Fondazione Beyeler
| Fondazione Beyeler | |
|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato | |
| Località | Riehen |
| Indirizzo | Baselstrasse 101 |
| Coordinate | 47°35′17.17″N 7°39′03.66″E |
| Caratteristiche | |
| Tipo | Fondazione, arte, Arte contemporanea |
| Istituzione | 1982 |
| Fondatori | Ernst Beyeler, Hildy Beyeler |
| Apertura | 1997 |
| Chiusura | in attività |
| Direttore | Sam Keller |
| Visitatori | 308 822 (2021) |
| Sito web | |
La Fondazione Beyeler (o Beyeler Foundation) è un museo situato a Riehen, vicino a Basilea (Svizzera).
Custodisce la collezione d’arte di Hildy e Ernst Beyeler, comprendente opere d’arte moderna e tradizionale. Il museo dispone di uno spazio per mostre temporanee che integrano la collezione permanente, non sempre esposta al pubblico. Nel 2006 il museo ha ricevuto circa 340.000 visitatori, mentre nel 2016 il numero è stato di 332.000,[1] risultando il museo d’arte più visitato in Svizzera.[2] Il museo riceve finanziamenti pubblici annuali dai cantoni di Basilea Città e Basilea Campagna e dal comune di Riehen.[3] Tra i principali partner della Fondazione vi sono Bayer AG, Novartis e la banca svizzera UBS.[4]
Storia
[modifica | modifica wikitesto]I mercanti d’arte Ernst Beyeler (16 luglio 1921 – 25 febbraio 2010) e Hilda Kunz (1922 – 18 luglio 2008), nota come Hildy, fondarono la Fondazione Beyeler nel 1982 e incaricarono Renzo Piano di progettare un museo per la loro collezione privata.[5] La collezione fu esposta per la prima volta nella sua interezza al Centro de Arte Reina Sofía di Madrid nel 1989 e successivamente alla Neue Nationalgalerie di Berlino nel 1993 e alla Art Gallery of New South Wales di Sydney nel 1997.[6] Nel settembre 1994 ebbero inizio i lavori di costruzione del museo.[7] L’inaugurazione era prevista per il 1996, ma fu rinviata al 1997 a causa di ritardi nella costruzione. Nell’ottobre 1997 la Fondazione Beyeler aprì al pubblico.[7]
Collezione e mostre
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Il museo aprì il 18 ottobre 1997 con 140 opere di arte moderna classica, tra cui 23 Picasso. La collezione complessiva di 400 opere di arte moderna riflette la visione di Hildy ed Ernst Beyeler sull’arte del XX secolo, comprendendo artisti da Claude Monet, Paul Cézanne e Vincent van Gogh fino a Pablo Picasso, Andy Warhol, Roy Lichtenstein e Francis Bacon. Le opere pittoriche si affiancano a circa 25 oggetti di arte tribale provenienti da Africa, Oceania e Alaska. Un terzo dello spazio espositivo è dedicato a mostre temporanee complementari alla collezione permanente.
Il culmine della carriera di Beyeler fu nel 2007, quando tutte le opere che aveva trattato furono riunite per una grande mostra, tra cui il Ritratto del postino Roulin di van Gogh (1889), Plus and Minus III di Lichtenstein e un grande drip painting di Jackson Pollock. La collezione continua ad ampliarsi, soprattutto con opere post-1950, tra cui acquisizioni recenti di Louise Bourgeois, Wolfgang Tillmans e Gerhard Richter.[8] Nel 2013 la collezionista francese Micheline Renard donò diverse opere, tra cui di Jean Dubuffet, Jean-Michel Basquiat, Sam Francis e Sigmar Polke; la donazione fu esposta nel 2014.[9]
Il giardino del museo ospita periodicamente esposizioni speciali, come Wrapped Trees di Christo and Jeanne-Claude, in cui 178 alberi furono rivestiti tra il 13 novembre e il 14 dicembre 1998.
Architettura
[modifica | modifica wikitesto]Progettato dall’architetto italiano Renzo Piano, il museo fu costruito a partire da settembre 1994 nel Berower Park di Riehen.[7] Inserito in un giardino all’inglese, il museo doveva, secondo Beyeler, non essere solo un museo ma anche un luogo dove i visitatori potessero ritrovare energia. L’edificio presenta una facciata vetrata affacciata su campi e vigneti delle colline Tüllinger. Quattro muri di porfido lungo 115 m separati da 7 m definiscono il layout, con un tetto in vetro leggero smaltato bianco, che filtra la luce da nord e protegge dai raggi est e ovest. Nel 1999, meno di due anni dopo l’apertura, l’edificio fu esteso di 12 m, aumentando lo spazio espositivo di 458 m² a un totale di 3764 m².[7]
Di fronte al museo, la Villa Berower, in stile tardo-barocco, ospita la direzione e un ristorante.
Partner e sponsor
[modifica | modifica wikitesto]Sponsor pubblici
[modifica | modifica wikitesto]- Confederazione Svizzera
- Comune di Riehen
- Cantone di Basilea-Città
Partner principali
[modifica | modifica wikitesto]Altri partner
[modifica | modifica wikitesto]- accurART
- Basler Kantonalbank
- Fondation BNP Paribas
- Rolls-Royce Motor Cars
- ISS Facility Services
- J. Safra Sarasin
- BLKB: Was morgen zählt
- Hatje Cantz
- Richard Mille
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Fondation Beyeler: 20 years as an art world favourite, su ft.com, Financial Times, 9 giugno 2017. URL consultato il 27 febbraio 2018.
- ↑ Svizzera - Musei più visitati nel 2016, su de.statista.com. URL consultato il 27 febbraio 2018.
- ↑ Un paradiso per gli amanti dell'arte, su theartnewspaper.com, The Art Newspaper, 14 giugno 2013. URL consultato il 27 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2013).
- ↑ Fondation Beyeler: Partner e Sponsor, su fondationbeyeler.ch, Fondation Beyeler. URL consultato il 28 gennaio 2018.
- ↑ Ernst Beyeler, importante mercante d’arte moderna, muore a 88 anni, su nytimes.com, The New York Times, 26 febbraio 2010. URL consultato il 27 febbraio 2018.
- ↑ Il fondatore del museo d'arte svizzero Ernst Beyeler muore a 88 anni, su theguardian.com, The Guardian. URL consultato il 27 febbraio 2018.
- 1 2 3 4 (DE) Kunststadt Basel: Ernst Beyeler und alle anderen, Du, 2010, p. 24, ISBN 978-3-905852-26-4.
- ↑ Un paradiso per gli amanti dell’arte, su theartnewspaper.com, The Art Newspaper, 14 giugno 2013. URL consultato il 27 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2013).
- ↑ Un erede critica la vendita di opere Dubuffet donate alla Fondation Beyeler, su artnews.com, ARTnews, 12 luglio 2021. URL consultato il 27 febbraio 2018.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Hollerstein, Roman. Renzo Piano - Fondation Beyeler. A Home for Art. Birkhäuser Verlag, 1998. ISBN 978-3-7643-5919-5.
- Boehm, Gottfried. Fondation Beyeler. Prestel, 2001. ISBN 978-3-7913-1885-1.
- Beyeler, Ernst; Büttner Philippe. Fondation Beyeler. Collection. Hatje Cantz, 2008. ISBN 978-3-7757-1946-9.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sulla Fondazione Beyeler
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (DE, FR, EN) Sito ufficiale, su fondationbeyeler.ch.
- FondationBeyeler (canale), su YouTube.
- Fondazione Beyeler, su archINFORM.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 121803365 · ISNI (EN) 0000 0001 2284 6267 · ULAN (EN) 500258146 · LCCN (EN) nr98002358 · GND (DE) 2165822-5 · BNF (FR) cb134947450 (data) · J9U (EN, HE) 987007605364605171 |
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