Impero russo

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Impero russo
Impero russo – Bandiera Impero russo - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Motto: Съ нами Богъ!
S" nami Bog"!
Con noi Dio!
Impero russo - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Российская империя
Rossijskaja imperija
Lingue ufficiali Russo pre-rivoluzionario
Lingue parlate Lingue regionali riconosciute: Finlandese, Svedese, Polacco
Inno Dio salvi lo Zar
Capitale San Pietroburgo (1721-1728, 1731-1917)
Altre capitali Mosca
(1729-1730)
Politica
Forma di Stato Impero
Forma di governo Monarchia assoluta (1721-1905)
Monarchia costituzionale (19051917)
Organi deliberativi Duma (dal 1906)
Nascita 1721 con Pietro I
Causa elevazione a impero
Fine 1917 con Nicola II di Russia[1]
Causa Rivoluzione di Febbraio
Territorio e popolazione
Bacino geografico Europa orientale, Asia, Nord America
Massima estensione 24 709 825 km² nel 1866
Popolazione 178 378 800 nel 1910[2]
Economia
Valuta Rublo
Religione e società
Religioni preminenti Chiesa ortodossa russa
Religioni minoritarie Ebraismo, Buddismo, Animismo, Cattolicesimo, Protestantesimo
Impero russo - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da Flag of Russia (1668).svg Regno russo
Succeduto da Russia Repubblica Russa
Flag of the German Empire.svg Ober Ost
Flag of Japan (1870-1999).svg Giappone
Flag of the Mountainous Republic of the Northern Caucasus.svg Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale

L'Impero russo (in russo, ortografia del tempo: Россійская Имперія; ortografia attuale: Российская империя, Rossijskaja imperija) fu l'organismo statale che per volontà di Pietro I il Grande (1682-1725) governò la Russia zarista dal 1721 fino alla deposizione di Nicola II (1894-1917) a seguito della Rivoluzione di febbraio del 1917.

Venne preceduto dal regno degli zar moscoviti e seguito dall'Unione Sovietica. Tutti gli zar dell'Impero appartennero alla famiglia dei Romanov. La Russia del periodo in questione viene spesso indicata come Russia imperiale e, dal punto di vista territoriale, fu tra i più grandi della storia: nel 1866 si estendeva su tre continenti (Europa, Asia e Nord America), confinando tanto con la Prussia quanto con la Provincia del Canada (Impero britannico), affacciandosi sia sul mar Baltico sia sull'oceano Pacifico.

Economicamente, l'impero era pesantemente legato all'agricoltura, con una bassa produttività ed una forte presenza di servitù della gleba sino a quando questa non venne abolita definitivamente nel 1861. L'economia col tempo seppe industrializzarsi con l'aiuto di investimenti stranieri nelle ferrovie e nelle fabbriche. La terra venne perlopiù governata dalla nobiltà locale (boiardi) dal X al XVII secolo e formalmente era governata dall'imperatore che aveva appunto il nome di zar. Lo zar Ivan III (1462–1505) preparò il terreno per accogliere le riforme dei secoli successivi: egli triplicò il territorio del suo stato, pose fine alla dominazione dell'Orda d'oro, rinnovò il Cremlino di Mosca e fondò le principali istituzioni dello stato russo. Lo zar Pietro il Grande (1682–1725) combatté numerose guerre e costruì un impero moderno e forte al punto da imporsi come una tra le maggiori potenze europee della sua epoca. Egli spostò la caitale da Mosca alla sua nuova città di San Pietroburgo e rimpiazzò i tradizionali e medievali modelli sociali e politici con un sistema razionalista ispirato al modello occidentale.

Caterina la Grande (1761–1796) regnò durante l'epoca d'oro della Russia: ella si preoccupò di espandere rapidamente la nazione con la conquista, la colonizzazione e la diplomazia. Continuò l'opera di modernizzazione introdotta da Pietro il Grande seguendo linee europeiste. Lo zar Alessandro II (1855–1881) promosse numerose riforme tra cui quella relativa all'emancipazione di 23.000.000 di servi nel 1861. La sua politica nell'Europa orientale fu quella di proteggere i locali cristiani ortodossi che si trovavano a vivere sotto il governo dell'Impero ottomano. Questo coinvolgimento ed altri portarono la Russia a entrare nella Prima guerra mondiale nel 1914 ed a schierarsi con Francia, Gran Bretagna e Serbia contro Germania, Austria ed Impero ottomano. La Russia rimase una monarchia assoluta sino alla Rivoluzione del 1905 e quindi divenne una monarchia costituzionale. L'impero collassò durante la Rivoluzione di febbraio del 1917 in gran parte a causa della fallimentare partecipazione dello stato alla Grande guerra.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Questa voce è parte della serie
Storia della Russia

L'Impero russo venne ufficialmente proclamato da Pietro I a seguito del Trattato di Nystad (1721), anche se alcuni storici asseriscono che esso possa considerarsi fondato quando Ivan III di Russia conquistò Novgorod o addirittura quando Ivan il Terribile conquistò il Khanato di Kazan. Secondo un altro punto di vista, lo zarato, che venne introdotto a partire dall'incoronazione di Ivan IV nel 1547, era una parola all'epoca già utilizzata per indicare l'impero, mentre Pietro il Grande semplicemente la estese e la latinizzò. Gran parte dell'espansione dei confini della Russia avvenne peraltro nel XVII secolo, culminando con la prima colonizzazione russa nel Pacifico a metà del XVIII secolo e con la Guerra russo-polacca (1654–67) che permise di incorporare la parte occidentale dell'Ucraina oltre a favorire la conquista russa della Siberia.

Inizi dell'Impero[modifica | modifica wikitesto]

Pietro il Grande, Caterina I, Anna ed Elisabetta e le rivoluzioni di Palazzo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Pietro il Grande e Rivoluzioni di palazzo.
Pietro I il Grande fu il fondatore dell'Impero russo e rinominò ufficialmente Zarato di Russia l'Impero russo nel 1721 e ne fu lui stesso il primo imperatore, per poi portare avanti delle riforme di governo che portarono alla trasformazione della Russia in una delle maggiori potenze europee

Pietro I il Grande (1672–1725) introdusse in Russia l'autocrazia e giocò un ruolo importante introducendo la sua nazione nel sistema di stati europei. Ad ogni modo, questa vastissima distesa di terra con una popolazione di 14.000.000 di abitanti, aveva solo poche parti destinate alla coltivazione di grano ed erano perlopiù situate ad ovest,[3] e quasi tutta la popolazione vi era dedita. Solo una piccola percentuale viveva nei villaggi. La classe dei kholop, praticante lo schiavismo, rimase una delle maggiori istituzioni in Russia sino al 1723 quando Pietro I decise di convertire gli schiavi in servi della gleba, includendoli nella tassazione.

I primi sforzi militari di Pietro I vennero diretti contro i turchi ottomani. La sua attenzione si rivolse poi al nord. Pietro era strenuamente intenzionato ad ottenere un porto marittimo sicuro a nord dal momento che importanti città già in suo possesso come Arcangelo, erano per nove mesi all'anno completamente ghiacciati e quindi bloccati. L'accesso al Baltico gli venne impedito dagli svedesi il cui territorio confinava per tre quarti con la Russia. Le abizioni di Pietro di garantirsi una finestra sul mare lo portarono ad una alleanza con la Sassonia nel 1699, con la Confederazione polacco-lituana e con la Danimarca contro la Svezia, scatenando così la Grande Guerra del Nord. Lo scontro si concluse nel 1721 quando gli svedesi ormai esausti richiesero la pace con la Russia. Pietro acquisì quattro nuove province poste a sud e ad est del Golfo di Finlandia, assicurandosi così i porti di cui abbisognava. In una di queste nuove aree fece costruire la nuova capitale della Russia, San Pietroburgo, che andò a rimpiazzare la vecchia Mosca che per molto tempo era stato il centro operativo e culturale russo. Nel 1722 iniziò ad amplificare la propria influenza sul Caucaso e sul Mar Caspio a spese della dinastia persiana dei Safividi, all'epoca debole nell'area. Per raggiungere questo scopo, egli fece della città di Astrakhan il centro dei suoi sforzi militari contro la Persia, ingaggiando la Guerra russo-persiana che si svolse su larga scala tra il 1722 ed il 1723.[4]

Pietro riorganizzò il suo governo sulla base dei modelli politici del suo tempo, modellando la Russia sulla base dei principi dello stato assolutista francese che Luigi XIV aveva condotto con successo. Egli rimpiazzò l'antica Duma diretta dai boiardi (consiglio dei nobili) con un Senato di nove membri che di fatti aveva i poteri di un consiglio supremo di stato a cui venne assegnata la missione di raccogliere le tasse necessarie per amministrare la nazione (che di fatti triplicarono sotto il suo governo). Il paese venne inoltre suddiviso in nuove province e distretti. Come parte delle sue riforme di governo, la chiesa ortodossa venne parzialmente incorporata nelle strutture amministrative dello stato, rendendola de facto uno strumento di governo. Pietro abolì il patriarcato e lo rimpiazzò con un corpo collettivo, il Sacro Sinodo, guidato da ufficiali di governo. Nel frattempo, vennero rimosse tutte le antiche vestigia di autonomie locali presenti nell'impero.[5]

Pietro morì nel 1725, lasciando una successione incerta. Dopo il breve regno di sua moglie Caterina I, la corona passò all'imperatrice Anna che rallentò le riforme ma condusse una soddisfacente guerra contro l'Impero ottomano che portò ad un significativo indebolimento dei turchi nella Crimea.

L'insoddisfazione per la posizione dominante tenuta dai tedeschi baltici nella politica russa portarono la figlia di Pietro I, Elisabetta, al trono russo. Elisabetta fu una patrona delle arti, dell'architettura e delle scienze (ad esempio fondò l'Università di Mosca), pur non portando a compimento significative riforme strutturali nello stato. Il suo regno, che durò circa 20 anni, è noto anche per il coinvolgimento della Russia nella Guerra dei Sette anni che, pur dimostrandosi positiva a livello militare, fu infruttuosa a livello politico per la Russia.[6]

La Russia sotto Caterina II[modifica | modifica wikitesto]

Governo dell'Impero[modifica | modifica wikitesto]

Trasformazione della Russia nel XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Gli ultimi anni dell'autocrazia[modifica | modifica wikitesto]

Le istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Lo Zar imperatore[modifica | modifica wikitesto]

L'Impero russo nel 1913 era una monarchia costituzionale governata da uno Zar autocratico ed ereditaria nella posterità maschile (primogenita) della dinastia Romanov-Holstein-Gottorp. Dopo l'estinzione della linea maschile, trasmissibile alla discendenza femminile[7].

Bandiera dei Romanov.

Prima del 1905 le leggi fondamentali della Russia descrivevano il potere dello Zar come "autocratico e illimitato". Dopo l'apertura della Duma nel 1906, l'appellativo del sovrano divenne "imperatore ed autocrate di tutte le Russie" e l'attribuzione dell'aggettivo "illimitato" al suo potere scomparve. Non per questo la Russia era divenuta una monarchia costituzionale. Unicamente l'autocrazia si era autolimitata, sebbene non fu mai chiaro, negli anni dal 1906 al 1917, se questa limitazione fosse definitiva o revocabile a discrezione del sovrano.

Pietro I cambiò il suo titolo da Zar a Imperatore di tutte le Russie nel 1721. Anche se i successori mantennero il titolo imperiale, l'autocrate fu comunemente noto come zar o zarina fino alla caduta dell'Impero a seguito della Rivoluzione di febbraio del 1917.

Fino al 1905 il potere dell'imperatore era limitato da due sole condizioni: l'appartenenza alla Chiesa ortodossa russa e l'obbedienza alle leggi di successione stabilite da Paolo I (1796-1801).

Nell'ottobre del 1905 la situazione cambiò: Nicola II con la firma del "Manifesto di ottobre" (o Manifesto imperiale) autolimitò il proprio potere legislativo, decretando che nessuna legge sarebbe entrata in vigore senza l'approvazione del Consiglio dell'Impero e della Duma dell'Impero[7].

Grazie alle leggi del 1906 lo Zar rimase comunque l'unica fonte del potere esecutivo, anche se un Consiglio dei ministri lo avrebbe assistito nell'amministrazione, mantenne il potere assoluto sulla politica estera e di difesa, oltre che il diritto esclusivo di introdurre modifiche costituzionali. L'imperatore poteva anche emanare decreti d'emergenza (che la Duma avrebbe dovuto successivamente approvare) quando l'assemblea non era in sessione.

Il Consiglio dell'Impero: la camera alta[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Consiglio di Stato dell'Impero russo.
Il Consiglio dell'Impero riunito. Al centro, sotto il quadro che lo ritrae, lo zar Nicola II.[8]

Il Consiglio dell'Impero aveva funzioni legislative della camera alta associato alla Duma che invece rappresentava la camera bassa.

Veniva convocato ogni anno per decreto imperiale e secondo la legge organica del 7 maggio 1906 era composto da membri nominati dall'Imperatore e da 98 membri eletti nel seguente modo:

  • 6 dal clero ortodosso;
  • 40 dalle assemblee provinciali degli zemstvo, 10 dalle assemblee dei proprietari terrieri dove gli zemstvo non erano ancora istituiti e 6 dalle assemblee dei proprietari terrieri polacchi;
  • 18 dalla nobiltà;
  • 6 dall'Accademia delle scienze;
  • 12 da organizzazioni di commercio e dell'industria.

I membri nominati dall'Imperatore non dovevano eccedere di numero quelli eletti. Questi ultimi dovevano avere almeno 40 anni e rimanevano in carica per 9 anni e rieletti per un terzo ogni 3 anni per ciascuna delle categorie. Ai componenti spettavano 25 rubli (nel 1912) di indennità per ogni giorno di sessione del Consiglio[7].

I dipartimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambito della Camera alta era il Senato (Pravitel’stvujuščij senat [9], cioè senato dirigente o governante), fondato in origine da Pietro I. Era formato da membri nominati dall'imperatore.
Le sue funzioni, che non riguardavano il potere legislativo, erano estremamente varie ed erano svolte dai differenti dipartimenti in cui era diviso.
Il Primo dipartimento si occupava dei crimini e dei delitti commessi dai membri del Consiglio dell'Impero e della Duma, dai ministri e dalle alte cariche dello Stato nell'esercizio delle loro funzioni, e di questioni di diritto amministrativo. Il Secondo dipartimento si occupava di questioni finanziarie, ferrovie, ecc[7].

La Duma: la camera bassa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Duma di Stato (Impero russo).

La Duma dell'Impero formava la camera bassa del parlamento. Si componeva, così come previsto dalla legge organica del 5 marzo 1906 e dalle leggi elettorali del 19 agosto e 24 dicembre 1905 e del 16 giugno 1907 di 442 membri eletti per 5 anni da un suffragio indiretto nei governatorati e nelle città principali. Per essere eletto ed eleggibile bisognava avere almeno 25 anni di età, non far parte delle forze armate e non esercitare funzioni retribuite dallo Stato (fatta eccezione per i ministri). Ai membri della Duma spettava un'indennità di 10 rubli (nel 1912) per ogni giorno di sessione[7].

Il sistema elettorale[modifica | modifica wikitesto]

Lo zar Alessandro II (1855-1881), sotto il quale l'Impero russo raggiunse la sua massima espansione.

Il sistema elettorale era abbastanza complicato, elaborato per garantire, da un lato una rappresentanza maggiore alle classi di proprietari terrieri e, dall'altro, la preponderanza dei russi sugli altri popoli dell'Impero. Ogni gubernija (governatorato), eccetto quelli dell'Asia centrale, eleggeva un certo numero di deputati fissato caso per caso in modo da dare maggior peso all'elemento russo. Alcune grandi città eleggevano deputati supplementari.

In ogni governatorato (o provincia) i deputati della Duma venivano eletti da collegi elettorali, i cui membri erano a loro volta eletti, come i membri degli zemstvo, da assemblee delle tre curie (o classi): proprietari terrieri, abitanti delle città e contadini. Nelle assemblee della prima curia, i proprietari maggiori sedevano direttamente, i proprietari minori erano rappresentati da delegati. Gli abitanti delle città votavano nelle loro assemblee divisi in due categorie, a seconda della ricchezza sottoposta a tassazione. Anche qui il sistema avvantaggiava la parte più ricca della popolazione. Le assemblee di contadini erano elette dagli elettori di volost. Gli operai votavano separatamente dalle tre classi: ogni complesso industriale che impegnava almeno cinquanta dipendenti eleggeva uno o più delegati, che entravano a far parte del collegio elettorale, formando una curia separata.

Nel collegio il voto a scrutinio segreto era maggioritario; e poiché con questo sistema la maggioranza dei votanti era formata da elementi conservatori (i latifondisti e i delegati urbani avevano la maggioranza degli elettori), gli elementi progressisti – anche se fossero stati predominanti nel paese – non avevano molta possibilità di rappresentanza, eccetto per la disposizione che un membro almeno di ogni governatorato doveva provenire da ciascuna delle classi rappresentate nel collegio.
Stando così le cose, anche se un minimo fisso dei delegati agricoli doveva essere eletto, era molto probabile che non rappresentassero affatto l'opinione dei contadini.

Il Consiglio dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1905 fu istituito il Consiglio dei ministri (Komitet Ministrov) per assistere lo Zar nelle funzioni di amministrazione dello Stato. Lo componevano tutti i ministri e i capi delle principali amministrazioni e, per la prima volta nella storia russa, era presieduto da un primo ministro. I ministri erano i seguenti:

  • Corte Imperiale, che amministrava gli appannaggi, i palazzi e i teatri imperiali, l'Accademia imperiale delle Arti e le onorificenze.
  • Esteri.
  • Guerra e Marina.
  • Finanze.
  • Commercio e industria (istituito nel 1905).
  • Interno (aveva competenza su polizia, sanità, censura, stampa, poste e telegrafi, religioni diverse da quella ortodossa, statistica).
  • Agricoltura.
  • Strade e comunicazioni.
  • Giustizia.
  • Affari spirituali e educazione nazionale.

Il Santo Sinodo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Santo Sinodo.

Il Santo Sinodo (fondato da Pietro I nel 1721) era il supremo organo di governo della Chiesa ortodossa in Russia. Era presieduto da un rappresentante dell'imperatore e comprendeva i tre metropoliti di Mosca, San Pietroburgo e Kiev, l'esarca della Georgia e un certo numero di altri ecclesiastici, scelti a rotazione tra i vescovi ortodossi dell'impero.

Amministrazione provinciale[modifica | modifica wikitesto]

Per l'amministrazione provinciale, a partire dal 1914, la Russia fu divisa in 81 governatorati (gubernija), in 20 regioni (oblast') e un distretto (okrug). I territori sottoposti a vassallaggio e i protettorati dell'Impero Russo includevano i territori di Bukhara, di Khiva e, dopo il 1914, di Tuva. Di questi, 11 governatorati, 17 regioni e un distretto (Sachalin) appartenevano alla Russia asiatica. Per il resto 8 governatorati erano nel Granducato di Finlandia e 10 nel Granducato di Varsavia. La Russia europea abbracciava così 59 governatorati e una regione (quella del Don). La regione del Don era sotto la giurisdizione diretta del Ministero della Guerra; le altre regioni avevano ognuna un governatore e un vicegovernatore, con quest'ultimo che presiedeva il consiglio amministrativo. Inoltre vi erano governatori generali, generalmente competenti su diversi governatorati e muniti di poteri molto vasti che di solito includevano il comando delle truppe entro i limiti della loro giurisdizione. Nel 1906 c'erano governatori generali in Finlandia, a Varsavia, Vilnius, Kiev, Mosca e Riga. Le città più grandi (San Pietroburgo, Mosca, Odessa, Sebastopoli, Kerč', Nikolaev, Rostov) avevano un sistema amministrativo proprio, indipendente dai governatorati; in questi il capo della polizia fungeva da governatore.

Cronologia degli Imperatori[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sovrani di Russia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nicola II abdicò a favore del fratello Michele che rifiutò il trono.
  2. ^ Al 1º gennaio 1910, così suddivisa: 118.690.600 nella Russia europea, 12.129.200 in Polonia, 11.735.100 nel Caucaso, 9.973.400 in Asia centrale e 8.220.100 in Siberia. Vedi: Almanach de Gotha 1913, Justus Perthes, Gotha, 1912, pp. 1151-1153.
  3. ^ Richard Pipes, Chapter 1: The Environment and its Consequences, in Russia under the Old Regime, New York, Scribner, 1974, pp. 9–10.
  4. ^ James Cracraft, The Revolution of Peter the Great (2003)
  5. ^ Lindsey Hughes, Russia in the Age of Peter the Great (1998)
  6. ^ Philip Longworth and John Charlton, The Three Empresses: Catherine I, Anne and Elizabeth of Russia (1972).
  7. ^ a b c d e Almanach de Gotha 1913, Justus Perthes, Gotha, 1912, p. 1131.
  8. ^ Opera di Il'ja Efimovič Repin del 1903.
  9. ^ Правительствующий Сенат

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • David Saunders, Russia in the Age of Reaction and Reform 1801-1881. London, Longman, 1993 (Ediz. Ital. La Russia nell'età della reazione e delle riforme 1801-1881. il Mulino, Bologna, 1997 ISBN 8815045570).
  • Hans Rogger, Russia in the Age of Modernisation and Revolution 1881-1917, New York, 1983 (Ediz. Ital. La Russia pre-rivoluzionaria 1881-1917, il Mulino, Bologna 1992 ISBN 8815034331).

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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