Transgiordania

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Palestina e Transgiordania nel 1923

Col termine Transgiordania (la parte al di là del Giordano[1]), in inglese chiamata anche East Bank ("la sponda orientale"), o, impropriamente dal punto di vista geografico, Palestina Orientale[2] (termine che indica solo le zone più a ridosso del fiume e non l'intera regione, ovvero le zone che fecero parte del Regno di Giuda e Israele in epoca biblica) si indicano le regioni a levante del fiume Giordano, nella biblica terra di Moab e oggi in Giordania, che si esauriscono a sud col Golfo di Aqaba e le propaggini sinaitiche mentre a ponente confinano con le regioni palestinesi (Cisgiordania e l'attuale Stato di Israele).

Tali territori, già sottoposti al dominio ottomano, furono assegnati al termine del primo conflitto mondiale dalla Società delle Nazioni alla Gran Bretagna sotto forma di Mandato internazionale e Londra le attribuì al governo dell'Emiro ʿAbd Allāh, figlio dello Sharīf della Mecca al-Husayn ibn ʿAlī, che aveva proclamato contro i Turchi la cosiddetta "Rivolta Araba" già nel corso della guerra mondiale.

L'Emirato di Transgiordania divenne Regno di Giordania (Regno Hascemita di Giordania) allorché la Legione Araba di Glubb Pascià riuscì a porre sotto il proprio controllo le regioni palestinesi cisgiordaniche (in inglese West Bank) e la parte orientale di Gerusalemme al termine della guerra del 1948, scoppiata a seguito della dichiarazione di nascita dello Stato di Israele, proclamato dalle autorità sioniste ebraiche in Palestina.
Attualmente lo Stato giordano, dopo la sconfitta nella Guerra dei sei giorni e la conseguente annessione de facto israeliana di Cisgiordania, della Striscia di Gaza (fino al 2005)[3] e della parte araba di Gerusalemme (Gerusalemme est), si estende pressappoco sul solo territorio transgiordano.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Prendendo Gerusalemme come punto di riferimento
  2. ^ La Giordania non è la Palestina
  3. ^ Presa nel 1948 dall'Egitto e assoggettata a un governatore militare.