Opel Calibra

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Opel Calibra
Opel Calibra 26.09.20 JM (2).jpg
Descrizione generale
Costruttore Germania  Opel
Tipo principale Coupé
Produzione dal 1989 al 1997
Sostituisce la Opel Manta
Sostituita da Opel Astra Coupé
Esemplari prodotti 238.647[1]
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4492 mm
Larghezza 1688 mm
Altezza 1320 mm
Passo 2600 mm
Massa da 1190 a 1375 kg
Altro
Stile Erhard Schnell
Wayne Cherry
Stessa famiglia Opel Vectra
Saab 900 Mk2
Auto simili Alfa Romeo GTV
Fiat Coupé
Ford Probe
Honda Prelude
Mazda MX-6
Mitsubishi Eclipse
Nissan 200SX
Toyota Celica
Volkswagen Corrado
Opel Calibra 2.0i Automatic (39903643144).jpg

L'Opel Calibra è una coupé di fascia media, prodotta dalla Casa automobilistica tedesca Opel dal 1989 al 1997. Lo stesso modello venne prodotto e commercializzato in Regno Unito come Vauxhall Calbra, in Australia come Holden Calibra e in Brasile come Chevrolet Calibra.

Storia e profilo[modifica | modifica wikitesto]

Genesi e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

A metà degli anni ottanta, l'Opel Manta B, coupé di fascia medio-alta in listino fin dal 1975, stava rapidamente perdendo clienti e i suoi dati di vendita stavano precipitando. Inoltre il mercato giapponese stava cominciando a invadere l'Europa con le sue coupé. Era chiaro che una vettura del genere, il cui progetto risale alla prima metà degli anni settanta non poteva più essere competitiva: il lungo periodo di tempo in cui la Manta B è rimasta in listino ha visto la concorrenza farsi molto più agguerrita e questo modello ha finito per diventare il meno appetibile del gruppo, anche a causa di motorizzazioni, come la 1.3, ormai tutt'altro che sportive. Non solo, ma la rapida diffusione di modelli compatti dalle prestazioni brillanti (le cosiddette GT e GTI dei segmenti B e C) gettò un'ombra ancora più pesante sulle coupé europee basate su progetti del decennio precedente. Divenne quindi necessaria la progettazione di un modello decisamente più moderno, più prestante, con contenuti adeguati e che desse l'addio a tutte quelle motorizzazioni asfittiche presenti nella gamma di base della Manta B.

Come base per la nuova coupé, Opel scelse quella della Vectra, la berlina sostituta dell'Ascona, il cui progetto era in fase di sviluppo, essendo stato avviato nel 1984. Il design della carrozzeria fu affidato all'allora capo del design Opel Erhard Schnell e ai suoi collaboratori, fra cui Wayne Cherry, che in quel periodo si stava occupando anche della stessa Vectra, sempre assieme al suo diretto superiore Schnell. Cherry impostò lo studio della carrozzeria del nuovo modello alla galleria del vento, per ottenere una linea molto profilata. Anche per quanto riguardava la gamma motoristica, la nuova vettura doveva rompere con un passato fatto di motorizzazioni piccole, poco potenti e quindi anche poco attraenti dal punto di vista commerciale. Senza nessun compromesso, si scelse di prendere come motorizzazione base un 2 litri da 115 CV. Nel 1989, la nuova vettura era pronta all'esordio. Il nome Calibra venne coniato da Manfred Gotta, un imprenditore e copywriter indipendente che durante gli anni ottanta e novanta ideò anche altre denominazioni per altri modelli di auto (Twingo, Smart o la stessa Vectra). La presentazione avvenne al Salone di Francoforte nell'autunno del 1989.[2][1]

Design esterno e interno[modifica | modifica wikitesto]

La silhouette di una Calibra

Quasi a volersi distaccare nettamente dalle linee delle paciose coupé prodotte fino a quel momento (non solo dalla Opel), Wayne Cherry riuscì a disegnare una linea assolutamente moderna e filante, molto meno esile rispetto alla Manta, con una diversa distribuzione dei volumi. Il lavoro di affinamento svolto alla galleria del vento permise di ottenere un Cx pari a 0,26, un risultato notevole per quegli anni. Il frontale appuntito ma non spigoloso era caratterizzato da sottili gruppi ottici poliellissoidali di forma rettangolare a sviluppo orizzontale che conferirono una personalità particolare alla nuova coupé di casa Opel, più moderna anche rispetto alla stessa concorrenza, che nel 1989 era costituita quasi esclusivamente da modelli giapponesi, come la Nissan 200 SX o la Toyota Celica. La vista laterale permetteva di apprezzare visivamente e appieno il risultato ottenuto alla galleria del vento: il profilo affusolato della parte frontale, il parabrezza assai inclinato, l'assenza di montanti centrali, i montanti anteriori e posteriori che formavano una linea ad arco con il profilo del tetto, il padiglione dall'andamento sinuoso e raccordato con la corta coda raccolta e infine la linea di cintura più alta e discendente verso la parte anteriore per conferire più imponenza al corpo vettura, ma nello stesso tempo anche più slancio. La parte posteriore, oltre a evidenziare anche la forte inclinazione dell'ampio lunotto, era dominata dai grandi gruppi ottici trapezoidali.

L'abitacolo della Calibra era spazioso per la categoria: il divanetto posteriore offriva più spazio ai passeggeri rispetto alle concorrenti[3]. Il posto guida, sobrio ed elegante per gli standard dell'epoca, era corredato di computer di bordo e di un volante a 4 razze. La strumentazione comprendeva tachimetro, contagiri, termometro acqua e indicatore livello carburante. Il bagagliaio aveva una capacità di 300 litri con i sedili tutti in posizione, per arrivare a 900 litri una volta abbattuto lo schienale posteriore.

Struttura, meccanica e motori[modifica | modifica wikitesto]

La base meccanica su cui nacque la Calibra era condivisa con la prima generazione della Vectra, per cui da essa vennero mutuati gli schemi e le soluzioni relativi alla meccanica telaistica, benché opportunamente ricalibrata in funzione di un più sportivo. Intatta quindi l'architettura meccanica generale del tipo a motore anteriore trasversale e a trazione anteriore (anche se in seguito sarebbero arrivate anche delle versioni a trazione integrale). La struttura a scocca portante si avvaleva anche di telaietti ausiliari per il sostegno dei due gruppi sospensivi: l'avantreno era di tipo MacPherson, mentre il retrotreno era a ruote interconnesse. Molle elicoidali, ammortizzatori idraulici telescopici e barre stabilizzatrici erano presenti su entrambi gli assi. L'impianto frenante prevedeva dischi autoventilanti all'avantreno e pieni al retrotreno, con ABS di serie per tutte le motorizzazioni, mentre lo sterzo era del tipo a cremagliera.

Al suo esordio, la Calibra fu prevista in due motorizzazioni a benzina da 2 litri:

Tutti i motori erano a iniezione e dotati di catalizzatore. Il cambio era di tipo manuale a 5 marce, ma a richiesta era previsto un cambio automatico a 4 rapporti con convertitore di coppia.

Evoluzione della gamma[modifica | modifica wikitesto]

Calibra restyling; notare il logo posto ora nella griglia frontale

La commercializzazione della Calibra fu avviata nel novembre del 1989, mentre la produzione, iniziata nel 1990, venne inizialmente avviata nello stabilimento tedesco di Rüsselsheim. Data la natura di nicchia del modello in sé e dato anche il trend negativo a cui nei tardi anni ottanta era soggetto il segmento delle coupé di fascia media, la casa tedesca preventivò di produrne circa 20 000 esemplari l'anno. In realtà il successo fu tale che nel solo primo anno di commercializzazione ne vennero prodotti 29 431 esemplari, per arrivare a circa 60 000 nel secondo anno. Un simile risultato colse di sorpresa la stessa Opel, la cui direzione delegò parte della produzione allo stabilimento Valmet di Uusikaupunki, in Finlandia. Tale risultato commerciale gettò i presupposti per l'ampliamento della gamma.

Per questo, se alla fine del 1991 gli esemplari prodotti furono già 97 433, nel marzo dell'anno successivo venne proposta un'evoluzione dotata di un motore sovralimentato mediante turbocompressore, che scaricava la sua potenza massima di 150 kW (204 CV) mediante un nuovo cambio a 6 marce (con sesta di potenza) e soprattutto mediante le 4 ruote motrici. Il motore che la equipaggia, il C20LET, è direttamente derivato dalla versione 2.0 16v aspirata, il C20XE da 110 kW (150 CV) già presente in gamma fin dall'esordio. Nasce così la Calibra 2.0 16V Turbo 4x4, dotata di prestazioni di rilievo (245 km/h, da zero a cento km/h in 6"8) ed ecologica (catalizzatore metallico di serie). In questo sistema di trazione integrale, un dispositivo elettro-pneumatico alimentato dal fluido del servosterzo e iniettato a controllo elettronico nel ripartitore permetteva una suddivisione variabile della coppia motrice trasmessa ai due assali ruote e addirittura di disinserire del tutto la trazione sulle ruote posteriori. La trazione integrale venne tuttavia proposta a richiesta anche in abbinamento alle altre due motorizzazioni presenti in gamma.

Retro di una Calibra restyling

Nonostante il mercato giapponese stesse proponendo sempre più modelli (oltre alle già citate Toyota Celica e Nissan 200 SX, furono introdotte anche la Mitsubishi Eclipse e la Honda Prelude), la Calibra non sembrò accusare di molto la concorrenza e continuò a raccogliere consensi confrontandosi anche con altri modelli europei come la Fiat Coupé e la Volkswagen Corrado. Nel 1993 venne introdotta una nuova versione della Calibra denominata Color Edition; si distingueva per le nuove tinte, era dotata di interni in pelle e proponeva una nuova gamma di cerchi in lega a cinque raggi. Sempre nel 1993, fece la sua comparsa anche l'airbag, prima solo per il conducente poi anche per il passeggero.

Nel 1994 tutta la gamma beneficiò di un lieve restyling: per l'occasione venne installato sulla vettura un V6 da 2,5 litri capace di erogare una potenza di 125 kW (170 CV). Si apre così l'era dei motori Ecotec, che si contraddistinguono per un livello di inquinamento inferiore alle precedenti motorizzazioni, anche se meno prestanti. In quest'ottica va compresa la sostituzione del 2 litri bialbero da 150 CV con il nuovo 2 litri Ecotec da 136 CV. La versione con il 2 litri turbocompresso rimane invariata, ma il venne rinominato "ecotec" per motivi commerciali. Fu però tolta di listino nell'estate del 1996 in quanto non più compatibile con l'imminente normativa Euro 2. Assieme a questa motorizzazione scomparve dal listino anche il 2 litri monoalbero, sempre per lo stesso motivo.

La produzione della Calibra terminò nell'estate del 1997 con un ammontare di 238 647 esemplari prodotti (di cui 3 385 esempari totali a trazione integrale e 12 015 esemplari con motore 2.5 V6[4]), anche se per breve tempo Opel dovette addirittura riprendere una produzione supplementare in Finlandia per soddisfare la domanda[1]. La Calibra non ebbe mai un'erede diretta che ne riprendesse il testimone: la contemporanea Opel Tigra apparteneva infatti a un segmento inferiore. Per dimensioni la Opel Astra Coupé (derivata dalla 2ª serie della berlina omonima) si potrebbe collocare come sostituta, ma solo sotto alcuni punti di vista, essendo anche l'Astra di fascia inferiore.

Riepilogo caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Opel Calibra (1989-97)
Modello Motore Cilindrata Alimentazione Potenza
CV/rpm
Coppia
Nm/rpm
Trazione Cambio/
N°rapporti
Massa a vuoto
(kg)
Velocità
max
Acceler.
0–100 km/h
Consumo
(L/100 km)
Anni di produzione
Versioni a benzina
Calibra 2.0i C20NE 1998 Iniezione elettronica indiretta Bosch Motronic M1.5 o ML4.1 116/5200 170/
2600-3000
Anteriore Manuale
5 marce
1 190 205 10" 8,3 11/1989-07/1996
Calibra 2.0i 4x4 Integrale 1 270 198 11" 9,1 03/1992-07/1996
Calibra 2.0i 16v X20XEV Iniezione elettronica indiretta Bosch M2.8 136/5600 185/4000 Anteriore 1 300 215 9"5 7,9 02/1994-06/1997
C20XE Iniezione elettronica indiretta Bosch M2.5 150/6000 196/
4600-4800
1 215 223 8"5 7,8 11/1989-02/1994
Calibra 2.0i 16v 4x4 Integrale 1 275 215 9"5 8,7 03/1992-02/1994
Calibra 2.0i 16v Turbo 4x4 C20LET Iniezione elettronica indiretta Bosch Motronic M2.7, turbocompressore KKK-16 e intercooler aria/acqua 204/5600 280/2400 Manuale
6 marce
1 350 245 6"8 9 03/1992-07/1996
Calibra 2.5 V6 C25XE 2498 Iniezione elettronica indiretta Bosch Motronic M2.8 170/6000 227/4200 Anteriore Manuale
5 marce
1 355 237 7"8 8,7 04/1993-07/1996
X25XE Iniezione elettronica indiretta Bosch Motronic M2.5 230/3200 07/1996-06/1997

Attività sportiva[modifica | modifica wikitesto]

Opel Calibra 4x4 Turbo impegnata in un rally

La Calibra ha avuto una sua carriera sportiva non priva di grandi soddisfazioni. Le competizioni a cui ha partecipato furono svariate, ma quella più degna di nota fra tutte è stato il DTM tedesco, competizione in cui nel 1994 la Calibra del Team Rosberg si piazzò al terzo posto, pilotata da Klaus Ludwig, mentre due anni più tardi, nel 1996, la nuova e più potente V6 4x4 da 500 CV si afferma con nuove vittorie, sempre nel DTM. Alla fine della stagione Manuel Reuter diviene campione nei piloti e Opel nei costruttori.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Opel Calibra, tutto iniziò 25 anni fa, su repubblica.it, 8 settembre 2014. URL consultato il 13 settembre 2017.
  2. ^ Ruoteclassiche, novembre 2014, Editoriale Domus, pag.80
  3. ^ Ruoteclassiche, novembre 2014, Editoriale Domus, pag.82
  4. ^ Opel Fahrzeug-Chronik Band 2, Eckhart Bartels / Rainer Manthey, 2013, Podszun, pag.108

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ruoteclassiche, novembre 2014, Editoriale Domus
  • EpocAuto, gennaio 2021

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