Criptovaluta

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Una criptovaluta (o crittovaluta o criptomoneta) è una valuta paritaria, decentralizzata e digitale la cui implementazione si basa sui principi della crittografia per convalidare le transazioni e la generazione di moneta in sé. Come ogni valuta digitale, consente di effettuare pagamenti online in maniera sicura.

Le implementazioni spesso usano uno schema proof-of-work come salvaguardia alla contraffazione digitale. Esse utilizzano tecnologie di tipo peer-to-peer (p2p) su reti i cui nodi sono computer di utenti disseminati in tutto il globo. Su questi computer vengono eseguiti appositi programmi che svolgono funzioni di portamonete. Non c'è attualmente alcuna autorità centrale che le controlla. Le transazioni e il rilascio avvengono collettivamente in rete, pertanto non c'è una gestione di tipo "centralizzato". Queste proprietà uniche nel loro genere, non possono essere esplicate dai sistemi di pagamento tradizionale.

Sono state definite oltre trenta diverse specifiche e protocolli per lo più simili o derivate dal Bitcoin. Alcuni stati, tra cui il Giappone, hanno riconosciuto al Bitcoin corso legale, e dunque in questi stati può essere usato legalmente al posto della valuta locale.

La maggior parte delle criptomonete sono progettate per introdurre gradualmente nuove unità di valuta, ponendo un tetto massimo alla quantità di moneta che sarà in circolazione. Ciò viene fatto sia per imitare la scarsità (e il valore) dei metalli preziosi, sia per evitare l'iperinflazione. Comparate con le valute ordinarie gestite dagli istituti finanziari o tenute come contante, le criptomonete sono meno suscettibili a confische da parte delle forze dell'ordine. Le criptomonete esistenti sono tutte pseudonimi che consentirebbero l'anonimato.

Criptomonete[modifica | modifica wikitesto]

  • Bitcoin (BTC o XBT), nata a gennaio 2009, basata sul protocollo proof-of-work, è la prima criptomoneta per valore, la prima ad essere conosciuta in massa, e ad essere riconosciuta come forma di pagamento da diversi siti Internet, nonché commercianti.
  • Ethereum (ETH), piattaforma rilasciata nel 2015, prevede l'esecuzione di smart contracts tramite la rete peer-to-peer. La potenza computazionale messa a disposizione sulla rete viene convertita nell'unità di conto denominata Ether.
  • Ripple (XRP), dove l'XRP è la criptovaluta creata come token antispam sulla rete di Ripple, che è la società proprietaria di tutti i nodi di distribuzione. Il network si pone come competitore del protocollo SWIFT, e il fine ultimo è quello di agire sugli scambi monetari bancari. Garantisce un'alta velocità sulle transazioni (1500/s, al 06 ottobre 2017).
  • Bitcoin Cash (BCH), frutto del fork sulla rete Bitcoin eseguito il 01 agosto 2017, che prevedeva l'aumento della dimensione dei blocchi da 1 a 8 MB.
  • Litecoin (LTC), che rispetto al Bitcoin elabora un blocco ogni 2.5 minuti (contro i 10 minuti del Bitcoin) e produce scrypt nell'esecuzione del proof-of-work.
  • Monero (XMR), criptovaluta che punta alla privacy degli utenti, non avendo una blockchain pubblica.
  • Waves (WAVES), criptovaluta fulcro di un progetto che prevede un exchange monetario (sia di moneta FIAT che criptovalute) decentralizzato, ovvero basato sulla rete p2p. Dà ai suoi utenti la possibilità di creare token monetari senza alcuna nozione di programmazione e nel futuro è prevista l'introduzione degli smart contracts. Attualmente, tramite il protocollo Waves-NG, è la blockchain decentralizzata più veloce, potendo gestire 1000 transazioni al secondo contro le 7 al secondo del Bitcoin.
  • IOTA (IOTA), un token crittografico di nuova generazione, creato per essere lightweight e venire utilizzato nei pagamenti automatici che gli smart device effettueranno nell'Internet of Things. IOTA è programmato in ternario e ha un Tangle al posto di una Blockchain, il che lo rende infinitamente scalabile e rimuove la necessità di avere costi di transazione.
  • Ada, una criptomoneta di nuova generazione basata su haskell creata da Cardano Foundation, un’organizzazione con sede a Zugo, in Svizzera.[senza fonte]
  • DeepOnion (ONION), criptovaluta basata sul protocollo TOR (protocollo padre del deepweb), garantisce l'anonimato della singola transazione, tale protocollo è il massimo in quanto ad anonimato.

Approfondimenti economici[modifica | modifica wikitesto]

Le Criptovalute vengono principalmente utilizzate su internet attraverso circuiti esterni al sistema bancario, ponendosi come alternativa ai tradizionali sistemi di pagamento e di riserva di valore. Pur essendo questi sistemi di scambio ancora nelle fasi iniziali di sviluppo, la capitalizzazione di mercato delle Criptovalute ha superato i 600 miliardi di USD a Dicembre 2017. [1]

Competizione tra Criptovalute[modifica | modifica wikitesto]

A dicembre 2017 oltre 1377 Criptovalute vengono scambiate su vari exchange.

Indici[modifica | modifica wikitesto]

Un indice viene utilizzato come strumento di misura per l'andamento di un mercato. Esistono vari metodi per costruire un indice, e anche nel settore delle Criptovalute ne sono stati creati alcuni.

Cripto indice CRIX[modifica | modifica wikitesto]

L'indice CRIX è il frutto di uno studio della Humboldt University of Berlin, della Singapore Management University e della società CoinGecko.[2] Utilizza un algoritmo che tiene in considerazione i frequenti cambiamenti del mercato, con la creazione continua di nuove Criptovalute e i pochi volumi di scambio di alcune di esse.[3][4] Per questo motivo, il numero di componenti di questo indice è rivisto ogni 3 mesi. Si tratta dunque di un indice "dinamico".

CCI30 Crypto Currencies Index[modifica | modifica wikitesto]

L'indice CCI30 è costituito dalle 30 Criptovalute con la più grande capitalizzazione di mercato. E' stato creato da un'equipe di matematici, analisti quantitativi e traders, guidati dal Professor Igor Rivin e da Carlo Scevola, economista. Il numero di componenti dell'indice è stato fissato in 30. Tali componenti sono pesati in base alla radice quadrata della capitalizzazione di mercato, opportunamente filtrata. La composizione dell'indice è rivista ogni tre mesi, utilizzando la media mobile esponenziale della capitalizzazione di mercato. L'indice CCI30 viene calcolato a partire dal 1 gennaio 2015, con un valore impostato arbitrariamente a 100. Il CCI30 è disponibile gratuitamente al pubblico,[5] e può essere replicato dai fondi che seguono una strategia di investimento passiva.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Global Charts - CoinMarketCap, su coinmarketcap.com. URL consultato il 19 novembre 2017.
  2. ^ CRIX—CRypto IndeX, su crix.hu-berlin.de. URL consultato il 12 agosto 2016.
  3. ^ Ladislav Kristoufek, What are the main drivers of the Bitcoin price? Evidence from wavelet coherence analysis, vol. 1406, 2 June 2014, p. 1 Section 1 Introduction, "(the) success has ignited an exposition of new alternative crypto–currencies, Bibcode:2014arXiv1406.0268K, arXiv:1406.0268.
  4. ^ Crypto-Currency Market Capitalizations, su coinmarketcap.com.
  5. ^ CCI30 Index, su cci30.com, 16 ottobre 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]