Opel Corsa A

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Opel Corsa A
Opel Corsa 1.0 S (9495998690).jpg
Descrizione generale
Costruttore Germania  Opel
Tipo principale berlina 2 volumi
Altre versioni Berlina 3 volumi
Produzione dal 1982 al 1993
Sostituisce la Opel Kadett City
Sostituita da Opel Corsa B
Esemplari prodotti 3.105.430[senza fonte]
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza da 3622 a 3990 mm
Larghezza 1532 mm
Altezza 1365 mm
Passo 2343 mm
Massa da 735 a 930 kg
Altro
Assemblaggio Figueruelas (Saragozza), Spagna
Stessa famiglia piattaforma GM 4200
Auto simili Autobianchi Y10
Citroën Visa ed AX
Fiat Uno
Ford Fiesta
Peugeot 205
Renault Supercinque
Talbot Samba
Volkswagen Polo
1986 Opel Corsa 1.0 S (9309795520).jpg

La Corsa A è un'automobile prodotta dalla Opel dal 1982 al 1993. La lettera "A", non presente nella denominazione ufficiale, è utilizzata per indicare la prima serie del modello.

Si tratta della prima vettura sviluppata e commercializzata da Opel nel settore delle cosiddette "utilitarie", indicato sul mercato europeo come segmento B. Nel Regno Unito è stata venduta sotto il marchio Vauxhall, con il nome di Nova.

Genesi e sviluppo del progetto[modifica | modifica wikitesto]

I primi prototipi per una piccola Opel furono realizzati già nel 1969. Già in quel periodo, infatti, la Casa di Rüsselsheim stava pensando ad una vettura di fascia bassa per andare a completare la gamma dei suoi modelli. Tutto questo anche in vista del lancio di modelli concorrenti, ormai vicini. Il segmento B di quei tardi anni sessanta, infatti, non era particolarmente rappresentato, non almeno quanto lo è oggigiorno. Le Case automobilistiche che annoveravano modelli di fascia utilitaria non erano molti: tra questi vi fu la Fiat 850 e, se vogliamo, la Mini e la Hillman Imp. Ma questo segmento di mercato stava per essere invaso dalle molte Case automobilistiche che avevano intravisto nuovi ed ancora seminesplorati sbocchi commerciali. In quel periodo furono infatti in fase avanzata di progetto molti modelli, come la Fiat 127 (destinata a sostituire proprio la 850), la Peugeot 104 e la Renault 5. Anche il gruppo GM, rappresentato in Europa dalla Opel, non volle perdere questo treno e si lanciò nel progetto di una nuova piccola da posizionare al di sotto della Kadett B. Poiché a quel tempo quasi tutte le auto del gruppo GM erano a trazione posteriore, fu creato uno specifico dipartimento dedicato allo sviluppo dei futuri modelli a trazione anteriore. In realtà esisteva già un modello a trazione anteriore fra i modelli del gruppo GM, ossia la Oldsmobile Toronado, ma la sua meccanica non poteva essere utilizzata per una piccola. Il gruppo di progettazione decise di guardare alla Mini come modello e ne acquistò un esemplare da un demolitore nei pressi di Rüsselsheim. Tutto il comparto meccanico dell'assale anteriore, con motore e trasmissione, fu usato per costruire il primo modello di studio.

Poiché non fu necessario, in questa prima fase, realizzare un'auto marciante, i tecnici si limitarono ad abbozzare la carrozzeria con una semplice struttura tubulare che poggiava sul pianale e avvolgeva la meccanica. Questa sorta di gabbia, comunque, già presentava i tratti di una piccola due volumi a due porte.

Come ulteriore sviluppo fu realizzato un modello in cui l'intera porzione frontale era connessa al resto della vettura mediante due strutture a travi incrociate sganciabili. Questa idea fu comunque scartata.
I primi veicoli di prova furono camuffati sotto la scocca della Kadett A. Alcuni avevano la trazione anteriore, mentre altri presentavano ancora quella posteriore. Tutte queste vetture avevano comunque una caratteristica in comune: l'evidente allargamento dei passaruota. Ciò era in relazione anche alla carreggiata più ampia.

I prototipi del 1969, però, non somigliavano granché alla futura utilitaria che avrebbe visto la luce solo tredici anni dopo, bensì ad un altro futuro modello della Casa tedesca, ossia la Kadett City. Il progetto fu portato avanti in misura notevole, tanto che venne realizzato anche un prototipo di nuovo motore tricilindrico da un litro da destinare al nuovo modello. Ma le difficoltà incontrate in fase di sviluppo del motore stesso fecero desistere i progettisti dall'effettuare ulteriori passi in avanti in tal senso.

Il progetto fu inizialmente appoggiato dall'allora capo di Opel, Elliot Estes, ma in seguito, né il manager americano né il comitato esecutivo della società ritenevano fosse necessario un quinto modello nella gamma Opel. Soprattutto non vi erano stabilimenti produttivi e, in seconda battuta, si stimava che non sarebbero stati raggiunti volumi di vendita sufficientemente elevati.

Il progetto "Mini Opel" fu cancellato, ma i progettisti continuarono a usare le idee in esso concepite: la Kadett D presentata nel 1979, prima vettura Opel con motore trasversale e trazione anteriore, deve parte del suo sviluppo ai progetti sperimentali dei primi anni settanta.

Finalmente nel 1977 l'azienda tornò a rispolverare l'idea di una piccola a trazione anteriore: a spingere nuovamente i vertici GM alla progettazione e sviluppo di una city-car Opel contribuì anche il tiepido riscontro commerciale ricevuto dalla Kadett City a cui andava aggiunto anche il successo delle piccole a trazione anteriore già presenti nel mercato e caratterizzate da ingombri più contenuti. Pertanto furono emanati due ordini di sviluppo: il primo per la progettazione della cosiddetta "S-car", il secondo per una nuova fabbrica a Saragozza, in Spagna.

Il progetto "S-car"[modifica | modifica wikitesto]

Per lo sviluppo della vettura fu stabilito un investimento pari a 300 milioni di Euro.

Una condizione posta per la nuova macchina fu che dovesse avere un'aerodinamica migliore della Kadett D (Cx=0,39) e dell'Ascona C (Cx=0,38). Quest'ultimo valore fu eguagliato dalla versione con carrozzeria a tre volumi, mentre l'obiettivo fu pienamente raggiunto con la carrozzeria a due volumi, che fece registrare un Cx di 0,36. Per la versione SR, grazie allo spoiler frontale e a quello in alto sul portellone posteriore, il valore di Cx scendeva a 0,35. L'aerodinamica della due volumi fu provata inizialmente su un modello in scala 1:15 nella piccola galleria del vento dell'Università di Stoccarda. I risultati provvisori così ottenuti furono successivamente analizzati con un modello reale nella galleria del vento di Pininfarina a Torino.

Gunter Zech, responsabile Opel per la sicurezza passiva, decise che la nuova piccola vettura dovesse offrire lo stesso livello di sicurezza delle auto più grandi. Gli esperti di crash test di GM usarono uno stratagemma per avanzare più rapidamente nello sviluppo. Costruirono frontali del veicolo in scala 1:2. Questi erano molto facili da maneggiare e potevano essere fatti con una piccola spesa e fornivano nondimeno informazioni precise sul comportamento deformativo. Crash test su vetture di pre-produzione furono eseguiti solo più tardi.

Ulteriori risparmi di tempo nei test di lunga durata furono conseguiti grazie al nuovo banco di prova multiassiale, che poteva simulare in laboratorio tutti i carichi in condizioni di guida. I dati necessari per questa prova furono rilevati con una vettura sul circuito di Dudenhofen e registrati su un disco magnetico. Quindi le analisi delle sollecitazioni furono riprodotte in laboratorio, con macchinari a pompe idrauliche.

Inoltre la Corsa fu provata al Nürburgring, ad Hockenheim e su un circuito in Italia. I test invernali furono condotti al circolo polare e quelli alle alte temperature in Spagna e Arizona.
I freni furono provati in parte in laboratorio e in parte in condizioni reali, al Großglockner in Austria e sullo Stelvio in Italia.

Anche i motori furono sottoposti a prove, ma non furono necessari collaudi approfonditi, poiché erano già utilizzati da tempo nella gamma Opel: il motore da 1 litro era sulla Kadett dal 1962; gli altri provenivano, leggermente modificati, da un'unità della famiglia OHC Four.

La decisione sul nome del nuovo modello non fu presa subito, tanto che inizialmente veniva chiamata anche "Junior", poi Opel selezionò il nome "Corsa" e lo registrò come marchio commerciale. Questo nome, in realtà, era già stato utilizzato dal gruppo GM, ma solamente come denominazione di versioni o allestimenti di altre vetture: il primo utilizzo avvenne nel mercato statunitense in occasione del lancio della seconda serie della Chevrolet Corvair, quella del 1964, a indicare le versioni con i motori più potenti; poi, nella primavera del 1982, il nome venne ripreso proprio da Opel, e questa volta per commercializzare in Europa una versione speciale della Kadett D, la Kadett Corsa appunto. Si trattava di un allestimento sportiveggiante in una fascia di prezzo conveniente, il cui nome preparava il lancio commerciale della nuova vettura compatta.

All'inizio del 1982 la Corsa fu presentata (senza denominazione vera, solo indicata come "A3") a clienti selezionati, perché potessero dare la loro opinione sulla nuova vettura, prima della presentazione definitiva al pubblico. Il nome "Corsa" fu poi reso noto da Opel nella primavera del 1982 assieme alla pubblicazione della prima fotografia ufficiale della nuova vettura, in realtà solo un'immagine ripresa dall'alto con il nome del modello sovrimpresso sul tetto dell'auto.

La nuova fabbrica in Spagna[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'approvazione del progetto di realizzare una piccola vettura, Opel firmò un accordo con il governo spagnolo per costruire una fabbrica per la produzione della nuova auto in Spagna. Ciò fu fatto anche per motivi di mercato, poiché a quei tempi la quota delle auto piccole costituiva solo il 12% del mercato tedesco, mentre in Spagna e in Italia arrivava al 44% e in Francia al 34%.

Per la fabbrica fu scelta la località di Figueruelas (vicino a Saragozza). Nel nuovo sito industriale furono creati 8.200 nuovi posti di lavoro. Visto che la disoccupazione era al 15% circa in questa regione, l'entusiasmo fu così grande che 80.000 persone presentarono la loro candidatura per la selezione.

Nel marzo del 1980 cominciarono i primi scavi e il 14 marzo, durante la cerimonia per l'inaugurazione dei lavori, Elliot Estes piantò un albero.

A maggio dello stesso anno furono completate le fondazioni dell'impianto delle presse per lo stampaggio delle lamiere. Il capannone delle presse copriva un'area totale di 50.000 .

In giugno furono avviati i lavori per la costruzione delle linee di montaggio.

Un anno più tardi tutte le linee di montaggio furono completamente installate e dopo l'accensione della centrale elettrica (a gas naturale) e dei trasformatori di proprietà dell'impianto, l'intera rete elettrica fu messa in attività.

La costruzione della nuova fabbrica avvenne in soli 899 giorni. In totale furono necessarie 1,5 milioni di ore lavorative per costruire il nuovo impianto produttivo. Tra le altre cose furono utilizzati 180.000 metri cubi di cemento e 36.000 tonnellate di acciaio, con un costo pari a 1,5 miliardi di Euro.

Nel gennaio 1982 furono prodotti nella nuova fabbrica i primi componenti: 2000 piastre per il montaggio dei cavi flessibili dei freni. Un mese dopo le diciotto presse entrarono in attività e fu prodotta la prima scocca per una Corsa.

Il 14 maggio 1982 F. Beickler, presidente di Adam Opel A.G., uscì dalle linee di montaggio alla guida della prima di venti Corsa "pilota". Queste vetture furono usate per la messa a punto delle linee di produzione.

A partire dal 7 giugno 1982 furono prodotti 1500 esemplari di pre-produzione.

Nel 1982 fu installato un totale di 150 robot con l'obiettivo di ottenere una produzione annuale di 270.000 Opel Corsa e Vauxhall Nova e per raggiungere questi numeri furono assunte altre 800 persone.

Il 30 agosto 1982 fu avviata la produzione di serie.

Presentazione e commercializzazione[modifica | modifica wikitesto]

Una Opel Corsa A TR

Al Salone dell'automobile di Parigi del 1982, che si tenne dal 30 settembre al 10 ottobre, la Opel Corsa fu presentata ufficialmente, mentre la vendita fu inizialmente limitata alla Spagna e alla Francia.

Due le versioni di carrozzeria, una due volumi con portellone posteriore e una classica tre volumi, denominata TR, più lunga di una trentina di centimetri. Entrambe erano dotate delle sole portiere anteriori (con deflettore fisso), ma si differenziavano per alcuni particolari: la due volumi a tre porte aveva i passaruota allargati dal carattere sportivo e la calandra a grossi listelli orizzontali integrata con il paraurti, mentre la TR mostrava passaruota con bordatura classica e una calandra a piccoli riquadri, separata dal paraurti.

Venivano offerti tre motori a carburatore: il motore 10S da 33 kW della famiglia "OHV Four" ad aste e bilancieri, il motore 12ST da 40 kW con distribuzione ad albero a camme in testa della famiglia "OHC Four" e, della stessa famiglia, il motore 13SB da 51 kW.

I motori da 1 e 1,2 litri erano equipaggiati di serie di un cambio manuale a quattro marce, mentre a pagamento era disponibile la trasmissione a cinque rapporti, fornita invece di serie con il motore da 1,3 litri.

Il telaio, al pari delle coeve Kadett D e Ascona C, prevedeva sospensioni anteriori a ruote indipendenti con schema MacPherson e, al retrotreno, un sistema a ruote interconnesse con ponte torcente e molle biconiche. Tutti i modelli avevano freni a disco sulle ruote anteriori e tamburi su quelle posteriori.

Una Vauxhall Nova

Erano previste tre varianti di allestimento, con disponibilità diverse a seconda dei mercati: quella di base, priva di denominazione specifica(disponibile per tutti e motori e le carrozzerie); quella intermedia, chiamata Luxus(prevista nei motori nelle carrozzerie della versione base); infine la Berlina, al vertice per finiture, equipaggiamenti e prezzo. Quest'ultima versione non è mai stata inclusa nella gamma italiana.

A novembre del 1982 la Opel Corsa vinse il premio Volante d'Oro per la propria classe.

La presentazione ufficiale della Opel Corsa in Germania avvenne il 25 febbraio 1983, con inizio delle vendite in marzo, mentre in aprile Vauxhall avviò le vendite della Nova, modello rimarchiato della Corsa.

Evoluzione della gamma[modifica | modifica wikitesto]

1983

Marzo: nella gamma viene offerta la versione sportiva SR equipaggiata con il motore 13SB.

Agosto: il motore 13SB viene dotato di controllo digitale del minimo.

Settembre: su tutti i modelli, l'impianto frenante riceve tamburi autoregistranti sulle ruote posteriori.

Autunno: introduzione nella gamma delle versioni 1.3 S, dotate del motore 13SB prima riservato alla sola versione SR.

Con 220.000 pezzi, la Corsa/Nova è la vettura più esportata dalla Spagna.

1984

Novembre: viene prodotta la Corsa nº 500.000.

Durante l'anno viene commercializzata la serie speciale Swing con dotazioni e prezzi di fascia bassa.

Nella propria categoria, la Corsa raggiunge una quota di mercato del 24% in Spagna e di oltre il 10% sul mercato europeo.

1985
La versione a cinque porte
La versione TR a quattro porte, prodotta sotto il marchio Vauxhall

Aprile: nuova gamma. Vengono introdotte le varianti con carrozzeria dotata di portiere posteriori, tre volumi a quattro porte e due volumi a cinque porte. Quest'ultima adotta la stessa calandra della versione a tre porte, ma a differenza di questa adotta i passaruota delle versioni tre volumi. Gli allestimenti cambiano denominazione adottando le sigle LS, GL(non 1.3) e GLS(solo 4 e 5 porte), nonché GT per il modello sportivo.

Settembre: nuovo modello 1.3i con marmitta catalitica, dotato del motore C13N ad iniezione elettronica "Multec" single point, gestione digitale del motore e sistema cut-off, con potenza massima di 44 kW.

Nel corso dell'anno, su tutti i motori da 1,2 litri viene modificato l'anello di tenuta anteriore dell'albero a gomiti, causa di perdite.

1986

Febbraio: introduzione di un nuovo motore da 1,3 litri a basse emissioni, l'unità 13NB a carburatore e priva di catalizzatore, con valori di potenza e coppia simili al motore C13N.

Aprile: per l'occasione del Campionato mondiale di calcio 1986 viene realizzata la serie speciale "Cup" (disponibile anche per la Kadett), caratterizzata dalla livrea bianca anche per i particolari in plastica come paraurti, mascherina, specchi retrovisori e coppe ruota. Specifiche di questa versione le decalcomanie esterne e i rivestimenti interni con i colori del reparto sportivo di Opel (giallo e grigio in due tonalità).

Agosto: a partire da questo mese Opel fornisce la garanzia di 1 anno sui ricambi delle principali componenti meccaniche. Nel corso dell'anno verrà fornita anche la copertura di 6 anni contro la corrosione della carrozzeria, slegata dall'esecuzione di trattamenti specifici.

Settembre: esce dalle linee di produzione la milionesima Corsa.

Novembre: la versione GT è disponibile anche con il motore C13N.

1987
Facelift 1987

Febbraio: per il solo mercato tedesco viene riproposta una versione denominata "Cup", stavolta a indicare un allestimento economico, disponibile con carrozzeria tre porte e motore da 1 o 1,2 litri.

Una Opel Corsa GT

Ottobre: face lifting. Su tutta la gamma viene adottata una nuova calandra, separata dal paraurti, con bordo spesso e sottili listelli orizzontali. Le versioni a due volumi adottano, sopra il vano portatarga, un nuovo maniglione in plastica che ingloba la serratura con pulsante per l'apertura del portellone. Sulle versioni a tre volumi, escono le versioni 2 porte(1.0 LS e GL) e la fascia scura che unisce i proiettori posteriori viene spostata in basso e ingrandita. La nuova gamma è composta da tre soli allestimenti: Swing, GL e GT, con dotazioni modificate.

Contemporaneamente viene lanciata la prima motorizzazione Diesel: la Corsa 1.5 D è dotata di un propulsore a gasolio da 1,5 litri e 37 kW di potenza massima, con alimentazione atmosferica, capostipite della serie 4EC, una piccola famiglia di motori realizzati per Opel dalla giapponese Isuzu (in quegli anni nell'orbita del gruppo GM). Questo motore è accoppiato di serie ad un cambio manuale a cinque marce.

1988

Maggio: commercializzazione del secondo modello Diesel della Corsa. Si tratta della versione sovralimentata del medesimo motore Isuzu, che grazie al turbocompressore raggiunge la potenza massima di 53 kW. A differenza della variante aspirata, questo propulsore è disponibile anche in allestimento GT. Appare l'allestimento di base 1.0 3p City.

Giugno: serie speciale (per alcuni mercati) "Steffi" dedicata ai successi della tennista Steffi Graf.

Settembre: nuova versione GSi, dotata del motore E16SE da 1,6 litri e 74 kW di potenza massima, alimentato con un sistema di iniezione Bosch LE Jetronic a controllo elettronico. Posta al vertice della gamma, questa versione sportiva è disponibile solo con carrozzeria a tre porte e presenta una telaistica adeguata alle caratteristiche prestazionali del motore, nonché un allestimento esclusivo. All'esterno i paraurti e gli specchi retrovisori sono in tinta con la carrozzeria, così come lo spoiler anteriore, che riprende quello integrato con il paraurti della GT. Rispetto a questa, le modanature di protezione laterali sono eliminate, mentre sono applicati dei profili sottoporta aerodinamici in plastica grigia, che riprendono quelli aggiunti sul bordo inferiore degli spoiler anteriore e posteriore; la calandra, anch'essa ripresa dalla versione GT, ha però il bordo in tinta con la carrozzeria e al centro riporta la scritta "GSi". Dietro, un ulteriore spoiler sempre in tinta con la carrozzeria, è posto sul portellone a cornice del lunotto, mentre sul portellone una fascia nera unisce i proiettori incorniciando la targa. Nell'abitacolo l'equipaggiamento prevede sedili avvolgenti in tessuto specifico, volante a tre razze e strumentazione con contagiri, manometro dell'olio e voltmetro.

1989

Ottobre: i motori da 1,3 litri sono sostituiti dalle nuove unità da 1,4 litri. Le versioni 1.4 S sono equipaggiate del motore 14NV a carburatore da 53 kW, mentre le 1.4 i sono dotate dell'unità C14NZ da 44 kW, con iniezione single point "Multec" e catalizzatore che in Italia sostituisce la 1.3 i nata a marzo nel solo allestimento Swing a 5 porte. Inoltre viene introdotta la versione con marmitta catalitica del modello GSi: è mossa dal nuovo motore C16SEi da 72 kW dotato di un sistema di controllo elettronico Bosch Motronic con funzione di auto-diagnosi. Appare l'allestimento Joy (base con tetto apribile 1.0 3/5 porte e 1.4 3 porte prodotta dal maggio 1989).

Dicembre: dall'impianto spagnolo di Figueruelas esce la duemilionesima Corsa.

1990

Febbraio: il motore 12ST è sostituito dall'unità 12NV. Il nuovo motore, sempre a carburatore, ha una potenza massima leggermente inferiore (da 40 a 38 kW) e, pur appartenendo alla medesima famiglia e dichiarando la stessa cilindrata del precedente, in realtà è molto diverso. Deriva infatti, per semplice riduzione dell'alesaggio, dal motore 14NV presentato l'anno precedente, rispetto al quale monta però un carburatore mono-corpo anziché doppio corpo.

Una Corsa A dopo il restyling del 1990

Luglio: viene esportato nella Repubblica Democratica Tedesca (la Germania Est) il primo esemplare di una Opel Corsa.

Settembre: restyling. Viene presentata la versione ristilizzata della Corsa/Nova; mentre all'interno la plancia è completamente nuova, all'esterno le modifiche, pur evidenti, non riguardano le lamiere. Cambia il frontale, caratterizzato da linee più arrotondate: nuovi fari più sottili con trasparente bianco per il lampeggiante e nuova calandra con bordo in tinta con la carrozzeria; lo stemma Opel passa sul cofano motore. Diversi anche i paraurti, dall'aspetto più massiccio e soprattutto quello anteriore integra lo spoiler coprendo la lamiera prima a vista; lievemente modificate anche le fasce paracolpi laterali.

Cambiano gli allestimenti, la cui disponibilità varia a seconda dei mercati: City(1.0 e 1.4 3 porte in alcuni paesi 1.2 4 porte, Swing(1.0 ,1.2,1.2 i 1.4 3,5 e 4 porte ,1.4 i e le diesel 4 e 5 porte), Joy(1.0 e 1.4 3 e 5 porte anche nel pacchetto sport pack simile alla GT dal 1/1990), GL(prevista nelle stesse carrozzerie della Swing tranne le 1.2 i e le 1.4 i), GT (1.4 3 porte allestimento sportivo) e GSi. Tra i motori appare la nuova unità C12NZ da 33 kW con iniezione single point "Multec" e catalizzatore con sonda "lambda".

1991

Viene presentata la prima generazione della Corsa ECO, versione il cui consumo medio omologato è pari a 6,1 litri/100 km.

1992

Ottobre: il 1° del mese viene prodotta a Saragozza la tremilionesima Corsa.

1993

Con la presentazione della nuova generazione, ha termine il ciclo commerciale della Corsa/Nova nei mercati dell'Europa Occidentale.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La Opel Corsa A (con la sua variante Vauxhall Nova) è stata prodotta unicamente nello stabilimento spagnolo di Figueruelas, in oltre tre milioni di esemplari, così distribuiti negli anni:

1982: 21.865
1983: 246.340
1984: 259.998
1985: 277.101
1986: 284.196
1987: 271.652
1988: 322.940
1989: 350.473
1990: 350.473
1991: 369.820
1992: 340.322
Totale: 3.105.430

La stragrande maggioranza della produzione ha riguardato le motorizzazioni a benzina, con i modelli a gasolio che in totale hanno superato di poco i duecentomila pezzi:

Diesel: 168.287
Turbo-Diesel: 50.176

Riepilogo caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito vengono riepilogate le caratteristiche relative alle varie versioni componenti la gamma della Corsa A. I dati relativi alla massa a vuoto si riferiscono alle versioni con carrozzeria a due volumi. Quelle con carrozzeria a 3 volumi, laddove previste, pesavano circa 25 kg in più.

Modello Anni di produzione Motore Cilindrata
cm³
Carburante Alimentazione Potenza
CV/rpm
Coppia Massima
Nm/rpm
Massa a vuoto Velocità Max
km/h
Accelerazione (0–100 km/h) Consumo (l/100 km)
Corsa 1.0 09/1982-10/1992 10S 993 Benzina Carburatore Weber 32TL 45/5400 66.7/3200 735 141 19"5 7.5
Corsa 1.2 03/1985-03/1987 12NC 1196 45/5000 78.5/2400 745 143 18"
03/1987-06/1989 E12GV
09/1982-10/1992 12ST Carburatore Pierburg 1B1 55/5600 90/2200 740 152 16" 8
09/1990-11/1992 C12NZ 52/5800 86/2600 - - - -
Corsa 1.2i cat. 09/1990-06/1994 C12NZ Iniezione
elettronica
45/5000 88/2400 800 143 18" 6.7
Corsa 1.3 02/1986-10/1989 13NB 1297 Benzina Carburatore Pierburg 1B1 60/5800 94/3200 750 155 15" 7.2
09/1984-10/1989 13SB 70/5800 101/3800 750 165 13" 6.5
09/1982-10/1989 13S 75/5800 - - - -
Corsa 1.3i Cat. 09/1985-10/1989 C13N Iniezione
elettronica
60/5400 96/3400 795 155 15" 7.1
Corsa 1.4 09/1989-10/1992 14NV 1389 Benzina Carburatore Pierburg 2E3 72/5600 108/3000 780 170 12" 6.8
Corsa 1.4i Cat 11/1989-10/1993 C14NZ Iniezione
elettronica
60/5600 103/2600 820 155 14"5 8
09/1991-07/1993 C14SE 82/5800 116/3400 780 175 11" -
Corsa 1.6i Cat. 03/1988-09/1991 C16NZ 1598 Benzina Iniezione
elettronica
75/5200 125/2600 785 168 12" 7.3
Corsa 1.6 GSi 09/1988-03/1992 E16SE 100/5600 135/3400 830 188 9"5 7.3
Corsa 1.6 GSi Cat. 10/1989-03/1992 C16SEI 98/5800 132/3400 870 188 11" 8.5
03/1992-06/1994 C16SE 100/5800 135/3400 - -
Corsa 1.5 D 08/1987-10/1993 4EC1 1488 Gasolio Iniezione
elettronica
50/4800 90/3000 835 155 17"5 6
Corsa 1.5 turbodiesel 05/1988-10/1993 T4EC1 67/4600 132/2600 850 165 13" 6.5

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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