Sindrome da distress respiratorio

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Avvertenza
Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono né da prescrizione né da consiglio medico. Wikipedia non dà consigli medici: leggi le avvertenze.

Secondo l'OMS la sindrome da distress respiratorio J80 è

« un danno diffuso dei capillari alveolari determinante grave insufficienza respiratoria con ipossiemia arteriosa refrattaria alla somministrazione di ossigeno »

Quindi, è la situazione, dovuta a una qualsiasi causa, che fa diminuire la concentrazione di ossigeno nel sangue, la quale non sale ("è refrattaria") neanche somministrando direttamente ossigeno al paziente.

Una consensus conference USA-Europa nel 1994 ha definito i criteri diagnostici della sindrome da distress respiratorio nell'adulto (ARDS):

  • Esordio acuto
  • Infiltrati polmonari bilaterali suggestivi di edema
  • Nessuna evidenza di ipertensione atriale sinistra (PCWP < 18 mmHg)
  • Rapporto PaO2/FiO2 < 200

Gli stessi criteri, ma con un rapporto PaO2/FiO2 < 300, definiscono il danno polmonare acuto (Acute Lung Injury, ALI).

Nel caso di paziente infante, prende il nome di Sindrome da distress respiratorio neonatale (NRDS).

Si ha un'assenza o riduzione del surfattante, che è responsabile dell'aumentata consistenza dei polmoni propria dell'ARDS.

Indice

[modifica] Cause

Le cause più frequenti sono fattori di danno al microcircolo e di edema.

[modifica] Clinica

Il paziente mostra lievi segni di distress caratterizzati da tachipnea, dispnea e aumentato fabbisogno di ossigeno. L'auscultazione polmonare rivela suono chiaro polmonare o rantoli sparsi.

Entro poche ore si sviluppa ipossiemia severa con ipercapnia. L'inizio dell'ARDS può essere molto variabile nella sepsi, fulmineo nell'aspirazione polmonare o insidioso nei danni neurologici acuti o nello shock.

L'insufficienza respiratoria determina addensamenti diffusi bilaterali evidenti all'RX e frequenti infezioni sovrapposte che portano a morte in più del 50% dei casi.

Nella fase acuta i polmoni si presentano diffusamente aumentati di consistenza, rossastri, congesti e pesanti, con un danno alveolare diffuso (istologicamente si osserva edema, membrane ialine, infiammazione acuta).

Nella fase di proliferazione e organizzazione compaiono aree confluenti di fibrosi interstiziale con proliferazione di pneumociti di II tipo.
Frequenti le sovrainfezioni batteriche nei casi fatali.

[modifica] Distress nel neonato

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce malattia delle membrane ialine.

La sindrome si può osservare nel 2,5-3% dei bambini ricoverati in Unità di Cure Intesive Pediatriche.

L'incidenza è inversamente proporzionale all'età gestazionale ed al peso alla nascita.

Il distress neonatale è caratterizzata da ipossia, infiltrati polmonari diffusi alla radiografia del torace, pressione di occlusione in arteria polmonare, funzione cardiaca normale.

Si verifica cianosi.

Se i movimenti respiratori sono fatti a bocca chiusa si deve sospettare ostruzioni alte: la bocca dev'essere aperta e le cavità orofaringee ripulite dalle secrezioni con un'aspirazione delicata.

Molto importante è la prevenzione della prematurità (compresa la non esecuzione di un taglio cesareo non necessario o intempestivo), la gestione appropriata della gravidanza e del travaglio ad alto rischio e la previsione e il possibile trattamento in utero dell'immaturità polmonare.

[modifica] Trattamento

Instillazione endotracheale di dosi multiple di surfattante esogeno in neonati a basso peso che richiedono il 30% di ossigeno e la ventilazione assistita: viene aumentata la sopravvivenza, ma non riduce in maniera significativa l'incidenza della malattia polmonare cronica.

[modifica] Voci correlate

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