Lo schiavo dell'oro
Lo schiavo dell'oro (Scrooge) è un film del 1951 diretto da Brian Desmond Hurst.
Il film è la più celebrata tra le numerosissime versioni cinematografiche e televisive del romanzo Canto di Natale di Charles Dickens, grazie soprattutto alla straordinaria interpretazione di Alastair Sim nel ruolo di Ebenezer Scrooge.[1] Più di ogni altro, l'attore scozzese riuscì a tratteggiare la complessa personalità e la psicologia del personaggio, sottolineandone le fragilità, le timidezze, la solitudine, l'umorismo e soprattutto il suo represso bisogno di affetto. La sceneggiatura sfrutta a pieno le qualità dell'attore soffermandosi in particolare a ricostruire le vicende di vita che hanno portato Scrooge ad essere quello che è, e alla sua infelicità presente.
Il film ebbe subito grande diffusione e successo internazionale. È tutt'oggi uno dei film natalizi più frequentemente trasmessi dalle televisioni di tutto il mondo.[2]
Trama
[modifica | modifica wikitesto]A Londra, durante la vigilia di Natale, l'avaro banchiere Ebenezer Scrooge dice ai suoi colleghi che non ha alcuna intenzione di festeggiare il Natale.Si rifiuta di fare donazioni a due uomini che raccolgono fondi per i poveri. Suo nipote, Fred, lo invita a cena il giorno dopo, ma Scrooge rifiuta, denigrando Fred per essersi sposato e prendendolo in giro per il suo insuccesso. Concede a malincuore al suo impiegato maltrattato, Bob Cratchit, il giorno libero per Natale, ma gli impone di presentarsi al lavoro presto il giorno dopo.
Scrooge torna a casa e riceve la visita del fantasma del suo defunto socio, Jacob Marley, morto sette anni prima. Il fantasma di Marley avverte Scrooge che deve cambiare vita o sarà condannato a vagare per la terra in agonia per le azioni egoistiche commesse in vita. Marley annuncia che Scrooge riceverà la visita di tre spiriti, il primo dei quali arriverà all'una di notte. Spaventato, Scrooge si rifugia nel suo letto.
Come preannunciato, arriva il fantasma del Natale passato, che porta Scrooge indietro nel tempo. Lo si trova da solo a scuola, indesiderato dal padre dopo la morte della madre durante il parto. L'amata sorella Fan arriva per riportarlo a casa, raccontando a Ebenezer che il padre ha cambiato idea nei suoi confronti. Lo Spirito mostra poi a Scrooge la festa di Natale annuale organizzata dal suo ex-datore di lavoro, Fezziwig. Scrooge osserva il suo io più giovane fare la proposta di matrimonio alla sua amata Alice, che accetta. Gli viene poi mostrato come sia tentato di lasciare l'azienda di Fezziwig per entrare in un'altra gestita dal signor Jorkin.
Scrooge assiste alla morte di Fan dopo aver dato alla luce Fred e scopre di essersi perso le sue ultime parole, in cui gli chiedeva di prendersi cura di suo figlio. Il suo io più giovane si unisce a Jorkin e incontra Jacob Marley. L'azienda di Jorkin acquista l'azienda di Fezziwig e Alice rompe il fidanzamento con Scrooge a causa della sua crescente ossessione per il denaro. Quando si scopre che Jorkin ha sottratto fondi alla società ormai in bancarotta, Scrooge e Marley colgono l'occasione per acquistarne le azioni. Una vigilia di Natale di sette anni prima, Scrooge si rifiuta di vedere Marley fino alla fine della giornata lavorativa e arriva proprio mentre il suo amico muore da solo al freddo. Lo Spirito rimprovera Scrooge per aver preso i soldi e la casa di Marley, e uno Scrooge vergognoso si ritrova di nuovo nel suo letto.
Scrooge riceve poi la visita dello Spirito del Natale Presente che lo porta a vedere come gli "uomini di buona volontà" celebrano il Natale. Lo spirito mostra a Scrooge i poveri minatori che cantano gioiosamente canti natalizi e poi lo porta a casa di Bob Cratchit. Scrooge chiede se il loro figlioletto malato, il piccolo Tim, sopravviverà alle sue disabilità fisiche. Lo Spirito insinua che non sopravviverà a meno che il futuro non cambi, ma si chiede perché Scrooge dovrebbe prendersi cura della "popolazione in eccesso" (sputandogli in faccia le stesse parole che Ebenezer aveva detto ai due uomini per la raccolta di beneficienza il giorno precedente). Scrooge e lo spirito vanno poi alla festa di Natale di Fred, dove Fred difende Scrooge dalle critiche dei suoi ospiti.
Lo spirito mostra poi Alice, ormai anziana, che lavora in un ospizio per poveri, dove assiste malati e senzatetto. Lo Spirito mostra a Scrooge due bambini emaciati, personificando l'Ignoranza e la Miseria. Quando Scrooge si mostra preoccupato per il loro benessere, lo Spirito flagella l'avaro con le sue stesse parole: "Non ci sono prigioni? Non ci sono ospizi?"
Infine, Scrooge incontra lo Spirito del Natale Futuro, che gli mostra i Cratchit in lutto per la morte del piccolo Tim. Tre persone, tra cui la donna delle pulizie di Scrooge, la signora Dilber, vendono i beni di un uomo morto, e due uomini d'affari scherzano dicendo che parteciperanno al funerale dell'uomo solo se verrà offerto il pranzo. Quando gli viene mostrata una lapide con il suo nome, Scrooge implora lo Spirito di concedergli una seconda possibilità; poi si risveglia nel suo letto.
Scrooge scopre che è Natale e si rende conto con gioia di avere ancora l'opportunità di fare ammenda. Sebbene la signora Dilber sia inizialmente spaventata dalla sua trasformazione, Scrooge la rassicura e le concede un giorno libero retribuito. Acquista anonimamente un tacchino per i Cratchit e glielo spedisce. Visita a sorpresa il nipote Fred e cena con lui e il resto della famiglia. Il giorno dopo, Scrooge fa uno scherzo a Bob Cratchit, fingendo di essere arrabbiato per il ritardo, ma invece afferma che aumenterà lo stipendio di Bob e aiuterà la sua famiglia. Scrooge ora incarna lo spirito natalizio e diventa un secondo padre per il piccolo Tim, che riesce a guarire.
Produzione
[modifica | modifica wikitesto]Il film fu prodotto nel Regno Unito da George Minter Productions e Renown Pictures Corporation.
Distribuzione
[modifica | modifica wikitesto]Il film uscì nelle sale cinematografiche britanniche il 28 novembre 1951, distribuito dalla Renown Pictures Corporation, e pochi giorni dopo, il 28 novembre, negli Stati Uniti, per opera di United Artists.
Fu reso disponibile in VHS nel 1989 e quindi in DVD nel 2004.[3]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Guida, A Christmas Carol and Its Adaptations, pp.102-109.
- ↑ Mark Connelly, Christmas at the Movies, London: I.B. Tauris, 2000.
- ↑ (EN) Lo schiavo dell'oro, su IMDb, IMDb.com.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Fred Guida, A Christmas Carol and Its Adaptations: Dickens's Story on Screen and Television, McFarland & Company, 2000. ISBN 0-7864-0738-7.
- (EN) James Chapman, "God Bless Us, Every One: Movie Adaptations of A Christmas Carol", in Mark Connelly, Christmas at the Movies: Images of Christmas in American, British and European Cinema, I.B.Tauris, 2000, pp. 9–37 ISBN 978-1-86064-397-2.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Lee Pfeiffer, A Christmas Carol, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- Lo schiavo dell'oro, su Cinematografo, Fondazione Ente dello Spettacolo.
- Lo schiavo dell'oro, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- (EN) Lo schiavo dell'oro, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Lo schiavo dell'oro, su AllMovie, All Media Network.
- (EN) A Christmas Carol, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC.
- (EN, ES) Lo schiavo dell'oro, su FilmAffinity.
- (EN) Lo schiavo dell'oro, su Box Office Mojo, IMDb.com.
- (EN) Lo schiavo dell'oro, su TV.com, Red Ventures (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2012).
- (EN) Lo schiavo dell'oro, su AFI Catalog of Feature Films, American Film Institute.
- (EN) Lo schiavo dell'oro, su BFI Film & TV Database, British Film Institute (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2018).
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