Tōgō Heihachirō

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Tōgō Heihachirō
Tōgō Heihachirō.jpg
Soprannome Nelson d'Oriente
Nato Kagoshima
27 gennaio 1848
Morto Tokyo
30 maggio 1934 (86 anni)
Dati militari
Forza armata Naval Ensign of Japan.svg Marina Imperiale Giapponese
Grado Flag of Japan.svg
Ammiraglio
海軍大将 Kaigun Taishō
Guerre Guerra Boshin
Prima guerra sino-giapponese
Guerra russo-giapponese

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Il marchese Heihachirō Tōgō (東郷 平八郎 Tōgō Heihachirō; Kagoshima, 27 gennaio 1848Tokyo, 30 maggio 1934) è stato un ammiraglio della Marina Imperiale giapponese e uno dei principali eroi di guerra del Giappone.

Soprannominato il "Nelson d'Oriente" dai giornalisti occidentali, si distinse - dapprima come capitano e poi come comandante in capo della Marina Imperiale - durante la prima guerra sino-giapponese (1894-1895) e la guerra russo-giapponese (1904-1905). Nel corso della battaglia di Tsushima (1905), la flotta giapponese al suo comando distrusse i due terzi della Flotta del Baltico russa, una vittoria determinante per la fine del conflitto.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Tōgō nacque da una famiglia di samurai durante lo shogunato del clan Tokugawa e venne nella fanciullezza educato nella tradizione della sua classe: confucianesimo, calligrafia, arti marziali.

Nel 1863 assistette a un bombardamento navale da parte della Royal Navy contro Kagoshima a titolo di rappresaglia per l'uccisione di un suddito britannico da parte di un samurai al seguito del daimyo di Satsuma. Quell'episodio segnò profondamente Togo che decise di divenire marinaio[1].

Trasferitosi in Gran Bretagna iniziò gli studi navali e rientrato in patria intraprese la carriera nella Marina Imperiale giapponese. Distintosi nel corso della guerra sino-giapponese, nel 1904 era comandante della flotta. In tale carica diede prova costante di preveggenza, freddezza e di capacità tattica e strategica. Guidò l'attacco dell'8 febbraio 1904 contro Port Arthur e le successive operazioni navali contro tale piazza, riportando un netto successo il 10 agosto 1904 nella battaglia del Mar Giallo.

Dopo tale scontro la squadra russa di base a Port Arthur non tentò più alcuna sortita e rimase agli ormeggi fino al momento della capitolazione il 2 gennaio 1905. Caduta Port Arthur rimaneva peraltro la minaccia della squadra russa al comando dell'ammiraglio Rozhestvenskij, salpata nell'ottobre del 1904 da Libau, inizialmente col compito di sbloccare Port Arthur, successivamente destinata a Vladivostok per operare contro le forze giapponesi. Tōgō ebbe tutto il tempo per curare l'addestramento degli equipaggi senza doversi preoccupare del nemico perché la squadra russa giunse in prossimità delle acque giapponesi solamente nel maggio 1905, oltre cinque mesi dalla caduta di Port Arthur. L'intenzione di Rozhestvenskij era quella di arrivare con la flotta a Vladivostok, ed operare da quel porto successivamente come fleet in being. A tal scopo ritardato volontariamente con esercitazioni il transito per lo stretto di Tsushima, in attesa di condizioni meteo-climatiche a lui favorevoli: mare grosso e nebbia. Tutto questo per cercare di evitare il più possibile l'intercettazione da parte della flotta giapponese. Tuttavia il tentativo non funzionò; infatti durante l'attraversamento notturno dello stretto la flotta venne avvistata a causa del non rispetto dell'oscuramento notturno da parte di una nave ospedale della flotta. A seguito dell'intercettazione il grosso della flotta giapponese salpò da Masampo, porto della Corea controllata dai giapponesi. La battaglia si svolse secondo la dottrina di Rodney e Nelson, ovvero distruggendo la flotta nemica. Tale distruzione è stata eseguita con metodica precisione da parte dei giapponesi.

Questa vittoria diede la gloria finale a Tōgō che visse ancora a lungo onorato come eroe nazionale.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Nel film giapponese Nihonkai daikaisen del 1969, ambientato durante il conflitto russo-giapponese, il ruolo di Heihachirō è interpretato dall'attore Toshirō Mifune.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze giapponesi[modifica | modifica sorgente]

Gran Cordone dell'Ordine del Crisantemo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine del Crisantemo
Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Nibbio d'oro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Nibbio d'oro
Gran Cordone dell'Ordine dei fiori di Paulownia - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine dei fiori di Paulownia
Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Sol Levante - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Sol Levante
Cavaliere di I classe dell'Ordine del Sacro Tesoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I classe dell'Ordine del Sacro Tesoro
Medaglia della prima guerra cino-giapponese - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia della prima guerra cino-giapponese
Medaglia della guerra russo-giapponese - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia della guerra russo-giapponese

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce onorario dell'Ordine Reale Vittoriano (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce onorario dell'Ordine Reale Vittoriano (Regno Unito)
Membro dell'Ordine al Merito del Regno Unito (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine al Merito del Regno Unito (Regno Unito)
Gran Croce dell'Ordine della Polonia Restituta (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine della Polonia Restituta (Polonia)
— 1925[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Constantine Pleshakov: "L'ultima flotta dello Zar", Milano, Corbaccio, 2008, pagine 48-49
  2. ^ "Polska Zbrojna", Varsavia 1925

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Stephen Howarth, Morning Glory. History of the Imperial Japanese Navy, Londra, Hamilton, 1983.
  • Constantine Pleshakov, L'ultima flotta dello Zar, Milano, Corbaccio, 2008.
  • Frank Thiess, Tsushima, Torino, Einaudi, 1977.

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Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 67271029 LCCN: n82000994