Trattato di Sèvres

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Trattato di Sèvres
Treaty sevres otoman it.svg
Divisione dell'Anatolia e della Tracia a seguito del Trattato di Sèvres (1920)
Contesto Armistizio di Mudros
Conferenza di pace di Parigi
Firma 10 agosto 1920
Luogo Salone d'onore del Museo nazionale della ceramica, Sèvres[1]
Condizioni Spartizione dell'Impero ottomano fra gli Alleati della prima guerra mondiale
Parti Francia Francia
Giappone Giappone
Grecia Grecia
bandiera Regno d'Italia
Regno Unito Regno Unito
bandiera Impero Ottomano
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Il trattato di Sèvres è stato il trattato di pace firmato tra le potenze alleate della Prima guerra mondiale e l'Impero ottomano il 10 agosto 1920 presso la città francese di Sèvres.

Con il Trattato di Sèvres, l'Impero ottomano, già drasticamente ridimensionato col trattato di Londra del 1913, si ritrovò ridotto ad un modesto Stato entro i limiti della penisola anatolica, privato di tutti i territori arabi e della sovranità sugli stretti del Bosforo e dei Dardanelli. Con esso la Grecia, realizzando la "Megali Idea", guadagnava le città di Adrianopoli e Smirne, da cui i Greci sarebbero stati allontanati nel 1922, nella fase finale della guerra greco-turca e la Catastrofe dell'Asia Minore, dalle truppe di Mustafa Kemal.

Il Trattato, inoltre, prevedeva ampie tutele per le minoranze presenti in Turchia e, ai suoi articoli 62-64, garantiva ai Curdi la possibilità di ottenere l'indipendenza all'interno di uno Stato, i cui confini sarebbero stati definiti da una commissione della Società delle Nazioni designata ad hoc.

Il Trattato ebbe quattro firmatari per conto del governo ottomano. Il trattato non venne ratificato dal Parlamento ottomano poiché questo era stato precedentemente abolito il 18 marzo 1920, e quindi non entrò mai in vigore. Esso ricevette il sostegno del sultano Mehmed VI ma fu invece fortemente osteggiato da Mustafa Kemal Pascià, il quale vinse la Guerra d'indipendenza turca e costrinse le ex potenze alleate a tornare al tavolo negoziale. Le parti firmarono e ratificarono un nuovo accordo col trattato di Losanna nel 1923.

Condizioni[modifica | modifica wikitesto]

Il Trattato consolidò la spartizione dell'Impero ottomano seguendo gli accordi segreti stipulati tra le Potenze Alleate e le condizioni negoziate alla Conferenza di Sanremo dell'aprile 1920.

Medio Oriente[modifica | modifica wikitesto]

Venne assicurata l'indipendenza alla Repubblica Democratica di Armenia (l'Armenia di Wilson) e al regno dell'Hegiaz. Per il Curdistan invece si decise di effettuare un referendum per deciderne il destino.

Il Regno Unito acquisì l'Iraq, la Transgiordania e la Palestina, territori che gli furono poi assegnati come "mandato" della Società delle Nazioni

La Francia acquisì il Libano e la Siria, anche questi territori furono poi assegnati come "mandato" della Società delle Nazioni

Anatolia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Occupazione italiana di Adalia.
Mappa raffigurante la "Grande Grecia", con le rivendicazioni territoriali parzialmente accolte dal Trattato di Sèvres: in alto è raffigurato Eleftherios Venizelos, primo ministro e firmatario del Trattato da parte della Grecia.

L'armistizio di Mudros, seguito dall'occupazione di Smirne, stabilì il controllo greco su quest'area il 21 maggio 1919, seguito poi dalla dichiarazione di protettorato del 30 luglio 1922. Il Trattato assegnò Smirne alla Grecia insieme a gran parte della Tracia e una parte dell'Anatolia Occidentale.

All'Italia fu confermato il possesso delle isole del Dodecaneso (occupate fin dalla guerra italo-turca del 1911-1912, nonostante il Trattato di Ouchy prevedesse la restituzione delle isole all'Impero ottomano). Gran parte dell'Anatolia meridionale e centro-orientale (la costa mediterranea e l'entroterra della Turchia) furono dichiarate zone di influenza italiana.

La nuova Armenia secondo i confini previsti dal trattato di Sèvres del 1920

All'Armenia fu assegnata gran parte dell' ex Caucaso ottomano, incluse regioni (ad esempio la provincia di Trebisonda, importante porto sul Mar Nero) nelle quali ormai non c'era un presenza significativa di popolazione armena, dopo i massacri e le deportazioni a cui era stata sottoposta.

La Francia ricevette la Siria e le zone confinanti dell'Anatolia sud-orientale. La Cilicia, il Curdistan e gran parte dell'Anatolia centro-orientale vennero dichiarate zone di influenza francese.

Il Regno Unito ricevette una zona di influenza in Kurdistan in corrispondenza dei confini con l'Iraq.

La capitale dell'Impero ottomano, Istanbul, finì sotto controllo congiunto britannico-franco-italiano.

Questo trattato prevedeva 433 articoli di cui gli aspetti più significativi sono i seguenti.

1) Confini: Edirne e Kırklareli vanno alla Grecia; Ceyhan, Antep, Urfa, Mardin e Cizre vanno alla Siria (alleati francesi) ; İstanbul rimarrà la capitale dell'impero Ottomano.

2) Gli stretti: gli stretti di İstanbul e Çanakkale non devono essere armati; il controllo (e quindi il pagamento delle commissioni) del traffico marittimo deve essere effettuato da un ente internazionale.

3) Zona curda: una commissione formata da Inghilterra Francia e Italia potranno istituire un governo locale nella parte orientale dell'Eufrate dove, dopo un anno la società curda potrà fare domanda di indipendenza.

4) İzmir: il controllo della città sarà limitato all'Impero ottomano mentre la Grecia governerà per cinque anni la città; al termine di questo periodo dopo un plebiscito i cittadini di Izmir decideranno se appartenere alla Grecia o all'Impero ottomano.

5) Armenia: l'Impero deve riconoscere la repubblica armena; il confine fra le due sarà deciso dal presidente degli Stati Uniti (Wilson il 22 novembre 1920 deciderà di cedere agli armeni Trabzon, Erzurum e Van).

6) Diritti delle minoranze: l'Impero, indipendentemente dalla distinzione religiosa e linguistica, deve dare uguali diritti a tutti i cittadini musulmani deportati e restituire le merci deportategli, le minoranze saranno liberi di istituire scuole ed istituti religiosi a tutti i livelli.

7) Milizia: le forze militari dell'Impero saranno ristrette ad un massimo di 50.700 militari e nessuno può avere armi sofisticate e di nuova tecnologia; la flotta marina turca sarà eliminata; la leva non sarà obbligatoria e sarà pagata.

8) Capitolazioni: la capitolazione sarà ripristinata cioè i sudditi cristiani presenti sul territorio ottomano potranno ritornare a godere di privilegi nel campo giuridico come era avvenuto ai tempi dell'impero bizantino.

9) Commercio e diritto privato: l'ordine giuridico e amministrativo turco sarà modificato nel rispetto delle norme stabilite dagli Alleati.

La firma di questo trattato fu fortemente contestato da parte dei nazionalisti turchi ;infatti coloro che aderiscono saranno considerati dei traditori e impiccati al loro rientro. Guidati da Mustafa Kemal i nazionalisti si ribellarono al sultanato di Istanbul e stabilirono un governo separatista ad Ankara. Questo rappresenta l'inizio di quella che comunemente viene definita “la guerra d'indipendenza turca”.

Il ridimensionamento dell'esercito[modifica | modifica wikitesto]

Curdistan[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Curdistan.
Il Kurdistan e le zone limitrofe secondo il trattato di Sèvres

La caduta dell'Impero ottomano e la nascita del moderno Stato della Turchia indussero i curdi a provare a ritagliarsi un proprio Stato nazionale. Si pose però un problema preliminare, in quanto non c'era un consenso generale su quali dovessero essere i confini di questo nuovo Stato, a causa delle differenze tra i territori abitati dalla popolazione curda e i confini politici e amministrativi della regione.

I confini di un "Curdistan" come entità politica riconosciuta furono proposti da Serif Pasha, il rappresentante della Società per l'ascesa del Curdistan alla Conferenza di pace di Parigi.

Le frontiere del Curdistan, da un punto di vista etnografico, iniziavano a nord a Ziven, sul confine caucasico, e continuano verso ovest fino a Erzurum, Erzincan, Kemah, Arapgir, Besni e Divick; a est, Ravandiz, Başkale, Vezirkale, cioè la frontiera della Persia fino al Monte Ararat.[2]

Questo causò notevoli controversie tra nazionalisti curdi, poiché veniva esclusa la regione del Van. Emin Ali Bedirham propose infatti una soluzione che includesse il Van e uno sbocco al mare nella provincia turca dell'Hatay. Durante una dichiarazione congiunta tra una delegazione curda ed una armena vennero ritirate le rivendicazioni curde su Erzurum e Sassun, ma rimasero un contenzioso rispetto alla sovranità su Ağrı e Muş.

Nessuna di queste due proposte fu accolta dal Trattato di Sèvres, il quale delineò un Curdistan tronco situato laddove ora si trova la Turchia (lasciando fuori i curdi dell'Iran, dell'Iraq britannico e della Siria francese). In ogni caso neanche quest'accordo entrò in vigore dato che il Trattato di Sèvres fu sostituito dal Trattato di Losanna. L'attuale confine turco-iracheno fu negoziato nel 1926. Il trattato prevedeva la divisione dell'Impero Ottomano in diverse entità molte delle quali nelle mani delle potenze europee vincitrici della Grande Guerra.

L'esercito ottomano veniva ridotto a 50.000 unità; la marina poteva mantenere solo 13 imbarcazioni, e al novello Stato turco veniva proibito di avere una forza aerea. Il Bosforo, lo stretto dei Dardanelli e il mare di Marmara (i cosiddetti Stretti turchi) furono smilitarizzati e trasformati in territori internazionali.

Interpretazioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Il principio della riorganizzazione, su base etnica, della carta dell'Europa, accolto dal Trattato in base ai Quattordici punti di Woodrow Wilson, paradossalmente - secondo lo storico britannico Eric Hobsbawm - fornì una giustificazione alle successive pulizie etniche e, addirittura, all'Olocausto degli Ebrei e al Genocidio di molte minoranze europee e asiatiche[3].

L'annullamento del Trattato[modifica | modifica wikitesto]

Il Trattato di Sèvres fu fortemente contestato da parte dei nazionalisti turchi, che, guidati da Mustafa Kemal Pascià, si ribellarono al governo imperiale di Istanbul e stabilirono un governo separatista ad Ankara. Durante la Guerra d'indipendenza turca riuscirono a resistere alle forze di Grecia, Francia e Armenia e si assicurarono un territorio pari a quello dell'attuale Turchia.

Il movimento nazionalista turco fu riconosciuto dalla comunità internazionale a seguito della firma dei seguenti accordi: Trattato di Mosca del 16 marzo 1921 con l'Unione Sovietica, l'Accordo di Ankara con la Francia, che poneva fine alla guerra franco-turca, ed il Trattato di Alessandropoli e il Trattato di Kars che fissavano i confini esterni.

La successione di questi eventi costrinse le Potenze Alleate della Prima guerra mondiale a tornare al tavolo del negoziato con i Turchi e nel 1923 firmarono il Trattato di Losanna con il quale veniva annullato e sostituito il Trattato di Sèvres e venivano assegnate ai Turchi l'intera Anatolia, la Tracia orientale con Edirne e le isole egee di Imbro e Tenedo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cartolina ricordo con foto del tavolo sul quale venne firmato il trattato.
  2. ^ Şerif Pasha, Memorandum on the Claims of the Kurd People, 1919
  3. ^ Ad es. Adolf Hitler, applicando sino alle estreme conseguenze i principi nazionalisti, pianificò l'annessione alla Germania di tutti i territori fuori dai confini della madrepatria abitati da Tedeschi, e avviò a soluzione finale l’eliminazione degli Ebrei. Cfr. Eric Hobsbawm, Nazioni e nazionalismo dal 1780, Torino: Einaudi, 1991, p. 158)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ennio Di Nolfo, Storia delle Relazioni Internazionali, Bari, Laterza, 2000, ISBN 88-420-6001-1.
  • Ennio Di Nolfo, Dagli Imperi militari agli Imperi tecnologici, Bari, Laterza, 1998, ISBN 88-420-6607-9.
  • Jean Baptiste Duroselle, Storia diplomatica dal 1919 ai nostri giorni, Milano, LED Edizioni Universitarie, 2004, ISBN 88-7916-103-2.

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