Paroxetina

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Paroxetina
Paroxetine Structural Formulae V.1.svg
Paroxetine-3D-balls.png
Nome IUPAC
(3S-trans)-3-((1,3-Benzodiossol-5-ilossi)metil)-
4-(4-fluorofenil)piperidina
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C19H20FNO3
Numero CAS 61869-08-7
Codice ATC N06AB05
PubChem 43815
DrugBank DB00715
SMILES C1CNCC(C1C2=CC=C(C=C2)F)COC3=CC4=C(C=C3)OCO4
Dati farmacocinetici
Metabolismo Epatico
Emivita 24 ore (range 3–65 ore)
Escrezione 64% urine, 36% bile
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
irritante
attenzione
Frasi H 302 - 315 - 319 - 335
Consigli P 261 - 305+351+338 [1]

La paroxetina è un farmaco appartenente alla categoria degli SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) commercializzato a partire dal 1992. Ha un profilo di applicazione simile a quello degli altri SSRI per cui viene utilizzato nei casi di depressione maggiore, disturbi d'ansia (attacchi di panico, ansia generalizzata, disturbo ossessivo compulsivo, ansia sociale) e sempre al pari degli altri SSRI viene spesso impiegato in disturbi non prettamenti psichiatrici come sindrome premestruale, vampate post-menopausa[2] ed eiaculazione precoce (citandone solo alcuni)[3].

Il suo profilo di efficacia e tollerabilità e simile a quello degli altri SSRI, tra tutti però è considerato il più sedativo e quello con una più alta incidenza di effetti collaterali da sospensione[4]. Rispetto ad altre molecole della stessa classe terapeutica (fluoxetina, sertralina, ecc.) a parità di dosaggio ha un effetto più potente[5]. Come gli altri farmaci della sua classe la paroxetina è generalmente preferita agli antidepressivi triciclici per la sua maggiore tollerabilità e la minor presenza di effetti collaterali[6]. Tuttavia non vi sono evidenze della maggiore efficacia della paroxetina nel trattamento della depressione, dimostrandosi in alcuni studi meno efficace di altri antidepressivi.[7]

I più comuni farmaci a base di paroxetina sono il Sereupin e il Paxil e altre formulazioni generiche, sia in compresse sia in gocce. Come per tutti gli SSRI, l'effetto è graduale e generalmente bisogna attendere 3 settimane per poterne valutare l'efficacia.

Meccanismo d'azione[modifica | modifica wikitesto]

La paroxetina è un inibitore potente del reuptake della serotonina, ciò si crede porti ad un aumento della concentrazione extracellulare di tale neurotrasmettitore. Tra tutti gli SSRI la paroxetina è la molecola più potente a parità di dosaggio nell'inibire il suddetto trasportatore. Mostra anche una non trascurabile affinità per i recettori muscarinici dell'acetilcolina M1 e M3, ciò contribuisce al particolare profilo degli effetti collaterali della paroxetina caratterizzato, tra l'altro, da una maggiore sedazione e sudorazione profusa[8][9].

Come gli altri farmaci di questa classe si è mostrato in grado di influenzare la sintesi di neurosteroidi cerebrali, espletare attività antiinfiammatorie e alterare indirettamente l'attività di altri sistemi neurotrasmettitoriali.[10]

Modalità d'assunzione[modifica | modifica wikitesto]

Per ciò che riguarda la paroxetina, le dosi (mg) giornaliere consigliate sono:

Disturbo Dose iniziale Dose consigliata Dose massima
Depressione 20 mg 20 mg 50 mg
Disturbo ossessivo-compulsivo 20 mg 40 mg 60 mg
Disturbo da attacchi di panico 10 mg 40 mg 60 mg
Disturbo d'ansia sociale 20 mg 20 mg 50 mg
Disturbo da stress post-traumatico 20 mg 20 mg 50 mg
Disturbo d'ansia generalizzato 20 mg 20 mg 50 mg

La sospensione di tale farmaco deve a sua volta avvenire gradualmente, cioè riducendo la dose poco per volta, in quanto l'interruzione improvvisa causa sintomi da sospensione che possono essere anche intollerabili. Nei casi in cui i sintomi da sospensione siano intollerabili si può procedere o a una sospensione particolarmente lenta (scalare il dosaggio del 10% ogni 4 settimane) o sostituire repentinamente la paroxetina con un altro SSRI e quindi sospenderne gradatamente la sospensione[11][12].

Effetti collaterali[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'assunzione di paroxetina si sono riscontrati i seguenti effetti collaterali[13][14]

Molto comuni (>10%)[modifica | modifica wikitesto]

  • Disturbi apparato digerente (nausea, costipazione, diarrea)
  • Disfunzioni sessuali (anorgasmia, calo della libido, disfunzione erettile)
  • Sonnolenza, insonnia
  • Mal di testa
  • Bocca secca, Sudorazione
  • Affaticabilità

Comuni (1-10%)[modifica | modifica wikitesto]

  • Nervosismo, Apatia
  • Vertigine
  • Tremore

Questi effetti sono in genere di lieve entità ed autolimitanti, cioè tendono a presentarsi nei primi giorni di assunzione per poi sparire nel corso delle prime settimane di trattamento, specie per quanto riguarda i disturbi gastrointestinali. Gli effetti collaterali sulla sfera sessuale tendono invece a comparire nel corso delle prime settimane di trattamento e a persistere nel corso dell'assunzione[15]. Può accadere che alcuni effetti indesiderati, in particolare le disfunzioni sessuali, persistano per un tempo indefinito (anche anni) dopo la sospensione del trattamento, dando origine alla sindrome post-trattamento.

In generale la paroxetina, rispetto agli altri SSRI, ha una minore incidenza di diarrea e una maggiore incidenza di effetti collaterali anticolinergici (sudorazione, bocca secca, sedazione), aumento di peso e disfunzioni sessuali[16].

Avvertenze[modifica | modifica wikitesto]

La sospensione del trattamento con paroxetina deve essere graduale per ridurre il rischio di sintomi da astinenza (soprattutto gastrointestinali, neurologici e psichiatrici). Nella maggior parte dei pazienti i sintomi di astinenza si risolvono in 2 settimane, ma in alcuni casi si sono protratti per un periodo maggiore (2-3 mesi).

In Inghilterra la paroxetina rientra nei primi 5 farmaci coinvolti nei sintomi da astinenza; sulla base dei database di farmacovigilanza francese, inglese, australiana, americana e canadese la paroxetina rappresenta l'SSRI più segnalato per la sindrome da astinenza (sintomi più frequenti e più gravi rispetto alle altre molecole della stessa classe)[17]. La breve emivita della paroxetina sembra essere un fattore predisponente lo scatenamento dei sintomi da astinenza. Questi sintomi si possono verificare al termine della terapia, alla variazione del dosaggio, al passaggio da un antidepressivo a un altro oppure quando la dose non viene assunta.

Nei trial clinici sono stati impiegati schemi che prevedevano una riduzione della dose di farmaco di 10 mg alla settimana. Se durante questo periodo compaiono sintomi difficilmente tollerati dal paziente, aumentare nuovamente la dose di farmaco, stabilizzare il paziente, quindi diminuire la dose con decrementi inferiori ai precedenti. Nel caso i sintomi permanessero gravi tali da ostacolare l'interruzione della terapia, potrebbe essere di beneficio passare alla fluoxetina[18].

La somministrazione di paroxetina può rendere manifesto un feocromocitoma silente. L'inibizione non specifica della ricaptazione della noradrenalina indotta dalla paroxetina provoca alterazioni emodinamiche in particolare nei pazienti affetti da feocromocitoma[19].

Gravidanza[modifica | modifica wikitesto]

Durante la gravidanza valutare attentamente il rapporto rischio/beneficio prima di somministrare la paroxetina in donne in gravidanza, in particolare durante il primo trimestre. Il farmaco infatti è stato associato a un aumento di difetti maggiori neonatali, in particolare cardiaci a carico del setto. Sulla base dei dati disponibili l'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha indicato un valore di rischio per una madre, esposta a paroxetina in gravidanza, di partorire un neonato con difetto cardiaco inferiore a 2/100 contro un valore di 1/100 per la popolazione generale[20].

L'esposizione a SSRI durante il terzo trimestre di gravidanza è stata associata alla comparsa nei neonati dei seguenti sintomi:

Frequenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Agitazione, irritabilità, ipo/ipertonia, iperreflessia, sonnolenza, problemi di suzione, pianto persistente;

Meno frequenti[modifica | modifica wikitesto]

  • ipoglicemia, difficoltà respiratoria, anomalie della termoregolazione, convulsioni. Questi sintomi sono riconducibili a una sorta di sindrome da astinenza neonatale.

Rari[modifica | modifica wikitesto]

  • L'esposizione a SSRI nella seconda metà della gravidanza è stata associata a ipertensione polmonare persistente, grave patologia che richiede terapia intensivo[21].
  • Malformazioni del neonato[22]

Effetti sospetti[modifica | modifica wikitesto]

  • Aumentato rischio di autismo e aumentata probabilità di depressione in età adolescenziale[23][24].
  • L'esposizione a SSRI determinerebbe anche ritardata espulsione del meconio e conseguente ileo da meconio.

Il passaggio transplacentare degli SSRI può provocare emorragie nel neonato[25]. La paroxetina è escreta in minima quantità nel latte materno. L'eventuale passaggio nel bambino allattato al seno non sembra avere rilevanza clinica.

Prolungamento dell'intervallo QTc[modifica | modifica wikitesto]

Poiché il paroxetina può prolungare l'intervallo QTc, si raccomanda cautela in caso di pazienti con prolungamento congenito dell'intervallo QTc oppure in caso di associazioni farmacologiche con farmaci noti per prolungare l'intervallo QTc. L'associazione degli antidepressivi con antipsicotici aumenta il rischio di prolungamento dell'intervallo Qtc.[26]

Diabete[modifica | modifica wikitesto]

Nei pazienti con diabete la somministrazione di un SSRI può influenzare il controllo glicemico. L'aumento del tono serotoninergico indotto dall'antidepressivo, infatti, sembrerebbe aumentare la secrezione e la sensibilità all'insulina (Gulseren et al., 2005). Il dosaggio dei farmaci antidiabetici, ipoglicemizzanti orali e insulina, potrebbe richiedere quindi un aggiustamento.[27]

Iponatremia[modifica | modifica wikitesto]

Gli SSRI possono indurre iponatremia (valore medio di 120 mmoli/L) con un aumento del rischio di 3,5 volte [17]. Nella maggior parte dei pazienti questo effetto avverso si manifesta durante il primo mese di terapia; il rischio è maggiore nelle donne anziane e nei pazienti in terapia con diuretici. L'iponatremia si manifesta con confusione, convulsioni, senso di fatica, delirio, sincope, sonnolenza, agitazione, vertigini, allucinazioni; più raramente con aggressività, disturbi della personalità e depersonalizzazione. La comparsa quindi di sintomi neuropsichiatrici durante il primo mese di trattamento deve suggerire la misurazione degli elettroliti sierici.[28]

Alcool[modifica | modifica wikitesto]

Non sono state osservate interazioni tra paroxetina e bevande alcoliche; tuttavia la loro associazione è sconsigliata.[29]

Rischio di suicidio[modifica | modifica wikitesto]

Come per gli altri antidepressivi di questa categoria, la paroxetina è sospettata di incrementare i rischio di ideazioni suicidarie nei giovani al di sotto dei 25 anni per i quali alcuni autori ne sconsigliano l'utilizzo.[10] Negli adulti ciò non sembra avvenire.

Paroxetina nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

  • La paroxetina e il subutex sono citati nella canzone Drug Town di Noyz Narcos & Chicoria feat. Metal Carter dall'album La calda notte con la frase "il giornalaio della tua zona vende paroxetina".
  • La paroxetina è citata anche nella canzone Charlie fa surf dei Baustelle nell'album Amen con la frase "E vado in chiesa e faccio sport, prendo pastiglie che contengono paroxetina".
  • Il dipartimento della giustizia americano nel 2012 ha multato la ditta produttrice della paroxetina, GlaxoSmithKline, con una multa di 3 miliardi di dollari per aver deliberatamente manipolato i risultati degli studi volti a dimostrarne efficacia e sicurezza, specie nei soggetti giovani.[30] Ciò ha portato tra l'altro, al ritiro del cosiddetto "studio 329" (finanziato proprio dalla ditta produttrice e incriminato di essere stato manipolato)[31] ad alla pubblicazioni di alcuni documenti interni della GSK in cui si affermava tra l'altro che "It would be commercially unacceptable to include a statement that efficacy [in children] had not been demonstrated, as this would undermine the profile of paroxetine".[32]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 06.09.2012, riferita al cloridrato idrato
  2. ^ (EN) Center for Drug Evaluation and Research, Press Announcements - FDA approves the first non-hormonal treatment for hot flashes associated with menopause, su www.fda.gov. URL consultato il 30 dicembre 2016.
  3. ^ Stone KJ, Viera AJ e Parman CL, Off-label applications for SSRIs., in American family physician, vol. 68, nº 3, 1° agosto 2003. URL consultato il 30 dicembre 2016.
  4. ^ George I. Papakostas, Tolerability of modern antidepressants, in The Journal of Clinical Psychiatry, 69 Suppl E1, 1° gennaio 2008, pp. 8–13. URL consultato il 30 dicembre 2016.
  5. ^ Comparison of dapoxetine versus paroxetine in patients with premature ejaculation: a double-blind, placebo-controlled, fixed-dose, randomized study, NCBI, PubMed.
  6. ^ I. M. Anderson, SSRIS versus tricyclic antidepressants in depressed inpatients: a meta-analysis of efficacy and tolerability, in Depression and Anxiety, 7 Suppl 1, 1° gennaio 1998, pp. 11–17. URL consultato il 30 dicembre 2016.
  7. ^ (EN) Marianna Purgato, Davide Papola e Chiara Gastaldon, Cochrane Database of Systematic Reviews, John Wiley & Sons, Ltd, 03 aprile 2014, DOI:10.1002/14651858.cd006531.pub2/full, ISBN 14651858ISBN non valido (aiuto). URL consultato il 29 agosto 2017.
  8. ^ Connie Sanchez, Elin H. Reines e Stuart A. Montgomery, A comparative review of escitalopram, paroxetine, and sertraline: are they all alike?, in International Clinical Psychopharmacology, vol. 29, nº 4, 30 dicembre 2016, pp. 185–196, DOI:10.1097/YIC.0000000000000023. URL consultato il 30 dicembre 2016.
  9. ^ Jun Fujishiro, Taiichiro Imanishi e Kaname Onozawa, Comparison of the anticholinergic effects of the serotonergic antidepressants, paroxetine, fluvoxamine and clomipramine, in European Journal of Pharmacology, vol. 454, 2-3, 15 novembre 2002, pp. 183–188. URL consultato il 30 dicembre 2016.
  10. ^ a b Robert M. Nevels, Samuel T. Gontkovsky e Bryman E. Williams, Paroxetine-The Antidepressant from Hell? Probably Not, But Caution Required, in Psychopharmacology Bulletin, vol. 46, nº 1, 1° marzo 2016, pp. 77–104. URL consultato il 29 agosto 2017.
  11. ^ Christopher H. Warner|William Bobo|Carolynn M. Warner|Sara Reid|James Rachal, Antidepressant Discontinuation Syndrome - American Family Physician, su www.aafp.org. URL consultato il 30 dicembre 2016.
  12. ^ Sheik Hosenbocus e Raj Chahal, SSRIs and SNRIs: A review of the Discontinuation Syndrome in Children and Adolescents, in Journal of the Canadian Academy of Child and Adolescent Psychiatry, vol. 20, nº 1, 30 dicembre 2016, pp. 60–67. URL consultato il 30 dicembre 2016.
  13. ^ Paroxetina, su www.my-personaltrainer.it. URL consultato il 30 dicembre 2016.
  14. ^ Robert M. Nevels, Samuel T. Gontkovsky e Bryman E. Williams, Paroxetine-The Antidepressant from Hell? Probably Not, But Caution Required, in Psychopharmacology Bulletin, vol. 46, nº 1, 1° marzo 2016, pp. 77–104. URL consultato il 29 agosto 2017.
  15. ^ A. L. Montejo-González, G. Llorca e J. A. Izquierdo, SSRI-induced sexual dysfunction: fluoxetine, paroxetine, sertraline, and fluvoxamine in a prospective, multicenter, and descriptive clinical study of 344 patients, in Journal of Sex & Marital Therapy, vol. 23, nº 3, 1° gennaio 1997, pp. 176–194, DOI:10.1080/00926239708403923. URL consultato il 30 dicembre 2016.
  16. ^ Pharmacotherapy of Depression | Domenic A. Ciraulo | Springer. URL consultato il 30 dicembre 2016.
  17. ^ Taman L., Ozpoyraz N., Adv. Ther., 2002, 19, 17
  18. ^ Haddad P.M., Drug Saf., 2001, 24, 183/
  19. ^ Seelen M. et al., Ann. Intern. Med., 1997, 126, 333
  20. ^ AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco, Nota Informativa 17 febbraio 2006, disponibile on line www.agenziafarmaco.it
  21. ^ Geert W. ‘t Jong, Thomas Einarson e Gideon Koren, Antidepressant use in pregnancy and persistent pulmonary hypertension of the newborn (PPHN): A systematic review, in Reproductive Toxicology, vol. 34, nº 3, 1° novembre 2012, pp. 293–297, DOI:10.1016/j.reprotox.2012.04.015. URL consultato il 30 dicembre 2016.
  22. ^ Shekoufeh Nikfar, Roja Rahimi e Narjes Hendoiee, Increasing the risk of spontaneous abortion and major malformations in newborns following use of serotonin reuptake inhibitors during pregnancy: A systematic review and updated meta-analysis, in DARU Journal of Pharmaceutical Sciences, vol. 20, nº 1, 1° novembre 2012, pp. 75, DOI:10.1186/2008-2231-20-75. URL consultato il 30 dicembre 2016.
  23. ^ H. Malm, Gestational Exposure to Selective Serotonin Reuptake Inhibitors and Offspring Psychiatric Disorders: A National Register-Based Study.
  24. ^ Salvatore Gentile, Prenatal antidepressant exposure and the risk of autism spectrum disorders in children. Are we looking at the fall of Gods?.
  25. ^ Serebruany V.L., Am. J. Med., 2006, 119, 113
  26. ^ Kylee A. Funk e Jolene R. Bostwick, A comparison of the risk of QT prolongation among SSRIs, in The Annals of Pharmacotherapy, vol. 47, nº 10, October 2013, pp. 1330–1341, DOI:10.1177/1060028013501994. URL consultato l'08 giugno 2017.
  27. ^ (EN) Katharine Barnard, Robert C. Peveler e Richard I. G. Holt, Antidepressant Medication as a Risk Factor for Type 2 Diabetes and Impaired Glucose Regulation, in Diabetes Care, vol. 36, nº 10, 1° ottobre 2013, pp. 3337–3345, DOI:10.2337/dc13-0560. URL consultato l'08 giugno 2017.
  28. ^ (EN) [Hyponatremia: from guidelines to clinical practice] (PDF Download Available), su ResearchGate. URL consultato l'08 giugno 2017.
  29. ^ (EN) Antidepressants and alcohol: What's the concern? - Mayo Clinic, in Mayo Clinic. URL consultato l'08 giugno 2017.
  30. ^ (EN) Katie Thomas e Michael S. Schmidt, GlaxoSmithKline Agrees to Pay $3 Billion in Fraud Settlement, in The New York Times, 02 luglio 2012. URL consultato il 29 agosto 2017.
  31. ^ (EN) L. McGoey e E. Jackson, Seroxat and the suppression of clinical trial data: regulatory failure and the uses of legal ambiguity, in Journal of Medical Ethics, vol. 35, nº 2, 1° febbraio 2009, pp. 107–112, DOI:10.1136/jme.2008.025361. URL consultato il 29 agosto 2017.
  32. ^ Wayne Kondro e Barb Sibbald, Drug company experts advised staff to withhold data about SSRI use in children, in CMAJ : Canadian Medical Association Journal, vol. 170, nº 5, 02 marzo 2004, pp. 783, DOI:10.1503/cmaj.1040213. URL consultato il 29 agosto 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michele Conte. Psicofarmaci. Usi e abusi, verità e falsi miti, caratteristiche ed effetti collaterali. Firenze, Eclipsi. ISBN 978-88-89627-06-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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