Swisscom

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Swisscom
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Stato Svizzera Svizzera
Tipo Società anonima
Borse valori Borsa di ZurigoSCMN
ISIN CH0008742519
Fondazione 1 gennaio 1998 a Berna (Svizzera)
Sede principale Worblaufen, Canton Berna, Svizzera Svizzera
Persone chiave Hansueli Loosli (Presidente del CdA)
Urs Schaeppi (CEO)[1]
Settore Telecomunicazioni, Media
Prodotti Telefonia mobile e fissa
Internet
TV digitale
Fatturato 11,703 miliardi CHF (2014)[2]
Risultato operativo 2,332 miliardi CHF (2014)[2]
Utile netto 1,706 milioni CHF (2014)[2]
Dipendenti 21 125 (2014)[2]
Sito web www.swisscom.ch

Swisscom (SMI: SCMN) è la principale società di telecomunicazioni elvetica.[3] La sua sede principale si trova a Worblaufen, nei pressi di Berna. Swisscom appartiene ancora per la maggioranza allo Stato (56,77%).[4] La Swisscom copre tutto il territorio della Svizzera e le enclavi tedesca di Büsingen am Hochrhein e italiana di Campione d'Italia. Il capitale azionario di Swisscom SA è pari a CHF 51'801'943.[5]

Struttura aziendale[modifica | modifica wikitesto]

Swisscom Svizzera[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una riorganizzazione, il 1º gennaio 2008 l’azienda si è presentata sul mercato come Swisscom (Svizzera) SA. Le società del Gruppo Fixnet, Mobile e Solutions sono state sciolte e sostituite dalle divisioni operative Clienti privati, Piccole e medie imprese nonché Grandi aziende. Le piattaforme IT e le infrastrutture di rete fissa e mobile delle precedenti società del Gruppo sono state raggruppate nella divisione operativa “IT, Network & Innovation”.

Clienti privati[modifica | modifica wikitesto]

Cabine telefoniche a Coira

La divisione operativa Clienti privati assiste i clienti nell’ambito della rete fissa e mobile e fornisce collegamenti internet a banda larga (DSL) in tutta la Svizzera. Le velocità dei collegamenti DSL offerti va dai 300 kbit/s (DSL Start) ai 20000 kbit/s (Infinity).[6] Nel 2010 Swisscom è il primo operatore svizzero ad offrire un forfait su tutte le reti svizzere chiamato BeFree. Swisscom offre inoltre un servizio di televisione digitale (IPTV) prima denominato Bluewin TV, e poi rinominato in Swisscom TV. Con questo servizio offre 140 canali televisivi e oltre 130 emittenti radio nazionali e internazionali.[7] Da marzo 2010 Swisscom sospende il servizio DVB-H, a causa della scarsità di apparecchi compatibili, e lancia Swisscom TV Air. Grazie a questo servizio gli utenti hanno la possibilita di vedere 30 canali televisivi direttamente dal browser internet di computer e cellulari.

Piccole e medie imprese[modifica | modifica wikitesto]

La divisione operativa Piccole e medie imprese è responsabile dell’intera gamma di prodotti e servizi – dalla telefonia di rete fissa e mobile alla manutenzione e gestione dell’infrastruttura informatica, compresi internet e i servizi dati.[8]

Clientela aziendale[modifica | modifica wikitesto]

Nel settore della comunicazione business, Swisscom clientela aziendale sostiene i propri clienti nella pianificazione, realizzazione e gestione dell’infrastruttura informatica e di comunicazione.[9]

IT, Network & Innovation[modifica | modifica wikitesto]

Swisscom IT, Network & Innovation si occupa della realizzazione, gestione e manutenzione della rete fissa capillare e dell'infrastruttura mobile di Swisscom. La divisione operativa è inoltre responsabile delle relative piattaforme IT e promuove la migrazione delle reti verso una piattaforma IT integrata e basata su IP (All-IP).

Swisscom IT Services è uno dei maggiori fornitori di servizi informatici in Svizzera. L’attuale CEO è Eros Fregonas. Fra i principali clienti di Swisscom IT Services figurano le FFS, Ascom, Swiss e il Gruppo Securitas. Nel 2005 l’azienda ha acquisito Comit SA, una società IT specializzata in servizi finanziari. Comit è gestita come marchio indipendente.

Gruppo Business Steering[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo risorse umane[modifica | modifica wikitesto]

Società del gruppo[modifica | modifica wikitesto]

Al gruppo Swisscom si affiancano diverse società collegate in modo diretto o indiretto al campo delle telecomunicazioni e dell'informatica.

Fastweb[modifica | modifica wikitesto]

Torre Swisscom a Zurigo

Nel primo semestre del 2007 Swisscom ha acquistato una partecipazione maggioritaria nella società italiana Fastweb. Durante il periodo dell’offerta dal 10 aprile al 15 maggio 2007 è stato acquisito l’80,7% del capitale azionario di Fastweb (Swisscom aveva valutato Fastweb 3,7 miliardi di euro, pertanto aveva stabilito un prezzo di offerta delle azioni in circolazione a 47 € l'una) per cui il 22 maggio – giorno di riferimento della transazione – Swisscom deteneva in totale, ovvero inclusa la propria quota, l’82,4% delle azioni Fastweb. I costi per l’acquisto della partecipazione ammontano a 4.2 miliardi di € risp. 6.9 miliardi di franchi.[10]

Il 23 ottobre 2009 le azioni erano però scese a 20,190 €, con una perdita per Swisscom del 57% in due anni e mezzo.

Il 23 febbraio 2010 la procura di Roma fa richiesta formale di commissariamento di Fastweb per "mancata vigilanza" (in base alla legge 231 del 2001 che prevede sanzioni per quelle società che non predispongono misure idonee ad evitare danni all'intero assetto societario) nell'ambito dell'operazione Phuncards-Broker (riciclaggio internazionale e associazione a delinquere) che vede coinvolti, tra gli altri, funzionari ed ex-amministratori Fastweb[11].

L'8 settembre 2010 Swisscom comunica che ha sottoposto alla Consob una richiesta di OPA avente ad oggetto la totalità delle azioni Fastweb. Acquisendo la proprietà dell’intera Fastweb Swisscom mira ad ottenere la revoca del titolo Fastweb dalla quotazione presso la borsa di Milano. Considerando il dinamico andamento del mercato italiano, Swisscom intende assicurarsi, con questa operazione, maggiore flessibilità sul piano sia strategico sia operativo[12].

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fastweb.

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il portafoglio di Swisscom Partecipazioni comprende diversi settori d’attività, quali broadcasting, servizi a pagamento, costruzione e manutenzione di reti, gestione dell'energia e soluzioni per la salute. In particolare, essa partecipa alle seguenti aziende[13]:

  • Swisscom Broadcast AG, relativa alla radiodiffusione, radiocomunicazione, telehousing, videosorveglianza, IPV e Web TV;
  • Swisscom Event & Media Solutions SA, relativa a soluzioni tecnologiche per eventi e presenze multimediali;
  • Swisscom Energy Solutions SA, relativa all’energia;
  • Swisscom Managed Mobility, relativa alla mobilità;
  • Swisscom Health, relativa all'assistenza sanitaria;
  • Billag SA, l'ufficio svizzero di riscossione dei canoni radiotelevisivi;
  • cablex SA, azienda fornitrice di soluzioni ICT e d'infrastruttura di rete;
  • curabill, software settoriale, riscossione dei crediti e soluzioni di eHealth;
  • Datasport AG, provider di servizi IT per eventi sportivi;
  • CT Cinetrade AG, TV a pagamento, cinema e compravendita di diritti televisivi;
  • Swisscom Directories SA, registro online degli indirizzi;
  • local.ch SA, elenco telefonico e annuario professionale ufficiale svizzero.

Direzione aziendale[modifica | modifica wikitesto]

La direzione aziendale di Swisscom è affidata al Consiglio di amministrazione e alla Direzione del gruppo.

Consiglio di amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il consiglio di amministrazione, che si occupa di definire la strategia aziendale, al 31 dicembre 2014[14] constava di nove membri: Hansueli Loosli (presidente), Theophil Schlatter (vicepresidente), Frank Esser (consigliere di amministrazione), Barbara Frei (consigliera di amministrazione), Hugo Gerber (rappresentante del personale), Michel Gobet (rappresentante del personale), Torsten G. Kreindl (consigliere di amministrazione), Catherine Mühlemann (consigliere di amministrazione) e Hans Werder (rappresentante dello Stato).

Il CdA è anche costituito da tre commissioni permanenti: Finanze, Revisione e Compensazione.[15] La commissione Finanze, presieduta da Torsten G. Kreindl, detiene il potere decisionale finale nello stabilire norme e linee guida in materia di fusioni e acquisizioni e di corporate venturing. Essa si occupa quindi della fondazione e dissoluzione delle società importanti del gruppo, dell'acquisizione e della dissoluzione delle partecipazioni e della conclusione o revoca di alleanze strategiche. Inoltre, la realizzazione di investimenti e di disinvestimenti è gestita da questa commissione. I membri della commissione Revisione, il cui presidente è Theophil Schlatter, al contrario di quelli della commissione Finanze, non possiedono nessun potere esecutivo. Inoltre, non mantengono relazioni commerciali né con Swisscom SA né con il Gruppo Swisscom. Questa commissione, nota anche come Audit Committee, tratta tutti gli argomenti di gestione finanziaria (contabilità, controllo finanziario, pianificazione finanziaria e finanziamento), assicurazioni (risk management, sistema di controllo interno, gestione della conformità e audit interno) e audit esterno del gruppo. Essa assume quindi posizioni su questioni riguardanti la competenza decisionale del Consiglio di Amministrazione e decide su quelle per i quali essa ha la competenza necessaria.[16]

Direzione del gruppo[modifica | modifica wikitesto]

La direzione del gruppo, delegata dal consiglio di amministrazione e composta dal CEO, dai responsabili delle sopraccitate divisioni operative e dai responsabili delle divisioni del gruppo, al 31 dicembre 2014[14] constava di sette membri: Urs Schaeppi (CEO), Heinz Herren (IT, Network & Innovation), Christian Petit (clientela aziendale), Mario Rossi (Group Business Steering), Hans C. Werner (Group Human Resources), Marc Werner (clienti privati) e Roger Wüthrich-Hasenböhlen (piccole e medie imprese).

I responsabili delle diverse divisioni operative: clienti privati, PMI e clientela aziendale, insieme a IT, Network & Innovation, i responsabili delle funzioni del Gruppo e le società del Gruppo, fanno capo direttamente al CEO.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Swisscom affonda le proprie origini, unitamente alla Posta Svizzera, nell’ex azienda statale delle PTT (posta, telefono, telegrafo), che fu fondata nel 1852 con l’inaugurazione del primo servizio telegrafico pubblico tra San Gallo e Zurigo.

Dopo poco più di 20 anni, nel 1876, Alexander Graham Bell inventò il telefono e già nel 1896 questo mezzo di comunicazione era presente in tutta la Svizzera. Nel 1917 entrò in funzione la prima centrale telefonica semiautomatica a Zurigo-Hottingen e nel 1959 la rete telefonica elvetica, che contava ormai un milione di abbonati, diventò la prima rete completamente automatica del mondo. Nel 1975 le PTT introdussero una rete nazionale di telefonia mobile per i veicoli (Natel = rete telefonica nazionale per le auto). Nel giro di 12 anni entrarono in funzione ben tre reti Natel: la Natel A (1978), la Natel B (1983) e la Natel C (1987).

Nel 1988 Telecom PTT mise in funzione la prima rete digitale (ISDN) della Svizzera e nel 1992 venne digitalizzata anche la rete di telefonia mobile.

Il 1º ottobre 1997 Telecom PTT diventò Swisscom e un anno dopo venne trasformata in una società anonima (di diritto speciale). Il 5 ottobre dello stesso anno Swisscom SA fu quotata in borsa.

L'attuale Swisscom SA, negli anni, ha subito un processo di privatizzazione ed al 31 dicembre 2014[14] la Confederazione svizzera detiene la maggioranza (il 51,0 %) del suo capitale azionario, conformemente a quanto prescritto dalla legge. Nel suo messaggio del 5 aprile 2006, il Consiglio federale propose al Parlamento di privatizzare completamente Swisscom e di vendere in varie fasi il pacchetto azionario della Confederazione, ma il 10 maggio 2006 il Consiglio nazionale non entrò in materia sul progetto di privatizzazione. Il 20 maggio 2006 la Commissione consultiva del Consiglio degli Stati raccomandò allo stesso di entrare in materia, ma soltanto per rinviare il dossier al Governo affinché fosse rielaborato.[6]

Il 14 dicembre 2007 Swisscom presentò la sua nuova immagine aziendale. I precedenti sottomarchi Swisscom Fixnet, Swisscom Mobile e Swisscom Solutions furono aboliti il 1º gennaio 2008. L’adeguamento dell’immagine comprendeva anche un nuovo logo con un elemento grafico mobile - una novità assoluta per la Svizzera e per il settore.[17]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Swisscom è la detentrice del marchio Natel che è entrato nel linguaggio comune di tutte le regioni linguistiche della Svizzera, al posto di "cellulare".[18]

Nel 2008 5,2 milioni di clienti utilizzano un cellulare Swisscom e Swisscom TV conta 80.000 clienti.

È la prima azienda svizzera a dotarsi di un logo animato.

Loghi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Direzione aziendale, Swisscom. URL consultato il 9 giugno 2015.
  2. ^ a b c d Risultato d'esercizio 2014, Swisscom. URL consultato il 9 giugno 2015.
  3. ^ Profilo aziendale: panoramica su Swisscom, Swisscom. URL consultato il 9 giugno 2015.
  4. ^ Swisscom - Chi Siamo - Struttura dell'azionariato
  5. ^ Struttura aziendale e del capitale, Swisscom. URL consultato il 17 giugno 2015.
  6. ^ Profilo aziendale: panoramica su Swisscom, Swisscom. URL consultato il 16 marzo 2015.
  7. ^ Digital TV: la televisione digitale con Swisscom TV 2.0, Swisscom. URL consultato il 16 marzo 2015.
  8. ^ Swisscom - PMI, Swisscom. URL consultato il 16 marzo 2015.
  9. ^ Enterprise Customers, Swisscom. URL consultato il 16 marzo 2015.
  10. ^ L'offerta di Swisscom per Fastweb si è conclusa con successo, Swisscom. URL consultato il 16 marzo 2015.
  11. ^ Fonte: Corriere della Sera, 23.02.2010, "Tlc e 'ndrangheta, riciclaggio da 2 mld. Il gip: «La più colossale frode di sempre»"
  12. ^ Fonte: Swisscom, 08.09.2010, Comunicato stampa "Swisscom lancia offerta pubblica di acquisto per le quote di minoranza di Fastweb"
  13. ^ Sintesi delle partecipazioni, Swisscom. URL consultato il 22 giugno 2015.
  14. ^ a b c Rapporto di gestione 2014, Swisscom. URL consultato il 22 marzo 2015.
  15. ^ Il Consiglio di amministrazione si identifica nella strategia aziendale «Swisscom 2020», Swisscom. URL consultato il 17 giugno 2015.
  16. ^ Comités du Conseil d’administration, Swisscom. URL consultato il 17 giugno 2015.
  17. ^ Storia del marchio, Swisscom. URL consultato il 16 marzo 2015.
  18. ^ n - Elvetismi - Ticinesismi, Google. URL consultato il 16 marzo 2015.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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