published by H-Japan (February, 2004)
  • Paul Lewis, Sheldon Harris, 74, World War II Historian, Is Dead, in The New York Times, September 4, 2002.
  • Herbert P. Bix, Hirohito and the Making of Modern Japan, New York: Harper Collins, 2001.
  • David Bergamini, Japan’s Imperial Conspiracy, New York, William Morrow and Company, 1971.
  • Edward Behr, Hirohito: Behind the Myth, New York, Villard Books, 1989.
  • Sterling Seagrave and Peggy Seagrave, The Yamato Dynasty: The Secret History of Japan’s Imperial Family, New York, Broadway Books, 1999.
  • Stephen Endicott and Edward Hagerman, The United States and Biological Warfare: Secrets from the Early Cold War and Korea, Bloomington, Indiana University Press, 1999.
  • Marco Lupis, Orrori e misteri dell'Unità 731: la "fabbrica" dei batteri killer, La Repubblica, 14 aprile 2003, anche on line.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]