Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni

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Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni
Locandinacloni.jpg
Locandina artistica disegnata da Matt Busch
Titolo originale Star Wars: Episode II - Attack of the Clones
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2002
Durata 142 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere fantascienza, avventura, azione, fantastico
Regia George Lucas
Soggetto George Lucas
Sceneggiatura George Lucas, Jonathan Hales
Produttore Rick McCallum
Produttore esecutivo George Lucas
Casa di produzione Lucasfilm
Distribuzione (Italia) 20th Century Fox
Storyboard Mark Sexton, Rodolfo Damaggio
Art director Peter Russell
Animatori Rob Coleman
Fotografia David Tattersall
Montaggio Ben Burtt, George Lucas
Effetti speciali John Knoll, Pablo Helman, Ben Snow, Dennis Muren
Musiche John Williams
Scenografia Gavin Bocquet
Costumi Trisha Biggar
Trucco Lesley Vanderwalt
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni (Star Wars: Episode II - Attack of the Clones) è un film del 2002 diretto da George Lucas. Scritto da Lucas con Jonathan Hales, è il quinto film della saga di Guerre stellari ad essere stato distribuito e il secondo della trilogia prequel. La pellicola ha come protagonisti Ewan McGregor, Hayden Christensen, Natalie Portman, Ian McDiarmid, Samuel L. Jackson, Christopher Lee, Anthony Daniels, Kenny Baker e Frank Oz.

Il film è ambientato 10 anni dopo gli eventi di Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma, quando la galassia è sull'orlo della guerra civile. Sotto la guida di un Jedi rinnegato di nome Conte Dooku, migliaia di sistemi planetari minacciano la secessione dalla Repubblica Galattica. Quando la senatrice Padmé Amidala, ex regina di Naboo, sfugge ad un attentato, l'apprendista Jedi Anakin Skywalker è assegnato alla sua protezione, mentre il suo mentore Obi-Wan Kenobi viene incaricato di investigare. Presto Anakin, Padmé e Obi-Wan assistono all'inizio di una nuova minaccia per la galassia, le Guerre dei Cloni.

Lo sviluppo de L'attacco dei cloni iniziò nel marzo 2000, dopo l'uscita de La minaccia fantasma. Nel giugno 2000 Lucas e Hales completarono una bozza della sceneggiatura, e le riprese ebbero luogo da giugno a settembre. Venne girato soprattutto ai Fox Studios Australia di Sydney, con scene aggiuntive girate in Tunisia, Spagna e Italia. Fu uno dei primi film ad essere girati completamente in un sistema digitale a 24-frame ad alta definizione.

Il film uscì il 16 maggio del 2002 raccogliendo dalla critica recensioni generalmente positive, e fu un successo finanziario; tuttavia, divenne anche il primo film di Guerre stellari a incassare di più all'estero che in patria nel suo anno di uscita. Il film uscì in DVD e VHS il 12 novembre 2002 ed è stato poi distribuito in Blu-ray il 16 settembre 2011. Un sequel, intitolato Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith, venne distribuito nel 2005.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dieci anni dopo l'invasione di Naboo da parte della Federazione dei Mercanti, la Repubblica Galattica è minacciata da un movimento separatista organizzato dall'ex maestro Jedi Conte Dooku. La senatrice Padmé Amidala arriva a Coruscant con lo scopo di votare una mozione per creare un esercito che aiuti i Jedi contro questa minaccia. Dopo aver evitato un attentato al momento dell'arrivo, viene posta sotto la protezione del Cavaliere Jedi Obi-Wan Kenobi e il suo apprendista Anakin Skywalker. I due Jedi contrastano un secondo attentato sulla sua vita e catturano la responsabile, Zam Wesell, una mutaforma che viene subito uccisa dal cacciatore di taglie per cui lavora prima che possa rivelare la sua identità. Il Consiglio Jedi assegna Obi-Wan a identificare e catturare il cacciatore di taglie, mentre Anakin viene assegnato a scortare Padmé nel suo ritorno a Naboo, dove i due si innamorano.

Le indagini di Obi-Wan lo portano sul remoto pianeta oceanico Kamino, dove scopre che si sta producendo un esercito di cloni per la Repubblica il cui modello genetico è il cacciatore di taglie Jango Fett. Obi-Wan deduce che Jango è il cacciatore di taglie che sta cercando, e segue lui e suo figlio clone Boba nel pianeta desertico Geonosis tramite un segnalatore posto sulla loro nave, la Slave I. Nel frattempo, Anakin viene turbato da premonizioni che vedono sua madre Shmi sofferente, e viaggia su Tatooine con Padmé per salvarla. Lì incontrano Cliegg Lars, nuovo marito di Shmi, il quale racconta loro che Shmi era stata rapita dai Tusken settimane prima ed è probabilmente morta. Determinato a trovarla, Anakin si reca all'accampamento dei Tusken e trova la madre, in fin di vita per le torture subite. Dopo che Shmi muore tra le sue braccia, Anakin scatena la sua furia sui Tusken e li massacra, quindi riporta a casa il corpo della madre. Dopo aver rivelato il suo atto a Padmé, Anakin dice di voler impedire la morte.

Yoda osserva la Battaglia di Geonosis

Su Geonosis, Obi-Wan scopre un raduno separatista guidato dal Conte Dooku, che aveva organizzato l'assassinio di Padmé e sta sviluppando un esercito di droidi da battaglia con il viceré della Federazione Nute Gunray. Obi-Wan trasmette le sue scoperte ad Anakin chiedendogli di essere ritrasmesso al Consiglio Jedi, ma viene catturato durante la trasmissione. Per contrastare l'esercito di droidi, il senato assegna al Cancelliere Supremo Palpatine poteri speciali per inviare i cloni in battaglia. Anakin e Padmé, insieme a R2-D2 e C-3PO (che Anakin si è portato dietro da Tatooine), viaggiano verso Geonosis per salvare Obi-Wan, ma vengono catturati a loro volta. I tre sono condannati a morte, ma alla fine vengono salvati da un battaglione di Jedi e cloni guidati da Mace Windu e Yoda; Jango Fett viene ucciso da Mace durante il salvataggio. Mentre cloni e droidi combattono, Obi-Wan e Anakin intercettano Dooku, e i tre si sfidano con le spade laser. Dooku sconfigge Obi-Wan e Anakin (amputando un braccio a quest'ultimo), ma non è in grado di battere Yoda quando egli lo impegna in un duello e quindi fugge. Arrivato a Coruscant, Dooku consegna al suo maestro Sith Darth Sidious, che conferma che tutto sta andando come previsto, i modelli per una super arma, la Morte Nera. Mentre i Jedi riconoscono gravemente l'inizio delle Guerre dei Cloni, Anakin (ora dotato di un braccio robotico) sposa in segreto Padmé su Naboo, con C-3PO e R2-D2 come loro testimoni.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

George Lucas, regista e co-sceneggiatore del film.

Dopo le recensioni controverse da parte della critica al film La minaccia fantasma, Lucas esitò a tornare alla scrivania. Nel marzo 2000, appena tre mesi prima dell'inizio delle riprese, Lucas riuscì a completare una bozza preliminare dell'Episodio II. Il regista continuò poi a lavorarci su, producendo una prima ed una seconda bozza definitive. Per avere un aiuto con la terza bozza, che sarebbe poi diventata la sceneggiatura vera e propria, Lucas chiamò Jonathan Hales, che aveva scritto per lui diversi episodi della serie televisiva Le avventure del giovane Indiana Jones, ma aveva limitata esperienza di scrittura di film cinematografici. Lo script finale fu completato solo una settimana prima dell'inizio delle riprese.

Per scherzo, il titolo di lavorazione del film era Jar Jar's Big Adventure, un riferimento sarcastico alle numerose critiche negative al personaggio dell'Episodio I.[1]

Nello scrivere L'Impero colpisce ancora, Lucas inizialmente aveva deciso che Lando Calrissian era un clone venuto da un pianeta di cloni che avevano poi causato le "Guerre dei Cloni" menzionate da Obi-Wan Kenobi in Guerre stellari;[2][3] in seguito ideò un concetto alternativo su un esercito di cloni d'assalto proveniente da un pianeta remoto, usato dalla Repubblica nella guerra che ne era seguita.[4]

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Ahmed Best, Pernilla August, Oliver Ford Davies, Andy Secombe e Silas Carson riprendono i loro ruoli da La minaccia fantasma rispettivamente come Jar Jar Binks, Shmi Skywalker, Sio Bibble, Watto e Nute Gunray, con Carson che interpreta anche Ki-Adi-Mundi, un membro del Consiglio Jedi. Alethea McGrath interpreta Jocasta Nu, il capo bibliotecario degli Archivi Jedi. Temuera Morrison interpreta Jango Fett, un cacciatore di taglie Mandaloriano che fornisce il suo DNA per creare l'esercito dei cloni. Jimmy Smits interpreta Bail Organa, un senatore della Repubblica, e Jay Laga'aia il capitano Gregar Typho, capo della sicurezza della senatrice Amidala. Daniel Logan interpreta il giovane Boba Fett, figlio di Jango creato con il suo DNA. Leeanna Walsman interpreta Zam Wesell, una cacciatrice di taglie Clawdite mutaforma partner di Jango, a cui è stato affidato il compito di assassinare Padmé. Jack Thompson interpreta Cliegg Lars, un estrattore di umidità che ha liberato e sposato Shmi, diventando così il patrigno di Anakin. Joel Edgerton e Bonnie Piesse interpretano Owen Lars, figlio di Cliegg Lars e fratellastro di Anakin, e la sua fidanzata Beru Whitesun. Ayesha Dharker interpreta Jamillia, la regina di Naboo, mentre Rose Byrne e Veronica Segura interpretano rispettivamente Dormé e Cordé, due ancelle di Padmé (la seconda serve come esca e viene uccisa durante il primo attentato alla senatrice).

Progettazione[modifica | modifica wikitesto]

Il film si basò quasi esclusivamente su animatic digitali piuttosto che sugli storyboard per previsualizzare le sequenze per il montaggio nella fase iniziale della produzione. Benché Lucas avesse usato altri modi per produrre storyboard in movimento in passato, dopo La minaccia fantasma fu presa la decisione di sfruttare la crescente tecnologia digitale.[9] Il procedimento iniziò con la creazione da parte di Ben Burtt di ciò che il reparto definì come "videomatic", così chiamati perché girati su una videocamera domestica. In questi videomatic gli assistenti di produzione e i parenti degli addetti al reparto interpretavano le scene di fronte al chroma key. Utilizzando la CGI il reparto di previsualizzazione successivamente riempiva il green screen con gli sfondi grezzi. Burtt poi montava insieme questi filmati e li mandava a Lucas per le modifiche e l'approvazione. Il risultato era un esempio approssimativo di ciò che il prodotto finale era destinato ad essere. Il reparto di previsualizzazione quindi creava una versione affinata del videomatic creando un animatic in cui attori, oggetti di scena e scenografie venivano sostituiti da controparti digitali per dare un'idea più precisa, benché ancora grezza, di ciò che si sarebbe poi visto. L'animatic veniva poi portato sul set e mostrato agli attori in modo che potessero capire il concept della scena che stavano girano in mezzo alla grande quantità di green screen utilizzato. Diversamente dalla maggior parte delle sequenze d'azione, per la Battaglia di Geonosis non furono creati storyboard o videomatic, ma realizzata direttamente in animatic dopo che il reparto aveva ricevuto una paginetta vaga sulla sequenza. L'intento era quello di creare una serie di piccoli eventi che sarebbero poi stati montati insieme per il ritmo all'interno del film finito. Al reparto fu data carta bianca per quanto riguarda gli eventi da creare all'interno degli animatic; Lucas chiese solo delle buone sequenze d'azione che lui potesse scegliere e approvare in seguito.[9]

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

La Plaza de España fu la location per il palazzo di Naboo.

Il film fu girato tra il 26 giugno e il 20 settembre 2000. Le riprese in interni furono eseguite principalmente ai Fox Studios Australia di Sydney, mentre quelle in esterni ebbero luogo nel deserto tunisino, alla Plaza de España di Siviglia, a Londra, in Cina, a Vancouver, a San Diego e in Italia (alla Villa del Balbianello sul lago di Como e nella Reggia di Caserta). Nuove riprese furono effettuate nel marzo 2001. In questo periodo fu sviluppata una nuova sequenza d'azione nella fabbrica di droidi dopo che Lucas aveva deciso che il film non aveva un ritmo abbastanza veloce nel lasso di tempo corrispondente. La previsualizzazione della sequenza fu affrettata, e le riprese live-action vennero eseguite nell'arco di quattro ore e mezza.[9] A causa del metodo con cui Lucas creava riprese attraverso vari dipartimenti e fonti a volte a miglia di distanza l'uno dall'altro, L'attacco dei cloni diventò il primo film ad essere prodotto attraverso quello che Rick McCallum chiamò "cinema virtuale".[9]

La Villa Del Balbianello fu la location per la regione dei laghi di Naboo.

Come La minaccia fantasma, L'attacco dei cloni favorì lo sviluppo tecnologico, spostando efficacemente Hollywood nell'"era digitale" con l'uso della HDW-F900, una cinepresa digitale sviluppata da Sony e Panavision che utilizza un sistema HD digitale a 24 fotogrammi. Essa funzionò senza complicazioni anche per le riprese nel deserto tunisino con temperature fino a 51 °C, a differenza di quanto successo in precedenza. Lucas aveva dichiarato di voler girare La minaccia fantasma in questo formato, ma Sony non era stata in grado di costruire le cineprese in tempo.[10] Nel 2002 L'attacco dei cloni divenne il terzo film girato interamente con una fotocamera digitale 24p (preceduto nel 2001 da Jackpot e Vidocq - La maschera senza volto). Le cineprese girarono in 16:9 HDCAM (1080p), anche se l'immagine fu ritagliata in 2,40:1. Nonostante gli sforzi di Lucas per convincere i cinema a passare ai proiettori digitali per Episodio II, solo alcuni lo fecero.[11]

Effetti speciali[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ad introdurre la cinepresa digitale, L'attacco dei cloni mise in evidenza le "controfigure digitali" come modelli generati al computer che sostituiscono gli attori allo stesso modo delle controfigure tradizionali. Inoltre favorì l'autenticità dei personaggi generati al computer con l'introduzione di una nuova versione completamente in CGI di Yoda. Rob Coleman e John Knoll prepararono due test con uno Yoda animato in CGI usando l'audio de L'Impero colpisce ancora. Anche l'aspetto di Yoda in tale film servì come punto di riferimento per la creazione del personaggio; Lucas disse più volte al reparto di animazione che "il trucco" per l'animazione dello Yoda in CGI era quello di farlo come il pupazzo su cui era basato, al fine di mantenere un flusso di continuità. Frank Oz (voce e burattinaio per Yoda nella trilogia originale e La minaccia fantasma) consigliò che Yoda dovesse apparire estremamente vecchio, dolorante e frigido.[12] Coleman in seguito spiegò che "quando Frank avrebbe spostato la testa, le orecchie avrebbero oscillato. Se non avessimo fatto così, non sarebbe sembrato Yoda".[13] A causa delle acrobazie nel duello di spada laser tra il Conte Dooku e Yoda, l'allora settantottenne Christopher Lee fece affidamento su una controfigura per eseguire le scene più impegnative. Il volto di Lee fu sovrapposto al corpo della controfigura in tutti le inquadrature tranne i primi piani, da lui stesso interpretati. Lucas definì spesso il duello cruciale per il dipartimento di animazione, poiché sarebbe potuto diventare ridicolo piuttosto che drammatico.[12]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Il compositore John Williams

La colonna sonora del film fu composta e diretta da John Williams, ed eseguita dalla London Symphony Orchestra con la partecipazione delle London Voices.[14] La colonna sonora ricrea il brano "The Imperial March (Darth Vader's Theme)" de L'Impero colpisce ancora facendo de L'attacco dei cloni la sua prima apparizione cronologica (anche se una piccola parte di esso era apparsa alla fine del film precedente). Un video musicale per il tema principale "Across the Stars (Love Theme from Attack of the Clones)" fu prodotto appositamente per il DVD.[15]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Star Wars: Episode II - Attack of the Clones (colonna sonora).

L'album della colonna sonora fu pubblicato il 23 aprile 2002 dalla Sony Classical.[16] Il 15 marzo 2016 ne è stata pubblicata un'edizione limitata in vinile, inizialmente stampata in sole mille copie.[17]

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo che un teaser trailer fu proiettato in anteprima con il film Monsters & Co., un nuovo trailer per il film andò in onda sulla rete Fox il 10 marzo 2002 tra le serie televisive Malcolm e X-Files,[18] e fu reso disponibile sul sito ufficiale di Guerre stellari lo stesso giorno. La società di ricollocamento Challenger, Gray & Christmas di Chicago previde, prima della distribuzione del film, che le aziende statunitensi avrebbero potuto perdere più di 319 milioni di dollari in termini di produttività a causa dei dipendenti che si sarebbero messi in malattia per vedere il film.[19]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Logo originale

Il film fu presentato in anteprima il 12 maggio 2002 all'edizione inaugurale del Tribeca Film Festival nell'ambito delle proiezioni per la Children's Aid Society, un ente di beneficenza sostenuto da George Lucas.[20] Fu poi proiettato fuori concorso al Festival di Cannes 2002[21] nello stesso giorno in cui fu distribuito in gran parte del mondo, il 16 maggio 2002. Il film fu successivamente distribuito anche nei cinema IMAX, pur non essendo stato girato in tale formato ma convertito con un procedimento di rimasterizzazione digitale. A causa delle limitazioni tecniche del proiettore IMAX, il film fu presentato in una versione ridotta a due ore.[22]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Le date di uscita internazionali nel corso del 2002 sono state:

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 2001 fu organizzata una petizione per chiedere che all'edizione italiana del film fosse riservata maggior cura di quanto fatto per La minaccia fantasma;[23] la Fox decise quindi di cambiare società, dialoghista e direttore. Nel doppiaggio del film, eseguito dalla Dubbing Brothers International Italia e diretto da Claudio Sorrentino su dialoghi di Mauro Trentini, fu corretta la pronuncia del cognome di Palpatine e rimosso l'accento russo dei Neimoidiani. Il cast rimase quasi interamente lo stesso, con tre eccezioni:

  • nel film precedente la voce di Palpatine / Darth Sidious era affidata erroneamente a due doppiatori differenti, ovvero Carlo Reali (Palpatine) e Gianni Bonagura (Sidious), mentre in questo film viene mantenuta solo la voce di Reali per entrambe le identità;
  • Francesco Pezzulli sostituisce Alessio Puccio nel ruolo di Anakin Skywalker, in seguito all'invecchiamento del personaggio;
  • Gil Baroni sostituisce Franco Chillemi nel ruolo di Sio Bibble.

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni cofanetti Star Wars: Prequel Trilogy del 2008

Il film fu distribuito in DVD e VHS il 12 novembre 2002. Il DVD, in un'unica edizione a due dischi, contiene un commento audio di George Lucas, Rick McCallum, Ben Burtt, Rob Coleman, Pablo Helman, John Knoll e Ben Snow, otto scene tagliate, molteplici documentari tra cui uno sulla creazione dei personaggi digitali e altri due che si concentrano sul sound design e la squadra degli animatic. Tre featurette esaminano la trama, le scene d'azione e la storia d'amore, e una serie di dodici brevi dietro le quinte per il web coprono la produzione complessiva del film.[24] L'edizione DVD fu ripubblicata in un cofanetto intitolato Star Wars: Prequel Trilogy, insieme agli altri due film della trilogia prequel, il 4 novembre 2008 (in Italia il 7 ottobre).[25] Il 17 ottobre 2013 il cofanetto fu sostituito da un'edizione che include solo il primo disco per ogni film.

L'esalogia completa di Guerre stellari venne distribuita in un cofanetto Blu-ray Disc il 16 settembre 2011 (in Italia il 13 settembre).[26] Il disco del film contiene il commento audio dell'edizione DVD e delle annotazioni inedite composte da interviste d'archivio con cast e troupe. I contenuti speciali relativi al film (completamente inediti) furono invece inclusi in un disco bonus insieme a quelli degli altri due film della trilogia. Il 30 settembre 2011 il film fu rieditato in un cofanetto insieme agli altri due episodi (senza però il disco bonus), mentre il 12 novembre 2015 è stato ristampato singolarmente in edizione limitata steelbook.

Riedizione 3D[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 settembre 2010 è stato annunciato che tutti i sei film della serie sarebbero stati convertiti in 3D da parte di Prime Focus sotto stretta sorveglianza della Industrial Light & Magic[27] per poi venire ridistribuiti in ordine di episodio. L'attacco dei cloni sarebbe dovuto essere rieditato in 3D il 20 settembre 2013,[28] ma il progetto è stato rimandato in quanto la Lucasfilm ha preferito concentrarsi sulla produzione di Star Wars: Il risveglio della Forza.[29][30] Tuttavia, la versione 3D del film è stata proiettata alla Star Wars Celebration Europe nel luglio 2013[31] e ad una retrospettiva su Dennis Muren tenutasi a San Rafael il 23 novembre 2014.[32]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Prodotto con un budget di 115 milioni di dollari, il film ne incassò 310.676.740 in America del Nord e 338.721.588 all'estero, per un totale di 649.398.328 dollari in tutto il mondo.[33] Benché un enorme successo finanziario, fu tuttavia oscurato dall'ancora maggiore successo al botteghino de La minaccia fantasma di tre anni prima. Non fu il film di maggior incasso dell'anno, né in America del Nord (dove finì al terzo posto) né in tutto il mondo (dove fu quarto), divenendo il primo film di Guerre stellari a non ottenere questa distinzione. In America del Nord fu superato da Spider-Man e Il Signore degli Anelli - Le due torri, che inoltre furono accolti meglio dalla critica. In tutto il mondo fu superato anche da Harry Potter e la camera dei segreti, benché in Nord America avesse incassato più di quest'ultimo film. Al netto dell'inflazione, L'attacco dei cloni ha ottenuto l'incasso più basso tra i film della saga al botteghino nordamericano pur essendo tra i cento maggiori incassi di sempre.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film ricevette recensioni generalmente positive da parte della critica. Tra le 244 recensioni raccolte dal sito Rotten Tomatoes, il 65% sono positive, con un voto medio di 6,7; il consenso recita: «Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni beneficia di una maggiore enfasi sull'azione entusiasmante, benché essa sia ancora una volta indebolita da plot point pesanti e da personaggi sottosviluppati».[34] Su Metacritic il film ha un punteggio di 54/100 basato su 39 recensioni, che indica "recensioni contrastanti o medie".[35]

Una recensione negativa venne da Kenneth Turan del Los Angeles Times, che definì i dialoghi del film "ingessati" e "piatti".[36] James Berardinelli di ReelViews.net recensì positivamente il film, dicendo che "in un'epoca in cui, il più delle volte, i sequel deludono, è piacevole scoprire qualcosa di così alto profilo che soddisfa la promessa del suo nome e aggiunge un altro titolo ad un lascito pianificato".

Roger Ebert, che aveva lodato tutti i precedenti film di Guerre stellari, diede al film solo due stelle su quattro, non apprezzando la recitazione e facendo notare che "come ammiratore della freschezza e dell'energia dei film precedenti, sono rimasto sorpreso, alla fine di Episodio II, di rendermi conto di non aver ascoltato nemmeno una frase memorabile". In particolare, riguardo i dialoghi di Anakin e Padmé, disse che "non c'è nemmeno una parola romantica che i due si scambino che non sia da tempo ridotta a un cliché".[37] Leonard Maltin, anch'egli ammiratore dei precedenti capitoli della saga, assegnò due stelle su quattro alla pellicola, citando la "storia troppo lunga" come motivo della sua insoddisfazione e aggiungendo che "caratterizzazioni e dialoghi legnosi non aiutano".[38]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Furono prodotti diversi adattamenti tie-in del film, come un videogioco per Game Boy Advance[40] e un adattamento a fumetti in quattro parti scritto da Henry Gilroy e pubblicato dalla Dark Horse Comics[41]

Il film fu inoltre adattato in un romanzo per ragazzi, scritto da Patricia Wrede e pubblicato da Scholastic,[42] e in un romanzo ufficiale affidato allo scrittore R. A. Salvatore che include alcune scene assenti nel film.[43]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kaminski, p. 347.
  2. ^ (EN) Laurent Bouzereau, Star Wars: The Annotated Screenplays, New York, Ballantine Books, 1997, p. 196, ISBN 0-345-40981-7.
  3. ^ Kaminski, p. 158.
  4. ^ Kaminski, p. 162.
  5. ^ (EN) Brian Jacks, Ryan Phillippe Recalls Missing Out On Anakin Role In 'Star Wars' Prequels, su MTV, Viacom, 27 marzo 2008. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  6. ^ (EN) Danny Graydon, Looking for Anakin, su BBC, 7 maggio 2002. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  7. ^ (EN) Joal Ryan, ROLE CALL: Leo out of Anakin Sweepstakes, su hollywood.com, 4 aprile 2000. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  8. ^ (EN) Inside the Actors Studio, episodio 8x15, Bravo, 2 giugno 2002.
  9. ^ a b c d La tecnologia più avanzata: La pre-visualizzazione dell'Episodio II, documentario nel secondo disco DVD del film.
  10. ^ Filmato audio(EN) Here We Go Again, starwars.com. URL consultato il 27 dicembre 2016.
  11. ^ (EN) Felicity Carus, Reel change, in The Guardian, 20 marzo 2003. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  12. ^ a b Dai pupazzi ai pixel: I personaggi digitali dell'Episodio II, documentario nel secondo disco DVD del film.
  13. ^ (EN) Jess Cagle, Characters: Yoda Goes Digital--and Conquers Too, in Time, vol. 159, nº 17, New York, Time Inc., 29 aprile 2002, p. 48, ISSN 0040-781X.
  14. ^ (EN) STAR WARS: Episode II: Attack Of The Clones - Original Motion Picture Soundtrack, su sonyclassical.com, Sony Music. URL consultato il 23 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2007).
  15. ^ (EN) Star Wars: Episode II - Across the Stars Music Video, su starwars.com, Lucasfilm. URL consultato il 23 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2008).
  16. ^ (EN) Star Wars Episode II: Attack Of The Clones, su The Official Star Wars Music Site, Sony Music. URL consultato il 23 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 14 febbraio 2008).
  17. ^ (EN) Steve Nagel, Star Wars: Attack of the Clones is Being Released on Limited Edition Vinyl, su Classicalite, The Classical Arts, 29 febbraio 2016. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  18. ^ (EN) World premiere of new “Star Wars: Episode II” trailer on Mar. 10, su hollywood.com, 1º marzo 2002. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  19. ^ (EN) Will 'Star Wars' clobber business?, in CNN, Turner Broadcasting System, 15 maggio 2002. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  20. ^ (EN) The Children's Aid Society and The Tribeca Film Festival to Co-Host The New York City Premiere of 'Star Wars: Episode II Attack of The Clones' on May 12th, su PR Newswire, 10 aprile 2002. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  21. ^ (FR) Sélection officielle 2002 : Hors Compétition - Festival de Cannes (Festival International du Film), su festival-cannes.fr, Festival di Cannes. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  22. ^ (EN) Making it BIG: Episode II -- The IMAX Experience, su starwars.com, Lucasfilm, 11 ottobre 2002. URL consultato il 23 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 23 ottobre 2004).
  23. ^ On-Line la petizione per un doppiaggio di qualità per Star Wars Episode II, su WebTrekItalia, 7 dicembre 2001. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  24. ^ (EN) Episode II: Unlocking the DVD, su starwars.com, Lucasfilm, 8 ottobre 2002. URL consultato il 23 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 5 gennaio 2008).
  25. ^ (EN) Star Wars Saga Repacked in Trilogy Sets on DVD, su starwars.com, 28 agosto 2008. URL consultato il 6 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 2 settembre 2008).
  26. ^ (EN) Cindy White, Star Wars: The Complete Saga Blu-ray Review, IGN, 16 settembre 2011. URL consultato il 30 maggio 2015.
  27. ^ (EN) STAR WARS (I,II,III) - Exclusive 3D Conversion Partner, su primefocusworld.com, Prime Focus. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  28. ^ (EN) TJ Dietsch, Star Wars 3D Continues Next Fall With Release of Episodes II and III, su cbr.com, 28 febbraio 2012. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  29. ^ (EN) Eric Eisenberg, Star Wars Attack Of The Clones And Revenge Of The Sith Won't Be Getting 3D Re-Releases, su Cinema Blend, 28 gennaio 2013. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  30. ^ (EN) Nikki Finke, EXCLUSIVE: No More ‘Star Wars’ 3D Prequel Releases; Lucasfilm Passes To Focus On New Trilogy, su deadline.com, Penske Media Corporation, 28 gennaio 2013. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  31. ^ (EN) James Burns, Remembering Celebration Europe: One Year On, su starwars.com, Lucasfilm, 12 agosto 2014. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  32. ^ (EN) Dennis Muren: master of visual effects, su rafaelfilm.cafilm.org, California Film Institute. URL consultato il 23 dicembre 2016.
  33. ^ (EN) Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni, su Box Office Mojo.
  34. ^ (EN) Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni, in Rotten Tomatoes, Flixster Inc.
  35. ^ (EN) Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni, su Metacritic, CBS Interactive Inc.
  36. ^ (EN) Kenneth Turan, When We Last Saw Our Heroes..., in Los Angeles Times, 13 maggio 2002. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  37. ^ (EN) Roger Ebert, Star Wars -- Episode II: Attack Of The Clones, su rogerebert.com, Ebert Digital, 10 maggio 2002. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  38. ^ (EN) Leonard Maltin, Leonard Maltin's 2004 Movie Guide, New York, Signet, 2003, p. 1322, ISBN 0-452-28478-3.
  39. ^ (EN) The 75th Academy Awards - 2003, su oscars.org. URL consultato il 6 dicembre 2014.
  40. ^ Craig Harris, Star Wars Episode II: Attack of the Clones (GBA), IGN, 15 maggio 2002. URL consultato il 17 agosto 2014.
  41. ^ Episode II Adaptation & Free Comic, Starwars.com, 5 marzo 2002. (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2005).
  42. ^ (EN) Patricia C. Wrede, Star Wars, Episode II – Attack of the Clones (Junior Novelization), Scholastic Paperbacks, 23 aprile 2002, ISBN 0-439-13928-7, OCLC 49622734.
  43. ^ (EN) Episode II Novel Paperback Edition, Starwars.com, 5 dicembre 2002. (archiviato dall'url originale il 16 novembre 2007).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Michael Kaminski, The Secret History of Star Wars, Kingston, Legacy Books Press, 2008, ISBN 978-0-9784652-3-0.

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