Warburg (famiglia)

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I Warburg sono un'importante famiglia di ebrei statunitensi di ascendenza tedesca. Sono noti per le loro poliedriche attività nei campi della biochimica, della botanica, dell'attivismo politico, dell'economia, degli investimenti bancari, del diritto, della fisica, nella musica classica, in storia dell'arte, nella farmacologia, della fisiologia, in private equity, nei servizi finanziari e nell'organizzazione filantropica.[1]

Ebbe origine dal ramo della dinastia ebraica italiana dei Banco, una delle più ricche famiglie veneziane nei primi anni del 1500.[2] A causa di restrizioni imposte in ambito finanziario e contro la comunità ebraica, si stanziarono a Bologna, e da lì si spostarono durante il corso del 1600 a Warburg, in Germania, dove presero il loro nuovo nome.


Capostipite della famiglia di banchieri è Max Warburg (1867-1946), finanziatore della Unione Paneuropea, istituto mondialista promotore dell'unità dell'Europa nel quadro di un'organizzazione mondiale unificata.

Il fratello di Max Warburg, Paul Moritz Warburg, di nazionalità statunitense, scrisse nel 1903 uno studio intitolato "Piano per una banca centrale", che giocò un ruolo determinante nella creazione nel 1913 della Federal Reserve. Su nomina del Presidente Wilson, è membro del primo Direttivo della Federal Reserve, a partire dal 1913. Nel 1926, siede nel Direttivo di consiglio della I.G. America, la holding che controllava le attività americane della I.G. Farben. Insieme al colonnello Edward Mandell House, consigliere del presidente Woodrow Wilson, fondò il Council on Foreign Relations (CFR).

Eric M. Warburg (1900-1990), figlio di Max Warburg, fu un deputato attivo all'interno del partito CDU (Christliche-Demokratische Union). Fondò nel 1952 l'Atlantik-Brücke («Ponte atlantico»), insieme a Erik Blumenfeld (1915-1997), che persegue l'obiettivo di rafforzare i legami tra la Germania e gli Stati Uniti in tutti i campi, politica estesa anche al Canada dal 1986. Più in particolare, si occupa di favorire dei lavori tra «alte cime dell'economia, della politica e delle scienze che possano regolarmente scambiare ogni anno delle idee, in occasione delle conferenze tedesco-statunitensi, all'interno di piccoli gruppi di lavoro».

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Warburg family in Encyclopedia Britannica. URL consultato il 5 luglio 2014.
  2. ^ Stephen Birmingham (1996), p. 190.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) David Farrer, The Warburgs: The Story of a Family, New York, Stein and Day, 1974, ISBN 0-8128-1733-8.
  • (EN) Jacques Attali, A Man of Influence: The Extraordinary Career of S.G. Warburg, Bethesda (Maryland), Adler & Adler, 1985, ISBN 0-917561-36-8.
  • (EN) Ron Chernow, The Warburgs: The Twentieth-century Odyssey of a Remarkable Jewish Family, New York, Random House, 1993, ISBN 0-679-41823-7.
  • (EN) Stephen Birmingham, Our Crowd: The Great Jewish Families of New York, Syracuse (New York), Syracuse University Press, 1996, ISBN 0-8156-0411-4.
  • (DE) Bernd Serger e Karin-Anne Böttcher, Es gab Juden in Reutlingen. Ein historisches Lesebuch, Reutlingen, Stadtarchiv Reutlingen, 2005, pp. 108-123, ISBN 3-933820-67-7.
  • (EN) Eckart Kleßmann, M.M.Warburg & CO 1798–1998: Die Geschichte des Bankhauses, Amburgo, Dölling und Galitz, 2004, ISBN 3-933374-27-8.
  • Francesca Cernia Slovin, Aby Warburg. Un banchiere prestato all'arte. Biografia di una passione, Venezia, Marsilio Editore, 1995, ISBN 88-317-6088-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]