Disturbo d'ansia

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Avvertenza
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Disturbo d'ansia
Specialitàpsichiatria e psicologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
OMIM607834 e 607834
MeSHD001008
eMedicine286227

I disturbi d'ansia sono un insieme di disturbi mentali caratterizzati da forme di paura e di ansia ingiustificata o patologica che si accompagnano spesso a manifestazioni fisiche e che creano notevole disagio all'individuo.

Secondo i differenti sistemi nosografici, come DSM e ICD, esiste un'ampia varietà di disturbi d'ansia. I più comuni sono il disturbo d'ansia generalizzato (DAG), il disturbo di panico (DP), l'ipocondria, la fobia sociale, le fobie specifiche, il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) e il disturbo post traumatico da stress (DPTS). Spesso tali disturbi si accompagnano a quelli dell'umore.

Secondo le statistiche, fino al 30% delle persone soffriranno nel corso della loro vita di un disturbo d’ansia, con una prevalenza doppia nelle donne rispetto agli uomini e con i sintomi che generalmente insorgono prima dei 25 anni di età.

Cause[modifica | modifica wikitesto]

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

Una buona anamnesi e una visita medica o psicologica sono essenziali per la diagnosi iniziale di qualsiasi disturbo d'ansia.

I disturbi d’ansia devono essere distinti dalle fisiologiche sensazioni di ansia situazionali che colpiscono fisiologicamente gli individui. Uno dei criteri diagnostici è infatti la durata, che deve essere superiore ai sei mesi; inoltre deve compromettere significativamente il funzionamento dell’individuo e non essere rapportabile in termini di gravità alla causa scatenante.

Una storia familiare di disturbi d'ansia o altre malattie psichiatriche rafforza la probabilità di sviluppare un disturbo d'ansia. Altri fattori di rischio per lo sviluppo di disturbi d’ansia includono povertà, abusi sessuali e maltrattamenti. Vi è poi una forte associazione con altri problemi psichiatrici, compresi l'abuso di sostanze stupefacenti e la depressione, fattori che devono essere sempre valutati nel corso di una visita psichiatrica o psicologica.

Diagnosi per mezzo di esami[modifica | modifica wikitesto]

La diagnosi avviene comunemente attraverso un colloquio con uno specialista (psicologo o psichiatra) che ponendo specifiche domande e ascoltando i sintomi riferiti dai pazienti, diagnostica il disturbo.

A volte tipologia, gravità e progressi terapeutici vengono valutati anche attraverso la somministrazione di test specifici (come la scala Hamilton per l’ansia).

Attualmente non esistono indagini strumentali utilizzati nella pratica clinica per diagnosticare un disturbo d’ansia, anche se particolari alterazioni del funzionamento cerebrale possono essere evidenziate con tecniche di imaging (come PET). Nel 2005 un'équipe di ricercatori dell'Hebrew University di Gerusalemme sviluppò un metodo per valutare i disturbi d'ansia attraverso un esame del sangue. Il gruppo, guidato dal professor Hermona Soreg, decano della facoltà di Scienze alla Hebrew University, creò un indice che calcolava i livelli ottimali di AChE, BChE e PON in rapporto all'età, alla BMI e altri fattori rilevanti[senza fonte].

Disturbi d'ansia[modifica | modifica wikitesto]

Disturbo di ansia generalizzato[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Disturbo d'ansia generalizzato.

Il disturbo d'ansia generalizzato è un disturbo cronico comune che interessa due donne per ogni uomo colpito e può portare a una menomazione considerevole.[1] Come implica il nome, il disturbo di ansia generalizzato è caratterizzato da una ansia durevole che non è concentrata su un particolare oggetto o situazione. In altre parole è aspecifica o fluttuante. Le persone che hanno questo disturbo si sentono di temere qualcosa ma sono incapaci di esprimere specificatamente di che paura si tratti. Temono costantemente e trovano molto difficile controllare le loro preoccupazioni. A causa della tensione muscolare persistente e le reazioni autonomiche alla paura, possono sviluppare emicrania, palpitazioni, vertigini e insonnia. Questi disturbi fisici, combinati alla intensa ansia di lunga durata, rendono difficile il compito di affrontare le normali attività quotidiane.

Disturbo da panico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Attacchi di panico.

Con il disturbo di panico, una persona soffre di brevi attacchi di terrore e apprensione intensi che causano tremore e scosse, vertigini e difficoltà respiratorie. Chi è spesso colpito da improvvisi accessi di ansia intensa potrebbe essere afflitto da questo disturbo. L'APA, cioè American Psychiatric Association (2000), definisce l'attacco di panico come una paura o disagio che incomincia bruscamente e ha il suo picco in 10 minuti o meno.

Sebbene gli attacchi di panico qualche volta sembrino emergere dal nulla, generalmente capitano dopo esperienze spaventose, stress prolungato o perfino dopo esercizio fisico. Molte persone che hanno attacchi di panico (specialmente il primo) pensano di avere avuto un attacco di cuore e spesso finiscono dal loro medico o al pronto soccorso. Perfino se tutti gli esami risultano nella norma, le persone si preoccupano ancora, con le manifestazioni fisiche dell'ansia che da sole rinforzano il loro timore che ci sia qualcosa che non vada per il verso giusto nel corpo. La consapevolezza estrema di qualunque piccola cosa che capita o che cambia nel corpo può produrre dei momenti stressanti.[2]

I normali cambiamenti nella frequenza cardiaca, come quando si sale una rampa di scale verrà notata da un paziente di disturbo di panico e lo porterà a pensare che qualcosa non va con il cuore o che sta per avere un altro attacco di panico. Qualcuno comincia a preoccuparsi eccessivamente e lascia perfino il lavoro o si rifiuta di uscire di casa. Il disturbo di panico può essere diagnosticato quando diversi attacchi apparentemente spontanei portano l'individuo a essere preoccupato sui futuri attacchi. Una complicazione comune del disturbo di panico è l'agorafobia, ansia riguardo l'essere in una situazione da cui la via d'uscita è difficile o imbarazzante.[3] Altre fobie di larga diffusione sono la claustrofobia, ossia la paura dei luoghi e delle situazioni chiuse, e l'ipocondria, la paura di ammalarsi e/o di morire.

Fobia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Fobia.

Questa categoria riguarda una forte e irrazionale paura ed evitamento di un oggetto o situazione. La persona sa che la paura è irrazionale tuttavia l'ansia rimane. Il disturbo fobico differisce dal disturbo di ansia generalizzata e dal disturbo da panico perché vi è uno stimolo o situazione specifici che elicita una forte risposta di paura.

Disturbo ossessivo-compulsivo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Disturbo ossessivo-compulsivo.

Il disturbo ossessivo-compulsivo è un disturbo d'ansia caratterizzato da ossessioni e/o compulsioni. Le ossessioni sono pensieri o immagini angoscianti e ripetitivi che l'individuo spesso considera essere senza senso. Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi che la persona si sente costretta a compiere per alleviare l'ansia. Un esempio sarebbe l'ossessione di pulizia estrema e la paura di contaminazione che può portare alla compulsione di lavarsi le mani centinaia di volte al giorno. Un altro esempio può essere l'ossessione che la propria porta sia non chiusa a chiave, che può portare al costante controllare e ricontrollare le porte.[4]

Ipocondria[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ipocondria.

Anche l'ipocondria spesso viene considerata come una forma di disturbo d'ansia legata a una nevrosi sottostante.

Disturbi fisici collegati ad ansia[modifica | modifica wikitesto]

Oltre i disturbi psicologici ed emotivi, l'ansia può provocare somatizzazioni e sintomi a livello del SNC, come parestesie, fascicolazioni, tremore, astenia, nausea, vertigini.[5] Questo per diversi motivi:

Inoltre può esacerbare problemi fisici già esistenti (come problemi cardiovascolari o respiratori, quali asma e allergie).

Trattamenti[modifica | modifica wikitesto]

La terapia d'elezione per l'ansia consiste nella psicoterapia basata su tecniche cognitive e comportamentali o psicodinamiche e/o nella prescrizione di farmaci ansiolitici. Una combinazione delle due può essere più efficace di una delle due seguita singolarmente.

Le linee guida indicano come trattamento di prima linea la psicoterapia, specie nel caso di disturbi moderati o nei soggetti giovani, e solo successivamente la prescrizione di psicofarmaci. Di fatti, psicoterapia e trattamento farmacologico, mostrano in diversi studi una efficacia paragonabile.[6] La farmacoterapia si rende comunque necessaria nei casi più gravi.

Cambiamento degli stili di vita (come migliorare l’alimentazione, smettere di fumare, ridurre le cause di stress e fare sport) e tecniche di rilassamento (come la meditazione e gli esercizi di respirazione) sono spesso raccomandate ed in grado di migliorare notevolmente i sintomi. Ad esempio, smettere di fumare può indurre un miglioramento dei sintomi paragonabile a quello dei farmaci ansiolitici.[6]

Terapia farmacologica[modifica | modifica wikitesto]

I sintomi acuti dell'ansia sono spesso controllati con farmaci ansiolitici come le benzodiazepine che sono dei sedativi leggeri, agiscono rapidamente e determinano ansiolisi per disattivazione psichica. Il diazepam (valium) fu uno dei primi farmaci di questo tipo.

Ad oggi molti farmaci si sono aggiunti alla famiglia delle benzodiazepine, sono accomunati dall’avere uno stesso meccanismo d’azione ma una diversa farmacocinetica (rapidità e durata di azione). Solo due di questi sono approvati per gli attacchi di panico: Rivotril e Xanax. Tutte le benzodiazepine provocano assuefazione e dipendenza, insieme a disturbi cognitivi e sonnolenza, per cui l'uso prolungato deve essere attentamente monitorato da un medico. È molto importante inoltre che il paziente non interrompa la cura bruscamente per il rischio del verificarsi di sintomi da sospensione che possono configurarsi anche come un’improvvisa riemersione del disturbo trattato.

Altri farmaci, raccolti sotto la denominazione di ansiolitici atipici, vengono spesso utilizzati nel trattamento dei disturbi d’ansia specie quando è richiesto un trattamento prolungato, dato che rispetto alle benzodiazepine presentano una migliore tollerabilità nel lungo termine, assenza di sedazione e assuefazione ma generalmente una latenza d’azione che non ne permette l’uso occasionale e al bisogno. Di questi fanno ad esempio parte buspirone, etifoxina e tofisopam.

Molti antidepressivi, aldilà del nome, presentano significativi effetti ansiolitici e non possedendo generalmente effetti sedativi, di assuefazione e dipendenza sono preferiti nella gestione a lungo termine dei disturbi d’ansia. In particolare sono spesso prescritti gli antidepressivi SSRI (Selective Serotonin Reuptake Inhibitors) utilizzati sia per l’ansia cronica, gli attacchi di panico e i disturbi ossessivi specie nei pazienti che esibiscono sintomi di depressione clinica contemporaneamente a quelli d’ansia. Altri antidepressivi spesso utilizzati allo scopo per la loro tollerabilità ed efficacia sono gli antidepressivi di seconda generazione.

Altri farmaci formalmente approvati per il trattamento di altri disturbi presentano un significativo effetto ansiolitico, come ad esempio i beta-bloccanti che vengono a volte prescritti nel trattamento dei sintomi fisici associati all'ansia, come tremori e palpitazioni e l'insicurezza della "paura del palcoscenico"; alcuni anti convulsivanti come il pregabalin vengono prescritti come trattamento.

Molti studiosi sostengono che le benzodiazepine e altri farmaci sedativi ed anti-ansia siano eccessivamente prescritti, soprattutto alla luce dei potenziali rischi di assuefazione e dipendenza. Il fatto che la classe delle benzodiazepine portasse a sviluppare dipendenza diventò chiaro nella metà degli anni sessanta, quando il Valium (diazepam, la prima benzodiazepina approvata dalla Food and Drug Administration), portò rapidamente migliaia di persone a sviluppare i sintomi classici della dipendenza quando veniva usato costantemente per più di una settimana o due.

Psicoterapia[modifica | modifica wikitesto]

È stato dimostrato come la psicoterapia sia tra in trattamenti più efficaci nell'alleviare i disturbi dell'ansia, prevenire le recidive e ridurre le sue conseguenze sulla salute.[7]

Esistono molte diverse tecniche psicoterapeutiche per il trattamento dei disturbi d’ansia e che hanno dimostrato efficacia. Tuttavia esiste una certa soggettività personale alla risposta terapeutica così che una tecnica efficace per un paziente potrebbe non risultare ottimale per un altro soggetto con un'altra tipologia di disturbo.

Di queste ne fanno parte:

  1. Psicoterapia della Gestalt
  2. Psicoterapia ericksoniana
  3. Psicoterapia cognitivo-comportamentale
  4. Psicoanalisi o altri tipi di terapia psicodinamica
  5. Psicoterapia sistemico-relazionale
  6. Psicoterapia Umanistica e Transpersonale
  7. Psicoterapia Mindfullness Based

Psicoterapia cognitivo-comportamentale[modifica | modifica wikitesto]

La psicoterapia cognitivo-comportamentale è una delle più diffuse psicoterapie fra le psicoterapie brevi per la cura dell'ansia. L'obiettivo del terapeuta cognitivo-comportamentale è di ridurre il comportamento di evitamento e aiutare il paziente a sviluppare abilità di coping (fronteggiare le situazioni). Questo può comportare:

  • Sfidare credenze false o auto-lesionistiche
  • Sviluppare la sostituzione di pensieri negativi
  • Desensibilizzazione sistematica (usata principalmente per l'agorafobia e le fobie specifiche)
  • Fornire conoscenza al paziente che lo aiuterà a fronteggiare le situazioni (per esempio se qualcuno soffre di attacchi di panico, gioverà l'informazione che le palpitazioni in sé stesse, anche se rapide e prolungate sono del tutto innocue).

Bisognerebbe notare che, al contrario delle prescrizioni mediche, l'efficacia della terapia cognitivo-comportamentale dipende da vari fattori soggettivi come la competenza del terapeuta. Oltre alla terapia convenzionale, vi sono dei programmi cognitivo-comportamentali che i pazienti possono svolgere a casa come parte della loro cura.[7]

Altre strategie[modifica | modifica wikitesto]

  • Una varietà di integrazioni e farmaci senza ricetta sono anche usati per le loro presunte proprietà ansiolitiche, anche se vi sono poche prove che sostengono queste affermazioni. Alcuni ritengono che certe erbe abbiano principi attivi che svolgono funzione ansiolitica, quali la radice di valeriana o la camomilla. Le radici di Kaba hanno un assodato potere ansiolitico.
  • Il biofeedback è un metodo psicofisiologico la cui efficacia nel trattamento dell'ansia è supportata da numerosi studi scientifici.[8][9][10]. Sarkar e colleghi (1999)[11] hanno dimostrato che nei pazienti con disturbo d'ansia generalizzata la farmacoterapia e il biofeedback hanno effetti simili sulla riduzione dei sintomi.

Alcune attenzioni a sé stessi e le tecniche di rilassamento giocano un ruolo importante nell'alleviare i sintomi dell'ansia. Per esempio:

  • Una dieta appropriata – Questo comprende la riduzione del consumo di caffeina, zucchero e, in generale, un miglioramento delle abitudini alimentari. La riduzione della caffeina dovrebbe essere graduale. Alcuni che soffrono di ansia riferiscono riduzioni considerevoli nella loro ansia semplicemente prendendo queste misure.
  • Consapevolezza corporea - Riuscire a cogliere, interpretare e gestire le modifiche fisiologiche dell'organismo, attraverso un training appropriato e migliorando la relazione mente-corpo-emozioni con la Terapia Bioenergetica.
  • Esercizio fisico – Si pensa che un po' di esercizio allevi lo stress. Chi soffre d'ansia dovrebbe notare che le palpitazioni di cuore durante l'esercizio fisico possono scatenare un attacco di panico quindi, probabilmente, è meglio sviluppare gradualmente un esercizio di routine all'interno di un programma cognitivo-comportamentale.
  • Tecniche di respirazione.
  • Sonno appropriato.
  • Tecniche di rilassamento – Uno stato di rilassamento può essere raggiunto con l'aiuto di registrazioni di auto-ipnosi, training autogeno, yoga, riflessologia, meditazione. Ci sono una serie di libri specializzati nella gestione dello stress.
  • Gestione dello stress – Questo può comportare cambiamenti nello stile di vita e nella gestione del tempo. Ci sono un numero di libri specializzati nello stress management.
  • Strategie per affrontare gli attacchi di panico. Strategie specifiche per trattare con gli attacchi di panico, come una tecnica di respirazione adatta.
  • Gruppi di auto-mutuo aiuto (AMA): si basano sul modello dei gruppi alcolisti anonimi di matrice americana, con l'incontro di persone sofferenti lo stesso disagio in un luogo neutro con cadenza settimanale. Studi scientifici dimostrano che la dinamica di gruppo può sviluppare, grazie al confronto tra soggetti che si riconoscono nella identica situazione di sofferenza, un miglioramento dei sintomi e dei malesseri. Anche in Italia vi sono associazioni che hanno sviluppato le tecniche terapeutiche dell'auto mutuo aiuto (AMA) nel settore dell'ansia e dei disagi psichici correlati come agorafobia, attacchi di panico, ecc.
  • La ricerca del significato e dello scopo – L'ansia generalizzata residua può essere il risultato di una specie di noia dell'esistenza. Alcuni studi raccomandano di cercare un'occupazione che il paziente trovi significativa.
  • Le bevande alcoliche sono probabilmente le sostanze più usate per i tentativi di autoalleviamento dell'ansia, ma con importanti conseguenze negative. Coloro i quali soffrono d'ansia devono infatti essere messi in guardia sul fatto che l'alcol è anche un potente depressivo, e crea una pletora di effetti collaterali gravi e pericolosi, oltre a provocare assuefazione e dipendenza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Brawman-Mintzer & Lydiard, 1996, 1997
  2. ^ CENTER FOR THE TREATMENT AND STUDY OF ANXIETY, su med.upenn.edu.
  3. ^ Craske, 2000; Gorman, 2000
  4. ^ National Collaborating Centre for Mental Health (UK)., Core Interventions in the Treatment of Obsessive-Compulsive Disorder and Body Dysmorphic Disorder, su ncbi.nlm.nih.gov, PMID 21834191.
  5. ^ Somatizzazioni nell'ansia
  6. ^ a b (EN) Murray B. Stein, Jitender Sareen, Generalized Anxiety Disorder, su http://dx.doi.org/10.1056/NEJMcp1502514, 18 novembre 2015. URL consultato il 24 giugno 2019.
  7. ^ a b Cuijpers, P; Sijbrandij, M; Koole, S; Huibers, M; Berking, M; Andersson,, "Psychological treatment of generalized anxiety disorder: A meta-analysis.", DOI:10.1016/j.cpr.2014.01.002, PMID 24487344.
  8. ^ Leher, Paul and Vaschillo, Evgeny (2008). The Future of Heart Rate Variability Biofeedback. Biofeedback, 36 (1), 11-14.
  9. ^ Hurley, J. D., & Meminger, S. R. (1992). A relapse-prevention program: effects of electromyographic training on high and low levels of state and trait anxiety. Perceptual and Motor Skills, 74 (3 Pt 1), 699-705.
  10. ^ Moore, N. C. (2000). A review of EEG biofeedback treatment of anxiety disorders. Clinical EEG (electroencephalography), 31(1), 1.
  11. ^ Sarkar, P., Rathee, S. P., & Neera, N. (1999). Comparative efficacy of pharmacotherapy and bio-feedback among cases of generalised anxiety disorder. Journal of Projective Psychology & Mental Health, 6(1), 69-77

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Borgna, E. "Le figure dell'ansia", Feltrinelli, Milano 1997.
  • Bourne, E. J. Anxiety and phobia workbook
  • Rosen, J.B. & Schulkin, J. (1998): From normal fear to pathological anxiety - Psychological Review. 1998: 105(2); 325-350.
  • Seligman, M.E.P., Walker, E.F. & Rosenhan, D.L. (2001). Abnormal psychology, (4th ed.) New York: W.W. Norton & Company, Inc. 2001.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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