Cronologia dell'Europa orientale dopo la Grande Guerra

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Verso la conclusione e fin dopo la prima guerra mondiale notevoli sconvolgimenti e piccole guerre travagliarono l'Europa orientale, tra cui la guerra civile russa.

« La guerra dei giganti è finita, le guerre dei pigmei cominciano »

(Winston Churchill)
la dissoluzione dell'Impero russo

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

1916[modifica | modifica wikitesto]

1917[modifica | modifica wikitesto]

i territori ucraini riconosciuti dalla Repubblica Russa (in verde chiaro non tratteggiato)
  • 15 luglio - Il Governo provvisorio russo annuncia la disponibilità al riconoscimento dell'indipendenza dei territori abitati da ucraini, ma entro confini molto ristretti (solo Ucraina centro-occidentale) scatenando una rivolta indipendentista a Kiev (rivolta Polubotkivtsi)
  • 16-20 luglio - A Pietrogrado si svolgono dimostrazioni filo-bolsceviche; represse dal Governo provvisorio russo, i capi bolscevichi (che erano stati liberati dai gulag zaristi il 26 marzo o tornati dall'estero) sono arrestati con l'accusa di essere agenti filo-tedeschi; Lenin fugge in Finlandia
  • 20 luglio - Con il beneplacito della Triplice intesa il "Comitato jugoslavo" (rappresentativo delle etnie slave dell'Austria-Ungheria) approva la dichiarazione di Corfù, impegno politico alla realizzazione di uno stato indipendente degli slavi del sud (nelle sue intenzioni comprendente anche Bulgaria e Albania); l'11 agosto vi aderisce anche il club del Montenegro
  • 21 luglio - Il socialista rivoluzionario Aleksandr Fëdorovič Kerenskij (già ministro della guerra) succede al conservatore L'vov come primo ministro del Governo provvisorio russo; egli subito sostituisce Brusilov con Lavr Georgievič Kornilov a capo dell'esercito in seguito al fallimento dell'offensiva dell'1-19 luglio
  • 22 luglio - In seguito alla "crisi del giuramento" e visto il mutare della situazione in Russia, molti soldati del Polnische Wehrmacht ("Polska sila Zbrojna") di Hans von Beseler, esercito polacco filo-tedesco creato il 10 aprile dall'unificazione delle 3 precedenti brigate esistenti dal 1915, al seguito di Józef Piłsudski (1ª e 3ª brigata) rifiutano di obbedire ai tedeschi e vengono internate; la leale 2ª brigata di Józef Haller invece va a costituire il Corpo ausiliario polacco
  • 22 luglio-1 agosto - Nonostante la vittoria tattica delle forze russo-romene presso Vulturești (Suceava) nella battaglia di Merești, il 3 la Bucovina è rioccupata dall'Imperial regio Esercito dell'Austria-Ungheria; tra il 6 agosto e l'8 settembre l'avanzata austro-ungarica dalla Bucovina è fermata dai russo-romeni nella battaglia di Mărășești
  • 24-25 luglio - Ad Astrachan' si tiene il congresso dei cosacchi di Calmucchia, Don, territorio di Stavropol' e regione Terek
  • 30 luglio - La Rada del Kuban' proclama l'autonomia dalla Russia e dall'Ucraina
  • 3-8 agosto - A Orenburg si tiene il I congresso dei cosacchi kirghisi di Volga e Urali da parte del partito Alash
  • 6 agosto - Lo Zar spostato da Pietrogrado a Tobol'sk
  • 8-16 agosto - Si tiene a Mosca il VI Congresso del Partito Operaio Socialdemocratico Russo (bolscevico) - (il precedente congresso si era svoltonel lontano 1907)
  • 12 agosto - A Riga su iniziativa del Comitato centrale del Partito Socialdemocratico dei Lavoratori di Lettonia viene creato il Comitato Esecutivo del Soviet dei lavoratori, dei soldati, e dei senza terra della Lettonia (Iskolat); successivamente egemonizzato dai bolscevichi con lo scopo di eseguire la Rivoluzione nel territorio lettone non occupato dalla Germania
  • 15 agosto - In seguito agli avvenimenti russi, è rifondato a Losanna l'anti-tedesco "Comitato nazionale polacco" di Roman Dmowski e Ignacy Paderewski (già esistente dal 1914 ma finora non riconosciuto dalle potenze dell'Intesa in quanto alleate della Russia dalla quale i polacchi chiedono l'indipendenza) come espressione politica dell'anti-tedesco esercito volontario polacco ("Esercito blu") creato in Francia il 4 giugno; il 21 allo scopo di ingraziarsi l'etnia polacca (cui il 29 marzo è stata promessa l'indipendenza) il Governo provvisorio russo nell'Oblast Occidentale permette la formazione del I Corpo d'Armata polacco di Józef Dowbor-Musnicki che viene a rappresentare l'embrione di un esercito polacco in previsione della formazione di una Polonia indipendente filo-russa, sottoposto al "Comitato esecutivo principale delle forze armate polacche" dell'esercito russo
  • 28 agosto - Un decreto di Kerenskij proibisce ai soviet degli operai di riunirsi durante le ore di lavoro, suscitando vive polemiche
il fronte orientale prima del 3 settembre 1917
  • 3 settembre - Riga è occupata dall'esercito tedesco grazie alla defezione delle unità comandate da Kornilov che nel pieno della battaglia di Jugla abbandonano il campo per dirigersi verso Pietrogrado allo scopo di rovesciare il Governo provvisorio di Kerenskij ed instaurare una dittatura militare che restauri lo Zar: il 9 le unità di Kornilov partite da Riga giungono alle porte di Pietrogrado nel tentativo di colpo di Stato, ma sono bloccate dalla reazione del governo Kerenskij che riceve dai bolscevichi il supporto decisivo per stroncare il piano reazionario; Kornilov è costretto ad arrendersi il 14 settembre e i congiurati sono arrestati; nuovo capo dell'esercito diventa Vladislav Klembovskij ed il 13 il Governo provvisorio russo proclama la Repubblica Russa con Kerenskij presidente che il 17 rilascia i capi bolscevichi arrestati il 19 luglio; in seguito alla perdita di Riga l'Iskolat è costretto ad evacuare prima a Cēsis e poi a Valmiera e alla fine di settembre si trasferisce a Valka; il fronte terrestre nell'area baltica fino al 18 febbraio 1918 resterà stabilizzato lungo la linea Riga-Daugavpils-Baranavičy
  • 5-12 settembre - A Stoccolma si tiene la terza conferenza di Zimmerwald (o conferenza internazionale socialista) dei partiti pacifisti europei, cui partecipano i bolscevichi russi
  • 18-22 settembre - Conferenza lituana a Vilnius con l'assenso tedesco, Antanas Smetona crea la "Letovus Tariba" ("Consiglio Lituano")
  • 21-28 settembre - Si tiene a Kiev il Congresso dei popoli oppressi della Russia
  • 27 settembre - Lenin dal suo nascondiglio in Finlandia invia una lettera in Russia con scritto "I bolscevichi devono prendere il potere"
  • 29 settembre - Operazione Albion: truppe da sbarco tedesche invadono le isole estoni di Saaremaa e Muhu nel mar Baltico, mettendo in rotta la guarnigione russa
  • settembre-ottobre - Nell'esercito russo si susseguono ammutinamenti, diserzioni, e rivolte (di cui la più notevole si svolge a Dubno il 20-21 settembre)
  • 3 ottobre - Kerenskij crea il Consiglio provvisorio della Repubblica russa con Nikolaj Avksent'ev presidente, "pre-parlamento" in previsione dell'Assemblea Costituente indetta per dicembre; bolscevichi, menscevichi, e socialisti rivoluzionari rifiutano di parteciparvi; l'8 Kerenskij indice un nuovo governo
  • 3 ottobre - Matvej Ivanovič Skobelev viene incaricato ("nakaz") dal Comitato esecutivo centrale pan-russo dei Soviet di predisporre un'uscita della Russia dalla guerra da presentare il 10 novembre alla Conferenza inter-alleata di Parigi
  • 8 ottobre - A Tomsk annunciata l'autonomia della Siberia e creata la Duma regionale siberiana guidata da Grigorij Nikolaevič Potanin
  • 16 ottobre - Battaglia dello stretto di Muhu: la flotta tedesca espelle le unità russe dal Golfo di Riga; in conseguenza di ciò il 3 novembre Kerenskij dispone l'evacuazione di Pietrogrado
  • 20 ottobre - Il generale Alekseev inizia a progettare un nuovo colpo di stato contro Kerenskij
  • 23 ottobre - Viene fondato il Politburo del Partito Operaio Socialdemocratico Russo (Partito bolscevico)
  • 25 ottobre - L'ala sinistra del Partito Socialista Rivoluzionario si scinde come Partito Socialista Rivoluzionario di Sinistra a causa della questione bellica riguardo alla quale la sinistra propende per il "difensismo"
  • 26 ottobre - A Pietrogrado gli organismi che si erano incontrati il 10 maggio per l'unificazione dei territori abitati da lettoni fondano il Consiglio provvisorio nazionale della Lettonia (Latviešu Pagaidu Nacionala padome)
  • 29 ottobre - I bolscevichi creano il Comitato militare rivoluzionario di Pietrogrado guidato da Lev Trockij, e il 31 il Comitato militare rivoluzionario del fronte (presso Cēsis)
  • 30 ottobre - Kerenskij ripristina la pena di morte nell'esercito che come ministro della guerra aveva abolito il 12 marzo; scontri a Charkiv tra bolscevichi e cosacchi; reparti dell'esercito giunti da Minsk bombardano i bolscevichi a Kaluga
  • 4 novembre - I bolscevichi creano il Comitato militare rivoluzionario dell'Estonia e quello di Pskov (che l'8 diventa "del fronte settentrionale")
  • 4 novembre - Dopo mesi di ostruzionismo da parte di socialisti rivoluzionari e menscevichi fiduciosi nell'attesa dell'Assemblea Costituente indetta dal Governo provvisorio per dicembre, a Pietrogrado su iniziativa dei bolscevichi si apre il II congresso pan-russo dei Soviet, la cui sede nell'Istituto Smol'nyj diventa il centro nevralgico della rivoluzione la cui attuazione è decisa dopo aspri dibattiti con i cosiddetti "conciliatori" degli altri partiti contrari (in maggior parte assenti dal congresso come boicottaggio)
  • 5 novembre - La rivoluzione bolscevica prende il via in Estonia a cura di Jaan Anvelt e Viktor Kingissepp; in Russia i bolscevichi prendono il potere a Luhans'k e Kinešma, ed in altre città minori in cui erano già egemoni nelle amministrazioni locali
  • 7 novembre (24 ottobre giuliano) - Rivoluzione d'ottobre: a Pietrogrado i bolscevichi prendono il palazzo d'Inverno, sede della Duma, il Palazzo di Tauride sede del Governo provvisorio russo, e il Palazzo Mariinskij, sede del Consiglio provvisorio della Repubblica russa; al posto del Governo provvisorio russo viene istituita la Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa (RSFS Russa) con Lenin a capo del governo (Consiglio dei commissari del popolo della RSFS Russa), il quale come primo atto ufficiale pubblica il "decreto sulla pace" dove si propone la fine delle ostilità con gli Imperi centrali; per la cronaca dettagliata di questi eventi si veda il libro di John Reed "i dieci giorni che sconvolsero il mondo"
  • Nel corso del mese i bolscevichi prendono il potere in varie città dell'ex Impero, tra le maggiori:
  • I bolscevichi fondano anche vari Comitati militari rivoluzionari, azione che segna l'avvio del loro tentativo di prendere il potere nella località, tra i quali:
    • 7 novembre - Quello di Mosca e quello di Voronež
    • 8 novembre - Di Rjazan'
    • 9 novembre - Di Tula, di Samara, e di Minsk (quest'ultimo diventerà poi "del fronte nord-occidentale")
    • 10 novembre - Di Tomsk e di Novorossijsk
    • 11 novembre - Di Kiev e di Smolensk
  • 8 novembre - Dopo la rivoluzione l'ex presidente del Consiglio provvisorio della Repubblica russa Avxentiev catalizza attorno a sé l'opposizione legalitaria ai bolscevichi con il "Comitato per salvare la Patria e la Rivoluzione" (che a fine novembre diventa "Unione di protezione della Costituente"); a Mosca invece si forma un'organizzazione anti-bolscevica nota come "Comitato per la sicurezza pubblica"
  • 8 novembre - Dopo aver appreso della rivoluzione in corso a Pietrogrado, a Novočerkassk i cosacchi del Don di Kaledin assumono tutti i poteri e reprimono ogni attività bolscevica, dichiarando il 20 l'indipendenza del loro territorio dalla Russia bolscevica; il 15 giunge nella città provenendo in treno da Pietrogrado l'ex comandante dell'esercito Alekseev sul quale i bolscevichi hanno messo una taglia; Kaledin, intenzionato a mantenere pacificamente un Don libero, inizialmente rifiuta l'asilo al generale che invece è intenzionato a rovesciare il nuovo regime di Pietrogrado attaccando appositamente i bolscevichi; da ora e nel corso dei due mesi seguenti Alekseev forma un gruppo ("organizzazione Alekseevskaya", già idealizzata dal 20 ottobre) che diventerà il nucleo originario dei bianchi; alla fine anche Kaledin si convince ed aderisce. Anche i cosacchi di Alexander Ilyič Dutov a Orenburg dichiarano di non riconoscere il governo bolscevico, e l'11 i cosacchi del Kuban' del nuovo atamano Aleksandr Petrovič Filimonov
la zona di operazioni di Pietrogrado
  • 8-13 novembre - Prime sommosse anti-bolsceviche nella zona di Pietrogrado, guidate dall'ex presidente del consiglio Kerenskij (rifugiatosi a Pskov dopo la rivoluzione) e affidate a Pëtr Nikolaevič Krasnov in contemporanea con l'ammutinamento degli Junker della Scuola militare di Pavlovsk e di Peterhof e dei Battaglioni femminili della morte di Oranienbaum, nonché della ex Guardia imperiale; dopo aver preso Tsarskoe Selo, i contro-rivoluzionari sono però sconfitti dai bolscevichi a Pulkovo e si ritirano verso sud-ovest
  • 9 novembre - Lev Kamenev è eletto presidente del Comitato Esecutivo Centrale Pan-russo al posto di Čcheidze dimostratosi con poca lungimiranza contrario all'attuazione della rivoluzione; Kamenev è sostituito il 21 da Yakov Sverdlov
  • 10 novembre - A Mosca gli Junker di Abram Goc occupano il Cremlino facendo un massacro dei soldati bolscevichi, ma dopo un'accanita battaglia, il 16 anche a Mosca è instaurato il potere bolscevico
  • 12 novembre - A Pietrogrado partendo dalla loro sede nel Castello Michajlovskij il "Comitato per salvare la Patria e la Rivoluzione" tenta una rivolta anti-bolscevica; per questo Avxentiev è brevemente imprigionato dalle nuove autorità nella fortezza di Pietro e Paolo
  • 15 novembre - Al Consiglio dei Commissari del popolo viene emessa la dichiarazione sul principio di autodeterminazione dei popoli dell'ex Impero; conseguentemente, in considerazione dell'ulteriore perdurare della guerra contro l'Impero ottomano (alla quale i musulmani sono contrari) l'"Unione dei montanari uniti del Caucaso del Nord" (alla quale in settembre si è aggregata l'Abcasia ed ora si aggrega il Daghestan al quale dal 3 è unito anche il Terek) crea la Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale (in reazione il 21 viene creato dai bolscevichi di Ullubuy Daniyalovič Buynakskiy il Comitato militare rivoluzionario del Daghestan)
  • 21 novembre - Lenin ordina al ministro della guerra del deposto governo provvisorio Nikolaj Nikolaevič Duchonin di negoziare una pace separata con i tedeschi; a causa delle pressioni dei rappresentanti militari dei governi alleati (poiché rappresenterebbe la violazione dell'"accordo di Costantinopoli" del 18 marzo 1915), egli rifiuta, venendo perciò destituito e sostituito dal bolscevico Nikolaj Vasil'evič Krylenko; prima del passaggio dei poteri, Duchonin fa liberare dal carcere di Bykhov i generali Lavr Georgievic Kornilov, Anton Ivanovič Denikin, Aleksandr Sergeevič Lukomskij, Sergey Markov, e Ivan Pavlovič Romanovski, che erano agli arresti dopo il loro fallito tentativo di colpo di stato del 9 settembre; il 22 Krylenko per il governo bolscevico informa gli Imperi Centrali sull'intenzione di negoziare un armistizio e rende pubblici i piani di guerra e i trattati segreti zaristi
  • 22 novembre - In seguito alla dichiarazione sul principio di autodeterminazione dei popoli dell'ex Impero del 15, a Kiev la Central'na Rada proclama l'autonomia dei territori ucraini (compreso quindi anche il Kuban') all'interno della Repubblica Russa, come Repubblica Popolare Ucraina; il paese è in preda a divergenze tra fazioni riguardo ai rapporti da tenere invece col governo di Lenin. Il 27 i pan-turchisti del Jadid nella parte orientale del Governatorato del Turkestan creano l'Autonomia di Kokand come Governatorato Provvisorio del Turkestan Autonomo (in reazione a metà dicembre i bolscevichi entrano da nord nel Semirechensk ed iniziano a deportarne verso la Siberia i cosacchi, che inizialmente accettano tale esodo in quanto vittime di pogrom da parte dei musulmani pan-turchisti). Il 28 dopo la creazione del "Comitato militare rivoluzionario di Orenburg" (guidato da Abdullah Sibagatullovič Davletshin) i baschiri di Manat dichiarano l'indipendenza dalla Russia come Baškortostan (un esercito bolscevico del commissario della Guardia Rossa Vasilij Konstantinovič Bljucher viene disposto a Čeljabinsk per recarsi a Orenburg a sopprimere la rivolta). Nella Calmucchia viene fondato un governo militare cosacco con imperatore Dmitriy Davidovič Tundutov-Dundukov. A Valka l'Iskolat proclama il potere sovietico nel territorio libero di Lettonia
  • 28 novembre - Il Comitato speciale per la Transcaucasia diventa Commissariato della Transcaucasia, cui viene ora delegato da Lenin il compito di predisporre un armistizio con il nemico ottomano
  • 28 novembre - Il Maapäev rifiuta di riconoscere il nuovo governo bolscevico e si proclama come unica autorità legale in Estonia; in conseguenza di ciò, il 9 dicembre i bolscevichi lo fanno chiudere ed accentrano il potere nelle proprie mani; l'Estonia (così come la parte di Lettonia non occupata dai tedeschi) permane dal 5 novembre in una situazione ambigua dovuta all'alta percentuale di russi residenti ed alla vicinanza alla capitale Pietrogrado: ciò oltre ad impedirgli di poter dichiarare l'indipendenza (come stanno invece facendo altre nazionalità dell'ex Impero russo), comporta uno status di dualismo di potere dove i russi obbediscono agli organismi governativi bolscevichi mentre gli estoni ubbidiscono ancora a quelli del deposto Governatorato Autonomo dell'Estonia, e nel Maapäev si rispecchiava questa divisione che entrambe le parti finora avevano tollerato pacificamente, ma da ora inizia una sottile guerra civile nella regione
  • 29 novembre - In reazione alla nascita della Repubblica Popolare Ucraina, a Rostov i bolscevichi fondano un'effimera Repubblica Sovietica del Donbass
  • fine novembre - I ministri del decaduto governo provvisorio della Repubblica Russa fuggiti da Pietrogrado ed i generali liberati a Bykhov da Duchonin si installano insieme ai contro-rivoluzionari di Krasnov a Mogilëv (Stavka, sede del comando delle operazioni del fronte orientale), che però il 1º dicembre è presa dai bolscevichi; l'autonominatosi comandante dei contro-rivoluzionari Duchonin viene fucilato il 3; i superstiti attraversando l'Ucraina al seguito di Krasnov e Kornilov si spostano verso la regione del fiume Don; inviso da tutti, Kerenskij invece ripara all'estero
  • dicembre - I bolscevichi perdono Vinnycja ma prendono Aşgabat e Port Petrovsk
  • 1 dicembre - Creato il Comitato militare rivoluzionario del Fronte Sudoccidentale; in seguito a ciò il generale Kutepov ordina lo scioglimento del suo reggimento e dalla Bessarabia il 7 attraversando Kiev si dirige sul Don, dove una volta giunto il 24 si unisce ai contro-rivoluzionari di Alekseev, di cui diventa responsabile del presidio della città di Taganrog; anche Afrikan Petrovič Bogaïevskiy dal presidio di Kiev segue lo stesso iter
  • 2 dicembre - A Valka organizzazioni nazionali lettoni formarono il lettone Consiglio Nazionale Temporaneo (Latviešu Pagaidu Nacionala padome) hanno adottato una dichiarazione di autodeterminazione della Lettonia
  • 2 dicembre - Durante il Congresso dei musulmani di Russia e Siberia il Kuriltai del territorio dei popoli tartari del Volga e degli Urali (ex governatorati di Kazan' e Ufa, comprendenti Perm', Samara, Ufa, Kazan', Simbirsk, e altre importanti città) dichiara l'autonomia dalla Russia come Repubblica dell'Idel-Ural con Sadrí Maqsudí Arsal del partito Myllэt Medzhlysy; il 3 anche il Kuriltai del territorio del popolo tartaro di Crimea di Cafer Seydahmet Kırımer a Bağçasaray dichiara l'autonomia dalla Russia come Repubblica Popolare di Crimea con Noman Çelebicihan del partito Milliy Firqa
  • 3 dicembre - Dopo che in seguito alla ceduta dell'esercito russo le armate austro-tedesche sono state riversate ad ovest mettendo in difficoltà i paesi dell'Intesa anti-tedesca (che il 6 novembre ne hanno discusso nella Conferenza di Rapallo), in previsione di una resa separata russa, si svolge un'altra conferenza nella quale vengono stabilite anche delle rispettive aree di interesse nei territori dell'ex impero russo in caso di occupazione militare, e l'instaurazione di contatti con gli organismi difensisti anti-bolscevichi
  • 4 dicembre - A Sóly stipulato un accordo di pre-armistizio tra Russia e Imperi centrali, decretando la sospensione dei combattimenti sul fronte orientale
  • 4 dicembre - A Chișinău viene creato l'organo di autogoverno dei romeni di Moldavia ("Sfatul Ţării") contrapposto al filo-russo Rumcherod di Odessa
  • 5 dicembre - Inizia la sospensione delle ostilità sul fronte del Caucaso con l'Armistizio di Erzincan tra Impero ottomano e Russia; in conseguenza di questa defezione delle posizioni russe, i britannici da Persia e Mesopotamia prendono il posto dei russi nel nord della Persia (Dunsterforce di Lionel Charles Dunsterville); da gennaio le truppe russe iniziano lo sgombero anche dai territori ottomani occupati nella regione armena
  • 5 dicembre - Babrujsk bolscevica
  • 6 dicembre - La Finlandia dichiara l'indipendenza dalla Russia da parte di Pehr Evind Svinhufvud (è considerata universalmente la data di indipendenza della Finlandia)
  • 7 dicembre - Durante il II congresso pan-cosacco del partito Alash (5-13 dicembre) il Baškortostan aderisce alla Repubblica dell'Idel-Ural (della quale Orenburg diviene la capitale)
  • 8 dicembre - Vjatka bolscevica
  • 8 dicembre - In Russia si svolgono le elezioni per la Costituente, con un risultato deludente per i bolscevichi
  • 9 dicembre - Dopo che in seguito al pre-armistizio del 4 l'esercito russo ha abbandonato il territorio romeno, il Regno di Romania trovandosi a dover fronteggiare da solo gli eserciti nemici che grazie alla defezione russa possono varcare il fiume Siret e dirigersi verso Iași, deve firmare l'Armistizio di Focșani con gli Imperi centrali, che pone termine così alla campagna di Romania; il 15 a Chișinău i bolscevichi russi creano il Comitato militare rivoluzionario del fronte romeno
  • 9-11 dicembre - A Ekaterinoslav fallimentare rivolta filo-bolscevica contro l'autogoverno ucraino
  • 11 dicembre - Kaluga bolscevica
  • 11 dicembre - Risveglio nazionale lituano: il Governatorato di Vilna (che si trova sotto occupazione tedesca dal 1915) dichiara l'indipendenza della Lituania dalla Russia
  • 12 dicembre - Omsk e Vladivostok bolsceviche
l'Asia centrale prima della rivoluzione
l'Asia centrale dopo la rivoluzione
  • 13 dicembre - Mentre nel Semirechensk settentrionale i bolscevichi stanno deportando in Siberia i cosacchi, nella Cosacchia gli Oblast' degli Urali, Oblast' del Turgay, Oblast' di Akmolinsk, Oblast' di Semipalatinsk si uniscono e proclamano l'indipendenza come Autonomia di Alash; la sua indipendenza viene a determinare la separazione fisica tra il Turkestan (dove nell'Oblast' di Syr Darya, Oblast' di Samarcanda, ed Oblast' della Transcaspia i bolscevichi russi di Tashkent hanno saldamente in mano il potere) e il resto dei territori bolscevichi dell'ex Impero; in reazione il 20 viene creato il Comitato militare rivoluzionario di Barnaul, in prima linea nella deportazione in corso dei cosacchi della regione Semirechensk dell'autonominatasi "Autonomia di Kokand"
  • 14 dicembre - Novorossijsk bolscevica
  • 14 dicembre - Il governo russo bolscevico su richiesta dell'Iskolat autorizza le contee lettoni di Daugavpils, Ludza e Rēzekne ("Letgallia") a separarsi dal Governatorato di Vitebsk ed unirsi alla parte di provincia lettone di Livonia non occupata dai tedeschi
  • 15 dicembre - Kostroma bolscevica
  • 15 dicembre - I cosacchi del Don condotti da Kaledin prendono Rostov e Taganrog e, dopo aver occupato e soppresso la Repubblica Sovietica del Donbass nata a fine novembre (per cui il 17 i bolscevichi in reazione fondano il Comitato rivoluzionario del Donbass centrale), il 19 di ritorno a Novočerkassk si congiungono con le forze contro-rivoluzionarie di Kornilov e Krasnov appena giunte da Mogilëv; il 24 sono raggiunti anche da Kutepov e il 5 gennaio da Bogaïevskiy (che, brevemente arrestato dai bolscevichi a Luhans'k è poi riuscito ad evadere)
  • 15 dicembre - Gli Imperi centrali accettano l'armistizio chiesto dai bolscevichi il 4, e avviano trattative di pace; nel territorio russo della Bessarabia col sostegno delle truppe russe del generale Dmitry Shcherbachov e della francese "missione Berthelot" (in Romania dal 1916) viene fondata la Repubblica Democratica Moldava di Ion Constantin Inculeţ che rifiuta l'armistizio e ripudia i bolscevichi; in reazione i bolscevichi creano il Comitato militare rivoluzionario del fronte romeno e dichiarano Shcherbachov "nemico del popolo"; il 21 viene creato a Soroca il II Corpo d'Armata polacco dell'esercito russo del generale Sylwester Stankiewicz
  • 16 dicembre - La Russia bolscevica riconosce il diritto all'indipendenza dell'Ucraina chiedendo in cambio il supporto ucraino alla repressione dei cosacchi del Don, con un ultimatum a Mykhailo Hrushevsky presidente della Repubblica Popolare Ucraina, che il 17 rifiuta; Lenin invia verso l'Ucraina un esercito di guardie rosse ("Fronte rivoluzionario del Sud per la lotta alla contro-rivoluzione") comandate da Aleksej Innokent'evič Antonov, che il 20 iniziano la loro offensiva prendendo Tula e il 21 Charkiv
  • 19 dicembre - Chabarovsk, Margilan, e Tomsk bolsceviche
  • 20 dicembre - Nasce la Čeka per la soppressione della contro-rivoluzione nel fronte interno, che si mette subito al lavoro: il 21 viene messo fuori legge il Partito Cadetto
  • 21 dicembre - La Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale di Abdulmajid Thapa Chermoyev dichiara l'indipendenza dalla Russia bolscevica
  • 23 dicembre - A Omsk il congresso regionale dei soviet proclama l’instaurazione del potere bolscevico in tutta la Siberia occidentale
  • 24 dicembre - Dopo settimane di fermento nella Repubblica Popolare Ucraina, ora attaccata da nord dalle guardie rosse inviate dal governo di Pietrogrado, i bolscevichi ucraini vengono espulsi dalla Central'na Rada e perciò lasciano Kiev per rifugiarsi a Charkiv (già presa il 21 dalle guardie rosse comandate da Vladimir Aleksandrovič Antonov-Ovseenko) dove fondano la Repubblica Popolare Ucraina dei Soviet; a Odessa il Rumcherod che finora ha sostenuto il Governo provvisorio russo ora passa al campo bolscevico come "Comitato dei 15" e riconosce il governo di Lenin
  • 25 dicembre - Presa Lubny, l'avanzata delle guardie rosse del "Fronte rivoluzionario del Sud per la lotta alla contro-rivoluzione" è temporaneamente fermata dall'esercito ucraino ad Aleksandrovsk
  • 25 dicembre - Alcuni russi bolscevichi oltranzisti filo-anarchici delusi dalle politiche del governo di Lenin si ritirano su un'isola del golfo di Finlandia fondandovi la Repubblica Sovietica di Naissaar, allo scopo di crearvi una "società ideale"
  • 27 dicembre - Novonikolaevsk bolscevica
  • 27 dicembre - A Chabarovsk il congresso dei soviet dell’Estremo Oriente annuncia il passaggio di tutto il potere ai soviet nelle regioni dell’Amur e del Territorio Marittimo; il 29 Irkutsk aderisce al bolscevismo (nell'estremo oriente rimane ancora esente da bolscevichi solo l'area tra il Bajkal e l'Amur ancora sotto il governatore provvisorio Ivan Afanasyevič Butin)
  • 29 dicembre - Sebastopoli bolscevica
  • 31 dicembre - Il governo di Lenin riconosce l'indipendenza della Finlandia come Repubblica bolscevica

1918[modifica | modifica wikitesto]

  • 2 gennaio - A Valka i bolscevichi dell'Iskolat sciolgono gli organi locali ("consiglio provvisorio del territorio della Livonia") del Consiglio provvisorio nazionale della Lettonia che aveva dichiarato l'indipendenza e il 6 emettono una dichiarazione di fedeltà alla Russia bolscevica
  • 3 gennaio - Odessa è dichiarata "città libera" dal filo-bolscevico Rumcherod che possiede il potere reale nella città
  • 4 gennaio - Penza bolscevica
  • 5 gennaio - Tjumen' bolscevica
  • 6 gennaio - La Germania riconosce l'indipendenza della Finlandia
  • 7 gennaio - Le guardie rosse inviate in Ucraina si stanziano a nord-ovest lungo la linea Vorožba-Ljubotyn-Pavlohrad-Synelnykovo, a est tra Voronež e Millerovo, e a sud sono fermi dal 25 dicembre davanti a Aleksandrovsk; da queste posizioni nei giorni seguenti partono per conquistare altre città: Lozova (il 9), Ekaterinoslav (l'11), Aleksandrovsk (il 15), Konotop (il 16), Hluchiv (il 19), Poltava (il 20), Žitomir (il 22), Krolevets (nell'Oblast' di Sumy) (il 26), Bachmač e Nikolaev (il 27), dirigendosi poi verso Odessa; il 29 circondano ed assediano Kiev (dove vi è in corso la rivolta bolscevica dell'Arsenale); il generale Kutepov organizza la difesa anti-bolscevica di Taganrog e combatte fieramente attorno Matveev Kurgan nel Matveevo-Kurganskij rajon fino al 23 quando è presa dall'Armata Rossa di Rudolf Sievers dopo feroci lotte e vi viene creato il Comitato militare rivoluzionario del Don
  • 8 gennaio - Woodrow Wilson emette i Quattordici punti, che rappresentano uno spartiacque epocale nella concezione della geopolitica e secondo lo storico britannico Eric Hobsbawm considerati la vera causa dei conflitti nazionalistici che seguirono alla Grande Guerra[l'affermazione è troppo netta per affidarsi all'opinione di un'unica fonte: ne servono altre o è ingiusto rilievo][1]
  • 9 gennaio - Creato il Comitato militare rivoluzionario del Caucaso; il 14 nel Caucaso settentrionale Grigoriy Ivanovič Meshcheryakov crea la Repubblica Sovietica di Stavropol', che in questo momento con Novorossijsk e Sebastopoli forma un'enclave ancora separata dal resto dei territori bolscevichi
  • 9 gennaio - I generali russi contro-rivoluzionari nella zona del Don Kornilov e Alekseev dalla ridenominazione dell'"organizzazione Alekseevskaya" annunciano la fondazione dell'"Armata dei Volontari", prima formazione organizzata ufficiale anti-bolscevica capostipite dell'eterogeneo insieme di formazioni che verranno genericamente definite Armata Bianca
  • 15 gennaio - Le guardie rosse del Fronte rivoluzionario del Sud per la lotta alla contro-rivoluzione vengono rinominate Armata Rossa
  • 15 gennaio - Chișinău diventa bolscevica con Yakov Denisovič Meleshin e lo "Sfatul Ţării" viene sciolto
  • 17 gennaio - Petrozavodsk bolscevica
  • 18 gennaio - In Russia formazione di un'assemblea costituente presieduta da Viktor Michajlovič Černov; essendo messi in minoranza dagli altri partiti, i bolscevichi la sciolgono il 19 ed arrestano diversi esponenti mentre altri vanno in esilio
  • 21 gennaio - Aqtöbe bolscevica
  • 21-23 gennaio - Primi scontri nel Kuban': i cosacchi infliggono una pesante sconfitta ai bolscevichi della Repubblica Sovietica di Stavropol' presso la stanitsa Afipskij, non lontano da Enem (Tachtamukajskij rajon); il 28 i cosacchi contro-rivoluzionari fondano a Ekaterinodar la Repubblica Popolare del Kuban'; in reazione i bolscevichi il 30 fondano il Comitato militare rivoluzionario del Kuban'-Mar Nero
  • 23 gennaio - Verchneudinsk bolscevica dopo una guerra civile iniziata il 1º dicembre 1917 tra russi bolscevichi e i buriati contro-rivoluzionari di Tsyben Zhamtsarano; ad inizio febbraio i bolscevichi si impadroniscono anche di Čita, ed entro il 7 febbraio si collegano a quelli di Chabarovsk completando la bolscevizzazione dell'estremo oriente con la presa di Nikolaevsk sull'Amur il 16 febbraio; permangono ancora esenti solo i desolati territori di Sacha-Jacuzia (che dichiara l'indipendenza il 22 febbraio con G.I. Petrovskiy), Krai del mare di Ochotsk, Oblast' di Magadan, Čukotka, Oblast' di Kamčatka, Circondario dei Coriacchi, nei quali i bolscevichi non prenderanno mai effettivamente il potere ma solo nominalmente, fino al 1923
  • 23-31 gennaio - Si svolge il Congresso dei Soviet di tutte le Russie che in pratica viene a sostituire negli scopi la disciolta Assemblea Costituente
  • 25 gennaio - Il I Corpo d'Armata polacco dell'esercito russo di stanza nell'Oblast Occidentale lungo il fronte tra Rahachow-Žlobin-Babrujsk si scontra coi bolscevichi di Jukums Vācietis intenzionati a scioglierlo; il 31 si concentra attorno Babrujsk
  • 25 gennaio - Nella Kiev quasi circondata dai bolscevichi la Central'na Rada dichiara l'indipendenza della Repubblica Popolare Ucraina dalla Russia bolscevica; benché già sotto attacco, tale atto sancisce l'inizio ufficiale della guerra ucraino-sovietica; dal 29 Kiev è circondata e sotto assedio (battaglia di Kruty); il 30 Hrushevsky è sostituito da Vsevolod Holubovych al governo ucraino, che si trasferisce a Žitomir per poi inviare una delegazione a Brest-Litovsk con lo scopo di trattare la pace separata con gli austro-tedeschi; in reazione il 28 i cosacchi del Kuban' (fedeli alla Russia zarista e fautori della continuazione della guerra) fondano a Ekaterinodar la Repubblica Popolare del Kuban'
  • 26 gennaio - A Tobol'sk i bolscevichi prendono in consegna lo Zar dai precedenti carcerieri
  • 26 gennaio - Simferopoli presa dai bolscevichi di Sebastopoli; la Repubblica Popolare di Crimea è soppressa ed il suo presidente Çelebicihan catturato (e giustiziato il 23 febbraio)
  • 28 gennaio - I bolscevichi prendono il potere in Finlandia: guerra civile e d'indipendenza finlandese tra bolscevichi sostenuti dalla RSFS Russa e nazionalisti sostenuti dalla Germania e dagli svedesi del comandante Ernst Linder
i territori rivendicati prima dal Rumcherod e poi dalla RSS Odessa (giallo Yedisan, arancio Bessarabia)
  • 30 gennaio - L'Armata Rossa entra a Odessa accolta dal Rumcherod di Vladimir Grigoryevič Yudovsky che già la controlla totalmente dopo scontri iniziati il 27 e vi fonda la Repubblica Sovietica di Odessa (la quale si considera mera enclave marittima della Russia bolscevica temporaneamente in territorio ucraino); subito essa prende il controllo dello Yedisan e (dopo che il 29 l'esercito romeno su richiesta dei moldavi è entrato a Chișinău sfrattandone i bolscevichi locali fedeli al Rumcherod) attacca la Repubblica Democratica Moldava (rispetto alla quale il 27 il Rumcherod si è proclamato come unica autorità legale in Bessarabia) combattendovi contro le truppe franco-russo-rumene; il 6 febbraio la Repubblica Democratica Moldava si dichiara indipendente dalla Russia bolscevica e dalla RSS Odessa
  • 30 gennaio - Fondata la Repubblica Sovietica di Kaluga da parte di bolscevichi oltranzisti contrari all'armistizio coi tedeschi
  • 30 gennaio - A Pietrogrado il Consiglio provvisorio nazionale della Lettonia per la prima volta ufficialmente presenta la domanda per la creazione di uno stato lettone indipendente
  • 31 gennaio - Orenburg, caposaldo cosacco contro-rivoluzionario tra la steppa e gli Urali e capitale della Repubblica dell'Idel-Ural, è presa dai bolscevichi musulmani di Davletshin supportato dalle truppe di Bljucher giunte da Čeljabinsk; il capo dei cosacchi Dutov si rifugia prima a Verchneural'sk e poi da marzo a Krasninskoje nel Promyšlennovskij rajon; la capitale della Repubblica dell'Idel-Ural è spostata a Kazan', dove si rifugia anche Manat
  • febbraio - Un gruppo di ex ufficiali dell'esercito zarista fonda a Tashkent un'organizzazione segreta di guerriglia per il rovesciamento del potere bolscevico in quella provincia (che in agosto prenderà il nome '"Unione del Turkestan contro il bolscevismo"")
  • 1º febbraio - L'Armata Rossa prende Černigov
  • 3 febbraio - Il I Corpo d'Armata polacco prende la città di Babrujsk nella quale era asserragliata una guarnigione bolscevica; nei giorni seguenti i bolscevichi tentano più volte di riprendere la città (che circondando su 3 lati essendo quello a ovest il fronte russo coi tedeschi fermo in seguito all'armistizio in corso) fino a quando l'11 i tedeschi varcano la linea del fronte e liberano i polacchi dall'assedio
  • 3 febbraio - Il governo bolscevico dichiara decaduti tutti i prestiti ricevuti dalla Russia zarista, provocando così la reazione internazionale nello stile della "diplomazia delle cannoniere" già preventivato dai paesi dell'Intesa nella conferenza del 3 dicembre 1917
L'insorgenza dei turchi nel Caucaso nel 1918
  • 5 febbraio - Visto lo stallo dei negoziati con i russi bolscevichi, recalcitranti a firmare una pace definitiva dopo la scadenza dell'armistizio di Erzincan, ed alla luce del recente ripudio dei debiti esteri (compresi quindi quelli con l'Impero ottomano) annunciato da Lenin, le forze ottomane riprendono la guerra avanzando nell'Amministrazione dell'Armenia occidentale attraverso il fronte fra Tirebolu e Bitlis, e prendono Kelkit (il 7), Erzincan (il 13), Bayburt (il 19) e Tercan (il 22); il 10 Trotsky abolisce il Commissariato della Transcaucasia che doveva trattare la resa con gli ottomani
  • 5 febbraio - Con il pretesto di aiutare i bolscevichi dell'Ucraina nella creazione di potere sovietico, l'Armata Rossa lancia un'offensiva da più direzioni (Charkiv ed Ekaterynoslav, Bryansk, Gomel') contro Kiev
  • 7 febbraio - Astrachan' presa dai bolscevichi giunti da Caricyn dopo due settimane di combattimenti; i cosacchi della Calmucchia si ritirano nella steppa circostante e verso il Don
  • 7 febbraio - A Tomsk la Duma regionale siberiana di Pëtr Jakovlevič Derber (che ha sostituito Potanin il 29 gennaio eleggendo un "Governo provvisorio siberiano") viene sciolta dai bolscevichi, suggellando così il loro potere in tutta la Siberia fino a Vladivostok; i menscevichi si rifugiano in Manciuria dove Derber installa l'11 ad Harbin il governo provvisorio siberiano in esilio, e da questo momento rompono i legami coi bolscevichi in tutto l'ex Impero; a Tomsk rimane il colonnello Arkady Krakovetskiy, con il compito di formare una rete clandestina menscevica e preparare una rivolta contro i bolscevichi (che si realizzerà nel corso della primavera in tentativi falliti a Semipalatinsk, Tomsk, Barnaul, e Blagoveščensk); Mikhail Yakovlevič Lindberg, Boris Dmitriyevič Markov, Pavel Yakovlevič Mikhailov e Vasiliy Osipovič Sidorov rimasti fondano clandestinamente a Novonikolaevsk il "Commissariato della Siberia occidentale"
l'Ucraina riconosciuta dagli Imperi centrali
  • 8 febbraio - Vologda bolscevica
  • 9 febbraio - La Repubblica Popolare Ucraina firma a Brest-Litovsk la pace separata con gli Imperi centrali; questo atto induce i russi bolscevichi a rompere le trattative di pace con gli Imperi centrali, e contemporaneamente l'Armata Rossa ed i bolscevichi della Repubblica Popolare Ucraina dei Soviet di Michael Artemevyč Muravёv entrano a Kiev al termine dell'assedio iniziato il 29 gennaio e ne fanno strazio; il governo ucraino di Holubovych si trattiene a Brest-Litovsk e poi si sposta in Volinia a Mohyliv-Podil's'kyj sempre sotto protezione tedesca; il 12 la capitale della Repubblica Popolare Ucraina dei Soviet è trasferita da Charkiv a Kiev
  • 10 febbraio - A Taganrog (presa dall'Armata Rossa l'8) i cosacchi di Fëdor Andreevič Sergeev indignati dalla resa ucraina agli Imperi centrali, passano al campo bolscevico dopo il congresso di Kamensk, e unendo i loro territori della Zaporizhia a quelli dei bolscevichi di Charkiv (che come reazione campanilistica al trasferimento a Kiev della capitale della Repubblica Popolare Ucraina dei Soviet si sono staccati da essa) creano la Repubblica Sovietica del Donec-Krivoj Rog con capitale Charkiv; i bolscevichi in Ucraina si trovano ora divisi tra tre loro governi rivali tra loro; l'11 il comandante dei cosacchi contro-rivoluzionari del Don Kaledin, vistosi così tradito, si suicida
  • 13 febbraio - Passa al campo bolscevico l'ultima residua sacca che finora non era ancora passata al bolscevismo nella Russia etnica, Tambov
  • 14 febbraio - La Russia bolscevica adotta il calendario gregoriano
  • 14 febbraio - Ad Aşgabat scontri tra i bolscevichi del Turkestan e soldati di transito che a seguito dell'armistizio del 5 dicembre 1917 stanno sgomberando dal nord della Persia; i primi hanno la meglio (anche a causa delle diserzioni nell'esercito che rimpinguano le fila dei bolscevichi) e la Transcaspia rimane sotto i bolscevichi del Turkestan di Pëtr Alekseyevič Kobozev
  • 15 febbraio - Battaglia di Rarańcza: in seguito alla firma della pace tra Ucraina e Imperi centrali (la pacificazione tra i due paesi diminuisce le possibilità di riuscire a creare uno stato polacco veramente indipendente), i reparti polacchi degli eserciti austro-ungarico e tedesco (riuniti nel Corpo ausiliario polacco di Haller) di stanza lungo il fronte con l'Ucraina presso Cernivci in Bucovina disertano e forzano la linea del fronte (già stabilizzata fin dalla tregua del 4 dicembre 1917) per unirsi ai loro compatrioti dell'esercito russo (II Corpo d'Armata polacco) appena ribellatisi anch'essi ai loro nuovi comandanti bolscevichi del Comitato militare rivoluzionario del fronte romeno che ancora hanno in mano la zona; in seguito a questo evento anti-tedesco il 23 febbraio in Francia l'esercito polacco noto come "Esercito blu" viene finalmente posto sotto la sovranità diretta del "Comitato nazionale polacco" di Dmowski e Paderewski
febbraio 1918
  • 16 febbraio - Atto d'indipendenza della Lituania come Regno di Lituania sotto l'egida tedesca
  • 16 febbraio - La Repubblica Popolare del Kuban' proclama l'indipendenza dalla Russia bolscevica e dalla Repubblica Popolare Ucraina
  • 17 febbraio - Arcangelo bolscevica
  • 18 febbraio - Pacificatasi con l'Ucraina il 9, e vista la rottura dei negoziati con i bolscevichi (anche sul tema economico del ripudio dei debiti e dell'esproprio delle proprietà estere) conseguente proprio alla stipula della pace separata della Repubblica Popolare Ucraina, scaduto il termine dell'armistizio, dopo gli ottomani anche gli austro-tedeschi riprendono l'offensiva contro la Russia, lanciando sul fronte nord-orientale l'operazione Faustschlag: davanti a una resistenza trascurabile l'8ª armata tedesca nel mese seguente avanza per molti chilometri, catturando la maggior parte dell'Oblast Occidentale, la Livonia e l'Estonia; il 19 Lenin ordina alla Flotta del Baltico di abbandonare la base di Tallinn per ripararsi a Helsingfors e poi a Kronštadt (l'operazione verrà conclusa il 12 marzo); il I Corpo d'Armata polacco dell'esercito russo a Babrujsk si schiera ora con i tedeschi dirigendosi con loro verso Minsk, mentre in Bucovina il Corpo ausiliario polacco e la II brigata di Haller si incorporano nel II Corpo d'Armata polacco (che da fine marzo sarà sottoposto al comando dell'"Esercito blu")
  • 18 febbraio - A seguito dell'offensiva dei cosacchi bolscevichi della Repubblica Sovietica del Donec-Krivoj Rog che assediano Rostov dal 13 e Novočerkassk dal 16, perduto il loro comandante suicidatosi l'11, ed essendo appena stato fucilato colui che lo sostituì Anatoliy Mikhaylovič Nazarov, l'Armata dei Volontari seguendo Kornilov abbandona il Don con la "Marcia del Ghiaccio" dirigendosi verso Ekaterinodar per unirsi ai cosacchi della Repubblica Popolare del Kuban' che ha appena proclamato l'indipendenza (prima campagna del Kuban'); Rostov abbandonata dai cosacchi bianchi è presa il 23 dai cosacchi bolscevichi; Novočerkassk cade il 25
  • 18 febbraio - I bolscevichi del Turkestan (principalmente operai russi della costruenda ferrovia Trans-Aral) guidati dal generale Michail Vasil'evič Frunze partendo da Tashkent abbattono nel sangue l'Autonomia di Kokand; in marzo entrano nel Semirechensk meridionale dove il 3 marzo prendono Vernyj; i cosacchi del Semirechensk deportati a Omsk in dicembre e ora ribellatisi ("ribellione Popovskiy"), asserragliati nel villaggio Zahlaminskoy, si dirigono a Kökşetaw e poi nella steppa a sud della città, con l'intento di tornare nel Semirechensk
  • 18-21 febbraio - I tedeschi raggiungono e prendono Daugavpils e Minsk; il 20 Iskolat da Valka evacua a Mosca, dove il 4 aprile verrà sciolto; il 22 il territorio lettone è totalmente occupato
  • 23 febbraio - Nella Russia bolscevica viene avviata la coscrizione obbligatoria all'Armata Rossa; il giorno seguente nonostante la contrarietà di Trotsky il governo di Lenin chiede un altro armistizio agli Imperi centrali
  • 24 febbraio - Gli austro-tedeschi partendo dal fronte galiziano riprendono l'avanzata anche in Ucraina in accordo col governo di Holubovych che il 12 aveva chiesto il loro aiuto per scacciare i tre stati bolscevichi locali, ed entrano a Žitomir, dove vi si ri-trasferisce il governo ucraino; i tedeschi di Alexander von Linsingen avanzano dalla Volinia nel nord (ex distretto militare di Kiev) e in Crimea, gli austriaci di Eduard Freiherr von Böhm-Ermolli dalla Podolia nel sud (ex distretto militare di Odessa)
  • 24 febbraio - In seguito alla nuova richiesta di armistizio e quindi in previsione di un'imminente pace tra Russia bolscevica e Impero ottomano, la Repubblica Federale Democratica Transcaucasica (che subentra al controllo anche di ciò che resta del territorio ex-ottomano dell'Amministrazione dell'Armenia occidentale) dichiara l'indipendenza e continua autonomamente la guerra contro l'Impero ottomano; in reazione a ciò i musulmani azeri del Musavat avviano una ribellione pro-ottomana che sfocerà il 30 marzo nell'inizio della lunga guerra armeno-azera; anche in Abcasia e nel sud dell'Ossezia i musulmani insorgono: nei territori osseti viene proclamata la Repubblica sovietica e inizia la guerra georgiano-osseta durante la quale il 19 marzo Tskhinvali è occupata dai ribelli osseti (ma il 22 viene ripresa dai georgiani), mentre in Abcasia (dove Soči è in mano bolscevica dal 10 febbraio) il 13 marzo la costa settentrionale (ex Governatorato del Mar Nero, già contesa tra la Transcaucasia e la Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale) fino a Novorossijsk compresa secede come Repubblica Sovietica del Mar Nero (Abram Izrailevič Rubin presidente)
  • 25 febbraio - Gli ottomani prendono Trebisonda, capitale della effimera Repubblica del Ponto (resasi da poco indipendente dalla filo-russa Amministrazione dell'Armenia occidentale in seguito alle ripetute trattative russe di resa)
  • 25 febbraio - L'Estonia è occupata dai tedeschi; il giorno precedente nella certezza dell'imminente loro arrivo gli estoni del Governatorato Autonomo dell'Estonia usciti dalla clandestinità in cui erano costretti dal 9 dicembre 1917, approfittando della fuga dei russi bolscevichi riaprendo il Maapäev avevano dichiarato simbolicamente l'indipendenza dalla Russia (Dichiarazione d'indipendenza dell'Estonia) e fondato il governo provvisorio Estone; il 26 anche la Repubblica Sovietica di Naissaar è occupata e vi viene assorbita; il 3 marzo i tedeschi raggiungono e si arrestano a Narva; i bolscevichi dall'Estonia fuggono perlopiù in Finlandia andando ad ingrossare le loro fila nella guerra civile lì in corso; il 26 i tedeschi entrano a Pskov
  • marzo - Nell'Altaj a Ulala Vasily Ivanovič Anuchin dichiara indipendente la Repubblica di Ojrot per separazione dal distretto di Bijsk
  • 1º marzo - Nella prospettiva dell'arrivo dell'esercito tedesco, al 2º Congresso pan-russo dei musulmani tartari a Kazan' la Repubblica tartaro-baschira dell'Idel-Ural dichiara l'indipendenza dalla Russia bolscevica; ad essa si uniscono ora anche alcuni territori non musulmani (Ciuvascia, Udmurtia, Mari e Mordovia)
  • 1º marzo - I tedeschi entrano a Vinnycja e il 2 a Kiev dopo che il 27 febbraio il governo della Repubblica Popolare Ucraina dei Soviet si è spostato a Poltava (dal 10 marzo a Ekaterinoslav, dal 4 aprile a Charkiv, e dall'8 a Luhans'k)
  • 2 marzo - In Russia amnistia generale per i contro-rivoluzionari arrestati nel novembre 1917
la pace di Brest-Litovsk (prevede la restituzione alla Russia bolscevica dell'area in verde chiaro tra Gomel-Minsk-Pskov)
  • 3 marzo
    • I tedeschi a nord si assestano sulla linea Narva-Pskov-Vitebsk-Orša-Mogilëv-Gomel'; quasi tutto il territorio bielorusso ("Oblast Occidentale" o per i tedeschi "Ober Ost") è occupato, eccetto un'area meridionale (Paludi del Pryp'jat') che è stata aggirata dall'esercito tedesco che non la considera strategicamente essenziale; nella storiografia sovietica questa sacca "invitta" (che non era uno stato indipendente vero e proprio ma un'enclave della Russia bolscevica) viene chiamata "Repubblica guerrigliera" Rudobelskaya
    • La RSFS Russa firma il trattato di Brest-Litovsk, atto che conclude le ostilità sul fronte orientale; l'Oblast Occidentale rimane temporaneamente sotto occupazione tedesca (la parte rimasta russa viene inclusa nel Governatorato di Smolensk che viene sciolto e ne diviene parte); l'indipendenza dei nuovi stati protetti dagli Imperi centrali viene riconosciuta (esclusi i territori occupati dopo il 18 febbraio); le repubbliche bolsceviche ucraine vengono quindi disconosciute e di conseguenza i tedeschi possono continuare l'avanzata in Ucraina (già ripresa dal 24 febbraio su richiesta del governo ucraino del 12) e iniziare il 4 quella dalla Bucovina verso Odessa in accordo col governo ucraino per eliminare i bolscevichi che ora controllano praticamente tutto il resto del paese eccetto una sottile fascia nord-occidentale tra Kiev e Vinnycja; la Russia bolscevica accetta di restituire all'Impero ottomano il territorio acquisito dopo la guerra russo-turca del 1877-78 (Kars e Batumi, ora tenuti però dalla secessa Transcaucasia)
    • A Mosca l'opposizione (sia di sinistra che di destra) alla resa si unisce all'"Unione di protezione della Costituente" di Avxentiev che diventa "Unione di rinascita della Russia", mentre gli anti-bolscevichi bianchi di Boris Sávinkov creano l'"Unione per la Difesa della Madrepatria e della Libertà"; viceversa sorgono alcuni gruppi filo-tedeschi, tra cui il Centro Destra di Pavel Ivanovič Novgorodtsev poi confluito nel Centro Nazionale di Nikolaj Ivanovič Astroff (che poi a sua volta confluirà nell'"Unione di rinascita della Russia"); da Mosca l'Iskolat (che il 4 aprile verrà sciolto) esprime a Lenin una protesta per la resa russa (viceversa molti indipendentisti lettoni ora sostengono i tedeschi)
  • 5 marzo - La Romania firma a Buftea il trattato di Brest-Litovsk con la RSFS Russa; un accordo firmato il 9 prevede lo sgombero entro 2 mesi dell'esercito romeno che da inizio marzo ha occupato tutta la Bessarabia
  • 5 marzo - Le clausole della resa permettono alla Russia il mantenimento di un esercito come "forze di cortina" per sorvegliare la linea di demarcazione stabilita dal trattato di pace di Brest-Litovsk: il 29 Trotsky vi istituisce la "cortina occidentale"
  • 5 marzo - Pacificatisi con gli ottomani (e quindi vanificata la prospettiva dell'arrivo dell'esercito ottomano), i bolscevichi di Ye.S. Bogdanov possono riprendere il possesso dei territori della Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale che unendoli ai territori circostanti (Distretto Khasavyurt) il 16 trasformano in Repubblica Sovietica del Terek con capitale Pjatigorsk; Chermoyev esilia in Georgia assieme ai musulmani anti-bolscevichi e ai cosacchi (che il 4 avevano dichiarato l'indipendenza del Terek dalla Repubblica Montanara)
  • 5 marzo - I tedeschi sbarcano alle Isole Åland (già occupate dagli svedesi da febbraio); il 7 la Finlandia firma il trattato di Brest-Litovsk con la Germania
  • 6-8 marzo - Al suo VII Congresso il Partito Operaio Socialdemocratico Russo (bolscevico) si trasforma in Partito Comunista Russo
  • 8 marzo - Dall'unificazione dell'ex Governatorato della Livonia (staccato appositamente dall'Estonia che torna ai suoi vecchi confini storici precedenti all'aprile 1917) agli altri governatorati di etnia lettone (compresa la Letgallia staccata dal Governatorato di Vitebsk il 14 dicembre 1917) sotto l'egida tedesca viene creato uno stato nazionale lettone come Ducato di Curlandia e Semigallia
  • 8-13 marzo - La Legione Ceca combatte volontariamente assieme ai bolscevichi ucraini contro i tedeschi nella battaglia di Bakhmach; il 12 i tedeschi entrano a Černigov (assegnata all'Ucraina dalla pace di Brest-Litovsk)
  • 9 marzo - In previsione di uno sbarco tedesco in Finlandia, forze dell'Intesa in accordo coi bolscevichi locali sbarcano a Murmansk in funzione anti-tedesca, malgrado il 2 marzo in seguito ai negoziati allora in corso a Brest-Litovsk fosse arrivata la sconfessione di tale accordo da parte del governo di Lenin (che in precedenza aveva invece dato l'assenso)
  • 11 marzo - Dopo che dal 4 gli austro-tedeschi hanno iniziato ad avanzare anche dalla Bucovina lungo lo spluviale orientale del Dnestr, la loro avanzata è ora favorita dai soldati russi del fronte romeno di Mikhaïl Drozdovski (stanziati in Bessarabia da gennaio) che, mossisi dalle postazioni per raggiungere sul Don l'esercito di Denikin incalzati dagli stessi austro-tedeschi ("marcia Iaşi-Don") li precedono liberandogli i territori dai bolscevichi, in una benevola ma paradossale concordanza; il 13 la Repubblica Sovietica di Odessa è soppressa e annessa alla Repubblica Popolare Ucraina; il Rumcherod si trasferisce prima a Nikolaev, poi a Rostov, e poi a Ejsk, finché in maggio viene sciolto e Yudovsky esula a Mosca
  • 12 marzo - Gli ottomani nella continuazione della guerra contro la Repubblica Federale Democratica Transcaucasica prendono Erzurum; nei giorni seguenti cadono in mano ottomana anche Malazgirt, Hinis, Oltu, Köprüköy e Tortum
Semirechensk ("sette fiumi")
  • 12 marzo - Appena eletto atamano dei cosacchi del Semirechensk nella steppa kirghisa, il capo della "ribellione Popovskiy" Boris Annenkov avvia un attacco contro i bolscevichi e il 19 cattura Omsk che tiene però solo fino alla fine di aprile; nel corso della primavera il fronte tra bolscevichi e cosacchi ribelli corre da sud-est a nord-ovest dalle pendici del Džungarski Alatau tra la stanitsa Abakumovo e le steppe del Distretto di Aqsu, fino al lago Balqaš (a sud dal 3 marzo vi sono i bolscevichi del Turkestan); il 14 Ust'-Kamenogorsk è presa dai bolscevichi provenienti da Barnaul
  • 14 marzo - La capitale della Russia bolscevica è spostata da Pietrogrado a Mosca
  • 14 marzo - La contro-rivoluzionaria Repubblica Popolare del Kuban' è soppressa dai bolscevichi; il 17 la sua Rada "in esilio" stipula un patto di alleanza anti-bolscevica con l'Armata dei Volontari (che sta marciando dal Don verso il Kuban') nella quale il 27 confluisce l'esercito del Kuban' di Viktor Pokrovsky
  • 14 marzo-5 aprile - Fallimentare conferenza di pace di Trebisonda tra Impero ottomano e Repubblica Federale Democratica Transcaucasica
  • 19-20 marzo - Davanti all'avanzata tedesca, al congresso bolscevico di Ekaterinoslav viene proclamata la fusione della Repubblica Popolare Ucraina dei Soviet con la Repubblica Sovietica del Donec-Krivoj Rog e con ciò che rimane del territorio della Repubblica Sovietica di Odessa, dalle quali nasce la Repubblica Sovietica Ucraina, che si dichiara indipendente dalla Russia bolscevica a causa della sua resa alla Germania, la cui priorità quindi ora alla luce delle conseguenze del Trattato di Brest-Litovsk è contrastare l'avanzata tedesca in Ucraina; capitale è Ekaterinoslav (dal 4 aprile Charkiv, e dall'8 Luhans'k); la filo-russa parte meridionale della Repubblica Sovietica del Donec-Krivoj Rog rifiuta di fondersi nell'indipendentista Repubblica Sovietica Ucraina e si proclama Repubblica Sovietica della Tauride (cui si uniscono anche i territori bolscevichi filo-russi della Crimea) con Anton Iosifovič Slutskiy; intanto i tedeschi avanzano e dichiarano abolite le Repubbliche Sovietiche i cui territori conquistati vengono progressivamente annessi alla Repubblica Popolare Ucraina; i cosacchi "rossi" di Fyodor Grigoryevič Podtyolkov e Vladmir Kovalev si arroccano sul Don fondandovi a Rostov (che hanno preso il 23 febbraio) la Repubblica Sovietica del Don
  • 21 marzo - Dopo essere sbarcati il 9 a Murmansk, i britannici in Carelia partono guidati dai bolscevichi russi e finlandesi per contrastare i contro-rivoluzionari finlandesi (Guardia Bianca e le Jägertruppen di Kurt Martti Wallenius) della spedizione "Viena" in marcia verso Kem'
  • 23 marzo - Il Regno di Lituania ottiene l'approvazione tedesca all'indipendenza
Europa 12 kwietnia 1918.png
  • 25 marzo - I tedeschi a Kremenčuk
  • 25 marzo - La parte di Oblast Occidentale occupata dai tedeschi e che dovrebbe essere restituita alla Russia, per evitare ciò Jan Sierada la dichiara indipendente come Repubblica Popolare Bielorussa; in reazione il 29 Trotsky istituisce la "cortina occidentale" che copre oltre 800 chilometri fino al confine ucraino lungo la linea Nevel'-Polack-Syanno-Orša-Mogilëv-Žlobin-Gomel'-Novy Oskol
  • 26-28 marzo - A Roma ha luogo l'indipendentista Congresso delle Nazioni d'Austria-Ungheria
  • 26 marzo-13 aprile - Conflitto di competenza tra bolscevichi per la presa in carico dello Zar
  • 28 marzo - Pacificatasi con la Germania (e quindi vanificata la prospettiva dell'arrivo dell'esercito tedesco), la Russia bolscevica può riprendere il possesso dei territori della Repubblica dell'Idel-Ural; la Legione Ceca in Ucraina è smobilitata su ordine di Trotsky ed avviata verso est per essere utilizzata per questo scopo; all'Idel-Ural viene garantita l'autonomia ma convertita in Repubblica Sovietica di Transbolaqia e Maqsudí Arsal esilia in Finlandia: diventano o ritornano bolsceviche così importanti città quali Perm', Samara, Ufa, Kazan', Simbirsk, Vyatka, Stavropol' sul Volga; dal loro esilio a Krasninskoje i cosacchi di Dutov partono verso Orenburg ed il 4 aprile vi effettuano un attacco, prendendo nel corso di aprile il controllo dell'intera Baschiria, contro la quale i bolscevichi dalla Transbolaqia combatteranno fino a giugno
  • 29 marzo - I tedeschi a Poltava
  • 30 marzo - Il Daghestan occupato dai cosacchi del Terek
  • 30 marzo-2 aprile - Massacro di azeri a Baku da parte della Federazione Rivoluzionaria Armena
  • 31 marzo - L'Armata dei Volontari con i residui contro-rivoluzionari cosacchi del Don (che il 3 aprile diventano "Armata del Don") nel corso della prima campagna del Kuban' giungono alle porte della capitale della Repubblica Popolare del Kuban' Ekaterinodar (che è stata presa dai bolscevichi il 14); fino al 13 aprile la città è assediata dai cosacchi bianchi
  • 2 aprile - La Germania concede l'indipendenza all'Estonia
  • 3 aprile - Reparti tedeschi sbarcano ad Hanko in Finlandia dove è in corso la guerra civile; il 6 entrano a Tampere, il 13 a Helsingfors, il 29 a Vyborg
  • 4 aprile - Gli austro-tedeschi a Ekaterinoslav, la capitale della Repubblica Sovietica Ucraina è trasferita a Charkiv
  • 5 aprile - Reparti giapponesi sbarcano a Vladivostok scacciandone i bolscevichi a causa della violazione russa del trattato segreto russo-giapponese sulla Cina del 3 luglio 1916; nella regione del Bajkal i cosacchi dell'atamano Grigorij Michajlovič Semënov si ribellano all'autorità bolscevica; il 6 maggio si aggiungeranno ad essi i cosacchi dell'Amur di Ivan Mikhaylovič Gamov, coi quali a Borzja dichiareranno l'indipendenza della Transbajkalia fino al 13 quando i bolscevichi ne riprenderanno il controllo come Repubblica Sovietica dei lavoratori dell'Amur con capitale Blagoveščensk
  • 7 aprile - Gli ottomani completano l'occupazione dell'intero territorio dell'Amministrazione dell'Armenia occidentale e della Repubblica del Ponto raggiungendo così il loro confine prebellico; dal lato opposto, in Abcasia l'8 Sukhumi è presa dai bolscevichi
  • 8 aprile - Di fronte all'avanzata tedesca la capitale della Repubblica Sovietica Ucraina è trasferita da Charkiv a Luhans'k
  • 9 aprile - La Repubblica Democratica Moldava vota per l'annessione e si unisce alla Romania; Russia bolscevica e Repubblica Popolare Ucraina non riconoscono tale atto
  • 10 aprile - I finlandesi della spedizione "Viena" raggiungono Kem' tagliando così in due la Carelia
  • 11-12 aprile - La Čeka attua a Mosca un'operazione di repressione dei gruppi anarchici ("guardie nere") contrari alla resa di Brest-Litovsk
  • 12 aprile - Estonia e Ducato di Curlandia e Semigallia si uniscono nel Ducato Baltico Unito (ufficialmente indipendente ma vincolato ad un'unione personale col Kaiser Guglielmo II di Germania); il 26 maggio la Russia bolscevica dichiarerà esplicitamente di non riconoscerne l'indipendenza
  • 12 aprile - Gli ottomani varcano la frontiera prebellica ed il 15 entrano a Batumi fondandovi il Governatorato del Caucaso sud-occidentale; il 17 prendono Poti, il 25 Kars e Ardahan; a Maku viene varcato il confine con la Persia per raggiungere il Naxçıvan; il 3 maggio entrano a Van
  • 13 aprile - Nell'ambito della guerra armeno-azera Baku è presa dalla Federazione Rivoluzionaria Armena di Step'an Šahowmyan che vi fondano la Comune di Baku; i ribelli azeri di Məhəmməd Rəsulzadə fuggono nell'entroterra a Elizavetpol (Gäncä), da dove continueranno a combattere contro gli infedeli
  • 13 aprile - L'Armata dei Volontari e quella del Don che al termine della marcia del ghiaccio dal 31 marzo assediano Ekaterinodar sono respinte, e nel corso dell'assedio Kornilov muore (Lenin: "la guerra civile è finita"); nel territorio dell'ex Repubblica Popolare del Kuban' il bolscevico Yan Vasilyevič Poluyan crea la Repubblica Sovietica del Kuban; ora che tutto il versante nord-occidentale del Caucaso è bolscevico, prese tra due fuochi (bolscevichi del Don e bolscevichi del Kuban'), il comando supremo dei contro-rivoluzionari passa a Denikin che inverte la rotta in direzione di Rostov e Novočerkassk dove dalla parte opposta stanno per giungere i reparti contro-rivoluzionari russi del fronte romeno di Drozdovski inseguiti dagli austro-tedeschi
aprile 1918
  • 17 aprile - I cosacchi di Dutov abbandonano temporaneamente Krasninskoje sotto l'attacco dei bolscevichi di Transbolaqia, e si rifugiano nella steppa del Turgay nell'Autonomia di Alash
  • 18 aprile - A Berdjans'k si svolge una rivolta contro i bolscevichi che in previsione dell'arrivo del nemico stanno devastando tutte le suppellettili; termina con l'entrata in città dei reparti di Drozdovski seguiti dagli austro-tedeschi il 24
  • 19 aprile - I bolscevichi chiudono la Commissione sullo sviluppo degli affari politici di Mosca (istituita dal governo provvisorio il 22 marzo 1917)
  • 19 aprile - I tedeschi entrano a Charkiv, e il 24 a Berdjans'k; il 23 i reparti russi di Drozdovski vengono in contatto coi cosacchi del Don
  • 25 aprile - Port Petrovsk ripresa dai bolscevichi di Stavropol'
  • 25 aprile - I tedeschi completano l'occupazione della Crimea iniziata il 13 e l'annettono alla Repubblica Popolare Ucraina; stessa sorte il 30 per il resto della Repubblica Sovietica della Tauride; il 1º maggio raggiungono Sebastopoli dopo che il 30 parte della Flotta russa del Mar Nero è fuggita a Novorossijsk nella Repubblica Sovietica del Mar Nero
  • 26 aprile - Germania e Russia sovietica riprendono le relazioni diplomatiche ed economiche (i difensisti accusano il governo Lenin di essere di fatto un fantoccio della Germania)
  • 26 aprile - Scampato il pericolo dell'invasione tedesca, lo Zar è spostato da Tobol'sk a Ekaterinburg - i restanti membri della famiglia reale arrivano a Ekaterinburg il 23 maggio
  • 27 aprile - Germania e Impero ottomano firmano a Costantinopoli un accordo segreto sulla divisione delle sfere d'influenza: agli ottomani è assegnato il territorio della Georgia e gran parte dell'Armenia, il resto del Caucaso è posto sotto il controllo della Germania (sarà rettificato il 14 maggio su richiesta dei georgiani)
  • 28 aprile - I tedeschi entrano a Luhans'k dopo che il 18 il governo della Repubblica Sovietica Ucraina di Andrey Sergeyevič Bubnov si è spostato "in esilio" a Novočerkassk
  • 29 aprile - I tedeschi sostengono un colpo di stato in Ucraina: la progressista Central'na Rada è sostituita dal conservatore "Atamanato" del filo-tedesco Pavlo Petrovyč Skoropadskyi, che fonda lo Stato Ucraino al posto della Repubblica Popolare Ucraina
  • 30 aprile - Dall'unificazione della valle del Syr Darya (dove i bolscevichi russi di Tashkent detengono il potere fin dal novembre 1917) con la valle di Fergana (conquistata dai bolscevichi di Tashkent tra il 18 febbraio e 3 marzo), il Semirechensk (conteso tra pan-turchisti e bolscevichi dopo la deportazione dei cosacchi in dicembre), e la Transcaspia (dove il potere bolscevico è stato consolidato dopo gli scontri del 14 febbraio), viene creata la Repubblica Sovietica del Turkestan
  • 7 maggio - Per ratificare l'armistizio di Focșani in vigore ormai da cinque mesi, Alexandru Marghiloman firma il Trattato di Bucarest tra le Potenze centrali ed il Regno di Romania: il governo romeno riprende il controllo dei suoi territori occupati dalle Potenze centrali, ad eccezione della Dobrugia (che resta alla Bulgaria) e di alcuni passi montuosi; è annullato l'accordo russo-romeno del 9 marzo e quindi confermata l'annessione della Bessarabia (ex Repubblica Democratica Moldava) alla Romania (ufficializzata già il 22 aprile), ma il paese si ritrova economicamente sottomesso alla Germania; il 18 maggio il governo romeno accetta il Trattato di Bucarest; il parlamento solo il 4 luglio, mentre re Ferdinando I rifiuterà sempre
  • 4 maggio - I contro-rivoluzionari russi del fronte romeno di Drozdovski prendono Rostov dopo aspri combattimenti con l'Armata Rossa; il 7 giungono sul Don; l'8 gli austro-tedeschi quindi entrano a Rostov senza dover combattere e vi installano il loro quartier generale dell'Ucraina
maggio 1918 secondo il trattato di Brest-Litovsk (ma la Bielorussia ha dichiarato l'indipendenza)
  • 10 maggio - I disertori polacchi accerchiati in Bucovina dal 18 febbraio sono sconfitti dai tedeschi nella battaglia di Kaniów; delle unità superstiti alcune (sotto Haller) fuggono via mare da Odessa verso la Francia (dove si uniranno all'"esercito blu"), mentre altre (2ª brigata polacca di Lucjan Żeligowski) si dirigono a est con l'intenzione di unirsi alla 4ª Divisione Fucilieri polacca di Franciszek Zieliński alleata ai contro-rivoluzionari russi nel Kuban' andando a formare il II Corpo d'Armata polacco
  • 10-18 maggio - Grazie all'arrivo dei contro-rivoluzionari russi del fronte romeno di Drozdovski ed alla presenza dei tedeschi che essendosi insediati a Rostov ne hanno allontanato i bolscevichi, i cosacchi del filo-tedesco Krasnov (all'uopo il 16 nominato atamano in seguito alla morte del suo predecessore Nazarov e al breve atamanato "in esilio" di Pëtr Kharitonovič Popov) ora noti come "Armata del Don", con l'Armata dei Volontari di Denikin (nella quale sono confluite le unità di Drozdovski) riprendono Novočerkassk (il governo della Repubblica Sovietica Ucraina si sposta ora in esilio a Mosca) e cacciano i bolscevichi della Repubblica Sovietica del Don (il suo governo si sposta prima a Velikoknjažeskuju e poi "in esilio" a Caricyn, fino ad essere abolito in giugno), che diventa la filo-tedesca Repubblica del Don; l'11 i capi dei cosacchi "rossi" catturati sono impiccati dai bianchi nella fattoria Ponomarev del Kašarskij rajon; a Ejsk il Rumcherod viene sciolto e Yudovsky esula a Mosca
  • 11 maggio - Si apre una nuova conferenza di pace a Batumi tra Impero ottomano e Repubblica Federale Democratica Transcaucasica; galvanizzati dall'imminente vittoria ottomana i musulmani nordcaucasici rifondano in Daghestan col determinante supporto ottomano la Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale (che era stata soppressa ed unificata ai bolscevichi del Terek il 5 marzo) ri-dichiarando l'indipendenza; il nuovo "governo Gorskoe" del dittatore Nuh Beg Hanovič Tarkovskij si affida al sostegno ottomano e austro-tedesco
  • 16 maggio - I bolscevichi finlandesi definitivamente sconfitti col fondamentale supporto tedesco in Finlandia: indipendenza della Finlandia come monarchia filo-tedesca, che continua la crociata anti-bolscevica rivolgendosi ora anche contro la Russia (prima guerra sovietico-finlandese)
  • 16 maggio - Istituito il Supremo Tribunale Rivoluzionario del Comitato Esecutivo Centrale per poter giudicare i maggiori nemici della Rivoluzione (in realtà il bersaglio della repressione in questo momento sono i "difensisti" anti-tedeschi di qualunque colore politico siano)
  • 17 maggio - I georgiani riprendono Sukhumi ai bolscevichi abcasi (verrà annessa alla Georgia il 23 giugno)
  • 17-20 maggio - Rivolte contadine anti-bolsceviche a Cimljansk e a Samara
  • 18 maggio - I rappresentanti di Daugavpils, Ludza e Rezekne eleggono un nuovo Consiglio Centrale della Terra di Letgallia (si riunirà una sola volta, il 4-5 ottobre a Daugavpils)
  • 20 maggio - I dignitari di corte dello Zar sono deportati ad Alapaevsk
  • 21 maggio - Stavropol' presa dai cosacchi; il governo della sua Repubblica Sovietica va in esilio a Nevinnomyssk
  • 21 maggio - In seguito al fallimento della conferenza di pace a Batumi, l'Impero ottomano riprende la guerra ed entra nel territorio armeno della Repubblica Federale Democratica Transcaucasica; l'avanzata ottomana è brevemente fermata nelle battaglie di Sardarapat (21-29 maggio) e di Bash Abaran (21-24 maggio); il 25 giunge a Poti via mare un primo contingente tedesco
  • 25 maggio - La Legione Ceca del comandante Vladimir Nikolayevič Shokorov composta di ex prigionieri di guerra cechi dell'esercito austroungarico che dopo essere stata utilizzata per riprendere il controllo bolscevico nell'Idel-Ural è ora in viaggio verso Vladivostok con la prospettiva del trasferimento via mare in Francia (dove desiderano combattere a fianco dell'Intesa), bloccata da Trotsky in Siberia a seguito del trattato di Brest-Litovsk (che ne prevede la restituzione agli austro-tedeschi), presso Mariinsk si ribella ai carcerieri bolscevichi ed inverte la rotta verso ovest raccogliendo lungo il tragitto tutti i compatrioti (dislocati ora dagli Urali al Bajkal) e la 5ª divisione fucilieri polacca di Walerian Czuma; ad esse si uniscono ora nella lotta contro il bolscevismo anche i menscevichi (ritornati appositamente dalla Manciuria dove si trovavano in esilio dal 7 febbraio) e gli zaristi siberiani che avevano oramai perduto le speranze (molti dei quali già rifugiatisi all'estero), inaugurando così il secondo fronte bianco dopo quello del Don; secondo molti autori questo episodio segna l'inizio della guerra civile vera e propria, generalizzata e non più solo locale
  • 25-28 maggio - Gli ottomani dilagano in Transcaucasia dopo la battaglia di Kara Killisse
  • 26 maggio - La Repubblica Democratica di Georgia esce dalla Transcaucasia e chiede l'armistizio agli Imperi centrali; truppe tedesche di Friedrich Freiherr Kress von Kressenstein partite via mare da Costanza (ora bulgara) con le navi della Flotta rossa (catturate a Sebastopoli il 1º maggio) giungono l'8 giugno nel paese e il 12 sono a Tbilisi, accolte calorosamente in funzione anti-bolscevica (il paese da marzo è mutilato della sua storica regione costiera settentrionale presa dai bolscevichi abcasi del mar Nero) e anti-ottomana, nella speranza che agiscano come deterrente contro gli, pur loro alleati, ottomani
  • 27 maggio - I tedeschi raggiungono la massima penetrazione a est (bacino del Don) e come da trattato di Brest-Litovsk fermano l'avanzata, nonostante la richiesta dell'ex ministro degli esteri del Governo provvisorio Miljukov di continuarla entrando nei territori russi in funzione anti-bolscevica
  • 27 maggio - La Legione Ceca prende Čeljabinsk e Novonikolaevsk
  • 28 maggio - Il colonnello Aleksey Grishin-Almazov a Novonikolaevsk si proclama comandante di tutte le truppe contro-rivoluzionarie nel distretto militare occidentale della Siberia, che il 12 giugno a Omsk denomina "Esercito autonomo della Siberia occidentale", suddiviso in corpo siberiano della steppa (Pavel Ivanov-Rinov) a Omsk e corpo siberiano medio (Anatolij Pepeljaev) a Novonikolaevsk; il delegato locale del Governo provvisorio siberiano di Derber, Krakovetskiy, non riesce ad opporsi
  • 28 maggio - La rimanente Repubblica Federale Democratica Transcaucasica si separa in Repubblica Democratica di Azerbaigian (con Elizavetpol come capitale) e Repubblica Democratica di Armenia; la Germania firma con la Repubblica Democratica di Georgia il Trattato di Poti, trasformandola di fatto in un suo protettorato ma sventando così la temuta invasione ottomana
  • 30 maggio - La Repubblica Sovietica del Kuban' e la Repubblica Sovietica del Mar Nero si fondono nella Repubblica Sovietica del Kuban-Mar Nero ("Kubano-Chernomorskaya") con capitale Ekaterinodar e presidente l'ebreo Rubin
  • 30 maggio - A Pittsburgh Tomáš Masaryk sigla un patto tra cechi e slovacchi per la formazione di uno stato congiunto dei due popoli
  • 31 maggio - La Legione Ceca prende Tomsk, capoluogo del bolscevismo siberiano
  • 4 giugno - A Novonikolaevsk i capi dei bolscevichi siberiani sono giustiziati
  • 4 giugno - Trattato di Batumi, pace tra Repubblica Democratica di Armenia e Impero ottomano; il Nagorno-Karabakh è assegnato all'Azerbaigian; irregolari armeni che rifiutano la resa danno vita alla Repubblica dell'Armenia montanara (verrà sciolta il 30 ottobre solo in seguito all'armistizio di Mudros che segnerà la resa dell'Impero ottomano nella I guerra mondiale); anche la Comune di Baku boicotta il Trattato e continua la guerra contro gli ottomani ed i musulmani azeri, che il giorno stesso in reazione sferrano un violento attacco alla Comune, poi respinto; il 9 gli ottomani in Persia entrano a Khoy ed il 14 a Tabriz per puntare da sud su Baku aggirando l'Armenia attraverso la valle dell'Araks
  • 7 giugno - La Legione Ceca prende Omsk e ne fa la sua sede
  • 8 giugno - La Legione Ceca raggiungendo le rive del Volga prende Samara; i menscevichi di Vladimir Kazimirovič Volskiy vi fondano il comitato dei membri dell'assemblea costituente (in relazione all'Assemblea costituente russa di Černov del 18 gennaio) che si dota anche di un suo esercito affidato a Vladimir Oskarovič Kappel' (Armata popolare del Comitato dei membri dell'Assemblea costituente)
  • 8 giugno - La neonata Repubblica Democratica di Georgia forte ora del supporto tedesco tenta di riconquistare i territori secessi da essa in marzo nominatisi Repubblica Sovietica del Mar Nero (ora appartenenti alla Repubblica Sovietica del Kuban'-Mar Nero): inizia il conflitto di Soči
  • 10 giugno - La Legione Ceca prende Ust'-Kamenogorsk riunendosi così ai cosacchi di Annenkov
  • 11 giugno - Un contingente americano si aggiunge ai britannici a Murmansk per combattere contro i tedeschi; dal 23 gli americani vi combattono anche contro i bolscevichi
  • 13 giugno - I bolscevichi ripristinano la pena di morte; il 21 è emessa la prima sentenza verso il capitano della Flotta del Baltico Alexei Shchastny accusato di fomentare divisioni nei reparti da lui comandati
  • 13 giugno - Armistizio fra lo Stato ucraino e la Russia bolscevica: termina ufficialmente la prima fase della guerra ucraino-sovietica
  • 13-15 giugno - La Legione Ceca prende Barnaul e vi stermina totalmente la guarnigione di ex-prigionieri di guerra di etnia ungherese che si erano schierati coi bolscevichi
  • 14 giugno - I bolscevichi espellono dal Comitato Esecutivo Centrale Pan-russo tutti i partiti eccetto quello socialista rivoluzionario di sinistra; in conseguenza di ciò l'"Unione di rinascita della Russia" migra a Omsk in Siberia; i suoi membri rimasti a Mosca fondano semi-clandestinamente il "Centro Tattico" con a capo Sergej Petrovič Mel'gunov
  • 14-17 giugno - A Kazan' III congresso dell'Unione dei piccoli popoli del Volga, durante il quale la Baschiria ri-dichiara l'indipendenza con Sagit Gubaydullovič Mryasov
  • 18 giugno - Nel Terek i cosacchi partendo dalla loro roccaforte di Lukowski nell'Ossezia settentrionale prendono Mozdok, tagliando così le comunicazioni bolsceviche tra Stavropol' e Vladikavkaz
  • 18 giugno - La Legione Ceca prende Krasnojarsk
  • 18 giugno - A Novorossijsk auto-affondamento della parte di Flotta russa del Mar Nero qui installata dal 30 aprile per non cadere in mano dei tedeschi che ne chiedevano la consegna; il 28 nel porto di Novorossijsk entra lo squadrone tedesco-turco, a cui (come da trattato di Brest-Litovsk) vengono riconsegnati i prigionieri di guerra tedeschi e austroungarici; quasi tutte le navi da trasporto e commerciali gli sono consegnate
  • 21 giugno - Nella Carelia meridionale tra i laghi Onega e Ladoga viene creato il Governo di Olonets, con la prospettiva di unirla alla Finlandia: iniziano le cosiddette "guerre di parentela" (heimosodat)
  • 22 giugno-3 luglio - Consolidato il potere nella zona anche grazie alla presenza tedesca, l'esercito cosacco della filo-tedesca Repubblica del Don di Krasnov in comunità di intenti con la filo-Intesa Armata dei Volontari di Denikin (che da ora in virtù dell'apertura del 2º fronte muta nome in Armata dei Volontari del Caucaso), partendo dall'attacco a Trogovaïa presso Salsk avvia la seconda campagna del Kuban' che aggirando il bordo del limite dell'occupazione tedesca conquista da un lato il Donbass orientale puntando su Mosca (Drozdovski), dalla parte opposta punta sul Volga (Ivan Erdélyi) per congiungersi col nuovo fronte siberiano, e a sud verso il Kuban' (Alexandre Borovski) per riconquistare il Caucaso ai bolscevichi; il 27 prendono Tichoreck e da qui avanzano verso Ekaterinodar
  • 25 giugno - I tedeschi rendono l'indipendenza alla Repubblica Popolare di Crimea dallo Stato Ucraino, con presidente Maciej Sulkiewicz
  • 28 giugno - Un decreto del Soviet Supremo introduce il Comunismo di guerra: viene adottato il baratto al posto del denaro, e le entrate tributarie sono sostituite da requisizioni eseguite dalle famigerate squadre annonarie; subito avviene la prima rivolta contro questo sistema, a Balakovo dove i "kombedy" (contadini poveri divenuti proprietari con il "decreto sulla terra" del 7 novembre 1917 e che dall'11 giugno possono riunirsi in propri soviet) linciano gli esattori bolscevichi
  • 28 giugno - Nella fascia tra Siberia e Cosacchia dalla Baschiria fino al Semirechensk inizia una rivolta musulmana anti-cosacca ("rivolta Cherkassky" con epicentro situato ad est del villaggio Cherkassy oggi nel Kizel'skij rajon: Novoandreevsky, Uspenskoe, conquistato Cherkassy, Petropavlovsk, Antonovsko, Glinsky, Osipovskaya, Nadezhdinskoye nel Zilairskij rajon, Gerasimovka, Costantino e parte zona Urzhar); i cosacchi dell'atamano Annenkov che vi sono stanziati e grazie alla presa di Ust'-Kamenogorsk da parte della Legione Ceca partono dalla capitale dell'Autonomia di Alash Alaş-qala per sedarla
  • 29 giugno - A Vladivostok i bolscevichi vengono esautorati dal potere dai menscevichi tornati dall'esilio; gli occupanti giapponesi non si immischiano
  • 29 giugno - Il I Corpo d'Armata polacco (che, liberato dai tedeschi dall'assedio bolscevico dopo la battaglia di Babrujsk, era passato sotto il loro comando aiutandoli in febbraio nella presa di Minsk) di stanza nella Bielorussia meridionale viene sciolto e gli effettivi condotti in Polonia dove sono inseriti nel suo esercito filo-tedesco
  • 30 giugno - Ad Omsk i bianchi ed i menscevichi creano un nuovo Governo provvisorio siberiano guidato da Pëtr Vasilievič Vologodskiy (al quale l'"Esercito autonomo della Siberia occidentale" trasferisce subito il suo potere); tornato il 7 a Vladivostok dalla Manciuria, Derber, presidente del tuttora esistente "governo provvisorio siberiano" creato il 29 gennaio non riconosce il nuovo governo e rinomina il suo in Governo provvisorio della Siberia autonoma; i due governi rivali non si riconoscono l'un l'altro, ed ognuno si rivendica come l'unico governo della Siberia, ma il governo di Derber è inviso ai giapponesi e non è dotato di forze armate e di un gran seguito, fino a venire affidato a Ivan Lavrov il 21 luglio dopo che Derber torna in esilio in seguito all'arrivo il 10 del governatore (viceré dall'8 settembre) Dmitry Horvath inviato da Vologodskiy a prendere il potere nel territorio Marittimo per il suo governo, che lancerà un ultimatum il 4 agosto, respinto l'8; dal canto loro, i bolscevichi perdono ogni potere in Siberia (permangono ancora solo tra il Bajkal e l'Amur con Nikolay Mikhaylovič Matveyev)
  • luglio - Gli anarchici di Nestor Ivanovič Machno iniziano le operazioni di guerriglia nel Krivoj Rog contro lo Stato Ucraino ed i tedeschi
  • 2 luglio - Il governo degli Stati Uniti riconosce il Consiglio nazionale cecoslovacco di Masaryk come governo cecoslovacco provvisorio
  • 3 luglio - Il governo bolscevico russo riconosce l'autonomia della Buriazia di Dashi Sampilon nella speranza si schieri contro i bianchi
  • 3 luglio - L'Armata dei Volontari del Caucaso nella seconda campagna del Kuban' giunge sino alle porte di Caricyn accolta calorosamente dai cosacchi del Volga intenzionati anch'essi a cacciarne i russi bolscevichi: inizia la lunga Battaglia di Caricyn; dal lato opposto Orenburg è ripresa dai cosacchi di Michail Vasilijevič Chanžin (il 7 giunge in loco Dutov e l'11 viene creato l'"esercito dei cosacchi di Orenburg e Uralsk") e Ufa è presa dalla Legione Ceca che vi trasferisce il comitato dei membri dell'assemblea costituente; viene sciolta la Repubblica Sovietica di Transbolaqia e può così essere ripristinata la Repubblica dell'Idel-Ural, ma il filo-tedesco Maqsudí Arsal non torna dall'esilio; il 6 i territori di Čeljabinsk controllati da Legione Ceca e quelli di Samara-Zlatoust del governo menscevico del Komuch vengono in contatto e decidono una riunione per il 13 a Čeljabinsk per stabilire le competenze; i fronti caucasico e siberiano dei bianchi sembrano vicini a congiungersi
  • 6 luglio - Inizia l'offensiva franco-italiana in Albania
  • 6 luglio - Aggredite a nord dai bianchi nella seconda campagna del Kuban', a sud-est dalla rinata Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale e dai cosacchi del Terek, e a sud-ovest dalla bellicosa Georgia (in questo stesso giorno i georgiani occupano Adler, l'8 Soči, e il 27 Tuapse), e tenute ora unite al resto della Russia bolscevica solo da un sottile cordone da Astrachan' all'assediata Caricyn, le Repubbliche sovietiche ciscaucasiche si fondono nella Repubblica Sovietica del Caucaso settentrionale ("Severo-Kavkazkaya") con capitale Ekaterinodar e presidente l'ebreo Rubin
  • 6 luglio - Nella prospettiva dell'arrivo della Legione Ceca dagli Urali inizia la rivolta anti-bolscevica guidata dall'"Unione per la Difesa della Madrepatria e della Libertà" a Jaroslavl' (soppressa il 21 con un bombardamento che rade al suolo il borgo); analoghe rivolte a Rybinsk (l'8), Murom (dall'8 al 10), e Kostroma; sconfitto, Sávinkov è inviato da Avxentiev a Parigi dove diventa l'ambasciatore dei russi bianchi presso il governo francese; contemporaneamente anche sul Volga avviene l'ammutinamento dei reparti di Muravёv il quale autonominatosi portavoce della Russia dichiara guerra alla Germania e chiama la Legione Ceca in sua alleanza; Trotsky lo dichiara un "nemico del popolo" e proclama che "ogni cittadino onesto è obbligato a sparargli sul posto", cosa che avviene il 12 e l'ammutinamento è represso. Contemporaneamente avviene una rivolta oltranzista a Mosca (decisa al congresso dei socialisti rivoluzionari di sinistra del 28 giugno-1 luglio) per far riprendere la guerra contro gli Imperi centrali, durante la quale aderenti al Partito Socialista Rivoluzionario di Sinistra assassinano l'ambasciatore tedesco conte Wilhelm Mirbach; il 30 a Kiev uccidono il Governatore militare tedesco dell'Ucraina Hermann von Eichhorn; con la conseguente repressione dei socialisti rivoluzionari di sinistra da parte della Čeka, si determina da ora il monopolio totale del potere bolscevico nei soviet
  • 10 luglio - Viene approvata la Costituzione della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa: l'approccio del governo bolscevico di Mosca verso il concetto di Repubblica Sovietica cambia: da ora non più considerate stati indipendenti ma tutt'al più autonome sotto il governo di Mosca; la prima ad essere assorbita è l'anti-tedesca Repubblica Sovietica di Kaluga
  • 12-21 luglio - Menscevichi e zaristi dell'"Unione del Turkestan contro il bolscevismo" con l'aiuto delle ultime truppe sgomberate dalla Persia espellono i bolscevichi della RSS Turkestan dalla Transcaspia e fondano il Governo provvisorio Transcaspiano
  • 13-16 luglio - A Čeljabinsk con l'intermediazione del Consiglio Nazionale cecoslovacco di Masaryk e del capo della missione militare francese Pierre-Thiébaut-Charles-Maurice Janin viene siglato un accordo tra Legione Ceca, bianchi, e menscevichi, e viene stabilito il comando unificato delle truppe di prima linea al comando di Shokorov ed il Consiglio supremo degli eserciti alleati guidato M. N. Pavlovsky; tuttavia, lo scopo principale della riunione - la creazione di potere, unito alle due principali regime anti-bolscevica nella parte orientale del paese - non è stato raggiunto
  • 15 luglio - Dopo un'avanzata di 150 km in tre giorni, varcato il Volga la legione ceca si stanzia tra Volsk, Inza, Alatyr', e lungo le sue rive fino alla confluenza della Kama; il fronte siberiano varcati gli Urali prende ora nome "fronte del Volga" che rappresenta la massima penetrazione bianca da est nel corso della guerra civile: ora i bianchi sono a soli 600 km da Mosca (Lev Trockij: "la rivoluzione è in pericolo")
  • 16 luglio - Eccidio di Ekaterinburg mentre la Legione Ceca è alle porte della città accerchiata; anche ad Alapaevsk i dignitari di corte sono soppressi
  • 17 luglio - Viene fondato a Mosca il Partito comunista ucraino da parte di Georgij Leonidovič Pjatakov
  • 17 luglio - Il Governo provvisorio siberiano proclama la Repubblica di Siberia per la quale il 13 ha già deciso di definire, "sulla base del principio di gravità economica" il confine occidentale temporaneo della Siberia lungo i fiumi Pečora, Kama, Čusovaja, Ufa
  • 20 luglio - La Legione Ceca prende Tjumen'
  • 21 luglio - I cosacchi di Annenkov nel Semirechensk prendono Sergiopol (Distretto di Aâköz), l'8 agosto Uržar (Distretto di Uržar), e il 29 agosto la sede storica dell'atamano del Semirechensk Lepsinsk nel Distretto di Alaköl, togliendole alla RSS Turkestan
  • 21 luglio - La Legione Ceca prende Simbirsk
  • 24 luglio - Il Nagorno-Karabakh è conquistato dalla Repubblica dell'Armenia montanara con Yeghishe Ishkhanian
  • 25 luglio - La Legione Ceca prende Ekaterinburg
  • 25 luglio - I bolscevichi del Turkestan con rinforzi giunti da Astrachan' riprendono Krasnovodsk sul mar Caspio ed abbattono il Governo provvisorio Transcaspiano; il 28 dal lato opposto riprendono anche Chardjui
  • 28 luglio - La Legione Ceca prende Verchneural'sk
  • agosto - I bolscevichi del nord Caucaso riprendono parte della Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale
  • 1º agosto - Britannici e americani (entrambi già installati a Murmansk dal 9 marzo e 11 giugno rispettivamente e ora nel pieno dell'offensiva contro la spedizione finlandese che ha tagliato in due la Carelia) sbarcano ad Arcangelo (spedizione orso polare) e si rivolgono qui contro i bolscevichi (contro i quali sono già insorti i menscevichi locali il giorno prima); viene creata la Regione del Nord (sotto il controllo militare delle truppe dell'Intesa); il 6 Murmansk vi viene inclusa
  • 1º agosto - Di fronte all'incedere dell'esercito ottomano, la Comune di Baku viene rovesciata dai britannici di William M. Thomson giunti il 26 luglio dalla Persia: col loro supporto il dittatore Mikhail Aleksandrovič Sadovskiy forma il 4 un governo anti-bolscevico ed anti-ottomano, la Dittatura Centrocaspiana; il 5 l'ottomano-azero "Esercito dell'Islam" dall'Araks giunge alle porte della città
  • 6 agosto - A difesa del bolscevismo viene creata la "cortina nord-orientale" tra il mar Bianco e gli Urali; l'11 quella meridionale; si aggiungono a quella occidentale creata il 29 marzo
  • 7 agosto - Kazan' presa dalla Legione Ceca, i bianchi si impadroniscono del Tesoro russo qui conservato dal 1914
  • 7 agosto - Con la vittoria bianca a Vyselki il Kuban' si rivolta ai bolscevichi; i bianchi prendono Majkop e Armavir, mentre i cosacchi del Terek assediano Grozny e Vladikavkaz
  • 8 agosto - Riuscita rivolta antibolscevica ("per il comunismo senza bolscevichi") a Izevsk e Votkinsk grazie alla quale sono prese dai bianchi
  • 8 agosto - Lo Stato ucraino riconosce la Repubblica del Don, mentre contemporaneamente chiede l'annessione della Crimea; il 14 la Repubblica Popolare Bielorussa viene smembrata: la parte meridionale ("Polissya Okruha") viene assegnata allo Stato ucraino, quella settentrionale al Ducato Baltico Unito, mentre la parte occidentale (Governatorato di Grodno in Podlachia) va al Regno di Lituania; la Repubblica Popolare Bielorussa è così ridotta ai minimi termini
  • 12 agosto - Port Petrovsk presa dai bianchi
  • 13 agosto - I menscevichi di Pëtr Vladimirovič Ivanov a Ekaterinburg fondano il Governo provvisorio degli Urali
  • 14-17 agosto - Una disperata controffensiva bolscevica a ovest del Volga favorita dal ritiro dei demoralizzati cechi (che vedono sfumare la possibilità di raggiungere la loro Patria attraverso la Russia europea) ricaccia indietro i bianchi fino a Inza; più a est fra Ufa e Bugul'ma il fronte tiene e si assesta sulla posizione raggiunta il 15 luglio: sfuma per ora la speranza della congiunzione dei due fronti bianchi
  • 15-20 agosto - Rivolta anti-bolscevica contro le requisizioni nella zona di Livny
  • 15-21 agosto - Intervento in Siberia: truppe statunitensi e italiane sbarcano a Vladivostok in un'iniziativa finalizzata a controbilanciare l'influenza giapponese e frenarne le pretese in estremo oriente; il 24 a capo dell'intervento è messo il generale francese Janin
  • 17 agosto - La capitale della Repubblica Sovietica del Caucaso settentrionale Ekaterinodar presa dall'Armata dei Volontari del Caucaso che vi rifonda la Repubblica Popolare del Kuban'; la capitale sovietica viene spostata a Pjatigorsk
  • 18 agosto - A Tomsk si tiene il congresso dei bolscevichi siberiani
  • 19 agosto - In seguito alla richiesta del Governo provvisorio Transcaspiano avanzata il 12, i britannici dalla Persia entrano a Krasnovodsk ("Missione Malleson") e vi fondano la Repubblica Transcaspiana, da dove iniziano ad avanzare verso est per espellere dalla Transcaspia i bolscevichi della RSS Turkestan che l'avevano ripresa dal 25 luglio
  • 20 agosto - Verchneudinsk (Ulan-Udė) presa dai bianchi del corpo siberiano medio di Anatolij Pepeljaev
  • 25 agosto - I giapponesi provenendo dalla Manciuria (che detengono dal 1905) occupano il territorio della Transbaikalia con lo scopo di controllare l'importante nodo ferroviario di Čita che tramite la ferrovia transmanciuriana consente ora il collegamento tra Vladivostok e la Siberia attraverso la Manciuria; il contingente americano è assegnato a servizio di guardia in Manciuria lungo tale linea ferroviaria tra Vladivostok e Harbin; al contingente italiano è assegnato analogo incarico più in profondità, tra Harbin e Irkutsk; il 26 anche i bianchi del Generalino Anatolij Pepeljaev provenendo da Verchneudinsk (Ulan-Udė) entrano a Čita guidati dal generale Peter Petrovič Grivin e da qui avanzando ad est all'inizio di settembre si incontrano presso Tanhoem con i cosacchi del Bajkal e dell'Amur dell'atamano Semënov: i bolscevichi permangono solo attorno a Blagoveščensk con i resti della Repubblica Sovietica dei lavoratori dell'Amur, alla quale il 7 settembre i giapponesi catturano la flottiglia fluviale dell'Amur, ed il 29 settembre si installano anche a Verchneudinsk
  • 25 agosto - In Siberia viene indetta la leva obbligatoria; nell'Altaj con epicentro Slavgorod e Pavlodar inizia una rivolta contro la coscrizione ("rivolta Slavgorodskaya-Chernodolskoe")
  • 26 agosto - Dopo il primo superficiale tentativo respinto del 5, l'"Esercito dell'Islam" attacca le forze armeno-britanniche della Dittatura Centrocaspiana: inizia la battaglia di Baku
  • 26 agosto - Novorossijsk presa dall'Armata dei Volontari del Caucaso, vi viene creata l'amministrazione della provincia del mar Nero di cui è nominata capoluogo; la campagna prosegue poi in direzione di Stavropol' e lungo la costa del Mar Nero
  • 27 agosto - In seguito alla svolta centralista impressa al governo sovietico dalla promulgazione della nuova costituzione, i tedeschi lo costringono a siglare un trattato integrativo a quello di Brest-Litovsk che l'obbliga a riconoscere la perdita del Governatorato dell'Estonia e del Governatorato di Livonia (ora riunite nel Ducato Baltico Unito), le recenti modifiche territoriali nell'Oblast' occidentale, e l'indipendenza di Ucraina, Bielorussia, Georgia, e Finlandia, più ad un risarcimento di 6 miliardi di marchi per le proprietà nazionalizzate
Linea del fronte a metà agosto 1918, nei pressi di Kazan'
  • 28 agosto - Battaglia di Svijažsk ("la Valmy della rivoluzione russa" secondo Neville Chamberlain): presso Kazan' i bolscevichi fermano il tentativo di avanzata dei cechi lungo il Volga; ora i bianchi occupano un territorio che va da Syzran' a Zlatoust da ovest ad est, e da Simbirsk a Volsk e Chvalynsk da nord a sud
  • 28 agosto - Rivolta bolscevica ad Aşgabat e Krasnovodsk nella Repubblica Transcaspiana (si ripeterà anche tra l'11 e il 18 settembre)
  • 29 agosto - Rifondato a Mosca il Partito comunista finlandese
  • 30 agosto - A seguito di un tentativo di assassinio subìto da Lenin (ed il 27 da Zinoviev), e di quello riuscito a Moisej Solomonovič Urickij, la Čeka scatena il terrore rosso
  • 31 agosto - Viene stabilito il Comando generale delle forze armate della Russia meridionale (affidato al generale Alekseev) con lo scopo di sovrintendere alle operazioni congiunte tra i cosacchi della Repubblica Popolare del Kuban' e l'Armata dei Volontari del Caucaso
  • settembre - In Siberia tra Vladivostok e Irkutsk sono presenti 70.000 giapponesi, 5.000 americani, 1.400 italiani, 829 inglesi, e 107 francesi; i giapponesi cercano di sfruttare la situazione sostenendo l'Atamano Semënov, dichiaratosi ostile sia ai Rossi che ai Bianchi
  • 2 settembre - A New York si tiene il Congresso di Cechi, Slovacchi, Polacchi, Rumeni, Serbi, Croati e Ruteni dell'Austria-Ungheria
  • 2 settembre - Con decreto del Comitato Centrale Esecutivo pan-russo viene istituito il Consiglio Militare Rivoluzionario con a capo Leone Trotsky che iniziando le sue funzioni l'11 sostituisce ed assorbe le "forze di cortina"
  • 2 settembre - Il Corpo di spedizione italiano in Murmania sbarca a Murmansk aggiungendosi ai contingenti internazionali già presenti nella regione del nord
  • 4 settembre - I giapponesi e i cosacchi di Ivan Pavlovič Kalmykov prendono Chabarovsk
  • 5-10 settembre - Operazione Kazan: breve presa della città di Kazan' da parte dei bolscevichi, poi riconquistata dai bianchi
autunno 1918
  • 8 settembre - A Ufa si apre il congresso internazionale delle forze anti-bolsceviche, con lo scopo di "ristabilire l'unità nazionale e l'indipendenza della Russia", sono presenti il Komuch (Samara), il governo provvisorio siberiano (Omsk), quello Provvisorio degli Urali (Ekaterinburg), governi militari delle truppe cosacche (Astrakhan, Yenisei, Irkutsk, Orenburg, Semirechensk, Siberia, Ural), i governi di alcuni soggetti nazionali-statali (il governo del Kirghizistan Alash Orda, il governo Bashkiro, il governo autonomo del Turkestan, l'amministrazione nazionale dei musulmani turco-tartari di Russia e Siberia, il governo provvisorio dell'Estonia in esilio), più i partiti politici di tutta la Russia (compreso quello bolscevico); il Governo provvisorio della Siberia autonoma (Vladivostok) di Lavrov non partecipa
  • 9 settembre - Sugli Urali settentrionali battaglia feroce a Nižnij Tagil fino al 22 ottobre
  • 11 settembre - La rivolta Slavgorodskaya-Chernodolskoe è repressa nel sangue dal crudele atamano Annenkov giunto da Lepsinsk dopo che in seguito alla battaglia di Pokatilovskoe il 7 essa è stata presa dai bolscevichi del Turkestan che il 23 prendono anche Abakumovo
  • 11 settembre - Come reazione al congresso unionista di Ufa e alla nuova Costituzione sovietica di stampo centralista, la Repubblica del Don si unisce ai territori di Kuban', Astrachan', cosacchia del Terek, Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale, e Daghestan, a formare l'"Unione Don-Kavkaz" di Krasnov; il 25 essa si incontra con il governo della Repubblica Democratica di Georgia a Port Petrovsk per un'alleanza in funzione indipendentista ed anti-bolscevica essendo ora intervenuti tali obiettivi comuni
  • 12 settembre - Simbirsk ripresa dall'Armata Rossa
  • 14 settembre - In Macedonia inizia l'Offensiva del Vardar: il 15 con la Battaglia di Dobro Pole è aperta la via verso nord
  • 15 settembre - Termina la battaglia di Baku, gli ottomani del Pascià Nuri Killigil invadono la Dittatura Centrocaspiana e la sua capitale Baku; le truppe britanniche si ritirano in Persia ma mantengono in Azerbaigian una piccola area costiera di confine nel distretto di Lənkəran come Dittatura militare provvisoria del Mughan
  • 18 settembre - La Repubblica Sovietica dei lavoratori dell'Amur è soppressa con l'entrata a Blagoveščensk dei giapponesi e dei cosacchi dell'atamano Semënov: anche l'intero estremo oriente è così ora esente da bolscevichi
  • 19 settembre - Nella Battaglia di Doiran i bulgari fermano le truppe dell'Armata alleata in Oriente, la Bulgaria scongiura così l'invasione del proprio territorio nazionale
  • 20 settembre - Nella Repubblica Transcaspiana vengono giustiziati i "26 commissari bolscevichi di Baku" catturati durante la notte del 13 il 14 agosto mentre stavano fuggendo via nave da Baku verso Astrachan' dopo la sconfitta della comune
  • 22 settembre - Il Kaiser Guglielmo recide l'unione personale con il Ducato Baltico Unito (che può così nominare un proprio sovrano)
  • 23 settembre - Termina il congresso internazionale delle forze contro-rivoluzionarie iniziato a Ufa l'8, come ultimo tentativo di formare un unico governo russo anti-bolscevico viene creato il Governo provvisorio panrusso, dall'unione del Governo provvisorio siberiano (secessionista) con i menscevichi del comitato dei membri dell'assemblea costituente (unionista), che sancisce la nascita dello Stato russo con Avxentiev presidente del "Consiglio direttivo" ("Direttorio di Ufa"); tra l'altro viene dichiarato nullo il trattato di Brest-Litovsk comportando quindi (ora come ora più atto simbolico che effettivo) la continuazione della guerra contro gli Imperi centrali; il viceré di Vladivostok Horvath accoglie l'autorità del nuovo governo; il Governo provvisorio della Siberia autonoma (Vladivostok) di Lavrov si scioglierà il 22 ottobre riconoscendo il Governo provvisorio pan-russo
  • 27 settembre - Ammutinamento nell'esercito bulgaro; il partito Unione Nazionale Agraria Bulgara di Aleksandăr Stambolijski proclama la repubblica, ma nonostante la rivolta venga sedata il 2 ottobre, lo zar Ferdinando I abdica il 3 in favore del figlio Boris
  • 28 settembre - Vengono unificati i vari eserciti bianchi siberiani (Esercito autonomo della Siberia occidentale, esercito dei cosacchi di Orenburg e Uralsk, Legione Ceca (comandata da Jan Syrový dal 1º settembre), Armata popolare del Comitato dei membri dell'Assemblea costituente) in un unico "Esercito Russo del fronte orientale" sotto il comando di Ivanov-Rinov (che prende il posto di Grishin-Almazov)
  • 28 settembre - Sugli Urali meridionali Alapaevsk, Verchotur'e, e Orsk (l'ultimo baluardo bolscevico in Baschiria) prese dai bianchi
  • 29 settembre - La svolta decisiva nella Grande Guerra: truppe serbe e francesi provenienti da Salonicco occupano Skopje in Macedonia e proseguono celermente verso nord; il 30 il Regno di Bulgaria sigla l'Armistizio di Salonicco con l'Intesa, fine delle operazioni nel teatro macedone: è aperta la via verso la Serbia
  • 30 settembre - In applicazione dei dettami della nuova Costituzione, il Soviet Supremo decide di liquidare le varie Repubbliche sovietiche "indipendenti": Kazan', Kaluga, Ryazan', Ufa, Orenburg (che saranno ripristinate solo in seguito come Repubbliche Socialiste Sovietiche Autonome o Oblast autonomi)
  • ottobre - Gli ottomani oltrepassano il mar Caspio ed occupano Krasnovodsk scacciandone temporaneamente i britannici (che ritorneranno dopo l'armistizio di Mudros), e contemporaneamente l'1 occupano il Nagorno-Karabakh ed entrano in Daghestan nella "Unione Don-Kavkaz" per sostenere l'indipendenza della Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale, il 6 sono a Derbent ed il 23 a Temir-Khan-Shura dove si insedia il "governo Gorskoe" che era in esilio in Georgia (la capitale sarà spostata a Pjatigorsk quando questa sarà tolta ai bolscevichi in novembre)
  • ottobre - L'Intesa nel fronte macedone si divide gli obiettivi: francesi e serbi puntano a nord, i britannici a est verso la Tracia e Costantinopoli
La situazione a oriente nel tardo autunno 1918
  • 1-3 ottobre - A Vilnius si svolge segretamente il congresso di fondazione del Partito comunista lituano
  • 2 ottobre - All'avvicinarsi dell'inverno e per via della mutata situazione geopolitica (soprattutto la prevista imminenza della sconfitta tedesca) i britannici in Carelia abbandonano i combattimenti contro i finlandesi e ritornano a Murmansk e Arcangelo; Porajärvi e Repola sono annesse dalla Finlandia; in conseguenza del voltafaccia dei britannici passati da agosto da alleati a nemici, i bolscevichi vengono eliminati da tutta la regione del Nord, la cui amministrazione viene affidata ora ai menscevichi locali di Nikolaï Tchaïkovski (presidente dell'"Unione di rinascita della Russia") che il 7 ad Arcangelo creano il governo provvisorio della Regione del Nord
  • 3 ottobre - Syzran' presa dai bolscevichi; il 7 Samara
  • 7 ottobre - Prevedendo un imminente sconfitta degli Imperi centrali, il Consiglio di Reggenza della Polonia compie il primo passo verso l'auspicata indipendenza, prospettando in tal caso l'unificazione all'attuale territorio del Regno di Polonia anche delle porzioni di territorio che erano state spartite tra Prussia, Austria, e Russia a partire dal 1772; il 9 cade il governo di Jan Kucharzewski (che aveva sostituito solo il 2 Jan Kanty Steczkowski); il 10 a Cracovia si insedia il Comitato nazionale polacco di Dmowski, riconosciuto dalle potenze dell'Intesa come legittimo governo della Polonia dal 1917
  • 8 ottobre - Il Consiglio nazionale degli sloveni, croati e serbi prende il controllo di Zagabria, e il 15 proclama l'indipendenza della Croazia dall'Impero austroungarico; il 18 l'imperatore Carlo I propone una riorganizzazione dell'Austria-Ungheria in una federazione di sei stati indipendenti: Austria, Ungheria, Cechia, Iugoslavia, Polonia e Ucraina, oltre ad una posizione specifica per Trieste ed il suo territorio, ma la tardiva proposta fallisce nel suo intento: il Consiglio Nazionale negozia ora direttamente con le potenze dell'Intesa
  • 8 ottobre - In seguito alla morte del Generale Alekseev il Comando supremo delle forze della Russia meridionale passa a Denikin
  • 9 ottobre - Il Regno di Finlandia filo-tedesco elegge il suo re Federico Carlo d'Assia-Kassel
  • 9 ottobre - Davanti all'avanzata dell'Armata Rossa la sede del Governo provvisorio dello Stato russo viene trasferita da Ufa ad Omsk; il 28 il Governo provvisorio degli Urali viene dichiarato sciolto
  • 10 ottobre - Con l'assistenza dell'esercito tedesco a Pskov viene fondata la Regione del nord (da non confondere con quella menscevica in Murmania), corrispondente alla parte settentrionale dell'Oblast occidentale che avrebbe dovuto essere restituito alla Russia ed ora parte del Ducato Baltico Unito (la cui parte meridionale si è resa invece indipendente come Repubblica Popolare Bielorussa) dotata di un piccolo esercito mercenario russo composto da ex-prigionieri di guerra comandati da Alexander Rodzjanko (nipote di Michail Vladimirovič Rodzjanko)
  • 10 ottobre - In Serbia le truppe franco-serbe raggiungono Pristina, il 12 Niš, il 17 Peć, e il 3 novembre i confini con la Bosnia; il 15 ottobre sul versante adriatico gli italiani entrano a Tirana ed il 31 a Scutari mentre lo stesso giorno dal lato opposto i serbi entrano a Podgorica e il 4 novembre a Cettigne
  • 11-17 ottobre - In previsione dell'inverno i cosacchi di Krasnov tentano un ultimo assalto su Caricyn, fallendo; preso atto della sconfitta, allentano temporaneamente l'assedio che dura da luglio
  • 14 ottobre - I britannici nella Repubblica Transcaspiana prendono Dushak e il 20 Tejen e si dirigono a est verso Merv
  • 18 ottobre - A Pjatigorsk capitale della Repubblica Sovietica del Caucaso settentrionale i bolscevichi di I.L. Sorokin massacrano in un eccidio gli ufficiali dei bianchi di Radko Dimitriev ed il 21 i membri del governo dell'ebreo Rubin; il 28 i rivoltosi sono sconfitti e M.S. Akulov ristabilisce l'ordine
  • 19 ottobre - Nel territorio abitato dai tedeschi del Volga tra Caricyn a sud Samara a nord e la Cosacchia a est, al confine coi territori del Volga appena riconquistati i bolscevichi fondano la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Tedesca del Volga (affidata a Ernst Reuter e con capitale Kosakenstadt), che viene a frapporsi esattamente tra i due fronti bianchi
  • 19 ottobre - La parte orientale della Galizia austriaca dichiara l'indipendenza come Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale
  • 21 ottobre - Scoppio di disordini rivoluzionari in Austria
  • 23 ottobre - I ribelli osseti filo-bolscevichi nella zona di Roki proclamano la Repubblica sovietica e avanzano verso Tskhinvali, ma dopo essere stati sconfitti dai georgiani si ritirano nella Repubblica Sovietica del Caucaso settentrionale
  • 23 ottobre - Il Consiglio di Reggenza della Polonia dopo la caduta il 9 del governo di Kucharzewski nomina nuovo capo di governo Józef Świeżyński e avvia la coscrizione all'esercito dopo che il 19 la "Polska sila Zbrojna" (l'esercito polacco filo-tedesco di von Beseler) è stata posta sotto il comando del Consiglio di Reggenza, venendo a costituire il nucleo di partenza dell'esercito della Polonia libera
  • 27 ottobre - L'Austria-Ungheria offre un armistizio separato agli alleati
  • 28 ottobre - I territori slavi della Cisleitania del nord (Boemia e Moravia) si dichiarano indipendenti dall'Impero austroungarico
  • 29 ottobre - I territori della Slavonia, Carniola, Dalmazia, e della Bosnia ed Erzegovina, dichiarano la loro indipendenza dall'Impero austroungarico e si uniscono alla Croazia come Stato degli Sloveni, Croati e Serbi; in Carniola le istituzioni di Marburg an der Drau, Cilli e Pettau invece dichiarano di voler rimanere parte dell'Austria; un effimero governo anti-croato viene creato a Banja Luka con l'intenzione dell'unione della Bosnia al Regno di Serbia
  • 29 ottobre - Ammutinamento della flotta tedesca a Wilhelmshaven
  • 30 ottobre - I territori slavi della Transleitania del nord (Alta Ungheria o Slovacchia) si scorporano dall'Impero austroungarico e si uniscono a Boemia e Moravia a formare la Cecoslovacchia
  • 30 ottobre - Dopo la fuga di Enver Pascià da Costantinopoli il 26, l'Armistizio di Mudros segna la resa dell'Impero ottomano
  • 30 ottobre - Nella Galizia austriaca la Repubblica di Zakopane dichiara l'indipendenza con la prospettiva dell'unione alla Polonia (che viene realizzata il 16 novembre)
spartizione dell'impero austro-ungarico
  • 31 ottobre - Il Regno d'Ungheria dichiara cessata la sua unione dinastica con l'Austria e si proclama indipendente ("rivoluzione dei crisantemi" guidata dal conte Mihály Károlyi, che viene nominato primo ministro da Re Carlo); il primo ministro uscente István Tisza viene assassinato
  • 31 ottobre - Essendosi frapposta la neonata Cecoslovacchia a separarli fisicamente dal governo di Vienna, i territori di Cracovia, Galizia occidentale e la parte orientale della Slesia austriaca (Ducato di Teschen) sono prese arbitrariamente dalla Polonia col beneplacito tedesco (la Germania è in rotta con l'Austria a causa delle trattative di armistizio di questa)
  • novembre - Nella seconda campagna del Kuban' il fronte tra bianchi e bolscevichi è ora situato al semiarco anteriore Affezionato-Pietro il Grande-Workshop-Prijutnenskij rajon-Petrovskij rajon-Oak-Kursavka-Vorovskolesskaya-Kislovodsk-Nal'čik; il 21 Kazinka e Tuguluk (Territorio di Stavropol') prese dai bianchi
  • 1º novembre - In seguito alla dichiarazione d'indipendenza della Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale del 19 ottobre (territorio cui dopo aver occupato l'altra metà della Galizia il Regno di Polonia brama ora l'annessione) l'esercito polacco col beneplacito tedesco entra nel territorio: inizia la guerra polacco-ucraina
  • 1º novembre - In Germania scoppiano rivolte e si formano soviet sul modello russo: inizia la "rivoluzione di novembre"
  • 1º novembre - Le forze franco-serbe entrano a Belgrado; in conseguenza di ciò nella speranza di scongiurare l'invasione il territorio sulla sponda opposta del Danubio e a est del Tibisco si dichiara indipendente dall'Ungheria come Repubblica del Banato
  • 1º novembre - Denikin crea il "Governo provvisorio della Russia meridionale" come parte dello Stato russo sorto dopo il congresso di Ufa di settembre con lo scopo di mantenere una Russia unitaria nei confini dell'ex Impero zarista
il patto di Londra - l'area di Banato ad est del Tibisco è invece assegnata alla Romania dal Trattato di Bucarest del 1916 - Fiume è lasciata all'Impero austro-ungarico dato che non se ne prevedeva la dissoluzione
  • 1°-5 novembre - In assenza di un confine etnico o storico chiaramente definito, un esercito mercenario sloveno ("Maistrovi borci") comandato da Rudolf Maister occupa la Carniola ed entra in Carinzia e nella Stiria con Marburg an der Drau, Bad Radkersburg, Spielfeld, Mureck, Apače e occupando entro il 23 il Rosental, la valle del Gail, Ferlach e Völkermarkt a nord della Drava, quando le autorità austriache si ritirano a Spittal an der Drau ed un'organizzazione paramilitare filo-austriaca ("Wache Grüne") ferma l'avanzata slovena: inizia il conflitto austro-sloveno in Carinzia; anche sul Litorale austriaco, Trieste, Istria, e sulla Dalmazia sorge un contenzioso essendo stati promessi all'Italia dal Patto di Londra del 1915, nonché sul destino di Fiume, enclave ungherese il cui status è ora incerto essendo da sempre stata un "Corpus separatum" amministrato direttamente dal governo di Budapest e non da quello autonomo della Croazia-Slavonia; il 4 mentre nella Dalmazia le autorità croate sostituiscono quelle austriache, l'esercito italiano entra a Trieste ed in Istria
  • 2 novembre - Il Regno di Lituania scioglie il legame con la Germania e si proclama repubblica
  • 3 novembre - L'Austria sigla l'armistizio con l'Intesa (ma esso non vale per l'Ungheria, già dichiaratasi indipendente, considerata dall'Intesa un nemico al pari dell'Austria)
  • 3 novembre - Il Regno di Polonia scioglie il legame con la Germania e si proclama Seconda Repubblica di Polonia nominando capo del governo Władysław Wróblewski al posto di Świeżyński; il 5 a Lublino viene creato il Governo provvisorio popolare dal socialista Ignacy Daszyński, che il 7 sostituisce il reazionario Wróblewski al governo della Repubblica di Polonia
  • 3 novembre - Rivolta generale della flotta tedesca ancorata a Kiel
  • 3 novembre - In seguito allo sgombero delle truppe ottomane, l'anti-armeno Naxçıvan si proclama indipendente come Repubblica di Aras comprendente gli ex uyezds di Naxçıvan, Sharur-Daralagez e Surmal, con Jafargulu Khan Nakhchivanski (Cafer Kuli Han)
  • 3 novembre - A Omsk viene firmato il trasferimento dei poteri sullo Stato russo dal "Consiglio direttivo" ("Direttorato di Ufa" di Avxentiev) al Governo provvisorio pan-russo di Vologodskiy (già presidente del Governo Provvisorio siberiano, Vologodskiy sostituisce quindi Avxentiev come presidente del consiglio dello Stato russo) che il 4 forma il suo dicastero (nel quale l'ex comandante della Flotta del Mar Nero vice ammiraglio Aleksandr Vasil'evič Kolčak è ministro della guerra), che da molti ministri dell'ala destra viene però interpretato denigratoriamente come un nuovo "governo Kerenskij" o come "il dilemma della capra e del cavolo"; nei giorni seguenti vengono dichiarati aboliti ed annessi ad esso tutti i vari governi autonomi nel territorio dell'ex Impero russo: il 4 la Repubblica di Siberia e con essa il Governo Provvisorio siberiano (con il menscevico comitato dei membri dell'assemblea costituente che dal 23 settembre vi era fuso); il 5 l'esercito dei cosacchi di Orenburg e Uralsk (affidato a Dutov da ottobre) è sciolto, il 10 il Governo provvisorio degli Urali (già scioltosi il 28 ottobre), il 13 il governo Alash autonomia, il 16 un progetto di decreto è stato preparato sulla soppressione del governo baschiro di Yunus Yulbarisovič Bikbov (nel territorio però esso continua ancora ad operare)
  • 4 novembre - Ostile all'incorporazione alla Polonia, nella Galizia ex austriaca si scorpora da essa la piccola Repubblica di Komańcza con l'intenzione di unirsi alla Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale
  • 5 novembre - Si svolge una conferenza tra Cecoslovacchia e Polonia per la definizione dei reciproci confini: a est è confermato il vecchio confine storico tra Transleitania e Cisleitania (cioè la parte slovacca), ma nel breve tratto ("corridoio di Moravia") che lo separa da quello imperiale c'è discordanza tra le parti non essendo storicamente mai esistito un preciso confine importante tra la Moravia (ora cecoslovacca) e la Galizia (ora polacca); la Polonia concede alla Cecoslovacchia una piccola striscia occidentale del territorio occupato arbitrariamente, lasciandola insoddisfatta
  • 6 novembre - Cade il governo filo-tedesco di Marghiloman in Romania; il 9 l'esercito tedesco dopo un ultimatum inizia il ritiro da essa, ed il 10 il nuovo governo annuncia il ripudio del trattato col quale il 7 maggio la Romania si era arresa agli Imperi centrali
  • 6 novembre - In Galizia si dichiara indipendente dalla Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale la Repubblica di Tarnobrzeg, di stampo comunista e di etnia polacca; sarà occupata dalla Polonia all'inizio del 1919
  • 7 novembre - Il capo dei bolscevichi di Ust'-Kamenogorsk Yakov Ushanov viene gettato vivo nella caldaia del piroscafo "Mongol" dall'atamano Annenkov
  • 8 novembre - Sommosse popolari in varie zone della Germania, a Monaco di Baviera Kurt Eisner proclama una Repubblica socialista non bolscevica
  • 8 novembre - In Rutenia iniziano disguidi tra chi vorrebbe rimanere nell'Ungheria e chi vorrebbe il passaggio dall'Ungheria all'Ucraina; a Kőrösmező (Yasinya) Stepan Klochurak dichiara l'unione alla Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale
  • 9 novembre - Guglielmo II, Kaiser di Germania, abdica e si reca in esilio nei Paesi Bassi; a Berlino è proclamata la Repubblica; viene indetto il Patto Ebert-Groener
  • 9-11 novembre - Izevsk e Votkinsk riprese dai bolscevichi; a Minusinsk inizia una rivolta contro i bianchi fino al 7 dicembre
  • 10 novembre - Le forze franco-serbe dell'Intesa oltrepassano il Danubio a Belgrado e avanzando nella parte occidentale del Banato puntano verso Budapest arrivando il 13 a Horgoš (l'intera zona di occupazione viene poi unilateralmente trattenuta dalla Serbia in violazione del Trattato di Bucarest del 1916 che assegnava l'intero Banato alla Romania)
  • 10 novembre - La Romania dichiara nuovamente guerra alla Germania e all'Ungheria (l'Austria invece ha già firmato l'armistizio con l'Intesa; a causa dell'incertezza sullo status dell'Ungheria dichiaratasi indipendente dall'Austria non viene applicata anche ad essa l'armistizio siglato dall'Austria): inizia la guerra romeno-ungherese
  • 10 novembre - In Posnania attorno a Ostrów Wielkopolski si dichiara indipendente dalla Germania la filo-polacca Repubblica di Ostrów; soppressa il 26 dai tedeschi
Collapse of the Central Powers.jpg
  • 11 novembre - Armistizio di Compiègne, la Germania si arrende
  • 11 novembre - Deposizione dell'imperatore d'Austria-Ungheria Carlo I che rifiuta di abdicare (verrà esiliato il 24 marzo 1919)
  • 11 novembre - Il Consiglio provvisorio nazionale della Lettonia è riconosciuto dalla Gran Bretagna come unico governo legittimo della Lettonia e invitato alla futura Conferenza di Pace di Parigi
  • 11-14 novembre - I bolscevichi partendo da Vologda tentano di riconquistare la Regione del Nord avanzando lungo il fiume Dvina settentrionale, ma vengono fermati sulla Vaga dai soldati della missione internazionale nella battaglia di Tulgas
  • 12 novembre - A Vienna è proclamata la nascita della Repubblica dell'Austria tedesca ("Republik Deutschösterreicht")
  • 13 novembre - In virtù dell'armistizio di Mudros inizia l'occupazione di Costantinopoli e viene sciolto l'esercito ottomano
  • 13 novembre - L'Ungheria firma a Belgrado l'armistizio con l'Intesa; la Romania non riconosce l'armistizio e continua la guerra, venendo perciò in contrasto con i suoi ex alleati dell'Intesa; dal 12 al 20 la Romania occupa i valichi montani sui Carpazi orientali che gli erano stati tolti col trattato di Bucarest, a partire da quello di Gyergyótölgyes, nonché la Dobrugia settentrionale alla Bulgaria
  • 13 novembre - Il governo della Russia bolscevica dichiara nullo il trattato di Brest-Litovsk, atto che determina l'avvio della sua offensiva verso ovest, con la creazione apposita dell'Esercito Occidentale con sede a Smolensk che il 17 inizia ad avanzare seguendo la ritirata tedesca nell'Oblast Occidentale ("Operazione Vistola") per prendere il controllo sul territorio abbandonato dall'esercito tedesco in ritirata dall'Ober Ost al fine di recuperare i territori perduti dall'Impero Russo durante la prima guerra mondiale (Privislinsky Krai) e stabilire repubbliche sovietiche in quei territori, ma si trova a dover affrontare vari gruppi di auto-difesa e milizie locali dalla Bielorussia, Lituania, Polonia e Ucraina; il 25 la controparte cioè la Germania rinuncia al trattato di Brest-Litovsk e di conseguenza alla potestà sui paesi occupati, mettendo così effettivamente a rischio l'indipendenza dei vari stati nei confronti della Russia bolscevica; tra il 15 e il 25 le milizie contro-rivoluzionarie bielorusse contrattaccano i bolscevichi ed avanzano nelle regioni di Smolensk e Kaluga prendendo Gžatsk e Medyn', ma dal 25 sono ricacciate indietro; in Germania è fondato il Stahlhelm, Bund der Frontsoldaten del Landwehr
l'Ucraina alla fine del 1918
  • 14 novembre - I tedeschi iniziano lo sgombero dall'Ucraina: nei territori evacuati i democratici ucraini di Volodymyr Vynnychenko fondano il Direttorato in opposizione al reazionario governo filo-tedesco dell'Atamanato che segue i tedeschi nella ritirata; il vuoto lasciato nella regione a nord del mar d'Azov (Berdjans'k, Juzovka, Alexandrovsk, Ekaterinoslav) viene colmato dalla fazione anarchica di Machno che vi fonda il Territorio Libero dopo avervi condotto la guerriglia fin dall'estate; l'atamano Nikifor Grigoriev dal suo feudo di Elisavetgrad crea l'Armata Verde che si allea a Vynnychenko insieme al quale nel corso del mese di dicembre riesce a prendere il controllo di Nikolaev, Cherson, Ochakov e Alečki; nel Donbass il vuoto invece è colmato dai bianchi del filo-Intesa Denikin che già occupavano tutta la fascia contornante il bordo del limite orientale dell'occupazione tedesca; in conseguenza della sconfitta della Germania il filo-tedesco Krasnov è ora costretto a riconoscere l'autorità suprema di Denikin e cedergli il suo esercito che viene sgomberato da Caricyn, affidato al generale Pavel Rafailovič Bermondt-Avalov (appena liberato dal lager di Salzwedel), e inviato via mare nel Ducato Baltico Unito (dove è già presente un esercito di Rodzjanko) incaricato di subentrare all'esercito tedesco (che sta sgomberando anche da lì) per riprendere il controllo russo in quei territori e prevenire un eventuale attacco da parte dei bolscevichi; ad esso si aggiungono anche i fedeli di Skoropadskyi in fuga dall'Ucraina
  • 14 novembre - Dopo che il 12 è caduto il filo-sovietico Governo provvisorio popolare del socialista Daszyński, il Consiglio di Reggenza della Polonia si scioglie e trasferisce l'autorità al socialista anti-russo Józef Piłsudski come Capo di Stato che, dopo aver brevemente riaffidato l'incarico a Daszyński, il 18 scioglie il Governo provvisorio popolare e nomina primo ministro Jędrzej Moraczewski; il "Comitato Nazionale polacco" di Dmowski ora insediato a Cracovia e riconosciuto dal 1917 dalle potenze dell'Intesa come legittimo governo della Polonia si vede escluso dal potere
  • 15 novembre - Cade il governo filo-tedesco di Sulkiewicz in Crimea, che viene sostituito da Solomon Samoilovič Krym
  • 15 novembre - In seguito alla rottura dei rapporti tra Romania e Intesa (che non intende rispettare il Trattato di Bucarest del 1916 in quanto invalidato dalla pace separata del 7 maggio) dopo l'armistizio di Belgrado la parte di Banato rimasta libera (quella a est di quello che poi diventerà il definitivo confine serbo-romeno ancor oggi vigente), sciolta la Repubblica del Banato, viene ripresa dall'Ungheria, mentre la parte occidentale che tra il 10 e il 13 è stata occupata dall'esercito serbo, in assenza di precise indicazioni, viene da questo trattenuta indefinitamente
  • 16 novembre - Viene proclamata la Repubblica Democratica di Ungheria
  • 16-23 novembre - Si svolge la conferenza di Iași (città nella quale hanno continuato ad aver sede i contingenti francese e russo del fronte romeno di A. Keltchevski anche dopo la resa della Romania) per stabilire le modalità di intervento dell'Intesa nei territori dell'ex Impero russo sgomberati dai tedeschi; il 29 il governo romeno ritorna a Bucarest, ed il 10 dicembre conferma l'annessione della Bessarabia alla Romania; i delegati poi vanno ad Odessa ad attendere vanamente lo sbarco francese, finché il 6 dicembre si dileguano
  • 17 novembre - I britannici ritornano a Baku (che diviene la capitale della Repubblica Democratica Azera) e a Krasnovodsk sgomberate dagli ottomani; a fine mese i britannici installano una loro flotta nel mar Caspio; nella Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale il "governo Gorskoe" chiede che truppe ottomane volontarie rimangano nel paese in funzione anti-russa (sia bolscevica che bianca), per cui scoppia una ribellione tra musulmani, cosacchi, e menscevichi filo-georgiano-armeni; nuovo presidente è Abdul Basir Haji Mustafayev
  • novembre - In seguito alla fine delle ostilità della guerra mondiale, la legione Ceca e la 5ª divisione fucilieri polacca si ritirano dal conflitto e pur restando in loco iniziano lo sgombero dalla Siberia (tuttavia gli ultimi riusciranno a partire da Vladivostok solo nel settembre 1920)
  • 18 novembre - Venuta meno la protezione della Legione Ceca (ora freneticamente occupata solo a cercare di partire per la Cecoslovacchia) ai menscevichi, un colpo di stato attuato dalla cricca del "Tsentrosibir" dei ministri reazionari Mikhailov, Georgy Hins, Nikolai Petrov Antonov, Georgij Gustavovič Telberg fa cadere il Governo provvisorio pan-russo (nato il 3 dallo scioglimento del "Direttorio di Ufa" di Avxentiev) ed instaura la dittatura personale del ministro della guerra Kolčak (ma la vera eminenza grigia è il ministro delle finanze Mikhailov) sullo Stato russo arrestando Avxentiev (mentre Vologodskiy è lasciato al suo posto di Presidente del Consiglio); anche l'"Unione di rinascita della Russia" viene fatta sciogliere ed i suoi membri prima arrestati e poi il 20 messi su un treno diretto in Cina; il generale Janin dice che si tratta di un golpe filo-britannico organizzato dall'attaché Alfred Knox; rifiutano di riconoscere l'autorità di Kolčak le filo-giapponesi truppe cosacche di Transbajkalia, Amur e Ussuri, e le autorità del Primorye
  • 18 novembre - Il Consiglio provvisorio nazionale della Lettonia (radicale e anti-tedesco) ed il blocco democratico ("Demokratiskais bloks", moderato) si fondono nel Consiglio del Popolo della Lettonia (Tautas padome) che a Jelgava dichiara l'indipendenza dei territori abitati da lettoni dal Ducato Baltico Unito e diventa Repubblica di Lettonia; il 30 novembre il Consiglio cessa la sua esistenza e cede la sua autorità agli organismi repubblicani; il 26 la Germania riconosce l'indipendenza, ma è obbligata ai sensi dell'armistizio di Compiègne in difesa del territorio lettone contro un attacco da qualunque altra parte arrivi (principalmente la Russia bolscevica)
  • 18 novembre - I bolscevichi del Comitato centrale ucraino militare rivoluzionario iniziano la conquista del paese prendendo Yampil e Khutor Mikhailovsky e il 20 Rylsk, poi entro fine novembre Sudža e Hluchiv e i villaggi Chernetskaya, Bogorodskoye Korzhovka, Starodub, e una serie di altre località della provincia di Chernigov e di Glukhov
  • 21 novembre - Il Direttorato rifonda la Repubblica Popolare Ucraina, che entro metà dicembre controlla tutta l'Ucraina eccetto Donbass e Zaporizhia; sciolto dai bolscevichi russi il vecchio governo indipendentista della Repubblica Sovietica Ucraina ("in esilio" a Mosca dal 18 maggio) allo scopo di riorganizzarne uno nuovo in una prospettiva ora non più di mera alleanza tra stati indipendenti ma di unione alla Russia sovietica: il 28 viene fondato a Kursk il "governo dei lavoratori provvisori e dei contadini di Ucraina" di Pjatakov poi spostato a Sudža e dal 27 dicembre a Belgorod
  • 21 novembre - Inizia il lungo assedio polacco a Leopoli, e la capitale della Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale è trasferita a Ternopil'
  • 21 novembre - Il dittatore Kolčak a nome del nuovo Stato russo annuncia il riconoscimento del debito estero dell'ex Impero zarista che era stato annullato da Lenin il 3 febbraio
  • 22 novembre - Le truppe regolari tedesche di Max Hoffmann ed estoni di Aleksander Tõnisson nel Ducato Baltico Unito sono attaccate a Narva dai bolscevichi russi: inizia la guerra d'indipendenza estone; il 25 i bolscevichi prendono Pskov
  • 23 novembre - I bolscevichi del Turkestan creano l'"Esercito contadino di Fergana" per combattere i ribelli Basmachi che controllano il Pamir
  • 23 novembre - A Tomsk si tiene il 2º congresso dei bolscevichi siberiani
  • 24 novembre - Béla Kun fonda il Partito Comunista Ungherese
  • 28 novembre - Dopo la defezione dei territori lettoni il 18, e la consegna dell'autorità dalle forze di occupazione tedesche al Governo provvisorio estone il 19, il Ducato Baltico Unito (ora composto solo dall'ex Governatorato dell'Estonia e dalla metà settentrionale dell'ex Governatorato della Livonia) diventa Repubblica d'Estonia; il 29 i bolscevichi estoni nei territori occupati dall'Armata Rossa dopo la battaglia di Narva fondano la Comunità dei lavoratori estoni come Repubblica sovietica estone (il 7 dicembre riconosciuta dalla Russia bolscevica come legittimo governo dell'Estonia indipendente)
  • 28 novembre - Essendosi reso possibile in seguito alla resa tedesca il passaggio navale nel mar Baltico, inizia la campagna britannica nel mar Baltico; il 9 dicembre la flotta giunge a Liepaja, il 18 a Riga, il 31 a Tallinn
  • 28 novembre - Inizia lo sgombero dei tedeschi dall'area attorno la "Repubblica guerrigliera" Rudobelskaya: a fine dicembre la sacca viene riannessa alla Russia bolscevica
  • 29 novembre - Ekaterinburg ripresa dall'Armata Rossa
  • dicembre - Ufa ripresa dall'Armata Rossa
  • dicembre - Le truppe armene entrano a Karaklis e Alessandropoli sgomberate dagli ottomani
La formazione della Romania: Oltenia, Muntenia, Moldova (territori originari); Bessarabia (dal 9 aprile 1918); Transilvania (dal dicembre 1918); Bucovina (dal 13 gennaio 1919); Maramureș (dal 22 gennaio 1919); Crișana (dall'aprile 1919); Banato (dal 3 agosto 1919); Dobrogea (occupata dalla Bulgaria dal 1916 al novembre 1918)
  • 1º dicembre - Dopo che il 25 novembre l'esercito romeno ha raggiunto Târgu Mureș ed il 29 Alba Iulia, in questa città la popolazione locale dichiara l'Unione della Transilvania alla Romania; davanti all'avanzata dell'esercito romeno, le città ad est dei monti Apuseni si arrendono senza opporre alcuna resistenza: Brașov (7 dicembre), Sibiu (12 dicembre), Cluj (24 dicembre)
  • 1º dicembre - Dall'unione dello Stato degli Sloveni, Croati e Serbi al Regno di Serbia e al Regno del Montenegro, nasce il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (che diventerà in seguito Regno di Jugoslavia); la Bulgaria rifiuta di aderirvi e conferma la sua indipendenza, mentre l'Albania è ancora occupata dalle potenze dell'Intesa
  • 1º dicembre - Il musulmano Governatorato del Caucaso sud-occidentale sgomberato dagli ottomani si proclama Repubblica indipendente per non venire annesso dagli stati cristiani confinanti Georgia o Armenia
  • 1º-4 dicembre - Si svolge una rivolta anti-bolscevica nella regione di Vologda e Cherepovets
  • 4 dicembre - La Repubblica Sovietica del Caucaso settentrionale viene eliminata dai cosacchi del Terek (che da giugno con fasi alterne tentavano di rovesciarla) e dall'Armata dei Volontari del Caucaso (coordinati dal comando generale delle forze armate della Russia meridionale) ed annessa al "Governo provvisorio della Russia meridionale"; Akulov con i bolscevichi nordcaucasici va in esilio a Caricyn (l'11 gennaio 1919 il suo governo viene sciolto), termina così la seconda campagna del Kuban' con la conquista di tutta la steppa ciscaucasica tra il Nero e il Caspio; nel conflitto di Soči contro i georgiani il Governo provvisorio della Russia meridionale subentra così ai bolscevichi abcasi intendendo non solo trattenere per sé i territori da essi scorporati alla Georgia a marzo, ma di riconquistare tutti i territori secessi dalla Russia a partire dal 1917; il 5 la Repubblica Popolare del Kuban' viene dichiarata sciolta e i suoi territori annessi al "Governo provvisorio della Russia meridionale" di cui Ekaterinodar diviene la capitale; anche il bacino del Don ed il territorio ucraino con Crimea e Bessarabia viene dichiarato parte del Governo provvisorio della Russia meridionale; nella Transcaspia questi fatti provocano una crisi governativa tra zaristi e menscevichi
  • 5 dicembre - Ostile all'incorporazione alla Polonia, nella Galizia ex austriaca si scorpora da essa la piccola Repubblica di Lemko-Rusyn, desiderosa di unirsi alla Russia oppure, dal 20 aprile 1919, come compromesso, alla Cecoslovacchia
  • 5-7 dicembre - L'esercito tedesco inizia lo sgombero dalla Lettonia, che contemporaneamente a est è attaccata dai bolscevichi; il 7 su richiesta del governo lettone di Kārlis Ulmanis viene fondato l'Esercito territoriale del Baltico ("Baltische Landeswehr"), esercito mercenario della Curlandia e Livonia, cui aderiscono soprattutto reduci tedeschi, sotto il comando del generale Rüdiger von der Goltz (già comandante della missione tedesca in Finlandia): inizia la guerra d'indipendenza lettone; i bolscevichi il 9 prendono Dünaburg (Daugavpils), il 10 Alūksne, il 18 Valka, il 22 Valmiera, il 23 Cēsis, e il 30 Sigulda; il 17 viene fondata la Repubblica Socialista Sovietica Lettone; il 6 l'esercito russo della Regione del Nord di Rodzjanko viene fuso nell'esercito estone
  • 7 dicembre - Kolčak a nome del nuovo Stato russo chiede all'Intesa (che non ha mai riconosciuto il governo bolscevico) di poter partecipare al previsto congresso di Parigi come potenza vincitrice; l'Intesa decide di rinviare l'analisi della posizione russa a quando sarà terminata la guerra civile; il 16 il generale Janin si dimette da capo della missione internazionale siberiana
  • 7-26 dicembre - Rivolta anti-bolscevica nel Semirechensk meridionale con epicentro Belovodskoe
  • 7-31 dicembre - Breve guerra georgiano-armena per la spartizione dei territori sgomberati dall'esercito ottomano (Governatorato del Caucaso sud-occidentale, Lori, Giavachezia, Marneuli); questi ultimi sono assegnati alla Georgia, mentre Lori viene temporaneamente co-governata (tale resterà fino al Trattato di Mosca del 16 marzo 1921 tra Turchia e Russia sovietica); la neonata Repubblica dell'ex Governatorato del Caucaso sud-occidentale vede confermata la sua indipendenza
  • 8 dicembre - Secondo la storiografia sovietica a Vilnius prende il potere un governo sovietico guidato da Vincas Mickevičius-Kapsukas che avrebbe anche tenuto delle elezioni, tuttavia secondo la maggior parte degli storici ciò è solo frutto dell'agiografia sovietica, essendo poco probabile la formazione di tale governo senza un previo supporto di occupazione russa determinante in tale frangente; a conferma di ciò il dato di fatto che in realtà il governo sovietico lituano fino al 1920 ha avuto sede a Dünaburg/Daugavpils ovvero nella Lettonia sud-orientale, città presa proprio in questo giorno dai fucilieri lettoni dell'Armata Rossa
  • 13 dicembre - Nikolaev presa dall'Armata Verde dell'atamano Grigoriev
  • 14 dicembre - Federico Carlo d'Assia-Kassel filo-tedesco Re di Finlandia abdica, la reggenza viene affidata a Carl Gustaf Emil Mannerheim
  • 14 dicembre - Kiev presa dal Direttorato, lo Stato Ucraino dell'Atamanato è sconfitto e abolito
  • 15 dicembre - Il governo polacco rompe le relazioni diplomatiche con la Germania
  • 16 dicembre - Man mano che i tedeschi sgomberano dall'Ober Ost, anche la Lituania ad est viene attaccata dai bolscevichi che da Daugavpils proclamano la Repubblica Socialista Sovietica Lituana, a cui reagisce un esercito nazionalista lituano, supportato dal 31 (dopo che gli ultimi regolari tedeschi lasciano Vilnius) dai volontari tedeschi dell'Esercito territoriale del Baltico; inizia la guerra lituano-sovietica e la guerra d'indipendenza lituana; il 22 l'Armata Rossa prende Zarasai e Švenčionys
  • 16-21 dicembre - A Berlino si svolge il primo congresso nazionale dei Consigli degli operai e dei soldati
  • 17 dicembre - L'apertura al passaggio navale nel mar Nero resa possibile dopo la resa ottomana consente l'avvio della spedizione alleata in Ucraina, dove, a seguito dello sgombero tedesco concluso il 16, truppe francesi, greche, e polacche, sbarcano ad Odessa condotte da Albert Charles Jules Borius aggiungendosi al contingente franco-russo proveniente dalla Bessarabia per prevenirne l'occupazione da parte delle fazioni che si stanno progressivamente spartendo il territorio ucraino; il 25 la missione di Jean François Charles Amet sbarca a Sebastopoli
  • 18 dicembre - In Estonia l'Armata Rossa prende Valga e il 24 Tartu e Tapa arrivando a 34 km da Tallinn
  • 21 dicembre - Approfittando dello sgombero tedesco, dal bolscevico "governo dei lavoratori provvisori e dei contadini di Ucraina" viene ricostituito un governo sovietico, stavolta unitarista alla Russia bolscevica, la Repubblica Socialista Sovietica Ucraina (fondazione ufficiale il 10 marzo 1919), che subito si scaglia contro le armate ucraine e contro i bianchi di Denikin, nonché contro francesi e Armata Verde; ambigui invece i suoi rapporti con l'Armata Nera
  • 22 dicembre - La Russia sovietica riconosce ufficialmente l'indipendenza della Repubblica Socialista Sovietica Lettone e della Repubblica Socialista Sovietica Lituana
  • 22 dicembre - Breve rivolta bolscevica e menscevica a Omsk contro la dittatura di Kolčak (secondo alcuni storici organizzata in realtà dal comandante dell'esercito e ministro della guerra Ivanov-Rinov che aveva un conto in sospeso con Kolčak e voleva prenderne il posto a capo dello Stato russo), subito domata; Kolčak ne approfitta per aumentare il suo potere sostituendo Ivanov-Rinov con il fedele generale ceco Radola Gajda; i menscevichi, fino a questo momento alleati dei bianchi, si schierano da ora coi bolscevichi (per cui da ora non si può più parlare di "bolscevichi" per definire i comunisti, ma di "sovietici"); contemporaneamente viene lanciata la prevista offensiva verso gli Urali, che prende il giorno stesso Kungur e il 24 Perm'; nei territori riconquistati Kolčak impedisce la rifondazione della Repubblica dell'Idel-Ural il cui territorio dichiara annesso allo Stato russo, e in Baschiria fa sostituire il governatore Bikbov con il fedele Abdullah Kamaletdinovič Adigamov; in previsione dell'apertura del terzo fronte a nord verso cui è già in viaggio una flotta al comando del generale Evgenij Karlovič Miller, il piano di Kolčac ("operazione Perm'") prevede tre grandi offensive per riunire i tre fronti: Gajda a nord, Chanžin al centro e i cosacchi di Dutov a sud; l'atamano Annenkov invece partendo da Alaş-qala (Semipalatinsk) inizia un'offensiva verso il Semirechensk (che era stato ripreso dai sovietici del Turkestan a settembre) e contro la "rivolta Cherkassky"; fino aprile Andreevka è assediata
  • 22 dicembre - L'esercito ungherese riprende il controllo della regione di Kőrösmező (Rutenia orientale) che l'8 novembre aveva dichiarato l'unione alla Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale; il 24 la parte occidentale della Rutenia di etnia slava (Užhorod, Berehove, Ugocsa, Vynohradiv, Maramureș) si dichiara indipendente dall'Ungheria come Repubblica Ruska Krajina, con capitale Mukačeve e presidente Don Augustin Vološin
  • 23 dicembre - Dopo lo sgombero tedesco dal territorio, la Repubblica Popolare Bielorussa è attaccata ad est dai russi sovietici che l'annettono all'Oblast Occidentale, ai cui territori bielorussi il 2 gennaio viene ri-concessa l'indipendenza come Repubblica Socialista Sovietica Bielorussa (solo zone di Minsk e Grodno, mentre quelle di Vitebsk, Mogilëv, e Smolensk il 16 gennaio sciolto l'Oblast Occidentale sono annesse alla Russia)
  • 26 dicembre - Navi sovietiche bombardano Tallinn; il 31 vi giunge una squadra navale britannica, che fino all'autunno 1919 tiene imbottigliata la flotta Rossa del Baltico a Kronštadt
  • 27 dicembre - Inizia la Sollevazione della Grande Polonia in Posnania
  • 30 dicembre - Fondato il Partito Comunista di Germania
  • 30 dicembre - Gli ottomani sgomberano da Batumi, nella quale entrano i britannici

1919[modifica | modifica wikitesto]

  • 1º gennaio - Miller da navi britanniche sbarca ad Arcangelo con un contingente di russi bianchi da poco liberati dai campi di concentramento tedeschi; suo scopo è condurre le operazioni nella regione del nord della quale il 15 si autoproclama governatore dopo il voltafaccia pro-bolscevico dei menscevichi; dopo aver raccolto le pur esigue forze anti-sovietiche locali, e preso contatto con l'Ammiraglio Kolčak, diventa comandante delle Armate bianche sul fronte settentrionale fondando l'esercito della Regione del Nord (da non confondere con quello di Rodzjanko in Estonia o con quello di Bermondt-Avalov in Lituania e Lettonia)
  • 1º gennaio - L'esercito cecoslovacco prende possesso di Prešporok (già Pressburgo, sarà rinominata Bratislava il 27 marzo), che dopo la formazione della Cecoslovacchia gli abitanti di etnia tedesca e ungherese avevano autoproclamato "Città libera"; il 4 febbraio viene nominata capoluogo della regione slovacca
  • 1º gennaio - Ternopil' presa dai polacchi, la capitale della Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale è trasferita a Stanyslaviv
  • 2 gennaio - Davanti l'avanzata sovietica il comitato dei cittadini polacchi ("Samoobrona") prende il controllo di Vilnius per prevenirne la consegna volontaria ai sovietici decisa dal Consiglio di Lituania, che si ritira a Kaunas; il 5 la città viene comunque presa dall'Armata Rossa
  • 3 gennaio - I sovietici ucraini prendono Charkiv e vi insediano il loro governo; il 12 prendono Černigov, il 18 Poltava; dal 18 inizia ufficialmente l'offensiva dell'Armata Rossa sull'Ucraina (seconda fase della guerra ucraino-sovietica) mentre il paese è in preda alla guerra tra fazioni per spartirsi il terreno lasciato dai tedeschi
l'offensiva sovietica in Lituania e Lettonia; si notino le ridotte dimensioni della nuova RSS bielorussa
  • 4 gennaio - Inizia la "rivolta spartachista" con scioperi e sommosse a Berlino portati avanti dalla Lega Spartachista; la ribellione è repressa nel sangue per il 15 gennaio ad opera dei freikorps
  • 4 gennaio - I sovietici prendono Riga; il 5 il governo provvisorio lettone e l'Esercito territoriale del Baltico si ritirano da Jelgava a Liepāja sotto l'avanzata sovietica; il 15 gennaio a Riga, il I Congresso dell'autorità erede dell'Iskolat proclama il potere sovietico in Lettonia
  • 4-5 gennaio - Fallito colpo di stato in Polonia ad opera del Partito Nazional-Democratico (che in maggio diventerà Unione Popolare Nazionale), espressione del filo-Intesa "Comitato nazionale polacco", contro il governo del socialista anti-Intesa Piłsudski; il 16 gennaio Ignacy Paderewski (dell'anti-tedesco "Comitato nazionale polacco" e capopopolo della "sollevazione della Grande Polonia") è nominato da Piłsudski a capo del governo al posto di Moraczewski, venendo così a formarsi una coalizione di compromesso tra filo-Intesa ed anti-Intesa che esaurirà il suo scopo a dicembre con l'affidamento del governo al neutrale Leopold Skulski
  • 5 gennaio - Fondato in Germania il Partito Tedesco dei Lavoratori (futuro partito nazionalsocialista)
  • 5 gennaio - L'Armata Rossa prende Vilnius e Minsk
  • 5 gennaio - Nel conflitto austro-sloveno in Carinzia, dopo una controffensiva austriaca che porta alla riconquista di Arnoldstein, ad un'avanzata nel Rosental e alla ripresa di Ferlach, le parti si incontrano a Graz per trattare un armistizio, firmato il 13 febbraio
  • 7 gennaio - L'avanzata sovietica in Estonia è fermata ed il 18 gli estoni riprendono Narva; il governo della Comunità dei lavoratori estoni si sposta in esilio prima a Pskov, poi a Luga, e dal 17 maggio a Staraja Russa
  • 7 gennaio - Rivolta a Cettigne contro l'unificazione del Montenegro al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni
Territori approssimativi dello Stato della Russia meridionale al suo apogeo (novembre 1919) - comprende anche la Transcaspia non visibile nella cartina
  • 8 gennaio - In seguito alla fondazione dello "Stato della Russia meridionale" da parte del Governo provvisorio della Russia meridionale, l'"Unione Don-Kavkaz" di Krasnov è sciolta ed i territori annessi alla nuova entità unionista; l'Armata dei Volontari prende il nome di Forze Armate della Russia meridionale (VSYUR); capitale è Ekaterinodar e presidente è Denikin; ad essa si unisce il 22 la transcaspiana Armata del Turkestan (dallo scioglimento dell'"Unione del Turkestan contro il bolscevismo")
  • 8 gennaio - La regione di Kőrösmező (Rutenia orientale, che non è stata compresa nella Repubblica Ruska Krajina ma è ancora territorio dell'Ungheria) ora rimasta tagliata fuori dal territorio ungherese in seguito all'avanzata romena nell'est dell'Ungheria, ancora intenzionata ad unirsi alla Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale dopo il precedente effimero tentativo intercorso tra l'8 novembre ed il 22 dicembre 1918 ora posticipando la richiesta di unificazione dato lo stato di guerra di quella con la Polonia si dichiara indipendente dall'Ungheria come Repubblica di Hutsul
  • 9-15 gennaio - Forze polacche irregolari di Dowbor-Musnicki ottengono il controllo della maggior parte della Posnania; inizia la polonizzazione dell'amministrazione pubblica
  • 11-13 gennaio - Nell'ambito della guerra polacco-ucraina, la Romania (alleata alla Polonia) occupa la Bucovina togliendola alla Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale, mentre dal versante opposto la capitale della Ruska Krajina Užhorod viene occupata il 12 dalle truppe cecoslovacche allo scopo di impedirne la presa di possesso da parte dei romeni (malgrado non ci sia uno stato di guerra aperta tra Romania e Cecoslovacchia, quest'ultima agisce competitivamente alla Romania concordemente all'Intesa con la quale la Romania è ormai in rotta); da est il 16 entrano in Rutenia anche le truppe della Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale
  • 14 gennaio - Dopo aver preso tutta la Transilvania, per contrastare l'avanzata cecoslovacca e ucraina in Rutenia l'esercito romeno avanza ora verso nord e prende Baia Mare; il 18 raggiunge il confine orientale della Repubblica di Hutsul prendendo Sighetu Marmației alla Repubblica Ruska Krajina fermandosi solo il 22 in seguito ad un ultimatum dell'Intesa
l'Ucraina all'inizio della seconda fase della guerra ucraino-sovietica
  • 15 gennaio - In Germania assassinati i comunisti Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht; termina la rivolta spartachista
  • 16 gennaio - Nella Russia sovietica viene creato l'Orgburo
  • 18 gennaio - Si apre la Conferenza di pace di Parigi
  • 18 gennaio - A Tashkent rivolta anti-sovietica dell'Unione del Turkestan contro il bolscevismo ("rivolta Osipovskiy"), che il 22 è sconfitta
  • 19 gennaio - L'operazione Perm' subisce un arresto, inizia la controffensiva dell'Armata Rossa per riprendere Orenburg, Perm', e Kungur
  • 20 gennaio - La capitale della secessionista Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale Pjatigorsk è presa dalle Forze armate della Russia meridionale; la capitale è spostata a Vladikavkaz, che però, dopo l'importante città di Grozny il 26, il 31 è anch'essa presa e annessa allo Stato della Russia meridionale, dopodiché la capitale è spostata a Nazran' e il paese si dichiara uno Stato islamico istituendo la sharia e proclamando la jihad
  • 22 gennaio - La Repubblica Popolare Ucraina (Ucraina ex russa) e ciò che resta della Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale (Ucraina ex austriaca, che dal 21 reclama anche l'intera Rutenia ex ungherese) si uniscono formalmente con l'"atto Zluky" (ma resteranno nei fatti due entità statali distinte fino alla loro definitiva incorporazione l'una dalla Russia sovietica e l'altra dalla Polonia); a tale unione si aggiunge anche la piccola Repubblica di Hutsul; il 23 gli ucraini della Bucovina si rivoltano agli occupanti romeni (rivolta di Chotyn)
  • 22 gennaio - In seguito allo spostamento di contingenti francesi dalla Bessarabia alla Rutenia a supporto dell'esercito cecoslovacco, l'avanzata delle truppe romene nell'Ungheria orientale si ferma alla nuova linea di demarcazione imposta dal congresso di Parigi
  • 23 gennaio - Nell'ambito della guerra polacco-ucraina la Repubblica di Komańcza è occupata dalla Polonia, entrando con ciò in contrasto con la Cecoslovacchia che, già in rotta a causa dell'alleanza di questa con la Romania, approfitta dell'incidente per tentare di prendere l'intera Slesia di Teschen che era stata occupata dai polacchi il 31 ottobre e che la successiva cessione di una piccola porzione non aveva soddisfatto le aspettative cecoslovacche: inizia la breve guerra polacco-cecoslovacca - tra il 28-30 i due eserciti si combattono presso Skoczów senza risultati determinanti; il 31 Prešov è annessa alla Cecoslovacchia
  • 24 gennaio - Nella Russia sovietica introdotte misure di "decosacchizzazione" con deportazioni di intere popolazioni
  • 25 gennaio - I turchi abbandonano Kars, che viene ripresa dagli armeni (già entrati dal 15)
  • 25 gennaio - Nella regione del nord il fronte internazionale e dei bianchi di Miller è rotto nella battaglia di Šenkursk (19-25 gennaio); l'avanzata sovietica viene fermata il 27 presso Kotlas da dove inizia la battaglia di Vystavka
  • 25 gennaio - Alla conferenza di Parigi la proposta di creare la Società delle Nazioni è approvata
  • 26 gennaio - I britannici di Frederick Eastfield Laughton occupano il territorio della Repubblica di Aras
  • 27 gennaio - L'Armata Rossa prende Ekaterinoslav
  • 27 gennaio - Domenica di sangue di Marburgo: i soldati sloveni sparano sulla folla di tedeschi
  • 27 gennaio - Sotto attacco dei bianchi, Grigorij Konstantinovič Ordžonikidze crea il Comitato rivoluzionario del Terek, il cui territorio sarà conquistato dai bianchi in febbraio
  • 29 gennaio - Riconoscimento reciproco tra Polonia e Georgia che manterranno sempre buoni rapporti in funzione ostile ai russi sia bianchi che rossi
gennaio-marzo 1919: la Lettonia sotto il tallone sovietico
  • 31 gennaio - I sovietici scacciati dal sud dell'Estonia a seguito della battaglia di Paju (presso Tõlliste) mentre la maggior parte della Lettonia è sotto il controllo dell'Armata Rossa; l'esercito lettone controlla ora solo la zona di Liepāja grazie al supporto dell'Esercito territoriale del Baltico
  • 31 gennaio - I francesi partiti da Odessa con una marcia prendono Cherson e il 3 febbraio Nikolaev all'Armata Verde che da questo momento avversa sia loro che gli ucraini e i bianchi
  • 2 febbraio - Inizio dei colloqui polacco-tedeschi a Berlino riguardo alla Posnania
  • 5 febbraio - Termina la guerra polacco-cecoslovacca con la fissazione di una nuova linea di demarcazione sul fiume Olza, che amplia il territorio controllato dalla Cecoslovacchia nella Slesia di Teschen
  • 5 febbraio - L'Armata Rossa prende Kiev dopo una furiosa battaglia; anche il Donbass è conquistato (il 14 viene creata la provincia Donec'k con capoluogo Luhans'k); l'11 il filo-polacco Simon Petljura succede al filo-bianco Vynnychenko al governo della Repubblica Popolare Ucraina (che diviene quindi ostile allo Stato della Russia meridionale e cerca l'alleanza con la Polonia e la Georgia) rifugiato a Kam'janec'-Podil's'kyj
  • 6 febbraio - Di fronte all'offensiva delle Forze Armate della Russia meridionale, le truppe georgiane devono ritirarsi oltre il fiume Bzyb e perdono Gagra; un arbitrato britannico impone una tregua
  • 7 febbraio - Giunge a Costantinopoli una guarnigione italiana come primo scaglione del Corpo di spedizione italiano in Anatolia nell'occupazione italiana di Adalia secondo gli accordi di San Giovanni di Moriana del 1917
  • 8-15 febbraio - L'avanzata sovietica in Lituania è fermata dall'esercito lituano e dall'Esercito territoriale del Baltico impedendo ai sovietici di prendere la capitale provvisoria Kaunas; il 12 in Lettonia l'Esercito territoriale del Baltico sottrae Kuldīga ai sovietici
  • 9 febbraio - Nell'ambito della guerra polacco-ucraina Tiraspol è occupata dall'esercito polacco
  • 12 febbraio - La rivolta della popolazione tedesca e ungherese di Prešporok (oggi Bratislava) contro l'occupazione cecoslovacca viene repressa nel sangue
  • 12 febbraio - Machno critica le politiche sovietiche
  • 14 febbraio - In seguito al termine dello sgombero dell'esercito tedesco dall'Ober Ost i territori siti tra il confine orientale polacco e il confine occidentale della Bielorussia oramai interamente sovietica, in assenza di una frontiera definita (non essendo chiaro se competano a Bielorussia o Lituania a causa delle modifiche territoriali avvenute durante l'occupazione tedesca ed essendo la Russia sovietica esclusa dalla diplomazia internazionale), vengono percorsi dall'esercito polacco (la Polonia rivendica la sovranità su tutta la Lituania) che avanzando verso est nella Polesia si scontra presso il Raën di Bjaroza con i sovietici dell'Esercito Occidentale nella battaglia di Bereza Kartuska: inizia la guerra sovietico-polacca; fino ad aprile si susseguono solo sporadici scontri isolati all'interno di questa immensa e desolata "terra di nessuno"
  • 15 febbraio - Il previsto incontro conciliatore alle Isole dei Principi indetto dalla Conferenza di Parigi tra sovietici e bianchi è boicottato da questi ultimi per cui non viene tenuto
  • 16 febbraio - Il prolungamento della tregua (armistizio di Compiègne) tra Intesa e Germania viene concordato a Treviri, con l'inserimento ora tra le forze dell'Intesa anche dell'Esercito della Grande Polonia, con riferimento al fronte nella Posnania, al quale di conseguenza viene estesa la tregua tra le due parti in lotta
  • 16 febbraio - L'Armata Rossa valica il confine sud-orientale estone ed in un mese prende Setomaa, Vastseliina e Räpina
  • 18 febbraio - Viene ufficializzata l'incorporazione della Repubblica Sovietica del Donetsk-Krivoy Rog a quella ucraina, avvenuta effettivamente l'anno precedente; l'Armata Verde dell'atamano Grigoriev passa coi sovietici dopo aver abbandonato il campo franco-ucraino il 30 gennaio e diventa "Armata Rosso-Verde"
  • 18 febbraio - Kolčak rifiuta il ripristino dell'indipendenza chiesto dai musulmani baschiri di Orenburg dopo lo scioglimento ufficiale della Repubblica Idel-Ural del 22 dicembre 1918; Adigamov viene sostituito da Mstislav Aleksandrovič Kulayev il quale si rivolge quindi ai sovietici, che promettono l'autonomia al Baškortostan; il 21 a Sterlitamak viene creato il "Comitato militare rivoluzionario provvisorio della Repubblica sovietica baschira"
  • 19 febbraio - Krasnov orfano del suo alleato tedesco, messo in disparte da Denikin e privato del suo esercito (spedito nel Baltico), dopo aver rinunciato alla carica di Atamano il 6 (gli succede Bogaïevskiy, già capo del governo cosacco, nel cui ruolo gli subentra Popov), si reca in esilio in Germania (dove in seguito fonderà la Confraternita della verità russa); il 23 Bogaïevskiy scioglie la Repubblica del Don che viene incorporata al Governo provvisorio della Russia meridionale, e ciò che resta del suo esercito viene fuso nelle Forze Armate della Russia meridionale
  • 21 febbraio - L'assassinio del presidente della Repubblica socialista bavarese Eisner scatena una guerra civile tra socialisti e comunisti
marzo 1919
  • 27 febbraio - In seguito allo scoppio della guerra contro la Polonia a causa della mancata definizione sulla competenza della Polesia le RSS Bielorussa e Lituana per tagliare la testa al toro si fondono nella Repubblica Socialista Sovietica Lituano-Bielorussa, con capitale Vilnius, e il 6 marzo i partiti comunisti della Lituania e della Bielorussia si fondono nel Partito comunista di Lituania e Bielorussia; ciononostante, la guerra continua
  • inizio marzo - I sovietici vincono la battaglia di Vystavka nella regione del nord e respingono la missione internazionale a Kica nel Vinogradovskij rajon
  • marzo - Il Territorio Libero degli anarchici ucraini è conquistato dai bianchi ed unito allo Stato della Russia meridionale
  • marzo - A est i bianchi fermano l'offensiva sovietica e ri-avanzano nuovamente oltre gli Urali, riprendendo il 13 Ufa e attestandosi su una linea che passa da Glazov e Orenburg fino a Uralsk; rivolte antisovietiche a Simbirsk, Kazan', Vjatka, Samara, Stavropol' sul Volga, Syzran', e Sengilej (guerra dei Čapany) capeggiate da Alexei Dolinin favoriscono l'avanzata bianca
  • 1º marzo - La Finlandia abolisce la monarchia
  • 1º marzo - I cosacchi dell'Ussuri e quelli dell'Amur riconoscono l'autorità dello Stato russo di Kolčak
  • 2-6 marzo - Si tiene a Mosca il I Congresso dell'Internazionale Comunista nel quale viene fondata l'Internazionale Comunista per la diffusione del comunismo nel mondo
il contrattacco lituano e lettone
  • 6 marzo - Pressoché l'intera Lettonia (fa eccezione il porto di Liepāja e dintorni) e 2/3 della Lituania permangono da metà gennaio ancora occupate dai sovietici; inizia da ora la controffensiva delle forze lettoni e lituane supportate dall'Esercito territoriale del Baltico contro i sovietici che porta in breve alla riconquista della Curlandia (dove il 10 viene raggiunta Saldus e il 18 Jelgava) e del nord della Lituania
  • 6-10 marzo - Al III congresso dei soviet dell'Ucraina Pjatakov proclama il potere sovietico sull'Ucraina come stato indipendente: fondazione ufficiale della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina
  • 11 marzo - Inizia la rivolta anti-sovietica Vyoshenskaya nella regione del Don
  • 12 marzo - L'Assemblea Nazionale Costituente austriaca chiede alla Conferenza di Parigi l'integrazione dell'Austria alla Germania (Anschluss), che viene rifiutata
  • 12-14 marzo - I francesi devono evacuare da Nikolaev e Cherson che sono riprese dall'atamano Grigoriev ora passato coi sovietici, che il 18 prende anche Vinnycja
  • 15 marzo - L'avanzata sovietica nel sud-est dell'Estonia è fermata, ed il 28 gli estoni riprendono Petseri ed avanzano oltreconfine
  • 18-23 marzo - Si svolge l'VIII Congresso del Partito Comunista Russo (bolscevico); Mikhail Kalinin eletto nuovo presidente del Comitato Esecutivo Centrale Pan-russo
  • 20 marzo - Con il consenso dei musulmani baschiri rivoltatisi a Kolčac, Orenburg si consegna ai sovietici; il 23 come promesso vi viene fondata la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Baschiria (viene dichiarato abolito il Governatorato di Ufa)
  • 21 marzo - In reazione alle aggressioni romene cui la diplomazia internazionale mostra di fare ben poco, l'Ungheria si rivolge verso la Russia sovietica in cerca di supporto, incaricando Béla Kun (Abele Cohen) di formare un governo radicale di sinistra che proclami la Repubblica sovietica ungherese e rinunci alla politica passiva di accettare perdite territoriali ma contrattacchi alle aggressioni romene
Ucrania marzo 1919.png
  • 21 marzo - I francesi occupano la Crimea (ma vi mantengono il governo civile di Krym)
  • 23 marzo - In seguito alla persistenza ungherese a non voler permettere l'ingresso delle truppe cecoslovacche inizia la guerra cecoslovacco-ungherese; il giorno seguente nella Rutenia sotto l'attacco congiunto cecoslovacco e romeno seguendo l'esempio ungherese la Repubblica Ruska Krajina diventa Repubblica Socialista Sovietica Krajina
  • 24 marzo - Nei distretti di Gomel' e Rechitsa del fronte polacco scoppia un ammutinamento nei reparti dell'esercito sovietico guidati da Vladimir Strekopytov; il 29 gli insorti si ritirano al di là del Dnepr dirigendosi verso Mozyr dove dal 27 si trova l'esercito ucraino di Petljura, al quale si uniscono
  • 31 marzo-4 aprile - Dopo essere stati respinti a Kica ad inizio marzo, nella Regione del nord ha luogo la battaglia di Bolshie Ozerki; l'avanzata sovietica è fermata e si instaura una situazione di stallo tattico in seguito al quale entrambi i contendenti si ritirano
  • aprile - I bianchi lanciano un'offensiva nella zona tra il fiume Sakmara e gli Urali: a nord prendono Sarapul, Votkinsk (il 7) e Izhevsk (il 13), al centro Belebey, Birsk, Bugul'ma (il 10), Buguruslan e si approssimano a Samara, al sud avanzano su Ilek, Orsk, e Aqtöbe; Orenburg viene assediata, ma dopo il diniego della richiesta di avallo dell'indipendenza da parte di Kolčak, l'Autonomia di Alash interrompe il sostegno ai bianchi e si dichiara neutrale
  • aprile - Ribellione anarchica a Vienna
  • aprile - L'area del Territorio Libero degli anarchici occupato dai primi di marzo dai bianchi viene conquistata dall'Armata Rosso-Verde di Grigoriev
  • aprile - Diversamente dall'ex Repubblica del Don che rimane fedele allo Stato della Russia meridionale, la Repubblica Popolare del Kuban' proclama l'indipendenza ed espelle dal paese lo zarista Denikin; ne sorge una guerra civile tra unionisti al governo provvisorio russo-meridionale, unionisti alla Repubblica Popolare Ucraina di Petljura, unionisti al defunto Stato ucraino di Skoropadsky, unionisti alla Georgia (contro la quale lo Stato della Russia meridionale sta combattendo la guerra di Soči), e indipendentisti; i georgiani ne approfittano per rompere la tregua e attuano un'offensiva varcando la linea di demarcazione del fiume Bzyb riconquistando Gagra; sono fermati dall'intervento britannico: una nuova linea di demarcazione viene stabilita sul fiume Psou il 12 (la Georgia perde Soči)
  • 1º aprile - I britannici iniziano a ritirarsi dalla Repubblica Transcaspiana
  • 2 aprile - Odessa è presa dai sovietici di Grigoriev; il 4 passano l'Istmo di Perekop ed entrano in Crimea, l'11 sono a Simferopoli e Eupatoria, il 13 a Bachčysaraj e Jalta, il 15 il governo di Krym è sciolto e la Repubblica Popolare abolita; il 29 viene presa Sebastopoli; i francesi sgomberano via mare
  • 6 aprile - Al termine della guerra civile tra socialisti e comunisti è proclamata la Repubblica sovietica bavarese, il cui primo governo per futili motivi dichiara guerra alla Svizzera e viene perciò sostituito il 12 da un altro governo che rinnega l'atto ostile
  • 9 aprile - Rivolta anti-sovietica nei sobborghi di Kiev e villaggi di periferia ("rivolta Kurynivska")
  • 10 aprile - In Posnania sono rimossi i segnali in lingua tedesca da strade, uffici, e stazioni ferroviarie e cambiati in polacco; il 15 il polacco "Esercito blu" di Haller dalla Francia inizia ad essere trasferito in Polonia attraversando in treno la Germania; appena giunto in Polonia inizia ad accanirsi sugli ebrei
  • 15-19 aprile - Le truppe sovietiche ungheresi sferrano un attacco contro l'esercito romeno fermo sulla linea di armistizio imposta dal congresso di Parigi in Transilvania occidentale; violenti scontri si svolgono nei Monti Apuseni, alla fine il contrattacco romeno sfonda le linee del fronte e i romeni dilagano nella pianura di Crișana
marzo 1919: le forze unite tedesche e lettoni lanciano un attacco riconquistando la Curlandia
  • 16 aprile - L'Esercito territoriale del Baltico organizza a Liepāja un colpo di stato filo-tedesco contro il governo provvisorio lettone di Ulmanis, che si rifugia a bordo di una nave a vapore britannica; i lettoni combattono ora una guerra civile contro l'Esercito territoriale del Baltico; il 26 Don Andrievs Niedra è proclamato capo del filo-tedesco "Governo della Russia occidentale" (primo ministro Vasily Biskupsky), "consorzio russo-tedesco" interessato a "la restaurazione dell'ordine in Russia" (non riconosciuto dal governo di Kolčak)
  • 18 aprile - Con la presa di Tiraspol ed il 21 di Kamenets-Podolskiy (che erano occupate dall'esercito polacco) da parte dell'Armata Rosso-Verde dell'atamano comunista Grigoriev, il territorio della Repubblica Popolare Ucraina è totalmente occupato dai sovietici
  • 19 aprile - Dopo che il 10 Armenia e Georgia si sono suddivise il territorio di Kars, i britannici occupano la Repubblica del Caucaso sud-occidentale nell'Adjaristan per prevenirne la sua invasione in attesa di deciderne l'assegnazione
  • 19 aprile - Nell'ambito della guerra sovietico-polacca, dopo Grodno anche Vilnius è presa dai polacchi ai sovietici; la capitale della RSS lituano-bielorussa è spostata a Minsk
  • 19-20 aprile - Truppe romene entrano a Huszt, Carei, Satu Mare, Oradea, e Salonta; il 23 raggiungono Debrecen e Nagyszőllős dopo aspri scontri a Korolevo, ed il 28 prendono Beregszász; l'esercito cecoslovacco avanza nel resto della Repubblica Socialista Sovietica Krajina non ancora occupato dai romeni (Mukachevo, Khust, Beregovo e Vinogradov, Sevliush) e il 30 viene in contatto con loro presso Mukachevo; il 3 maggio i cecoslovacchi prendono Čop
  • 21 aprile - Dopo la vittoria nella battaglia di Vystavka i sovietici da Petrozavodsk avviano una spedizione ("spedizione Aunus") verso la Carelia contro il filo-finlandese Governo di Olonets; i britannici riconosciuta la futilità della propria presenza iniziano a ritirarsi dalla Regione del Nord (Winston Churchill: "le pianure congelate dell'Europa orientale non valgono le ossa di un solo granatiere")
  • 23 aprile - Si insedia il governo della Repubblica di Estonia al posto del governo provvisorio estone
  • 25 aprile - La Dittatura militare provvisoria del Mughan è rovesciata dai comunisti locali e persiani che il 15 maggio proclamano la Repubblica Sovietica del Mughan (rioccupata dall'Azerbaigian il 23 giugno)
  • 26 aprile - La provincia di Černigov della RSS ucraina è assegnata alla provincia di Gomel' della RSFS russa
  • 28 aprile - Riprende la controffensiva dell'Armata Rossa sugli Urali che prende Sergievsk e il 30 Buguruslan
  • 30 aprile - Il Governo della Regione del Nord riconosce l'autorità suprema di Kolčak; le aree controllate dalle due entità si incontrano tra Kotlas e Vjatka durante l'offensiva di primavera del fronte siberiano
  • maggio - I polacchi, ora in contatto territoriale coi loro alleati romeni in Bucovina, spingono gli ucraini oltre il fiume Zbruč (vecchio confine) ed entrano nel territorio ucraino ex-russo (dal 22 gennaio le due ucraine sono formalmente unificate) dove il 6 prendono Žitomir
  • maggio - L'Armata del Caucaso confluisce nelle Forze Armate della Russia meridionale
  • 1º maggio - L'intera riva orientale del fiume Tibisco è in mano ai romeni (eccettuati i due lati settentrionale e meridionale ovvero l'area del Banato con Arad e Seghedino, che è stata aggirata e tralasciata, e la Rutenia, che è stata occupata dai cecoslovacchi; il 2 Béla Kun chiede l'armistizio alla Romania; il 3 dopo la battaglia di Čop (Csap) gli ungheresi sono espulsi totalmente dai Carpazi
  • 2 maggio - In seguito al completamento del trasferimento iniziato l'8 marzo in Estonia dalla Germania di un contingente di russi ex prigionieri di guerra condotti da Nikolaj Nikolaevič Judenič (da non confondere con le filo-tedesche Unità volontarie della Russia occidentale di Bermondt-Avalov che vengono fondate il 17 a Jelgava in Lettonia) per aprire il 4° fronte bianco, e all'offensiva in corso da parte del governo di Olonets a nord e le voci circa il possibile ingresso della Finlandia in guerra contro la Russia sovietica, Pietroburgo è dichiarata in stato di guerra; il 19 arriva Stalin
  • 3 maggio - L'esercito governativo contro-rivoluzionario condotto da Gustav Noske col supporto dei freikorps riprende Monaco di Baviera e sopprime la Repubblica sovietica bavarese che viene ri-annessa alla Germania
  • 4 maggio - Sulla Kama Chistopol presa dall'Armata Rossa
  • 5 maggio - Viene fondata la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Crimea; ad Odessa l'atamano comunista Grigoriev fonda la Repubblica Socialista Sovietica di Bessarabia quale "Governo provvisorio in esilio" nella speranza di toglierla alla Romania (non ha mai avuto effettiva esistenza, soppressa il 29 dicembre) come parte autonoma della RSFS Russa; il 7 Grigoriev contravvenendo agli ordini di Mosca da Odessa tenta di penetrare in Bessarabia per conquistarla ai romeni e sostenere l'Ungheria sovietica di Kun, ma dopo essere stato respinto si ribella ai sovietici ("rivolta Hryhor'yivske") che intendono punirlo per l'insubordinazione e rifonda l'Armata Verde; l'8 essa prende Elisavetgrad, il 10 Čerkasy, il 12 Ekaterinoslav e Kremenčuk, il 13 Zolotonoša, il 20 Vinnicja e Bratslav, il 22 Aleksandrovsk, il 23 Znamenka, tra il 26 e il 31 Nikolaev, Ochakov, Cherson, per ritornare poi ad Odessa
  • 8 maggio - Užhorod (occupata dai cecoslovacchi dal 12 gennaio), Prešov, Khust, votano per l'annessione alla Cecoslovacchia sotto Anton Beskid
  • 13 maggio - Bugul'ma e il 15 Belebey prese dall'Armata Rossa
le operazioni in Estonia nel 1919
  • 13-28 maggio - Con un'offensiva congiunta ("offensiva Petseri") dell'esercito estone di Johan Laidoner e dell'Armata Bianca di Judenič (che giunta in loco il 2 inizia così le sue operazioni), esse prendono Gdov il 15, Jamburg il 17, Pskov il 25, Luga, giungendo il 28 alle porte di Gatčina; il 17 il governo della Comunità dei lavoratori estoni si sposta in esilio a Staraja Russa; dal 16 l'esercito estone inizia una grande offensiva nel nord della Lettonia, diretta sia contro i sovietici sia contro l'Esercito territoriale del Baltico; il 25 l'avanzata estone in Russia raggiunge il fiume Velikaya
  • 14 maggio - I sovietici iniziano una offensiva generale da Kiev e Poltava verso sud contro l'Armata Verde del ribelle Grigoriev (che controlla tutta la fascia meridionale dal Territorio Libero compreso a Odessa), l'Armata Nera (che ora avversano), i bianchi, i polacchi e gli ucraini di Petljura
  • 15-19 maggio - Come stabilito dall'armistizio di Mudros, truppe greche occupano Smirne, ma i turchi si ribellano: ha inizio la guerra greco-turca e sorge il Movimento Nazionale Turco
  • 16 maggio - Ha inizio l'attacco dei sovietici del Turkestan contro la Repubblica Transcaspiana; tra il 21 e il 24 l'Armata Rossa entra a Baýramaly e Merv; in risposta la flotta britannica del Caspio attacca la base navale sovietica di Fort Alexandrovsky
  • 17 maggio - Le Forze Armate della Russia meridionale approfittando di una massiccia insurrezione contadina nella parte posteriore del fronte meridionale dell'Armata Rossa lanciano un'operazione per annullare il fronte meridionale dell'Armata Rossa e per aprire la strada verso Mosca
  • 17 maggio - Truppe romene entrano ad Arad, che essendo stata aggirata era rimasta finora dietro le linee separata dal resto dell'Ungheria
  • 18 maggio - Le Forze Armate della Russia meridionale in Daghestan invadono ciò che resta della Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale (che il 16 aprile aveva chiesto l'unione alla Repubblica Democratica Azera), che termina la sua esistenza; il governo evacua a Tbilisi in Georgia, mentre ribelli comandati da Uzun-Hadji attuano la guerriglia; conclusa la conquista del Caucaso meridionale, l'Armata dei Volontari del Caucaso viene inviata ora verso nord e suddivisa in "Armata dei Volontari" (sotto il comando del generale Vladimir Maï-Maïevski che punta verso Mosca) e "Armata del Caucaso" (sotto il comando del generale Pëtr Nikolaevič Vrangel' che punta su Caricyn); il 24 termina il conflitto di Soči: l'Abcasia meridionale resta alla Georgia, ma perde la città di Soči con tutta la costa nord a vantaggio dello Stato della Russia meridionale
  • 21 maggio - Il Corpo di spedizione italiano in Murmania partito da Kola il 5 aprile, giunto ad Ozosozero il 4 maggio, attacca i sovietici della "spedizione Aunus" a Medvežja Gora e Povenets, a nord di Petrozavodsk
  • 22 maggio - Riga, capitale della RSS Lettone, è presa dall'Esercito territoriale del Baltico, che vi trasferisce il governo di Niedra
  • 22 maggio - I polacchi prendono Leopoli, termina così l'assedio iniziato a novembre
  • 22 maggio - I bianchi nel fronte Volga-uralico sono fermati; il fallimento dell'"offensiva Perm'" comporta un rimpasto nell'esercito
  • 24 maggio - A Helsingfors Judenič istituisce l'"Assemblea politica", embrione di un governo russo del nord-ovest "in esilio", e a Pskov crea il "Voivodato di Pskov" che affida a Stanislav Nikodimovič Bulak-Balakhovič
  • 24 maggio - I romeni occupano la Pocutia che i polacchi avevano tralasciato nella loro avanzata in Ucraina
  • 25 maggio - Le autorità locali della Posnania si assoggettano al governo di Varsavia; dopo le proteste della Germania, la risoluzione della questione è affidata al congresso in corso a Parigi
  • 26 maggio - Dopo che il 29 aprile gli sloveni hanno ripreso unilateralmente i combattimenti contro gli austriaci, iniziano un'offensiva che il 6 giugno porta alla presa slovena di Klagenfurt
  • 27 maggio - I cosacchi del Transbajkal riconoscono l'autorità dello Stato russo di Kolčak
  • 27 maggio - Rivolta filo-sovietica a Bender in Bessarabia, subito repressa da romeni e francesi
  • 28 maggio - I bianchi sugli Urali respinti dall'altra parte del fiume Belaja; Sterlitamak presa dall'Armata Rossa
  • 29 maggio - Mentre ai suoi confini riprende il conflitto austro-sloveno, secede dall'Ungheria sovietica la zona di confine con la Slovenia come Repubblica di Mura (verrà rioccupata dall'Ungheria il 6 giugno); in un'altra parte del territorio aggirato dai romeni e rimasto separato dal governo di Budapest viene creato a Seghedino un sedicente Governo ungherese anti-comunista capeggiato da Gyula Károlyi; il 6 giugno su ordine dell'amministrazione di occupazione il generale francese Emile Henno e italiano Luigi Ciaffi in Transcarpazia e Slovacchia orientale è introdotto lo stato di dittatura militare che durerà fino al 1923
  • giugno - L'Esercito contadino di Fergana si ribella ai sovietici e si allea ai basmachi del Pamir
lo sfondamento finale degli Urali
  • giugno - I bianchi (dopo aver preso Glazov il 2) sono respinti dal Volga agli Urali, il 9 l'Armata Rossa riprende Ufa; i bianchi perdono Alapaevsk e si ritirano a Čeljabinsk; a fine giugno i sovietici sfondano per la seconda volta la linea degli Urali
  • 1º giugno - Pubblicazione del decreto del Comitato Esecutivo Centrale dei Soviet "Sulla unificazione delle repubbliche sovietiche di Russia, Ucraina, Lettonia, Lituania e Bielorussia per la lotta contro l'imperialismo internazionale" che determina anche l'unificazione degli eserciti sovietici nazionali nell'Armata Rossa
  • 2 giugno - Grazie alla rivolta anti-sovietica Vyoshenskaya nella regione del Don (iniziata l'11 marzo) le Forze Armate della Russia meridionale riescono a sfondare i confini della regione del Don con un'offensiva iniziata il 28 maggio; l'esercito del Don ha occupato il 29 maggio Millerovo, il 1º giugno Luhans'k, venendo così in contatto con l'Esercito Volontario, sconfiggendo insieme l'Armata Rossa a ovest nella zona di Voronezh, e verso nord-est in direzione di Balašov, aprendo così la strada per Orel e Tula - l'8 la rivolta può così terminare
  • 2 giugno - Sarapul presa dall'Armata Rossa, ed il 7 Birsk
  • 5 giugno - I polacchi nell'Ucraina occidentale prendono Chortkiv, Ternopil', Bučač, e Peremyšl'
  • 5 giugno - Cacciati i sovietici grazie alla involontaria manovra a tenaglia estone da nord e dell'Esercito territoriale del Baltico da sud, i suddetti due eserciti vengono in contatto presso il golfo di Riga intraprendendo dal 19 ostilità reciproche: presa la città di Cēsis, i mercenari tedeschi tentano di rifondare il Ducato Baltico Unito, e da lì intendono avanzare in Estonia, la quale sostenuta dai britannici, resiste all'assalto e contrattacca dovendo però così trascurare il suo fronte orientale fermandosi tra Luga e Gatčina sulla linea del fiume Velikaya, alle porte di Ropsha ed Oranienbaum; il governo della Comunità dei lavoratori estoni è abolito; il 10 nei territori occupati al di là del confine estone viene rifondata la Regione del nord (che il 1º luglio sarà ridenominata Regione del nord-ovest per non confonderla con il fronte careliano già nominato "Regione del nord") del cui esercito Judenič è nominato comandante; nei giorni seguenti le Unità volontarie della Russia occidentale dalla Lettonia attraversano il confine lituano e prendono la città di Kuršėnai scacciandovene i sovietici lituani
  • 9 giugno - Una brigata guidata da Makhno (fondata il 21 febbraio da guerriglieri contadini a Hulyaypole) diserta dal Rosso Esercito e occupa Elizavetgrad (Kirovohrad) (fino agosto) tra la partenza dell'Armata Rossa e l'arrivo di Denikin di Forze "bianco" Armate della Russia meridionale
  • 11 giugno - Dopo aver preso la Pocutia il 24 maggio, e dopo l'introduzione dell'occupazione militare italo-francese in Rutenia il 6 giugno, la Romania occupa il territorio della ex Repubblica di Hutsul (unificatasi dal 22 gennaio all'Ucraina); lo stesso giorno il governo della piccola ex Repubblica, sfumata la possibilità di rimanere unita agli stati ucraini (nei quali l'occupazione polacca si estende ora oltre i confini con essa) chiede l'unificazione alla Cecoslovacchia (il cui esercito controlla assieme agli italo-francesi il resto della Rutenia da aprile)
  • 12 giugno - I generali Denikin, Miller, Judenič riconoscono Kolčak come comandante supremo, e le loro armate vengono poste sotto il comando dell'Esercito Russo del fronte orientale; l'Esercito di Crimea-Azov confluisce nelle Forze Armate della Russia meridionale
  • 12 giugno - Il congresso di Parigi stabilisce la demarcazione della linea di confine tra Ungheria e Cecoslovacchia (confine odierno) che obbligherebbe l'Ungheria a cedere ampi territori
  • 12-16 giugno - nel corso di un attacco iniziato il 25 maggio a Pietrogrado da parte dell'Esercito del Nord del Generale Rodzjanko avviene una rivolta anti-sovietica dei soldati nei forti Krasnaya Gorka (presso Lebjaž'e) e Seraja Lošad (presso Mustalahti) (stroncate sul nascere invece quella del forte Obruchev e quella di Kronštadt tentata da Alexander Yul'evič Rybaltovsky) istigati dal "Centro Nazionale" e condotti da Nikolai Mikhailovič Nekludov secondo lo slogan: "Abbasso la guerra! Viva la libertà dei disertori e la proprietà privata, abbasso gli ebrei e le sanguisughe comuniste!", poi repressa dai sovietici comandati direttamente da Stalin malgrado il tardivo arrivo della flotta britannica comandata da Augustus Agar che danneggia alcune navi sovietiche il 17; contemporaneamente la Čeka conduce operazioni su larga scala contro il Centro Nazionale (che dopo la sconfitta tedesca è divenuto filo-britannico al soldo dell'agente dell'MI6 Paul Dukes "l'uomo dalle cento facce") che stava anche preparando una rivolta armata a Mosca in previsione dell'arrivo dei bianchi di Denikin da sud; il 23 settembre con l'esecuzione dei congiurati il Centro Nazionale è spazzato da tutto il territorio sovietico
  • 13 giugno - Il presidente della Repubblica Popolare del Kuban' Nikolai Stepanovič Ryabovil è ucciso a Rostov da soldati bianchi dopo un acceso congresso sulla questione unitaria russa; questo atto determina la rivolta dei cosacchi del Kuban' contro i russi bianchi, appoggiandosi all'ex presidente dello Stato ucraino Skoropadsky
l'assalto all'Ungheria comunista
  • 13 giugno - Glazov presa dall'Armata Rossa
  • 16 giugno - A seguito della risoluzione del congresso di Parigi, l'Ungheria sovietica anziché consegnare alla Cecoslovacchia i territori in oggetto ne concede l'indipendenza come Repubblica Sovietica Slovacca, provocando la reazione dell'esercito cecoslovacco che varca il vecchio confine trovandovi però la resistenza dell'esercito ungherese che con una controffensiva nella parte orientale avanza fino a Presov con l'intento di dirigersi verso la valle della Vistola valicando i Monti Beschidi e congiungersi con i sovietici russi che stanno combattendo contro la Polonia
  • 16 giugno - Ultimatum alla Germania, recalcitrante a firmare il trattato di pace alla Conferenza di Parigi
  • 16 giugno - I bianchi iniziano la ritirata generale in direzione est su tutto il fronte uralico
  • 19 giugno - L'Esercito del Nord del Generale Rodzjanko viene staccato dall'esercito estone e fuso in quello di Judenič a formare l'Armata del Nord
  • 19 giugno - Inizia le attività la Conferenza economica di Stato creata il 2 maggio, con presidente Hins: suo scopo è la pianificazione del sistema economico dello Stato russo in senso liberale in contrapposizione al dirigismo della Russia sovietica
  • 20 giugno - Kolčak dichiara annessa la Repubblica ucraina dell'estremo oriente
22 giugno 1919: forze lettoni ed estoni combattono contro i tedeschi a Cēsis e li sconfiggono
  • 22 giugno - L'esercito estone sconfigge l'Esercito territoriale del Baltico a Cēsis e lo respinge oltre il confine lettone ed entro il 3 luglio fino alle porte di Riga dove entra il 6; il 26 giugno il governo Niedra è abolito, e l'8 luglio restituito a Ulmanis; a capo del "Governo della Russia occidentale" è messo Vasily Biskupsky
  • 24 giugno - Dichiarata la cessazione delle ostilità tra Ungheria e Cecoslovacchia; il congresso di Parigi chiede al governo romeno di ritirare le sue truppe dall'Ungheria
  • 24-27 giugno - Le Forze armate della Russia meridionale dopo il Donbass prendono Charkiv ed Ekaterinoslav; abolita la sovietica provincia Donec'k; di fronte all'attacco bianco il 25 l'Armata Verde e l'Armata Nera si fondono nell'Armata Nero-Verde
  • 26 giugno - I britannici di John Chalmers Simpson cedono il Naxçıvan all'Armenia, che sopprime la filo-azera Repubblica di Aras, ma dal 1º luglio inizia una rivolta musulmana che il 10 agosto espelle gli armeni, sia da lì che dallo Zangesur, e rifonda la Repubblica di Aras
  • 28 giugno - La Germania firma il Trattato di Versailles (ratificato dal parlamento tedesco l'8 luglio), che concede la Posnania e la Prussia occidentale alla Polonia; alla Cecoslovacchia viene concessa una parte di Slesia prussiana attorno la città di Hlučínsko\Hultschiner Ländchen
  • 30 giugno - L'"Armata del Caucaso" (da poco affidata a Vrangel' al posto di Krasnov) dopo un anno di assedio sconfigge i sovietici e prende Caricyn; in seguito alla perdita di Caricyn, il governo sovietico per ingraziarsi i cosacchi calmucchi il 10 luglio promette l'autonomia alla Calmucchia
  • luglio - Sugli Urali Verchotur'e presa dall'Armata Rosa
  • 1º luglio - L'esercito ungherese lascia la Slovacchia; il 7 la Repubblica Sovietica Slovacca è occupata dall'esercito cecoslovacco e francese e annessa alla Cecoslovacchia
  • 1º luglio - Perm' presa dall'Armata Rossa; Kolčak affida al generale Diterikhs il comando dell'Esercito russo (dal 22 luglio al 17 novembre il comando del solo fronte orientale, e allo stesso tempo dal 12 agosto al 6 ottobre il Capo di Stato) al posto di Gajda; l'Armata del Nord diventa "Esercito del Nord-Ovest"; l'Esercito del Caucaso settentrionale (Esercito cosacco del Terek e Daghestan) confluisce nelle Forze Armate della Russia meridionale
  • 1º luglio - A Uhtua viene formato un governo provvisorio della Carelia e regione di Arcangelo ("Repubblica di Uhtua"); il 9 nasce la Repubblica dell'Ingria settentrionale dal governo autonomo di Pietari Toikka creato a gennaio
  • 3 luglio - Inizia l'offensiva dei bianchi di Denikin in Ucraina contro i sovietici, gli ucraini di Petljura, e l'Armata Nero-Verde
  • 3 luglio - In seguito alla firma del Trattato di Versailles le forze tedesche mercenarie dell'Esercito territoriale del Baltico devono evacuare dagli stati baltici; Estonia e Governo provvisorio della Lettonia firmano con il "Governo della Russia occidentale" la fine delle ostilità (Armistizio di Strazdumuiža) ed il 6 l'esercito lettone entra a Riga: il Ducato Baltico Unito, brevemente rifondato, evacuato dai mercenari tedeschi si sfalda; il 21 Estonia e Lettonia si riconoscono reciprocamente; l'Esercito territoriale del Baltico viene momentaneamente mantenuto in funzione anti-sovietica ma posto al comando di un generale britannico; il 9 Judenič chiede che l'Esercito territoriale del Baltico venga incorporato al suo esercito Nord-occidentale, ma Bermondt-Avalov vi si oppone chiedendolo per le sue Unità volontarie della Russia occidentale
  • 3-9 luglio - Nella Repubblica Transcaspiana l'Armata Rossa entra a Kakà, Kushk, Tejen, e Aşgabat (che viene rinominata Poltoratsk il 17)
  • 11 luglio - Uralsk presa dall'Armata Rossa; il 13 Zhaloust, ed il 14 Ekaterinburg; il 17 inizia l'"operazione Čeljabinsk"
  • 16 luglio - Grande offensiva dei cosacchi di Annenkov contro la rivolta di Cherkasy; nelle mani dei guerriglieri sono rimasti solo i villaggi di Cherkasy, Petropavlovsk e Antonovka
  • 17 luglio - Con l'annessione dell'intera Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale alla Polonia termina la guerra polacco-ucraina; in agosto la Romania cederà alla Polonia la parte orientale della Pocutia presa in maggio
  • 17 luglio - La Finlandia diventa Repubblica
  • 20 luglio - I bianchi di Vrangel' partendo dal Kuban' riprendono la Crimea e ne dichiarano sciolta la relativa Repubblica Socialista Sovietica
  • 20 luglio - L'esercito ungherese tenta il riattraversamento del Tibisco, a cui segue dal 26 una controffensiva romena che in breve arriva fino al Danubio
  • 21 luglio - L'esercito cecoslovacco occupa Beregovo
  • 23 luglio - Il Movimento Nazionale Turco invita le potenze occupanti al Congresso di Erzurum per stabilire il destino dell'ex Impero ottomano, fino al 7 agosto; il 1º agosto inizia i lavori la Commissione King-Crane
  • 25 luglio - Sugli Urali Čeljabinsk presa dall'Armata Rossa
  • 25 luglio - La Russia sovietica rinuncia ai trattati ineguali con la Cina e alla sovranità sulla Mongolia del 1914
  • 26 luglio - In seguito allo sgombero dell'Esercito territoriale del Baltico, anche il resto delle Unità volontarie della Russia occidentale si ritira dalla Lettonia ed affluisce in Lituania (dove sta già combattendo contro i sovietici)
  • 27 luglio - L'atamano Grigoriev attirato in un tranello è assassinato dagli anarchici di Machno, viene sciolto il legame tra le due armate e quella Verde scompare
  • 28 luglio - L'"Armata del Caucaso" di Vrangel' dopo Caricyn risalendo il Volga prende Kamyšin
  • 29 luglio - Accordo Tittoni-Venizelos sulla divisione delle sfere d'influenza nei territori dell'ex Impero ottomano e in Albania tra l'Italia e la Grecia (esso sostituisce il Trattato di Losanna del 1912)
  • 31 luglio - Cessione di alcune aree dalla RSS bielorussa alla RSFS russa (Rechitsa, Babruisk, distretti Borisov e Igumen)
  • 31 luglio - I bianchi di Denikin prendono Poltava e si stanziano sulla linea Nikopol'-Verkhnodniprovsk
  • 31 luglio - Termina il conflitto austro-sloveno in Carinzia: Klagenfurt rimane all'Austria, la Bassa Stiria e la Carinzia slovena ("Koroška") con la valle di Meža e Jezersko fino a Dravograd rimangono al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni; viene indetto un referendum per il 10 ottobre per le zone intermedie contese
  • agosto - Dopo il crollo del fronte degli Urali, Orenburg è liberata dall'assedio dei bianchi che continuava da aprile; l'atamano Annenkov schiaccia la ribellione di Alaş-qala e Lepsinsk dopo che a fine luglio le truppe sovietiche del Turkestan hanno cercato di sfondare il fronte del Semirechensk per aiutare la ribellione di Cherkasy, i difensori dei quali sono stati scontri pesanti con il bianco, ma a causa della mancanza di successo delle forze non avevano
  • 1º agosto - Col beneplacito ungherese e del congresso di Parigi, l'esercito jugoslavo prende possesso dei territori ungheresi meridionali (Bačka, Baranya, Seghedino, e il territorio dell'Oltremura che gli ungheresi avevano rioccupato il 6 giugno), che i romeni hanno finora aggirato nella loro rapida avanzata; molti comunisti ungheresi si rifugiano in queste aree per sfuggire ai romeni; anche Béla Kun fugge da Budapest occupata dai romeni; il nuovo governo viene affidato all'anti-comunista Miklós Horthy; intanto i romeni dilagano venendo fermati solo tra il lago Balaton e la selva Baconia
  • 1º agosto - Inizia la controffensiva dell'Armata Rossa contro l'esercito Nord-occidentale e l'Estonia: il 5 cade Jamburg
  • 2 agosto - Tiraspol occupata dai bianchi di Denikin
  • 3 agosto - In conseguenza della presa della Bačka, Baranya, e Mura da parte della Jugoslavia, preventivando che gli jugoslavi possano fare lo stesso con Timișoara e il Banato orientale (aggirato anch'esso dietro le linee e separato dal resto dell'Ungheria), le truppe romene occupano tutta la regione
  • 4 agosto - In Siberia Troitsk e l'8 Tjumen' prese dall'Armata Rossa
  • 5 agosto - La "spedizione orso polare" termina: i reparti britannici ritirati via mare dalla Carelia vengono inviati nel Baltico
  • 8 agosto - Minsk, dal 19 aprile capitale della RSS lituano-bielorussa, presa dai polacchi
  • 8 agosto - I britannici si ritirano definitivamente da Krasnovodsk; l'autorità sulla regione viene trasferita al Governo provvisorio della Russia meridionale di Denikin, la Repubblica Transcaspiana viene abolita; i marinai della flotta britannica si ritirano formalmente dal mar Caspio, sulle loro navi vengono issate da ora le bandiere zariste della Flottiglia del Caspio
offensiva di agosto del fronte sud
  • 10 agosto - Inizia l'incursione di Konstantin Mamontov su Tambov, Elec, e nel Kastorenskij rajon (fino al 19 settembre), e il 12 l'offensiva di agosto del fronte sud (fino al 14 settembre) partendo dalla linea Hadiach-Kremenčuk-Znamenka-Elisavetgrad a ovest, e fiume Sestrenka-Gorki-Talovka-Salomatin a est; dal 14 effimera controffensiva sovietica ha lanciato un attacco verso Rostov da zona a nord di Novochopërsk e Kamyšin (che viene ripresa dai sovietici), e da Liski a Kupjans'k; il 18 i bianchi prendono Odessa dopodiché il 25 Denikin da Taganrog rivolge un appello alla popolazione ucraina a schierarsi contro Petljura
  • 11 agosto - Dopo che il 29 luglio l'"Assemblea politica" (embrione di un governo russo del nord-ovest) è stato trasferito da Helsingfors a Tallin, l'Estonia permette la formazione di un Governo della Regione nord-occidentale (con sede a Narva e governatore Judenič), che come scambio immediatamente a nome dello Stato russo riconosce l'indipendenza dell'Estonia, seguita il 3 settembre dal riconoscimento dell'indipendenza della Lettonia, e il 23 settembre della Finlandia; Kolčak però ripudia queste concessioni
  • 11 agosto - Entra in vigore la nuova costituzione della Repubblica di Weimar
  • 14 agosto - Ribellione anti-sovietica dei cosacchi e dei musulmani karakalpachi guidati da Mikhail Filchev che stabiliscono un governo provvisorio a Chimbay, fino al 18 febbraio 1920
  • 16 agosto - Mikhailov accusato di ladrocinio è sostituito da Leo V. Goyer come ministro delle Finanze del governo dello Stato russo; lo Stato russo inizia da questo momento il suo declino
  • 16-26 agosto - 1° rivolta della Slesia da parte della popolazione polacca che vorrebbe la cessione della regione alla Polonia, repressa dalle forze tedesche
  • 18 agosto - Le Unità volontarie della Russia occidentale diventano "Armata volontaria della Russia occidentale" e inserite nell'esercito del nord-ovest di Judenič
  • 18 agosto - Incursione navale britannica (ammiraglio Claude Congreve Dobson) contro la flotta sovietica ancorata nella base di Kronštadt davanti Pietrogrado, sono affondate diverse unità tra cui la Pamjat' Azova
  • 20 agosto - In Siberia l'Armata Rossa varca la linea Tobol-Išim e avanza per 130–180 km in 10 giorni ("operazione Tobol'sk-Petropavlovsk"); il 19 prendono Qostanay ed il 30 Orsk
  • 25 agosto - Si dissolve la RSS Lituano-Bielorussa la cui parte bielorussa è interamente occupata dai polacchi, dopo aver brevemente spostato la sua capitale a Smolensk, "in esilio" nel territorio russo; i polacchi tentano di avanzare anche nel territorio lituano (nella cui parte settentrionale sta avanzando dal 26 luglio l'Esercito volontario della Russia occidentale) attuando un colpo di stato filo-polacco, ma sono fermati il 21 settembre: la Lituania ritorna indipendente e abolisce il governo sovietico (l'11 settembre la Russia sovietica propone un accordo di pace alla Lituania)
  • 26 agosto - Ricevuto il supporto britannico, a Riga viene predisposto per il 16 settembre l'attacco congiunto anglo-franco-russo-estone a Pietrogrado (posticipato poi al 28 settembre); intanto il 28 i sovietici riprendono Pskov
  • 27 agosto - Il Corpo di spedizione italiano in Murmania viene ritirato
  • 27 agosto - Fondato il Comitato rivoluzionario siberiano con capoluogo temporaneo a Čeljabinsk (poi Omsk, e dal 1921 Novonikolaevsk), che dichiara l'autorità sovietica su tutto il territorio della Siberia (la cui parte orientale è ancora occupata dai bianchi)
  • 28 agosto - L'area attorno la "Repubblica guerrigliera" Rudobelskaya viene nuovamente aggirata e insaccata, stavolta dall'esercito polacco
  • 30 agosto - In seguito all'avanzata sovietica le bare dei dignitari di corte uccisi a Alapaevsk sono disseppellite e trasportate a Čita; il 5 maggio 1920 verranno inviate in Cina
  • settembre - L'"Esercito di Novorossiisk e Crimea" confluisce nelle Forze Armate della Russia meridionale
  • 1º settembre - Inizia l'operazione Tobol'sk: i bianchi di Diterikhs il 14 ri-respingono i sovietici fino alla linea Tobol-Išim
  • 1º settembre - L'Armata Nera diventa "Esercito insurrezionale rivoluzionario Ucraino" (Uria) e dal 20 si allea brevemente con la Repubblica Popolare Ucraina
  • 2 settembre - L'Armata volontaria della Russia occidentale si stacca dall'esercito del nord-ovest di Judenič e diventa "Esercito volontario della Russia occidentale"
  • 4 settembre - Grazie alla defezione delle armate di Petljura che avendo preso Kiev il 29 agosto dopo una furiosa battaglia coi sovietici sospende le ostilità coi bianchi di Denikin e gli lascia campo libero, le Forze armate della Russia meridionale entrano a Kiev, ed il 10 a Kozelets nell'Oblast' di Černihiv
  • 4-11 settembre - Il Movimento Nazionale Turco svolge il Congresso di Sivas per stabilire il destino dell'ex Impero ottomano dopo il fallimento il 7 agosto di quello di Erzurum; di fronte all'ulteriore fallimento, il comitato elegge Mustafa Kemal ed agisce da direttivo nazionale del movimento di resistenza nazionale; nello stesso tempo giunge a Costantinopoli la Commissione Harbord
  • 10 settembre - Il Trattato di Saint-Germain stabilisce la ripartizione dell'ex Impero austro-ungarico, in parte suggellando lo statu quo e in parte stabilendo nuove modifiche da attuarsi
  • 12 settembre - "Impresa di Fiume": sdegnati dal Trattato di Saint-Germain ("vittoria mutilata"), miliziani italiani guidati da Gabriele D'Annunzio occupano la città di Fiume e istituiscono la Reggenza italiana del Carnaro
  • 12 settembre - Adolf Hitler viene infiltrato dai servizi segreti tedeschi nel Partito Tedesco dei Lavoratori
  • 13 settembre - In prossimità dei monti Mugodžary (Regione di Aqtöbe, nell'Autonomia di Alash) l'Armata Rossa del fronte uralico (generale Frunze) si congiunge all'Armata Rossa della RSS Turkestan; il 21 l'esercito dei cosacchi di Orenburg di Dutov sotto attacco ad Aqtöbe dal 14 agosto subisce una pesante sconfitta dall'Armata Rossa di Frunze e si ritira a Kökşetaw
  • 16 settembre - A Zmerinka viene siglata un'alleanza tra Petljura e Machno contro Denikin
  • 17 settembre - In Ucraina le Forze armate della Russia meridionale prendono Sumy, Oboyan, Stary Oskol; a Bashtanka inizia una rivolta ucraina indipendentista contro Denikin fino al 18 novembre
  • 18 settembre - Termina la sovietica "spedizione Aunus" in Carelia senza che siano stati ottenuti tutti i risultati auspicati, se non quello di far evacuare le missioni internazionali
  • 19 settembre - I musulmani del nord caucaso orfani da maggio della Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale occupata dai bianchi si arroccano a Vedeno creando l'Emirato del Caucaso Settentrionale condotto dall'emiro Uzun Haji Khair Khan sotto il protettorato del Califfo dell'emiro musulmana sua Maestà l'imperatore ottomano Mohammed Vahhiddina VI tramite il suo Gran Visir Inaluka Dyshinskogo-Arsanukayev
  • 21 settembre - L'Esercito territoriale del Baltico viene sciolto; gli irregolari tedeschi ancora presenti il 3 ottobre vengono incorporati in una "legione tedesca" aggregata in Lituania all'Esercito volontario della Russia occidentale
  • 22 settembre - Le Forze armate della Russia meridionale prendono Kursk ed il 24 Fatež e Ryl'sk e così si avvicinano pericolosamente a Mosca
  • 25 settembre - Attacco terroristico anarchico alla sede del PC russo a Mosca ("Esplosione in Leontief")
  • 26 settembre - "Battaglia di Peregonovka": la retroguardia dei bianchi di Denikin sconfitta a Uman' dall'Armata Nera, che nei giorni seguenti prende Ekaterinoslav, Berdiansk, Mariupol' e Yuzivka e si dirige verso Taganrog
  • 28 settembre - Grazie all'appoggio di una flotta anglo-francese giunta nel paese secondo gli accordi del 26 agosto, l'esercito estone ricaccia i sovietici oltre i confini che avevano appena valicato, e col supporto delle truppe di Judenič li insegue fino a Pietrogrado, che viene raggiunta il 19 ottobre
  • 30 settembre - L'intero territorio della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina è occupato da altri
  • ottobre - In seguito all'accordo sovietico-cinese del 25 luglio, la Cina invade la Mongolia (protettorato russo dal 1914), che il 17 novembre rinuncia alla sua indipendenza ed alla protezione russa
  • ottobre - URIA occupa gran parte del sud dell'Ucraina, chiamato "Territorio libero", nella parte posteriore del Denikin" esercito bianco: il 5 Aleksandrovsk (Zaporizhzhya), il 14 Mariupol, e il 28 Ekaterinoslav
  • 2 ottobre - In Siberia l'Armata Rossa varca nuovamente la linea Tobol-Išim sulla quale i bianchi erano riusciti a ri-respingerli dal 14 settembre; i bianchi, sconfitti, abbandonano il campo di battaglia e si ritirano disordinatamente verso Omsk, mentre i sovietici fanno una "pausa operativa" fino al 14 dopodiché riprendono l'avanzata verso Tobol'sk e Petropavlovsk
  • 5 ottobre - La Bulgaria cede la Tracia occidentale al Regno di Grecia
  • 6 ottobre - Le Forze armate della Russia meridionale prendono Voronež
  • 8 ottobre - Si ripetono i fatti "del 16 aprile": dalla Lituania l'Esercito volontario della Russia occidentale entra in Lettonia e prende Riga in un tentativo di colpo di stato anti-indipendentista, stavolta però filo-russo; gli estoni che avanzavano verso Pietroburgo ora devono nuovamente indietreggiare per recarsi a contrastare i golpisti in Lettonia
  • 9 ottobre - In Rutenia iniziano disguidi tra i filo-russi di Beskid e i filo-ucraini di Voloshyn
  • 10 ottobre - Si svolge il plebiscito della Carinzia: il risultato assegna all'Austria la sovranità sulle zone contese
  • 10 ottobre - Mentre imperversa un'epidemia di tifo, inizia la controffensiva di Petljura contro le armate bianche di Denikin; il 12 le Forze armate della Russia meridionale prendono Černigov, il 13 Orël e si dirigono verso Tula; il governo di Mosca si prepara ad evacuare a Vologda
  • 10 ottobre - Il Consiglio supremo di guerra alleato istituisce il blocco economico della Russia sovietica
  • 14 ottobre - L'atamano Annenkov completa la soppressione della rivolta contadina nel Semirechensk (rivolta Cherkasy) iniziata a giugno 1918 - la linea del fronte con la RSS Turkestan si attua su Ak-Ichke, Gavrilovka, Sarybulak (Regione di Oš), Ascensione
  • 16-29 ottobre - Il Movimento Nazionale Turco emette il Protocollo di Amasya con le loro proposte sul destino dell'ex Impero ottomano dopo il fallimento l'11 settembre del congresso di Sivas; nel corso di novembre il Movimento Nazionale Turco si sposta ad Angora dove intende stabilire un governo ed un parlamento indipendenti (essendo Costantinopoli sotto occupazione straniera): nasce il Kemalismo
  • 19 ottobre - Gli eserciti mercenari della Posnania di Dowbor-Musnicki e di Haller vengono incorporati nell'esercito polacco
  • 19 ottobre - Kolčak abolisce il governo provvisorio della Regione del Nord ormai sgomberata dalla missione internazionale e assegna a Miller dittatoriali poteri
  • 19-22 ottobre - Battaglia di Pietrogrado: l'esercito del Nord-Ovest dopo che il 12 ha sfondato il fronte sovietico a Jamburg e il 15 ha preso Pskov e il 20 Tsarskoye Selo, giunge alla periferia di Pietrogrado, pur privato del vanamente auspicato appoggio finlandese (per il rifiuto di Kolčak di ratificarne l'indipendenza) ed estone (ora impegnati verso sud contro l'Esercito volontario della Russia occidentale per reprimere il suo tentato golpe iniziato l'8), giunge alle porte di Pietrogrado, ma gli assedianti non riescono a prevalere ed all'inizio di novembre davanti al contrattacco sovietico le truppe dell'esercito del Nord-Ovest di Judenič devono essere evacuate attraverso l'Estonia dalla flotta britannica
  • 20 ottobre - Battaglia di Tula ("Operazione Orlovsko-Kromskom", 18 ottobre-11 novembre): le Forze armate della Russia meridionale a sud di Mosca sono respinte dai sovietici: inizia la controffensiva sovietica verso l'Ucraina contro i bianchi, approfittando dell'assenza dei quali nelle aree a nord del mar di Azov viene rifondato il Territorio Libero degli anarchici di Machno che con azioni di guerriglia nelle retrovie favorisce l'avanzata sovietica
  • 21 ottobre - In seguito al Trattato di Saint-Germain la Repubblica Austrogermanica si ritira dai territori scorporatigli (Slesia austriaca e Sudeti, che vanno alla Cecoslovacchia, eccetto la parte occupata dalla Polonia) e nasce la Prima repubblica austriaca
  • 22 ottobre - Polonia e Lituania riconoscono la Lettonia
  • 22 ottobre - Nella Fergana tentativo dei basmachi di Madamin Akhmetbekov ("Madamina Bek") di stabilire un governo col sostegno della ribellione dell'esercito contadino, come Stato di Katta Ergash
  • 24 ottobre - Battaglia di Voronež ("operazione Voronež-Kastornoe", 13 ottobre-16 novembre): le Forze armate della Russia meridionale a sud-est di Mosca sono respinte dai sovietici; in novembre la controffensiva continua con l'"Operazione Liski-Bobrovskaya"
  • autunno - La grave minaccia a Pietrogrado, Mosca, e al Volga viene sventata dalla controffensiva dell'Armata Rossa che da questo momento ricaccia definitivamente l'Esercito Russo bianco in tutte le direzioni
3-11 novembre 1919: i lettoni attaccano l'Esercito volontario della Russia occidentale che costringono a ritirarsi in Lituania
  • novembre - I romeni si ritirano da Budapest travolti dalla controffensiva della nuova Ungheria anti-comunista
  • novembre - Rivolta anti-giapponese a Vladivostok
  • 1 novembre - Nel Territorio Libero in Aleksandrovsk è proclamata la Federazione del Lavoro del Sud Ucraina da il Congresso dei contadini, operai e insorti Deputati come una federazione di vari livello "soviet liberi" sotto la protezione delle forze di Makhno; nel corso del mese la maggior parte del Territorio libero è conquistato dall'esercito di Denikin: il 21 ottobre Mariupol', il 7 novembre Aleksandrovsk, e l'8 dicembre Ekaterinoslav
  • 3 novembre - Tobol'sk e Petropavlovsk prese dall'Armata Rossa che ora punta sulla capitale bianca Omsk
  • 3-11 novembre - L'esercito lettone, sostenuto dagli estoni e dalla marina britannica, lancia il contrattacco su Riga contro l'Esercito volontario della Russia occidentale, e lo sconfigge riprendendo Riga; l'Esercito volontario della Russia occidentale inizia ad evacuare in Lituania; secondo molti autori questa sconsiderata (e forse artatamente dolosa) azione è stata responsabile del fallimento dell'attacco di Judenič su Pietrogrado
  • 4 novembre - Dopo la sconfitta a Pietrogrado, le navi britanniche abbandonano il golfo di Finlandia: termina la campagna britannica nel mar Baltico
  • 7 novembre - Černigov presa dall'Armata Rossa con l'operazione iniziata il 18 ottobre insinuandosi in profondità in mezzo ai fronti bianco e polacco
  • 7 novembre - La fragile indipendenza della Repubblica Popolare del Kuban' di Filimonov è schiacciata dalle Forze armate della Russia meridionale che vi ripristinano il potere dello Stato della Russia meridionale
  • 13 novembre - Kolčak lascia Omsk per Irkutsk (dove il 12 ha preso il potere il "centro politico" di natura menscevica); il 14 l'Armata Rossa entra a Omsk, e avanza velocemente verso est spingendo i bianchi in fuga in quella che sarà poi nota come "grande marcia nel ghiaccio siberiano"
novembre 1919
  • 15 novembre - Sotto l'attacco di Denikin il governo ucraino in accordo con i polacchi viene evacuato da Kam'janec'-Podil's'kyj a Proskurov; a fine mese raggiunto dai bianchi il confine polacco-ucraino, l'esercito della Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale (già annessa interamente dalla Polonia) confluisce ("accordi Zyatkovskim") nelle Forze armate della Russia meridionale
  • 17 novembre - A Vladivostok tentato colpo di stato di Gajda (Legione Ceca) e di Vologodskiy e Krakovetskiy (menscevichi) contro Kolčak; il 22 Viktor Pepeljaev sostituisce Vologodskiy come presidente del consiglio dello Stato russo; pochi giorni dopo Diterikhs si dimette da capo dell'esercito e va in esilio ad Harbin (il posto resta vacante ma il comando dell'esercito lo assume in effetti Kappel')
  • 18 novembre - in seguito al referendum del 10 ottobre la Carinzia è posta sotto l'amministrazione austriaca e il 22 si dichiara parte della Repubblica austriaca
  • 19 novembre - Nikolai Petrovič Shcherbakov diventa atamano e governatore militare del Semirechensk
  • 20 novembre - Ust'-Tarka presa dall'Armata Rossa
  • 22 novembre - L'Esercito volontario della Russia occidentale in Lituania è sconfitto dall'esercito lituano nei pressi di Radviliškis; il 23 la Lettonia dichiara ufficialmente guerra alla Germania, ed il 28 li respinge definitivamente in Lituania, da dove, dopo che il 2 dicembre l'Esercito volontario della Russia occidentale è dichiarato sciolto, gli ultimi superstiti verranno definitivamente spinti in Germania il 15 dicembre, ed anche il "Governo della Russia occidentale" abolito
  • 22 novembre - I cosacchi di Dutov abbandonano Kökşetaw dirigendosi ad est intraprendendo la Marcia della fame
  • 23 novembre - I governi di Armenia e Azerbaigian firmano una tregua, ma i ribelli continuano a combattersi
  • 27 novembre - L'Armata Rossa riprende Kursk
  • 27 novembre - Trattato di Neuilly sui confini della Bulgaria: conferma il trasferimento della Tracia occidentale alla Grecia, e la restituzione della Macedonia allo stato che ha sostituito il Regno di Serbia cioè la Jugoslavia; la regione della Dobrugia meridionale ritorna alla Romania (che si era già ripresa quella settentrionale nell'ottobre 1918); l'Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone chiede vanamente l'unificazione della Macedonia alla Bulgaria
  • 1º dicembre - L'Armata Rossa prende Alaş-qala (che torna a chiamarsi Semipalatinsk), il 10 Barnaul e Ust'-Kamenogorsk, e il 13 Karkaraly (Regione di Qaraǧandy), e Akmolinsk tagliando così fuori dal fronte siberiano i cosacchi di Dutov in marcia della fame, che quindi si dirigono verso il Semirechensk dell'atamano Annenkov; il 10 l'Autonomia di Alash passa dalla neutralità (dopo aver abbandonato il campo bianco in aprile) all'alleanza coi sovietici dietro promessa di mantenimento dell'autonomia; il 20 riconosce la RSFS russa; nel paese inizia la guerra civile tra sostenitori delle due parti, e i filo-sovietici attaccano la marcia della fame
  • 3 dicembre - Si verifica la rovinosa caduta del rublo siberiano: il ministro delle finanze Goyer è sostituito con Paul Afanasievič Buryshkin. Essa indica la definitiva perdita di fiducia internazionale su una possibile vittoria dei bianchi
  • 4 dicembre - L'esercito ucraino collassa, i reparti residui si uniscono all'Armata Nera nella guerriglia contro Denikin ("Repubblica Pashkovskaya"); il 5 Petljura si reca in esilio a Varsavia
  • 5 dicembre - Dopo la sconfitta e lo sgombero dell'esercito di Judenič, il governo Nord-occidentale annuncia lo scioglimento della Regione
dicembre 1919
  • 8 dicembre - Nell'ambito della guerra sovietico-polacca, il congresso di Parigi propone la Linea Curzon come frontiera tra Polonia e Russia sovietica; entrambi i contendenti rifiutano
  • 12 dicembre - L'Armata Rossa prende Charkiv e il 16 Kiev dopo una furiosa battaglia iniziata il 10; l'11 viene ripristinata l'autorità territoriale della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina
  • 18-31 dicembre - Operazione Donbass: la controffensiva sovietica in Ucraina e la guerriglia anarchica nelle retrovie ricaccia in Crimea, a Odessa, e sul Don le Forze armate della Russia meridionale; il 20 l'Armata Rossa cattura Kremenčuk, il 27 Luhans'k, il 28 Bakhmut, il 29 Debaltseve, il 30 Gorlovka, ed il 4 gennaio Yuzivka (l'odierna Donec'k) (tuttavia non riescono a penetrare in Crimea); il 30 viene abolito il comando generale delle forze armate della Russia meridionale e sostituito dal Governatorato del comandante in capo delle forze armate della Russia meridionale che in gennaio si ritira all'interno della regione del Don sotto il comando del generale Kutepov; la sconfitta di Denikin determina la rinascita della Repubblica Popolare del Kuban' sotto il nuovo atamano Nikolay Andrianovič Bukretov dopo la breve parentesi "in esilio" di Nikolay Mitrofanovič Uspenskiy
  • 20 dicembre - In Siberia l'Armata Rossa prende Novonikolaevsk e il 22 Tomsk
  • 21 dicembre - A Cheremkhovo scoppia la rivolta di lavoro, estesa il 24 a Irkutsk ("rivolta antikolchakovskogo")
  • 29 dicembre - La Russia bolscevica riconosce ufficialmente l'annessione della Bessarabia alla Romania pacificandosi quindi con essa; il 1º gennaio 1920 il parlamento romeno può così ufficializzarne l'annessione
  • 30 dicembre - Polonia e Lettonia concordano un'alleanza contro i sovietici
  • 31 dicembre - I resti dei cosacchi di Orenburg della Marcia della fame (per metà morti durante la marcia) giungono nel Semirechensk a Sergiopol, accolti freddamente (essendo per il 90% malati di tifo) dall'atamano Annenkov e Shcherbakov

1920[modifica | modifica wikitesto]

la ritirata di Kolčak
  • gennaio - Si apre la Conferenza degli Ambasciatori finalizzata a far rispettare i trattati di pace e mediare le varie contese territoriali ancora aperte tra gli Stati europei
  • 3 gennaio - Le forze unite della Lettonia e Polonia attaccano i sovietici ancora presenti in Letgallia e prendono Daugavpils (Dünaburg); il 7 il governo della Repubblica Socialista Sovietica Lituana (che finora aveva sempre avuto qui sede) si sposta a Vilnius; il 13 la Repubblica Socialista Sovietica Lettone è abolita
  • 3 gennaio - I sovietici chiedono un armistizio all'Estonia
  • 3 gennaio - Vinnicja presa dall'Armata Rossa; dall'11 i sovietici riprendono ad avanzare verso Odessa
  • 3 gennaio - L'intera Siberia a nord dell'Autonomia di Alash fino all'Altaj è sotto controllo sovietico; in seguito alla promessa di autonomia i sovietici dichiarano aboliti i vecchi Oblast' dell'Asia centrale
  • 4 gennaio - Kolčak fermato dai cechi a Irkutsk si dimette da dittatore dello Stato russo, conferendo la carica, oramai simbolica, a Denikin (suo vicario dal 17 giugno 1919) e consegnando il comando delle rimanenti truppe situate a est all'atamano Semënov che il 20 febbraio le rinomina "Esercito dell'estremo oriente"; analogamente Viktor Pepeljaev cede la sua carica di Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo dello Stato russo a Alexander Krivoshein come Presidente del Consiglio dei Ministri del Governo della Russia meridionale; il 16 Semënov crea il Governo del confine orientale russo affidato al cadetto Sergey Afanasyevič Taskin (i bianchi nell'estremo oriente sono da ora quindi divisi in due fazioni rivali: a ovest i Semënovcij dell'indipendentista filo-giapponese Semënov, e a est i Kappelevcij unionisti pan-russi di Sergey Rozanov fedeli a Kappel' e a Krivoshein)
  • 6-7 gennaio - Sul Don, Taganrog e Novočerkassk prese dall'Armata Rossa, il 10 stessa sorte per Rostov; l'8 Caricyn ripresa definitivamente dall'Armata Rossa, ponendo fine alla lunga battaglia di Carycin; l'Armata dei Volontari sconfitta sul Don si separa dalle Forze armate della Russia meridionale e si unisce ai resti dell'Armata Cosacca "di Krasnov" (affidata dall'autunno 1919 a Maï-Maïevski dopo Vrangel') sconfitta a Caricyn formando l'"Armata del Don" sotto il comando del generale Kutepov nel tentativo di fermare l'avanzata dei sovietici ormai affacciati al Kuban'
  • 7 gennaio - In Siberia l'Armata Rossa prende Krasnojarsk
  • 9 gennaio - Aleksandrovsk finalmente perso (è brevemente ri-occupato dalla fine di dicembre 1919 tra la partenza dell'esercito e di arrivo di di Denikin l'Armata Rossa). Da gennaio le operazioni di guerriglia contro il Armata Rossa continua dalla base principale vicino Gulyaypole
  • 10 gennaio - Prima riunione della Società delle Nazioni (l'avvenimento è identificato come Fine ufficiale della prima guerra mondiale): si ratifica il Trattato di Versailles, in base al quale le istituzioni polacche in Posnania devono prendere il controllo di piccole parti di territorio concesso alla Polonia, ma che permangono ancora in mano tedesca (Toruń), e della Prussia occidentale dalla quale si ricava il Corridoio polacco e la Città Libera di Danzica; la Lituania minore deve essere ceduta alla Lituania
  • 13 gennaio - A Berlino una rivolta per protestare contro il Trattato di Versailles è repressa nel sangue
  • 14 gennaio - I bianchi in ritirata oltrepassano Kansk dove vi sono al potere i comunisti locali; il 19 giungono a Zamzor nel Nižneudinskij rajon
  • 16 gennaio - Con la "Risoluzione di Cannes" il Consiglio supremo di guerra alleato abolisce il blocco economico della Russia sovietica istituito il 10 ottobre 1919
  • 16 gennaio - L'esercito polacco attua un superficiale tentativo di entrare nella sacca della "Repubblica guerrigliera" Rudobelskaya, ma di fronte alla sua resistenza rinuncia
  • 17 gennaio - Varcati Don e Volga inizia la campagna del generale dell'Armata Rossa Mikhail Tukhachevsky nel nord Caucaso per eliminare le ultime forze bianche di Denikin e Kutepov; dalla parte opposta nel Territorio Libero i sovietici prendono Kryvyj Rih e Apostolove, il 24 Elisavetgrad, e il 25 Uman', dopodiché l'intero Territorio Libero degli anarchici ucraini è conquistato dall'Armata Rossa, che nei 3 mesi seguenti tenta vanamente di penetrare in Crimea
  • 17 gennaio - L'Esercito contadino di Fergana viene sconfitto dai sovietici del Turkestan e sciolto; lo Stato di Katta Ergash della "Madamina Bek" sopravvive fino al 6 marzo per poi arroccarsi sui contrafforti del Pamir dove crea il 3 maggio la Repubblica islamica indipendente del Turkestan Turco (soppressa nel dicembre 1922)
  • 20 gennaio - Irkutsk consegnata ai comunisti locali del "Comitato rivoluzionario di Irkutsk" di Alexander Shiryamov dal consiglio comunale (nel quale il menscevico "centro politico" detiene il potere); Kolčak è tratto in arresto il 16 dai cechi e per ripicca poi consegnato ai comunisti su ordine del generale francese Janin; i bianchi in ritirata raggiungono Nižneudinsk
  • 21 gennaio - Anarchici ucraini dell'estremo oriente sotto il comando di Yakov Tryapitsyn assediano Nikolaevsk sull'Amur, nella quale entrano il 28 febbraio col permesso giapponese
  • 21 gennaio - Si chiude la Conferenza di pace di Parigi
  • 24 gennaio - Le avanguardie dei bianchi comandati da Kappel' tentano di prendere Irkutsk per liberare Kolčak, ma sono sconfitti, ed il 26 Kappel' muore; il comando delle truppe va a Sergej Wojciechowski che il 29 ordina il ritiro
  • 25 gennaio - A Bičura (Bičurskij rajon) viene creato il Comitato esecutivo centrale dei Soviet della regione del Bajkal
  • 29 gennaio - Nel nord Caucaso Stavropol' presa dall'Armata Rossa
  • 30 gennaio - Con l'arrivo dei sovietici nell'Ossezia settentrionale riprende la guerra georgiano-osseta; la Georgia rifiuta di fornire l'appoggio contro i bianchi chiesto dai sovietici
  • 31 gennaio - Con un'azione i sovietici locali prendono il controllo di Vladivostok e del Territorio marittimo; i bianchi di Rozanov fuggono in Giappone; lungo la ferrovia dell'Ussuri da Grodekovo a Razdolnoe, permangono tuttavia ancora i resti degli eserciti anti-sovietici divisi però in due fazioni rivali tra loro: l'esercito di Kolčak (Kappelevcij) a est e le formazioni di Ataman Semёnov (Semënovcij o Grodekovcij, il 20 febbraio chiamate "Esercito dell'estremo oriente") a ovest
  • 1º febbraio - Concordato un armistizio tra Lettonia e Russia sovietica
  • 1º febbraio - Il resto dei bianchi in ritirata, dopo la sconfitta subìta dall'avanguardia di Kappel' a Irkutsk e la sua morte, giungono a Cheremkhovo
  • 2 febbraio - Pace tra Estonia e Russia sovietica (Pace di Tartu) (rappresenta il primo riconoscimento internazionale ufficiale della Russia sovietica se si eccettuano quelli dei dissolti Imperi centrali); i resti dell'esercito del Nord-Ovest di Judenič ancora presenti in Estonia sono inviati nei campi di concentramento
  • 4 febbraio - Tra Tatarstan orientale e Bashkortostan occidentale inizia una rivolta ("rivolta di picche e forconi") dei contadini contro le requisizioni annonarie del comunismo di guerra, vengono linciati gli esattori; repressa dalla Čeka a metà marzo
  • 6 febbraio - Nella Transcaspia l'Armata Rossa entra a Krasnovodsk, la guarnigione (Armata del Turkestan) delle Forze Armate della Russia meridionale fugge via mare a Derbent, l'intera Transcaspia è definitivamente sovietica
  • 6 febbraio - Dopo aver preso Cherson, Nikolaev, e Voznesensk, ed il 3 Ol'viopol' e Ochakov, l'Armata Rossa entra a Odessa; i bianchi sono assiepati lungo il confine romeno dal 24 gennaio dopo essersi visti rifiutare il 30 l'asilo dalla Romania (che ha da poco ricevuto l'assenso sovietico al possesso della Bessarabia), divisi in due sacche dalla cattura sovietica di Tiraspol; quelli tra Tiraspol e Starі Fari (gruppo Bredow) potendo dirigersi verso nord lungo il confine il 12 si uniscono all'esercito polacco a Nova Ushytsia nell'Oblast' di Chmel'nyc'kyj, mentre quelli tra Velykodolyns'ke e Ovidiopol (gruppo Ovidiopolskij) dopo essere stati respinti dai romeni con un aspro fuoco di artiglieria sul fiume Dnestr, vengono catturati dai sovietici (molti ufficiali optano per il suicidio) il 15 dopo la battaglia di Kandel e Selz nel Rajon di Rozdilna; entro il 12 l'intera Transnistria è occupata dall'Armata Rossa ed annessa alla RSS ucraina
  • 7 febbraio - Mel'gunov capo dell'opposizione legale ai bolscevichi a Mosca ("Centro Tattico") è arrestato dalla Čeka
  • 7 febbraio - Con la fucilazione a Irkutsk dell'ammiraglio Kolčak e di Viktor Pepeljaev si sfalda il Governo provvisorio pan-russo e termina ogni resistenza dei bianchi in Siberia; lo stesso giorno il governo sovietico firma la pace con la Legione Ceca (che disarma ed arresta le unità polacche, contrarie a tale accordo)
  • 8 febbraio - In disaccordo con Denikin, Vrangel' va in esilio a Costantinopoli; l'Armata del Caucaso diventa Armata del Kuban', che poco dopo confluisce nelle Forze Armate della Russia meridionale
  • 11 febbraio - A seguito di scontri tra tedeschi e polacchi in Alta Slesia, viene inviato un contingente internazionale di cui fa parte anche un corpo di spedizione italiano
  • 12-24 febbraio - Si svolge la I Conferenza di Londra per la spartizione dell'Impero Ottomano secondo l'accordo Sykes-Picot e la corrispondenza Husayn-MacMahon
  • 14 febbraio - I bianchi attraversano il Bajkal ghiacciato e raggiungono la Buriazia dove Semёnov gli manda incontro alcuni treni-ospedale
La situazione in estremo oriente nella primavera del 1920
  • 18 febbraio - I sovietici locali prendono Troitskosavsk sul confine mongolo
  • 19 febbraio - Miller, assieme a un migliaio di altri militari e rifugiati civili, salpa dal porto di Arcangelo a bordo di navi rompighiaccio alla volta dell'esilio in paesi amici; il 21 l'Armata Rossa entra ad Arcangelo, il 13 marzo a Murmansk: la Regione del Nord è abolita così come il suo esercito
  • 20 febbraio - Fondato il partito comunista dell'Azerbaigian
  • 24 febbraio - Il Partito Tedesco dei Lavoratori diventa Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori
  • 24 febbraio - Sul mar Nero l'Armata Rossa prende Tuapse
  • 25 febbraio-2 marzo - Nella regione del Don si svolge la battaglia di Yegorlykskaya, la più grande di cavalleria in tutta la guerra civile (25.000 cavalli), tra Armata del Don e Armata Rossa; il 2 marzo Batajsk è presa dall'Armata Rossa
  • 1º marzo - I romeni si ritirano dall'Ungheria ma conservano il Banato, Satu Mare, Oradea Mare, e Arad (confine attuale); la Jugoslavia trattiene le posizioni da essa acquisite in Ungheria durante l'occupazione romena; l'Ungheria ritorna monarchia (ma solo nominalmente, Horthy rimane indefinitamente come reggente)
  • 2 marzo - A Verchneudinsk (Ulan-Udė) prendono il potere i comunisti locali
  • 3 marzo - L'Armata Rossa avvia l'operazione Kuban'-Novorossijsk; l'11 si trova a soli 40-50 chilometri da Novorossijsk, dove da Costantinopoli arrivano navi britanniche che il 12 iniziano l'evacuazione dei bianchi dell'Armata del Don
  • 5 marzo - La Cosacchia (Autonomia di Alash) è totalmente controllata dai cosacchi filo-sovietici (tuttavia mantiene ancora l'autonomia dalla Russia e dal Turkestan sovietici), che ancora combattono contro i cosacchi di Annenkov nel Semirechensk
  • 6 marzo - Le truppe polacche lanciano un'offensiva in Bielorussia, catturando Mazyr e Kalinkavichy; il 10 i sovietici iniziano a spostare soldati dal Caucaso al fronte polacco
  • 7 marzo - L'Armata Rossa entra a Irkutsk (già governata da comunisti locali dal 20 gennaio)
  • 8 marzo - Il passaggio della Posnania dalla Germania alla Polonia diventa definitivo; termina così la sollevazione della Grande Polonia
  • 12 marzo - La Repubblica di Lemko-Rusyn viene occupata dai polacchi
  • 12-15 marzo - Scontri tra giapponesi e anarchici ucraini dell'estremo oriente a Nikolaevsk sull'Amur: gli anarchici (entrati in città il 28 febbraio) massacrano spietatamente ogni giapponese che incontrano
  • 13-17 marzo - Putsch di Kapp: militari tedeschi e freikorps che rifiutano la resa tedesca e il trattato di Versaglia tentano un fallimentare colpo di Stato contro il governo di Weimar
  • 14 marzo - I bianchi in ritirata giungono a Čita accolti dall'atamano Semënov, termina la "grande marcia nel ghiaccio siberiano"
  • 16 marzo - L'Armata Rossa prende Pjatigorsk, e il 17 da un lato Grozny e dall'altro Ekaterinodar: la Rada del Kuban' è sciolta, e la sede del Governo provvisorio della Russia meridionale (che diventa Governo della Russia meridionale) è spostata a Novorossijsk e poi a Sebastopoli; in previsione della possibilità dell'arrivo dell'esercito polacco, in ciò che resta dello Stato della Russia meridionale nel Kuban' (ormai il solo circondario di Novorossijsk) inizia una guerra civile tra filo-polacchi e anti-polacchi; i primi scappano in Crimea, i secondi accolgono i sovietici; dopo essersi dimesso il 20 dal comando supremo delle Forze armate della Russia meridionale il 26 Denikin con quel che rimane delle armate bianche nel Kuban' opta per evacuare Novorossijsk e dirigersi in Crimea assieme al Presidente del governo della Russia meridionale Bogaïevskiy, unendosi ai reparti di Vrangel' (appena ritornato dal breve esilio) e di Kutepov; il 22 i sovietici entrano ad Abinsk e Majkop ed il 27 a Novorossijsk e Adler; la Repubblica Popolare del Kuban' è sciolta; i resti dell'Armata del Don fuggiti da Novorossijsk alla Crimea si ri-fondono nelle Forze armate della Russia meridionale il 24 marzo
  • 20 marzo - Le elezioni in Bulgaria confermano il socialista Stambolijski al governo
  • 21 marzo - L'Armata Rossa prende la Regione del Don e vi crea la regione Don della RSFS russa; il 16 aprile viene definito provvisoriamente il confine tra RSS ucraina e RSFS russa nella regione del Don ricreando la provincia Donec'k (creata il 14 febbraio 1919 staccandone il territorio dalla Repubblica del Don ma ripresa dai bianchi nel giugno) nella quale il 21-25 aprile si svolge il 1 ° Congresso del suo Soviet
  • 23 marzo - L'Ossezia meridionale si proclama Repubblica sovietica
  • 24 marzo - L'ex capitale della Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale Vladikavkaz (occupata dai bianchi dal febbraio 1919) presa dall'Armata Rossa che ormai avanza incontrastata verso il Caspio; il 27 prende Buinaksk, il 28 Chasavjurt, ed il 30 Port Petrovsk (il presidio bianco evacua su navi verso Baku); il 7 aprile l'Armata Rossa in Daghestan raggiunge il confine sul mar Caspio con l'Azerbaigian: le ultime forze bianche (presenti in loco dal maggio 1919) sono eliminate dal Caucaso
  • 27 marzo - Novorossijsk presa dall'Armata Rossa, termina la scomposta evacuazione dei bianchi dal porto ("disastro di Novorossijsk") e i cosacchi calmucchi rimasti sono massacrati dai sovietici
  • 27 marzo - La Polonia accetta di iniziare negoziati di pace con la Russia sovietica, ed invia nei campi di concentramento i russi bianchi presenti nelle sue fila
marzo 1920
  • 29 marzo-5 aprile - Si svolge il IX Congresso del Partito Comunista Russo (bolscevico)
  • 30 marzo - L'Emirato del Caucaso Settentrionale viene occupato dai sovietici
  • 30 marzo - In seguito alla prospettiva di un'imminente accordo tra giapponesi e sovietici (cui hanno già ceduto Verchneudinsk), l'esercito dell'Estremo Oriente di Semënov lascia Čita e si piazza sulla linea Nerčinsk-Sretensk da dove in seguito ferma l'avanzata dell'Armata Rossa fino a luglio
  • 31 marzo - Siglata alleanza anti-sovietica tra Polonia e Georgia
  • aprile - Il Nagorno-Karabakh annesso dall'Armenia
  • 1º aprile - La Repubblica di Uhtua (Carelia) occupata dai sovietici
  • 1º aprile - Il contingente americano abbandona Vladivostok
  • 3 aprile - Inizia la vittoriosa offensiva sovietica in Ucraina contro polacco-ucraini e bianchi che viene fermata solo il 25
  • 4 aprile - Viene dichiarato sciolto lo Stato russo che era stato creato nel settembre 1918, atto che formalizza la sconfitta generale dei bianchi e la vittoria definitiva dei sovietici in Russia; il 14 il Governo della Russia meridionale si installa a Feodosia e Vrangel' prende il posto di Denikin (che va in esilio) al comando delle sue Forze armate; l'11 si nomina Presidente del neonato Consiglio russo (con sede nell'ambasciata russa a Costantinopoli e riconosciuto dai paesi occidentali come governo della Russia); come primo atto Vrangel' riconosce l'indipendenza e stabilisce relazioni con Ucraina, Georgia, e Polonia
Repubblica dell'Estremo oriente, con in colore chiaro le sacche bianche
  • 4 aprile - In Estremo Oriente siglato un armistizio tra i sovietici ed il Giappone; il 6 a Verkhneudinsk su iniziativa dei comunisti locali, viene fondata la Repubblica dell'Estremo Oriente, filo-sovietica ma formalmente indipendente dalla Russia sovietica e separata territorialmente da essa dalla persistente presenza militare giapponese lungo le sponde del Bajkal; comandante dell'esercito è Vasilij Boldyrev; è riconosciuta dalla RSFS russa il 14 maggio
  • 4-5 aprile - Per vendicare i fatti del 12-15 marzo i giapponesi attaccano gli anarchici ucraini dell'estremo oriente a Nikolaevsk sull'Amur, e il 22 occupano la parte settentrionale di Sachalin
  • 6 aprile - Chabarovsk presa dai bianchi
  • 11 aprile - In seguito all'armistizio sovietico-giapponese del 4 l'Atamano Semënov fonda presso i confini con la Mongolia e la Manciuria lo Stato cosacco di Transbaikalia, che con i restaurati (dopo le annessioni di Kolčak del 1919) Stati-satellite di Buriazia-Mongolia di Dashi Sampilon e Repubblica Ucraina dell'Estremo Oriente di Boris Khreschatitsky e Yuriy Kos'myč Glushko, la regione della Jakuzia di G. Yefimov, e alcune sacche isolate, restano gli ultimi territori non ancora divenuti sovietici in estremo oriente; il 17 viene firmato un accordo russo-giapponese che stabilisce una "zona neutra" tra i due consistente praticamente dalle acque in disgelo del Bajkal fino allo sfocio nell'Amur del fiume Šilka, tuttavia il 24 maggio i negoziati tra giapponesi e sovietici russi vengono interrotti a causa della persistenza del sostegno giapponese a Semënov e dell'incidente di Nikolaevsk sull'Amur
  • 16 aprile - In previsione del Trattato del Trianon i tedeschi del Banato chiedono invano al Consiglio degli Ambasciatori che i territori ex-ungheresi occupati da Jugoslavia e Romania nella regione vengano riuniti e resi indipendenti come Repubblica di Banatia
  • 18 aprile - I polacchi varcano nuovamente il confine ucraino ed il 1º maggio entrano a Vinnycja; il 21 Polonia e Ucraina (che si trova quasi tutta occupata dai russi sovietici) stipulano il Trattato di Varsavia, che oltre a confermare il confine sul fiume Zbruč, coinvolge l'esercito ucraino nella guerra sovietico-polacca in corso e dovrebbe rappresentare il primo passo verso la Międzymorze bramata dal polacco Piłsudski
  • 19-26 aprile - Dopo che il 16 marzo le potenze occupanti hanno chiuso il parlamento ottomano a Costantinopoli e prolungato indefinitamente i termini dell'occupazione di Costantinopoli, si svolge la Conferenza di Sanremo sulla spartizione dell'Impero ottomano, che conferma quanto stabilito nella Conferenza di Londra del 12-24 febbraio ma vi aggiunge le clausole della Dichiarazione Balfour; le risoluzioni sono accettate dal sultano Maometto VI ma rifiutate dai gruppi nazionalistici del Movimento Nazionale Turco di Mustafa Kemal Atatürk che accusano il sultano di arrendevolezza agli occupanti; il 23 aprile è inaugurata la Grande Assemblea Nazionale Turca ad Angora da Mustafa Kemal "Atatürk" che il 3 maggio è nominato primo ministro del Governo della Grande Assemblea Nazionale Turca; inizia la guerra civile turca tra i seguaci del Governo di Costantinopoli del sultano Maometto VI (Esercito del Califfo Süleyman Şefik Paşa creato il 18 aprile) e quelli del Governo di Angora di Atatürk (Armata della Grande Assemblea Nazionale Turca) - in seguito a questi eventi inizia la guerra franco-turca, e le offensive sovietiche verso i territori musulmani dell'ex Impero russo
  • 25-27 aprile - I polacchi sconfiggono i sovietici nella battaglia di Koziatyn e avanzano vittoriosi in Ucraina con l'appoggio del governo della Repubblica Popolare di Petljura prendendo Korosten', Radomyshl, Ovruch e il 26 Žytomyr; il 28 raggiungono la linea Chernobyl-Koziatyn-Vinnicja-confine romeno; il 6 maggio sono a Tserkva
  • 26 aprile - Il Khanato di Khiva (cui il 9 aprile 1919 la Russia sovietica aveva confermato l'indipendenza) diventa Repubblica Sovietica Popolare di Corasmia (abdicazione dell'ultimo Khan Muhammad Qurban "Junaid Khan" ed ingresso dell'Armata Rossa avvenuta il 2 febbraio), alla quale il 13 settembre 1920 viene confermata l'autonomia; sarà rinominata Repubblica socialista sovietica di Corasmia dal 20 ottobre 1923; il Khan aderisce alla rivolta dei basmachi per poi recarsi in esilio in Persia nel luglio 1923
l'assalto sovietico al Caucaso
  • 27 aprile - Baku presa dall'Armata Rossa con uno sbarco navale, nasce la Repubblica Socialista Sovietica Azera ed è sciolta la Repubblica Democratica Azera
  • 28 aprile - Annenkov e Dutov con i resti dei loro cosacchi dal Semirechensk fuggono a Kul'dzha in territorio cinese; il 7 febbraio 1921 Dutov sarà ucciso a Shuiding dalla Čeka
  • maggio - Profilandosi un plebiscito sulla Slesia di Teschen, inizia uno Stato di tensione tra Polonia e Cecoslovacchia
  • 6 maggio - I sovietici attraversano il fiume Dnepr a nord di Ekaterinoslav e il 27 si concentrano a Uman'
  • 7 maggio - Dopo scontri tra georgiani e sovietici sul fronte osseto (dove il 3 a Soči e Tuapse gli ultimi cosacchi del Kuban' si sono arresi definitivamente ai sovietici), la Russia sovietica con il Trattato di Mosca riconosce l'indipendenza della Repubblica Democratica di Georgia
  • 8 maggio - Kiev cade in mano polacca; Vrangel' partendo dalla Crimea avendo già preso Mariupol' in aprile, ne approfitta per un effimero tentativo di riconquista bianca in direzione di Mosca e prende nel corso di giugno Berdyansk, Melitopol, e in luglio Ochakov; l'11 le Forze armate della Russia meridionale vengono ridenominate "Esercito russo" (da non confondere con l'"Esercito Russo" di Kolčak del 1918)
  • 14 maggio - Sul fronte bielorusso comincia la controffensiva sovietica (il 28 entrano a Babrujsk)
  • 17 maggio - L'Ossezia meridionale occupata dalla Georgia
  • 19 maggio - In Baschiria scoppia la rivolta ("rivolta Burzyan-Tangaurovskoe") contro le politiche delle autorità centrali sovietiche appena introdotte nella regione; durerà fino all'inizio del 1921
  • 20 maggio - Krivoshein è nominato presidente del consiglio del Governo della Russia meridionale che era vacante dal 29 marzo dopo le dimissioni di Nikolay Mikhaylovič Melnikov
  • 21 maggio - La maggior parte della Carelia con Uhtua è presa dall'Armata Rossa; la capitale è spostata a Vuokkiniemi
  • 23-31 maggio - I giapponesi attaccano nuovamente gli anarchici ucraini dell'estremo oriente a Nikolaevsk sull'Amur: la città è rasa al suolo dagli anarchici in fuga e la popolazione evacuata con loro a Kerbi (nel Rajon imeni Poliny Osipenko); ciò comporta l'interruzione delle trattative di tregua in corso a Gongota (dato che gli anarchici dichiarano di agire in nome dei sovietici e come tali sono identificati dai giapponesi)
  • 27 maggio - Fondata la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma del Tatarstan
giugno 1920
  • 29-31 maggio - La vittoria polacco-ucraina nella battaglia di Volodarka consente la continuazione della loro fulminea avanzata verso est; il 2 giugno dopo la battaglia di Boryspil' l'intera Ucraina è occupata brevemente dall'esercito polacco, ma è ricacciato subito indietro dall'Armata Rossa
  • 1º giugno - La 5ª Divisione fucilieri polacca evacuata da Vladivostok giunge al porto di Danzica
  • 4 giugno - Il Trattato del Trianon sancisce le clausole della pace per l'Ungheria e ne definisce i confini (confini odierni)
  • 4 giugno - Iniziano scontri tra italiani e indipendentisti albanesi a Valona - fino al 3 settembre
  • 8 giugno - In Carelia è fondata la Comunità dei lavoratori careliani
  • 8 giugno - I sovietici osseti occupano Tskhinvali: la spedizione punitiva georgiana sotto il comando del colonnello Nikoloz Simonis dze Čcheidze dal 17 al 20 mette a ferro e fuoco la regione mettendo fine alla guerra georgiano-osseta
  • 9 giugno - I sovietici effettuano uno sbarco navale in Persia sulle rive del Mar Caspio e vi fondano la Repubblica Socialista Sovietica Persiana
  • 12-19 giugno - Rivolta anti-sovietica a Verny
giugno 1920
  • 13 giugno - Kiev ripresa dall'Armata Rossa (per la martoriata città è il sedicesimo cambio di amministrazione in tre anni), e sua controffensiva verso Polonia e Crimea; il giorno seguente l'Armata Rossa prende la sede di Petljura, Zmerinka; Petljura si trasferisce prima a Proskurov e poi dal 21 a Kam'janec'-Podil's'kyj; il 19 Vinnycja ripresa dall'Armata Rossa
  • 15 giugno - I francesi si ritirano dalla zona di occupazione in Albania (Coriza)
  • 2 luglio - I negoziati ad Aleur tra giapponesi e sovietici locali indicono una tregua nella zona della riva destra del fiume Šilka e il 10 per la riva sinistra con le riprese dei colloqui a Gongota; il 3 l'Alto Comando giapponese ha rilasciato una dichiarazione sulla evacuazione delle sue truppe dalla Transbajkalia
  • 4-20 luglio - Continua la controffensiva sovietica verso la Polonia: l'esercito polacco in Ucraina arretra di oltre 300 km; a nord il 7 l'Armata Rossa varca la Beresina; il 10 la sacca della "Repubblica guerrigliera" Rudobelskaya viene presa dall'Armata Rossa e poi annessa alla RSS bielorussa (la successiva rinascita della "repubblica guerrigliera" sarà nel 1941); nella Tauride i bianchi sono respinti fino a Melitopol e si asserragliano sul Dnepr, punzecchiati continuamente dagli anarchici del Territorio Libero rinato in seguito all'occupazione polacca; nel corso del mese si svolgono pesanti combattimenti, con un'effimera breve riconquista bianca di Aleksandrovsk
  • 5-16 luglio - Conferenza di Spa, che dovrebbe risolvere le residue questioni rimaste aperte anche dopo i trattati del Trianon e di Saint-Germain
  • 7 luglio - I britannici cedono l'Adjaristan alla Georgia
  • 8 luglio - L'Armata Rossa conquistata tutta l'Ucraina entra in Galizia dove il 15 vi fonda la Repubblica Socialista Sovietica di Galizia (che nelle intenzioni corrisponderebbe al territorio dell'ex Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale)
  • 9 luglio - A Kerbi gli anarchici ucraini responsabili dell'eccidio di Nikolaevsk sull'Amur di marzo sono giustiziati dai sovietici
  • 10 luglio - A causa dello stato di tensione nella Slesia di Teschen dovuto alla prospettiva di un plebiscito, Polonia e Cecoslovacchia rinunciano ad organizzarlo ed affidano la questione alla conferenza in corso a Spa
  • 11 luglio - L'Armata Rossa entra a Minsk e vi rifonda la RSS Bielorussa, mentre l'esercito polacco ripiega entro la linea che raggiungeva nell'agosto 1919: a nord l'ex frontiera tra RSS lituano-bielorussa ed Ober Ost, e a sud la vecchia frontiera tra la Russia zarista e la Galizia austroungarica
  • 11 luglio - Si svolge il plebiscito sulla Prussia Orientale, che vota per rimanere tedesca
  • 11 luglio - Con gli incidenti di Spalato contro i dalmati italiani inizia la croatizzazione della Dalmazia
  • 12 luglio - Pace tra Lituania e Russia sovietica (Pace di Mosca); la Russia riconosce l'indipendenza della Lituania e l'autorizza ad impadronirsi del territorio di Vilnius (che già apparteneva alla RSS lituano-bielorussa fino al 19 aprile 1919 e prima alla Lituania) e della regione di Suwałki (che invece apparteneva alla Polonia fin dalla sua indipendenza) fissando il confine solo fino a Štabinas lasciando non definito quello fino alla provincia tedesca della Prussia Orientale; la Repubblica Socialista Sovietica Lituana è ufficialmente abolita; il 14 l'Armata Rossa raggiunge il confine polacco-tedesco in Prussia oltrepassando Vilnius (dalla quale l'esercito polacco ha sgomberato) senza entrarvi, lasciando prenderne possesso alla Lituania come da accordi della pace di Mosca
  • 14 luglio - Inizia la ribellione anti-sovietica guidata da Alexander Sapozhkov nelle provincie di Samara e Saratov; soppressa a settembre
  • 15 luglio - L'Accordo interinale sul ripristino delle comunicazioni tra Lettonia e Germania segna il ripristino delle relazioni tra i due paesi interrotte il 23 novembre 1919
  • 16 luglio - In osservanza del Trattato di Saint-Germain l'Austria riconosce l'autorità della Cecoslovacchia sulla Rutenia
  • 18 luglio - Con la firma dell'Accordo Gongota sulla zona neutra (da Gongota a Sokhondo) i giapponesi iniziano il ritiro dalle sponde orientali del Bajkal che ancora dividevano territorialmente la RSFS russa dalla Repubblica dell'estremo oriente (la quale si impegna a non mettere il comunismo nel quadro del suo sistema sociale e a non importunare i cittadini giapponesi); il 25 inizia l'evacuazione delle truppe giapponesi dalla regione del Bajkal
  • 19-29 luglio - Sejny, Augustów, e Suwałki prese dai sovietici e consegnate alla Lituania il 26 agosto; nei giorni seguenti vengono esercitate pressioni internazionali per far restituire l'area alla Polonia e per fare tornare lo Status quo ante bellum ai confini tra i due stati, rifiutate dal governo lituano; al congresso di Parigi viene proposta la Linea Foch a dividere la Polonia e la Lituania che se vergata su base etnica avrebbe però assegnato anche Vilnius alla Polonia
  • 20 luglio - Inizia una vasta rivolta contadina anti-sovietica in Siberia con epicentro Tobol'sk ("Vandea siberiana")
  • 21 luglio - Giunge in Polonia la missione interalleata di Maxime Weygand allo scopo di organizzare la difesa dall'Armata Rossa; nei paesi occidentali si diffonde il timore di una nuova guerra mondiale - fino a settembre gli scioperi nei porti bloccano i rifornimenti destinati alla Polonia: culmine del biennio rosso
  • 22 luglio - Vrangel' crea una federazione nei territori ancora tenuti dai bianchi (Crimea, Tauride, e Zaporizzia)
  • 23 luglio-7 agosto - Si tiene a Mosca il II Congresso dell'Internazionale Comunista nel quale su volere di Trotzky si stigmatizza esplicitamente il riformismo, atto che determina nel corso dei mesi seguenti la scissione dei massimalisti dai partiti socialisti nel resto del mondo, con la nascita dei vari partiti comunisti
agosto 1920
  • 24 luglio - A Smolensk viene creato il Comitato rivoluzionario provvisorio polacco (Polrevkom), con lo scopo di di stabilire una repubblica socialista sovietica polacca, con sede nel vagone di un treno (spostatosi poi a Minsk, Vilnius, e a Białystok il 30 luglio); a fine luglio l'Armata Rossa prende Grodno dopo un accanita battaglia, le forze polacche sfuggono all'accerchiamento ritirandosi oltre la linea dei fiumi Bug Occidentale e Narew, ed il 1º agosto con l'entrata dell'Armata Rossa a Brest-Litovsk viene dichiarata la Repubblica Socialista Sovietica Polacca; il 26 in Galizia l'Armata Rossa prende Ternopil' e vi installa il governo della RSS di Galizia con presidente Vladimir Petrovič Zatonskiy
  • 28 luglio - La conferenza di Spa conferma lo statu quo raggiunto nella Slesia di Teschen dopo la guerra polacco-cecoslovacca ovvero la cessione dalla Polonia alla Cecoslovacchia della parte di Slesia di Teschen fino al fiume Olza (da cui il nome Zaolzie) con le altre aree contese Árva e Szepes (per le quali viene però previsto lo svolgimento di un plebiscito)
  • 28 luglio - Il Nakhichevan (occupato dalla Turchia da marzo) occupato dall'Armata Rossa, che crea la Repubblica Socialista Sovietica del Nakhichevan
  • 31 luglio - In seguito ai negoziati del 2 luglio il fronte tenuto da aprile dai cosacchi di Semënov è evacuato (Sretensk è evacuata il 5 agosto e Nerčinsk il 13); il 17 le autorità locali riconoscono l'autorità della Repubblica dell'Estremo Oriente, e l'Armata Rossa dell'estremo oriente avanza ora lungo l'Amur verso Chabarovsk; Semënov cerca ora un accordo con i Kappelevcij rimasti nel Territorio Primorsky di N. P. Pumpyanskiy, senza però arrivare a concluderlo
Krai sud-orientale della RSFS russa (arancio) - Repubblica sovietica delle montagne (giallo) - Daghestan (verde) - in bianco sopra il Daghestan: la Calmucchia
  • 2 agosto - Viene abolito il Protettorato italiano dell'Albania
  • 3 agosto - Fine ufficiale della guerra romeno-ungherese
  • 4 agosto - Dopo aver ricevuto la promessa di supporto dai cosacchi di Don, Kuban', Terek, Volga, e Astrachan', dalla Crimea Vrangel' tenta uno sbarco a Novorossijsk, ma è respinto dai sovietici e il 24 si reimbarca per la Crimea
  • 6 agosto-6 settembre - Si svolge la conferenza Bulduri nel tentativo di creare un'alleanza ("Międzymorze") tra Lituania, Lettonia, Estonia, Finlandia, Polonia, e (dal 20 agosto) Repubblica Popolare Ucraina in funzione anti-sovietica
  • 7 agosto - Dall'unione dei territori del Don e del Kuban' a quello di Stavropol' e del Mar Nero viene istituito il Krai sud-orientale della RSFS russa
  • 10 agosto - Nagorno-Karabakh, Nakhichevan, e Zangesur occupati dall'Armata Rossa
Trattato di Sèvres
  • 10 agosto - Il sultano ottomano firma il Trattato di Sèvres sui confini turchi, che però viene rifiutato dall'Esercito del Califfo che sta combattendo nella guerra civile contro i nazionalisti di Atatürk; in virtù di ciò, il califfo decide di arrendersi e consegnare le sue forze ad Atatürk il quale l'8 novembre organizza la difesa nazionale fondendo "Armata della Grande Assemblea Nazionale Turca" ed "Esercito del Califfo" assieme nel Türk Kara Kuvvetleri: terminata la guerra civile, ha inizio la guerra d'indipendenza turca (che già sta combattendo contro la Grecia dal 1919 e la Francia da maggio)
  • 11 agosto - L'Armata Rossa raggiunge la riva orientale della Vistola, alle porte di Varsavia
massima avanzata sovietica in Polonia
  • 11 agosto - Pace di Riga tra Lettonia e Russia sovietica; l'area di Ostrov è ceduta alla Lettonia
  • 13-25 agosto - Battaglia di Varsavia, i sovietici non riescono ad avanzare oltre e sono respinti
  • 14 agosto - La firma del trattato di assistenza reciproca tra Cecoslovacchia e Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (Jugoslavia) rappresenta il primo di una serie di accordi per la costituzione dell'anti-ungherese Piccola intesa
  • 16-20 agosto - Al Supremo Tribunale Rivoluzionario a Mosca si tiene il processo ai "contro-rivoluzionari e membri più attivi" del "Centro Tattico" di Mel'gunov (28 persone, di cui 19 condannati a morte), il primo grande processo sovietico
  • 19 agosto - Nella regione di Tambov inizia una rivolta contadina ("antonovschina") contro le requisizioni annonarie del governo sovietico che durerà quasi un anno; analoga rivolta inizia a Medvyn in Ucraina, dove presso Cyhyryn viene fondata anche l'anti-sovietica Repubblica di Kholodny Yar
  • 19 agosto - Vrangel' è presidente del governo della Russia meridionale e dell'Esercito Russo e Krivoshein presidente del consiglio
  • 19-25 agosto - 2ª rivolta della Slesia
  • 22 agosto - In seguito alla controffensiva polacca il Comitato rivoluzionario provvisorio polacco retrocede a Minsk, per venir sciolto poco dopo
  • 22 agosto - La Polonia entra nella regione di Suwałki: inizia la rivolta di Sejny
  • 24 agosto - A Khada Bulak Semënov e i rappresentanti del Consiglio Popolare del Territorio marittimo (bianchi Kappelevcij) firmano un accordo sulla riunificazione di Territorio marittimo e Transbajkalia sotto la guida del governo del Territorio marittimo; a settembre Semënov trasferisce i poteri civili alla nuova Assemblea Orientale-Transbajkalica
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  • 26 agosto - L'Autonomia di Alash viene sciolta e convertita in Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Kirghiza (dichiarati aboliti nel contempo i vecchi oblast' di Akmolinsk e Semipalatinsk, e poco dopo quelli del Turgay e degli Urali); Orenburg passa dalla Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Baschiria alla Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Kirghiza e ne diviene la capitale
  • 28-31 agosto - Ultima grande battaglia di cavalleria della storia, tra sovietici e polacchi: l'esercito polacco raggiunge il confine del territorio ex-polacco ceduto dai sovietici alla Lituania dopo la Pace di Mosca e vi entra scontrandosi coi lituani e fermandosi solo sulla linea Foch stabilita dal congresso di Parigi
  • 30 agosto - In osservanza del trattato di Saint-Germain, la Romania consegna alla Cecoslovacchia tutte le aree occupate in Rutenia (tra cui l'ex Repubblica di Hutsul) eccetto Sighetu Marmației che è lasciata alla Romania
  • settembre - Congresso di Baku per la liberazione dei popoli dell'Oriente
  • 1º settembre - L'esercito polacco varca la Linea Foch allo scopo di prendere anche Vilnius: inizia la guerra polacco-lituana
guerra polacco-lituana
  • 2 settembre - L'Armata Rossa che in Galizia si approssima a Leopoli viene fermata dalle forze polacco-ucraine
  • 2 settembre - Da Vladivostok (in questo momento sotto i sovietici dell'estremo oriente) partono gli ultimi della Legione Ceca
  • 2-4 settembre - L'esercito lituano respinge l'attacco polacco verso Vilnius e riprende Augustów e Sejny: termina la rivolta di Sejny
  • 5-15 settembre - Vittoria polacca nella battaglia del Niemen: Augustów e Sejny sono riconquistate il 9, ma non riescono a prendere Vilnius; fino al 27 settembre si susseguono gli scontri nella zona durante la controffensiva polacca contro l'Armata Rossa, che è ricacciata su tutto il fronte
  • 10 settembre - Fondazione del partito comunista turco
  • 15 settembre - A Nerčinsk si tiene il congresso dei lavoratori del orientale Trans-Baikal, che ha adottato una dichiarazione sul riconoscimento della Repubblica dell'Estremo Oriente ed eletto comitato regionale rivoluzionario della gente
  • 21 settembre - La Russia sovietica chiede l'armistizio alla Polonia e scioglie il governo della Repubblica Socialista Sovietica di Galizia (in esilio a Kiev dopo che il 15 i polacchi hanno ripreso Ternopil') e la Repubblica Socialista Sovietica Polacca
  • 24 settembre - La Repubblica Socialista Sovietica del Turkestan si vede confermare dalla RSFS russa l'autonomia e con Isaak Grigoryevič Solts diventa Repubblica Socialista Sovietica Autonoma del Turkestan come parte della RSFS russa
La nuova Armenia secondo i confini previsti dal trattato di Sèvres
  • 24 settembre - In conseguenza al Trattato di Sèvres che assegna una larga parte di Anatolia all'Armenia, inizia la guerra turco-armena
  • 28 settembre - I polacchi a nord varcano il fiume Niemen
  • 30 settembre - Trattato di unione tra RSFS russa e RSS azera
  • 1º ottobre - Le unità del "barone pazzo" Roman von Ungern-Sternberg in disaccordo coi giapponesi si separano dall'esercito di Semënov e dal loro feudo sui monti Jablonovyj attraversano il confine con la Mongolia presso il villaggio di Ust-Bukukun con l'obiettivo di liberare la Mongolia dai cinesi (ai quali l'ha ceduta il governo sovietico il 17 novembre 1919) e ripristinarvi il protettorato russo bianco
  • 4 ottobre - Memel con la Lituania Minore è dichiarata città libera (territorio di Memel) da parte del Consiglio degli Ambasciatori, sotto controllo francese
  • 7 ottobre - Con l'Accordo di Suwałki termina la guerra polacco-lituana: con l'accettazione della Linea Foch non etnica come confine di stato de facto tra i due stati, Vilnius rimane alla Lituania
  • 8 ottobre - L'Emirato di Bukhara (cui il 25 marzo 1918 la Russia bolscevica aveva confermato l'indipendenza) diventa Repubblica Sovietica Popolare di Bukhara (abdicazione dell'ultimo emiro Sayyid Muhammad `Alim Khan ed ingresso dell'Armata Rossa avvenuta il 2 settembre), alla quale il 4 marzo 1921 viene confermata l'autonomia; sarà rinominata Repubblica socialista sovietica di Bukhara dal 19 settembre 1924; l'emiro aderisce alla rivolta dei basmachi prima a Dushanbe per poi recarsi in esilio in Afghanistan il 5 marzo 1921
  • 9 ottobre - Ammutinamento di Żeligowski: occupazione di Vilnius da parte di irregolari polacchi, formazione della Repubblica della Lituania Centrale
  • 14 ottobre - La pace tra Finlandia e Russia sovietica (Pace di Tartu) mette fine alla prima guerra sovietico-finlandese: in Carelia il 20 dicembre viene abolito il Governo di Olonets ed annesso alla Comunità dei lavoratori careliani (in Finlandia viene creato un governo careliano in esilio dalla fusione dei governi di Olonets e di Uhtua); il 31 dicembre la Finlandia cede Porajärvi e Repola ma riceve Petsamo
  • 15 ottobre - I polacchi entrano nuovamente a Minsk
  • 15 ottobre - Nuovo accordo di alleanza tra i sovietici e gli anarchici di Machno, che attaccano i bianchi a Uman'
  • 18 ottobre - La Polonia accetta l'armistizio chiesto dalla Russia sovietica il 21 settembre; è riconosciuta l'annessione alla Polonia del territorio della disciolta Repubblica Socialista Sovietica di Galizia; l'Armata Rossa può così ora rivolgersi interamente al fronte sud contro l'"Esercito Russo" di Vrangel' che sta marciando verso Mosca; Vrangel' (che il 30 accentra nel Consiglio russo i poteri del Governo della Russia meridionale dichiarandolo sciolto e quindi succedendo a Krivoshein come Presidente e facendone l'ultimo governo ufficiale della Russia) accusa Piłsudski di tradimento e stipula ora un accordo diretto con Petljura; anche la Georgia avverte il pericolo
  • 19 ottobre - I giapponesi concludono il ritiro dalla Transbajkalia e da Chabarovsk; il 22 le truppe della Repubblica dell'Estremo Oriente prendono Čita, e vi spostano la loro capitale da Verkhneudinsk; lo Stato cosacco di Transbajkalia è soppresso; l'esercito dell'Estremo Oriente di Semënov si ritira in Manciuria ed il Governo del confine orientale russo viene sciolto il 28, quando i tre governi bianchi (governo Transbajkal, governo Amur, governo Marittima, dal 24 agosto riuniti nell'Assemblea Orientale-Transbajkalica) cedono i loro poteri alla Repubblica dell'Estremo Oriente; il 5 novembre è abolita la Repubblica ucraina dell'estremo oriente
  • 26 ottobre - Ungern-Sternberg assalta Urga, respinto, ripete l'assalto il 2 novembre
  • 28 ottobre - L'esercito della Lituania attacca la Lituania Centrale; la Polonia in rispetto dell'Accordo di Suwałki non si immischia
  • 28 ottobre - Il Trattato di Parigi ratifica il passaggio definitivo di Bessarabia e Bucovina alla Romania
  • 30 ottobre - I turchi riprendono Kars all'Armenia
  • 4 novembre - Fondate la Repubblica dei Mari, la RSSA Udmurtia, e l'Oblast' autonoma Calmucca, tutti nella RSFS russa
  • 11 novembre - L'Armata Rossa con il sostegno attivo dei makhnovisti irrompe in Crimea dopo aver varcato la testa di ponte strategica sulla riva sinistra del Dniepr a Kakhovka e raggiunto l'8 la linea difensiva "Yushunskaya" sull'istmo di Perekop a Chongar; dopo la morte del generale Maï-Maïevski, il 13 inizia l'evacuazione via mare dei bianchi dalla Crimea (il 16 parte Vrangel'); l'Armata Rossa entra il 13 a Simferopoli, il 14 a Feodosia, il 15 a Sebastopoli, il 16 a Kerch, il 17 a Yalta
  • 12 novembre - Firma del trattato di Rapallo tra Italia e Jugoslavia, viene fissato il confine tra i due paesi e istituito lo "Stato libero di Fiume"
  • 15 novembre - La Società delle Nazioni tiene la sua prima assemblea generale
  • 17 novembre - La Russia sovietica, seppur appena cessato il fuoco con la Polonia, in virtù dell'apparente disinteresse polacco propone aiuto militare ai lituani secondo l'accordo della pace di Mosca del 12 luglio, che però rifiutano
Soviet caucasus1922.png
  • 17 novembre - Dal territorio dell'ex Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale e quello del Terek (conquistati completamente dai sovietici da giugno) viene creata la Repubblica Socialista Sovietica Federativa delle Montagne alla quale viene aggregata la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma del Daghestan creata il 13
  • 18 novembre - L'Armata Rossa prende di nuovo Proskurov; Petljura con i suoi ministri e l'esercito si ritira in esilio a Tarnow nel territorio polacco; dal 3 febbraio 1921 l'"esilio" del governo ucraino viene considerato stabile, e si sposterà in Austria nel 1923
  • 18 novembre - Il contrattacco dell'esercito della Lituania Centrale verso la Lituania giunge nei pressi di Kavarskas, minacciando così quella che era la nuova capitale lituana Kaunas, ma si rivela effimero e sono subito fatti retrocedere; da questo momento vige una tacita tregua
  • 21 novembre - Le truppe ucraine di Petljura schierate sulla riva orientale del fiume Zbruč vengono attaccate dall'Armata Rossa e ricacciate nel territorio oltre il confine polacco dove vengono internate in virtù dell'armistizio russo-polacco
  • 22 novembre - Ritiro via mare degli ultimi bianchi dalla Crimea che viene annessa definitivamente dai sovietici; l'"Esercito russo" viene sciolto; le navi vengono sbarcate a Costantinopoli, da dove attraverso la Bulgaria gli esuli (150.000 persone) raggiungeranno la Jugoslavia, e da qui si disperderanno in giro per il mondo
Conquista soviética del Caucaso - hasta diciembre 1920.png
  • 29 novembre - L'Armata Rossa provenendo dalla RSS azera entra nella Repubblica Democratica di Armenia, che presa tra due fuochi è costretta a firmare l'armistizio coi turchi e con gli azeri: termina così anche la guerra turco-armena e armeno-azera con la pace firmata il 2 dicembre (Trattato di Alexandropol), la Turchia riguadagna la linea di confine prebellica, l'Armenia perde i territori anatolici che gli erano stati assegnati dalla pace di Sèvres ma si vede confermare il possesso di Nagorno-Karabakh, Nakhichevan, e Zangesur; il 25 dicembre la resistenza armena di Garegin Ter-Harutyunyan nei territori assegnati alla Turchia fonda la Repubblica di Syunik con capitale Tatev che si dichiara parte dell'Armenia
  • fine novembre - L'Armata Rossa di Frunze, sconfitto Vrangel' e pacificatasi con la Polonia, viola l'accordo del 15 ottobre e attacca il Territorio Libero; contemporaneamente nel corso di dicembre in seguito all'armistizio russo-polacco avviene una rivolta anti-sovietica nei territori bielorussi sgomberati dall'esercito polacco (rivolta di Slutsk)
  • 5 dicembre - La Repubblica dell'Ingria settentrionale annessa alla Russia in osservanza alla Pace di Tartu del 14 ottobre
  • 8 dicembre - Inizia il trasferimento della flotta bianca "di Vrangel'" con residui 5.400 rifugiati da Costantinopoli a Biserta in Tunisia (acconsentita dalla Francia l'1), completata a febbraio 1921
  • 10 dicembre - L'intera Carelia è occupata dall'Armata Rossa, il governo careliano va in esilio in Finlandia
  • 11 dicembre - Il Priamurye incorporato nella Repubblica dell'estremo oriente
  • 17 dicembre - La Società delle Nazioni riconosce la sovranità del Principato d'Albania
  • 19 dicembre - La Provincia di Zara è annessa all'Italia
  • 24 dicembre - "Natale di sangue", in seguito al trattato firmato il 12 novembre a Rapallo le truppe italiane entrano a Fiume cacciandone i militanti dannunziani
  • 28 dicembre - Trattato di unione tra RSFS russa e RSS ucraina

1921[modifica | modifica wikitesto]

  • gennaio - La rivolta di Tambov si estende a est a Samara, Saratov, Caricyn, Astrachan', e Siberia occidentale - entro giugno viene brutalmente repressa anche inondando le foreste di gas asfissiante; nella Siberia occidentale perdurerà fino alla fine del 1922. Alla fine le vittime saranno stimate in 240.000
  • gennaio-marzo - Petljura prepara una grande rivolta anti-sovietica per aprile-maggio
  • 16 gennaio - Trattato di unione tra RSFS russa e RSS bielorussa
  • 20 gennaio - La RSFS delle Montagne diviene RSSA della RSFS russa e le viene scissa la RSSA del Daghestan (alla quale viene ora aggregato anche il territorio del Terek); vengono ridefiniti anche i confini della RSSA kirghisa (lo saranno nuovamente il 10 giugno e il 1º ottobre)
  • 24-27 gennaio - Nell'Alikovskij rajon scoppia una rivolta anti-sovietica (rivolta Chappanskoe)
  • 26 gennaio - L'Intesa riconosce la Lettonia
  • 3-10 febbraio - Ribellione Yampolsky presso Mohyliv-Podil's'kyj e Černivci in Bucovina "per il potere sovietico senza i comunisti e il Comune"
  • 4 febbraio - Ungern-Sternberg prende Urga ai cinesi
  • 14 febbraio - Firmato un trattato di pace e amicizia tra Lituania e RSS ucraina
Conquista soviética del Caucaso - hasta marzo 1921.png
  • 15 febbraio - Nonostante il trattato di Mosca del 7 maggio 1920, l'Armata Rossa dall'Azerbaigian entra nella Repubblica Democratica di Georgia, inizia l'invasione sovietica della Georgia; il 25 a Tbilisi viene proclamata la Repubblica Socialista Sovietica Georgiana
  • 16 febbraio - Insurrezione antisovietica in Armenia, con epicentro Erevan
  • 19 febbraio - Siglata alleanza tra Polonia e Francia
  • 21 febbraio - Si apre la prima parte della II conferenza di Londra per rivedere il trattato di Sèvres; sospesa il 12 marzo con un nulla di fatto
  • 22 febbraio - Nella Russia sovietica viene decretato il Gosplan della commissione statale per la pianificazione economica
  • 26 febbraio - Pace tra Persia e Russia sovietica
  • 27 febbraio - A Vienna è fondata l'Unione dei Partiti Socialisti per l'Azione Internazionale, antagonista all'Internazionale comunista
  • marzo - Rivolta comunista in Germania ("Märzkämpfe in Mitteldeutschland") soffocata dal governo di Weimar, determinando la fine dell'emergenza comunista nel paese
  • 1º-17 marzo - Rivolta antisovietica ad opera dei marinai a Kronštadt; il conseguente bombardamento della base da parte dell'Armata Rossa di Lev Trotsky è visto da alcuni storici come l'evento che pone fine alla fase candida del periodo rivoluzionario in Russia
  • 2 marzo - In Istria la filo-slava Repubblica di Albona secede dall'Italia (soppressa l'8 aprile)
  • 3 marzo - Dopo la rottura delle relazioni seguita al consenso sovietico della cessione della Bessarabia, siglata una nuova alleanza tra Polonia e Romania
  • 4 marzo - Sukhumi occupata dai sovietici, proclamata la Repubblica Socialista Sovietica di Abcasia; il 7 gli ottomani occupano l'Adjaristan con Batumi
  • 8-16 marzo - Si svolge il X Congresso del Partito Comunista Russo (bolscevico); Lenin introduce la Nuova politica economica che sostituisce il comunismo di guerra: torna l'uso del denaro e le requisizioni sono sostituite da imposte - scemano così anche le rivolte contadine
  • 9 marzo - Con il Trattato di pace di Cilicia terminano i combattimenti nella guerra franco-turca; ad esso seguirà il Trattato di Ankara il 20 ottobre
  • 13 marzo - La Mongolia viene proclamata una teocrazia indipendente e Ungern-Sternberg ne diviene il dittatore militare e il lama religioso; il 2 aprile dopo aver cacciato i cinesi il paese è interamente nelle sue mani
  • 16 marzo - Pace tra Turchia e Russia sovietica (Trattato di Mosca); la Turchia cede l'Adjaristan (che aveva occupato il 7), nel quale dopo aver completato la conquista della Georgia il 17, il 19 l'Armata Rossa entra a Batumi, ed il 16 luglio vi fonda la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma d'Agiaria; nel territorio già della Repubblica di Aras viene fondata la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma del Nakhichevan; il trattato definisce anche i confini interni tra le repubbliche sovietiche caucasiche, che rimedia alle conseguenze delle varie guerre combattutevi; Čcheidze a Costantinopoli crea un Governo Nazionale georgiano in esilio affidato a Noe Nikolozis dze Zhordania, riconosciuto il 28 dalla Liberia e il 12 maggio dal Messico
  • 18 marzo - L'Armata Rossa della repubblica dell'Estremo Oriente attacca la Mongolia di Ungern-Sternberg presso Troitskosavsk; contemporaneamente i cinesi e i mongoli di Damdin Sùhbaatar lo attaccano a Khüree
  • 18 marzo - Pace di Riga tra Polonia e Russia sovietica, a nord sono confermati i confini raggiunti dagli eserciti (escluso il pattuito e già avvenuto ritiro polacco da Minsk e da alcune altre aree), mentre a sud quelli stabiliti dal Trattato di Varsavia tra Polonia e Ucraina, e diventano i confini che rimarranno in vigore fino al 1939; l'Armata Rossa ora controlla tutto il territorio ucraino eccetto il Territorio Libero degli anarchici e alcune sacche lungo il confine con la Polonia dove permangono residue forze armate di Petljura; la firma del trattato manda a monte il piano di Petljura di una grande rivolta anti-sovietica per aprile-maggio
  • 20 marzo - Ha luogo il Plebiscito dell'Alta Slesia, che vota per rimanere tedesca; fino a luglio si susseguono rivolte polacche (3ª rivolta della Slesia)
  • 25 marzo - Tentato colpo di stato di Carlo I in Ungheria
  • 30 marzo - Fallito colpo di stato anti-sovietico a Vladivostok, i golpisti colonnello Gludkina e Nikolai Aleksandrovič Lokhvitsky sono arrestati dai giapponesi
  • 2 aprile - Stroncata l'insurrezione di Erevan, l'Armenia diventa Repubblica Socialista Sovietica Armena; la resistenza armena anti-turca e anti-sovietica nella "Repubblica di Syunik" si dichiara indipendente rifondando la Repubblica dell'Armenia montanara (che il 1º luglio Simon Vratsyan rinominerà "Repubblica di Armenia") e il 27 conquista una parte di Nagorno-Karabakh
  • 6 aprile - Lo Stato di Buriazia-Mongolia soppresso dall'Armata Rossa della repubblica dell'Estremo Oriente
  • 23 aprile - L'alleanza tra Cecoslovacchia e Romania allarga la "Piccola intesa" anti-ungherese nata il 14 agosto 1920
  • maggio - Nonostante la defezione polacca Petljura tenta di sollevare una serie di rivolte: il paese fino a novembre è in preda all'anarchia tra centinaia di bande armate che imperversano facendo strage soprattutto di ebrei (dato che quasi tutti i comunisti ucraini sono ebrei)
  • 21 maggio - Roman von Ungern-Sternberg dal suo reame in Mongolia tenta di riprendere la Buriazia; dopo alcuni primi successi riportati tra maggio e giugno, viene definitivamente respinto e i sovietici entrano in Mongolia il 28 giugno e tra luglio (il 6 luglio prendono Urga) e agosto viene sconfitto
  • 24 maggio - Dalla Manciuria Nikol'sk-'Ussurijskij, Spassk, Grodekovo e Razdolnoye prese dai bianchi di Rozanov tornato apposta dal Giappone (esercito Belopovstancheskaya)
  • 26 maggio - Dopo quello fallito del 30 marzo, nella Repubblica dell'Estremo Oriente le armate bianche Kappelevcij insaccate assieme a esuli giunti da Harbin e dal Giappone attuano un colpo di stato anti-sovietico (Nikolaj Dionis'evič Merkulov e Dmitry Lebedev) e prendono il controllo del Kraj di Chabarovsk fondando il Governo provvisorio del Priamurye comprendente la Repubblica Ucraina dell'Estremo Oriente presso la foce del fiume Amur e il territorio marittimo con il suo centro nella città di Vladivostok; il 1º giugno viene creata la "Commissione di Riconciliazione russo-giapponese" che in pratica viene a segnare il guastarsi delle relazioni tra giapponesi e sovietici; il sovietico Comitato rivoluzionario trasferisce il potere al bianco Congresso del Consiglio; a sua volta, il Consiglio formato da sé stesso e composto da cinque persone: i fratelli Merkulov, Efraim, Makarevich e Anderson; comandante è stato nominato luogotenente generale Verzhbitsky; Comandante della flottiglia del Pacifico (a luglio) viene nominato l'ammiraglio Stark
  • 6 giugno - Rivolta anti-polacca nel territorio Lemko
  • 7 giugno - L'alleanza tra Romania e Regno dei Serbi, Croati e Sloveni chiude il cerchio della "Piccola intesa" anti-ungherese nata il 14 agosto 1920 e la rivolge così anche contro la Bulgaria
  • 11 giugno - In Lettonia sono giustiziati i comunisti lettoni arrestati nel maggio 1919
  • 14 giugno - L'Armata Rossa iniziando da Viljujsk entra in Jakuzia
  • 22 giugno-12 luglio - Si tiene a Mosca il III Congresso dell'Internazionale Comunista
  • 28 giugno - L'Armata Rossa dell'estremo oriente entra in Mongolia e il 6 luglio prende la capitale Urga
  • 28 giugno - Il Territorio Libero degli anarchici è invaso dall'Armata Rossa
  • 3-19 luglio - I Congresso Mondiale dell'Internazionale sindacale rossa istituita dal Comintern in contrapposizione alla social-democratica Federazione sindacale internazionale
Conquista soviética del Caucaso - hasta julio 1921.png
  • 5 luglio - La Repubblica di Armenia ("dell'Armenia montanara" fino al 1º luglio) si arrende all'Armata Rossa
  • 13 luglio - Un articolo di Maxim Gorky porta il mondo a conoscenza della carestia che sta colpendo la Russia sovietica (soprattutto la regione del Volga e del fiume Ural) a causa dell'inefficienza della politica economica comunista che causa la morte di circa 6 milioni di persone
  • 17 luglio - Una parte dell'Albania (Distretto di Mirdizia) con l'appoggio jugoslavo si dichiara cattolica Repubblica di Mirdita (fino al 20 novembre)
  • 21 luglio - Termina la 3ª ed ultima rivolta della Slesia
  • 24 luglio - Deraglia l'Aerowagon durante il suo viaggio inaugurale a Serpuchov provocando decine di morti - era stato presentato come il fiore all'occhiello della tecnologia comunista
  • 26 luglio - Il comunista Boldyrev è nominato "Presidente compagno" della bianca "Assemblea popolare dell'Amur"
  • 26 luglio - In osservanza del Trattato del Trianon l'Ungheria riconosce l'autorità della Cecoslovacchia sulla Rutenia (che sarà ufficializzata dalla Cecoslovacchia solo nel 1928)
  • 11 agosto - La Mongolia è interamente occupata dai sovietici dell'estremo oriente che stroncano il reame lamaista del crudele barone Roman von Ungern-Sternberg e vi insediano un mongolo governo popolare filo-sovietico; il 14 nella parte altajca di territorio della Mongolia occupato dai sovietici russi viene creata la Repubblica Popolare di Tannu Tuva; il 21 l'imperatore della Mongolia Roman von Ungern-Sternberg è arrestato dai sovietici; il 15 settembre sarà processato e fucilato a Novonikolaevsk
  • 14-25 agosto - I territori ungheresi della Bačka e Baranya occupati (dal 1º agosto 1919) dall'esercito jugoslavo attuano un'effimera indipendenza come Repubblica serbo-ungherese di Baranya-Baja, che in osservanza del Trattato del Trianon viene poi suddivisa tra Ungheria (Pecs e Baja) e Jugoslavia (Subotica e Novi Sad)
  • 22 agosto - Fondata la Repubblica dei Komi (RSSA) come parte autonoma della RSFS russa
  • 26 agosto - A Port Arthur inizia una conferenza tra Giappone e Repubblica dell'Estremo Oriente, che si interromperà con un nulla di fatto il 26 aprile 1922
  • 28 agosto - In osservanza del Trattato del Trianon che le ha assegnato il Burgenland, l'Austria tenta finalmente di prenderne possesso trovandovi però una accanita resistenza da parte delle autorità ungheresi
  • 28 agosto - Dopo aver ripreso il resto dell'Ucraina al Direttorato, i sovietici occupano tutto il Territorio Libero degli anarchici ucraini (ormai ridotto alla sola città di Huljajpole); l'Armata Nera è sciolta definitivamente e Machno esula in Romania con i suoi ultimi 77 uomini; il 14 settembre la riapertura del ricostruito ponte Kichkas sul fiume Dnepr ad Alexandrovsk (rinominata Zaporižžja) simbolizza la fine della guerra civile in Ucraina
  • 1º Settembre - Giunge a Pietrogrado la prima nave dell'"American Relief Administration" con aiuti alimentari alla popolazione della Russia sovietica, la cui missione durerà fino al 4 giugno 1923
  • 12 settembre - In Manciuria Semënov dichiara sciolto l'Esercito dell'estremo oriente, assegna i reparti al comandante dell'esercito del Governo provvisorio del Priamurye Grigory Opanasovyč Verzhbitsky, e si reca in esilio in Giappone
  • 22 settembre - Estonia, Lettonia, e Lituania sono riconosciute dalla Società delle Nazioni
  • 4 ottobre - Dopo mesi di insistenza diplomatica da parte dell'Austria, il governo ungherese si decide a sgomberare dal Burgenland; di fronte all'ulteriore resistenza delle autorità locali l'Austria ancora non ne prende possesso, il territorio si ritrova così indipendente (Banato di Leithania) fino al 5 novembre quando l'Austria si decide a prenderne effettivamente possesso
  • 12 ottobre - Nonostante il risultato del plebiscito del 20 marzo, la Polonia ottiene dalla Germania la parte orientale dell'Alta Slesia
  • 18 ottobre - Fondata la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Crimea come parte autonoma della RSFS russa
  • 20 ottobre - Il Trattato di Ankara stabilisce le clausole della pace tra Turchia e Francia dopo la guerra franco-turca
  • 20 ottobre - Le isole Åland sono dichiarate neutrali (dal dicembre 1917 gli abitanti chiedevano l'annessione alla Svezia)
  • 21 ottobre - Il Direttorato partendo dalle residue sacche lungo il confine polacco tenta un disperato attacco contro i sovietici nell'Ucraina centrale raggiungendo l'Oblast' di Kiev; il 4 novembre catturano brevemente la cittadina di Korosten', nell'Oblast' di Žytomyr
  • 21 ottobre - Nuovo tentato colpo di stato di Carlo I in Ungheria dopo quello ugualmente fallito di marzo
  • 23 ottobre - Scambio reciproco di territori col Trattato di Kars tra Turchia e Russia sovietica, che riporta i confini a quelli precedenti alla guerra russo-turca del 1877-78; riconosce la RSSA Agiaria come parte della RSS georgiana, la quale cede alla Turchia Ain, Ardahan, Artuin, Igdir, e Kars; Lori alla RSS armena; Zaqatala alla RSS azera (ratificato l'11 settembre 1922)
  • 24-29 ottobre - A Königsberg si svolge il 3º congresso illegale del Partito comunista lituano
  • 5 novembre - A Mosca viene firmato l'accordo sovietico-mongolo sulla creazione di relazioni amichevoli (la Mongolia torna ad essere uno stato vassallo russo)
  • 6 novembre - In Carelia inizia una rivolta anti-sovietica (rivolta Metsäsissit), con epicentro le aree di Porajärvi e Repola e dell'ex Repubblica di Uhtua, che determina la seconda guerra sovietico-finlandese che durerà fino al 21 marzo 1922
  • novembre - I movimenti ribelli ucraini filo-petljuristi sono brutalmente repressi dalla Čeka, dopodiché il 17 con la sconfitta nella battaglia di Bazaar (Oblast' di Žytomyr) il Direttorato viene soppresso; Petljura va in esilio a Parigi (dove verrà assassinato da un comunista ebreo nel 1926); il 23 gli ultimi prigionieri ucraini sono fucilati dai sovietici a Bazaar; i sopravvissuti varcano il confine polacco il 29: l'intera Ucraina è definitivamente sovietica
  • 14 dicembre - In seguito ad un referendum l'ex capitale del Banato di Leithania e poi capoluogo dell'austriaco Burgenland Sopron ritorna all'Ungheria
  • 16 dicembre - Le Repubbliche Socialiste Sovietiche di Abcasia e di Georgia si uniscono
  • 21 dicembre - Le 4 repubbliche sovietiche caucasiche firmano con la RSS russa il trattato di unione
  • 22 dicembre - L'esercito del Governo provvisorio del Priamurye prende Chabarovsk

1922[modifica | modifica wikitesto]

  • 5-14 febbraio - Nel Governo provvisorio del Priamurye battaglia di Voločaevka-1, una delle più grandi battaglie della parte finale della guerra civile russa, in seguito alla quale il 14 l'Armata Rossa dell'estremo oriente riprende Chabarovsk
  • 6 febbraio - La Čeka diventa GPU (Direttorato politico dello Stato); dal 12 maggio avvia l'operazione "Синдикат-2" volta all'uccisione degli anti-sovietici esuli all'estero
  • 23 febbraio - Un decreto pubblicato nella Izvestia autorizza il sequestro dei beni della Chiesa per far fronte alla carestia
  • marzo - Riprende la Conferenza di Londra che era stata interrotta il 12 marzo dell'anno precedente
  • 12 marzo - Dall'unificazione delle RSS transcaucasiche nasce la Repubblica Socialista Federativa Sovietica Transcaucasica
  • 23 marzo - All'approssimarsi dell'arrivo dell'Armata Rossa gli jakuti si rivoltano (rivolta jakuta) e stabiliscono a Čurapča un Governo provvisorio popolare regionale jakuto e l'Armata popolare jakuta che col supporto di una guarnigione bianca del kornet Mikhail Korobeinikov prende i principali centri abitati tra cui la città di Jakutsk; il 27 aprile i sovietici inviano una grossa spedizione per soffocare la ribellione e fondano la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Jakuta
  • 24 marzo - La Lituania Centrale è annessa alla Polonia (di cui diviene il voivodato di Wilno il 20 gennaio 1926) in seguito ad un plebiscito svoltosi il 20 febbraio; la Lituania rifiuta di riconoscere tale plebiscito e non firmerà la pace con la Polonia fino al 1938, restando di fatto formalmente in guerra fino allora
  • 27 marzo-3 aprile - Si svolge l'XI Congresso del Partito Comunista Russo (bolscevico); Stalin è nominato segretario generale del Partito comunista russo, carica che equivale a Capo di Stato della Russia sovietica, al posto del moribondo Lenin
  • 28 marzo - Miljukov (che nel 1921 ha fondato l'"Unione repubblicana democratica" finalizzata alla trasformazione dall'interno del regime sovietico in una repubblica social-democratica e per questo accusato di tradimento dai bianchi), è oggetto di un attentato da parte di un esule zarista, che lo lascia illeso ma costa la vita a Vladimir Dmitrievič Nabokov
  • 8 aprile - Creata la RSSA dell'Ossezia del Sud come parte autonoma della RSFS Transcaucasica
  • 10 aprile-19 maggio - Si tiene la Conferenza di Genova per discutere i rapporti economici della Russia sovietica col resto del mondo; gli USA la boicottano
  • 16 aprile - Durante la Conferenza di Genova viene firmato il Trattato di Rapallo, con il quale la Germania riconosce la Russia sovietica e ristabilisce i rapporti interrotti a fine 1918 dopo il decadimento del trattato di Brest-Litovsk
  • 16 maggio - Arrestato il Patriarca di Mosca Tichon
  • 8 giugno - Diterikhs scioccato dall'arresto di Tichon torna dall'esilio e prende in consegna l'esercito del Governo provvisorio del Priamurye di Verzhbitsky così come l'amministrazione civile chiamando il popolo alla sua battaglia a carattere religioso "crociata contro il bolscevismo"
  • 14 giugno - La Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Baschiria viene ampliata (Ufa, Birsk, Belebey e Zlatoust) ed Ufa ne diviene la capitale
  • 1 luglio - Istituita la Repubblica dell'Altaj come parte autonoma della RSFS russa (in seguito inserita nella RSSA buriata)
  • 23 luglio - Nel residuo territorio del Governo provvisorio del Priamurye Diterikhs si proclama voivoda e crea lo Zemskij Sobor a nome del patriarca Tichon (agli arresti nel Monastero Donskoj) che come primo atto l'8 agosto nomina il granduca Nicola Zar di tutte le Russie e in seguito rinomina il territorio come "Kraj del Priamurye" il cui esercito chiama Zemskaja Rat
  • 24 luglio - Le risoluzioni della Conferenza di Sanremo del 1920 sulla spartizione dell'Impero ottomano sono confermate dal Consiglio della Società delle Nazioni
  • 27 luglio - Istituito l'oblast autonomo Adighezia nella RSSA baschira
  • 4 agosto - Con l'uccisione di Ismail Enver presso Baldzhuan (nell'odierno Chatlon) contro il battaglione armeno dell'Armata Rossa comandato da Hagop Melkumian scema l'opposizione islamica ai sovietici nel Turkestan (rivolta dei Basmachi, che andava avanti dal 25 giugno 1916 iniziata come rivolta contro la coscrizione obbligatoria all'esercito zarista), ma scaramucce e combattimenti occasionali lungo il confine con l'Afghanistan e la Cina continueranno e solo nel 1934 l'Urss riuscirà a prendere il controllo effettivo del Pamir
  • 30 agosto - Una flotta zarista della Zemskaja Rat comandata dal Generalino Anatolij Pepeljaev parte da Vladivostok in aiuto degli jakuti
  • 1º settembre - La sede del Consiglio russo da Costantinopoli viene spostata a Sremski Karlovci (che diviene la sede di tutti gli organismi russi in esilio, ovvero la "capitale" della Russia bianca) in Jugoslavia, per poi essere sciolto ufficialmente il 1º settembre 1924 e trasformato in Unione militare pan-russa (di cui Vrangel' rimane presidente fino alla morte nel 1928 facendone il più importante di tutti gli esiliati, e poi trasferita al granduca Nicola) nel quale è compresa anche l'"Organizzazione Kutepov" una organizzazione segreta per le attività di ricognizione e di sabotaggio nel territorio dell'Unione Sovietica; nel 1944 di fronte all'avanzata sovietica nei Balcani, i cosacchi saranno evacuati in Carnia, da dove nel 1945 gli Alleati li consegneranno ai sovietici
  • 1°-16 settembre - In estremo oriente effimero tentativo della Zemskaja Rat di riavanzare a ovest; fallito, il 4 ottobre inizia l'offensiva dell'Armata Rossa della Repubblica dell'Estremo Oriente per eliminare le ultime sacche bianche nel suo territorio ("operazione marittima") che il 9 prende Spassk e il 14 Nikol'sk-'Ussurijskij; il 16 ottobre l'esercito dello Zemskij Sobor (Zemskaja Rat) cessa di esistere ed il 19 i sovietici sono alle porte di Vladivostok
  • 9 settembre - L'esercito turco occupa Smirne che il Trattato di Sèvres aveva assegnato alla Grecia; l'11 Nikolaos Plastiras e Stylianos Gonatas con un colpo di stato contro re Costantino I (tornato Re con un referendum il 22 novembre 1920) (che abdica in favore del figlio Giorgio) abbattono il governo di Petros Protopapadakis; la Catastrofe dell'Asia Minore della guerra greco-turca culmina il 13 con l'Incendio di Smirne; svanisce il sogno greco della "Megali Idea", segnando per sempre il futuro della Grecia; i turchi galvanizzati avanzano verso Costantinopoli (Crisi di Çanakkale)
  • 15 settembre - Il Semirechensk è conquistato dai sovietici; il 22 ottobre la sua parte settentrionale diventa "provincia Dzhetysuyskaya" della Repubblica Socialista Sovietica Autonoma del Turkestan
  • 30 settembre - Con la partenza della prima delle "navi dei filosofi" inizia l'espulsione dalla Russia sovietica di tutte le persone più erudite
  • 11 ottobre - L'Armistizio di Mudanya (che sostituisce quello di Mudros) pone fine alla guerra greco-turca: la Tracia orientale fino al fiume Evros e la città di Adrianopoli vengono ceduti dalla Grecia alla Turchia e viene ufficialmente riconosciuta la sovranità turca su Costantinopoli e sullo Stretto dei Dardanelli; il 12 la giunta golpista greca indice il Processo dei Sei contro i presunti responsabili della sconfitta; il 1º novembre il parlamento del Governo della Grande Assemblea Nazionale Turca (ri-inaugurato il 9 settembre nella nuova capitale Angora dopo che quello ottomano essere stato chiuso nel 1920) di Mustafa Kemal Atatürk abolisce il sultanato in Turchia; il 20 novembre si apre la Conferenza di Losanna per ratificare le clausole dell'armistizio di Mudanya e rivedere il trattato di Sèvres; si conclude il 4 febbraio 1923
  • 25 ottobre - Le ultime truppe giapponesi abbandonano Vladivostok, seguite dai residui bianchi; anche i resti delle armate bianche del Generale Diterikhs del Governo provvisorio del Priamurye oramai insaccate lungo i confini manciuriani si rifugiano in Manciuria e Corea; anche la Repubblica Ucraina dell'Estremo Oriente è soppressa; i giapponesi tengono ancora Sachalin settentrionale e la Kamčatka meridionale; i 750 uomini del Generalino Anatolij Pepeljaev in marcia da Ayan verso Jakutsk, appresa la notizia, si asserragliano nella zona, cosiddetta Pepelyayevshchina, composta dalle città di Ayan, Ochotsk, e Nelkan, nel Ajano-Majskij rajon; la rivolta jakuta verrà soppressa, ma nel 1927 ne esploderà un'altra ad opera di M.K. Artemyev
  • 3 novembre - In Bulgaria i membri dell'"organizzazione Pokrovsky" organizzano un piano di sbarco nel Kuban' da Varna; nel corso del piano è ucciso Alexander Agueïev, spia della GPU; l'8 la polizia bulgara uccide Pokrovsky a Kjustendil dove era fuggito tentando di recarsi in Jugoslavia
  • 5 novembre-5 dicembre - Si tiene a Mosca il IV Congresso dell'Internazionale Comunista e il II dell'Internazionale sindacale rossa
  • 15 novembre - Sciolta la Repubblica dell'Estremo Oriente, viene unita alla RSFS russa
  • 30 dicembre - Con il trattato di unione tra RSFS russa, RSFS transcaucasica, RSS ucraina, e RSS bielorussa, avviene la fondazione ufficiale dell'Unione Sovietica; il Comitato Esecutivo Centrale Pan-russo diventa Congresso dei Soviet dell'Unione Sovietica (nel 1936 diventerà Soviet Supremo)

1923[modifica | modifica wikitesto]

  • 10 gennaio - La Lituania prende possesso del territorio di Memel senza il permesso dei francesi; il 16 febbraio la conferenza degli ambasciatori prende atto del fatto compiuto
  • 18 gennaio - Con la ratifica dell'assegnazione di Istria e bacino dell'Isonzo fino a Planina all'Italia, il confine nell'area slovena tra Italia e Jugoslavia è fissato in quello che rimarrà in vigore fino al 1941; dal 29 marzo italianizzazione della segnaletica stradale nei territori assegnati all'Italia
  • 12 febbraio - L'Armata Rossa sconfigge i pepelyayevisti vicino alla città di Sasyl-Sasyg; i pepelyayevisti si rifugiano presso la città di Amga
  • 14 febbraio - Gatčina è rinominata Trotsk in onore di Trotsky
  • 15 marzo - La Conferenza degli Ambasciatori riconosce i confini orientali della Polonia creatisi in seguito alla guerra polacco-sovietica del 1920
  • 23 marzo - Bulgaria e Regno dei Serbi, Croati e Sloveni firmano il Trattato di Niš, col quale la Bulgaria rinuncia alle sue pretese in Macedonia
  • 30 marzo - Fondata la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Buriazia–Mongolia; in reazione il 23 aprile i monaci buddisti fondano lo Stato Kudún (Kodunay erhidzh balgasan), stato teocratico buriato anti-sovietico nel Kižinginskij rajon, con capitale Soorhe, poi soppresso dall'Armata Rosa l'11 maggio
  • 17-25 aprile - Si svolge il XII Congresso del Partito Comunista Russo (bolscevico)
  • 24 aprile - Due navi partono da Vladivostok per Ayan con un contingente dell'Armata Rossa allo scopo di eliminare l'ultima sacca di resistenza bianca nella Pepelyayevshchina
  • 3 maggio - Il consiglio della Chiesa ortodossa bolscevica dichiara apostata Tichon ed abolisce il patriarcato
  • 23 maggio - L'Urss accetta l'"Ultimatum Curzon" ristabilendo così le relazioni commerciali con il Regno Unito di Gran Bretagna
  • 17 giugno - Dopo aver abbandonato Amga ed essere stato respinto il 2 maggio da Ochotsk, il Generalino Anatolij Pepeljaev si arrende ai sovietici nel borgo marinaro di Ajan; il Generalino, 103 funzionari e i 230 soldati della sua Družina, ultimi bianchi rimasti, sono catturati e trasportati a Vladivostok, ultimo atto della guerra civile; nel corso dei mesi seguenti i sovietici prendono incruentemente il controllo fino a Novo-Mariinsk e allo stretto di Bering scacciandone i pellicciai americani e fucilando a Nayakhan l'autonominatosi governatore Valerian Ivanovič Bochkarev; i giapponesi tengono ancora Sachalin settentrionale fino al 1925 e la Kamčatka meridionale fino al 1927
  • 9 giugno - Un colpo di Stato reazionario in Bulgaria sopprime il governo socialista di Stambolijski e porta al potere Aleksandăr Cankov; l'evento ha un grande impatto in Urss, amaramente deludente per quasi tutte le fazioni all'interno del governo russo (che manteneva buoni rapporti con Stambolijski col quale sperava di fare della Bulgaria il nucleo di partenza di una "Federazione comunista balcanica"), divenute così conscie della difficoltà di esportare la Rivoluzione all'estero dopo il precedente fallimento dell'Ungheria di Kun; in settembre il Partito Comunista Bulgaro sotto la pressione del Comintern attua un tentativo di insurrezione contro i golpisti, fallito, ha convinto i dirigenti sovietici che la rivoluzione in Europa non sarebbe stato per accadere in qualunque momento presto
  • 19 giugno - Il Nakhichevan è assegnato come enclave alla RSS azera
  • 25 giugno - Viene abolita la Comunità dei lavoratori careliani e sostituita dalla Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Carelia
  • 7 luglio - Il Nagorno-Karabakh viene ceduto dalla RSS armena alla RSS azera; l'area tra Nagorno-Karabakh e Zangesur con capoluogo Lachin e caporione Gussi Gaji si dichiara autonoma dalla RSS armena come Kurdistan uyezd (fino al 1929)
  • 23 luglio - Afghanistan, Iran, Mongolia, Polonia, Turchia, e Finlandia, riconoscono l'Urss; il governo ucraino in esilio si sposta dalla Polonia all'Austria
  • 24 luglio - Viene firmato il Trattato di Losanna che annulla e sostituisce il Trattato di Sèvres ponendo fine alla guerra d'indipendenza turca, il Governo della Grande Assemblea Nazionale Turca è riconosciuto internazionalmente e viene indetto uno scambio di popolazioni tra Grecia e Turchia che mette fine al genocidio greco e rappresenta il primo passo per ricreare i rapporti diplomatici tra la Grecia e la Turchia; il 29 ottobre viene fondata la Repubblica di Turchia ed il 3 marzo 1924 viene esiliato l'ultimo califfo, l'ex-sultano ottomano Abdul Mejid II: caduta dell'Impero ottomano
  • 29 agosto - Crisi di Corfù causata dall'assassinio della commissione incaricata dal Trattato di Losanna di stabilire la linea di confine tra Grecia e Albania; risolta il 27 settembre; incidenti analoghi anche tra Grecia e Bulgaria
  • 23 settembre - Come stabilito dal Trattato di Losanna termina l'occupazione internazionale di Costantinopoli (che ora viene rinominata Istanbul) iniziata il 13 novembre 1918; le prime truppe turche entrano in città il 6 ottobre; il 20 ottobre Mustafa Kemal Atatürk (il 9 settembre fondatore del Partito Popolare Repubblicano, partito unico fino al 1946) è eletto presidente della Repubblica turca
  • 15 ottobre - Leon Trotsky, capo del Consiglio Militare Rivoluzionario (ovvero dell'esercito sovietico), benché si sia sempre dimostrato di gran lunga il più liberticida tra i bolscevichi, ora paradossalmente esprime preoccupazione per la mancanza di libertà in Urss ("dichiarazione dei 46")
  • 1º novembre - A Tallinn viene firmato un patto difensivo tra Estonia e Lettonia
  • 3 novembre - Vengono aboliti i vecchi uyezd e sostituiti dai raion nella regione degli Urali
  • 6 novembre - Rivolta anti-governativa a Cracovia
  • 9 novembre - Putsch di Monaco

1924[modifica | modifica wikitesto]

  • 21 gennaio - Morte di Lenin - il 24 Pietrogrado cambia nome in Leningrado
  • 27 gennaio - Con il Trattato di Roma Italia e Jugoslavia si dividono lo Stato libero di Fiume, la cui parte assegnata all'Italia (Circondario di Fiume) unita al Circondario di Volosca-Abbazia diventa Provincia del Carnaro
  • 31 gennaio - Promulgata la nuova Costituzione sovietica che contrariamente a quella emessa nel 1918 permette la creazione di varie Repubbliche Sovietiche; essa tiene conto delle richieste avanzate dai paesi capitalisti nella Conferenza di Genova dell'aprile-maggio 1922 e dal Regno Unito nell'"Ultimatum Curzon" del 23 maggio 1923
  • febbraio - Regno Unito, Italia, Norvegia, Austria, Grecia riconoscono l'Unione Sovietica; nei mesi seguenti lo faranno anche Svezia, Danimarca, Albania - gli altri stati dell'Europa orientale (Ungheria, Romania, Cecoslovacchia, Bulgaria) rifiuteranno di riconoscerla fino al 1934 - la Jugoslavia fino al 1940
  • 2 febbraio - Alexei Rykov viene nominato Presidente del Consiglio dei commissari del popolo dell'Unione Sovietica (la seconda carica dopo quella di Stalin) al posto del defunto Lenin
  • 9 febbraio - La Repubblica Socialista Sovietica del Nakhichevan (già parte autonoma dell'Azerbaigian) diventa Repubblica Socialista Sovietica Autonoma del Nakhichevan
  • 13 febbraio - In seguito alle proteste diplomatiche giapponesi riguardo ai vari riconoscimenti internazionali dell'Urss in corso, i sovietici rompono i rapporti con i giapponesi a Vladivostok, ma dal 14 maggio a Pechino iniziano negoziati di riappacificazione
  • 24 marzo - La Grecia diventa repubblica, approvata poi da un referendum il 13 aprile
  • 24 marzo - Il Governatorato di Vitebsk è abolito e Nevel' è trasferita al Governatorato di Pskov; una parte del Vitebsk (da Vitebsk), parte del Smolensk provincia (con la città di Orsa) e Kalinin, Mogilev e distretti Gomel provincia Rogachёvsky trasferiti alla RSS bielorussa (che raddoppia il suo territorio)
  • 22 aprile - Yuzivka (oggi Donec'k) viene rinominata Stalino (per via delle acciaierie, non di Stalin) - Bakhmut diventa Artemivsk
  • 24 aprile - Giunge in Turkestan l'Interhelpo, aggregazione formata da comunisti dell'Europa orientale immigrati in Urss per costruirvi il Comunismo (non ne sopravviverà uno)
  • 23-31 maggio - Si svolge il XIII Congresso del Partito Comunista Russo (bolscevico), nel quale Stalin, Grigory Zinoviev, e Lev Kamenev denunciano Trotsky e la sua fazione come revisionisti; viene stabilita una rielaborazione delle suddivisioni amministrative dell'Urss
  • 17 giugno-8 luglio - Si tiene a Mosca il V Congresso dell'Internazionale Comunista; dall'8 al 20 luglio il III dell'Internazionale sindacale rossa
  • 7 luglio - La RSSA delle Montagne è sciolta e suddivisa in varie RSSA (Daghestan, Karačaj-Circassia, Cabardino-Balcaria, Ossezia del Nord, Inguscezia e Cecenia)
  • 14 luglio - Temendo la pianificazione economica sovietica inconciliabile con il sistema di economia di sussistenza del quale vivono molti popoli sarmatici, una comunità nel Kraj di Chabarovsk (Okhotsk, Nelkan, Ust-Maya) nella quale stanno per entrare i sovietici dopo la sconfitta degli ultimi bianchi, per evitare ciò si dichiara indipendente come Repubblica Popolare Tunguska (A. Ammosov), che riuscirà a mantenersi tale fino al 9 maggio 1925
  • 17-21 luglio - A Mosca si svolge il 4º congresso del Partito comunista lituano
  • 19 luglio - La Cina riconosce l'Urss
  • 24 luglio - Istituito il Piano Dawes per le riparazioni di guerra tedesche (sarà sostituito dal Piano Young nel 1929) che prevede la dilazione dei pagamenti fino al 1988
  • 31 luglio - In Polonia viene proibito l'uso della lingua ucraina
  • agosto - Viene ri-definito il confine tra RSS ucraina e RSFS russa nella regione del Don: vengono ceduti alla RSFS russa Taganrog, Fyodorovsky, Nicholas, Matveyev-Kurgan, Sovetinsky, aree Golodaevsky e la parte orientale del distretto quartiere Ekaterinovskiy Taganrog; Mines Città, Glubokinsky, Leninsky, Kamensky, Ust-Belaya Kalitva, Vladimir, Sulina, aree Shahtinskii e parti del territorio e delle aree Sorokinsky Alekseevskogo Shakhty District (confini odierni)
  • 16 agosto - Savinkov attirato in Urss con un tranello è arrestato dalla GPU e rinchiuso alla Lubjanka
  • 28 agosto-5 settembre - Rivolta d'agosto georgiana contro i sovietici, fallita
  • 15-18 settembre - Pro-sovietica rivolta contadina a Tatarbunary in Romania
  • 12 ottobre - Fondata in Transnistria la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Moldava come parte autonoma della RSFS ucraina
l'Asia centrale oggi
  • 14-27 ottobre - Viene effettuata una riforma dei territori dell'Asia centrale dallo scioglimento e scissione della Repubblica Socialista Sovietica Autonoma del Turkestan: dal distretto di Tashkent della regione Syr Darya viene creata la Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka (capitale: Samarcanda), alla quale viene anche accorpato come '"Oblast' autonomo Kara-kirghiso" il risultato dell'unione della parte meridionale del Semirechensk (Vernyj, Biškek, Zharkent, Lepsinsk, Taldıqorğan) alla Regione di Fergana; la parte settentrionale del Semirechensk ("provincia Dzhetysuyskaya" creata il 22 ottobre 1922) viene assegnata alla RSSA Kirghisa; l'Oblast Karakalpako (creato il 20 luglio 1920 nella parte settentrionale della Transcaspia) è ceduto alla RSFS russa; il 30 ciò che rimane della RSSA Turkestan (l'"Oblast turkmeno", creato il 7 agosto 1921), diventa Repubblica Socialista Sovietica Turkmena; il 16 il Krai sud-orientale della RSFS russa è rinominato Krai del Caucaso settentrionale con l'incorporazione ad esso del distretto di Sunža e delle RSSA risultate dalla scissione del 7 luglio della RSSA delle Montagne (eccetto quella del Daghestan)
  • 30 ottobre - La Francia riconosce l'Urss e decide la restituzione delle navi della "flotta di Vrangel'" (ancorate a Biserta) al governo sovietico, che rifiuta a causa del pessimo stato di conservazione delle stesse, che saranno poi demolite
  • 24 novembre - Nasce la Repubblica Popolare Mongola
  • 1º dicembre - Fallita insurrezione comunista in Estonia istigata dal Comintern e da Trotsky

1925[modifica | modifica wikitesto]

  • 6 gennaio - Trotsky è costretto a dare le dimissioni; la sua visione della rivoluzione permanente viene accantonata e sostituita con il socialismo in un solo paese
  • 20 gennaio - Firmata la convenzione di base sovietico-giapponese (Trattato di Pechino) che segna il riconoscimento giapponese dell'Urss ed il ripristino delle relazioni tra i due paesi; è dichiarato decaduto il Trattato di Portsmouth del 1905; il 15 maggio Sachalin settentrionale viene restituita all'Urss
  • 31 gennaio - Il Principato d'Albania è abolito e diviene Repubblica albanese
  • 17 febbraio - L'Oblast Karakalpako è ceduto dalla RSFS russa alla RSSA Kirghisa come Oblast autonomo Karakalpako (nel 1932 diventerà Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Karakalpaka e nel 1936 la parte orientale sarà ceduta alla RSS Uzbeka e quella occidentale sciolta nella RSS Kazaka); la Repubblica socialista sovietica di Bukhara confluisce nella RSS Uzbeka e la Repubblica socialista sovietica di Corasmia viene suddivisa tra RSS Uzbeka, RSS Turkmena, e Oblast autonomo Karakalpako della RSSA Kirghisa; il 26 è creata la RSSA del Circondario dei Komi-Permiacchi della RSFS russa
  • 22 marzo - In un misterioso incidente aereo a Tbilisi muoiono alcuni personaggi; Trotsky accuserà Stalin della responsabilità
  • 7 aprile - Muore Tichon l'ultimo Patriarca di Mosca (nonostante la nomina del luogotenente Pietro di Kruticy come successore)
  • 10 aprile - Caricyn rinominata Stalingrado
  • 16 aprile - L'attentato di Sveta Nedelja ad opera dei comunisti bulgari annienta la classe dirigente golpista del paese e provoca una feroce repressione anti-comunista con migliaia di vittime
  • 19 aprile - La Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Kirghisa viene rinominata Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Kazaka; la Baschiria le viene scissa e incorporata alla RSFS russa come RSSA, e la capitale della RSSA kazaka diviene Perovsk (oggi chiamata Qyzylorda) al posto di Orenburg; nel 1936 diventerà Repubblica Socialista Sovietica Kazaka
  • 21 aprile - Fondata la Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Ciuvascia (già Oblast autonomo dal 24 giugno 1920) della RSFS russa
  • 13 maggio - La RSS Uzbeka aderisce all'Unione Sovietica, ed il suo Oblast' autonomo Kara-kirghiso viene rinominato Oblast' autonomo Kirghiso dal quale l'11 febbraio 1926 viene scissa la parte settentrionale che diventa Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Kirghisa e inserita come parte autonoma nella RSFS russa (diventerà Repubblica Socialista Sovietica Kirghisa nel 1936); la rimanente parte di esso le verrà scissa e ceduta alla RSFS russa nel 1929 e nel 1936 diventerà Repubblica Socialista Sovietica Tagika
  • 20 luglio – Italia e Jugoslavia firmano la Convenzione di Nettuno, che definisce i confini dalmati
  • 5-16 ottobre - Il Patto di Locarno mette fine al turbolento periodo di assestamento post-bellico, suggellando lo statu quo etno-territoriale ed ideologico raggiunto e che durerà fino al 1939 in quella che alcuni autori interpretano come una mera lunga e labile tregua di un'unica grande guerra mondiale 1914-1945

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]