UBS

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UBS Group SA
Logo
Stato Svizzera Svizzera
Forma societaria Società per azioni
Borse valori NYSE: UBS
Borsa di ZurigoUBSN
ISIN CH0244767585
Fondazione Aprile 1862, quando venne fondata la Banca di Winterthur. Nel 1998, l'Unione di Banche Svizzere e la Società di Banca Svizzera si fusero e nel 2000 venne accorpata la PaineWebber.
Sede principale Zurigo e Basilea
Persone chiave Axel Weber, Presidente del CdA
Sergio Ermotti, AD
Settore Bancario, Finanziario
Prodotti private banking
investment banking
finanza e assicurazione
consulenza finanziaria
private equity
finanza aziendale
carte di credito
Fatturato 28.320 miliardi di CHF[1] (2016)
Dipendenti 59.387[1] (2016)
Slogan «We Will Not Rest»
Sito web

La UBS Group SA è una società universale di servizi finanziari con sede a Basilea e Zurigo, in Svizzera.[2] Si tratta di una banca privata e di una banca d'investimento[3], che offre servizi nei settori degli investimenti (investment banking) e della gestione dei patrimoni di investitori istituzionali, aziendali e privati (institutional banking, asset management & wealth management). In Svizzera, UBS si occupa anche delle operazioni di massa (retail banking).[4]

Con un'esperienza di oltre 150 anni, UBS è la banca più grande e importante in Svizzera ed è presente nei maggiori centri finanziari mondiali. Dispone di 897 uffici in oltre 50 paesi e di un numero di impiegati che supera le 59.000 unità (secondo i dati del 2016).[1] Di questi, il 35% lavora in Svizzera, il 35% in America, il 17% nel resto d'Europa, in Medio Oriente ed in Africa ed il 13% nella regione Asia Pacifico.[5] Il suo centro di operazioni borsistiche a Stamford detiene il primato del più grande trading floor al mondo: largo quanto due campi da calcio può accogliere fino a 1400 operatori.[6] Mediante la sua divisione di private banking UBS è anche impegnata nella gestione patrimoniale di quasi la metà dei miliardari asiatici.[7]

UBS è considerata una delle maggiori banche nella gestione di patrimoni privati con CHF 3 miliardi di attivi investiti (secondo i dati del 2016).[1][8] Inoltre, è leader nei servizi bancari per le imprese (corporate banking) e nel personal banking in Svizzera, l'unico paese dove il gruppo opera in questi settori. In Svizzera, la UBS raggiunge circa l'80% della ricchezza nazionale con la metà delle aziende svizzere.[9]

Settori[modifica | modifica wikitesto]

UBS è una società per azioni e i suoi titoli si trovano nella SIX Swiss Exchange e nella Borsa di New York (NYSE). Ha 300 succursali in 50 paesi e il 35% dei suoi 59.387 collaboratori lavora in Svizzera, il 34% in America, il 18% in Europa, Medio Oriente e Africa, mentre il restante 13% lavora nella regione Asia-Pacifico.[10]

I principali servizi finanziari offerti dalla banca sono: (i) la gestione patrimoniale di clienti privati (wealth management), (ii) la banca d'affari (investment banking) e (iii) la gestione dei cespiti (asset management). In Svizzera, UBS si afferma come banca retail e banca commerciale leader del mercato, unico paese dove UBS offre questo tipo di servizi. Nel 2016, il totale degli attivi gestiti ammontava a CHF 977 miliardi, con una capitalizzazione in borsa di CHF 61.420 miliardi e con CHF 53.723 miliardi di fondi propri.[1]

Dal 10 giugno 2014, la UBS Group SA è la società capogruppo del gruppo UBS e detiene il controllo del 96.68% di titoli azionari. Il restante 3.32% è gestito da azionisti di minoranza. Il 14 gennaio 2015 UBS SA ha cancellato i suoi titoli azionari dalla New York Stock Exchange (NYSE) ed ha richiesto la loro cancellazione anche dalla SIX Swiss Exchange (SIX).[1]

La struttura operativa del Gruppo è costituita dal Corporate Center e da cinque divisioni:[11]

Wealth Management Wealth Management Americas Personal & Corporate Banking Global Asset Management Investment Bank Corporate Center

Wealth Management & Wealth Management Americas[modifica | modifica wikitesto]

Il Wealth Management offre servizi di consulenza e di investimento ad una clientela internazionale con un patrimonio elevato, fatta eccezione dei clienti della divisione Wealth Management Americas. A fine 2016, tale divisione aveva investito un patrimonio complessivo di CHF 977 miliardi, patrimonio per il 41% di clienti europei, per il 28% di clienti mediorientali o africani, per il 28% di clienti della regione Asia-Pacifico, per il 22% di clienti svizzeri e il restante 9% riguardava clienti dell'America. Di questi, oltre il 60% erano clienti con un patrimonio complessivo maggiore a CHF 10 milioni, ossia clienti high net worth, mentre il restante 40% era costituito da clienti con un portafoglio che variava da CHF 1 ai 5 milioni (il 19%), da CHF 5 a 10 milioni (il 10%) e da meno di CHF 1 milione (9%).[1]

Sede centrale di UBS Wealth Management Americas nel Lincoln Harbor, Weehawken, New Jersey.

Con uffici in oltre 50 paesi, Svizzera compresa, la divisione di Wealth Management assicura la diversificazione geografica del portafoglio della sua clientela.[12] Questo grazie anche alla divisione di Wealth Management Americas che, situata in America, offre servizi di gestione patrimoniale quali consulenza, servizi bancari, prodotti e servizi specifici per la clientela high net worth e ultra high net worth. Questa unità si occupa delle attività nazionali ed internazionali negli Stati Uniti e di quelle nazionali in Canada. Il patrimonio totale investito dalla divisione Wealth Management Americas a fine 2016 ammontava a $1.111 miliardi. Di questi, il 44% apparteneva a clienti con un portafoglio che variava dai $1-10 milioni, il 40% a clienti con un patrimonio complessivo superiore ai $10 milioni, il 12% possedeva meno di $1 milione e il restante 4% meno di $250 mila.[1]

La divisione UBS Wealth Management è presente da oltre 20 anni anche in Italia con 12 filiali situate nelle principali città: Roma, Milano, Firenze, Napoli, Varese, Bologna, Padova, Brescia, Modena, Salerno, Torino, Treviso e con UBS Fiduciaria, che si occupa del settore fiduciario italiano. I servizi e le soluzioni di gestione patrimoniale, quali: soluzioni di finanziamento, polizze assicurative, consulenza, servizi di investimento, vengono offerti a investitori privati, aziende e istituzioni che possiedono depositi superiori a € 500.000.[13] Nel 2017, UBS ha ricevuto il premio Euromoney di Miglior banca privata in Italia e nel mondo.[14]

A livello internazionale, i maggiori competitori di UBS Wealth Management sono: BNP Paribas, JPMorgan Chase e Julius Bär, a cui si aggiungono Deutsche Bank, RBS e UniCredit, che nel mercato europeo si affermano come i maggiori competitori di UBS. Nella regione Asia-Pacifico la banca svizzera compete anche con Citigroup, Credit Suisse e HSBC.[1][15] La divisione di Wealth Management Americas compete invece con società di brokeraggio, banche private locali e internazionali, broker locali e altre società di servizi finanziari che offrono servizi di gestione patrimoniale a clienti statunitensi e canadesi, ma anche a non residenti che necessitano di tali servizi all'interno degli Stati Uniti. Tra queste banche private e società finanziarie figurano: Bank of America, Morgan Stanley e Wells Fargo.[1][16][17]

Personal & Corporate Banking[modifica | modifica wikitesto]

Sede di UBS Europe SE e di Julius Bär a Francoforte sul Meno, Assia.

Il Personal & Corporate Banking offre prodotti e servizi finanziari ad una clientela retail, aziendale e istituzionale. Essa è presente solamente in Svizzera ed oltre a fungere da sostegno per le altre unità della banca ha come obiettivo l'assistenza dei clienti retail. Accrescendo il patrimonio di questa clientela, la divisione Personal & Corporate Banking fa sì che questa possa essere in futuro trasferita alla divisione di Wealth Management. Il Personal & Corporate Banking contribuisce inoltre alla crescita delle altre attività bancarie tramite il cross-selling di prodotti e servizi delle attività di raccolta di attivi e di investment banking; gestisce una parte dell'infrastruttura svizzera di UBS e della piattaforma di prodotti bancari svizzera.

A livello di clientela retail, i maggiori competitori di UBS sono Credit Suisse, PostFinance e Raiffeisen, a cui si aggiungono altre banche cantonali e locali svizzere, come la Banca Migros. Credit Suisse, insieme ad altre banche cantonali e straniere attive in Svizzera, si afferma come maggiore competitore anche a livello di clientela aziendale e istituzionale.[1]

Asset Management[modifica | modifica wikitesto]

Asset Management è il più grande gestore di fondi d'investimento della Svizzera ed uno tra i più grandi gestori di patrimonio immobiliare di investimento nel mondo.[18] Presente in 22 nazioni, le sue sedi principali si trovano a: Chicago, Francoforte, Hartford, Hong Kong, Londra, New York, Singapore, Sydney, Tokyo e Zurigo. Con più di 3.600 impiegati e 920 professionisti negli investimenti, la divisione Asset Management serve clienti istituzionali, intermediari wholesale e clienti di Wealth Management, offrendo inoltre, grazie all'unità Fund Services, servizi di gestione di fondi di UBS e di terzi. Gli attivi investiti ammontano a CHF 697 miliardi.[18]

UBS Asset Management è presente anche in Italia da 15 anni e si dedica agli investitori istituzionali e agli investitori privati offrendo soluzioni di investimento in diverse categorie, tra cui: obbligazioni, copertura dal rischio di cambio, metalli preziosi, immobili e materie prime.[19][20]

Tra i maggiori competitori di UBS Asset Management, a livello mondiale figurano: AllianceBernstein Investments, Amundi, BlackRock, Deutsche Bank Asset Management, Goldman Sachs Asset Management, Invesco, JPMorgan Chase Asset Management, Morgan Stanley Investment Management e Schroders.[1]

Il 20 febbraio 2017, UBS Group AG e la Northern Trust Corporation, un'azienda americana attiva a livello internazionale nel settore dei servizi finanziari, hanno annunciato la stipulazione di un accordo per l'acquisizione da parte dell'azienda finanziaria americana dell'amministrazione dei fondi offerti da UBS Asset Management a Lussemburgo e in Svizzera. Tale acquisizione faciliterà l'espansione della Northern Trust Corporation in queste due nazioni, facendola diventare il maggior amministratore di fondi nei mercati locali e tra i 10 leader mondiali nel settore. Al termine della transazione, previsto per la seconda metà del 2017, si calcola infatti che l'azienda americana amministrerà un totale di CHF 420 miliardi di fondi. Dopo la chiusura della transazione, UBS Asset Management continuerà ad offrire ai suoi clienti i servizi proposti finora. Ulrich Körner, presidente della suddetta divisione, afferma come la continua trasformazione della piattaforma è dovuta a una maggiore efficienza, efficacia e dislocazione geografica dei servizi offerti dalla banca.[21]

Investment Bank[modifica | modifica wikitesto]

Uffici della UBS Investment Bank a Stamford, Connecticut. Largo quanto due campi di football americano, il centro di operazioni borsistiche a Stamford detiene il primato di più grande piazza di scambio al mondo.

L'Investment Bank offre servizi di consulenza, gestione del rischio, soluzioni finanziarie, servizi di esecuzione ed accesso ai mercati dei capitali internazionali ad aziende, istituzioni e clienti della divisione Wealth Management.[22] Fornisce inoltre l'accesso ad azioni, cambi, metalli preziosi ed attività su tassi d'interesse e di credito. Questa unità partecipa alle attività di flusso sui mercati di capitale, compresi la vendita, la negoziazione e l'attività di market maker per diversi titoli.[23]

A fine 2015, questa divisione era composta da 4.734 impiegati presenti in oltre 35 nazioni. I suoi uffici principali si trovano ad Hong Kong, Londra, New York, Singapore, Sydney, Tokyo e Zurigo.[1] Anche in Italia, UBS Investment Bank è presente nelle principali città ed offre servizi e soluzioni ad aziende ed istituzioni: Roma, Milano, Firenze, Napoli, Varese, Bologna, Padova, Brescia, Modena, Salerno, Torino e Treviso.[24] Tra i suoi competitori principali figurano le maggiori banche di investimento del mondo, come: Bank of America, Merrill Lynch, Barclays, Citigroup, Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachs, JPMorgan Chase e Morgan Stanley.[1]

Corporate Center[modifica | modifica wikitesto]

Il Corporate Center comprende tre unità:

  • il Corporate Center – Services, che offre funzioni di controllo della finanza, del rischio, dei servizi legali, e di logistica, l'outsourcing, il nearshoring e l'offshoring, nonché tutti i servizi di supporto, quali l'informatica, le risorse umane, i servizi amministrativi, le operations, la comunicazione e il branding, le relazioni con le autorità di vigilanza, la sicurezza fisica e di informazione;
  • il Corporate Center – Group Asset and Liability Management (Group ALM), che offre servizi di liquidity, funding, gestione di capitale e di bilancio;
  • il Corporate Center – Non-core and Legacy Portfolio, che riguarda le attività non-core e quelle che facevano parte dell’Investment Bank prima della ristrutturazione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'attuale logo di UBS rappresentante le tre chiavi simbolo dei tre valori cardine del Gruppo: fiducia, sicurezza e discrezione.

L'UBS nasce nel 1998 dalla fusione di Unione di Banche Svizzere e di Società di Banca Svizzera. Da allora, il termine UBS è usato come nome ufficiale dell'azienda. Nel 2000, UBS acquisisce il gruppo americano Paine Webber, diventando così la più grande banca privata del mondo.[25] Tuttavia, la data di fondazione ufficiale è l'aprile del 1862, anno in cui la Banca di Winterthur, suo nucleo, venne fondata.[26]

Nel 2005, UBS vende tre banche private alla Julius Baer: Ehinger & von Ernst, Ferrier Lullin & Cie. SA, Banco di Lugano (BDL) e la Global Asset Management (GAM).[27]

Il suo logo, usato dal 1937 e disegnato da Warja Honegger Lavater, è composto da tre chiavi e simbolizza i tre valori importanti per UBS: fiducia, sicurezza e discrezione.[28]

Società di Banca Svizzera[modifica | modifica wikitesto]

Origine e primi anni (1854–1945)[modifica | modifica wikitesto]

Ufficio della Società di Banche Svizzere a Basilea (ca.1920).
Prospetto della Basler Bankverein (1872).

La storia di UBS attraverso la "Società di Banca Svizzera" (SBS) (in inglese Swiss Bank Corporation - SBC) inizia attorno all'anno 1854, quando sei banche private si riunirono a Basilea per formare la Bankverein, un consorzio a capo delle banche membri. Nel 1871, la Bankverein, coordinata con la tedesca Frankfurter Bankverein, si trasforma in una Società per azioni chiamata "Basler Bankverein", rimpiazzando così l'originario consorzio.[29] La nuova banca avviò la sua attività con un capitale di CHF 30 milioni e CHF 6 milioni di capitale condiviso, ma iniziò a risentire della crisi quando grosse perdite in Germania causarono la sospensione del suo dividendo fino al 1897.[30]

Nel 1897, in seguito a fusioni ed acquisizioni, la Basler Bankverein diventa la "Società di Banca Svizzera" e dopo solo un anno è la prima banca svizzera ad aprire una succursale a Londra.[29] Il suo nome originario, Schweizerischer Bankverein (in inglese "Swiss Bankverein") viene cambiato nel 1917 in Swiss Bank Corporation.[31]

Nel 1912, col diventare degli Stati Uniti d'America la maggiore potenza economica a discapito dell'Inghilterra, la SBS tentò di stabilirsi nel mercato mondiale, riuscendoci solo nel 1939 con l'apertura di una succursale a New York.[29]

Dopoguerra (1945-1998)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1945, la SBS acquisì la Banca commerciale di Basilea (Basler Handelsbank), che a quel tempo era una delle più grandi banche svizzere. Tuttavia, diventò insolvente alla fine della guerra.[32] Nel dopoguerra, la SBS rimase la prima sottoscrittrice di obbligazioni del governo svizzero. La SBS, che negli anni cinquanta comprendeva 31 filiali in Svizzera e tre all'estero, dalla fine della guerra agli anni cinquanta era riuscita a moltiplicare il suo patrimonio fino a raggiungere i CHF 4 miliardi e, a metà degli anni sessanta, era riuscita a moltiplicarlo nuovamente raggiungendo i CHF 10 miliardi nel 1965.[31] Nel 1961, la SBC acquisì la "Banca Popolare Vallesana" con sede a Sion e la "Banca Popolare di Sierre", entrambe in Svizzera. Nel 1970, la banca aprì una succursale a Tokyo.[29]

Ufficio della Società di Banche Svizzere a San Gallo (1920).
Ufficio della Società di Banche Svizzere a Londra (1900).

Nel 1992, la SBS acquisì la O'Connor & Associates, società americana specializzata nei prodotti derivati e nella gestione dei rischi e la più grande market maker nello scambio di opzioni finanziarie negli Stati Uniti.[29] La O'Connor si unì alle attività del mercato monetario, del mercato dei capitali e del mercato valutario della SBC per creare un mercato dei capitali e di operazioni di tesoreria integrati a livello mondiale.[31].

Due anni dopo, nel 1994, la SBS acquisì la Brinson Partners, una compagnia di gestione patrimoniale focalizzata nel fornire l'accesso delle istituzioni statunitensi nel mercato mondiale.[33] In seguito all'acquisizione, Gary P. Brinson, fondatore della Brinson Partners, fu incaricato della gestione patrimoniale e, in seguito alla fusione di SBS e UBS, fu nominato direttore degli investimenti (chief investment officer) di UBS Global Asset Management.[34]

Un anno dopo, nel 1995, la SBS rilevò la S.G. Warburg & Co.,[35] una delle principali banche d'investimento europee, per $ 1.4 miliardi, fatto che segnò un importante spinta nell'investment banking della banca.[33] La S.G. Warburg era riuscita a crearsi una buona reputazione come banca d'affari e si era trasformata in una delle banche d'investimento più rispettate di Londra.[36] L'espansione della S.G. Warburg negli Stati Uniti si rivelò però costosa e difficoltosa. Nel 1994 infatti, le trattative con la Morgan Stanley riguardo a una loro fusione collassarono.[37] La SBS incorporò la compagnia con la sua stessa unità di banca d'investimento per creare la SBC Warburg.[33]

Nel 1997, la SBS pagò $ 600 milioni per acquistare la Dillon, Read & Co., una banca d'investimento statunitense. La Dillon, Read & Co., fondata nel 1832, risiedeva tra le vigorose compagnie di Wall Street negli anni venti e trenta del XX secolo. La Dillon Read negoziò la sua vendita con la ING, che possedeva il 25% della compagnia, ma i partner della Dillon Read rifiutarono i piani di integrazione.[38] Dopo l'acquisizione da parte della SBS, la Dillion Read si incorporò alla SBC Warburg per creare la SBS Warburg Dillon Read.[39] A seguito della fusione della SBS con l'Unione di Banche Svizzere, la SBC perse il suo nome. Nel 2000, a seguito della ristrutturazione di UBS, anche la Dillion Read perse il suo nome, sebbene le venne restituito nel 2005 come Dillon Read Capital Management.[40]

Unione di Banche Svizzere[modifica | modifica wikitesto]

Origine e primi anni (1862–1945)[modifica | modifica wikitesto]

La Banca di Winterthur (1862).
La Toggenburger Bank a Lichtensteig (1863).

La storia di UBS attraverso l'"Unione di Banche Svizzere" (in inglese: Union Bank of Switzerland) inizia nel 1862, quando la Banca di Winterthur diede inizio alla sua attività lavorativa e venne istituita con un capitale azionario iniziale di CHF 5 milioni. La Banca di Winterthur sostenne attivamente lo sviluppo commerciale e industriale dell'omonima regione, tanto che, nella seconda metà del XIX secolo, Winterthur venne considerata centro industriale della Svizzera nordorientale, grazie anche al ruolo fondamentale svolto dalla banca nel finanziamento del sistema ferroviario nazionale.[41]

Un anno dopo, nel 1863, fu fondata la Banca del Toggenburgo a Lichtensteig, nel Canton San Gallo, con un capitale iniziale di CHF 1.5 milioni. La banca sangallese era attiva nell'ambito del risparmio e del credito ipotecario locali e, in seguito, anche come banca commerciale e di emissione.[30][42]

La fusione di queste due banche: la Banca di Winterthur e la Banca del Toggenburgo, portò nel 1912 alla nascita dell'Unione di Banche Svizzere (da cui l'acronimo UBS).[42] Il patrimonio complessivo registrato dopo l'unione di queste due banche era di CHF 202 milioni. Nel 1917, l'Unione di Banche Svizzere inaugurò la sua sede principale in Bahnhofstrasse 45 a Zurigo, tuttora sede principale di UBS.[43] Fu soltanto nel 1945 però che l'Unione di Banche Svizzere trasferì la sua sede principale da Winterthur e da San Gallo a Zurigo[30].

Contratto di fusione tra la Banca di Winterthur e la Banca di Toggenburgo (1912).

Lo scoppio della Prima guerra mondiale non ebbe un gran impatto economico né sull'Unione di Banche Svizzere né sulla Società di Banche Svizzere. Grazie alla neutralità e alla stabilità della Svizzera, le due banche erano infatti entrate a far parte del circolo elvetico delle grandi banche, aumentando persino il numero di assunzioni.[30] Tuttavia, la Grande depressione scaturita dal crollo della borsa di New York nel 1929 non lasciò indenne il sistema finanziario elvetico. Negli anni Trenta, l'Unione di Banche Svizzere dovette tagliare il suo organico di un quarto e il suo bilancio passò da quasi 1 miliardo nel 1930 a 441 milioni nel 1935.[30] Un fattore che gravó pesantemente fu la presenza di attivi immobilizzati all'estero, soprattutto in Germania, dove l'inflazione aveva raggiunto livelli record. Le riserve della banca furono dimezzate, il capitale diminuì, il dividendo azionario fu tagliato ed i salari furono ridotti.[30]

Nel 1938, l'ascesa della banca ricominciò: i salari aumentarono e fu assunto nuovo personale. Nello stesso anno, l'Unione di Banche Svizzere fondò la Intrag, una società dedita alla gestione di fondi d'investimento con sede a Zurigo. Intrag costituì il fondo finanziario America-Canada (in inglese: America-Canada Trust Fund - AMCA), il primo fondo d'investimento svizzero con quote d'investimento flessibili.[30]

Dopoguerra (1945-1998)[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine della Seconda guerra mondiale, sia l'Unione di Banche Svizzere che la SBS consolidarono la loro posizione rilevando due concorrenti di grandi dimensioni, all'epoca con problemi di liquidità: la Banca Federale e la Banca commerciale di Basilea, entrambe fondate nel 1863.[44][45] L'acquisizione della Banca Federale da parte dell'Unione di Banche Svizzere fece crescere il patrimonio complessivo di quest'ultima a CHF 1.5 miliardi, mentre l'acquisizione della Banca commerciale di Basilea da parte della SBS aumentò il suo patrimonio che raggiunse quasi i CHF 2 miliardi. Grazie a queste due acquisizioni le due banche poterono sfruttare al meglio la ripresa economica degli anni Cinquanta tanto che, a metà degli anni Sessanta, il patrimonio complessivo di entrambe superò i CHF 10 miliardi e CHF 1 miliardo verso la fine del decennio.[30]

Ex grattacielo della Swiss Bank, 623 Fifth Avenue, New York City, aperto nel 1990.

La Banca commerciale di Basilea svolse inoltre un ruolo importante nello sviluppo economico europeo, soprattutto per quanto riguarda l'elettrificazione. Nel 1896, insieme alla Siemens & Halske AG di Berlino, la banca basilese aveva costituito nella sua omonima città la Schweizerische Gesellschaft für elektrische Industrie (Indelec). Questa società elettrica finanziò nuove centrali idroelettriche non solo in Svizzera, ma anche in Europa e in Messico e sostenne l'elettrificazione di grandi città come Parigi, San Pietroburgo e Mosca.[30]

Negli anni a venire, UBS e SBS rilevarono diverse banche svizzere e aprirono nuove filiali, in modo da acquisire una maggiore quota di mercato. Entrambi avevano sempre mantenuto il loro posto sul podio delle maggiori banche elvetiche. La situazione cambiò però nel 1967, quando la Internationale Industrie- und Handelsbeteiligungen AG (Interhandel), ex holding di I. G. Chemie fondata a Basilea nel 1928,[46] si fuse con l'Unione di Banche Svizzere. Questa fusione portò l'Unione di Banche Svizzere a diventare il maggiore istituto di credito svizzero ed uno tra i più forti in Europa.[30][42]

Il patrimonio complessivo di Unione di Banche Svizzere e SBS continuò a crescere fino all'inizio degli anni Ottanta, tanto che persino il numero di filiali ed agenzie in Svizzera aumentò. Tra le filiali di UBS figurava anche l'apertura, nel 1970, del primo sportello nell'area commerciale sotterranea della stazione centrale di Zurigo. Inoltre, è dall'inizio degli anni Settanta che UBS e SBS sono rappresentate in tutti i continenti: Australia (Sydney e Melbourne), Asia orientale e sudorientale (Hong Kong, Tokyo, Singapore), Sudafrica (Johannesburg) e in tutta l'America (Montreal, Chicago, San Francisco, Città del Messico, Caracas, Bogotá, Rio de Janeiro, São Paulo, Buenos Aires).[30]

Con l'espansione della rete di filiali le due banche cercarono anche di progredire tecnologicamente e di migliorare la loro elaborazione di dati. Se all'inizio degli anni Sessanta sia l'Unione di Banche Svizzere che la SBS erano puramente banche commerciali prive di ipoteche, conti di risparmio e conti stipendio, entro la fine del decennio entrambe riuscirono ad avviare le attività di private e retail banking. Nel 1967, l'Unione di Banche Svizzere fu la prima banca nell'Europa continentale ad installare un ATM (bancomat esterno) presso la sua sede di Zurigo. Iniziò inoltre ad offrire i primi conti di risparmio, seguiti due anni dopo dai conti correnti e dalla carta di conto.[30]

Verso la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta il settore finanziario svizzero iniziò però a trovarsi sotto pressione. Oltre alla bolla immobiliare degli anni Ottanta, l'esplosione della crisi delle ipoteche negli anni Novanta portò le banche svizzere a subire forti perdite di capitale. Ciò portò a un rapido consolidamento del settore finanziario, tanto che il numero di grandi banche svizzere si ridusse da cinque a tre. Con l'acquisizione della Banca Leu nel 1990 e della Banca Popolare di Sondrio nel 1993, Credit Suisse si guadagnò la prima posizione tra le tre banche che dominavano il mercato interno svizzero.[30]

Fusione di Società di Banche Svizzere e Unione di Banche Svizzere[modifica | modifica wikitesto]

Sede centrale di UBS in Bahnhofstrasse 45, Zurigo.
Sede centrale di UBS a Basilea.

Entro la metà degli anni Novanta ci furono dei cambiamenti: sia la SBS che l'Unione di Banche Svizzere cercarono opportunità di crescita al di fuori del mercato nazionale, convertendosi in istituti finanziari globali. Per raggiungere i loro obiettivi strategici, l'8 dicembre 1997, le due banche, che in quel periodo occupavano rispettivamente la terza e la seconda posizione tra le grandi banche svizzere, annunciarono la loro fusione.[47] La nuova società mirava a creare buoni profitti per gli azionisti e a guadagnarsi una posizione tra i leader mondiali nei suoi quattro segmenti di attività internazionali: investment banking, gestione patrimoniale istituzionale, private banking e private equity, mentre in Svizzera puntava a gestire i settori di retail e corporate banking (ora denominato Personal & Corporate Banking).[30][48]

Il 29 giugno 1998 la fusione tra l'Unione di Banche Svizzere e la Società di Banche Svizzere fu completata legalmente e venne dunque costituita la UBS SA, Zurigo e Basilea. Un'integrazione di tali proporzioni non era mai stata intrapresa da nessuna delle due banche e la fusione, a causa del numero di collaboratori interessati, della gamma di attività e delle proporzioni dei bilanci, fu piuttosto complessa. Durante queste delicate operazioni, l'UBS fu inoltre colpita dall'implosione dell'hedge fund in cui l'Unione di Banche Svizzere aveva investito: il Long Term Capital Management (LTCM). Il 23 settembre 1998, UBS dovette dichiarare una perdita di CHF 793 milioni, che si sommava ai $ 300 milioni USA versati nell'ambito di un salvataggio coordinato dalla Federal Reserve. Il caso LTCM ebbe ripercussioni negative sull'immagine e sulla fiducia della banca, ancor più che sulle sue finanze. Sommato ai costi di integrazione e ad altri problemi, il primo anno di attività della società si concluse con un bilancio alquanto deludente.

Alla fine del 1999 la situazione iniziò a migliorare e già nel 2000 UBS registrò una prima serie di risultati finanziari solidi. UBS cominciò a quotare le sue azioni nominative globali sul New York Stock Exchange e fu il primo istituto bancario non americano ad essere incluso nel listino della borsa di New York. Questo favorì la successiva acquisizione dell'intermediario statunitense Paine Webber. Questa acquisizione costituì un passo molto importante per UBS, che stabilì così la sua presenza negli Stati Uniti d'America, il maggiore mercato finanziario mondiale[30].

La crisi del Long-Term Capital Management (1994-2000)[modifica | modifica wikitesto]

Il Long-Term Capital Management (LTCM) è stato costituito nel 1994 da John Meriwether. Era una strategia d'investimento che prevedeva l'arbitraggio su titoli a reddito fisso, l'arbitraggio statistico, la strategia di pairs trading e la leva finanziaria. Meriwether era riuscito ad attrarre personalità importanti a livello mondiale e grandi investitori istituzionali come UBS. Nei primi due anni, la LTCM generò dei buoni profitti e attirò così ulteriori partners, ma dal 1998 in avanti iniziarono a presentarsi grossi problemi. La crisi asiatica ebbe un influsso negativo sulla Russia, che svalutò la sua moneta, il rublo, che a sua volta provocò la crisi dei mercati finanziari e anche una forte crisi del LTCM. Per evitare il fallimento del fondo, portare a fallire anche i creditori e quindi provocare un'implosione dei mercati finanziari mondiali, si optò per un salvataggio interno.[49]

Acquisizioni[modifica | modifica wikitesto]

L'odierna UBS è stata anche fondata grazie all'acquisizione di svariate banche estere che operavano già nel XIX secolo. Dalla nascita della Banca di Winterthur nel 1862, oltre 300 banche private, istituti finanziari, casse di risparmio, gestori patrimoniali, banche commerciali e intermediari sono state accorpate all'odierna UBS. Tra di esse spiccano la Società di banca svizzera, acquisita nel 1897, e Unione di banche svizzere, acquisita nel 1912. Tra le più importanti imprese acquisite da Unione di banche svizzere e dalla Società di banca svizzera figurano invece: Paine Webber, la società statunitense di intermediazione, su cui è stata creata l'odierna UBS Wealth Management Americas; Phillips & Drew, predecessore di UBS Global Asset Management e S.G. Warburg, banca londinese di investimenti e colonna portante dell'odierna UBS Investment Bank.[30]

Il diagramma di seguito propone una lista non esaustiva dei predecessori della banca elvetica e delle acquisizioni e fusioni avvenute negli anni dalle origini di UBS:[30]

UBS
(Formed 1998 from merger of Union Bank of Switzerld & Swiss Bank Corp.)
Union Bank of Switzerland
(Merged in 1998 with Swiss Bank Corporation)
Union Bank of Switzerland
(originally Swiss Banking Association, merged 1912)

Bank in Winterthur
(est. 1862)


Toggenburger Bank
(est. 1863)



Aargauische Kreditanstalt
(merged 1915, acq. 1919)

Aargauische Kreditanstalt
(est. 1872)


Bank in Baden
(est. 1863)



Eidgenössische Bank
(est. 1863, acq. 1945)


Interhandel
(est. 1928, acq. 1967)


Phillips & Drew
(est. 1895 as G.A. Phillips & Co., acq. 1986)


Chase Investors Management Corporation
(est. 1972 as subsidiary)

Chase (bank)


Schroder, Munchmeyer, Hengst & Co.
(merged 1969, acq. 1997)

Schröder Brothers & Co.
(est. 1846)


Münchmeyer & Co.
(est. 1855)


Frederick Hengst & Co.




Swiss Bank Corporation
(Merged in 1998 with Union Bank of Switzerland)
Swiss Bank Corporation
(merged 1897)
Basler & Zürcher Bankverein
(est. 1880)

Basler Banvkerein
(est. 1856 as Bankverein, renamed in 1872)


Zürcher Bankverein
(est. 1889)



Basler Depositenbank
(est. 1882)


Schweiz Unionbank
(est. 1889)



Basler Handelsbank
(est. 1862, acq. 1945)


O'Connor & Associates
(est. 1977, acq. 1992)


Brinson Partners
(est. 1989, acq. 1994)


Warburg Dillon Read
(merged 1997 under SBC ownership)

S. G. Warburg & Co.
(est. 1946, acq. 1995)


Dillon, Read & Co.
(est. 1832, acq. 1997)




Paine Webber
Paine Webber
(consolidated 3 subsidiaries in 1984; merged in 2000 with UBS)
Paine, Webber, Jackson & Curtis
(merged 1942)

Paine & Webber
(est. 1880)


Jackson & Curtis
(est. 1879)



Mitchell Hutchins
(est. 1938, acq. 1975)


Blyth, Eastman Dillon & Co.
(merged 1972, acq. 1979)

Blyth & Co.
est. 1914 as Blyth, Witter & Co.


Eastman Dillon Union Securities & Co.
(merged 1956)

Union Securities
est. 1939 as spin-off
from J. & W. Seligman & Co.


Eastman Dillon & Co.
(est. 1912)




Kidder, Peabody & Co.
(est. 1864, acq. 1995)


J.C. Bradford & Co.
(est. 1928, acq. 2000)





Governo d'impresa[modifica | modifica wikitesto]

Direzione del Gruppo[modifica | modifica wikitesto]

La Direzione (Group Executive Board) del gruppo è l'organo esecutivo di UBS. Sergio P. Ermotti, successore di Oswald Gruebel, è il suo amministratore delegato.

La Direzione di UBS AG è composta da:[50]

Consiglio di amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il Consiglio di amministrazione (Board of Directors) è il più alto corpo aziendale ed è responsabile delle direttive strategiche e di management del gruppo, della nomina e della supervisione della direzione esecutiva. Axel A. Weber ne è il presidente.

Il Consiglio di amministrazione è composto dai seguenti membri:[63]

Azionisti[modifica | modifica wikitesto]

I più grandi possessori di azioni della UBS Group AG al 31 marzo 2017 sono:[75]

Nome azionista Numero di azioni Percentuale
UBS Securities LLC 143,792,090 3.94
Norges Bank Investment Management 127,802,811 3.44
Capital Research Global Investors 109,253,107 2.94
Credit Suisse First Boston 90,648,178 2.44
The Vanguard Group, Inc. 78,500,207 2.11
UBS Asset Management, Basel and Zurich 45,313,917 1.22
Artisan Partners LP 44,564,546 1.21
BlackRock Fund Advisors 43,925,565 1.21
Dodge & Cox 43,113,727 1.16
Credit Suisse AG 41,928,994 1.13
Fisher Asset Management, LLC 37,527,776 1.01
Harbor Capital Advisors Inc. 34,595,474 0.93
FMR, LLC 34,230,145 0.92
Zurcher Kantonalbank 33,072,391 0.89
Wellington Management Company 32,689,266 0.88
Deutsche Bank Asset Management 19,457,644 0.53
Allianz Global Investors 17,687,181 0.48
Goldman Sachs Asset Management, L.P. 16,087,210 0.44
Schroder Investment Management 15,988,129 0.43

Concorrenza[modifica | modifica wikitesto]

A livello internazionale, UBS compete con grandi banche di investimento, tra cui figurano: Bank of America, Merrill Lynch, Barclays, Citigroup, Goldman Sachs, JP Morgan Chase e Morgan Stanley. A livello nazionale, Credit Suisse risulta essere ormai da anni un altro gigante del settore bancario svizzero. In Svizzera ci sono inoltre una varietà di banche cantonali che competono con UBS: la Zürcher Kantonalbank, la Banca Migros, la Raiffeisen e la PostFinance.[1][76]

Responsabilità sociale di impresa[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 2010, la banca ha pubblicato il Codice di condotta e di etica professionale di UBS[77]. Questo codice definisce i principi e le prassi a cui tutti i collaboratori dell'azienda devono attenersi per garantire un comportamento aziendale responsabile e appropriato. Tale codice affronta diverse questioni, quali: il crimine finanziario, la concorrenza leale, la confidenzialità, la salute e la sicurezza dei suoi collaboratori e delinea anche i principi sul rispetto dei diritti umani e per la tutela dell'ambiente. Infine, vengono enumerate le sanzioni che potrebbero essere applicate qualora uno o più collaboratori violino il codice. Queste includono semplici avvertimenti, retrocessioni o il licenziamento. Secondo Kaspar Villiger, ex Presidente del consiglio d'amministrazione, e Oswald J. Grübel, ex amministratore delegato del gruppo, il codice rappresenta "parte integrante del cambiamento nel modo in cui UBS opera."[78]

Nel 2011, UBS ha ampliato il suo database per la compliance includendo dati su questioni ambientali e sociali fornite da RepRisk, una società di ricerca specializzata nei rischi ambientali, sociali e di governance (ESG)[79], in modo da ridurre i rischi ambientali e sociali che potrebbero avere un impatto sulla reputazione della banca o sulla sua performance finanziaria, ma allo stesso tempo per facilitare la standardizzazione a livello globale e l'attuazione sistematica dei processi di due diligence della banca. I dati di RepRisk vengono usati nel processo di on-boarding per valutare nuovi potenziali clienti e partner commerciali. Vengono inoltre utilizzati per la revisione periodica di clienti e per valutare i rischi legati a transazioni di investment banking.[80]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Beni dell'Olocausto (1930-1998)[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio del 1997, Michel Christopher "Christoph" Meili, una guardia notturna della Unione di Banche Svizzere a Zurigo scoprì che i dirigenti della banca stavano distruggendo documenti riguardanti dei cosiddetti beni orfani, la cui distruzione è illegale, secondo la legislazione elvetica.[81] Tali beni erano ritenuti essere i bilanci di clienti ebrei deceduti, i cui eredi erano sconosciuti, così come libri della Reichsbank tedesca[82]. I libri elencavano proprietà immobiliari berlinesi sequestrate dai nazisti, spostate in conti svizzeri e spacciate per proprietà di UBS.[83] Meili rigirò diversi dati ad un'organizzazione ebraica locale, che li portò alla polizia e alla stampa che resero nota la distruzione dei documenti. Le autorità di Zurigo aprirono un'indagine contro Meili per violazione delle leggi svizzere sul segreto bancario.[84] Dopo che Meili e la sua famiglia denunciarono diverse minacce di morte, fuggirono negli Stati Uniti, dove venne concesso loro l'asilo politico. A fronte di una causa di $2.56 miliardi ai danni di UBS e di altre banche svizzere da parte delle vittime ebraiche dell'Olocausto, nell'agosto del 1998 venne raggiunto un accordo con tali banche per una cifra di $1.25 miliardi.[85].

Violazione degli embarghi statunitensi (2003-2004)[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 maggio 2004 UBS venne multata per $100 milioni dalla Federal Reserve americana per aver trasferito illegalmente fondi da un conto Federal Reserve presso UBS verso conti in Iran, Cuba e altre nazioni sotto embargo statunitense.[86].

Evasione fiscale (2004- )[modifica | modifica wikitesto]

USA[modifica | modifica wikitesto]

Sede di UBS a New York, nella Avenue of the Americas.

Il 2008 è stato un anno nero per UBS. Le perdite registrate dalla banca svizzera ammontavano a CHF 19.7 miliardi, con un deflusso di capitali di CHF 226 miliardi e la soppressione di altri 2'000 impieghi. Le perdite finanziarie non sono state però le sole a mettere in ginocchio UBS che, da un momento all'altro, perse di credibilità e di fiducia.[87]

Nel 2008, l'FBI, sulla base delle rivelazioni di Bradley Birkenfeld, ex dipendente di UBS, avviò un'indagine ai danni della banca per evasione fiscale. La banca venne accusata di aver aiutato clienti statunitensi ad evadere il fisco attraverso conti offshore. In risposta alle indagini, UBS annunciò la sospensione dal luglio 2008 dei servizi di banca privata internazionale per clienti americani. Il 18 febbraio del 2009, la banca pagò una multa di $780 milioni (circa CHF 690 milioni)[88]. Il giorno seguente, il 19 febbraio 2009, il governo degli Stati Uniti fece causa a UBS affinché svelasse i nomi di tutti i 52'000 clienti americani, con l'accusa di aver aiutato tali clienti ad evadere le tasse ai danni dell'agenzia delle entrate statunitense. Il 12 agosto 2009 UBS annunciò di aver raggiunto un accordo con il governo degli Stati Uniti, ma fu solo nel giugno 2010 che i legislatori svizzeri approvarono la sospensione del segreto bancario per i clienti americani sospettati di evasione fiscale. Ad oggi sono oltre 4'450 i clienti americani sospettati di aver frodato il fisco statunitense.[89]

Francia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013, UBS venne indagata in Francia per aver favorito l'evasione fiscale di alcuni clienti in seguito alla pubblicazione del libro "Ces 600 milliards qui manquent à la France - Enquête au coeur de l'évasion fiscale" ("Quei 600 miliardi che mancano alla Francia - Inchiesta nel cuore dell'evasione fiscale"), che stimava la somma evasa da cittadini francesi attraverso conti offshore controllati dalla banca elvetica.[90][91] Alla fine del 2014, UBS aveva già dovuto versare una cauzione di 1.1 miliardi di euro.[92]

L'accusa di frode per UBS è tuttora valida. Nel mese di giugno 2016, la Francia ha infatti chiesto un processo nei confronti del colosso svizzero, sospettato di aver incitato facoltosi clienti francesi ad evadere il fisco nel loro Paese tra il 2004 e il 2012. Le due società sotto inchiesta sono UBS Group AG e UBS France. Il 27 giugno 2016, il ministero pubblico ha chiesto il rinvio a giudizio della banca elvetica per riciclaggio con l'aggravante di frode fiscale.[92] Le Monde comunica che, in caso di condanna, UBS potrebbe dover versare un'ammenda di 5 miliardi di euro, equivalenti alla metà della somma evasa al fisco.[93]

Nel mese di luglio 2016, a seguito della richiesta delle autorità fiscali di Parigi, l'Amministrazione federale delle contribuzioni ha inoltre chiesto ad UBS di consegnare tutte le informazioni riguardanti i conti di clienti ed ex clienti domiciliati in Francia, dati che appartengono agli anni 2006 e 2008.[94]

Germania[modifica | modifica wikitesto]

UBS Deutschland SA finì sotto inchiesta a Mannheim quando, attraverso un'indagine fiscale, si scoprirono dei trasferimenti sospetti di fondi dalla Germania alla Svizzera tra il 2004 e il 2012, presumibilmente facilitati dall'ufficio di UBS Deutschland a Francoforte. Oltre 100.000 archivi vennero sequestrati nel maggio 2012. La banca, che dichiarò di voler cooperare con gli investigatori, pagò nel luglio 2014 una multa di circa $400 milioni per tali accuse.[95]

Belgio[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 2014, Marcel Brühwiler, direttore di UBS Belgium, venne arrestato con l'accusa di frode per aver attivamente proposto a ricchi clienti belgi la possibilità di trasferire fondi su conti segreti in Svizzera per aggirare le tasse.[96] [97]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 2009 tre dirigenti italiani di UBS e la persona giuridica Ubs Limited sono stati rinviati a giudizio nel Comune di Milano in seguito ad un'inchiesta sui derivati. L'accusa è di truffa aggravata.[98] 0b6a0f_20121219_scandalo-libor-ok-ubs-a-patteggiamento-due-trader-sotto-accusa/|accesso=18 novembre 2015}}</ref>. Il piano era stato orchestrato dall'ex operatore di UBS Thomas Hayes, che venne incriminato dall'accusa americana assieme allo svizzero Roger Darin.[99]

Processi di discriminazione (2001-2005)[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile del 2005 la filiale UBS di Warburg ha perso un processo per discriminazione e mobbing a sfondo sessuale, vinto dalla signora Zubulake. La querelante convinse la giuria che il suo superiore l'aveva derisa di fronte ai colleghi per il suo aspetto fisico. La prova della distruzione di documenti elettronici compromettenti per UBS è stata portata dall'accusa, fatto che si è rivelato essere determinante per l'esito del processo. UBS è stata condannata a pagare $9.1 milioni per danno e interessi, e $20.2 milioni di multa. Questo caso ha fatto scuola nel settore delle risorse umane e dell'archiviazione informatica per l'impossibilità da parte di UBS di presentare gli originali dei documenti forniti dalla difesa.[100]

Crollo della borsa indiana (2004-2009)[modifica | modifica wikitesto]

Il 9 settembre 2005 UBS ha vinto in India un processo d'appello che la opponeva al Securities and Exchange Board of India (SEBI). Il SEBI sosteneva che UBS fosse implicata nel lunedì nero del 2004, ossia la caduta dei mercati che seguì alla sconfitta del governo alle elezioni legislative indiane. La decisione del SEBI del 17 maggio 2005 aveva imposto ad UBS di cessare l'emissione di derivati offshore su azioni contro posizioni detenute in titoli indiani dall'istituto. Questa imposizione è però stata ritirata dopo la sentenza d'appello.[101]

Scandalo Libor (2005-2012)[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre del 2012, UBS accettò il pagamento di $1.5 miliardi per chiudere il caso sollevato dalla Commodity Futures Trading Commission, la quale accusò UBS di aver preso parte ad una cospirazione per manipolare, attraverso la succursale giapponese della compagnia, i tassi di riferimento LIBOR usati per i prestiti. UBS venne multata anche dagli enti regolatori finanziari in Svizzera e nel Regno Unito.[102] Nell'accordo, la banca ammise l'illecito. Il dirigente di UBS Sergio Ermotti dichiarò che la banca si assumeva la responsabilità dell'accaduto e che tutti gli impiegati collegati allo scandalo avevano lasciato la compagnia. La multa comminata negli Stati Uniti contribuì alla perdita di $2.7 miliardi nell'ultimo trimestre del 2012.[103] UBS pagò inoltre alla Financial Conduct Authority una multa di 160 milioni di sterline, la più alta comminata dall'ente britannico per lo scandalo LIBOR.

Il piano di UBS prevedeva il coinvolgimento di diverse banche, broker e operatori finanziari per manipolare i tassi d'interesse in modo da generare profitti sulle transazioni. Lo schema andò avanti per sei anni prima di essere interrotto. A seguito del patteggiamento con il Dipartimento di Giustizia americano, UBS venne sollevata dalle accuse criminali, ad eccezione della società sussidiaria UBS Securities Japan, la quale si dichiarò colpevole di frode[104]. Il piano venne orchestrato dall'ex operatore di UBS Thomas Hayes, che venne incriminato dall'accusa americana assieme allo svizzero Roger Darin.[99]

Scandalo Lehmann Brothers (2007-2013)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011, UBS è stata multata per 2.5 milioni di dollari dalla Financial Industry Regulatory Authority (FINRA) per la vendita di prodotti strutturati della Lehman Brothers Holdings Inc. La FINRA sosteneva che la descrizione sulle condizioni finanziarie della società statunitense presentate da UBS fossero ingannevoli. Le accuse rivolte alla banca furono di omissione di informazioni e di affermazioni ingannevoli nei confronti dei propri investitori. Tra marzo 2007 e settembre 2008, UBS sottoscrisse e immise sul mercato $900 milioni equivalenti al 100% di Principal-Protection Notes. La Lehman Brothers fallì il 15 settembre 2008. UBS accettò di pagare �$8.25 milioni per il risarcimento e gli interessi agli investitori americani.[105] Nell'agosto 2013, UBS chiuse la causa collettiva avviata dagli investitori con il pagamento di $120 milioni.[106][107]

Scandalo broker londinese (2008-2012)[modifica | modifica wikitesto]

Sede principale di UBS nella Liverpool Street a Londra.

Il 15 settembre 2011, UBS ha registrato una perdita di $2.3 miliardi a causa di Kweku Adoboli, un dipendente ghanese di 31 anni che lavorava nella divisione di Global Synthetic Equities Trading nella sede di Londra.[108] Adoboli effettuò un'operazione non autorizzata nel settore della banca d'investimento, riuscendo a eludere il sistema di sorveglianza di UBS e causando perdite notevoli su transazioni che vengono eseguite giornalmente sul mercato dei cambi per un valore complessivo di circa 4.000 miliardi.[109] Adoboli è stato subito arrestato perché sospettato di truffa. Nei suoi confronti è stata aperta un'inchiesta che si è conclusa il 20 novembre 2012 con l'accusa di frode per il broker londinese. Il tribunale londinese di Southwark ha condannato Adoboli a sette anni di reclusione.[110]

Dopo l'accaduto, UBS ha tranquillizzato i suoi clienti indicando in un comunicato che il caso non intaccava alcuna posizione dei clienti. L'allora CEO Oswald Grübel ha anche tranquillizzato i suoi 65.000 dipendenti precisando via email che la solidità della banca non veniva messa in discussione.

Secondo il colosso svizzero, chi ha causato tale perdita l'ha fatto con "una notevole energia criminale".[109] Infatti, il titolo UBS nella Borsa svizzera perse in chiusura di seduta il 10,8%.[111] Il 24 settembre 2011, Oswald Grübel annunciò le sue dimissioni. L'allora presidente di UBS, Kaspar Villiger, affermò in un comunicato che "il Consiglio di amministrazione si rammaricava della decisione presa da Grübel, che aveva considerato suo dovere prendersi la responsabilità delle recenti operazioni di trading non autorizzate.[112] Il ticinese Sergio Ermotti, che era stato nominato responsabile dell'area Europa, Medio Oriente e Africa proprio da Grübel, venne immediatamente designato CEO ad interim.[113] Il 5 ottobre 2011 anche Francois Gouws e Yassine Bokhara, co-direttori di UBS Global Equity franchise, si dimisero.[114] UBS vide così svanire i suoi sforzi proprio quando era riuscita a tornare in zona utili dopo la crisi finanziaria che nel 2008 spinse il governo di Berna ad intervenire.[115] La perdita causata da Adoboli rievoca dunque la necessità di separare la divisione di banca d'investimento da quella di banca commerciale.

Panama Papers (2016- )[modifica | modifica wikitesto]

"Panama Papers" è il nome dato allo scandalo che vede coinvolte diverse banche, tra cui UBS, Credit Suisse, Barclays, HSBC e Deutsche Bank. Le banche svizzere: UBS, Credit Suisse e la filiale elvetica di HSBC risultano essere maggiormente citate nell'iscrizione di società registrate all'estero ma con attività in patria, le cosiddette "offshore". L'indagine giornalistica coordinata in Svizzera dai domenicali Matin Dimanche e SonntagsZeitung/Tages-Anzeiger informa sull'esistenza di 579 società schermo create da UBS e 918 create da Credit Suisse, nonostante i due istituti bancari neghino qualsiasi tentativo di aggirare il fisco.[116][117]

Sponsorizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La banca sponsorizza vari eventi sportivi in Svizzera. Attualmente, si occupa di:[118]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La banca sponsorizza le seguenti attività culturali:[118]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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