Cronologia del periodo rivoluzionario durante la Grande Guerra

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Verso la conclusione e fin dopo la prima guerra mondiale notevoli sconvolgimenti travagliarono l'Europa orientale, tra cui la guerra civile russa, quella che Lenin definì "inizio dell'era della rivoluzione sociale".

1914[modifica | modifica wikitesto]

Stati nel mondo

1915[modifica | modifica wikitesto]

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1916[modifica | modifica wikitesto]

Stati nel mondo

  • 13 gennaio - Cettigne (Montenegro) e Scutari (Albania) occupate dagli austro-ungarici - il 23 febbraio Durazzo. L'esercito serbo insaccato nella costa albanese viene evacuato prima a Corfù e poi in Tunisia con un'imponente operazione navale anglo-franco-italiana, dopodiché il fronte albanese si assesta con il sud-ovest del paese tenuto dagli italiani
  • 22 marzo - Repubblica di Cina Termina la guerra di protezione nazionale, l'Impero di Cina diventa Repubblica di Cina (instaurata nel 1912 con la rivoluzione Xinhai dal governo provvisorio della Repubblica di Cina di Sun Yat-sen al posto della dinastia Qing) con il governo Beiyang
  • 24 marzo - In Germania la fazione di estrema sinistra anti-bellica Lega spartachista (fondata nel 1914 come "Gruppo Internazionale") esce dall'SPD
  • 24-30 aprile - A Kienthal si tiene la II conferenza internazionale socialista (o "conferenza di Kienthal" o "II conferenza di Zimmerwald" dopo quella del settembre 1915) dei partiti socialisti pacifisti europei; è accolta la tesi di Lenin: "trasformare la guerra imperialista in guerra di classe" ed è dichiarata ufficialmente sciolta la Seconda Internazionale
  • 1º maggio - Manifestazione contro la guerra a Berlino: Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht sono arrestati e il 28 giugno condannati a 4 anni di duro lavoro (rimarranno in prigione fino al 23 ottobre 1918)
  • 9 maggio - Accordo Sykes-Picot sulla sistemazione dell'Impero ottomano; benché tenuto segreto alla Russia, esso trapelò guastando i rapporti dato che essa intendeva affacciarsi al Mediterraneo tramite l'Armenia estendendola fino alla costa di sangiaccato di Alessandretta e Vilayet di Beirut (seppur in violazione del protocollo di Damasco)
  • 15 maggio-27 giugno - In seguito al relativo disimpegno nei Balcani ed in Galizia, può iniziare il primo tentativo di attacco dell'esercito austro-ungarico a quello italiano (finora affrontato e fermato dai soli loro doganieri e milizie locali) teso a determinarne la resa immediata ("strafexpedition"), fallito a seguito di un'inaspettata resistenza italiana
  • giugno - Inizia la rivolta araba sulla base della corrispondenza Husayn-McMahon (pur da poco smentita segretamente dall'Accordo Sykes-Picot)
  • giugno - Alla conferenza economica inter-alleata a Parigi viene stabilita la sistemazione della Germania post-bellica (embargo commerciale temporalmente indefinito, precursore di quello che successivamente sarà chiamato "piano Morgenthau") - i vertici conservatori della Russia, cui la Germania è storicamente il principale partner commerciale, si oppongono, venendo così il regime zarista da ora inviso ai suoi "alleati" dell'Intesa che (anche su istigazione della zarina Aleksandra Fëdorovna Romanova e sulla questione Sykes-Picot) incominciano a essere visti dallo Zar come suoi veri nemici, da cui incomincia un percorso di tentata riconciliazione russa verso la Germania, che secondo alcuni autori sconfina nel sabotaggio doloso dello sforzo bellico russo da parte dello zar e del suo entourage - il 20 luglio il ministro degli esteri filo-Intesa Sergej Dmitrievič Sazonov viene sostituito dal filo-tedesco Boris Vladimirovič Štjurmer (creatura di Rasputin, già primo ministro dal 2 febbraio al posto di Ivan Logginovič Goremykin)
  • 6 giugno - L'Intesa indice l'embargo alla Grecia
  • 6 giugno - Con la morte (probabilmente avvelenato) di Yuan Shikai incomincia il periodo dei signori della guerra, ai quali il nuovo presidente Li Yuanhong (che il 29 giugno ripristina la costituzione provvisoria della Repubblica di Cina) non riesce a opporsi
  • luglio - In Ungheria il conte Mihály Károlyi dalla scissione dell'ala sinistra del Partito dell'Indipendenza e del '48 crea il pacifista Partito Károlyi
  • 2 luglio - Lo Zar concede i diritti civili ai contadini
  • 3 luglio - Stipulato un accordo per un'alleanza difensiva tra Russia e Giappone (finalizzata a garantire i rispettivi interessi in Cina)
  • 4 luglio - Nel Turkestan russo in seguito al decreto sulla coscrizione del 25 giugno, incomincia la rivolta dei Basmachi in nome del Jadid
  • agosto - Nonostante il diniego di re Costantino, i reparti dell'esercito serbo evacuato dal Montenegro a gennaio vengono ora trasferiti dalla Tunisia a Salonicco aggregandoli alle unità franco-britanniche già presenti da ottobre 1915, e contestualmente viene fondata una multinazionale Armata alleata in Oriente (della quale farà parte anche un corpo di spedizione italiano in Macedonia e uno russo sotto il generale Michail Diterichs giunto da Vladivostok) - dal 17 essa entra in Macedonia a supporto dei reparti ancora resistenti di esercito serbo insaccati lungo il confine greco, riuscendo così il 28 a fermare l'attacco bulgaro nella battaglia di Florina, e passando, dal 12 settembre, all'offensiva, anche lungo il confine greco laddove raggiunto dagli imperi centrali a fine 1915
  • 3 agosto - Elezioni parlamentari in Finlandia del 1916, primo partito è il bolscevico Partito Socialdemocratico Finlandese con il 47,29% dei voti
  • 27 agosto - La Romania dichiara guerra all'Austria-Ungheria - il 1º settembre la Bulgaria dichiara guerra alla Romania
  • 15 settembre - Inaugurato il carro armato
  • autunno - Lenin, esule a Zurigo, esaurito il patrimonio di famiglia, inizia per la prima volta in vita sua a vivere in ristrettezze economiche, senza riuscire ad adattarvisi, fattore che secondo alcuni autori esacerba il suo livore ideologico
  • 4 ottobre - Fondata la città di Murmansk come porto invernale esente dal ghiaccio per ricevere aiuti dai paesi amici (dato che mar Baltico e mar Nero sono bloccati dal nemico) - il 16 novembre viene collegata alla rete ferroviaria russa
  • 9 ottobre - In Grecia con un colpo di stato a Salonicco per opera del generale Emmanouil Zymvrakakis Eleftherios Venizelos forma un governo provvisorio favorevole all'Intesa ("governo di difesa nazionale", retto da un triumvirato rappresentato da Venizelos, dal generale Panagiōtīs Dagklīs e dall'ammiraglio Pavlos Kountouriotis, che controlla Creta e la Grecia settentrionale) contrario a quello legittimo filo-tedesco di Nikolaos Kalogeropoulos che controlla la Grecia meridionale ("scisma nazionale") - il giorno seguente l'Intesa lancia un ultimatum al governo filo-tedesco di Costantino I di Grecia ad Atene per chiedergli di disarmare la flotta - il 16 truppe anglo-francesi sbarcano al Pireo
  • 18 ottobre - Con l'apertura del ponte sull'Amur presso Chabarovsk è terminata la costruzione della Ferrovia Transiberiana in territorio russo
  • 21 ottobre - Il pacifista Friedrich Adler spara al conte Karl von Stürgkh, presidente del Consiglio austro-ungarico - gli succede Ernest von Koerber - Adler verrà graziato in seguito a proteste popolari
  • 27 ottobre - Accordi franco-armeni anti-ottomani con il movimento di liberazione nazionale dell'Armenia
  • 30 ottobre - Alle elezioni cinesi vince Feng Guozhang contro Lu Rongting
  • 30 ottobre - Trockij viene espulso dalla Francia, e attraverso la Spagna si reca negli Stati Uniti
  • 1º novembre - Alla Duma di Stato russa Pavel Nikolaevič Miljukov (in questo momento principale figura del "blocco progressista" anti-zarista e antitedesco) del Partito Cadetto pronuncia il suo discorso di "stupidità o tradimento" (critiche generalizzate al governo e all'entourage imperiale) facendo precipitare la caduta del governo del filo-tedesco Štjurmer (creatura di Rasputin - primo ministro dal 2 febbraio e ministro degli esteri dal 20 luglio) il 23, sostituito da Aleksandr Trepov (e al ministero degli esteri da Nikolaj Nikolaevič Pokrovskij)
  • 5 novembre - Polonia La Polonia stipula una pace separata con gli imperi centrali: con la legge del 5 novembre nasce il Regno di Polonia del filo-tedesco "consiglio di reggenza" dell'arciprete Aleksander Kakowski; dal 9 dicembre stampa moneta propria (Marco polacco)
  • 16 novembre - L'ammiraglio Dartige du Fournet chiede al governo del nuovo primo ministro Spyridon Lambros (successore di Kalogeropoulos) un completo disarmo delle forze greche; Re Costantino incontra il Consiglio della corona il 19, che il 21 rifiuta - il 23 Fournet invia un ultimatum, mentre il governo ombra di Venizelos dichiara guerra alla Bulgaria e alla Germania
  • 19 novembre - In Macedonia l'Armata alleata in Oriente conquista la città di Monastir, e Ostrec il 21
  • 21 novembre - Una conferenza dei socialdemocratici lituani esuli a Pietrogrado (l'intera Lituania è dal 1915 occupata dai tedeschi) crea la sezione regionale lituana in esilio della fazione bolscevica del POSDR
  • 21 novembre - L'imperatore Francesco Giuseppe I d'Austria muore di polmonite a 86 anni presso il castello di Schönbrunn, Vienna, dopo un regno di 68 anni - gli succede il pronipote Carlo I, di tendenze liberali
  • 1º dicembre - Noemvriana: scontro armato presso Atene tra il governo monarchico della Grecia (filo-tedesco) e il governo ribelle di Venizelos sostenuto dalle forze dell'Intesa (che sono sbarcate ivi il 16 ottobre), che sono respinte: Atene è assediata. Il 19 l'Intesa riconosce il "governo di difesa nazionale" di Venizelos come legittimo governo della Grecia
  • 3 dicembre - Lloyd George diventa primo ministro del Regno Unito
  • 6 dicembre - Bucarest è occupata dagli Imperi centrali; dall'offensiva che ne segue solo la porzione di territorio romeno oltre il fiume Siret è ancora mantenuta grazie al supporto dell'esercito russo; capitale romena diventa temporaneamente Iași
  • 10-11 dicembre - L'Armata alleata in Oriente in Macedonia provenendo da est entra nel sud dell'Albania e si collega alle forze italiane già presenti nel sud-ovest (il cui fronte si è assestato dopo la caduta di Durazzo il 23 febbraio); la nuova zona di occupazione alleata viene proclamata dai francesi "Repubblica albanese di Coriza" (il 16 febbraio 1918 la Repubblica sarà abolita e tutto il potere assunto dalle forze di occupazione francesi)
  • 12 dicembre - Offerta di pace degli imperi centrali all'Intesa; mentre attendono la risposta, il 21 il presidente degli Stati Uniti (ancora neutrali) Woodrow Wilson (ri-eletto tale il 7 novembre ma non ancora assunto in carica al secondo mandato) prende un'iniziativa di intermediazione rivolta a entrambi gli schieramenti sulle condizioni richieste per terminare le reciproche ostilità - il 26 la Germania conferma la sua disponibilità, ma il 30 dall'Intesa giunge il rifiuto all'offerta tedesca
  • 30 dicembre - Omicidio dello starec Grigorij Efimovič Rasputin, eminenza grigia dello Zar; autori sono un gruppo di nobili sedicenti di estrema destra (in realtà collusi con la massoneria); l'esatta genesi dell'omicidio è avvolta nel mistero (riconosciuto è il fatto che esso mette fine ad un'ipotetica prospettiva di pace separata tra Russia e Imperi Centrali)

1917[modifica | modifica wikitesto]

Stati nel mondo

  • gennaio - In Russia si diffondono voci su un colpo di stato aristocratico teso a cancellare le "grandi riforme" e arrendersi e allearsi alla Germania
  • 5-7 gennaio - Conferenza inter-alleata a Roma per discutere la situazione in Grecia
  • 10 gennaio - Giunge la risposta dell'Intesa all'iniziativa di Wilson del 21 dicembre 1916: le loro pretese sono palesemente esorbitanti e irrealistiche - di conseguenza il 22 il presidente degli Stati Uniti Wilson non può che chiedere unilateralmente la pace senza vincitori come compromesso (di fatto in questo momento nel teatro europeo ancora nessuna delle due parti prevale militarmente sull'altra). Il 29 giungono comunque a Wilson le richieste tedesche (stabilite il 9 in una conferenza tenutasi a Pleß), più modeste ma inconciliabili con quelle annessionistiche dell'Intesa, per cui il 1º febbraio in seguito alla rottura dei colloqui la Germania (come da essa stabilito il 9 a Pleß in caso di fallimento dei colloqui) annuncia la ripresa della guerra sottomarina indiscriminata annullando il precedente "impegno del Sussex" del 4 maggio 1916, per cui il 3 febbraio gli USA interrompono le relazioni diplomatiche con la Germania
  • 16 gennaio - Invio del Telegramma Zimmermann mentre in Messico è in corso la spedizione contro Pancho Villa di John Pershing - il 24 febbraio viene noto a Wilson, e il 1º marzo consegnato alla stampa (Arthur Zimmermann ne conferma con sospetta celerità l'autenticità)
  • 22 gennaio - A Zurigo presso la locale casa del popolo Lenin tiene il suo ultimo comizio da esule, dalla cui vena pessimistica trasuda che egli non immagini ancora gli eventi che si succederanno ("noi vecchi non vedremo la rivoluzione") - lo stesso giorno iniziano i primi scioperi in Russia
  • 2-21 febbraio - Conferenza inter-alleata a Pietrogrado (la Missione interalleata in Russia vi è giunta tramite la nuova ferrovia da Murmansk); si indice una grande offensiva congiunta per fine aprile
  • 5 febbraio - Nel corso della fase della guerra delle fazioni della Rivoluzione messicana è emessa la nuova Costituzione del Messico, considerata la più avanzata finora prodotta al mondo
  • 18 febbraio - In relazione agli scioperi iniziati il 22, viene creata a Pietrogrado una regione militare speciale per prevenire i disordini
  • 3 marzo - Il nuovo imperatore Carlo I convoca il parlamento austriaco (dopo 3 anni di inattività)
  • 4 marzo - Woodrow Wilson (riconfermato il 7 novembre 1916) assume la carica di Presidente degli Stati Uniti per un secondo mandato - viene attivata l'"operazione Harriman" organizzata dal faccendiere W. Averell Harriman (il medesimo che poi organizzerà l'intervento americano anche nella seconda guerra mondiale) e finanziata da Jacob Henry Schiff della banca Kuhn Loeb & Co. per conto dell'anti-zarista Società degli amici della libertà russa di Ekaterina Breško-Breškovskaja e Nikolaj Čajkovskij ("la nonna e il nonno della rivoluzione russa") - il giornalista del New York Times George Kennan se ne fa portavoce in America
  • 8 marzo - Primi grandi scioperi negli stabilimenti industriali di Pietrogrado in occasione della giornata internazionale della donna
  • 10 marzo - I bolscevichi (in questo momento retti da Aleksandr Gavrilovič Šljapnikov, Vjačeslav Michajlovič Molotov, e Pëtr Antonovič Zaluckij) invitano i lavoratori e i soldati a combattere attivamente la monarchia
  • 11 marzo - Nicola II con un ukase dichiara sciolta la Duma (eletta l'ultima volta nel 1912) e revoca il mandato a Nikolaj Dmitrievič Golicyn (Presidente del Consiglio dal 9 gennaio dopo le dimissioni di Trepov) nominando nuovo primo ministro il principe Georgij Evgen'evič L'vov (del Partito Cadetto), col quale la Francia subito stipula un accordo segreto ("accordo di Doumergue") dettato dal timore di una resa russa: "la Russia potrà stabilire a suo piacimento il confine con la Germania"
  • 12 marzo - Russia Rivoluzione russa di febbraio: a Pietrogrado i soldati della guarnigione comandata da Sergej Chabalov si uniscono ai manifestanti e agli operai in sciopero, la resistenza tentata dal generale lealista Alexander Kutepov si rivela blanda e inutile; gli zaristi asserragliati nel palazzo dell'Ammiragliato sono arrestati, il capitano Laškevič è assassinato, la famigerata Ochrana è soppressa e il suo quartier generale saccheggiato e bruciato. Vengono creati due organismi collegiali che si rivendicano entrambi come unici detentori del potere, entrambi con sede nel Palazzo di Tauride, per cui si instaura un dualismo di potere tra i due organismi antagonisti le cui attività condotte in maniera parossistica causano una situazione di caos istituzionale - alcuni autori lo definiscono lo Stato di democrazia classica più completo fino ad allora mai esistito:
    • il Comitato provvisorio della Duma di Stato con presidente il cadetto Michail Vladimirovič Rodzjanko
    • su iniziativa del comitato centrale provvisorio del "gruppo operaio" del "comitato per l'industria bellica" (ispolkom, dominato dai menscevichi) e di alcuni deputati socialisti della Duma si forma il soviet ("assemblea", ovvero "consiglio", "parlamento") dei deputati degli operai di Pietrogrado, al quale il 13 aderiscono rappresentanti dell'esercito e diventa così anche dei soldati (mentre a Mosca i due Soviet restano distinti e dalla Duma municipale viene creato anche un "comitato delle organizzazioni sociali")
  • 14 marzo - A Kronštadt sono linciati il comandante della piazza ammiraglio Robert Nikolaevič Viren e Aleksandr Grigor'evič Butakov
  • 14 marzo - In base al "Decreto nº 1 sui comitati elettivi nell'esercito", il Soviet di Pietrogrado esercita il vero controllo sulle forze armate, gettando di fatto l'esercito nell'anarchia (Kerenskij lo definirà criticamente "l'esercito più libero del mondo")
  • 15 marzo - Lo Zar Nicola II (spinto in ciò da Miljukov e Rodzjanko) abdica, e il 20 viene arrestato: fine dello zarismo, viene creato il Governo provvisorio russo con L'vov che ne viene confermato a Primo Ministro, il quale il 19 dichiara che la guerra continua mentre il 27 il Soviet di Pietrogrado si pronuncia per la sua cessazione unilaterale
  • 21 marzo - Il ministro della giustizia Aleksandr Fëdorovič Kerenskij (trudovico) decreta l'amnistia dei prigionieri politici e abolisce la pena di morte
  • 22 marzo - Gli Stati Uniti riconoscono il governo provvisorio russo; il 24 il riconoscimento arriva anche da Francia, Gran Bretagna e Italia - questi riconoscimenti precipitosi inducono alcuni autori a ipotizzare che la rivoluzione di febbraio sia stata organizzata dai paesi dell'Intesa e dai loro sostenitori interni allo scopo sia di impedire una resa temuta come imminente o addirittura un capovolgimento di fronte della Russia (con una certa ironia, avendo gli anti-zaristi fatto intendere al popolo l'esatto opposto ossia il desiderio di porre termine alla guerra, mentre di fatto le loro azioni implicano invece la sua apposita continuazione), sia rendere possibile l'ingresso in guerra degli USA, che finora era stato impedito dalla "questione morale" dell'alleanza con un paese governato autocraticamente quale la Russia zarista, che avrebbe reso incoerente agli occhi dell'opinione pubblica americana entrare in guerra ufficialmente contro l'autocrazia del Kaiser in nome della democrazia come ora è possibile fare - il 6 aprile gli USA dichiarano guerra alla Germania
  • 22 marzo - A Tbilisi istituito il Comitato speciale per la Transcaucasia, e il 26 aprile quello per il Daghestan (sostituiscono il viceré zarista) - il 17 marzo a Baku eletto un Soviet dei deputati degli operai
  • 23 marzo - Accordo tra il Soviet di Pietrogrado e l'associazione degli industriali per le 8 ore lavorative - il 31 il Soviet invita vanamente il Governo provvisorio a ratificarlo ed estenderlo a tutto il paese (assieme ad altri innovativi punti programmatici presentati)
  • 25 marzo - Giuseppe Stalin, Lev Borisovič Kamenev, e Matvej Konstantinovič Muranov arrivano a Pietrogrado e il 28 prendono le redini della fazione bolscevica del Partito Operaio Socialdemocratico Russo e della Pravda (che ha riaperto i battenti il 5 marzo e alla quale impongono una linea più prudente rispetto a quella megalomane che Lenin detta dalla Svizzera e che sarà poi pubblicata nel compendio "Lettere da lontano")
  • 31 marzo - L'Austria-Ungheria tramite Sisto di Borbone-Parma (in un'iniziativa avviata a fine gennaio a Neuchâtel col tramite della Santa Sede) propone alla Francia una pace separata
  • marzo-aprile - Il Governo provvisorio russo identificando nei movimenti di estrema destra dei "centoneri" e Unione del popolo russo i suoi maggiori nemici ne attua la repressione e ne determina la scomparsa - molti loro membri, e i nostalgici zaristi in genere, confluiscono nelle fila dei bolscevichi per via della comune avversione al Governo provvisorio e come unici altri fautori (seppur con motivi apparentemente differenti) della pace immediata con gli Imperi Centrali
La dissoluzione dell'Impero russo
  • marzo-aprile - Tutto l'ex Impero zarista è in preda a una frenetica spinta centrifuga per cui (col benestare del Governo provvisorio russo) le varie nazionalità fondano ognuna organismi amministrativi locali autonomistici (circa un'ottantina), ai quali rispondono con analoghi organismi autonomistici da questi (e quindi unionisti alla Russia ma nemici del Governo provvisorio) i russi (soprattutto i cosacchi); tra questi:
    I territori occidentali rivendicati dalla Central'na Rada
  • 6 aprile - L'entrata in guerra degli USA causa fermenti pacifisti in Germania, inducendo il Kaiser ad annunciare una riforma elettorale in senso democratico suggerita dal Cancelliere Theobald von Bethmann-Hollweg ("Messaggio di pasqua") - gli ambienti militari sono sdegnati, e nel corso del mese si verifica un'ondata di ammutinamenti e scioperi, in particolare tra il 16 e il 24 sciopero di massa a Berlino e in altre città tedesche; in seguito alla repressione di una rivolta di marinai (9-11 aprile) la scissione dell'ala sinistra dell'SPD fa nascere l'USPD (contrario alla guerra e a favore degli scioperi).
  • 16 aprile - Partito dalla Svizzera l'8 grazie all'intermediazione di Parvus (presidente dell'"Istituto della pace" sito a Copenhagen per conto dei servizi segreti tedeschi), Lenin torna in Russia assieme a Grigorij Evseevič Zinov'ev (Radek deve invece fermarsi a Stoccolma in quanto cittadino tedesco) e inorridito dal recente riavvicinamento dei bolscevichi locali (nel breve lasso di tempo in questione il partito è stato retto da Stalin, Kamenev, e Muranov) ai menscevichi e dalla loro acquiescenza alla piega economicistica presa dalla rivoluzione di febbraio, pubblica le Tesi di aprile ("tutto il potere ai Soviet", ossia abolizione della Duma e del Consiglio di Stato e trasferimento del potere ai rappresentanti del proletariato) con le quali prende le distanze dal menscevismo e dal riformismo in generale - Georgij Valentinovič Plechanov (il "padre" del marxismo russo) le definisce "deliranti"
  • 16-18 aprile - Alla II Conferenza del PSR il partito è profondamente diviso sulla "questione bellica"
  • 19 aprile - Accordi di San Giovanni di Moriana sull'assegnazione di distretti in Anatolia all'Italia
  • 23 aprile - In seguito allo stallo indotto dagli eventi russi e dall'ingresso americano in guerra, in una conferenza a Kreuznach la Germania decide di annullare i punti presentati a Wilson il 29 gennaio optando quindi per l'annessione completa di Lituania e altri territori baltici occupati ("programma segreto di Kreuznach")
  • 25 aprile - In Ungheria il Partito Károlyi, Partito socialdemocratico ungherese, Partito radicale civile, Partito democratico e Partito socialista cristiano, si uniscono nel "blocco democratico per il suffragio"
  • 3 maggio - Istituito dal Governo provvisorio il Comitato agrario nazionale, avente lo scopo di preparare una riforma agraria
  • 3 maggio - Lo scandalo della "Nota Miljukov" (segreta garanzia fatta il 30 aprile agli alleati dell'Intesa di continuare la guerra al loro fianco) fa perdere fiducia ai russi sul Governo provvisorio che inizialmente aveva promesso la fine della guerra; il 12 ministro della Guerra rassegna le dimissioni; in seguito alla caduta del governo, il 18 viene indetto un rimpasto nel Governo provvisorio, nel quale i delegati del Soviet vi entrano con alcuni ministri, tra i quali quello dell'agricoltura (cruciale in questo frangente) viene affidato a Viktor Michajlovič Černov (del Partito Socialista Rivoluzionario, che il 16 ha accettato di entrare nel governo)
  • 7-12 maggio - Si tiene a Pietrogrado la VII Conferenza del Partito Operaio Socialdemocratico Russo, la prima a non tenersi in condizione di clandestinità (la conferenza precedente si era tenuta nel 1912 a Praga) e senza la partecipazione della fazione menscevica, ufficializzando perciò la scissione tra le due fazioni, anche nel nome con l'apposizione (seppur non ufficiale ma come prassi) della postilla "(bolscevico)" come suffisso al proprio. Si approva la linea di Lenin espressa nelle "tesi di aprile", pur tra accuse di blanquismo (la dottrina marxista ufficialmente prevede il pluralismo politico e aborrisce i colpi di mano, come da Programma di Erfurt al quale i marxisti russi si ispirano) lanciate da Viktor Pavlovič Nogin e Alexei Rykov. Viene eletto un Comitato Centrale composto da Lenin, Zinov'ev, Kamenev, Sverdlov, Miljutin, Nogin, Ivar Smilga, Stalin e Grigorij Fëdorovič Fëdorov
  • 16 maggio - Incomincia un'ondata di ammutinamenti in Francia
  • 17 maggio - Lev Trockij arriva in Russia assieme ad altri ex esiliati politici grazie all'"operazione Harriman" - il 22 arriva Julij Martov, che proibisce ai menscevichi di aderire al Governo provvisorio (nel quale sono entrati dal 18 con un ministro, Irak'li Ts'ereteli alle poste)
  • 17-18 maggio - A Kreuznach vertice tra Germania e Austria-Ungheria: quest'ultima si adegua alla modifica dei piani decisa il 23 aprile dal governo della Germania e rinuncia a ulteriori trattative separate ("corso tedesco" di Carlo I)
  • 17 maggio-10 giugno - Si svolge il I Congresso panrusso dei Soviet dei deputati dei contadini, nel quale il PSR vi si rivela egemone. Il 20 maggio vi avviene il primo incontro tra il bolscevico Lenin e il menscevico (ma da poco inter-frazionista) Trockij dopo il loro ritorno in Russia
  • 20-25 maggio - Si svolge la Conferenza dei menscevichi
  • 23 maggio - Red flag.svg Fëdor Fëdorovič Raskol'nikov e Semën Grigor'evič Rošal' creano un'effimera Repubblica Sovietica di Kronštadt, durata pochi giorni
  • 30 maggio - Il presidente del Club jugoslavo Anton Korošec interviene nel Reichsrat austriaco con la Dichiarazione di maggio chiedendo l'unificazione delle terre croata, serba e slovena dell'Austria-Ungheria in un unico stato democratico
  • 3 giugno - In contrasto con i dettami dei loro alleati, gli italiani stabiliscono il Protettorato italiano dell'Albania nella parte meridionale del paese da loro occupata; una settimana più tardi, una colonna italiana attraversa la frontiera tra Albania e Grecia e occupa senza trovare alcuna opposizione la città greca di Giannina - le polemiche determinano la caduta del governo
  • 3-24 giugno - I Congresso panrusso dei Soviet a Pietrogrado organizzato dalla Conferenza nazionale dei Soviet, come amministratore centrale del potere legislativo per conto dei Soviet di tutta la Russia; i socialisti rivoluzionari e i menscevichi prevalgono sui bolscevichi; viene creato il Comitato Esecutivo Centrale panrusso dei Soviet (Vcik) incaricato delle veci tra due Congressi; primo presidente del Vcik è eletto il menscevico Nikolaj Semënovič Čcheidze (già presidente del Soviet di Pietrogrado) - una manifestazione indetta da Lenin per il 23 giugno è proibita dal Soviet e sconsigliata dal CC del POSDR: Lenin minaccia le dimissioni e definisce i soviet "foglia di fico della controrivoluzione" puntualizzando che essi contraddicono Marx stesso il quale parlava in loro riferimento di "cretinismo parlamentare" - Molotov esprime a Stalin perplessità sulla salute mentale di Lenin
  • 4 giugno - Aleksej Alekseevič Brusilov è nominato comandante supremo dell'esercito russo al posto di Michail Vasil'evič Alekseev (che lo era dal 1915)
  • 6 giugno - Francia e Gran Bretagna approvano la proposta di Wilson di costituzione di una "Società delle Nazioni" - dopo aspri dibattiti interni la Francia ridimensiona le sue pretese con la "risoluzione Dumont"
  • 7 giugno - III Congresso del PSR (il II si svolse nel lontano 1907), fino al 17
  • 26 giugno - L'Austria-Ungheria avanza un'offerta di pace al nemico
  • 27 giugno - Il governo Venizelos diventa il governo ufficiale della Grecia in sostituzione di quello di Alexandros Zaimīs (che il 5 febbraio ha sostituito Lambros) caduto il 24 - Re Costantino I abdica a favore del figlio Alessandro di Grecia: il 30 la Grecia dichiara guerra agli Imperi Centrali
  • 1º-19 luglio - Il Governo provvisorio russo tenta una disperata offensiva militare contro i tedeschi (Offensiva Kerenskij), che fallisce; nella Battaglia di Zborov combatte anche la Legione Ceca
  • 5 luglio - In seguito agli avvenimenti russi avviene l'ammutinamento del Corpo di spedizione russo in Francia (in Francia dal 26 aprile 1916), che chiede un immediato ritorno in Russia; tra il 16 e il 18 settembre i francesi reprimono l'insurrezione e internano il Corpo - idem il Corpo di spedizione russo in Grecia di Diterikhs
  • 6 luglio - Il deputato tedesco Matthias Erzberger chiede la fine delle ostilità "senza vinti nè vincitori"
  • 7-11 luglio - Si svolge la I conferenza panrussa dei sindacati
  • 12 luglio - Fallisce il tentativo del filo-tedesco Zhang Xun di Restaurazione Manciù in Cina incominciato il 1º (con Pu Yi rimesso brevemente al trono) e teso a impedire l'ingresso in guerra con l'Intesa (chiesto da Wilson in funzione anti-giapponese) - il 17 Li Yuanhong viene sostituito da Feng Guozhang (capo della filo-Intesa Cricca di Zhili) a presidente della Cina
  • 13 luglio - Entrato in contrasto con Ludendorff, il Cancelliere Bethmann-Hollweg si dimette e viene sostituito da Georg Michaelis (il quale verrà sostituito il 31 ottobre da Georg von Hertling)
I territori ucraini riconosciuti dalla Repubblica Russa (in verde chiaro non tratteggiato)
  • 15 luglio - Dopo la "1° universale" ucraina del 23 giugno, ora con la "2° universale" il Governo provvisorio russo annuncia la disponibilità al riconoscimento dell'indipendenza dei territori abitati da ucraini, ma entro confini molto ristretti (solo Ucraina centro-occidentale) scatenando una rivolta indipendentista a Kiev (rivolta Polubotkivci)
  • 15 luglio - I 4 ministri cadetti si ritirano dal Governo provvisorio giudicandolo troppo arrendevole verso gli oppositori di sinistra e i pacifisti e sulla questione ucraina per contrarietà alla concessione dell'indipendenza (anche per il timore che essa si schieri coi tedeschi)
  • 16-20 luglio - "Giornate di luglio": in seguito al fallimento dell'offensiva di Brusilov, a Pietrogrado si svolgono dimostrazioni contro la guerra: i bolscevichi tentano di strumentalizzare la protesta popolare ai loro fini; represse dal Governo provvisorio russo, i capi bolscevichi (che erano stati liberati dalla katorga zarista il 26 marzo o tornati dall'estero) sono arrestati e imprigionati nel carcere Kresty con l'accusa di essere agenti filo-tedeschi; Lenin (accusato di ricevere soldi tedeschi per tramite di Jakov Ganeckij-Fürstenberg e Karl Moor) fugge in Finlandia, dove scrive Stato e rivoluzione nel quale Lenin definisce nuovamente i soviet "foglia di fico della controrivoluzione" e abbandona la linea espressa nelle "tesi di aprile" ("tutto il potere ai Soviet" tramite lavorio progressivo) per sostituirla ripiegando sui suoi principi originari espressi nel "Che fare?" del 1902 con l'assegnazione implicita del potere tramite colpo di mano da attuarsi dal solo suo partito e ai suoi organismi interni plasmati tramite cooptazione ("totalitarismo", il cui metodo sarà in seguito imitato dall'ex socialista Benito Mussolini per prendere il potere in Italia) - in questa occasione Pëtr Berngardovič Struve cerca di mettere in guardia il mondo dalla piega che sta prendendo la situazione russa.
    Impressionato dalla repressione governativa, il menscevico Lev Trockij aderisce al bolscevismo, portandosi dietro una schiera di intellettuali, tra i quali il capo dei menscevichi internazionalisti (Mežrajoncy, ai quali Trockij ha aderito in maggio) Jurij Larin, nonché Adol'f Abramovič Ioffe, Moisej Solomonovič Urickij, Anatolij Vasil'evič Lunačarskij, David Borisovič Rjazanov, V. Volodarskij, Lev Karachan, Dmitrij Manuil'skij, Vladimir Aleksandrovič Antonov-Ovseenko, e Sergej Osipovič Cederbaum (detto "Ežov"), rappresentando essi un ancora di salvezza per un partito scompaginato che altrimenti sarebbe stato sull'orlo della scomparsa.
    Il 20 Stalin annuncia a nome dei bolscevichi la "fine del periodo pacifico della rivoluzione di febbraio"
  • 19 luglio - Il parlamento tedesco si associa alla richiesta di pace del deputato Erzberger del 6 chiedendo al governo la fine delle ostilità ed emettendo unilateralmente una "dichiarazione di pace", per cui le forze imperialistiche interne con l'appoggio del Cancelliere Michaelis incominciano a ostracizzare il Parlamento: incomincia la dittatura di Ludendorff - a suo sostegno il 2 settembre Alfred von Tirpitz crea il Partito Tedesco della Patria. Il 21 seguendo l'esempio tedesco, il Reichsrat conferisce poteri straordinari al governo austro-ungarico.
    Tuttavia a partire da ora, a seguito della sopravvenuta impopolarità della guerra (dovuta alla disillusione indotta dallo stallo oramai percepito come immutabile), una "stretta" alla democrazia viene attuata in tutti i paesi belligeranti di entrambi gli schieramenti
  • 20 luglio - L'vov si dimette da primo ministro del Governo provvisorio russo; il 21 gli succede il ministro della guerra Kerenskij, che il 25 presenta la lista dei ministri; egli subito sostituisce Brusilov con Lavr Georgievič Kornilov (colui che eseguì materialmente l'arresto dello Zar) a capo dell'esercito in seguito al fallimento dell'offensiva dell'1-19 luglio
  • 20 luglio - Con la dichiarazione di Corfù il filo-tedesco "Comitato jugoslavo" (rappresentativo delle etnie slave dell'Austria-Ungheria) di Ante Trumbić si accorda con la Serbia tramite il suo primo ministro Nikola Pašić (filo-Intesa e finora fautore della Grande Serbia) per la realizzazione di uno stato indipendente unitario degli slavi del sud (nelle intenzioni comprendente anche Bulgaria e Albania) sotto Alessandro Karađorđević; l'11 agosto vi aderisce anche il club del Montenegro
  • 22 luglio - Il Siam dichiara guerra agli Imperi Centrali e invia in Europa un Corpo volontario siamese
  • 22 luglio - In seguito alla "crisi del giuramento" e visto il mutare della situazione in Russia (il cui nuovo governo ha confermato la promessa di indipendenza della Polonia), i soldati del Polnische Wehrmacht ("Polska sila Zbrojna") di Hans von Beseler, esercito polacco filo-tedesco creato il 10 aprile dall'unificazione delle 3 precedenti brigate esistenti dal 1915, al seguito di Józef Piłsudski (1ª e 3ª brigata) che il 2 hanno rifiutato di obbedire ai tedeschi vengono internati; la leale 2ª brigata di Józef Haller invece va a costituire il Corpo ausiliario polacco dell'esercito tedesco
  • 28 luglio-7 settembre - I Congresso dei lavoratori ferroviari, viene creato il loro sindacato (Vikžel') con A. L. Malickij presidente
  • 30 luglio - La Rada del Kuban' proclama l'autonomia dalla Russia e dall'Ucraina
  • agosto - Riprendono segreti colloqui di pace separata tra Austria-Ungheria e Francia tramite la Svizzera (colloqui Armand-Revertera: la Francia promette all'Austria-Ungheria la Polonia ex russa, la Slesia, e la Baviera)
  • 1º agosto - Appello di papa Benedetto XV contro l'"inutile strage" - le modalità e la tempistica palesano il suo (già sospettato) orientamento favorevole agli Imperi Centrali, provocando sconcerto tra i cattolici italiani e francesi (e un vero e proprio scisma nella Chiesa cattolica boema dalla quale si scorpora la Chiesa hussita cecoslovacca), tanto che sarà l'ultima volta che si intromette nella Grande Guerra - dal canto suo, Wilson gli risponde che il presupposto per la pace è l'instaurazione della Repubblica in Germania
  • 3 agosto - Trockij è arrestato per gli eventi di luglio
  • 3 agosto - In seguito alla battaglia di Merești (incominciata il 22 luglio, presso Vulturești) la Bucovina è occupata dall'Imperial regio Esercito dell'Austria-Ungheria; il tentativo di ulteriore avanzata austro-ungarica è fermato dai russo-romeni (battaglia di Mărășești, 6 agosto-8 settembre)
  • 3-8 agosto - A Orenburg si tiene il I congresso dei cosacchi kirghisi di Volga e Urali durante il quale viene fondato il partito Alash
  • 6 agosto - Lo Zar spostato da Pietrogrado a Tobol'sk
  • 8-16 agosto - Si tiene a Mosca il VI Congresso del Partito Operaio Socialdemocratico Russo (bolscevico) (il precedente congresso si era svolto nel lontano 1907 a Londra), il primo senza la partecipazione della fazione menscevica. E' tenuto da Stalin (essendo Lenin latitante), che crea la Segreteria del Comitato centrale (incaricato della direzione del lavoro amministrativo del Comitato centrale, coordinata da Elena Stasova, resasi necessaria dall'ingrandimento del partito passato da 24.000 iscritti di febbraio a 210.000) ed elegge un nuovo Comitato Centrale allargato e una sua Composizione ristretta provvisoria con membri Stalin, Andrej Bubnov, Feliks Dzeržinskij, Ioffe, Vladimir Miljutin, Matvej Muranov, Jakov Sverdlov, Grigorij Sokol'nikov, Elena Stasova, Moisej Solomonovič Urickij, Stepan Šaumjan. Viene ammessa nel partito l'organizzazione di Trockij, il quale viene eletto al Comitato Centrale (ma ora si trova in carcere)
  • 9-11 agosto - Viene fondato il Consiglio degli attivisti civici (sovet obščestvennyh dejatelej) da Nikolaj Ivanovič Astrov, organizzazione della fazione dei cadetti che si oppone al governo di Kerenskij (composta praticamente dal nucleo degli organizzatori della rivoluzione di febbraio: Miljukov, Rodzjanko, Vasilij Maklakov, N. N. Ščepkin, Pëtr Berngardovič Struve, Nikolaj Aleksandrovič Berdjaev, Evgenij Nikolaevič Trubeckoj, Vasilij Vital'evič Šulgin, Sergej Nikolaevič Tret'jakov, P. P. Rjabusinskij, e i generali Alekseev, Brusilov, Judenič, Kaledin)
  • 10 agosto - Incomincia la missione militare britannica in Turkestan, il generale Wilfred Malleson arriva a Mashhad (Persia) con lo scopo di contrastare la possibile invasione turco-tedesca dell'Asia centrale nel contesto dell'indebolimento della Russia e della rivolta dei basmachi in corso
  • 12 agosto - A Riga su iniziativa del Comitato centrale del Partito Operaio Socialdemocratico di Lettonia (fondato nel 1904, equivalente lettone del POSDR) viene creato il Comitato Esecutivo Centrale del Soviet dei lavoratori, dei soldati, e dei contadini senza terra della Lettonia (Iskolat, omologo lettone del russo Vcik), antagonista al "Consiglio provvisorio del territorio di Livonia"; seguendo il medesimo iter dei Soviet russi verrà successivamente egemonizzato dai bolscevichi del POSDL con lo scopo di eseguire la Rivoluzione nel territorio lettone non occupato dalla Germania
  • 14 agosto - La Cina (governo Beiyang di Feng Guozhang) dichiara guerra a Germania e Austria-Ungheria - il 1º settembre Sun Yat-sen (capo del partito nazionalista Kuomintang) fonda a Canton la Giunta di Protezione Costituzionale, e il 10 il Movimento di protezione della costituzione ("Terza Rivoluzione") in difesa della Costituzione provvisoria della Repubblica di Cina (ripristinata il 29 giugno 1916 da Li Yuanhong)
  • 15 agosto - In seguito agli avvenimenti russi, è rifondato a Losanna il "Comitato nazionale polacco" di Roman Dmowski e Ignacy Paderewski (già esistente dal 1914 ma non riconosciuto dalle potenze dell'Intesa in quanto alleate della Russia dalla quale i polacchi chiedono l'indipendenza) come espressione politica dell'antitedesco esercito volontario polacco ("Esercito blu") creato in Francia il 4 giugno; il 21 allo scopo di ingraziarsi l'etnia polacca (cui dalla Russia è stata confermata la promessa di indipendenza) il Governo provvisorio russo nell'Oblast Occidentale permette la formazione del I Corpo d'Armata polacco di Józef Dowbor-Musnicki che viene a rappresentare l'embrione di un esercito polacco in previsione della formazione di una Polonia indipendente filo-russa, sottoposto per ora al "Comitato esecutivo principale delle forze armate polacche" dell'esercito russo
  • 19 agosto - Il Soviet panrusso dei deputati dei contadini presenta il "mandato contadino modello", bozza di proposta di riforma agraria, basato sul programma politico del PSR
  • 22-28 agosto - I moti di Torino ringalluzziscono Lenin (ancora latitante in Finlandia assieme a Zinov'ev)
  • 25-28 agosto - Si tiene la Conferenza di Stato di Mosca, convocata dal Governo provvisorio per informare i cittadini russi sulla situazione politica nel paese - subito egemonizzata dalle forze reazionarie e dai liberali del "Consiglio degli attivisti civici" e intesa da esse come propedeutica a una cospirazione per il rovesciamento di Kerenskij (visti i temi affrontati e il tipo di dibattiti intercorsi); in opposizione alla piega presa dalla conferenza viene contemporaneamente deciso dalle forze progressiste un grande sciopero generale che aggrava la situazione; in risposta il 28 un decreto di Kerenskij proibisce ai soviet degli operai di riunirsi durante le ore di lavoro, suscitando ulteriori vive polemiche - vengono creati i ministeri del lavoro e dell'approvvigionamento
  • 28 agosto - In seguito alla caduta dello Zar (che era anche capo della Chiesa), viene restaurato il patriarcato (motivo per cui la Chiesa ortodossa guarda favorevolmente la Rivoluzione avendogli essa restituito il potere prima usurpato dallo Zar) e al Cremlino si apre il Concilio della Chiesa ortodossa (il precedente si era svolto nel 1666) per stabilirne il successore - a ottobre viene eletto Patriarca Tichon (intronizzato il 4 dicembre)
  • 28 agosto - A Londra si tiene la "II conferenza dei partiti socialisti dei paesi dell'Intesa", nella quale i socialisti (russi compresi) adottano risoluzioni a sostegno dell'iniziativa bellica dei rispettivi governi, provocando lo sdegno bolscevico - la sua indizione è interpretata come fittizia e provocazione tesa a contrapporsi a quella autentica indetta da maggio dal Soviet di Pietrogrado e ora prevista per il 5 settembre a Stoccolma
  • fine agosto - I bolscevichi ottengono la maggioranza nei soviet di alcune grandi città; in ordine temporale:
Il fronte orientale prima del 3 settembre 1917
  • 3 settembre - Riga è occupata dall'esercito tedesco grazie alla defezione delle unità comandate da Kornilov che nel pieno della battaglia di Jugla abbandonano il campo per dirigersi verso Pietrogrado allo scopo (mai ufficialmente chiarito, la versione ufficiale parla di un "malinteso" tra Kornilov e Kerenskij) di rovesciare il Governo provvisorio e/o il Soviet: il 9 le unità di Kornilov ("Divisione selvaggia") partite da Riga giungono alle porte di Pietrogrado nel tentativo di colpo di Stato anti-sovietico, ma sono bloccate dalla reazione sia del Soviet sia del governo di Kerenskij che ricevono dalle neonate Guardie Rosse bolsceviche il supporto decisivo per stroncare il piano reazionario; Kornilov è costretto ad arrendersi il 14 settembre e i congiurati sono arrestati da unità comandate da Aleksev (che ritorna brevemente al comando dell'esercito per poi cederne il comando a Vladislav Klembovskij); Boris Savinkov incaricato a Pietrogrado di accogliere i golpisti viene esautorato ed espulso dal PSR. Il 13 il Governo provvisorio russo proclama la Repubblica Russa (usurpando indebitamente tale funzione alla prevista Assemblea Costituente) con Kerenskij presidente, che assume per sé stesso la carica di comandante supremo dell'esercito; presto si diffonde la voce secondo la quale si sarebbe trattato di un'operazione false flag orchestrata dallo stesso Kerenskij e da lui mirata contro il Soviet, sospetto che gli fa ottenere il risultato opposto da quello da lui preventivato: questo incosciente atto lo delegittima agli occhi del popolo e determina l'inizio di un'adesione in massa dei soldati al bolscevismo. In seguito alla perdita di Riga l'Iskolat è costretto a evacuare prima a Cēsis e poi a Valmiera e alla fine di settembre si trasferisce a Valka; il fronte terrestre nell'area baltica da ora fino al 18 febbraio 1918 resterà stabilizzato lungo la linea Riga-Daugavpils-Baranavičy. Lenin ripristina la linea espressa nelle "tesi di aprile" ("tutto il potere ai Soviet" tramite un Assemblea Costituente) recalcitrando da quella ideata sull'onda emotiva il 23 luglio di assegnazione del potere al solo suo partito, ma non rinuncia alla nuova strategia della presa del potere tramite colpo di mano (per la quale sarà accusato di giacobinismo dai suoi stessi compagni Kamenev, Zinov'ev, e Rykov)
  • 5-12 settembre - A Stoccolma si tiene la III Conferenza Internazionale Socialista ("Conferenza di Stoccolma" o "III conferenza di Zimmerwald"; formalmente ultimo congresso della Seconda Internazionale pur dichiarata sciolta ufficialmente nel 1916 alla Conferenza di Kienthal) dei partiti pacifisti europei, cui partecipano i bolscevichi russi (con Karl Radek, da aprile rimasto appositamente in attesa a Stoccolma essendovi giunto dalla Svizzera col medesimo treno di Lenin) - organizzata a maggio su iniziativa del Soviet di Pietrogrado anche come tentativo di ripristinare la Seconda Internazionale, poi annullata in agosto per le profonde divisioni che lacerano i partiti socialisti, si tiene ora; tutti gli eventi dell'estate 1917 sono stati influenzati nei vari paesi dal timore che questa conferenza spaccasse il loro fronte interno (Union sacrée in Francia, Burgfrieden in Germania), in particolare la francese "risoluzione Dumont" del 6 giugno (tesa a evitare che la SFIO passasse al campo pacifista "zimmerwaldiano"), e per mesi i governi di entrambi gli schieramenti hanno tentato di ostacolarne lo svolgimento anche proibendo ai loro socialisti il visto per l'espatrio - i delegati menscevichi russi difendono il governo Kerenskij, con discussioni molto accese, e contro-accuse reciproche di tradimento del socialismo
  • 13 settembre - I bolscevichi ottengono la maggioranza (col 33% dei voti) nel soviet di Pietrogrado e l'8 ottobre il neo-bolscevico Trockij è eletto suo presidente al posto del menscevico Čcheidze; nei giorni seguenti essi ottengono la maggioranza anche nei soviet delle altre principali grandi città - il 1º ottobre Nogin è eletto presidente del Soviet di Mosca (nel quale il POSDR ha ottenuto il 52% dei voti) - il 16 dalla Finlandia Lenin lancia un ultimatum a menscevichi e social-rivoluzionari per un governo di coalizione (caldeggiato in primis dal suo compagno di latitanza Kamenev), inascoltato
  • 17 settembre - Kerenskij rilascia i capi bolscevichi arrestati il 19 luglio e Trockij arrestato il 3 agosto, ma non revoca il mandato di cattura su Lenin (la cui collaborazione con gli emissari del Kaiser a Stoccolma è talmente plateale che Kerenskij non può obiettivamente permettersi di sorvolarci sopra)
  • 18-22 settembre - Conferenza lituana a Vilnius in cui Antanas Smetona e i membri votano per la creazione del Lietuvos Taryba ("Consiglio della Lituania")
  • 21 settembre - La Flotta del Baltico dichiara di riconoscere solo il Soviet di Pietrogrado come unica autorità legale - il 24 idem la Flotta del mar Nero
  • 21-28 settembre - Si tiene a Kiev il Congresso dei popoli oppressi della Russia
  • 25 settembre - In un incontro a Boulogne Lloyd George e Paul Painlevé scartano il recente "piano Briand-von der Lancken" col quale la Germania offre l'Alsazia-Lorena alla Francia in cambio di mano libera in Russia approvato l'11 dal "Consiglio della Corona" tenutosi a Bellevue nonostante l'opposizione di Ludendorff sul Belgio (per cui egli avrebbe voluto proporlo alla sola Francia) - in seguito al fallimento del piano, si interrompe ogni colloquio di pace tra Imperi Centrali e Intesa
  • 27 settembre - Lenin dal suo nascondiglio in Finlandia invia una lettera in Russia con scritto "I bolscevichi devono prendere il potere"
  • 27 settembre-5 ottobre - Si tiene a Pietrogrado la Conferenza democratica panrussa dei deputati dei Soviet organizzata dal Vcik su iniziativa dei menscevichi, durante la quale il 3 ottobre Kerenskij abolisce la Duma e la sostituisce con il Consiglio provvisorio della Repubblica russa con Nikolaj Dmitrievič Avksent'ev (già Ministro degli affari interni) presidente, "pre-parlamento" in previsione dell'Assemblea Costituente ora indetta per dicembre. Inizialmente la Conferenza vota per un governo provvisorio senza il partito Cadetto, ma di fronte all'insistenza di Kerenskij anch'esso viene inserito nel governo, provocando la contrarietà dei bolscevichi e di alcuni dissidenti negli altri partiti (anche del suo governo), che l'abbandonano rifiutando di parteciparvi, per cui di conseguenza l'8 Kerenskij deve attuare un rimpasto nel suo governo. Questo atto rappresenta la pietra tombale sul consenso popolare a menscevichi e socialisti rivoluzionari, che, divisi al loro interno sui rapporti da tenere verso il partito Cadetto, perdono da ora agli occhi del proletariato ogni credibilità. Dal canto loro, i bolscevichi prendono l'iniziativa di far indire per il 2 novembre il Congresso panrusso dei Soviet che secondo Statuto avrebbe dovuto tenersi a settembre ma contro il cui svolgimento si sta mobilitando non solo l'intero apparato filo-governativo ma anche socialisti rivoluzionari e menscevichi, ufficialmente poiché fiduciosi nell'attesa delle elezioni per l'Assemblea Costituente promesse dal Governo provvisorio per dicembre, in realtà perché timorosi di perdere l'egemonia acquisita nei Soviet. Si creano quindi tre tendenze:
  • 29 settembre - Operazione Albion: truppe da sbarco tedesche invadono le isole estoni di Saaremaa e Muhu nel mar Baltico, mettendo in rotta la guarnigione russa
  • settembre-ottobre - Nell'esercito russo si susseguono ammutinamenti, diserzioni, e rivolte (di cui la più notevole si svolge a Dubno il 20-21 settembre); Ucraina e Volga sono sconvolti da continue violente jacquerie contadine contro i pomeščiki; il Governo provvisorio è impotente; nelle elezioni municipali delle grandi città il PSR passa mediamente dal 70% di quelle tenutesi a giugno al 18%, e il Vcik (nel quale il PSR è maggioritario) cessa di fatto di rappresentare realmente i Soviet, per cui esso incomincia a opporsi a nuove elezioni (che ne avrebbero inevitabilmente modificato radicalmente la composizione); tale opposizione generalizzata da parte dei "conciliatori" al tenersi del Congresso (indetto ora per il 2 novembre) mobilita ovunque in favore del Congresso il proletariato e aumenta ulteriormente i consensi ai bolscevichi; tra tutti il più feroce avversario dei bolscevichi e del Congresso panrusso dei Soviet dei deputati degli operai e dei soldati è il "Comitato Esecutivo Centrale panrusso dei Soviet dei deputati dei contadini" di Sergej Salazkin e Semën Maslov (ministri nel governo di Kerenskij), che indice un suo Congresso per il 13 dicembre
  • 1º ottobre - Alle elezioni parlamentari in Finlandia del 1917 il filo-bolscevico Partito Socialdemocratico Finlandese è il primo partito con il 44,79% dei voti
  • 3 ottobre - Il menscevico Skobelev viene incaricato ("nakaz") dal Vcik di rappresentarlo alla Conferenza inter-alleata di Parigi (chiesta dal Soviet di Pietrogrado a maggio, indetta per agosto e da allora sempre rimandata fino a essere fissata ora per novembre) e presentare le proprie condizioni per un'uscita della Russia dalla guerra in alternativa a quelle dei delegati del Governo provvisorio. Considerando oramai in via di dissoluzione il fronte russo, gli austro-tedeschi ne approfittano per incominciare a spostare truppe a occidente vincendo così in Italia tra 24 ottobre e 12 novembre la battaglia di Caporetto e reggendo nelle Fiandre ponendo termine il 6 novembre alla battaglia di Passchendaele
  • 6 ottobre - Negli USA emessa la Trading with the Enemy Act
  • 7 ottobre - Trockij è eletto presidente del Soviet di Pietrogrado
  • 8 ottobre - A Tomsk annunciata l'autonomia della Siberia e creata la Duma regionale siberiana guidata da Grigorij Nikolaevič Potanin
  • 10 ottobre - Sciopero generale nella regione di Baku, fino al 26
  • 16-19 ottobre - Alexander Bogdanov fonda il Proletkult per la diffusione della cultura proletaria
  • 20 ottobre - Il generale Alekseev (artefice dell'arresto di Kornilov il 14 settembre) incomincia a progettare a sua volta un nuovo colpo di stato, contro Kerenskij
  • 23 ottobre - Lenin torna a Pietrogrado per partecipare al Congresso panrusso dei Soviet previsto per il 2 novembre. Nell'occasione il Comitato Centrale del POSDR(b) riunito a casa (a sua insaputa) del menscevico Nikolaj Nikolaevič Suchanov crea ed elegge al proprio interno il Politburo ("ufficio politico") composto da Lenin, Stalin, Zinov'ev, Kamenev, Trockij, Andrej Sergeevič Bubnov e Grigorij Jakovlevič Sokol'nikov, e dopo accesi dibattiti (Lenin verrà nuovamente accusato di "giacobinismo") i 12 presenti votano per l'attuazione dell'insurrezione (Lenin, Sverdlov, Stalin, Dzeržinskij, Trockij, Urickij, Kollontaj, Bubnov, Sokol'nikov e Oppokov - i due contrari, Kamenev e Zinov'ev, oltre a temerne il fallimento come a luglio confidano nel risultato elettorale per l'Assemblea Costituente che gli avrebbe così assegnato il potere legalmente); il 29 un'altra riunione conferma il progetto insurrezionale (dei 25 presenti solo Kamenev, Zinov'ev, e Rykov si oppongono ancora all'insurrezione), ma all'azzardata proposta leniniana di presa del potere a nome del partito viene preferita quella prudente di Trockij di usare come paravento il Congresso panrusso dei Soviet, contando che una volta così modificata la composizione del Vcik (non rispecchiando più la realtà quello attuale), esso possa forzare la mano al Governo provvisorio per far svolgere le elezioni per la Costituente (inizialmente questo è lo scopo della prevista "insurrezione") ancora vanamente attese da marzo nelle quali Trockij prevede un successo del POSDR(b), fornendo così una parvenza di legalità alla presa del potere
  • 25 ottobre - Si svolge una riunione del Soviet di Pietrogrado; su iniziativa dei menscevichi il 26 la sezione dei soldati del Soviet di Pietrogrado crea al suo interno il Comitato militare rivoluzionario di Pietrogrado (col ruolo di "guardia del corpo" incaricata della difesa armata del Soviet), che il 29 viene riconosciuto dal Soviet come rappresentante dei soldati, affidato a Trockij
  • 26-29 ottobre - A Pietrogrado i vari organismi indipendentisti che si erano incontrati il 10 maggio per l'unificazione dei territori abitati da lettoni fondano il Consiglio provvisorio nazionale della Lettonia (Latviešu Pagaidu Nacionala Padome), "parlamento" antagonista al Soviet dell'Iskolat
  • 29 ottobre - Il ministro degli esteri russo Michail Tereščenko annuncia la continuazione della guerra
  • 30 ottobre - Si svolge una riunione del Comitato Centrale del Soviet di Pietrogrado, al quale i rappresentanti della guarnigione di Pietrogrado (60.000 uomini) dichiarano di riconoscere solo l'autorità del Soviet per il tramite del Comitato militare rivoluzionario di Pietrogrado (creato il 26); il 31 viene creato quello del fronte (presso Cēsis); il 4 novembre quello dell'Estonia e quello di Pskov (che l'8 diventa "del fronte settentrionale")
  • 30 ottobre - In previsione della difficoltà di raggiungere per il 2 novembre (data prevista per l'apertura) il numero legale (i delegati stanno affluendo troppo lentamente a causa dell'ostruzionismo dei Soviet contadini locali e del sindacato dei ferrovieri) il Vcik decide di ritardare l'apertura del Congresso panrusso dei Soviet
  • 30 ottobre - Kerenskij ripristina la pena di morte nell'esercito che come ministro della giustizia aveva abolito il 21 marzo; scontri a Charkiv tra bolscevichi e cosacchi; reparti dell'esercito giunti da Minsk bombardano i bolscevichi a Kaluga
  • 1º novembre - Viene pubblicata dai giornali una lettera (Sul momento presente) scritta da Kamenev e Zinov'ev il 24 ottobre nella quale attaccano pubblicamente Lenin sul suo proposito di insurrezione, di fatto rivelando così il piano. Lenin è furente - secondo alcuni autori invece proprio questa lettera è stata all'origine del successo dei piani di Lenin, in quanto è essa a spingere Kerenskij a mettere in atto una serie di mosse che gli si ritorceranno contro
  • 2 novembre - Patto Lansing–Ishii sulla Cina tra USA e Giappone (unico trattato USA nel corso della loro partecipazione alla guerra) che modifica le Ventuno richieste del 1915
  • 2 novembre - In seguito a contatti avviati dal 7 febbraio, Arthur James Balfour invia (in risposta all'ultima sua missiva del 18 luglio) al sionista Walter Rothschild, II barone Rothschild la Dichiarazione Balfour per la formazione di un fogolaro ebraico in Palestina
  • 3 novembre - Kerenskij dispone l'evacuazione di Pietrogrado in conseguenza della Battaglia dello stretto di Muhu con la quale dal 17 ottobre la flotta tedesca ha espulso le unità russe dal Golfo di Riga. Il debole ministro della guerra generale Aleksandr Verkhovsky viene sostituito dal feroce generale Aleksej Manikovskij
  • 3 novembre - Viene indetta un'altra riunione del Comitato Centrale del POSDR(b) durante la quale (sulla base del piano di Trockij di usare come paravento il Congresso panrusso dei Soviet, la cui data di apertura è stata ritardata) Lenin decide di attendere per far coincidere l'insurrezione con l'apertura del Congresso, scegliendo come data di attuazione quella della sua apertura (in questo momento non ancora stabilita), affidandone l'organizzazione logistica a Trockij, il quale l'affida ad Antonov-Ovseenko e Nikolaj Il'ič Podvojskij del Comitato militare rivoluzionario di Pietrogrado. Viene discussa accesamente l'ipotesi dell'espulsione di Kamenev
  • 4 novembre - Ritardata a causa dell'ostruzionismo di socialisti rivoluzionari e menscevichi che ostacolano in ogni modo l'afflusso di delegati (anche facendo indire congressi locali fittizi per non far raggiungere il numero legale necessario per lo svolgimento - quasi metà dei delegati previsti sono bolscevichi), l'apertura del Congresso panrusso dei Soviet viene ora indetta dal Vcik per il 7
  • 4 novembre - Il Soviet di Pietrogrado organizza grandi manifestazioni e invita i cosacchi a fraternizzare
  • 5 novembre - L'insurrezione bolscevica prende il via a Reval a cura di Jaan Anvelt e Viktor Kingissepp; in Russia i bolscevichi prendono il potere a Luhans'k e Kinešma, e in altre città minori in cui erano già egemoni nelle amministrazioni locali; il 6 a Vladimir
  • 5-7 novembre - Dopo che in seguito alla ceduta dell'esercito russo le armate austro-tedesche sono state riversate a ovest mettendo in difficoltà i paesi dell'Intesa antitedesca, si svolge la Conferenza di Rapallo inter-alleata, nella quale si decide di creare un Consiglio supremo di guerra alleato (con sede a Versailles) come organismo che coordini le attività belliche tra i vari eserciti (finora ognuno ha agito per conto suo) - l'8 si tiene il Convegno di Peschiera
  • 6 novembre - Mattina: Kerenskij al Consiglio provvisorio della Repubblica russa si scaglia furente contro i bolscevichi annunciandone imprudentemente pubblicamente l'ordine di arresto. A tarda sera mentre all'Istituto Smol'nyj il Vcik (ancora egemonizzato dalla destra socialista dei "conciliatori" Dan, Gotz, Martov, Liber) approva una risoluzione presentata da Henryk Ehrlich contro l'insurrezione e tesa a spronare Kerenskij ad attuare riforme e a creare un Comitato di salute pubblica (per cui V. Volodarsky accusa il Vcik di usurpare così le funzioni proprie del Congresso nell'imminenza della sua apertura) costituito poi dalla "Duma municipale" (ossia il consiglio comunale) armando la "milizia cittadina" (ossia i vigili urbani); il suo capo Meyer sarà il primo delle 6 vittime dell'insurrezione, fucilato nella notte tra 6 e 7.
    A sera dopo due mesi di ostruzionismo si apre il II Congresso panrusso dei Soviet (650 delegati, dei quali 390 sono bolscevichi), la cui sede nell'Istituto Smol'nyj di Pietrogrado diventa il centro nevralgico della rivoluzione. Alle 22:40 si apre la prima seduta del Congresso con l'elezione della presidenza (i bolscevichi ne ottengono la maggioranza con Trockij, Kamenev, Lunačarskij, Aleksandra Michajlovna Kollontaj, Nogin, rendendo chiaro quale sarebbe stato il risultato nell'imminente elezione del nuovo Vcik) - l'attuazione dell'insurrezione è decisa dopo aspri dibattiti; durante lo svolgimento l'incrociatore Aurora dà il via all'insurrezione sparando un colpo di cannone. Tutti i delegati non bolscevichi (eccetto l'ala sinistra del PSR facente riferimento a Vladimir Karelin e quella menscevica internazionalista di Martov) abbandonano l'aula dopo discorsi infiammati da parte dei cosiddetti "conciliatori", contrari all'insurrezione dato che nonostante inizialmente lo scopo previsto fosse solo quello di forzare la mano al Governo provvisorio per far svolgere subito le elezioni per la Costituente, il suo sfaldarsi pressoché da sé lascia mano libera al colmare il vuoto di potere a chiunque fosse in grado di raccoglierlo
  • 7 novembre (24 ottobre giuliano) - Red flag.svg Rivoluzione d'ottobre: alle 2:10 il Comitato militare rivoluzionario di Pietrogrado (guidato da Antonov-Ovseenko e Podvojskij) avvia l'insurrezione per cui nel corso della notte le guardie rosse prendono il palazzo d'Inverno, sede del Governo provvisorio, il Palazzo di Tauride, sede dell'ex Duma (abolita da Kerenskij dal 3 ottobre), e il Palazzo Mariinskij, sede del Consiglio provvisorio della Repubblica russa, arrestando i ministri Salazkin, Maslov, Kuz'ma Gvozdev, Tereščenko, Aleksandr Konovalov, Aleksej Maksimovič Nikitin e Pavel Maljantovič, mentre in virtù del suo stesso ordine di evacuazione emanato il 3 Kerenskij abbandona Pietrogrado, demandando i poteri al Commissario speciale Nikolaj Kiškin (già capo della "Commissione per il rafforzamento del regime repubblicano e per la lotta contro l'anarchia e la controrivoluzione" fondato da Kerenskij il 30 ottobre) supportato dal colonnello Georgij Petrovič Polkovnikov (comandante militare di Pietrogrado) e dagli odiati Pinhas Rutenberg e Pëtr Ioakimovič Pal'činskij; Kiškin subito sostituisce di sua iniziativa il mite Polkovnikov con il crudele generale Jaques Bagratuni (cognato di Kerenskij) inimicandosi così anche i residui militi rimasti fedeli al governo; dopo l'ordine di arrestare tutti i bolscevichi, altri vaghi ordini di repressione esasperano ancor più la situazione, di fatto legittimando l'insurrezione come autodifesa "preventiva" da un colpo di stato (fattore sul quale gioca Trockij per poterlo attuare giustificatamente senza contravvenire ai dettami marxisti). Alle ore 10 è proclamato il successo dell'azione. La cronaca dettagliata di questi convulsi eventi è stata descritta da John Reed nel suo libro "i dieci giorni che sconvolsero il mondo".
    In attesa dell'Assemblea Costituente il Congresso panrusso dei Soviet rimane l'unico organo legislativo abolito il Consiglio provvisorio della Repubblica russa (organo che aveva sostituito la Duma il 3 ottobre), e il Governo provvisorio della Repubblica russa viene sostituito dal Consiglio dei commissari del popolo (sovnarkom, potere esecutivo, i cui ministri sono chiamati "Commissari del popolo"), provvisorio, con Lenin suo Presidente, i cui primi decreti (8 novembre) sono:
    • Decreto sull'istituzione del governo provvisorio degli operai e dei contadini
    • Decreto sulla pace, dove si proclama unilateralmente la fine delle ostilità (che di fatto cessano) con gli Imperi centrali
    • Decreto sulla terra, derivato dal "mandato contadino modello" del 19 agosto, che regala la terra ai contadini
  • La rivoluzione (ma secondo molti autori è un termine improprio dato che non si è trattato di un evento spontaneo, ma preparato) attecchisce facilmente nelle città anche grazie al fatto che nelle campagne e al fronte vige la totale anarchia (il governo centrale è caduto senza che in pratica nessuno lo abbia sostituito) lasciando di fatto tutto il governo in mano alle autorità cittadine - secondo molti autori questa è la sola possibile ragione del successo del colpo di mano attuato da una piccola oligarchia (che Zinaida Nikolaevna Gippius definì "banda di scappati da un manicomio" paragonando gli eventi alla trasposizione nella realtà del romanzo "Il sistema del dott. Catrame e del prof. Piuma") priva di alcun appoggio rilevante fuori della Capitale. Lo storico Richard Pipes parla di "continuità autocratica" ripristinata ("contro-rivoluzione") e perpetuata fino a oggi. Nel corso del mese di novembre i bolscevichi prendono il potere in varie città dell'ex Impero, tra le maggiori:
  • A fine novembre quasi tutta la Russia etnica a ovest degli Urali è sotto il dominio bolscevico; permangono lacune nelle aree rurali dove è assente una classe operaia, come Tambov, Vologda, Kaluga, e Tula e nella regione del Volga (dove a Samara e Saratov il potere viene preso solo dopo scontri col PSR che vi è egemone); anche tra le minoranze etniche la rivoluzione stenta a imporsi, mentre invece resistenze apposite avvengono nelle zone cosacche nella fascia meridionale che va dal Don lungo le steppe del Caucaso e del Caspio fino a Orenburg e la Cosacchia tartara e più a est nella Buriazia; generalmente nelle zone periferiche dell'ex Impero dove vi è una forte presenza russa (è il caso dell'Ucraina orientale e marittima e del Turkestan centrale), questi si schierano coi bolscevichi, mentre le nazionalità autoctone si schierano perlopiù contro o restano neutrali; di conseguenza le minoranze etniche oppresse da altre minoranze etniche (è il caso di osseti e abcasi coi georgiani) si schierano coi bolscevichi; i bolscevichi raccolgono poi adepti tra i prigionieri di guerra tedeschi, austriaci, ungheresi, e bulgari, mentre quelli delle nazionalità da questi oppresse si schierano contro i bolscevichi - il consiglio supremo di guerra polacco richiama le sue unità dal fronte e scioglie il "Comitato esecutivo principale delle forze armate polacche" dell'esercito russo
  • Nel corso di novembre i bolscevichi fondano anche vari Comitati militari rivoluzionari, azione che segna l'avvio del loro tentativo di prendere il potere nella località, tra i quali:
    • 7 - Quello di Mosca e quello di Voronež
    • 8 - Di Rjazan'
    • 9 - Di Tula, di Samara, e di Minsk (quest'ultimo diventerà poi "del fronte nord-occidentale")
    • 10 - Di Tomsk e di Novorossijsk
    • 11 - Di Kiev e di Smolensk

  • 8 novembre - Mentre la "questione bellica" apre un dissidio interno in PSR e menscevichi sull'atteggiamento da tenere verso il governo di Lenin, l'ex presidente del Consiglio provvisorio della Repubblica russa Avksent'ev catalizza attorno a sé l'opposizione difensista ai bolscevichi con il "Comitato per salvare la Patria e la Rivoluzione" (che il 23 novembre viene sciolto su ordine del Comitato militare rivoluzionario di Pietrogrado ed entra in clandestinità rinominandosi "Unione di protezione della Costituente") del quale sezioni locali nei giorni seguenti sorgono come funghi in ogni città e al quale aderiscono i membri non bolscevichi del vecchio Vcik; a Pietrogrado la sede della "Duma municipale" (il municipio) diventa il fulcro della "contro-rivoluzione" (così sprezzantemente definita da Lenin l'opposizione al suo governo) alla cui testa inizialmente si pone il sindaco stesso Grigorij Il'ič Šrejder (la Duma municipale verrà chiusa su decreto del sovnarkom il 29 novembre e il sindaco brevemente arrestato il 31) - i bolscevichi con il Comitato militare rivoluzionario di Pietrogrado affidano la difesa della città a Michail Artemevyč Murav'ёv (ex generale zarista passato coi bolscevichi) - dopo aver appreso della caduta del Governo provvisorio, a Novočerkassk i cosacchi del Don di Kaledin (rifugiatosi ivi a settembre dopo il fallito "golpe" di Kornilov del quale era stato "complice") assumono tutti i poteri e reprimono ogni attività bolscevica, dichiarando il 20 l'indipendenza del loro territorio dalla Russia bolscevica; il 15 giunge nella città provenendo in treno da Mosca l'ex comandante dell'esercito Alekseev sul quale i bolscevichi hanno messo una taglia; Kaledin, intenzionato a mantenere pacificamente un Don libero, inizialmente rifiuta l'asilo al generale che invece è intenzionato a rovesciare il nuovo regime di Pietrogrado attaccando appositamente i bolscevichi; da ora e nel corso dei due mesi seguenti Alekseev forma un gruppo ("organizzazione Alekseevskaja", già idealizzata dal 20 ottobre) che diventerà il nucleo originario dei bianchi; spinto dal "Consiglio degli attivisti civici" (la cui dirigenza è giunta personalmente sul posto), alla fine anche Kaledin si convince e aderisce. Anche i cosacchi di Aleksandr Il'ič Dutov a Orenburg dichiarano di non riconoscere il governo bolscevico, e l'11 i cosacchi del Kuban' del nuovo atamano Aleksandr Petrovič Filimonov - i paesi dell'Intesa si mantengono cauti non appoggiando nessuna delle parti
La zona di operazioni di Pietrogrado
  • 8-13 novembre - Nella zona di Pietrogrado iniziano le prime sommosse anti-bolsceviche, organizzate da Pskov (rifugiatosi ivi dopo la rivoluzione) dall'ex presidente del consiglio Kerenskij e affidate a Pëtr Nikolaevič Krasnov e al colonnello Walden, che prendono Gatčina l'8; mentre l'11 partendo dalla loro sede nel Castello Michajlovskij il "Comitato per salvare la Patria e la Rivoluzione" di Avksent'ev guidato dal colonnello Polkovnikov e dal menscevico Gotz, supportati dagli Junker della Scuola militare di Pavlovsk e di Peterhof e dai Battaglioni femminili della morte di Oranienbaum, nonché dall'ex Guardia imperiale, tenta una rivolta anti-bolscevica ("ammutinamento degli Junker"): a Pietrogrado gli scontri si concentrano l'11 attorno la centrale telefonica (dove viene anche preso brevemente prigioniero Antonov-Ovseenko); dopo aver preso Carskoe Selo l'11, i rivoltosi sono però sconfitti dai bolscevichi a Pulkovo il 12 e si ritirano verso Pskov; Gatčina cade il 15; il 12 Avksent'ev è brevemente imprigionato dalle nuove autorità nella fortezza di Pietro e Paolo, mentre Polkovnikov riesce a fuggire unendosi a Krasnov
  • 9 novembre - Dal II Congresso panrusso dei Soviet viene approvata la lista dei Commissariati del popolo presentata da Lenin, ed eletto il nuovo Comitato Esecutivo Centrale panrusso dei Soviet (Vcik), nel quale ora 70 su 110 membri sono bolscevichi. Il menscevico Čcheidze è sostituito da Kamenev (nonostante come Zinov'ev e Rykov nelle riunioni del 23 e 29 ottobre dimostratosi anche lui coerentemente ma con poca lungimiranza contrario all'attuazione della rivoluzione) a suo presidente (ruolo che in questo momento viene a equivalere a quello di capo di Stato della Russia, ruolo tuttavia puramente formale e rappresentativo nel contesto del governo bolscevico, secondario rispetto a quello di Presidente del Sovnarkom detenuto da Lenin); Kamenev, persistendo nella sua opposizione alla linea leniniana propendendo per aprire il Consiglio dei commissari del popolo anche a non bolscevichi ("aperturismo", assieme ai soliti Zinov'ev e Rykov), si dimette ed è sostituito il 21 da Jakov Sverdlov - vengono introdotti ulteriori commissariati: Muraviov per i Teatri, Derbiscev per la Stamperia Nazionale, il luogotenente Nesterov per la città di Pietrogrado, Pozern per il Fronte Nord, Korbir per la Marina - il 13 Aleksandra Kollontaj è nominata Commissario del popolo all'assistenza pubblica al posto di quella del governo provvisorio Sof'ja Vladimirovna Panina; Stepanov è sostituito alle Finanze da Vjačeslav Rudol'fovič Menžinskij, Spiro va alle Poste e Telegrafi al posto di Glebov, Rjazanov per il Commercio, l'Industria e le Comunicazioni al posto di Nogin; Trockij viene affiancato da Urickij agli affari esteri; il 21 Mark Timofeevič Elizarov per le vie di comunicazione
  • 10 novembre - A Mosca il sindaco Vadim Rudnev (del PSR, che ha da poco sostituito il bolscevico Nogin divenuto Commissario del popolo nel governo di Lenin) forma un'organizzazione anti-bolscevica nota come "Comitato per la sicurezza pubblica" condotto dal colonnello Konstantin Ivanovič Rjabcev occupa il Cremlino facendo un massacro dei soldati bolscevichi, ma dopo un'accanita battaglia il 16 anche a Mosca è instaurato il potere bolscevico (Mikhail Pokrovskij ne è nominato nuovo sindaco)
  • 10 novembre - Il Vikžel' (il potente sindacato dei ferrovieri) minaccia lo sciopero se non verrà formato un governo di coalizione comprendente tutti i partiti socialisti allo scopo di evitare lo scoppio di una guerra civile - il CC del POSDR(b) (assenti Lenin e Trockij) dopo aspri dibattiti accetta e vota per l'allargamento del Sovnarkom ad altri partiti. Il 14 Lenin prende atto del voto pur sminuendolo come mera strategia tesa a calmare le acque momentaneamente (in virtà della considerazione che a Mosca ancora si combatte), ma il 15 condanna il voto e il 16 lancia un ultimatum ai dissidenti "conciliatori"
  • 11 novembre - A Mons Conferenza tra i vertici militari tedeschi per fare il punto della situazione dopo i fatti in Russia
  • 13-19 novembre - Sciopero generale in Finlandia
  • 15 novembre - Al Sovnarkom su iniziativa di Stalin e sulla base dei principi espressi nel Decreto sulla pace viene emessa come ulteriore specifica la "Dichiarazione sul principio di autodeterminazione dei popoli dell'ex Impero russo"; conseguentemente, in considerazione dell'ulteriore perdurare della guerra contro l'Impero ottomano (alla quale i musulmani sono contrari) l'"Unione dei montanari uniti del Caucaso del Nord" (alla quale in settembre si è aggregata l'Abcasia e ora si aggrega il Daghestan al quale dal 3 è unito anche il Terek) crea la Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale (in reazione il 21 viene creato dai bolscevichi di Ullubuj Danijalovič Bujnakskij il Comitato militare rivoluzionario del Daghestan)
  • 15 novembre - Boris Fëderovič Malkin protesta contro il monopartitismo e lo strapotere del governo
  • 17 novembre - Decretata la chiusura dei giornali "borghesi" - vive proteste da parte di Proš Proš'jan (della sinistra del PSR); anche i bolscevichi Larin e Rjazanov non sono entusiasti
  • 17 novembre - Dopo l'ultimatum lanciato il 16 dalla sinistra del PSR (il 15 Lenin ha rinnegato il voto del CC del POSDR al quale era assente), i Commissari del popolo Rykov, Miljutin, Nogin, Šljapnikov, Teodorovič, si dimettono in relazione alla mancata estensione del governo ad altri partiti - gli ultimi due le revocano rimanendo al loro posto, i primi saranno sostituiti da Grigorij Ivanovič Petrovskij (Affari interni), Aleksandr Šlichter (Agricoltura), Vladimir Michajlovič Smirnov (Commercio e industria); concordano con loro anche altri importanti bolscevichi: Rjazanov, Derbiscev (dirigente della Tipografia di Stato), Konstantin Jurenëv (capo della Guardia Rossa), Vladimir Fëdorov, e l'ex menscevico Larin. Kamenev, Rykov, Miljutin, Zinov'ev, Nogin, Teodorovič si dimettono dal CC del POSDR(b) (Lenin li attaccherà furentemente) - il 19 la conferenza per la formazione del governo si chiude - il 21 Zinov'ev ritira le dimissioni seguito da tutti gli altri - solo Rjazanov e Solomon Lozovskij continuano a chiedere l'allargamento del governo
  • 20 novembre - La razione di pane a Pietrogrado viene diminuita a 150 grammi
  • 21 novembre - Il Commissario del Popolo agli affari bellici Nikolaj Vasil'evič Krylenko ordina al comandante supremo dell'esercito Nikolaj Nikolaevič Duchonin di negoziare una pace separata con i tedeschi (il 27 Trockij invia una nota agli ambasciatori delle potenze alleate in cui dichiara che questa non è una pace separata, ma "universale"); a causa delle pressioni dei rappresentanti militari dei governi alleati (poiché rappresenterebbe la violazione dell'"accordo su Costantinopoli" del 18 marzo 1915), egli rifiuta, venendo perciò destituito dalla carica; prima del passaggio dei poteri, Duchonin fa liberare dal carcere di Bychov i generali Lavr Georgievic Kornilov, Anton Ivanovič Denikin, Aleksandr Sergeevič Lukomskij, Sergej Markov, e Ivan Pavlovič Romanovskij, che erano agli arresti dopo il loro fallito tentativo di colpo di stato del 9 settembre; il 22 Krylenko per il governo bolscevico informa gli Imperi Centrali sull'intenzione di negoziare una pace separata e fa rendere pubblici i piani di guerra e i trattati segreti zaristi - sconcerto e proteste da parte del "Comitato jugoslavo" di Trumbić provoca il Patto di Londra
L'Ucraina per come presentata al congresso di Parigi
  • 22 novembre - In seguito alla dichiarazione sul principio di autodeterminazione dei popoli dell'ex Impero del 15, a Kiev la Central'na Rada con la "3° universale" proclama l'autonomia dei territori ucraini (compreso quindi anche il Kuban') all'interno della Repubblica Russa, come Repubblica Popolare Ucraina; il paese è in preda a divergenze tra fazioni riguardo ai rapporti da tenere invece col governo di Lenin. Il 29 in reazione alla nascita della Repubblica Popolare Ucraina, a Rostov i bolscevichi locali fondano un'effimera Repubblica Sovietica del Donbass.
    Флаг Малой Башкирии.gif Il 28 dopo la creazione del "Comitato militare rivoluzionario di Orenburg" (guidato da Abdullah Sibagatullovič Davletšin) i baschiri di Manat dichiarano l'indipendenza dalla Russia come Baškortostan (un esercito bolscevico del commissario della Guardia Rossa Vasilij Konstantinovič Bljucher viene disposto a Čeljabinsk per recarsi a Orenburg a sopprimere la rivolta). Nella Calmucchia viene fondato un governo militare cosacco con imperatore Dmitrij Davidovič Tundutov-Dundukov
  • 23 novembre - Lenin decreta la smobilitazione dell'esercito (ora composto di 8 milioni di soldati) - il 27 un altro decreto chiude le scuole militari. Il Commissariato del popolo per gli affari bellici e marittimi (finora retto dal trio Antonov-Ovseenko, Krylenko, e Pavel Dybenko) viene suddiviso in quello per gli affari bellici (affidato a Podvojskij) e quello per gli affari marittimi (affidato a Dybenko)
  • 23 novembre - In previsione del II Congresso panrusso dei Soviet dei deputati dei contadini (previsto per il 13) si tiene fino all'8 dicembre un pre-congresso illegale da parte dei delegati della sinistra del PSR favorevoli al governo di Lenin - il 28 si formano due distinti comitati centrali rivali, ognuno dei quali si rivendica come quello ufficiale
Bolscevichi 24% (10.661.000)Menscevichi 2,6% (1.144.000)Partito Menscevico Georgiano 1,5% (662.000)Socialrivoluzionari di sinistra 1% (451.000)PSR 40,4% (17.943.000)PSR ucraino 7,7% (3.433.000)Altri socialisti 3,5% (massa di candidati di tendenza socialista o trudovica presentatisi autonomamente solo nel loro collegio e vari partiti socialisti di singole etnie)Partito Socialista Popolare 0,8% (401.000)Altri 2,2%Imprenditori 0,1% (varie liste)Proprietari terrieri 0,4% (varie liste)Partito Cadetto 4,7% (2.088.000)Altri partiti nazionali 4,1% (diversi partiti autonomisti di riferimento delle varie rispettive etnie)Alash Orda (Kazakistan) 0,9% (407.000)Dashnaktsutiun (Armenia) 1,3% (560.000)Musavat (Azerbaigian) 1,4% (616.000)Cosacchi 2,2% (varie liste)Religiosi 0,6% (varie liste)Di destra 0,6% (varie liste)Risultati delle elezioni per l'assemblea costituente russa del 1917
  • 25 novembre - In Russia si svolgono le previste (indette ma continuamente procrastinate dal precedente Governo provvisorio con la motivazione della previa stesura di una nuova legge elettorale che le regolasse) elezioni per l'Assemblea Costituente, con un risultato deludente per i bolscevichi. I bolscevichi si rivelano forti nelle grandi città, ma nelle campagne (soprattutto laddove le agitazioni contadine sono state più violente) predominano incontrastati i socialisti rivoluzionari tradizionalmente populistici fautori dei semplici desideri proto-comunisti e primitivisti dei contadini poveri (redistribuzione delle terre, tolstoismo, mutualismo, tutt'al più cooperazione, già in passato definite da Lenin "un cancro") in contrapposizione alla marxista tendenza nazionalizzatrice e dirigista dei bolscevichi, perlopiù incompresa dalle popolazioni contadine poco istruite, individualiste, aspiranti proprietarie, indolenti e prive di coscienza di classe
  • 27 novembre - Nella Russia bolscevica il "Decreto sul controllo operaio" è il primo passo verso l'edificazione del Comunismo - esso assegna il rilevante ruolo della gestione del personale al Consiglio centrale panrusso dei sindacati (guidato da Michail Tomskij), unico possibile ruolo di un sindacato dei lavoratori nel sistema comunista in quanto in esso i sindacati perdono il loro stesso senso non potendo detenere potere contrattuale non potendo esistere per definizione alcun margine volontario su cui poter contrattare con una controparte (lo Stato) che detiene il monopolio dell'utilizzo di manodopera - solo temporaneamente (fino alla nazionalizzazione) il decreto assegna ai sindacati il ruolo di gestione delle aziende ancora private. Fin da subito essi lo interpreteranno erroneamente come un ruolo tutt'altro che "provvisorio", rivelando come i sindacati nel sistema comunista vadano ad assumere una connotazione di tendenza anarchica mentre invece il marxismo aborrisce come "iper-capitalismo" le forme di socializzazione dell'economia da essi intese.
    Il 30 la fabbrica di A. V. Smirnov Likinsky Manufactory nella provincia di Vladimir è la prima nazionalizzazione di un'impresa industriale attuata dal governo bolscevico; l'8 dicembre sarà la volta della banca dei contadini; il 14 dicembre all'intero settore bancario
  • 27 novembre - Riprendono le trattative bolsceviche col PSR per un governo di coalizione (erano state interrotte il 19 per via dei fatti di Mosca del 10-16 dove le due parti si sono lanciate accuse reciproche)
  • 28 novembre - Il Comitato speciale per la Transcaucasia diventa Commissariato per la Transcaucasia, affidato a Step'an Šahowmyan, cui viene ora delegato da Lenin il compito di predisporre un armistizio con il nemico ottomano
  • 28 novembre - Il Maapäev rifiuta di riconoscere il nuovo governo bolscevico e si proclama come unica autorità legale in Estonia; in conseguenza di ciò, il 9 dicembre i bolscevichi lo fanno chiudere e accentrano il potere nelle proprie mani; l'Estonia (così come la parte di Lettonia non occupata dai tedeschi) permane dal 7 novembre in una situazione ambigua dovuta all'alta percentuale di russi residenti e alla vicinanza alla capitale Pietrogrado: ciò oltre a impedirgli di poter dichiarare l'indipendenza (come stanno invece facendo altre nazionalità dell'ex Impero russo), comporta uno status di dualismo di potere dove i russi obbediscono agli organismi governativi locali bolscevichi mentre gli estoni ubbidiscono ancora a quelli del deposto Governatorato Autonomo dell'Estonia, e nel Maapäev si rispecchiava questa divisione che entrambe le parti finora avevano tollerato pacificamente, ma da ora incomincia una sottile guerra civile nella regione. Lo stesso avviene in Lettonia, dove il 22 a Valka l'Iskolat ha proclamato il potere sovietico nel territorio libero di Lettonia: in reazione il 29 sempre a Valka si incontrano le organizzazioni indipendentiste lettoni che dal 29 ottobre formano il Consiglio provvisorio nazionale della Lettonia, e il 2 dicembre emettono una dichiarazione di autodeterminazione della Lettonia
  • 29 novembre - Pēteris Stučka è nominato Commissario del popolo per la giustizia al posto di Georgij Oppokov (che lo era dal 7 novembre)
  • 30 novembre - Su insistenza delle opposizioni un decreto regolamenta la separazione dei poteri tra Sovnarkom (governo) e Vcik (parlamento) - in seguito a ciò, la sinistra del PSR accetta di dare il suo appoggio al governo bolscevico
  • fine novembre - I ministri del decaduto Governo provvisorio della Repubblica Russa fuggiti da Pietrogrado e i generali liberati a Bychov da Duchonin si installano insieme ai contro-rivoluzionari di Krasnov a Mogilëv (Stavka, sede del comando delle operazioni del fronte orientale) dove si trovano dopo essere stati sconfitti il 13; il 1º dicembre è presa dai bolscevichi, e l'autonominatosi comandante dei contro-rivoluzionari Duchonin viene fucilato il 3, mentre i superstiti attraversando l'Ucraina al seguito di Krasnov e Kornilov si spostano verso la regione del fiume Don; inviso da tutti, Kerenskij invece ripara all'estero dopo aver presentato il 28 le dimissioni da tutte le cariche
  • dicembre - I bolscevichi perdono Vinnycja ma prendono Aşgabat e Port Petrovsk
  • 1º dicembre - Viene creato il bolscevico Comitato militare rivoluzionario del Fronte Sudoccidentale. In seguito a ciò il generale Kutepov ordina lo scioglimento del suo reggimento e dalla Bessarabia il 7 attraversando Kiev si dirige sul Don, dove una volta giunto il 24 si unisce ai contro-rivoluzionari di Alekseev, di cui diventa responsabile del presidio della città di Taganrog; anche Afrikan Petrovič Bogaevskij dal presidio di Kiev segue lo stesso iter
  • 2 dicembre - In reazione al boicottaggio in corso da parte dei dipendenti pubblici, viene creato il Commissariato del popolo per il controllo statale (affidato a Ėduard Ėduardovič Essen) - il 20, con un'incoerenza che lascia sconcertata l'opinione pubblica, il governo bolscevico renderà illegale lo sciopero
  • 2 dicembre - Nell'ambito del dibattito sulla formazione di un governo di coalizione (caldeggiato da Kamenev, Zinov'ev, e Rykov), il co-fondatore (nel 1903, ora critico verso Lenin) della frazione bolscevica Bogdanov rifiuta di farne parte
  • 2 dicembre - Durante il II Congresso panrusso dei musulmani il Kuriltai del territorio dei popoli tartari del Volga e degli Urali (ex governatorati di Kazan' e Ufa, comprendenti Perm', Samara, Ufa, Kazan', Simbirsk, e altre importanti città) dichiara l'autonomia dalla Russia come Repubblica dell'Idel-Ural con Sadrí Maqsudí Arsal del partito Myllэt Medzhlysy; Kok Bayraq.svg il 3 anche il Kuriltai del territorio del popolo tartaro di Crimea di Cafer Seydahmet Kırımer a Bağçasaray dichiara l'autonomia dalla Russia come Repubblica Popolare di Crimea con Noman Çelebicihan del partito Milliy Firqa, ed il 13 l'indipendenza - il 3 il Sovnarkom rivolge un appello "a tutti i lavoratori musulmani della Russia e dell'Oriente", nel quale si puntualizza l'affinità tra islam e comunismo (secondo alcuni autori difatti l'islam può essere considerato come un "proto-comunismo", la sua versione medievale), e a gennaio Stalin (Commissario del popolo per le nazionalità) crea il Muskom, "Commissariato Centrale degli Affari Musulmani nella Russia Interna e Siberia" con il jadidista Mullanur Vachitov presidente, che salverà il culto e le moschee dalle persecuzioni attuate dai bolscevichi verso tutte le altre religioni
  • 2 dicembre - A Sofia si svolge un raduno di solidarietà con la rivoluzione russa
  • 3 dicembre - A Versailles si tiene la prima seduta del Consiglio supremo di guerra alleato creato a Rapallo il 7 novembre; in previsione di una resa separata russa ne viene stabilita l'occupazione militare, e l'instaurazione di contatti con gli organismi difensisti russi anti-bolscevichi
  • 4 dicembre - A Sóly stipulato un accordo di pre-armistizio tra Russia e Imperi centrali, decretando ufficialmente la sospensione dei combattimenti sul fronte orientale. Secondo alcuni autori questa è la fine unilaterale della guerra mondiale per la Russia, per cui un eventuale altro attacco tedesco dovrebbe essere identificato come una nuova guerra
  • 4 dicembre - A Chișinău viene creato l'organo di autogoverno dei romeni di Moldavia ("Sfatul Ţării") contrapposto al filo-russo Rumčerod di Odessa
  • 5 dicembre - Babrujsk bolscevica
  • 5 dicembre - Nell'ambito della prevista trasformazione del sistema in comunista viene fondato il Consiglio superiore dell'economia nazionale (VSNCh), organismo deputato per conto del Sovnarkom alla pianificazione dell'economia e gestione delle risorse finanziarie del governo, dotato di diritto di confisca ed espropriazione (praticamente l'equivalente russo di quella che in Italia sarà l'IRI); suo primo presidente è Valerian Obolenskij, poi Rykov. Suoi organismi decentrati sono denominati Sovnarchoz
  • 6 dicembre - Flag of Finland 1918 (state).svg Giorno dell'indipendenza della Finlandia: dichiarazione dell'indipendenza dalla Russia da parte di Pehr Evind Svinhufvud
  • 6 dicembre - Durante il pre-congresso illegale dei Soviet dei deputati dei contadini aperto dal 23 novembre dai delegati di sinistra del PSR, a compimento di un percorso avviato con la frattura interna al PSR che si era aperta durante la Conferenza democratica panrussa e divenuta pressoché irrevocabile dal 7 novembre, e in seguito alla dichiarazione di appoggio al governo del 30 novembre, l'ala sinistra del Partito Socialista Rivoluzionario si scinde come Partito Socialista Rivoluzionario di Sinistra, favorevole al governo di Lenin. Questo atto fornisce a Lenin il pretesto per insinuare il 26 sulla Pravda l'illegittimità del risultato elettorale del 25 novembre (dato che nella compilazione delle liste, precedente alla rivoluzione, l'ala sinistra del PSR era stata quasi del tutto esclusa) - il 9 i delegati del PSR di sinistra entrano nel governo di Lenin (Sovnarkom) con Andrej Lukič Kolegaev a Commissario del popolo per l'agricoltura al posto di Šlichter (che aveva solo da poco sostituito Miljutin), il 22 con Isaac Štejnberg al Commissariato del popolo per la giustizia al posto di Stučka (che lo era dal 29 novembre), il 23 con Proš'jan a Commissario del popolo per Poste e Telegrafi al posto di Glebov-Avilov, e Vladimir Karelin al nuovo Commissariato del popolo per la proprietà demaniale
  • 7 dicembre - Gli USA dichiarano guerra all'Austria-Ungheria (ciò rinsalda la "fedeltà nibelungica")
L'Asia centrale prima della rivoluzione
L'Asia centrale dopo la rivoluzione
  • 7 dicembre - Durante il II congresso pan-cosacco del partito Alash (5-13 dicembre) il Baškortostan aderisce alla Repubblica dell'Idel-Ural (della quale Orenburg diviene la capitale). Flag of the Turkestan (Kokand) Autonomy.svg Il 10 i pan-turchisti del Jadid nella parte orientale del Governatorato del Turkestan creano l'Autonomia di Kokand come Governatorato Provvisorio del Turkestan Autonomo. Flag of the Alash Autonomy.svg Il 13 nella Cosacchia gli Oblast' degli Urali, Oblast' del Turgay, Oblast' di Akmolinsk, Oblast' di Semipalatinsk si uniscono e proclamano l'indipendenza come Autonomia di Alash con Alikhan Bukeikhanov; in effetti ora la Russia etnica è fisicamente separata dalla Siberia, e l'indipendenza della Cosacchia viene a determinare la separazione fisica anche tra il Turkestan (dove nell'Oblast' di Syr Darya, Oblast' di Samarcanda, e Oblast' della Transcaspia i bolscevichi russi di Tashkent hanno saldamente in mano il potere con il Partito Comunista del Turkestan) e il resto dei territori bolscevichi dell'ex Impero - in reazione il 20 viene creato il Comitato militare rivoluzionario di Barnaul, i cui bolscevichi entrano da nord nel Semireč'e e incominciano a deportarne verso la Siberia i cosacchi, che inizialmente accettano tale esodo in quanto vittime di pogrom da parte dei musulmani pan-turchisti
  • 8 dicembre - Vjatka bolscevica
  • 9 dicembre - Si tengono le elezioni per la nuova Duma municipale di Pietrogrado: i bolscevichi ottengono la maggioranza - a Mosca è eletto sindaco Mikhail Pokrovskij (già ricoprente il ruolo dal 16 novembre)
  • 9 dicembre - Dopo la scissione della sinistra avvenuta il 6 durante un loro pre-congresso illegale, si apre anticipatamente (originariamente previsto per il 13) il IV Congresso "ufficiale" (che dura fino al 23) del PSR, dove la scissione tra delegati filo-governativi (usciti) e anti-governativi suggella la spaccatura netta nello scenario politico russo finora molto sfumato.
    Sempre nell'ambito della questione dell'appoggio al governo bolscevico, il 12 inizia quello straordinario del partito menscevico, che dura fino al 20
  • 9 dicembre - Dopo che in seguito all'accordo di Sóly del 4 l'esercito russo ha abbandonato il territorio romeno, il Regno di Romania trovandosi a dover fronteggiare da solo gli eserciti nemici che grazie alla defezione russa possono varcare il fiume Siret e dirigersi verso Iași, deve firmare l'Armistizio di Focșani con gli Imperi centrali, che pone termine così alla campagna di Romania
  • 9-11 dicembre - A Ekaterinoslav fallimentare rivolta filo-bolscevica contro l'autogoverno ucraino
  • 10 dicembre - Sof'ja Panina è la prima persona processata da un Tribunale rivoluzionario (istituiti il 5 per gestire il potere giudiziario nella Russia bolscevica), per aver portato via la cassaforte dal ministero dell'assistenza pubblica all'indomani della rivoluzione
  • 11 dicembre - Kaluga bolscevica
  • 11 dicembre - Risveglio nazionale lituano: il Governatorato di Vil'na (che si trova sotto occupazione tedesca dal 1915) dichiara l'indipendenza della Lituania dalla Russia - in reazione il 21 dal Commissariato del popolo per le nazionalità del governo di Lenin viene creato il Commissariato per gli affari lituani affidato a Vincas Miscavičius-Kapsukas
  • 12 dicembre - Eletto un ristretto Ufficio ("Presidium") del CC del POSDR(b): Lenin, Stalin, Trockij, Sverdlov
  • 12 dicembre - Omsk e Vladivostok bolsceviche
  • 14 dicembre - Novorossijsk bolscevica
  • 14 dicembre - Il governo di Lenin su richiesta dell'Iskolat autorizza le contee lettoni di Daugavpils, Ludza e Rēzekne ("Letgallia") a separarsi dal Governatorato di Vitebsk e unirsi alla parte di provincia lettone di Livonia non occupata dai tedeschi
  • 15 dicembre - Dopo il pre-armistizio di Sóly del 4, a Brest-Litovsk un altro accordo tra Russia e Imperi centrali prolunga la sospensione dei combattimenti sul fronte orientale. Il 18 incomincia la sospensione delle ostilità anche sul fronte del Caucaso con l'Armistizio di Erzincan tra Impero ottomano e Russia; in conseguenza di questa defezione delle posizioni russe, sulla base della conferenza inter-alleata del 3, i britannici da Persia e Mesopotamia incominciano a prendere il posto dei russi nel nord della Persia (Dunsterforce di Lionel Charles Dunsterville); da gennaio le truppe russe incominciano lo sgombero anche dai territori ottomani occupati nella regione armena
  • 15 dicembre - Kostroma bolscevica
  • 15 dicembre - I cosacchi del Don condotti da Kaledin prendono Rostov e Taganrog e, dopo aver occupato e soppresso la Repubblica Sovietica del Donbass nata a fine novembre (per cui il 17 i bolscevichi in reazione fondano il Comitato rivoluzionario del Donbass centrale), il 19 di ritorno a Novočerkassk si congiungono con le forze contro-rivoluzionarie di Kornilov e Krasnov appena giunte da Mogilëv; il 24 sono raggiunti anche da Kutepov e il 5 gennaio da Bogaevskij (che, brevemente arrestato dai bolscevichi a Luhans'k è poi riuscito a evadere)
  • 15 dicembre - Gli Imperi centrali accettano l'armistizio chiesto dai bolscevichi il 4, e avviano trattative di pace; nel territorio russo della Bessarabia col sostegno delle truppe russe del generale Dmitrij Ščerbachov e della francese "missione Berthelot" (in Romania dal 1916) viene fondata la Repubblica Democratica Moldava di Ion Constantin Inculeţ che rifiuta l'armistizio e ripudia i bolscevichi (ma non dichiara l'indipendenza dalla Russia); in reazione i bolscevichi creano a Chișinău il Comitato militare rivoluzionario del fronte romeno e dichiarano Ščerbachov "nemico del popolo"; il 21 viene creato a Soroca il II Corpo d'Armata polacco dell'esercito russo del generale Sylwester Stankiewicz
  • 16 dicembre - Il governo di Lenin riconosce il diritto all'indipendenza dell'Ucraina chiedendo in cambio il supporto ucraino alla repressione dei cosacchi del Don, con un ultimatum a Mychajlo Hruševs'kyj presidente della Repubblica Popolare Ucraina, che il 17 rifiuta; al contempo si apre il Congresso dei Soviet di Kiev, primo dei Congressi dei Soviet dell'Ucraina, dal quale i delegati bolscevichi ucraini vengono espulsi e perciò lasciano Kiev per rifugiarsi a Charkiv. Lenin decide così di affidare ad Aleksej Innokent'evič Antonov l'invio verso l'Ucraina di un esercito di 6.000 guardie rosse ("Fronte rivoluzionario del Sud per la lotta alla contro-rivoluzione"), il primo esercito democratico della storia, che il 20 avvia l'offensiva prendendo Tula e il 21 Charkiv. Nel percorso la soldataglia priva di un inquadramento gerarchico si lascia andare a saccheggi e violenze di ogni sorta
  • 19 dicembre - Chabarovsk, Margilan, e Tomsk bolsceviche
  • 20 dicembre - Il Comitato militare rivoluzionario di Pietrogrado diventa "Commissione straordinaria" (Čeka, affidata a Dzeržinskij), che come tale continua il suo ruolo nella soppressione della contro-rivoluzione nel fronte interno
  • 20 dicembre - Si chiude il congresso straordinario del partito menscevico aperto il 12 - vince la linea di Martov di appoggio al Sovnarkom, ma a questo punto sono i bolscevichi a rifiutarlo. Martov: "assistiamo alla distruzione della rivoluzione senza poterci far nulla"
  • 21 dicembre - Viene messo fuori legge il Partito Cadetto (dopo che molti suoi membri erano stati arrestati l'11)
  • 21 dicembre - Flag of the Mountainous Republic of the Northern Caucasus.svg La Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale di Tapa Čermoev dichiara l'indipendenza dalla Russia bolscevica
  • 21 dicembre - Trockij al Vcik proclama che unico interlocutore per la pace verrà considerato il popolo tedesco e non i generali, pena la ripresa dei combattimenti
  • 22 dicembre - A Brest-Litovsk incominciano le trattative di pace tra la delegazione della Russia bolscevica (capeggiata dal Commissario del popolo per gli affari esteri Trockij) e i generali delegati degli Imperi Centrali. In relazione a ciò, il 23 si stabilisce un oscuro accordo anglo-francese su "rispettivi settori d'azione" come "aree di interesse" nei territori dell'ex Impero russo: Ucraina, Crimea, Bessarabia ai francesi - Don, Caucaso e Turkestan ai britannici
  • 23 dicembre - A Omsk il congresso regionale dei soviet proclama l’instaurazione del potere bolscevico in tutta la Siberia occidentale
  • 24 dicembre - Red flag.svg Dopo settimane di fermento nella Repubblica Popolare Ucraina, ora attaccata da nord dalle guardie rosse inviate dal governo di Pietrogrado, in seguito ad un tentato colpo di stato ad opera di Jevgenija Boš i bolscevichi ucraini sono espulsi dal Congresso dei Soviet di Kiev e rifugiatisi a Charkiv (presa il 21 dalle guardie rosse comandate da Antonov-Ovseenko) vi fondano la Repubblica Popolare Ucraina dei Soviet svolgendo un loro I Congresso panucraino dei Soviet; a Odessa il Rumčerod che finora ha sostenuto il Governo provvisorio russo ora passa al campo bolscevico come "Comitato dei 15" e riconosce il governo di Lenin. Il 25 presa Lubny, l'avanzata delle guardie rosse del "Fronte rivoluzionario del Sud per la lotta alla contro-rivoluzione" nella "Sloboda Ucraina" è temporaneamente fermata dall'esercito ucraino ad Aleksandrovsk
  • 24 dicembre - L'NKVD ("Commissariato del popolo agli affari interni") fissa in uno statuto le regole per l'organizzazione interna degli enti locali e la loro suddivisione dei poteri - il 31 viene creato l'apposito Commissariato del popolo per l'autogoverno locale, incaricato di dirigere il passaggio del potere locale dalle Dume e dagli Zemstvo (destinati allo scioglimento) ai Soviet locali, affidato a Vladimir Trutovsky (del PSR di sinistra) (il 17 marzo 1918 esso verrà abolito e assorbito dall'NKVD come propria sezione "enti locali")
  • 24 dicembre - A Soči l'ex primo ministro zarista Ivan Goremykin è linciato da una folla inferocita durante una jacquerie nella sua tenuta
  • 25 dicembre - Petropavlovsk-Krondstadt flag.svg Alcuni russi bolscevichi oltranzisti filo-anarchici delusi dalle politiche del governo di Lenin (viene accusato di aver stilato un programma prettamente demagogico, di fatto promettendo "tutto a tutti", e in particolare di aver distribuito la terra in proprietà privata mutuandolo dal programma storico del PSR anziché collettivizzarla come da programma marxista) si ritirano su un'isola del golfo di Finlandia fondandovi la Repubblica Sovietica di Naissaar, allo scopo di crearvi una "società comunista ideale"
  • 25 dicembre - "Dichiarazione di Natale": dai ministri degli esteri austro-ungarico Ottokar Czernin e tedesco Richard von Kühlmann viene annullato il "programma segreto di Kreuznach" del 23 aprile e proposta una pace senza annessioni e riparazioni - il 6 gennaio 1918 i popoli slavi rispondono con la "Dichiarazione dell'Epifania" nella quale chiedono l'indipendenza
  • 25 dicembre - Inizio dell'Età Nuova secondo la loggia massonica Germanenorden, che tiene una grande riunione nella quale la loggia si dichiara sciolta avendo conseguito il suo scopo (non è tuttora noto quale) - alcuni seguaci la rifondano come Germanenorden Walvater del Sacro Graal
  • 26 dicembre - Viene emesso il decreto sulla fondazione dei comitati agrari, incaricati di gestire la distribuzione della terra
  • 26 dicembre - La Pravda pubblica "Tesi sull'assemblea costituente", nelle quali Lenin preannuncia la sua chiusura; Sergej Mstislavskij (del PSR di sinistra) paventa la guerra civile
  • 27 dicembre - Novonikolaevsk bolscevica
  • 27 dicembre - A Chabarovsk il congresso dei soviet dell’Estremo Oriente annuncia il passaggio di tutto il potere ai soviet nelle regioni dell’Amur e del Territorio Marittimo; il 29 Irkutsk aderisce al bolscevismo dopo una guerra civile incominciata il 21. Nell'estremo oriente rimane ancora esente da bolscevichi solo l'area tra il Bajkal e l'Amur ancora sotto il governatore provvisorio Ivan Afanas'evič Butin)
  • 29 dicembre - Sebastopoli bolscevica
  • 29 dicembre - Un decreto di Lenin abolisce i gradi e i titoli militari
  • 31 dicembre - Il governo di Lenin riconosce l'indipendenza della Finlandia come Repubblica bolscevica

1918[modifica | modifica wikitesto]

Stati nel mondo

  • 2 gennaio - A Valka i bolscevichi dell'Iskolat sciolgono gli organi locali ("Consiglio provvisorio del territorio di Livonia") del Consiglio provvisorio nazionale della Lettonia che il 2 dicembre 1917 ha dichiarato l'indipendenza e il 6 emettono una dichiarazione di fedeltà alla Russia bolscevica
  • 3 gennaio - Odessa è dichiarata "città libera" dall'assemblea filo-bolscevica Rumčerod che detiene il potere reale nella città
  • 4 gennaio - Penza bolscevica
  • 5 gennaio - Tjumen' bolscevica
  • 6 gennaio - La Germania riconosce l'indipendenza della Finlandia
  • 7 gennaio - Le guardie rosse inviate in Ucraina si stanziano a nord-ovest lungo la linea Vorožba-Ljubotyn-Pavlohrad-Synelnykovo, a est tra Voronež e Millerovo, e a sud sono fermi dal 25 dicembre davanti a Aleksandrovsk; da queste posizioni nei giorni seguenti partono per conquistare altre città: Lozova (il 9), Ekaterinoslav (l'11), Aleksandrovsk (il 15), Konotop (il 16), Hluchiv (il 19), Poltava (il 20), Žytomyr (il 22), Krolevec' (nell'Oblast' di Sumy) (il 26), Bachmač e Mykolaïv (il 27), dirigendosi poi verso Odessa
  • 8 gennaio - Come alternativa non bolscevica alla concezione esposta da Lenin (ripresa dal suo precedente Il diritto dei popoli all'autodeterminazione) nel "Decreto sulla pace" il presidente americano Woodrow Wilson emette i Quattordici punti, che rappresentano uno spartiacque epocale nella concezione della geopolitica; secondo alcune interpretazioni, malgrado l'apparenza pretenziosamente neutrale, essi sarebbero perfettamente allineati con la storica politica imperialista statunitense in stile paternalista del "destino manifesto" nonché di un involontario "divide et impera" per cui, secondo lo storico britannico Eric Hobsbawm, la maggiore causa dei conflitti nazionalistici che seguirono alla Grande Guerra - l'11 febbraio saranno rifiutati dagli Imperi Centrali
  • 9 gennaio - Creato il Comitato militare rivoluzionario del Caucaso; il 14 nel Caucaso settentrionale Grigorij Ivanovič Meščerjakov crea la Repubblica Sovietica di Stavropol', che in questo momento con Novorossijsk e Sebastopoli forma un'enclave ancora separata (nelle comunicazioni anche se non formalmente geograficamente) dal resto dei territori bolscevichi
  • 9 gennaio - I generali russi contro-rivoluzionari nella zona del Don Kornilov e Alekseev dalla ridenominazione dell'"organizzazione Alekseevskaja" annunciano la fondazione dell'"Armata dei Volontari" (inizialmente composta di 2.000 uomini), prima formazione organizzata ufficiale anti-bolscevica capostipite dell'eterogeneo insieme di formazioni che verranno genericamente definite Armata Bianca - in contrapposizione il 28 le guardie rosse del Fronte rivoluzionario del Sud per la lotta alla contro-rivoluzione (che nel frattempo hanno preso possesso del Donbass affacciandosi alla regione del Don) assumono la denominazione di Armata Rossa
  • 14 gennaio - La riduzione delle razioni di pane è lo spunto per uno sciopero generale "per la pace" in Austria-Ungheria, fino al 25, durante il quale il 18 a Vienna viene creato un Soviet dei deputati dei lavoratori che si arroga di essere l'unico organismo a detenere il diritto di trattare con la Russia bolscevica la pace a nome dell'Austria-Ungheria
  • 14 gennaio - Lenin subisce un tentativo di attentato, fallito
  • 15 gennaio - Chișinău diventa bolscevica con Jakov Denisovič Melešin e lo "Sfatul Ţării" viene sciolto
  • 17 gennaio - Petrozavodsk bolscevica; il 21 Aqtöbe
  • 18 gennaio - A Brest-Litovsk alla delegazione presieduta dal Commissario del popolo per gli affari esteri Trockij vengono presentate le condizioni tedesche per la pace (incentrate sulla "Dichiarazione di Natale" del 25 dicembre 1917 dei ministri degli esteri austro-ungarico Czernin e tedesco von Kühlmann) - Trockij si riserva di rispondere e torna a Pietrogrado in fiduciosa attesa dello scoppio della rivoluzione in Europa per poter trattare la pace coi Soviet di quei paesi in virtù dell'Internazionalismo proletario, e affida a Vaclav Vorovskij a Stoccolma i contatti coi comunisti tedeschi per raggiungere tale obiettivo
  • 18 gennaio - In Russia si apre la seduta inaugurale dell'Assemblea costituente panrussa, organo legislativo eletto il 25 novembre (nella quale i bolscevichi hanno ottenuto solo il 24% dei seggi); in favore della contemporanea apertura dell'Assemblea e dell'anniversario della domenica di sangue del 1905 si svolge una grande manifestazione di PSR e menscevichi - la tendenza ancora compromissoria dei bolscevichi è indicata dal loro sostegno alla candidatura della socialista rivoluzionaria di sinistra Spiridonova come presidente dell'Assemblea - malgrado ciò, è eletto presidente il candidato PSR Černov; Lenin presenta la "Dichiarazione dei diritti del popolo lavoratore e sfruttato", che non viene accolta dagli altri partiti; di conseguenza il 19 il successivo atto da parte del gruppo bolscevico è dichiarare sciolta l'Assemblea e far arrestare dalla Čeka gli esponenti di tutti gli altri partiti (eccetto del PSR di Sinistra) - solo gli assenti riescono a fuggire recandosi in esilio all'estero; è soppresso anche il "Congresso panrusso dei Soviet dei deputati dei contadini" (che si sta tenendo anche ora dopo quello del 9-23 dicembre 1917): inizia la dittatura bolscevica
  • 21-23 gennaio - In seguito alla chiusura dell'Assemblea Costituente, sul Don avvengono i primi scontri tra armata bianca e armata rossa: inizia la guerra civile russa. Il generale Kutepov organizza la difesa anti-bolscevica di Taganrog e combatte fieramente attorno Matveev Kurgan nel Matveevo-Kurganskij rajon fino al 23 quando dopo feroci lotte essa è presa dall'Armata Rossa di Rudolf Sievers e vi viene creato il Comitato militare rivoluzionario del Don. Nel Kuban' i cosacchi infliggono una pesante sconfitta ai bolscevichi della Repubblica Sovietica di Stavropol' presso la stanitsa Afipskij, non lontano da Ėnem (Tachtamukajskij rajon); il 28 i cosacchi anti-bolscevichi fondano a Ekaterinodar la Repubblica Popolare del Kuban' che proclama l'indipendenza dalla RSFS russa; in reazione i bolscevichi il 30 fondano il Comitato militare rivoluzionario del Kuban'-Mar Nero
  • 22 gennaio - Flag of Ukrainian People's Republic 1917.svg In seguito alla chiusura dell'Assemblea Costituente russa, a Kiev la Central'na Rada (le cui elezioni costituenti si sono tenute il 9, nelle quali ha vinto ampiamente l'Unione contadina mentre i bolscevichi hanno ottenuto un misero 10% dei voti) con la "4° universale" dichiara definitivamente l'indipendenza della Repubblica Popolare Ucraina dalla RSFS russa; benché già sotto attacco, tale atto sancisce l'inizio ufficiale della guerra ucraino-sovietica
  • 23 gennaio - Verchneudinsk bolscevica dopo una guerra civile incominciata il 1º dicembre 1917 tra russi bolscevichi e i buriati indipendentisti di Cyben Žamtsarano; a inizio febbraio i bolscevichi si impadroniscono anche di Čita, ed entro il 7 febbraio si collegano a quelli di Chabarovsk completando la bolscevizzazione dell'estremo oriente con la presa di Nikolaevsk sull'Amur il 16 febbraio; il 22 febbraio con Grigorij Petrovskij viene preso il controllo della Sacha-Jacuzia; permangono ancora esenti solo i desolati territori di Kraj del mare di Ochotsk, Oblast' di Magadan, Čukotka, Oblast' di Kamčatka, Circondario dei Coriacchi, nei quali i bolscevichi non prenderanno mai effettivamente il potere fino al 1923
  • 23-31 gennaio - Flag of Russian SFSR (1918-1937).svg Si svolge il III Congresso panrusso dei Soviet che in pratica viene a sostituire negli scopi la disciolta Assemblea Costituente rimanendo ora indefinitamente unico organo legislativo e costituente, e in tale veste ratifica tutti i decreti emessi finora dal Sovnarkom; il Governo provvisorio degli operai e dei contadini è ribattezzato Governo degli operai e dei contadini della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa (RSFS russa) e viene finalmente ratificata la "Dichiarazione dei diritti del popolo lavoratore e sfruttato" di Lenin. Il padre del marxismo russo Plechanov (che morirà il 30 maggio) ripudia l'operato di "Massimiliano" Lenin definendolo "un invasato" e non riconoscendogli più il marxismo. Il 26 si riunisce nuovamente il gruppo scissionista filo-bolscevico del disciolto (dal 19, assieme all'Assemblea Costituente) "Congresso panrusso dei Soviet dei deputati dei contadini", che decide di fondersi con il "III Congresso panrusso dei Soviet dei deputati degli operai e dei soldati", da cui il Congresso si rinomina in "panrusso dei Soviet dei deputati degli operai, dei soldati, e dei contadini". Sulla questione delle modalità della pace si creano 3 fazioni:
    • pace subito a qualunque condizione: Lenin, Stalin, Sverdlov
    • attendismo, smobilitazione unilaterale: Trockij
    • guerra rivoluzionaria: Nikolaj Ivanovič Bucharin, Dzeržinskij
  • 24 gennaio - Per le sue continue proteste contro il comportamento di Lenin, il sindacalista Lozovsky è il primo membro di spicco ad essere espulso dal POSDR(b) - egli fonda un effimero Partito socialdemocratico internazionale
  • 25 gennaio - Il I Corpo d'Armata polacco dell'esercito russo di stanza nell'Oblast Occidentale lungo il fronte tra Rahachow-Žlobin-Babrujsk si scontra coi lettoni bolscevichi di Jukums Vācietis intenzionati a scioglierlo (dato che i bolscevichi non riconoscono le promesse fatte ai polacchi dal precedente governo); il 31 si concentra attorno Babrujsk
  • 26 gennaio - A Tobol'sk i bolscevichi prendono in consegna lo Zar dai precedenti carcerieri
  • 26 gennaio - Simferopoli presa dai bolscevichi di Sebastopoli; la Repubblica Popolare di Crimea è soppressa e il suo presidente Çelebicihan catturato (e giustiziato il 23 febbraio)
  • 28 gennaio - Sciopero generale a Berlino e in altre città tedesche guidato da Richard Müller con l'appoggio di USPD e SPD; viene creato un Soviet dei deputati dei lavoratori che si arroga di essere l'unico organismo a detenere il diritto di trattare con la Russia bolscevica la pace a nome della Germania - la repressione del 3 febbraio mette a tacere le sinistre pacifiste in Germania fino a ottobre, e le speranze di Trockij di poter trattare la pace col popolo anzichè coi generali tedeschi
  • 28 gennaio - I bolscevichi prendono il potere in Finlandia: guerra civile e d'indipendenza finlandese tra bolscevichi sostenuti dalla RSFS Russa e nazionalisti sostenuti dalla Germania e dagli svedesi del comandante Ernst Linder (che occupano le Isole Åland).
    Kamenev, inviato da Lenin come ambasciatore (modus operandi che diverrà prassi per "liberarsi" dei personaggi "scomodi") in Francia ma rifiutato, nel viaggio di ritorno viene arrestato alle isole Åland e consegnato ai finlandesi bianchi
  • 29 gennaio - Dopo la battaglia di Kruty le guardie rosse (da ora "Armata Rossa") inviate in Ucraina circondano e assediano Kiev (dove vi è in corso la rivolta bolscevica dell'Arsenale) - vi entrano il 4 febbraio. Il 30 Hruševs'kyj è sostituito da Vsevolod Holubovyč al governo ucraino, che si trasferisce a Žytomyr per poi inviare una delegazione a Brest-Litovsk con lo scopo di trattare la pace separata con gli austro-tedeschi; Flag of Kuban People's Republic.svg in reazione i cosacchi del Kuban' (fautori della continuazione della guerra contro i tedeschi) il 16 febbraio dichiarano l'indipendenza della Repubblica Popolare del Kuban' dalla Repubblica Popolare Ucraina
I territori rivendicati prima dal Rumčerod e poi dalla RSS Odessa (giallo Edisan, arancio Bessarabia)
  • 29 gennaio - A Tomsk la Duma regionale siberiana del menscevico Pëtr Jakovlevič Derber sostituisce il precedente governatore provvisorio Potanin; Derber vi crea un "Governo provvisorio siberiano" come governo regionale, ma che dichiara di non riconoscere come governo centrale quello di Lenin
  • 30 gennaio - L'Armata Rossa entra a Odessa accolta dal Rumčerod di Vladimir Grigor'evič Judovskij che già la controlla totalmente dopo scontri incominciati il 27 e vi fonda la Repubblica Sovietica di Odessa (la quale si considera mera enclave marittima della RSFS russa temporaneamente in territorio ucraino); subito essa prende il controllo dello Edisan e (dopo che il 29 l'esercito romeno su richiesta dei moldavi è entrato a Chișinău sfrattandone i bolscevichi locali fedeli al Rumčerod) attacca la Repubblica Democratica Moldava (rispetto alla quale il 27 il Rumčerod si è proclamato come unica autorità legale in Bessarabia) combattendovi contro le truppe franco-russo-rumene; Flag of the Moldavian Democratic Republic.svg il 6 febbraio la Repubblica Democratica Moldava si dichiara indipendente dalla RSFS russa e dalla RSS Odessa
  • 30 gennaio - Fondata la Repubblica Sovietica di Kaluga da parte di bolscevichi oltranzisti contrari all'armistizio con i tedeschi - nello stesso periodo vengono fondate altre svariate repubbliche minori di questo tipo, dispregiate dai bolscevichi come "repubbliche anarco-massimaliste"
  • 30 gennaio - Lettonia A Pietrogrado il Consiglio provvisorio nazionale della Lettonia (riunitosi segretamente ivi dal 28) di Voldemārs Zāmuēls per la prima volta ufficialmente proclama l'indipendenza della Lettonia dalla Russia, in contrapposizione al bolscevico Iskolat che il 6 aveva dichiarato fedeltà alla Russia bolscevica e dichiarato sciolto l'organismo antagonista
  • 31 gennaio - Orenburg, caposaldo cosacco contro-rivoluzionario tra la steppa e gli Urali e capitale della Repubblica dell'Idel-Ural, è presa dai bolscevichi musulmani di Davletshin supportato dalle truppe di Bljucher giunte da Čeljabinsk; il capo dei cosacchi Dutov si rifugia prima a Verchneural'sk e poi da marzo a Krasninskoje nel Promyšlennovskij rajon; la capitale della Repubblica dell'Idel-Ural è spostata a Kazan', dove si rifugia anche Manat
  • febbraio - Un gruppo di ex ufficiali dell'esercito zarista fonda a Tashkent un'organizzazione segreta di guerriglia per il rovesciamento del potere bolscevico in quella provincia (che in agosto prenderà il nome '"Unione del Turkestan contro il bolscevismo"')
  • 1º febbraio - Ammutinamento di Cattaro dei marinai della marina austro-ungarica nella baia di Cattaro, soppresso dalle unità governative guidate dal contrammiraglio Miklós Horthy il 3
  • 1º febbraio - L'Armata Rossa prende Černigov
  • 1º febbraio - In seguito al decreto anti-religioso sulla separazione tra Stato e Chiesa emesso il 20 dal sovnarkom, Tichon critica la violenza dei bolscevichi (ma di contro si rifiuterà sempre di benedire le armate bianche)
  • 3 febbraio - Il I Corpo d'Armata polacco prende la città di Babrujsk nella quale era asserragliata una guarnigione bolscevica; nei giorni seguenti i bolscevichi tentano più volte di riprendere la città (che circondando su 3 lati essendo quello a ovest il fronte russo coi tedeschi fermo in seguito all'armistizio in corso) fino a quando l'11 i tedeschi varcano la linea del fronte e liberano i polacchi dall'assedio
  • 3 febbraio - Il governo bolscevico dichiara decaduti tutti i prestiti ricevuti dalla Russia zarista, provocando così la reazione internazionale nello stile della "diplomazia delle cannoniere" già preventivato dai paesi dell'Intesa nella conferenza del 3 dicembre 1917 (si consideri anche che la proprietà della grande industria in Russia che si intendeva nazionalizzare era in gran parte in mani straniere, tanto da indurre Lenin a parlare di "neocolonialismo")
  • 3-4 febbraio - Si tengono le elezioni Costituenti in Estonia del 1918 indette dal Comitato Esecutivo Centrale estone dei Soviet - primo partito è il POSDR(b) con il 37,4% dei voti
L'insorgenza dei turchi nel Caucaso nel 1918
  • 5 febbraio - Visto lo stallo dei negoziati con i russi bolscevichi, recalcitranti a firmare una pace definitiva dopo la scadenza dell'armistizio di Erzincan, e alla luce del recente ripudio dei debiti esteri (compresi quindi quelli con l'Impero ottomano) annunciato da Lenin, le forze ottomane riprendono la guerra avanzando nell'Amministrazione dell'Armenia occidentale attraverso il fronte fra Tirebolu e Bitlis, e prendono Kelkit (il 7), il 12 varcano il vecchio confine ed entrano così in Transcaucasia prendendo Erzincan il 13, Bayburt (il 19) e Tercan (il 22); il 10 Trockij abolisce il Commissariato per la Transcaucasia che doveva trattare la resa con gli ottomani
  • 5 febbraio - Con il pretesto di aiutare i bolscevichi dell'Ucraina nella creazione di potere sovietico, l'Armata Rossa lancia un'offensiva da più direzioni (Charkiv ed Ekaterynoslav, Brjansk, Homel') contro Kiev
  • 7 febbraio - Astrachan' presa dai bolscevichi giunti da Caricyn dopo due settimane di combattimenti; i cosacchi della Calmucchia si ritirano nella steppa circostante e verso il Don
  • 7 febbraio - In seguito agli eventi dell'Assemblea costituente, a Tomsk la Duma regionale siberiana del menscevico Derber proclama ufficialmente l'indipendenza della Siberia e per questo viene sciolta dai bolscevichi del soviet locale, che suggellano così finalmente il totale potere bolscevico fino a Vladivostok; i menscevichi e il PSR da questo momento rompono i legami coi bolscevichi in tutto l'ex Impero e si rifugiano in Manciuria dove Derber installa l'11 in esilio a Harbin (dove è presente anche un soviet bolscevico) il Governo provvisorio siberiano - il PSR di destra così scompaginato scompare di fatto dalla scena in Russia; per conto di Derber a Tomsk rimane il colonnello Arkadij Krakovetskij con il compito di formare una rete clandestina menscevica e preparare una rivolta contro i bolscevichi, che si realizzerà nel corso della primavera in tentativi a Semipalatinsk, Tomsk, Barnaul, e Blagoveščensk; falliti questi, Michail Jakovlevič Lindberg, Boris Dmitrievič Markov, Pavel Jakovlevič Michajlov e Vasilij Osipovič Sidorov rimasti clandestinamente in Siberia, a Novonikolaevsk fondano il "Commissariato della Siberia occidentale"
  • 8 febbraio - Vologda bolscevica, ed il 17 Arcangelo
  • 9 febbraio - Come applicazione pratica del "Decreto sulla terra" viene emessa la "Legge fondamentale sulla socializzazione della terra", la quale dà inizio nel corso delle settimane successive a una colossale redistribuzione della proprietà fondiaria ("spartizione nera") da parte dei "comitati agrari" che di fatto ufficializza le espropriazioni arbitrarie avvenute nel corso dell'autunno-inverno apportandone correzioni su base regolamentata "per bocche", e pone fine così ai residui episodi di jacquerie - risultato di compromesso col PSR di sinistra in quanto partito egemone tra i contadini, per tale atteggiamento compromissorio Lenin verrà accusato dai menscevichi e dai bolscevichi di sinistra (marxisti ortodossi) di rivelare in ciò la sua originaria impostazione populista; ciò, assieme a ulteriori decreti (13 e 27 maggio) inerenti le modalità di approvvigionamento alimentare, riporta involontariamente in auge alcune pratiche comunitaristiche tipiche della vecchia Obščina e farà accusare Lenin anche di bakunismo
L'Ucraina riconosciuta dagli Imperi centrali
  • 9 febbraio - "Pace del pane": la Repubblica Popolare Ucraina firma a Brest-Litovsk la pace separata con gli Imperi centrali; questo atto induce i russi bolscevichi a rompere le trattative di pace con gli Imperi centrali (avviate in loco il 18 gennaio con il Commissario del popolo agli affari esteri Trockij, le cui clausole presentategli considera vero capestro), mentre contemporaneamente l'Armata Rossa e i bolscevichi della Repubblica Popolare Ucraina dei Soviet di Muravёv entrano a Kiev al termine dell'assedio incominciato il 29 gennaio e ne fanno strazio; il governo ucraino di Holubovyč si trattiene a Brest-Litovsk e poi si sposta in Volinia a Mohyliv-Podil's'kyj sempre sotto protezione tedesca; il 12 la capitale della Repubblica Popolare Ucraina dei Soviet è trasferita da Charkiv a Kiev - la zona di Chełm viene ceduta dalla Polonia ex russa all'Ucraina, provocando l'avvio del separatismo della Polonia austro-ungarica (finora rimasta fedele all'Impero, ma ora la firma della pace separata tra Ucraina e Imperi centrali diminuisce le possibilità di riuscire a creare uno stato polacco veramente indipendente) e il 15 con la battaglia di Rarańcza l'ammutinamento dei reparti polacchi dell'esercito tedesco e austro-ungarico (riuniti nel Corpo ausiliario polacco di Haller) di stanza lungo il fronte con l'Ucraina presso Černivci in Bucovina disertano e forzano la linea del fronte (già stabilizzata fin dalla tregua del 4 dicembre 1917) per unirsi ai loro compatrioti dell'esercito russo (II Corpo d'Armata polacco) appena ribellatisi anch'essi ai loro nuovi comandanti bolscevichi del Comitato militare rivoluzionario del fronte romeno che ancora hanno in mano la zona; in seguito a questo evento il 23 febbraio in Francia l'esercito polacco noto come "Esercito blu" viene finalmente posto sotto la sovranità diretta del "Comitato nazionale polacco" di Dmowski e Paderewski
  • 10 febbraio - Red flag.svg A Taganrog (presa dall'Armata Rossa l'8) i cosacchi di Fëdor Andreevič Sergeev indignati dalla resa ucraina agli Imperi centrali, passano al campo bolscevico dopo il congresso di Kamensk, e unendo i loro territori della Zaporižžja a quelli dei bolscevichi di Charkiv (che come reazione campanilistica al trasferimento a Kiev della capitale della Repubblica Popolare Ucraina dei Soviet si sono staccati da essa) creano la Repubblica Sovietica del Donec-Krivoj Rog con capitale Charkiv; i bolscevichi in Ucraina si trovano ora divisi tra tre loro governi rivali tra loro; l'11 il comandante dei cosacchi contro-rivoluzionari del Don Kaledin, vistosi così tradito, si suicida
  • 13 febbraio - Passa al campo bolscevico l'ultima residua sacca che finora non era ancora passata al bolscevismo nella Russia etnica, Tambov
  • 14 febbraio - La RSFS russa adotta il calendario gregoriano
  • 14 febbraio - Ad Aşgabat scontri tra i bolscevichi del Turkestan e soldati di transito che a seguito dell'armistizio del 5 dicembre 1917 stanno sgomberando dal nord della Persia; i primi hanno la meglio (anche a causa delle diserzioni nell'esercito che rimpinguano le file dei bolscevichi) e la Transcaspia rimane sotto i bolscevichi del Turkestan di Pëtr Alekseevič Kobozev
  • 16 febbraio - Flag of Lithuania 1918-1940.svg In virtù della "Dichiarazione di Natale" del 25 dicembre 1917 che ha annullato il "programma segreto di Kreuznach" del 23 aprile 1917 avviene l'Atto d'indipendenza della Lituania come Regno di Lituania sotto l'egida tedesca
  • 18 febbraio - Pacificatasi con l'Ucraina il 9, e vista la rottura dei negoziati con i bolscevichi (anche sul tema economico del ripudio dei debiti e dell'esproprio delle proprietà estere) conseguente proprio alla stipula della pace separata della Repubblica Popolare Ucraina, scaduto il termine dell'armistizio, dopo gli ottomani anche gli austro-tedeschi riprendono unilateralmente l'offensiva contro la Russia, lanciando sul fronte nord-orientale l'operazione Faustschlag: davanti a una resistenza trascurabile l'8ª armata tedesca nel mese seguente avanza per molti chilometri, catturando la maggior parte dell'Oblast Occidentale, la Livonia e l'Estonia; secondo alcuni autori questo atto non deve essere considerato come una ripresa delle ostilità della guerra mondiale, ma come una nuova guerra, tedesco-bolscevica: sotto tale luce assumerebbe senso l'attendismo di Trockij (probabilmente influenzato da Bucharin, in questo momento vera eminenza grigia del difensismo e della rivoluzione permanente in seno ai bolscevichi, che arriva al punto di prendere contatti con altri partiti per ordire un golpe contro Lenin), come giustificazione per cui la RSFS russa, aggredita, sarebbe stata legittimata a riprendere le ostilità senza contravvenire al "decreto sulla pace", nella fiduciosa convinzione di Trockij e Bucharin che un esercito popolare avrebbe avuto più fortuna rispetto a quello zarista o borghese, e approfittarne per poter diffondere militarmente il bolscevismo a occidente. Il 19 Lenin ordina alla Flotta del Baltico di abbandonare la base di Reval (dove i tedeschi giungeranno il 25) per ripararsi a Helsingfors (l'operazione verrà conclusa il 12 marzo) e poi a Kronštadt (l'operazione "Campagna sul ghiaccio della flotta baltica" verrà conclusa così il 2 maggio). Il I Corpo d'Armata polacco dell'esercito russo a Babrujsk si schiera ora con i tedeschi dirigendosi con loro verso Minsk, mentre in Bucovina gli ex austro-tedeschi Corpo ausiliario polacco e II brigata di Haller si incorporano ufficialmente nel II Corpo d'Armata polacco dell'esercito russo del generale Stankiewicz (che da fine marzo sarà sottoposto al comando dell'"Esercito blu")
  • 18 febbraio - A seguito dell'offensiva dei cosacchi bolscevichi della Repubblica Sovietica del Donec-Krivoj Rog che assediano Rostov dal 13 e Novočerkassk dal 16, perduto il loro comandante suicidatosi l'11, ed essendo appena stato fucilato colui che lo sostituì Anatoliy Mikhaylovič Nazarov, l'Armata dei Volontari (ora composta di 4.000 uomini) seguendo Kornilov assieme 2.000 civili abbandona il Don con la "Marcia del Ghiaccio" dirigendosi verso Ekaterinodar per unirsi ai cosacchi della Repubblica Popolare del Kuban' che ha appena proclamato l'indipendenza (prima campagna del Kuban'); Rostov abbandonata dai cosacchi bianchi è presa il 23 dai cosacchi bolscevichi; Novočerkassk cade il 25; il 6 marzo Mitrofan Petrovič Bogaevskij, successore dei defunti Kaledin e Nazarov, è arrestato e fucilato dai bolscevichi
  • 18 febbraio - I bolscevichi del Turkestan (principalmente operai russi della costruenda ferrovia Trans-Aral e prigionieri di guerra tedeschi e austro-ungarici) guidati dal generale Michail Vasil'evič Frunze partendo da Tashkent abbattono nel sangue l'Autonomia di Kokand; in marzo entrano nel Semireč'e meridionale dove il 3 prendono Vernyj; i cosacchi del Semireč'e deportati a Omsk in dicembre e ora ribellatisi ("ribellione Popovskij"), asserragliati nel villaggio Zachlaminskoj, si dirigono a Kökşetaw e poi nella steppa a sud della città, con l'intento di tornare nel Semirečensk - analogo attacco a Buchara in marzo viene sventato dalla risposta dei musulmani
  • 18-21 febbraio - I tedeschi raggiungono e prendono Daugavpils e Minsk; il 20 Iskolat da Valka evacua a Mosca, dove il 4 aprile verrà sciolto; il 22 il territorio lettone è totalmente occupato
  • 21 febbraio - Sulla base del decreto del Sovnarkom "La patria socialista è in pericolo!" il comandante in capo Krylenko firma l'ordine di "mobilitazione rivoluzionaria", per cui il 23 si decreta la coscrizione obbligatoria all'Armata Rossa e viene creata la Flotta Rossa degli operai e dei contadini (fino questo momento il grosso dell'esercito bolscevico è stato composto dai 35.000 fucilieri lettoni dell'ex esercito zarista, che essendo la Lettonia occupata dai tedeschi non hanno ancora potuto essere smobilitati)
  • 22-23-24 febbraio - Il CC del POSDR è riunito in maniera permanente per discutere le modalità della pace: si discute dell'accettazione dei proposti aiuti anglo-francesi via Murmansk: Lenin è contrario e minaccia le dimissioni se vincesse la linea di Trockij, il quale si dimette da Commissario del popolo agli affari esteri, venendo sostituito da Georgij Vasil'evič Čičerin che continua le trattative coi tedeschi. Il 24 nonostante la contrarietà di Trockij il governo di Lenin chiede un altro armistizio agli Imperi centrali. Trockij e Bucharin vedono così perdente la loro linea con grave smacco al loro prestigio
  • 24 febbraio - La conferenza del PSR di sinistra respinge le clausole della resa
  • 24 febbraio - Gli austro-tedeschi partendo dal fronte galiziano riprendono l'avanzata anche in Ucraina in accordo col governo di Holubovyč che il 12 aveva chiesto il loro aiuto per scacciare i tre stati bolscevichi locali, ed entrano a Žytomyr, dove vi si ri-trasferisce il governo ucraino; i tedeschi di Alexander von Linsingen avanzano dalla Volinia nel nord (ex distretto militare di Kiev) e in Crimea, gli austriaci di Eduard Freiherr von Böhm-Ermolli dalla Podolia nel sud (ex distretto militare di Odessa)
  • 24 febbraio - Flag of the Transcaucasian Federation.svg In seguito alla nuova richiesta di armistizio e quindi in previsione di un'imminente pace tra RSFS russa e Impero ottomano, la Repubblica Federale Democratica Transcaucasica (che subentra al controllo anche di ciò che resta del territorio ex-ottomano dell'Amministrazione dell'Armenia occidentale dopo che il 23 Nikolaj Semënovič Čcheidze ha creato la sua Dieta Transcaucasica) dichiara l'indipendenza e continua autonomamente la guerra contro l'Impero ottomano; in reazione a ciò i musulmani azeri del Musavat avviano una ribellione pro-ottomana che sfocerà il 30 marzo nell'inizio della lunga guerra armeno-azera; anche in Abcasia e nel sud dell'Ossezia i musulmani insorgono: nei territori osseti viene proclamata la Repubblica sovietica e incomincia la guerra georgiano-osseta durante la quale il 19 marzo Tskhinvali è occupata dai ribelli osseti (ma il 22 viene ripresa dai georgiani), mentre in Abcasia (dove Soči è in mano bolscevica dal 10 febbraio) il 13 marzo la costa settentrionale (ex Governatorato del Mar Nero, già contesa tra la Transcaucasia e la Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale) fino a Novorossijsk compresa secede come Red flag.svg Repubblica Sovietica del Mar Nero (Abram Izrailevič Rubin presidente)
  • 24 febbraio - Estonia Dichiarazione d'indipendenza dell'Estonia: nella certezza dell'imminente arrivo dei tedeschi, nel Governatorato Autonomo dell'Estonia gli estoni escono dalla clandestinità in cui erano costretti dal 9 dicembre 1917, approfittando della fuga dei russi bolscevichi riaprono il Maapäev e dichiarano simbolicamente l'indipendenza dalla Russia fondando il governo provvisorio Estone; la sua capitale Reval è rinominata Tallinn. Il 25 è occupata dai tedeschi
  • 25 febbraio - Gli ottomani prendono Trebisonda, capitale dell'effimera Repubblica del Ponto (resasi da poco indipendente dalla filo-russa Amministrazione dell'Armenia occidentale in seguito alle ripetute trattative russe di resa)
  • 26 febbraio - La Repubblica Sovietica di Naissaar è occupata dai tedeschi ed è abolita; i tedeschi entrano a Pskov
  • 27 febbraio - Di fronte all'avanzata tedesca l'ambasciata americana in Russia lascia Pietrogrado per Vologda
  • marzo - Nell'Altaj a Ulala Vasilij Ivanovič Anuchin dichiara indipendente la Repubblica di Ojrot per separazione dal distretto di Bijsk
  • 1º marzo - Stipulato un trattato di amicizia tra RSFS russa e RSS dei lavoratori di Finlandia
  • 1º marzo - Flag of Idel-Ural State.svg Nella prospettiva dell'arrivo dell'esercito tedesco, al II Congresso panrusso dei tartari musulmani a Kazan' la Repubblica tartaro-baschira dell'Idel-Ural dichiara l'indipendenza dalla RSFS russa; a essa si uniscono ora anche alcuni territori non musulmani (Ciuvascia, Udmurtia, Mari e Mordovia)
  • 1º marzo - I tedeschi entrano a Vinnycja e il 2 a Kiev dopo che il 27 febbraio il governo della Repubblica Popolare Ucraina dei Soviet si è spostato a Poltava (dal 10 marzo a Ekaterinoslav, dal 4 aprile a Charkiv, e dall'8 a Luhans'k)
  • 2 marzo - In Russia amnistia generale per i contro-rivoluzionari arrestati nel novembre 1917
La pace di Brest-Litovsk (prevede la restituzione alla RSFS russa dell'area in verde chiaro tra Gomel-Minsk-Pskov)
  • 3 marzo
    • I tedeschi a nord raggiungono e si arrestano a Narva, assestandosi sulla linea Narva-Pskov-Vitebsk-Orša-Mogilëv-Gomel' - i bolscevichi dall'Estonia fuggono perlopiù in Finlandia andando a ingrossare le loro file nella guerra civile lì in corso; quasi tutto il territorio bielorusso ("Oblast' Occidentale" o per i tedeschi "Ober Ost") è occupato, eccetto un'area meridionale (Paludi del Pryp"jat') che è stata aggirata dall'esercito tedesco che non la considera strategicamente essenziale; nella storiografia sovietica questa sacca "invitta" (che non era uno stato indipendente vero e proprio ma un'enclave della RSFS russa) viene chiamata "Repubblica guerrigliera" Rudobelskaya. La fulminea avanzata tedesca impone per la 2ª volta la cessazione delle ostilità con la prospettiva di condizioni ora peggiori di quelle che precedentemente si sarebbe potuto ottenere
    • La RSFS Russa firma il trattato di Brest-Litovsk, atto che conclude le ostilità sul fronte orientale; i russi rinunciano a tutte le pretese sulle provincie baltiche, sulla Polonia, la Russia Bianca, la Finlandia (viene annullato perciò il trattato del 1º marzo), la Bessarabia, l'Ucraina e il Caucaso; l'Oblast Occidentale rimane temporaneamente sotto occupazione tedesca (la parte rimasta russa viene inclusa nel Governatorato di Smolensk che viene sciolto e ne diviene parte); l'indipendenza dei nuovi stati protetti dagli Imperi centrali viene riconosciuta (esclusi i territori occupati dopo il 18 febbraio); le repubbliche bolsceviche ucraine (che di fatto sono indipendenti e possono perciò continuare a opporsi ai tedeschi) vengono quindi disconosciute e di conseguenza i tedeschi possono continuare l'avanzata in Ucraina (già ripresa dal 24 febbraio su richiesta del governo ucraino del 12) e incominciare il 4 quella dalla Bucovina verso Odessa in accordo col governo ucraino per eliminare i bolscevichi che ora controllano praticamente tutto il resto del paese eccetto una sottile fascia nord-occidentale tra Kiev e Vinnycja; la RSFS russa accetta di restituire all'Impero ottomano il territorio acquisito dopo la guerra russo-turca del 1877-78 (Kars e Batumi, ora tenuti però dalla secessa Transcaucasia)
    • A Mosca l'opposizione moderata alla resa si unisce all'"Unione di protezione della Costituente" di Avksent'ev (derivata dal "Comitato per salvare la Patria e la Rivoluzione") che diventa "Unione di rinascita della Russia", mentre i radicali di Boris Savinkov creano l'"Unione per la Difesa della Madrepatria e della Libertà"; viceversa sorgono alcuni gruppi filo-tedeschi, tra cui il Centro della Destra di Pavel Ivanovič Novgorodcev che poi unendosi con il "Consiglio degli attivisti civici" danno vita al "Centro Nazionale" del cadetto Astrov (che poi a sua volta in maggio dopo il rifiuto tedesco di avanzare a oltranza in Russia confluirà nell'"Unione di rinascita della Russia" di Avksent'ev); da Mosca l'Iskolat (che il 4 aprile verrà sciolto) esprime a Lenin una protesta per la resa russa (viceversa molti indipendentisti lettoni ora sostengono i tedeschi)
    • L'Intesa incomincia a sostenere i bianchi contro i bolscevichi
  • 5 marzo - Dopo un ultimatum del 5 febbraio la Romania firma a Buftea il trattato di Brest-Litovsk con la RSFS Russa; un accordo firmato il 9 prevede lo sgombero entro 2 mesi dell'esercito romeno che da inizio marzo ha occupato tutta la Bessarabia
  • 5 marzo - Red flag.svg Pacificatisi con gli ottomani (e quindi vanificata la prospettiva dell'arrivo dell'esercito ottomano), i bolscevichi di Ė. S. Bogdanov possono riprendere il possesso dei territori della Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale che unendoli ai territori circostanti (Distretto di Chasavjurt) il 16 trasformano in Repubblica Sovietica del Terek con capitale Pjatigorsk; Tapa Čermoev esilia in Georgia assieme ai musulmani anti-bolscevichi e ai cosacchi (che il 4 avevano dichiarato l'indipendenza del Terek dalla Repubblica Montanara)
  • 5 marzo - I tedeschi sbarcano alle Isole Åland (già occupate dagli svedesi da febbraio); il 7 la Finlandia firma il trattato di Brest-Litovsk con la Germania
  • 6 marzo - Il reparto comandato da Dybenko (Commissario del popolo per gli affari marittimi) accusato di aver abbandonato il 3 Narva ai tedeschi viene disarmato, e Dybenko espulso dal POSDR
  • 6-8 marzo - Al suo straordinario VII Congresso il Partito Operaio Socialdemocratico Russo (bolscevico) si trasforma in Partito Comunista Russo. Tensione con gli aderenti al gruppo dei "Comunisti di sinistra", contrari alla resa capeggiati da Bucharin; lui, Oppokov, Urickij, e Radek si rifiutano per molte settimane di prendere parte ai lavori e fondano il giornale Kommunist, tanto che si diffonde il timore di scissione e di colpi di mano da parte loro, che Lenin accusa di "socialsciovinismo"
  • 7 marzo - A Monaco Anton Drexler (membro del Partito Tedesco della Patria) fonda il Comitato antisemita per la pace
  • 8 marzo - Flag of Courland (state).svg Dall'unificazione dell'ex Governatorato della Livonia (staccato appositamente dall'Estonia che torna ai suoi vecchi confini storici precedenti all'aprile 1917) agli altri governatorati di etnia lettone (compresa la Letgallia staccata dal Governatorato di Vitebsk il 14 dicembre 1917) sotto l'egida tedesca viene creato uno stato nazionale lettone come Ducato di Curlandia e Semigallia
  • 8-13 marzo - La Legione Ceca combatte volontariamente assieme ai bolscevichi ucraini contro i tedeschi nella battaglia di Bachmač; il 12 i tedeschi entrano a Černihiv (assegnata all'Ucraina dalla pace di Brest-Litovsk)
  • 9 marzo - In previsione di uno sbarco tedesco in Finlandia, forze dell'Intesa in funzione antitedesca sbarcano a Murmansk, accolte calorosamente dai bolscevichi locali secondo accordi presi il 2 marzo con Trockij; in seguito alla firma della pace di Brest-Litovsk (avvenuta il 3) da Lenin arriva la sconfessione di tale accordo - si apre così un ulteriore dissidio tra Lenin e Trockij
  • 10 marzo - Dopo che dal 4 gli austro-tedeschi hanno incominciato ad avanzare anche dalla Bucovina lungo lo spluviale orientale del Dnestr, entrano a Odessa; la loro avanzata è ora favorita dai soldati russi bianchi del fronte romeno di Mikhaïl Drozdovski (stanziati in Bessarabia da gennaio) che, mossisi dalle postazioni per raggiungere sul Don l'atamano Kornilov incalzati dagli stessi austro-tedeschi ("marcia Iaşi-Don") li precedono liberandogli i territori dai bolscevichi, in una benevola ma paradossale concordanza; il 13 la Repubblica Sovietica di Odessa è soppressa e annessa alla Repubblica Popolare Ucraina; il Rumčerod si trasferisce prima a Nikolaev, poi a Rostov, e poi a Ejsk, finché in maggio viene sciolto e Judovskij esula a Mosca
  • 12 marzo - Tentativo di colpo di stato anti-bolscevico a Vjatka (Avventura di Lapinsky)
  • 12 marzo - Gli ottomani nella continuazione della guerra contro la Repubblica Federale Democratica Transcaucasica prendono Erzurum; nei giorni seguenti cadono in mano ottomana anche Malazgirt, Hinis, Oltu, Köprüköy e Tortum
Semireč'e ("sette fiumi")
  • 12 marzo - Appena eletto atamano dei cosacchi del Semireč'e nella steppa kirghisa, il capo della "ribellione Popovskiy" Boris Annenkov avvia un attacco contro i bolscevichi e il 19 cattura Omsk che tiene però solo fino alla fine di aprile; nel corso della primavera il fronte tra bolscevichi e cosacchi ribelli corre da sud-est a nord-ovest dalle pendici del Džungarski Alatau tra la stanica Abakumovo e le steppe del Distretto di Aqsu, fino al lago Balqaš (a sud dal 3 marzo vi sono i bolscevichi del Turkestan); il 14 Ust'-Kamenogorsk è presa dai bolscevichi provenienti da Barnaul
  • 13 marzo - Trockij (dimessosi da Commissario del popolo agli affari esteri il 23 febbraio) viene nominato Commissario del popolo per gli affari bellici al posto di Podvojskij; il 18 viene nominato anche Commissario del popolo per gli affari marittimi al posto di Dybenko (che viene arrestato per la resa di Narva). Trockij è poi nominato Comandante in capo dell'Armata Rossa; come primo atto introduce il buffo cappello "budënovka", e dato che le clausole del trattato di pace di Brest-Litovsk permettono alla Russia il mantenimento di un esercito come "forze di cortina" per sorvegliare la linea di demarcazione stabilita, il 29 Trockij vi istituisce la "cortina occidentale"
  • 14 marzo - La capitale della RSFS russa è spostata da Pietrogrado a Mosca, dove viene tenuto anticipatamente in via straordinaria il IV Congresso panrusso dei Soviet che ratifica il trattato di pace di Brest-Litovsk, nel quale si acquisce la frattura in seno alle fazioni riguardo alle modalità della pace, e si apre quella tra Trockij e il resto del Politburo - è il punto di minor consenso del governo di Lenin, con il solito Rykov a capo dell'opposizione interna a esso - anche il PSR di sinistra incomincia a prendere le distanze tanto che il 16 il Commissario del popolo per l'agricoltura il social-rivoluzionario di sinistra Kolegaev si dimette e viene sostituito il 23 dal bolscevico Semyon Sereda - idem il Commissario del popolo per la giustizia Štejnberg (anche lui del PSR di sinistra), che il 18 viene sostituito da Stučka (che lo era già stato prima di lui, e sarà sostituito il 14 settembre da Dmitrij Kurskij), il Commissario del popolo alla proprietà demaniale Vladimir Karelin (sostituito da Pavel Petrovič Malinovskij), e il Commissario del popolo per Poste e Telegrafi Proš'jan sostituito da Vadim Podbel'skij
  • 14 marzo - Con la presa di Ekaterinodar la contro-rivoluzionaria Repubblica Popolare del Kuban' è soppressa dai bolscevichi; il 17 la sua Rada "in esilio" stipula un patto di alleanza anti-bolscevica con l'Armata dei Volontari (che sta marciando dal Don verso il Kuban') nella quale il 27 confluisce l'esercito del Kuban' di Viktor Pokrovskij
  • 14 marzo-5 aprile - Fallimentare conferenza di pace di Trebisonda tra Impero ottomano e Repubblica Federale Democratica Transcaucasica - il 26 marzo è abolito il Commissariato per la Transcaucasia
  • 19-20 marzo - Red flag.svg Davanti all'avanzata tedesca, al II Congresso panucraino dei Soviet a Ekaterinoslav viene proclamata la fusione della Repubblica Popolare Ucraina dei Soviet con la Repubblica Sovietica del Donec-Krivoj Rog e con ciò che rimane del territorio della Repubblica Sovietica di Odessa, dalle quali nasce la Repubblica Sovietica Ucraina, che si dichiara indipendente dalla RSFS russa a causa della sua resa alla Germania, la cui priorità quindi ora alla luce delle conseguenze del Trattato di Brest-Litovsk è contrastare l'avanzata tedesca in Ucraina; capitale è Ekaterinoslav (dal 4 aprile Charkiv, e dall'8 Luhans'k); la filo-russa parte meridionale della Repubblica Sovietica del Donec-Krivoj Rog rifiuta di fondersi nell'indipendentista Repubblica Sovietica Ucraina e si proclama Repubblica Sovietica della Tauride (cui si uniscono anche i territori bolscevichi filo-russi della Crimea) con Anton Iosifovič Slutskiy; intanto i tedeschi avanzano e dichiarano abolite le Repubbliche Sovietiche i cui territori conquistati vengono progressivamente annessi alla Repubblica Popolare Ucraina; i cosacchi "rossi" di Fëdor Grigor'evič Podtëlkov e Vladmir Kovalev si arroccano sul Don fondandovi a Rostov (che hanno preso il 23 febbraio) la Repubblica Sovietica del Don
  • 21 marzo - Con l'"operazione Michel" (decisa il 10, il più imponente attacco tedesco della guerra) incomincia l'offensiva di primavera tedesca sul fronte terrestre occidentale - il 3 giugno la massima avanzata dal 1914, a 90 km da Parigi
  • 21 marzo - Dopo essere sbarcati il 9 a Murmansk, i britannici in Carelia partono guidati dai bolscevichi locali e finlandesi per contrastare i contro-rivoluzionari finlandesi (Guardia Bianca e le filo-tedesche Jägertruppen di Kurt Martti Wallenius) della spedizione "Viena" in marcia verso Kem'
  • 23 marzo - Monopolio e pianificazione dei sistemi di trasporto affidato al Vikzhedor, organismo sindacale statale che il 12 febbraio ha assorbito il potente sindacato dei ferrovieri Vikzhel
  • 23 marzo - Il Regno di Lituania ottiene l'approvazione tedesca all'indipendenza
Europa 12 kwietnia 1918.png
  • 25 marzo - I tedeschi a Kremenčuk
  • 25 marzo - Flag of Belarus (1918, 1991-1995).svg La parte di Oblast' Occidentale occupata dai tedeschi e che dovrebbe essere restituita alla Russia, per evitare ciò Jan Sierada la dichiara indipendente come Repubblica Popolare Bielorussa; in reazione il 29 Trockij istituisce la "cortina occidentale" che copre oltre 800 chilometri fino al confine ucraino lungo la linea Nevel'-Polack-Sjanno-Orša-Mahilëŭ-Žlobin-Homel'-Novy Oskol
  • 26-28 marzo - A Roma ha luogo l'indipendentista Congresso delle Nazioni d'Austria-Ungheria - esso conferma l'"accordo Torre-Trumbić" del 7 col quale dopo le proteste di novembre del "Comitato jugoslavo" di Trumbić per il Patto di Londra (reso pubblico dai bolscevichi) gli slavi filo-tedeschi passano da ora al campo dell'Intesa
  • 26 marzo-13 aprile - Conflitto di competenza tra bolscevichi per la presa in carico dello Zar
  • 28 marzo - Pacificatasi con la Germania (e quindi vanificata la prospettiva dell'arrivo dell'esercito tedesco), la RSFS russa può riprendere il possesso dei territori della Repubblica dell'Idel-Ural; la Legione Ceca in Ucraina è smobilitata su ordine di Trockij e avviata verso est per essere utilizzata per questo scopo; Red flag.svg all'Idel-Ural viene garantita l'autonomia ma convertita in Repubblica Sovietica di Transbolaqia e Maqsudí Arsal esilia in Finlandia: diventano o ritornano bolsceviche così importanti città quali Perm', Samara, Ufa, Kazan', Simbirsk, Vyatka, Stavropol' sul Volga; dal loro esilio a Krasninskoje i cosacchi di Dutov partono verso Orenburg e il 4 aprile vi effettuano un attacco, prendendo nel corso di aprile il controllo dell'intera Baschiria, contro la quale i bolscevichi dalla Transbolaqia combatteranno fino a giugno
  • 29 marzo - I tedeschi a Poltava
  • 30 marzo - Il Daghestan occupato dai cosacchi del Terek
  • 30 marzo-2 aprile - Massacro di azeri a Baku da parte della Federazione Rivoluzionaria Armena
  • 31 marzo - L'Armata dei Volontari con i residui contro-rivoluzionari cosacchi del Don (che il 3 aprile diventano "Armata del Don") nel corso della prima campagna del Kuban' giungono alle porte della capitale della Repubblica Popolare del Kuban' Ekaterinodar (che è stata presa dai bolscevichi il 14); fino al 13 aprile la città (difesa da 17.000 bolscevichi) è assediata dall'Armata dei Volontari (3.000 uomini) e dai 4.000 cosacchi locali
  • 2 aprile - La Germania concede l'indipendenza all'Estonia
  • 3 aprile - Reparti tedeschi sbarcano a Hanko in Finlandia dove è in corso la guerra civile; il 6 entrano a Tampere, il 13 a Helsingfors, il 29 a Vyborg raggiungendo il confine con la RSFS russa; il 10 i finlandesi anti-bolscevichi e filo-tedeschi della spedizione "Viena" raggiungono Kem' tagliando così in due la Carelia
  • 4 aprile - Gli austro-tedeschi a Ekaterinoslav, la capitale della Repubblica Sovietica Ucraina è trasferita a Charkiv
  • 5 aprile - Reparti giapponesi sbarcano a Vladivostok scacciandone i bolscevichi a causa della violazione russa del trattato segreto russo-giapponese sulla Cina del 3 luglio 1916; nella regione del Bajkal i cosacchi dell'atamano Grigorij Michajlovič Semënov (supportati dalla giapponese Armata del Kwantung installata nella Manciuria controllata dalla filo-giapponese Cricca del Fengtian di Zhang Zuolin, Concessione del Kwantung) si ribellano all'autorità bolscevica; il 6 maggio si aggiungeranno a essi i cosacchi dell'Amur di Ivan Mikhaylovič Gamov, coi quali a Borzja dichiareranno l'indipendenza della Transbajkalia fino al 13 quando i bolscevichi di Nikolay Mikhaylovič Matveyev ne riprenderanno il controllo come Repubblica Sovietica dei lavoratori dell'Amur con capitale Blagoveščensk (vi si decide di abolire la tenuta cosacca)
  • 6 aprile - In Ucraina i tedeschi restituiscono la terra ai precedenti proprietari
  • 7 aprile - Gli ottomani completano l'occupazione dell'intero territorio dell'Amministrazione dell'Armenia occidentale e della Repubblica del Ponto raggiungendo così il loro confine prebellico; dal lato opposto, in Abcasia l'8 Sukhumi è presa dai bolscevichi
  • 8 aprile - Un decreto istituisce i commissariati militari, incaricati della fureria nell'esercito - ma il loro reale scopo previsto è quello di organizzare la distribuzione annonaria in tutta la società, difatti il 12 un Decreto sulle organizzazioni cooperative di consumatori affida a esse l'acquisto e l'approvvigionamento di prodotti, nonché la loro distribuzione tra la popolazione sul modello della fureria dell'esercito, al posto del commercio privato
  • 8 aprile - Gli austro-tedeschi entrano a Charkiv; la capitale della Repubblica Sovietica Ucraina è trasferita a Luhans'k
  • 9 aprile - La Repubblica Democratica Moldava vota per l'annessione e si unisce alla Romania; RSFS russa e Repubblica Popolare Ucraina non riconoscono tale atto
  • 11-12 aprile - La Čeka attua a Mosca un'operazione di repressione dei gruppi anarchici ("Guardie Nere") contrari alla resa di Brest-Litovsk
  • 12 aprile - United Baltic Duchy flag.svg Estonia e Ducato di Curlandia e Semigallia si uniscono nel Ducato Baltico Unito (ufficialmente indipendente ma vincolato a un'unione personale col Kaiser Guglielmo II di Germania); il 26 maggio la RSFS russa dichiarerà esplicitamente di non riconoscerne l'indipendenza
  • 12 aprile - Gli ottomani varcano la frontiera prebellica e il 15 entrano a Batumi fondandovi il Governatorato del Caucaso sud-occidentale; il 17 prendono Poti, il 25 Kars e Ardahan; a Maku viene varcato il confine con la Persia per raggiungere il Naxçıvan; il 3 maggio entrano a Van
  • 13 aprile - Nell'ambito della guerra armeno-azera Baku è presa dalla Federazione Rivoluzionaria Armena di Step'an Šahowmyan che vi fondano la Comune di Baku, dove il 25 viene istituito un Consiglio dei commissari del popolo; i ribelli azeri di Məhəmməd Rəsulzadə fuggono nell'entroterra a Elizavetpol (Gäncä), da dove continueranno a combattere contro gli infedeli
  • 13 aprile - L'Armata dei Volontari e i cosacchi che al termine della marcia del ghiaccio dal 31 marzo assediano Ekaterinodar sono respinte, e nel corso dell'assedio Kornilov muore (Lenin: "la guerra civile è finita"); Red flag.svg nel territorio dell'ex Repubblica Popolare del Kuban' il bolscevico Yan Vasilyevič Poluyan crea la Repubblica Sovietica del Kuban; ora che tutto il versante nord-occidentale del Caucaso è bolscevico, presa tra due fuochi (bolscevichi del Don e bolscevichi del Kuban'), il comando supremo dell'Armata dei Volontari passa a Denikin che inverte la rotta in direzione di Rostov e Novočerkassk (presa dai rossi il 17) dove dalla parte opposta stanno per giungere i reparti contro-rivoluzionari russi del fronte romeno di Drozdovski (2.000 uomini) inseguiti dagli austro-tedeschi
  • 14 aprile - Red flag.svg Con un decreto la bandiera rossa è proclamata bandiera dello stato e bandiera da combattimento delle forze armate
  • 14 aprile - Per aver svelato i complotti austro-francesi del marzo-aprile 1917 ("affare Sisto") Czernin è sostituito a ministro degli esteri austro-ungarico dal conte Stephan Burián
  • 17 aprile - I cosacchi di Dutov abbandonano temporaneamente Krasninskoje sotto l'attacco dei bolscevichi di Transbolaqia, e si rifugiano nella steppa del Turgay nell'Autonomia di Alash
  • 17-25 aprile - Si svolge il II Congresso del PSR di sinistra, che conferma l'uscita dal governo a seguito della resa del 3 marzo ma garantisce la continuità dell'appoggio esterno
  • 18 aprile - A Berdjans'k si svolge una rivolta contro i bolscevichi che in previsione dell'arrivo del nemico stanno devastando tutte le suppellettili; termina con l'entrata in città dei reparti di Drozdovski seguiti dagli austro-tedeschi il 24
  • 19 aprile - I bolscevichi chiudono la Commissione sullo sviluppo degli affari politici di Mosca (istituita dal Governo provvisorio il 22 marzo 1917)
  • 19 aprile - I tedeschi entrano a Charkiv, e il 24 a Berdjans'k; il 23 i reparti russi di Drozdovski vengono in contatto coi cosacchi del Don
  • 22 aprile - Čcheidze proclama la Transcaucasia "una repubblica federale indipendente"
  • 22 aprile - Nella RSFS russa un Decreto "Sulla nazionalizzazione del commercio estero" (per il quale si usa il rublo-oro) e introdotto un addestramento militare universale per la popolazione (Vsevobuch)
  • 25 aprile - Port Petrovsk ripresa dai bolscevichi di Stavropol'
  • 25 aprile - I tedeschi completano l'occupazione della Crimea incominciata il 13 e l'annettono alla Repubblica Popolare Ucraina; stessa sorte il 30 per il resto della Repubblica Sovietica della Tauride; il 1º maggio raggiungono Sebastopoli dopo che il 30 parte della Flotta russa del Mar Nero è fuggita a Novorossijsk nella Repubblica Sovietica del Mar Nero
  • 26 aprile - Germania e RSFS russa riprendono le relazioni diplomatiche ed economiche (i difensisti accusano il governo di Lenin di essere di fatto un fantoccio della Germania)
  • 26 aprile - Scampato il pericolo dell'invasione tedesca, lo Zar è spostato da Tobol'sk a Ekaterinburg - i restanti membri della famiglia reale arrivano a Ekaterinburg il 23 maggio. Il 20 maggio i dignitari di corte dello Zar sono deportati invece ad Alapaevsk
  • 27 aprile - Germania e Impero ottomano firmano a Costantinopoli un accordo segreto sulla divisione delle sfere d'influenza: agli ottomani è assegnato il territorio della Georgia e gran parte dell'Armenia, il resto del Caucaso è posto sotto il controllo della Germania (sarà rettificato il 14 maggio su richiesta dei georgiani)
  • 28 aprile - I tedeschi entrano a Luhans'k dopo che il 18 il governo della Repubblica Sovietica Ucraina di Andrey Sergeyevič Bubnov si è spostato "in esilio" a Novočerkassk
  • 29 aprile - Ucraina In Ucraina i tedeschi (con l'assenso del governo di Lenin) sostengono un colpo di stato: la progressista Central'na Rada è sostituita dal conservatore "Atamanato" guidato dal nostalgico zarista Pavlo Petrovyč Skoropads'kyj, che fonda lo Stato Ucraino al posto della Repubblica Popolare Ucraina - malgrado Skoropads'kyj abbia l'appoggio anche del governo di Lenin (avendo egli dopo la sua scarcerazione aderito al bolscevismo in quanto nostalgico zarista, e in quanto tale indicato da Lenin ai tedeschi come reggente comune del nuovo Stato ucraino), in reazione al golpe il PSR ucraino incomincia ad appoggiare proprio i bolscevichi; di conseguenza l'ala contraria a ciò si scinde: nasce il partito dei "Borotbisti" - viene fondata la "Die Bruecke" (nel 1919 rinominata in "Aufbau Vereinigung"), organizzazione anti-ucraina degli ebrei dell'Ucraina che collaborano con gli occupanti tedeschi
  • 30 aprile - Flag of Turkestan ASSR (1919-1921).svg Dall'unificazione della valle del Syr Darya (dove i bolscevichi russi di Tashkent detengono il potere fin dal novembre 1917) con la valle di Fergana (conquistata dai bolscevichi di Tashkent tra il 18 febbraio e 3 marzo), il Semireč'e (conteso tra pan-turchisti e bolscevichi dopo la deportazione dei cosacchi in dicembre), e la Transcaspia (dove il potere bolscevico è stato consolidato dopo gli scontri del 14 febbraio), viene creata la Repubblica Sovietica del Turkestan
  • maggio - Nel corso del mese avviene il trasferimento delle riserve auree russe a Kazan'
  • 1º maggio - In un articolo su Il Popolo d'Italia nel quale analizza la situazione russa, Mussolini prende le distanze per la prima volta dal socialismo
  • 2 maggio - Nazionalizzato lo zucchero
  • 2 maggio - In una conferenza a Spa la pressione tedesca sull'Austria-Ungheria per resistere determina da ora il completo asservimento austro-ungarico alla Germania: solo da ora l'Intesa idea lo smembramento dell'Impero asburgico - il 28 giugno Wilson si esprime per la completa indipendenza di Jugoslavia e Cecoslovacchia
  • 4 maggio - Flag of Don Cossacks.svg I contro-rivoluzionari russi del fronte romeno di Drozdovski prendono Rostov dopo aspri combattimenti con l'Armata Rossa; il 7 giungono sul Don; l'8 gli austro-tedeschi quindi entrano a Rostov senza dover combattere e vi installano il loro quartier generale dell'Ucraina. Tra 10 il e il 18 grazie all'arrivo dei contro-rivoluzionari russi del fronte romeno di Drozdovski e alla presenza dei tedeschi che essendosi insediati a Rostov ne hanno allontanato i bolscevichi, i cosacchi del filo-tedesco Krasnov (all'uopo il 16 nominato atamano in seguito alla morte dei suoi predecessori Nazarov e Bogaevskij e al breve atamanato "in esilio" di Pëtr Kharitonovič Popov) ora noti come "Armata del Don", con l'Armata dei Volontari di Denikin (nella quale il 25 confluiscono le unità di Drozdovski) riprendono Novočerkassk l'8 (il governo della Repubblica Sovietica Ucraina si sposta ora in esilio a Mosca) e cacciano i bolscevichi della Repubblica Sovietica del Don (il suo governo si sposta prima a Velikoknjažeskuju e poi "in esilio" a Caricyn, fino a essere abolito in giugno), che diventa la filo-tedesca Repubblica del Don; l'11 i capi dei cosacchi "rossi" catturati sono impiccati dai bianchi nella fattoria Ponomarev del Kašarskij rajon; a Ejsk il Rumčerod viene sciolto e Judovskij esula a Mosca
  • 7 maggio - Per ratificare l'armistizio di Focșani in vigore ormai da cinque mesi, il Primo ministro (in carica dal 5 marzo) Alexandru Marghiloman firma il Trattato di Bucarest tra le Potenze centrali e il Regno di Romania: il governo romeno riprende il controllo dei suoi territori occupati dalle Potenze centrali, con l'eccezione della Dobrugia (quella meridionale è assegnata alla Bulgaria mentre quella settentrionale viene controllata collegialmente in condominio dai 4 paesi vincitori) e di alcuni passi montuosi; la navigazione sul Danubio è libera per Germania e Austria-Ungheria; è annullato l'accordo russo-romeno del 9 marzo e quindi confermata l'annessione della Bessarabia (ex Repubblica Democratica Moldava) alla Romania (avvenuta il 9 aprile e ufficializzata il 22), ma il paese si ritrova economicamente sottomesso alla Germania; il 18 maggio il governo romeno accetta il Trattato di Bucarest; il parlamento solo il 4 luglio, mentre re Ferdinando I rifiuterà sempre
  • 8 maggio - Nella RSFS russa viene creato il Quartier Generale Capo panrusso (o Comitato militare supremo), finalizzato a coordinare e dirigere le operazioni belliche, guidato da Nikolaj Stogov (e poi da Aleksandr Svečin) e composto da ufficiali di carriera ex-zaristi appositamente liberati dalle carceri nel corso delle settimane precedenti (la cui permanenza in esse aveva assunto ormai un valore solo simbolico non avendo gli ex generali nostalgici zaristi mai paventato intenzioni minacciose verso il governo di Lenin), che sulla base del Principio di autorità (identificano in Lenin l'autorità russa, praticamente come un nuovo Zar) e della loro diffusa tedesco-filia (la RSFS russa viene vista ora come alleato della Germania) si arruolano in massa nell'esercito bolscevico - gli ufficiali si lamentano di non avere un esercito da coordinare e dirigere dato che finora l'Armata Rossa è stata composta e ricomposta sporadicamente all'uopo di unità raccogliticce direttamente nei luoghi di operazione e tra i nemici ivi catturati, quasi di supporto (quando non di intralcio) ai fucilieri lettoni che hanno costituito finora la sola forza armata organizzata affidabile ed efficiente della RSFS russa
  • 8 maggio - Nella RSFS russa viene emesso il "Decreto sulla corruzione", primo atto legale a criminalizzare la corruzione in Russia
  • 9 maggio - Vengono fucilati i lavoratori dello stabilimento Izhora a Kolpino
Maggio 1918 secondo il trattato di Brest-Litovsk (ma la Bielorussia ha dichiarato l'indipendenza)
  • 10 maggio - I disertori polacchi accerchiati in Bucovina dal 18 febbraio sono sconfitti dai tedeschi nella battaglia di Kaniów; delle unità superstiti alcune (sotto Haller) rimangono in Bessarabia, mentre altre (2ª brigata polacca di Lucjan Żeligowski) si dirigono a est con l'intenzione di unirsi alla 4ª Divisione Fucilieri polacca di Franciszek Zieliński del II Corpo d'Armata polacco alleata ai contro-rivoluzionari russi nel Kuban'
  • 11 maggio - Si apre una nuova conferenza di pace a Batumi tra Impero ottomano e Repubblica Federale Democratica Transcaucasica; galvanizzati dall'imminente vittoria ottomana i musulmani nordcaucasici rifondano in Daghestan col determinante supporto ottomano la Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale (che era stata soppressa e unificata ai bolscevichi del Terek il 5 marzo) ri-dichiarando l'indipendenza; il nuovo "governo Gorskoe" del dittatore Nuh Beg Hanovič Tarkovskij si affida al sostegno ottomano e austro-tedesco
  • 12 maggio - Lenin si scaglia contro i contadini in Tesi sull'attuale situazione politica - il 13 con il "Decreto sulla concessione di poteri straordinari al commissario del popolo per gli alimenti e per la lotta contro la borghesia del villaggio, l'approvvigionamento e la conservazione delle scorte di grano" vengono stabilite le disposizioni principali della dittatura alimentare
  • 16 maggio - Finlandia I bolscevichi finlandesi definitivamente sconfitti col fondamentale supporto tedesco in Finlandia: indipendenza della Finlandia come monarchia filo-tedesca, che continua la crociata anti-bolscevica rivolgendosi ora anche verso i territori russi (prima guerra sovietico-finlandese)
  • 16 maggio - Un decreto del Vcik istituisce il Supremo Tribunale Rivoluzionario per poter giudicare i maggiori nemici della Rivoluzione (in realtà il bersaglio della repressione in questo momento sono i "difensisti" antitedeschi di qualunque colore politico siano) - il comandante del fronte ucraino Antonov-Ovseenko, contrario alla resa, è estromesso dal suo incarico nell'esercito (sarà reintegrato a settembre per volere di Trockij)
  • 17 maggio - Con un'offensiva incominciata il 10 sull'Abkhazia sovietica, le forze governative georgiane riprendono Sukhumi (l'Abkhazia verrà annessa alla Georgia il 23 giugno)
  • 17-20 maggio - Rivolte anti-bolsceviche a Cimljansk e a Samara contro la requisizione dei cavalli e la "commissariocrazia" risvegliano il PSR che pareva scomparso dalla scena dopo la chiusura dell'Assemblea Costituente
  • 18 maggio - I rappresentanti di Daugavpils, Ludza e Rezekne eleggono un nuovo Consiglio Centrale della Terra di Letgallia (si riunirà una sola volta, il 4-5 ottobre a Daugavpils)
  • 21 maggio - Stavropol' presa dai cosacchi; il governo della sua Repubblica Sovietica va in esilio a Nevinnomyssk
  • 21 maggio - In seguito al fallimento della conferenza di pace a Batumi, l'Impero ottomano riprende la guerra ed entra nel territorio armeno della Repubblica Federale Democratica Transcaucasica; l'avanzata ottomana è brevemente fermata nelle battaglie di Sardarapat (21-29 maggio) e di Bash Abaran (21-24 maggio), ma tra 25 e 28 maggio gli ottomani dilagano in Transcaucasia dopo la battaglia di Kara Killisse. Il 25 giunge a Poti via mare un primo contingente tedesco
  • 25 maggio - La Legione Ceca del comandante Vladimir Nikolayevič Shokorov composta di ex prigionieri di guerra cechi dell'esercito austroungarico (45.000 uomini) che dopo essere stata utilizzata dai bolscevichi per riprendere il controllo nell'Idel-Ural (ragione per la quale si trovano ancora armati) e ora in viaggio verso Vladivostok con la prospettiva del trasferimento via mare in Francia (dove desiderano combattere contro i tedeschi a fianco dell'Intesa dato che la Russia ha siglato con essi la pace), fatta bloccare da Trockij in Siberia a seguito del trattato di Brest-Litovsk (che ne prevede la restituzione agli austro-ungarici) e intimato il suo disarmo, presso Mariinsk si ribella ai carcerieri bolscevichi e inverte la rotta verso ovest raccogliendo lungo il tragitto tutti i compatrioti (dislocati ora perlopiù dagli Urali al Bajkal) e la 5ª divisione fucilieri polacca di Walerian Czuma; approfittando dell'evento, a esse si uniscono ora nella lotta contro il governo di Lenin anche i menscevichi (alcuni dei quali ritornati appositamente dalla Manciuria dove si trovavano in esilio dal 7 febbraio) e i social-rivoluzionari siberiani che avevano oramai perduto le speranze (molti dei quali già rifugiatisi pure loro all'estero), inaugurando così il secondo fronte bianco della guerra civile russa dopo quello del Don.
    Il grave evento rinsalda le file tra i bolscevichi, mettendo fine ai dissidi sulla questione bellica che hanno dilaniato il partito finora
  • 26 maggio - Georgia Giorno dell'indipendenza della Georgia: la Repubblica Democratica di Georgia esce dalla Transcaucasia e chiede l'armistizio agli Imperi centrali; truppe tedesche di Friedrich Freiherr Kress von Kressenstein partite via mare da Costanza (che si trova sotto occupazione congiunta dei 4 imperi centrali) con le navi della Flotta rossa (catturate a Sebastopoli il 1º maggio) giungono l'8 giugno nel paese e il 12 sono a Tbilisi, accolte calorosamente in funzione anti-bolscevica (il paese da marzo è mutilato della sua storica regione costiera settentrionale presa dai bolscevichi abcasi del mar Nero) e anti-ottomana, nella speranza che agiscano come deterrente contro gli, pur loro alleati, ottomani - il 28 la Germania firma con la Repubblica Democratica di Georgia il Trattato di Poti, trasformandola di fatto in un suo protettorato ma sventando così la temuta invasione ottomana
  • 27 maggio - I tedeschi raggiungono la massima penetrazione a est (bacino del Don) e come da trattato di Brest-Litovsk fermano l'avanzata, nonostante la richiesta dell'ex ministro degli esteri del Governo provvisorio Miljukov di continuarla entrando nei territori russi in funzione anti-bolscevica - in reazione a questa speranza disillusa il liberale "Centro Nazionale" del cadetto Astrov si accorda con la social-rivoluzionaria "Unione di rinascita della Russia" di Avksent'ev per un'unità di azione nel fronte interno (per poi fondersi a novembre)
  • 27 maggio - La Legione Ceca prende Čeljabinsk e Novonikolaevsk, dove il 28 il colonnello Aleksej Gričin-Almazov si proclama comandante di tutte le truppe contro-rivoluzionarie nel distretto militare occidentale della Siberia (20.000 effettivi più altrettanti cosacchi di Orenburg e degli Urali), che il 12 giugno a Omsk denomina "Esercito autonomo della Siberia occidentale", suddiviso in corpo siberiano della steppa (Pavel Ivanov-Rinov) a Omsk (presa il 7 giugno) e corpo siberiano medio (Anatolij Pepeljaev) a Novonikolaevsk, dove il delegato locale (sotto i bolscevichi rimasto clandestino) del regionale Governo provvisorio siberiano del menscevico Derber, Krakovetskij, non riesce a opporsi - il potere di tale governo non riuscirà mai a estendersi oltre il Bajkal nei territori dominati dai cosacchi del Bajkal e dell'Amur dell'atamano Semënov e da quelli dell'Ussuri dell'atamano Ivan Pavlovič Kalmykov
  • 28 maggio - Per contrastare la ribellione della Legione Ceca (inizialmente contrastata dai soli fucilieri lettoni di Vācietis presenti in zona) nella RSFS russa vengono create le guardie di frontiera. Nella storiografia sovietica la guerra a est viene chiamata "partizanščina" - Vācietis rimane comunque a capo delle armate a est fino all'estate del 1919 (solo allora sarà sostituito da un certo Sergej Sergeevič Kamenev)
  • 28 maggio - Flag of the Democratic Republic of Azerbaijan (1918).svg Festa della repubblica dell'Azerbaigian e Flag of the Democratic Republic of Armenia.svg Giorno della Repubblica (Armenia): dopo la defezione della Georgia il 26, la rimanente Repubblica Federale Democratica Transcaucasica si separa in Repubblica Democratica di Azerbaigian (con Elizavetpol come capitale) e Prima Repubblica di Armenia
  • 30 maggio - Red flag.svg La Repubblica Sovietica del Kuban' e la Repubblica Sovietica del Mar Nero si fondono nella Repubblica Sovietica del Kuban-Mar Nero ("Kubano-Chernomorskaya") con capitale Ekaterinodar e presidente l'ebreo Rubin
  • 30 maggio - A Pittsburgh Tomáš Masaryk sigla un patto tra cechi e slovacchi per la formazione di uno stato congiunto dei due popoli
  • 31 maggio - La Legione Ceca prende Tomsk, capoluogo del bolscevismo siberiano
  • 4 giugno - A Novonikolaevsk i capi dei bolscevichi siberiani sono giustiziati
  • 4 giugno - Trattato di Batumi, pace tra Prima Repubblica di Armenia e Impero ottomano; il Nagorno-Karabakh (un'area etnicamente armena contesa sia dall'Armenia sia dall'Azerbaigian; sotto il dominio zarista l'area era amministrata da Baku) è assegnato all'Azerbaigian; Flag of Nagorno-Karabakh.svg irregolari armeni che rifiutano la resa danno vita alla Repubblica dell'Armenia montanara (verrà sciolta il 30 ottobre solo in seguito all'armistizio di Mudros che segnerà la resa dell'Impero ottomano nella I guerra mondiale); anche la Comune di Baku boicotta il Trattato e continua la guerra contro gli ottomani e i musulmani azeri, che il giorno stesso in reazione sferrano un violento attacco alla Comune, poi respinto; il 9 gli ottomani in Persia entrano a Khoy e il 14 a Tabriz per puntare da sud su Baku aggirando l'Armenia attraverso la valle dell'Araks
  • 7 giugno - Nella parte di Romania libera dall'occupazione tedesca incomincia uno sciopero dei lavoratori delle ferrovie, fino al 14
  • 7 giugno - La Legione Ceca prende Omsk e ne fa la sua sede; Derber vi trasferisce da Novonikolaevsk il Governo provvisorio siberiano
  • 8 giugno - La Legione Ceca raggiungendo le rive del Volga prende Samara; Red flag.svg i menscevichi locali e i membri del PSR di Vladimir Kazimirovič Volskij vi fondano il Komuč (comitato dei membri dell'assemblea costituente, in relazione all'Assemblea costituente russa del 18 gennaio alla quale si ricollegano come sua continuità), che si dota anche di un suo esercito affidato a Nikolaj Aleksandrovič Galkin e Vladimir Oskarovič Kappel' (Armata popolare del Komuč), rivale del reazionario "Esercito autonomo della Siberia occidentale" di Grišin-Almazov. Il governo del Komuč (Consiglio dei responsabili di Dicastero, guidato da Volskij) inizialmente è composto da soli membri del PSR, ma il 10 agosto vi entrerà il menscevico Ivan Michajlovič Majskij (venendo però rinnegato dalla dirigenza menscevica) - il Komuč abolisce i commissariati bolscevichi e ripristina gli organismi locali precedenti (Dume e Zemstva), e ri-privatizza le piccole imprese (quelle senza dipendenti), pur lasciando invariata gran parte della legislazione bolscevica, tanto che riguardo alla questione agraria il 24 luglio conferma la validità nel suo territorio della leniniana "Legge fondamentale sulla socializzazione della terra" del 9 febbraio (la linea politica del Komuč è indicata dal mantenimento della bandiera rossa come proprio vessillo) - i bolscevichi per questo useranno spregiativamente in riferimento al Komuč il termine "controrivoluzione democratica" (ironicamente dato che i cosiddetti bianchi fin dall'"ottobre" hanno usato il termine "contro-rivoluzione" proprio in riferimento al governo di Lenin) - di conseguenza il PSR di destra (considerato ormai scomparso da febbraio) rinasce in Siberia; il PSR di sinistra pur avendo rotto col governo di Lenin il 16 marzo, è ancora attivo nella Russia bolscevica
  • 8 giugno - La neonata Repubblica Democratica di Georgia forte ora del supporto tedesco tenta di riconquistare i territori secessi da essa in marzo nominatisi Repubblica Sovietica del Mar Nero (ora appartenenti alla Repubblica Sovietica del Kuban'-Mar Nero): incomincia il conflitto di Soči
  • 10 giugno - La Legione Ceca prende Ust'-Kamenogorsk riunendosi così ai cosacchi di Annenkov
  • 11 giugno - Un contingente americano si aggiunge ai britannici a Murmansk (ancora governata dai bolscevichi locali, accondiscendenti) per combattere contro i tedeschi
  • 11 giugno - Eliminati ormai quasi tutti gli zemstva, nella RSFS russa parallelamente ai soviet rurali vengono ora istituiti quelli dei "kombedy" (contadini poveri, privi di terra), nella realtà composti perlopiù da reduci di guerra ed ex galeotti immigrati dalle città alle campagne successivamente all'assegnazione delle terre (e quindi rimasti esclusi dalla ripartizione originaria), o inviati appositamente dai bolscevichi allo scopo di prendere il controllo nelle aree rurali i cui soviet sono ancora egemonizzati dai cosiddetti "kulaki" (storicamente rappresentati politicamente dal populista PSR) per estrometterli dal potere locale, visto che dopo aver ricevuto la terra in regalo da Lenin si sono da subito dimostrati riluttanti a seguire le condizioni bolsceviche nel gestirla; pallino di Lenin fin dall'estate 1917, da lui idealizzati come "Soviet dei deputati degli operai delle campagne" (ossia i salariati agricoli), vengono storiograficamente interpretati come un mezzo sia per favorire il lavoro delle squadre annonarie, sia per preparare "psicologicamente" la nazionalizzazione delle terre tramite il passaggio attraverso il sistema kolchoz, mancato finora proprio per l'opposizione dei kulaki (appoggiati dal PSR) i quali identificano i kombedy come infiltrati estranei alla vita del villaggio, "agenti bolscevichi", provocatori e sabotatori, e "soviet dei fannulloni". Nei successivi due mesi la vita politica delle campagne sarà caratterizzata dal dualismo di potere antagonista tra soviet (egemonizzati dagli odiati kulaki) e kombedy, che non riconoscono mai i rispettivi provvedimenti altrui emettendone di contrastanti in maniera parossistica
  • 11 giugno - A Samara si tiene il I Congresso dei Soviet degli operai - i delegati bolscevichi sono arrestati dal generale Galkin e poi liberati per ordine del Komuč
  • 13 giugno - Trockij ripristina la pena di morte nell'esercito (che era stata abolita l'8 novembre 1917); il 21 è emessa la prima sentenza verso il capitano della Flotta del Baltico Aleksej Ščastnyj accusato di seminare zizzania nei reparti da lui comandati
  • 13 giugno - Armistizio fra lo Stato ucraino e la RSFS russa: termina ufficialmente la prima fase della guerra ucraino-sovietica
  • 13-15 giugno - La Legione Ceca prende Barnaul e vi stermina totalmente la guarnigione di ex-prigionieri di guerra di etnia ungherese che si erano schierati con i bolscevichi
  • 14 giugno - Un decreto del Vcik espelle dal Vcik stesso e dai Soviet locali tutti i partiti non bolscevichi eccetto il PSR di sinistra - viene anche chiuso il giornale menscevico Novaja Žizn'. In conseguenza di ciò l'"Unione di rinascita della Russia" di Avksent'ev migra a Omsk in Siberia; i suoi membri rimasti a Mosca fondano semi-clandestinamente il "Centro Tattico" con a capo Sergej Petrovič Mel'gunov - anche alcuni membri del PSR (tra i quali Lev Matveevič Kogan-Bernštein) migrano a Samara, aderendo al Komuč
  • 14-17 giugno - Bashkurdistan.png A Kazan' III congresso dell'Unione dei piccoli popoli del Volga, durante il quale la Baschiria ri-dichiara l'indipendenza con Sagit Gubajdullovič Mrjasov
  • 16 giugno - Negli USA in preda all'isteria antitedesca è arrestato e condannato a 10 anni il dirigente del Partito Socialista d'America Eugene Victor Debs per propaganda contro la guerra (come lui altri 15.000 subiranno la stessa sorte)
  • 17 giugno - I menscevichi lettoni (espulsi nel 1915 dal bolscevico POSDL) guidati da Pauls Kalniņš fondano il Partito Socialdemocratico dei Lavoratori di Lettonia
  • 18 giugno - Nel Terek i cosacchi partendo dalla loro roccaforte di Lukowski nell'Ossezia settentrionale prendono Mozdok, tagliando così le comunicazioni bolsceviche tra Stavropol' e Vladikavkaz
  • 18 giugno - La Legione Ceca prende Krasnojarsk
  • 18 giugno - A Novorossijsk auto-affondamento della parte di Flotta russa del Mar Nero qui installata dal 30 aprile per non cadere in mano dei tedeschi che ne chiedevano la consegna; il 28 nel porto di Novorossijsk entra lo squadrone tedesco-turco, a cui (come da trattato di Brest-Litovsk) vengono riconsegnati i prigionieri di guerra tedeschi e austroungarici; quasi tutte le navi da trasporto e commerciali gli sono consegnate
  • 20 giugno - Nazionalizzato il settore petrolifero
  • 20 giugno - V. Volodarsky viene ucciso da Grigorij Ivanovič Semënov, un membro del PSR, durante uno sciopero nelle fabbriche Obukhov di Pietrogrado; nonostante si tratti di un atto individuale, ne viene accusata l'intera dirigenza del PSR (che estinto nella RSFS russa, è risorto a Samara) come mandante
  • 21 giugno - Karelian National Flag.svg Nella Carelia meridionale tra i laghi Onega e Ladoga (territorio da aprile occupato dai finlandesi filo-tedeschi) viene creato il Governo di Olonets, con la prospettiva di unirla alla Finlandia: incominciano le cosiddette "guerre di parentela" (heimosodat). Il 23 su insistenza di Lenin (preoccupato per le possibili reazioni tedesche) termina l'accondiscendenza bolscevica verso la presenza britannica e americana in Carelia e Murmania: in conseguenza di ciò il governo bolscevico locale (finora accondiscendente) viene spodestato dalle forze anglo-americane
  • 22 giugno-3 luglio - Consolidato il potere nella zona anche grazie alla presenza tedesca, l'esercito cosacco (3.500 uomini) della filo-tedesca Repubblica del Don di Krasnov in comunità di intenti con la filo-Intesa Armata dei Volontari di Denikin (che da ora in virtù dell'apertura del 2º fronte muta nome in Armata dei Volontari del Caucaso, 9.000 uomini), partendo dall'attacco a Trogovaïa presso Salsk avvia la seconda campagna del Kuban' che aggirando il bordo del limite dell'occupazione tedesca conquista da un lato il Donbass orientale puntando su Mosca (Drozdovski), dalla parte opposta punta sul Volga (Ivan Erdélyi) per congiungersi col nuovo fronte siberiano, e a sud verso il Kuban' (Aleksandr Borovskij) per riconquistare il Caucaso ai bolscevichi; il 27 prendono Tichoreck e da qui avanzano verso Ekaterinodar
  • 24 giugno - A Budapest creazione di un Soviet dei lavoratori
  • 25 giugno - Fondata l'Accademia Comunista di Evgenij Bronislavovič Pašukanis
  • 25 giugno - Flag of Crimea 1918.png I tedeschi rendono l'indipendenza alla Repubblica Popolare di Crimea dallo Stato Ucraino, con presidente Maciej Sulkiewicz
  • 26-28 giugno - Il Consiglio provvisorio nazionale della Lettonia (che il 30 gennaio ha proclamato l'indipendenza della Lettonia, ora interamente occupata dai tedeschi) si riunisce segretamente a Pietrogrado come governo lettone in esilio per decidere il da farsi
  • 28 giugno - "Terza fase di nazionalizzazione" in Russia (suo principale fautore è l'economista marxista ortodosso ed ex menscevico Jurij Larin): è nazionalizzata l'industria e un decreto del Sovnarkom introduce quello che successivamente verrà chiamato Comunismo di guerra: viene adottato il razionamento al posto del denaro (che comunque aveva oramai perduto ogni valore e già non era quasi più utilizzato), e le entrate tributarie sono sostituite in agricoltura e artigianato da requisizioni eseguite dalle famigerate squadre annonarie e nell'industria e terziario dal servizio di corvée ("lavoro militarizzato"); la libertà di commercio (praticabile col mezzo del baratto) e di impresa (sottoposta alle requisizioni del prodotto) rimane garantita ma è esplicitamente proibito l'utilizzo di manodopera dipendente (limitandola perciò all'artigianato e alla conduzione familiare, tuttavia la violazione di tale regola verrà spesso pragmaticamente "tollerata" in virtù delle esigenze produttive nazionali, ma i datori di lavoro saranno marchiati indelebilmente con l'epiteto di parassiti sociali). Sebbene le requisizioni vigessero dall'inizio della guerra mondiale, negli ultimi mesi i kulaki avevano incominciato a trattenere il prodotto a causa dell'inflazione, provocando una grave carenza alimentare, rendendo impellente inasprirle. Subito avviene la prima rivolta contro questo sistema, a Balakovo dove i kulaki, contadini ex poveri divenuti ufficialmente proprietari (dal 9 febbraio con la "Legge fondamentale sulla socializzazione della terra"), linciano gli esattori bolscevichi; nel corso dei mesi e anni seguenti rivolte di questo tipo si susseguiranno una dietro l'altra, coinvolgendo complessivamente l'intero territorio russo seppur con cadenze temporali diverse
  • 28 giugno - Nella fascia tra Siberia e Cosacchia dalla Baschiria fino al Semireč'e incomincia una rivolta musulmana anti-cosacca ("rivolta di Čerkasy" con epicentro situato a est del villaggio di Čerkasy oggi nel Kizel'skij rajon: Novoandreevskyj, Uspenskoe, conquistato Čerkasy, Petropavlovsk, Antonovsko, Glinsky, Osipovskaja, Nadeždinskoe nello Zilairskij rajon, Gerasimovka, Kostiantynivka e parte del distretto di Uržar); i cosacchi dell'atamano Annenkov che vi sono stanziati e grazie alla presa di Ust'-Kamenogorsk da parte della Legione Ceca partono dalla capitale dell'Autonomia di Alash Alaş-qala per sedarla
  • 28 giugno-1 luglio - Si svolge il III Congresso del PSR di sinistra, che decide di riprendere la guerra contro la Germania ed indice uno sciopero generale per il 2 luglio
  • 29 giugno - Il I Corpo d'Armata polacco (che, liberato dai tedeschi dall'assedio bolscevico dopo la battaglia di Babrujsk, era passato sotto il loro comando aiutandoli in febbraio nella presa di Minsk) di stanza nella Bielorussia meridionale viene sciolto e gli effettivi condotti in Polonia dove sono inseriti nel suo nuovo esercito filo-tedesco
  • 30 giugno - A Omsk generali liberali e politici cadetti creano un nuovo Governo provvisorio siberiano (come governo regionale della Siberia, ma che non riconosce il Komuč di Samara come legittimo governo della Russia) guidato dal cadetto Pëtr Vasilievič Vologodskij (al quale l'"Esercito autonomo della Siberia occidentale" trasferisce subito il suo potere), il quale abolisce il Commissariato della Siberia occidentale e scioglie i Soviet (che Derber non aveva toccato). Tornato il 7 a Vladivostok dalla Manciuria, il menscevico Derber, presidente del tuttora esistente (creato il 29 gennaio e rimasto da febbraio in esilio a Harbin) "governo provvisorio siberiano" installato ora a Omsk non riconosce il nuovo governo regionale di Vologodskij e rinomina il suo in Governo provvisorio della Siberia autonoma (con un programma simile a quello del Komuč); i due governi regionali rivali non si riconoscono l'un l'altro, ed entrambi si rivendicano come l'unico governo regionale della Siberia, ma il governo di Derber è inviso ai giapponesi e non è dotato di forze armate e di un gran seguito, fino a venire affidato a Ivan Lavrov il 21 luglio dopo che Derber torna in esilio in seguito all'arrivo il 10 del governatore (viceré dall'8 settembre) Dmitry Horvath inviato da Vologodskij a prendere il potere nel territorio Marittimo per il suo governo regionale, che lancerà un ultimatum il 4 agosto, respinto l'8; dal canto loro, i bolscevichi perdono ogni potere in Siberia (permangono ancora solo tra il Bajkal e l'Amur nella Repubblica Sovietica dei lavoratori dell'Amur), mentre gli occupanti giapponesi non si immischiano. Il 3 luglio il governo della RSFS russa riconosce l'autonomia della Buriazia di Dashi Sampilon nella speranza si schieri con il governo di Lenin
  • 30 giugno - Il Komuč indice la leva obbligatoria al suo esercito popolare (che fino questo momento ha raccolto solamente 6.000 volontari). Malgrado i propositi, in generale il governo del Komuč incomincia a dimostrarsi illiberale tanto quanto quello bolscevico (il PSR è anch'esso fondamentalmente marxista, contrario alla proprietà privata, sebbene differisca dai bolscevichi nel concedere i mezzi di produzione in usufrutto ai singoli laddove il loro utilizzo produttivo non richieda l'utilizzo di manodopera dipendente, quindi nell'agricoltura, commercio, artigianato) - incomincia la sua perdita di consenso nei confronti dei nostalgici del vecchio regime capitalista
  • luglio - L'anarchico Nestor Ivanovič Machno torna in Ucraina da Mosca (dove si trovava fin dalla sua liberazione di prigione) incominciando le operazioni di guerriglia nel Krivoj Rog contro lo Stato Ucraino e i tedeschi
  • luglio - Dopo mesi di "attendismo" i menscevichi si dichiarano neutrali tra bolscevichi e bianchi (non aderiranno neanche al Komuč pur avendovi un loro ministro) - anche la fazione del PSR rifacentesi a Černov manterrà la medesima posizione menscevica, mentre la fazione di destra del PSR si schiera contro i bolscevichi nei governi bianchi
  • 2 luglio - Il governo degli Stati Uniti riconosce il Consiglio nazionale cecoslovacco di Masaryk come governo cecoslovacco provvisorio
  • 2 luglio - Truppe anglo-americane prendono Kem' (dal 10 aprile occupata dai finlandesi filo-tedeschi), riaprendo i collegamento tra Murmansk e il sud
  • 3 luglio - L'Armata dei Volontari del Caucaso nella seconda campagna del Kuban' giunge sino alle porte di Caricyn accolta calorosamente dai cosacchi del Volga intenzionati anch'essi a cacciarne i russi bolscevichi: incomincia la lunga Battaglia di Caricyn; dal lato opposto Orenburg è ripresa dai cosacchi di Michail Vasilijevič Chanžin (il 7 giunge in loco Dutov e l'11 viene creato l'"esercito dei cosacchi di Orenburg e Uralsk") e Ufa è presa dalla Legione Ceca che vi trasferisce il comitato dei membri dell'assemblea costituente; viene sciolta la Repubblica Sovietica di Transbolaqia e può così essere ripristinata la Repubblica dell'Idel-Ural, ma il filo-tedesco Maqsudí Arsal non torna dall'esilio; il 6 i territori di Čeljabinsk controllati da Legione Ceca e quelli di Samara-Zlatoust del governo menscevico del Komuč vengono in contrasto e decidono una riunione per il 13 a Čeljabinsk per stabilire le competenze; i fronti caucasico e siberiano dei bianchi sembrano vicini a congiungersi
  • 4 luglio - Mehmet VI diviene sultano e califfo dell'Impero Ottomano al posto del defunto Mehmet V (in carica dal 1909)
  • 4-10 luglio - Si tiene a Mosca nel Teatro Bol'šoj il V Congresso panrusso dei Soviet; al termine viene approvata la Costituzione della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa: l'approccio del governo bolscevico di Mosca verso il concetto di Repubblica Sovietica cambia: da ora non più considerate stati indipendenti ma tutt'al più autonome sotto il governo di Mosca; la prima a essere assorbita è l'antitedesca "anarco-massimalista" Repubblica Sovietica di Kaluga. E' abolito il Commissariato del popolo alla proprietà demaniale. Viene ratificato il decreto del 14 giugno e quindi dichiarata l'instaurazione della "dittatura del proletariato"
  • 5-12 luglio - Si tiene a Mosca il I Congresso dei bolscevichi ucraini in seguito al quale il 17 viene fondato il Partito Comunista dell'Ucraina da parte di Georgij Leonidovič Pjatakov (che finora sono stati iscritti a quello russo)
  • 6 luglio - In contemporanea allo svolgimento del V Congresso panrusso dei Soviet, avviene un'insurrezione generale da parte del PSR di Sinistra (decisa al loro congresso del 28 giugno-1º luglio, che indisse anche un fallito sciopero generale per il 2) per far riprendere la guerra contro gli Imperi centrali, durante la quale viene assassinato l'ambasciatore tedesco conte Wilhelm Mirbach; i rappresentanti del PSR di Sinistra presenti al Congresso panrusso dei Soviet sono tratti in arresto dalle unità lettoni di guarnigione; in risposta Dmitrij Ivanovič Popov, esponente del PSR di Sinistra e membro della Čeka, arresta il proprio direttore Dzeržinskij, e si asserraglia nella sede assieme ad alcuni fedeli, ma viene arrestato il 7 - tale agire provoca grande sconcerto tra gli iscritti al partito, ed un loro gruppo guidato da Grigorij Davydovič Sachs lascia il PSR di sinistra e il 18 agosto fonda il Partito dei Populisti-Comunisti (il 6 novembre si scioglierà e i suoi membri aderiranno al PC russo); con la conseguente repressione dei membri da parte della Čeka ed espulsione dei deputati del PSR di Sinistra, si determina da ora il monopolio totale dei bolscevichi nei soviet e nel Vcik
  • 6 luglio - In relazione sia agli eventi moscoviti sia alla prospettiva dell'arrivo della Legione Ceca dagli Urali incomincia la rivolta anti-bolscevica guidata dall'"Unione per la Difesa della Madrepatria e della Libertà" di Boris Savinkov a Jaroslavl' (soppressa il 21 con un bombardamento che rade al suolo il borgo); analoghe rivolte a Rybinsk (l'8), Murom (dall'8 al 10), e Kostroma; sconfitto, Savinkov è inviato da Avskent'ev a Parigi dove diventa l'ambasciatore dei russi bianchi presso il governo francese (che è attualmente il loro principale sostenitore internazionale); contemporaneamente a Kazan' avviene la diserzione dall'Armata Rossa dei reparti comandati dal generale Muravёv il quale autonominatosi portavoce della Russia proclama la fondazione della Repubblica Sovietica del Volga e dichiara guerra alla Germania dirigendosi verso Simbirsk nel tentativo di congiungersi alla Legione Ceca (contro la quale ha combattuto finora) e al Komuč; Trockij lo dichiara un "nemico del popolo" e proclama che "ogni cittadino onesto è obbligato a sparargli sul posto", cosa che avviene il 12 e l'ammutinamento termina
  • 6 luglio - Incomincia l'offensiva franco-italiana in Albania
  • 6 luglio - Red flag.svg Aggredite a nord dai bianchi nella seconda campagna del Kuban', a sud-est dalla rinata Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale e dai cosacchi del Terek, e a sud-ovest dalla bellicosa Georgia (in questo stesso giorno i georgiani occupano Adler, l'8 Soči, e il 27 Tuapse), e tenute ora geograficamente unite al resto della RSFS russa solo da un sottile cordone attraverso la desolata Calmucchia fino ad Astrachan' e da lì all'assediata Caricyn, le Repubbliche sovietiche ciscaucasiche si fondono nella Repubblica Sovietica del Caucaso settentrionale ("Severo-Kavkazkaya") con capitale Ekaterinodar e presidente l'ebreo Rubin
  • 12-21 luglio - I bianchi dell'"Unione del Turkestan contro il bolscevismo" di Fyodor Funtikov con l'aiuto delle ultime truppe sgomberate dalla Persia espellono i bolscevichi della RSS Turkestan dalla Transcaspia e fondano il Governo provvisorio Transcaspiano
  • 13 luglio - Il Consiglio di Stato del Regno di Lituania propone al principe Wilhelm Karl Florestan Gero Crescentius Herzog von Urach di Württemberg "la Corona del Re di Lituania" come Mindaugas II
  • 13-16 luglio - A Čeljabinsk con l'intermediazione del Consiglio Nazionale cecoslovacco di Masaryk e del capo della missione militare francese Pierre-Thiébaut-Charles-Maurice Janin si tenta un accordo tra il Komuč e il governo siberiano del reazionario Vologodskij; viene stabilito il comando unificato delle truppe di prima linea al comando di Shokorov e il Consiglio supremo degli eserciti alleati guidato Michail Naumovič Pavlovskij; tuttavia, lo scopo principale della riunione (la riunificazione dei due distinti governi anti-bolscevichi nella parte orientale del paese) non venne raggiunto (per cui analogo convegno conciliatore si terrà il 23-25 agosto, sempre con un nulla di fatto).
    Siberian flag.svg In seguito al fallimento del convegno, il 17 il Governo provvisorio siberiano di Vologodskij proclama l'indipendenza dal governo del Komuč (ossia da quello che è per ora considerato il governo russo bianco ufficiale) come Repubblica di Siberia per la quale il 13 ha già deciso di definire il confine occidentale temporaneo lungo i fiumi Pečora, Kama, Čusovaja, Ufa
  • 15 luglio - Dopo un'avanzata di 150 km in tre giorni, varcato il Volga la Legione Ceca si stanzia tra Volsk, Inza, Alatyr', e lungo le sue rive fino alla confluenza della Kama, il 20 prende Tjumen', il 21 Simbirsk, e il 28 Verchneural'sk; il fronte siberiano varcati gli Urali prende ora nome "fronte del Volga" che rappresenta la massima penetrazione bianca da est nel corso della guerra civile: ora i bianchi sono a soli 600 km da Mosca (Trockij: "la rivoluzione è in pericolo") - il 16 avviene l'Eccidio di Ekaterinburg mentre la Legione Ceca è alle porte della città accerchiata (sono tuttora dibattuti i veri motivi dell'eccidio, non essendo per niente scontati come potrebbe apparire superficialmente); anche ad Alapaevsk i dignitari di corte sono soppressi - il 25 la Legione Ceca prende Ekaterinburg
  • 15 luglio - Incomincia l'ultima offensiva tedesca della guerra sul fronte terrestre occidentale ("friedensturm"): dal 18 i tedeschi incominciano ad arretrare di fronte al contrattacco e il 12 settembre sono respinti sulla linea dalla quale erano partiti il 21 marzo
  • 21 luglio - I cosacchi di Annenkov nel Semireč'e prendono Sergiopol (Distretto di Aâköz), l'8 agosto Uržar (Distretto di Uržar), e il 29 agosto la sede storica dell'atamano del Semireč'e Lepsinsk nel Distretto di Alaköl, togliendole alla RSS Turkestan
  • 24 luglio - Il Nagorno-Karabakh è conquistato dalla Repubblica dell'Armenia montanara con Yeghishe Ishkhanian
  • 25 luglio - I bolscevichi del Turkestan con rinforzi giunti da Astrachan' riprendono Krasnovodsk sul mar Caspio e abbattono il Governo provvisorio Transcaspiano; il 28 dal lato opposto riprendono anche Chardjui
  • 30 luglio - Dopo gli eventi del 6, ora a Kiev viene ucciso il Governatore militare tedesco dell'Ucraina Hermann von Eichhorn da Boris Michailovič Donskoj, membro del PSR di sinistra russo
  • 31 luglio - Provenendo da Kem' i britannici occupano Onega nel corso dell'offensiva contro la spedizione filo-tedesca finlandese che dal 10 aprile ha tagliato in due la Carelia (Governo di Olonets)
  • agosto - I bolscevichi del nord Caucaso riprendono parte della Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale
  • 1º agosto - Spedizione orso polare: contingenti britannici e americani (entrambi già installati a Murmansk dal 9 marzo e 11 giugno rispettivamente, e che la governano dal 23 giugno dopo aver spodestato i bolscevichi locali) sbarcano ad Arcangelo (dove già il 25 luglio l'ambasciata americana in Russia ha spostato la sua sede da Vologda) ove si rivolgono contro i bolscevichi (che l'hanno governata finora, e contro i quali sono già insorti i menscevichi locali il giorno prima); viene creata la Regione del Nord (sotto il controllo militare delle truppe dell'Intesa), alla quale il 6 Murmansk vi viene inclusa - per cui il 6 a difesa del bolscevismo viene creata la "cortina nord-orientale" tra il mar Bianco e gli Urali; l'11 quella meridionale; si aggiungono a quella occidentale creata il 29 marzo e a quella orientale apertasi il 25 maggio: con il paese ora circondato da nemici su tutti i lati, Trockij parte col suo treno di Trockij per visitare tutti i fronti
  • 1º agosto - Flag of the Centrocaspian Dictatorship.svg Di fronte all'incedere dell'esercito ottomano, la Comune di Baku viene rovesciata dai britannici di William M. Thomson giunti il 26 luglio dalla Persia: col loro supporto il dittatore Mikhail Aleksandrovič Sadovskiy forma il 4 un governo anti-bolscevico e anti-ottomano, la Dittatura Centrocaspiana; il 5 l'ottomano-azero "Esercito dell'Islam" dall'Araks giunge alle porte della città
  • 3 agosto - Reparti britannici sbarcano a Vladivostok
  • 7 agosto - Kazan' presa dalla Legione Ceca, i bianchi si impadroniscono del Tesoro russo qui conservato da maggio e impiccano il commissario del Muskom Mullanur Vachitov (viene sostituito da Mirsaid Sultan-Galiev) - l'8 rivolta antibolscevica ("per il comunismo senza bolscevichi") a Iževsk e Votkinsk grazie alla quale sono prese dalla Legione Ceca
  • 7 agosto - Con la vittoria bianca a Vyselki il Kuban' si rivolta ai bolscevichi; i bianchi prendono Majkop e Armavir, mentre i cosacchi del Terek assediano Grozny e Vladikavkaz
  • 8 agosto - Lo Stato ucraino riconosce la Repubblica del Don, mentre contemporaneamente chiede l'annessione della Crimea; il 14 la Repubblica Popolare Bielorussa viene smembrata: la parte meridionale ("Polissya Okruha") viene assegnata allo Stato ucraino, quella settentrionale al Ducato Baltico Unito, mentre la parte occidentale (Governatorato di Grodno in Podlachia) va al Regno di Lituania; la Repubblica Popolare Bielorussa è così ridotta ai minimi termini
  • 10 agosto - A Samara si tiene il II Congresso dei Soviet degli operai - chiede il ripristino del bolscevismo
  • 11 agosto - Lenin invia l'"Hanging Order" col quale ordina una severa repressione dei kulaki a Penza per via della rivolta anti-bolscevica scoppiatavi il 5 - l'ordine viene annullato il 19
  • 12 agosto - Port Petrovsk presa dai bianchi
  • 13 agosto - I menscevichi di Pëtr Vladimirovič Ivanov a Ekaterinburg dichiarano la secessione del territorio dalla sedicente Repubblica di Siberia e fondano come governo regionale il Governo provvisorio degli Urali che viene a rappresentare un cuscinetto sia territoriale sia ideologico tra i due altri governi bianchi rivali (Komuč e Governo siberiano)
  • 14 agosto - Nell'Armata Rossa istituita la pena di morte per le ritirate
  • 14 agosto - Nella Conferenza di Spa (Quartiere generale dell'esercito tedesco sul fronte occidentale) incominciano a guastarsi le relazioni tra Germania e Austria-Ungheria
  • 14-17 agosto - Una disperata controffensiva bolscevica a ovest del Volga favorita dal ritiro dei demoralizzati cechi (che vedono sfumare la possibilità di raggiungere la loro Patria attraverso la Russia europea) ricaccia indietro i bianchi fino a Inza; più a est fra Ufa e Bugul'ma il fronte tiene e si assesta sulla posizione raggiunta il 15 luglio: sfuma per ora la speranza della congiunzione dei due fronti bianchi
  • 15 agosto - Battaglia del lago Baikal con la quale i cechi ne assumono il controllo marittimo
  • 15-20 agosto - Rivolta anti-bolscevica contro le requisizioni nella zona di Livny
  • 15-21 agosto - Intervento in Siberia: truppe statunitensi e italiane (comprendente la Legione Redenta di Siberia composta di ex soldati italiani dell'esercito austroungarico) sbarcano a Vladivostok in un'iniziativa finalizzata a controbilanciare l'influenza giapponese (già presenti in loco dal 5 aprile) e frenarne le pretese in estremo oriente; il 24 a capo dell'intervento è messo il generale francese Janin - gli USA ufficializzano la rottura delle relazioni diplomatiche con la RSFS russa (di fatto già interrotte dal 7 novembre 1917) - l'ambasciatore David R. Francis rimane in sede (ad Arcangelo, in territorio bianco) fino al 7 novembre; l'ambasciata chiuderà il 14 settembre 1919 (sarà riaperta nel 1933)
  • 17 agosto - Flag of Kuban People's Republic.svg La capitale della Repubblica Sovietica del Caucaso settentrionale Ekaterinodar presa dall'Armata dei Volontari del Caucaso che vi rifonda la Repubblica Popolare del Kuban'; la capitale sovietica viene spostata a Pjatigorsk
  • 17 agosto - In seguito a dichiarazioni rassicuranti di Aleksandr Dmitrievič Cjurupa (commissario del popolo per i rifornimenti alimentari) in merito alla loro funzione, il già scompaginato (in seguito alle repressioni successive al 6 luglio) PSR di sinistra emette una dichiarazione di approvazione degli odiati Kombedy - con questo atto perde ogni sua influenza tra i contadini nelle aree rurali, i cui Soviet stessi da ora vengono egemonizzati dai bolscevichi rendendo così di fatto oramai superflui i Kombedy stessi (che saranno aboliti il 9 novembre)
  • 18 agosto - A Tomsk si tiene il congresso dei bolscevichi siberiani
  • 18 agosto - Si tengono le I° elezioni per i Soviet nel territorio governato dal Komuč: PSR 57,1%, partiti delle varie nazionalità 23,1%, bolscevichi 16,1%, cadetti 3,7% - il mese precedente le elezioni per l'Assemblea Costituente del Governo provvisorio della Siberia autonoma di Derber a Omsk avevano dato come risultato: PSR 84,6%, bolscevichi 8,3%, cadetti 2,9%, socialisti popolari 2,7%, menscevichi 0,99%, cooperatori 0,35% (in entrambi i casi l'affluenza è stata mediamente inferiore al 30%)
  • 18 agosto - La Società Thule viene trasferita a Monaco - questo atto viene identificato come una sorta di sua "rifondazione" dalla Germanenorden Walvater del Sacro Graal di Rudolf von Sebottendorff (adottato, nato ebreo)
  • 19 agosto - Flag of Libya.svg In seguito alla richiesta del Governo provvisorio Transcaspiano avanzata il 12, i britannici dalla Persia entrano a Krasnovodsk ("Missione Malleson") e vi fondano la Repubblica Transcaspiana, da dove incominciano ad avanzare verso est per espellere dalla Transcaspia i bolscevichi della RSS Turkestan che l'avevano ripresa dal 25 luglio; il 28 i bolscevichi attuano una rivolta ad Aşgabat e Krasnovodsk (si ripeterà anche tra l'11 e il 18 settembre)
  • 20 agosto - Nella Regione del Nord truppe anglo-americane occupano Šenkursk
  • 20 agosto - Verchneudinsk (Ulan-Udė, capoluogo della Buriazia) presa dai bianchi del corpo siberiano medio di Anatolij Pepeljaev
  • 20 agosto - Nella RSFS russa gli immobili abitativi vengono dichiarati proprietà dello Stato; già dall'indomani della rivoluzione quelli più grandi sono stati suddivisi creando i "Kommunarka" (appartamenti comunitari), che così ora vengono suggellati legalmente
  • 22 agosto - Siglato un supplemento alla pace di Brest-Litovsk in cui la Germania si impegna a combattere l'Intesa in Russia settentrionale in cambio del controllo di tutto il naviglio della Marina rossa e le infrastrutture portuali del Mar Nero
  • 25 agosto - I giapponesi (che dal 5 aprile sono a Vladivostok) provenendo dalla Manciuria (ove sono già installati con l'Armata del Kwantung a supporto della Cricca del Fengtian) occupano il territorio della Transbajkalia con lo scopo di controllare l'importante nodo ferroviario di Čita che tramite la Ferrovia Orientale Cinese consente ora il collegamento tra Vladivostok e la Siberia attraverso la Manciuria; il contingente americano è assegnato a servizio di guardia in Manciuria lungo tale linea ferroviaria tra Vladivostok e Harbin; al contingente italiano è assegnato analogo incarico più in profondità, tra Harbin e Irkutsk; il 26 anche i bianchi del Generalino Anatolij Pepeljaev provenendo da Verchneudinsk (Ulan-Udė, dove il 29 settembre si installano anche i giapponesi) entrano a Čita guidati dal generale Peter Petrovič Grivin e da qui avanzando a est all'inizio di settembre si incontrano presso Tanhoem con i cosacchi del Bajkal e dell'Amur dell'atamano Semënov: i bolscevichi permangono solo attorno a Blagoveščensk con i resti della Repubblica Sovietica dei lavoratori dell'Amur
  • 25 agosto - In Siberia viene indetta la leva obbligatoria; nell'Altaj con epicentro Slavgorod e Pavlodar incomincia una rivolta contro la coscrizione ("rivolta Slavgorodskaya-Černodolskoe")
  • 26 agosto - Dopo il primo superficiale tentativo respinto del 5, l'"Esercito dell'Islam" attacca le forze armeno-britanniche della Dittatura Centrocaspiana: incomincia la battaglia di Baku
  • 26 agosto - Novorossijsk presa dall'Armata dei Volontari del Caucaso, vi viene creata l'amministrazione della provincia del mar Nero di cui è nominata capoluogo; la campagna prosegue poi in direzione di Stavropol' e lungo la costa del Mar Nero
  • 27 agosto - Su iniziativa tedesca viene siglata una modifica al Trattato di Brest-Litovsk con la quale si attenuano le pretese verso la RSFS russa; in conseguenza di ciò la RSFS russa riconosce la perdita del Governatorato dell'Estonia e del Governatorato di Livonia (ora riunite nel Ducato Baltico Unito), le recenti modifiche territoriali nell'Oblast' occidentale, e l'indipendenza di Ucraina, Bielorussia, Georgia, e Finlandia (Kamenev, prigioniero in Finlandia da gennaio, viene liberato; il 29 è rifondato a Mosca il Partito comunista finlandese), mentre il risarcimento per le proprietà nazionalizzate viene ridotto alla cifra simbolica di 6 miliardi di marchi - di fatto lo scopo è ingraziarsi il governo di Lenin propedeuticamente a una discussa richiesta di dichiarazione di guerra della RSFS russa all'Intesa (poi non realizzatasi), ma che funge da pretesto a Wilson per ottenere consenso sullo sbarco giapponese e americano in Siberia. I dettagli riguardo al Caucaso guastano i rapporti tra Germania e Impero Ottomano
Linea del fronte a metà agosto 1918, nei pressi di Kazan'
  • 28 agosto - Battaglia di Svijažsk ("la Valmy della rivoluzione russa" secondo Neville Chamberlain): presso Kazan' i bolscevichi fermano il tentativo di avanzata dei cechi lungo il Volga; ora i bianchi occupano un territorio che va da Syzran' a Zlatoust da ovest a est, e da Simbirsk a Volsk e Chvalynsk da nord a sud
  • 29 agosto - Il sovnarkom annulla i trattati di spartizione della Polonia dal 1772 al 1795
  • 30 agosto - A seguito di un tentativo di assassinio subìto da Lenin (e il 27 da Zinov'ev), e di quello riuscito a Moisej Urickij, da parte dei residui membri del PSR (partito che governa nel Komuč a Samara), la Čeka scatena il terrore rosso. Il 1 settembre la Čeka accusa di cospirazione l'ambasciatore britannico Robert Lockhart, l'ambasciatore francese J. Nulans e l'ambasciatore americano D. Francis ("cospirazione dei tre ambasciatori", o "cospirazione di Lockhart")
  • 31 agosto - Viene stabilito il Comando generale delle forze armate della Russia meridionale (affidato al generale Alekseev) con lo scopo di sovrintendere alle operazioni congiunte tra i cosacchi della Repubblica Popolare del Kuban' e l'Armata dei Volontari del Caucaso
  • settembre - In Siberia tra Vladivostok e Irkutsk sono presenti 70.000 giapponesi, 5.000 americani, 1.400 italiani, 829 inglesi, e 107 francesi; i giapponesi cercano di sfruttare la situazione sostenendo l'Atamano Semënov, dichiaratosi ostile sia ai Rossi sia ai Bianchi
  • 2 settembre - A New York si tiene il Congresso di Cechi, Slovacchi, Polacchi, Rumeni, Serbi, Croati e Ruteni dell'Austria-Ungheria
  • 2 settembre - Con decreto del Vcik viene istituito il Consiglio Militare Rivoluzionario (Revvoensovet, vertice del sistema dei commissari politici nell'esercito) con a capo il Commissario del popolo per gli affari bellici Trockij e dipendente direttamente dal CC del PC russo, che incominciando le sue funzioni l'11 sostituisce il Quartier Generale Capo panrusso (o "Comitato militare supremo") e assorbe le "forze di cortina"; viene creato anche il Fronte settentrionale dell'Armata Rossa - il 6 l'apparato dell'abolito Quartier Generale Capo panrusso diventa Quartier Generale Campale del Consiglio Militare Rivoluzionario e viene posto sotto la direzione dell'ex ufficiale zarista Nikolaj Rattel - viene creato l'ufficio del Comandante in Capo delle Forze Armate, inizialmente assegnato a Jukums Vācietis (e dal luglio 1919 a Sergej Kamenev)
  • 2 settembre - Il Corpo di spedizione italiano in Murmania sbarca a Murmansk aggiungendosi ai contingenti internazionali già presenti nella regione del nord
  • 4 settembre - I giapponesi e i cosacchi dell'Ussuri dell'atamano Kalmykov prendono Chabarovsk, nella Repubblica Sovietica dei lavoratori dell'Amur, alla quale il 7 i giapponesi catturano la flottiglia fluviale dell'Amur
  • 4 settembre - Elezioni presidenziali nella Repubblica di Cina del 1918: eletto Xu Shichang, rivale della cricca di Anhui; il governo di Canton denuncia il "nuovo" parlamento come illegale e rifiuta di riconoscere legittima l'elezione di Xu Shichang
  • 5 settembre - Nell'ambito del terrore rosso sono giustiziati gli ex ministri degli interni zaristi Nikolaj Alekseevič Maklakov e Aleksej Chvostov, il vescovo Efraim Kuznecov, l'arciprete Ivan Vostorgov, l'ex presidente del Consiglio di Stato Ivan Ščeglovitov, l'ex senatore Stepan Petrovič Beleckij, e alcune altre persone
  • 5-10 settembre - Operazione Kazan': breve presa della città di Kazan' da parte dei bolscevichi, poi riconquistata dai bianchi
Autunno 1918
  • 8 settembre - A Ufa si apre il congresso internazionale delle forze anti-bolsceviche (si contano 13 entità distinte), con lo scopo di "ristabilire l'unità nazionale e l'indipendenza della Russia", sono presenti il Komuč (Samara), il governo provvisorio siberiano (Omsk, ora secessionista dalla Russia del Komuč come Repubblica di Siberia), quello Provvisorio degli Urali (Ekaterinburg, a sua volta secessionista da quello siberiano), governi militari delle truppe cosacche (Astrachan', Jenisej, Irkutsk, Orenburg, Semireč'e, Siberia, Ural'), i governi di alcuni soggetti nazionali-statali (il governo del Kirghizistan Alash Orda, il governo baschiro, il governo autonomo del Turkestan, l'amministrazione nazionale dei musulmani turco-tartari di Russia e Siberia, il governo provvisorio dell'Estonia in esilio), più i partiti politici di tutta la Russia (compreso quello bolscevico); il Governo provvisorio della Siberia autonoma (Vladivostok) di Lavrov non partecipa; il 21 Vologodskij fa chiudere la Duma regionale siberiana
  • 9 settembre - Sugli Urali settentrionali battaglia feroce a Nižnij Tagil fino al 22 ottobre
  • 11 settembre - La rivolta Slavgorodskaja-Černodolskoe è repressa nel sangue dal crudele atamano Annenkov giunto da Lepsinsk dopo che in seguito alla battaglia di Pokatilovskoe il 7 essa è stata presa dai bolscevichi del Turkestan che il 23 prendono anche Abakumovo
  • 11 settembre - Come reazione al congresso unionista di Ufa e alla nuova Costituzione sovietica di stampo centralista, la Repubblica del Don si unisce ai territori di Kuban', Calmucchia, Cosacchia del Terek, Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale, e Daghestan, a formare l'"Unione Don-Kavkaz" del filo-tedesco Krasnov; il 25 essa si incontra con il governo della Repubblica Democratica di Georgia a Port Petrovsk per un'alleanza in funzione indipendentista e anti-bolscevica essendo ora intervenuti tali obiettivi comuni
  • 12 settembre - Simbirsk ripresa dall'Armata Rossa
  • 14 settembre - In Macedonia (fronte raggiunto a fine 1916 e rimasto finora lì stabilizzato) incomincia l'Offensiva del Vardar: il 15 con la Battaglia di Dobro Pole è aperta la via verso nord
  • 14 settembre - Il governo austro-ungarico riprende i tentativi di pace con l'Intesa: i tedeschi sono contrariati, mentre l'Intesa li respinge a priori
  • 15 settembre - Termina la battaglia di Baku, gli ottomani del Pascià Nuri Killigil invadono la Dittatura Centrocaspiana e la sua capitale Baku; le truppe britanniche si ritirano in Persia ma mantengono in Azerbaigian una piccola area costiera di confine nel distretto di Lənkəran come Dittatura militare provvisoria del Mughan
  • 18 settembre - La Repubblica Sovietica dei lavoratori dell'Amur è soppressa con l'entrata a Blagoveščensk dei giapponesi e dei cosacchi dell'atamano Semënov: anche l'intero estremo oriente è così ora esente da bolscevichi
  • 19 settembre - Černov (PSR) giunge a Samara scagliandosi contro il congresso di Ufa e a favore del Komuč
  • 19 settembre - Nella Battaglia di Doiran i bulgari fermano le truppe dell'Armata alleata in Oriente, la Bulgaria scongiura così l'invasione del proprio territorio nazionale
  • 20 settembre - Nella Repubblica Transcaspiana vengono giustiziati i "26 commissari bolscevichi di Baku" catturati durante la notte del 13 il 14 agosto mentre stavano fuggendo via nave da Baku verso Astrachan' dopo la sconfitta della comune
  • 22 settembre - Il Kaiser Guglielmo recide l'unione personale con il Ducato Baltico Unito (che può così nominare un proprio sovrano)
  • 22 settembre - In Bulgaria con l'ammutinamento nell'esercito incomincia la rivolta Vladaja: il 24 i soldati ribelli sconfiggono i governativi a Kyustendil, e il 27 a Radomir proclamano la Bulgaria una Repubblica guidata dal presidente Aleksandăr Stambolijski (del partito Unione Nazionale Agraria Bulgara) e incominciano a marciare su Sofia; il 29 Le unità ribelli raggiungono il villaggio di Vladaya a soli 15 chilometri da Sofia - la "Repubblica di Radomir" viene abolita il 3 ottobre quando lo Zar Ferdinando I abdica in favore del figlio Boris
  • 23 settembre - Russia Termina il congresso internazionale dei governi bianchi incominciato a Ufa l'8, come ultimo tentativo di formare un unico governo russo anti-bolscevico viene creato il Governo provvisorio panrusso, dall'unione del reazionario Governo provvisorio siberiano (la Repubblica di Siberia viene di fatto sciolta) con quello progressista del Komuč, che sancisce la nascita dello Stato russo con Avksent'ev (presidente dell'"Unione di rinascita della Russia" ed ex presidente del Consiglio provvisorio della Repubblica russa) presidente del "Consiglio direttivo" o "Direttorio di Ufa": Avksent'ev (PSR), Vladimir Zenzinov (PSR), Vasilij Georgievič Boldyrev (Unione di rinascita della Russia), Vasilij Vinogradov (cadetto), Vologodskij (Governo provvisorio siberiano); tra l'altro viene dichiarato nullo il trattato di Brest-Litovsk comportando quindi (ora come ora più atto simbolico che effettivo) la continuazione della guerra contro gli Imperi centrali; a oriente per l'ex Repubblica di Siberia il viceré di Vladivostok Horvath accoglie l'autorità del nuovo governo, mentre i cosacchi riconfermano la contrarietà; il Governo provvisorio della Siberia autonoma (in clandestinità a Vladivostok) di Lavrov si scioglierà spontaneamente il 22 ottobre riconoscendo implicitamente il nuovo Governo provvisorio panrusso. Il 28 settembre vengono unificati i vari eserciti bianchi siberiani (Esercito autonomo della Siberia occidentale, esercito dei cosacchi di Orenburg e Uralsk, Legione Ceca comandata da Jan Syrový dal 1º settembre, Armata popolare del Komuč) in un unico "Esercito Russo del fronte orientale" sotto il comando di Ivanov-Rinov. Kogan-Bernštein in disaccordo, decide di tornare sotto il bolscevismo, ma appena varca il fronte è arrestato e fucilato dai bolscevichi
  • 25 settembre - A Tashkent nella RSS Turkestan viene fondato da A. Yakubov il Partito Comunista di Bukhara
  • 28 settembre - Sugli Urali meridionali Alapaevsk, Verchotur'e, e Orsk (l'ultimo baluardo bolscevico in Baschiria) prese dai bianchi
  • 28 settembre - I membri del PSR di sinistra scampati al "terrore rosso" guidati dal vecchio Marc Andreevič Natanson fondano il Partito Comunista Rivoluzionario
  • 28 settembre - La svolta decisiva nella Grande Guerra: nel teatro balcanico le truppe serbe e francesi provenienti da Salonicco sfondano e il 29 occupano Skopje in Macedonia proseguendo poi celermente verso nord; il Regno di Bulgaria chiede all'Intesa una tregua che viene siglata il 30 con l'Armistizio di Salonicco e che determina la fine delle operazioni nel teatro macedone aprendo la via verso la Serbia. Contemporaneamente il 26 ha avuto inizio l'offensiva generale degli eserciti dell'Intesa anche sul fronte occidentale
  • 29 settembre - In seguito al panico scatenato dalla resa bulgara Paul von Hindenburg ed Erich Ludendorff (fino questo momento le più eminenti figure tedesche dopo il Kaiser) caldeggiano un armistizio, innescando la catena di eventi che porteranno la fine precoce della guerra oltre ogni più rosea previsione; il 1º ottobre cade la dittatura di Ludendorff per cui il 3 il Cancelliere del Reich Georg von Hertling viene sostituito con Massimiliano di Baden in una coalizione partitica con la SPD
  • 30 settembre - In applicazione dei dettami della nuova Costituzione, il Sovnarkom decide di liquidare le varie "repubbliche anarco-massimaliste" rimaste finora "indipendenti": Kazan', Rjazan', Ufa, Orenburg (che saranno ripristinate solo in seguito come Repubbliche Socialiste Sovietiche Autonome o Oblast autonomi)
  • 30 settembre - Nell'ambito del terrore rosso Trockij emana la responsabilità collettiva sulle azioni dei singoli componenti di una famiglia (direttiva mirata contro la diserzione nell'esercito)
  • ottobre - La Marina ottomana oltrepassa il mar Caspio e occupa Krasnovodsk scacciandone temporaneamente i britannici (che ritorneranno dopo l'armistizio di Mudros), e contemporaneamente l'esercito ottomano il 1º occupa il Nagorno-Karabakh ed entra in Daghestan nella "Unione Don-Kavkaz" per sostenere l'indipendenza della Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale, il 6 è a Derbent e il 23 a Temir-Khan-Shura dove si insedia il "governo Gorskoe" che era in esilio in Georgia (la capitale sarà spostata a Pjatigorsk quando questa sarà tolta ai bolscevichi in novembre)
  • inizio ottobre - A Ivaščenkovo rivolta bolscevica contro il Komuč (che dal 23 settembre è fuso nello Stato russo di Avksent'ev)
  • ottobre - L'Intesa nel fronte macedone si divide gli obiettivi: francesi e serbi puntano a nord, i britannici a est verso la Tracia e Costantinopoli
La situazione a oriente nel tardo autunno 1918
  • 1 ottobre - Trockij indice una leva generale nell'Armata Rossa (che nonostante l'obbligo di coscrizione vigente dal 23 febbraio finora è rimasta composta perlopiù di unità raccogliticce e quasi mercenarie), e ripristina i gradi e i titoli militari (che erano stati aboliti il 29 dicembre 1917)
  • 1-3 ottobre - A Vilnius si svolge segretamente il congresso di fondazione del Partito Comunista della Lituania
  • 2 ottobre - Il Comitato antisemita per la pace di Drexler attua una grande manifestazione pacifista a Monaco
  • 2 ottobre - All'avvicinarsi dell'inverno e per via della mutata situazione geopolitica (soprattutto la prevista imminenza della sconfitta tedesca) i britannici in Carelia abbandonano i combattimenti contro i filo-tedeschi finlandesi e ritornano a Murmansk e Arcangelo; in conseguenza di ciò l'amministrazione della regione del Nord viene affidata ora a Nikolaï Tchaïkovski (trudovico, delegato locale dell'"Unione di rinascita della Russia" di Avksent'ev e quindi del Komuč di Samara) che il 7 ad Arcangelo crea il governo provvisorio della Regione del Nord, mentre Porajärvi e Repola sono annesse dalla Finlandia
  • 2-7 ottobre - Si svolge il IV Congresso del PSR di sinistra - probabilmente imbastito artatamente dai bolscevichi (senza il cui permesso ora non sarebbe stato possibile tenerlo lecitamente), esso si risolve in un'ammissione di colpa per i fatti del 6 luglio, che scagiona la Čeka (che era stata da subito sospettata di "false flag"); processati i suoi leader a novembre, il PSR di sinistra scompare definitivamente dalla scena
  • 3 ottobre - Stalin inviato a Caricyn come commissario politico - egli volendo far di testa sua si rifiuta di obbedire agli ordini di Trockij (che come capo del Consiglio Militare Rivoluzionario è il suo superiore); sulla rispettiva condotta nella difesa della città e sull'uso di generali ex-zaristi da parte di Trockij, inizia il dissidio tra i due: nasce la "cricca" anti-trozkysta nota come "opposizione militare" (Stalin, Frunze, Sergey Gusev, Kliment Efremovič Vorošilov, Michail Nikolaevič Tuchačevskij), che si oppone anche alla leva obbligatoria e al ripristino dei gradi e dei titoli militari indette l'1 da Trockij
  • 3 ottobre - Syzran' presa dai bolscevichi
  • 4 ottobre - Il nuovo Cancelliere tedesco Massimiliano di Baden avvia trattative di pace da ora su base disfattista ("piano Hintze": accettazione dei "14 punti" di Wilson di gennaio e successive rettifiche) al presidente americano Wilson - nonostante il 7 il Senato inviti Wilson a rifiutare a priori, egli invia una prima risposta l'8 alla quale i tedeschi rispondono il 12; in seguito le sue risposte si succedono con proposte avanzate il 14 e il 23, e relative risposte tedesche (il cui governo il 17 decide segretamente di capitolare a qualunque condizione) il 20 e 27
  • 6 ottobre - I britannici entrano a Damasco
  • 6-9 ottobre - A Parigi si tiene una conferenza dell'Intesa sulle condizioni di pace (non partecipano gli americani che stanno trattando separatamente)
  • 7 ottobre - In Germania si tiene una conferenza spartachista, che adotta un programma di transizione verso una rivoluzione socialista in caso di rovesciamento della monarchia
  • 7 ottobre - Prevedendo un imminente sconfitta degli Imperi centrali, il filo-tedesco Consiglio di Reggenza della Polonia prospetta l'unificazione all'attuale territorio del Regno di Polonia (indipendente dal 5 novembre 1916) anche delle porzioni di territorio che erano state spartite tra Prussia, Austria, e Russia a partire dal 1772; il 9 cade il governo di Jan Kucharzewski (che aveva sostituito solo il 2 Jan Kanty Steczkowski); il 10 a Cracovia nella Polonia austro-ungarica si insedia il Comitato nazionale polacco di Dmowski, riconosciuto dalle potenze dell'Intesa come legittimo governo della Polonia dal 1917
  • 7 ottobre - Samara presa dai bolscevichi: il Komuč (che dal 23 settembre è fuso nello Stato russo di Avksent'ev) scompare dalla scena
  • 8 ottobre - In seguito alla morte del generale Alekseev il Comando supremo delle forze della Russia meridionale passa a Denikin
  • 9 ottobre - Il Regno di Finlandia filo-tedesco elegge il suo re Federico Carlo d'Assia-Kassel
  • 9 ottobre - Davanti all'avanzata dell'Armata Rossa la sede del Governo provvisorio dello Stato russo viene trasferita da Ufa a Omsk; il 28 il Governo provvisorio degli Urali viene dichiarato sciolto
  • 10 ottobre - Al tedesco Fritz Haber, autore dei gas asfissianti, viene assegnato il premio Nobel
  • 10 ottobre - Con l'assistenza dell'esercito tedesco a Pskov viene fondata la Regione del nord (da non confondere con quella menscevica in Murmania), corrispondente alla parte settentrionale dell'oblast' occidentale che avrebbe dovuto essere restituito alla Russia e ora parte del Ducato Baltico Unito (la cui parte meridionale si è resa invece indipendente come Repubblica Popolare Bielorussa) dotata di un piccolo esercito mercenario russo anti-bolscevico composto da ex-prigionieri di guerra comandati da Aleksandr Rodzjanko (nipote di Michail Vladimirovič Rodzjanko)
  • 10 ottobre - In Serbia le truppe franco-serbe raggiungono Pristina, il 12 Niš, il 17 Peć, e il 3 novembre i confini con la Bosnia; il 15 ottobre sul versante adriatico gli italiani entrano a Tirana e il 31 a Scutari mentre lo stesso giorno dal lato opposto i serbi entrano a Podgorica e il 4 novembre a Cettigne - il 12 l'avanzata serbo-francese taglia la ferrovia tra Belgrado e Costantinopoli: l'Impero Ottomano è tagliato fuori dalle comunicazioni terrestri con la Germania
  • 11-17 ottobre - In previsione dell'inverno i cosacchi di Krasnov tentano un ultimo assalto su Caricyn, fallendo; preso atto della sconfitta, allentano temporaneamente l'assedio che dura da luglio
  • 14 ottobre - I britannici nella Repubblica Transcaspiana prendono Dushak e il 20 Tejen e si dirigono a est verso Merv
  • 14 ottobre - Edvard Beneš trasforma il Consiglio nazionale cecoslovacco in Governo provvisorio cecoslovacco (riconosciuto subito dalla Francia), nel quale Masaryk è Presidente della Repubblica (lo sarà fino al 1935) e Beneš Primo ministro (ma poi la figura sarà retta inizialmente da Karel Kramář)
  • 14 ottobre - L'Impero Ottomano (nel quale il 7 il Gran Visir Mehmed Talat Pascià è stato sostituito da Ahmed İzzet Pascià segnando la fine del regime dei Tre pascià del Comitato dell'unione e progresso) chiede un armistizio all'Intesa tramite il presidente americano Wilson (col quale gli ottomani non sono ufficialmente in guerra)
  • 15 ottobre - Croazia Dopo aver preso il controllo di Zagabria l'8, il Consiglio nazionale degli sloveni, croati e serbi proclama l'indipendenza della Croazia dall'Impero austroungarico
  • 16 ottobre - L'imperatore Carlo I propone una riorganizzazione dell'Austria-Ungheria in una federazione di sei stati indipendenti: Austria, Ungheria, Cechia, Iugoslavia, Polonia e Ucraina, oltre a una posizione specifica per Trieste e il suo territorio, ma la tardiva proposta fallisce nel suo intento: gli organismi indipendentisti negoziano ora direttamente con le potenze dell'Intesa, e le autorità ungheresi rifiutano di aderire alla proposta nel suo territorio
  • 18 ottobre - A Pjatigorsk capitale della Repubblica Sovietica del Caucaso settentrionale i bolscevichi di I.L. Sorokin massacrano in un eccidio gli ufficiali dei bianchi di Radko Dimitriev e il 21 i membri del governo dell'ebreo Rubin; il 28 i rivoltosi sono sconfitti e M.S. Akulov ristabilisce l'ordine
  • 19 ottobre - Flag of Volga German ASSR.svg Nel territorio abitato dai tedeschi del Volga tra Caricyn a sud Samara a nord e la Cosacchia a est, al confine coi territori del Volga appena riconquistati i bolscevichi fondano la Comune laburista dei tedeschi del Volga (affidata a Ernst Reuter e con capitale Kosakenstadt), che viene a frapporsi esattamente tra i due fronti bianchi
  • 19 ottobre - Ucraina La parte orientale della Galizia austriaca dichiara l'indipendenza come Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale
  • 20 ottobre - I deputati di nazionalità tedesca della Dieta austro-ungarica fondano l'Assemblea Nazionale Austriaca provvisoria; il 21 in Austria scoppiano vasti scioperi e disordini rivoluzionari da parte degli austro-marxisti di Otto Bauer, dalla cui scissione (poiché ripudiati da Lenin come "centristi") il 3 novembre viene fondato da Ruth Fischer l'ortodosso Partito Comunista d'Austria: inizia il mito della "Rotes Wien" - il 30 una grande manifestazione chiede l'instaurazione della Repubblica
  • 23 ottobre - I ribelli osseti filo-bolscevichi nella zona di Roki proclamano la Repubblica sovietica e avanzano verso Tskhinvali, ma dopo essere stati sconfitti dai georgiani si ritirano nella Repubblica Sovietica del Caucaso settentrionale
  • 23 ottobre - Il Consiglio di Reggenza della Polonia dopo la caduta il 9 del governo di Kucharzewski nomina nuovo capo di governo Józef Świeżyński e avvia la coscrizione all'esercito dopo che il 19 la "Polska sila Zbrojna" (l'esercito polacco filo-tedesco di von Beseler) è stata posta sotto il comando del Consiglio di Reggenza, venendo a costituire il nucleo di partenza dell'esercito della Polonia libera - il 24 i deputati di etnia polacca abbandonano il Reichsrat austro-ungarico
  • 24 ottobre - Flag of the State of Slovenes, Croats and Serbs.svg I territori della Slavonia e della Dalmazia dichiarano il loro scorporo dall'Impero austroungarico e il 29 l'aggregazione alla già indipendente Croazia come Stato degli Sloveni, Croati e Serbi; il 1º novembre è la volta della Carniola, nella quale però le istituzioni locali di Marburg an der Drau, Cilli e Pettau invece dichiarano di voler rimanere parte dell'Austria; Bosnia ed Erzegovina separate così geograficamente dall'Impero vengono proclamate parte del nuovo stato "croato", ma nelle loro aree di etnia serba un governo secessionista anti-croato viene creato con sede a Banja Luka con l'intenzione dello scorporo della Bosnia dallo "Stato degli Sloveni, Croati e Serbi" e sua unione al Regno di Serbia alleato della coalizione vincitrice della guerra (mentre il nuovo stato "croato" viene considerato unilateralmente come parte sconfitta in quanto visto né più né meno come porzione territoriale erede legittima dell'Impero Austro-Ungarico)
  • 24 ottobre - In Siberia il PSR adotta il "manifesto di Černov", critico verso il Direttorio di Ufa
  • 26 ottobre - In Siberia nostalgici zaristi filo-bolscevichi uccidono il socialrivoluzionario ebreo Boris Moiseenko; in reazione il 27 i bolscevichi giustiziano l'ottobrista Aleksandr Dmitrievič Protopopov (filo-tedesco ultimo Ministro degli Interni zarista) - il patriarca Tichon condanna il terrore rosso, come reazione al quale incomincia a fare capolino l'antisemitismo (dato che la maggior parte dei membri della Čeka sono ebrei)
  • 27 ottobre - L'Austria-Ungheria chiede un armistizio all'Intesa
  • 28 ottobre - Flag of Bohemia.svg Giornata dell'indipendenza dello Stato Cecoslovacco: i territori slavi della Cisleitania del nord (Boemia e Moravia) si dichiarano indipendenti dall'Impero austroungarico - la Legione Ceca in Siberia cessa i combattimenti
  • 29 ottobre - Ammutinamento della flotta tedesca a Wilhelmshaven
  • 29 ottobre-4 novembre - A Parigi si tiene una conferenza sulle condizioni di pace (stavolta partecipano gli americani dopo quella del 6 nella quale erano assenti): per l'ennesima volta britannici e francesi non sono propensi ad accettare (Lloyd George con estrema lungimiranza non crede alla "sincerità democratica" tedesca e paventa che un armistizio in questo momento consentirebbe alla Germania di riprendere la guerra "nel giro di vent'anni"), ma temendo una pace separata americana o un loro ritiro dai combattimenti il 30 accettano di negoziare con la Germania
  • 30 ottobre - Rep. Ceca I territori slavi della Transleitania del nord (Alta Ungheria o Slovacchia) si scorporano dall'Impero austroungarico e si uniscono a Boemia e Moravia a formare la Cecoslovacchia - le autorità ungheresi si oppongono, e i cechi dalla Moravia avanzano militarmente nel territorio slovacco
  • 30 ottobre - Dopo la fuga di Enver Pascià da Costantinopoli il 26 davanti l'incalzare dell'esercito britannico da ovest, l'Armistizio di Mudros segna la resa dell'Impero ottomano
  • 30 ottobre - Nella Galizia austriaca la Repubblica di Zakopane dichiara l'indipendenza dalla Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale con la prospettiva dell'unione alla Polonia (che viene realizzata il 16 novembre)
  • 30 ottobre - A Trieste incominciano a comparire impunemente le prime bandiere italiane esposte ai balconi delle case
Spartizione dell'impero austro-ungarico
  • 31 ottobre - Ungheria Il Regno d'Ungheria dichiara cessata la sua unione dinastica con l'Austria e si proclama indipendente ("rivoluzione dei crisantemi" guidata dal conte Mihály Károlyi del "blocco democratico per il suffragio", che viene nominato Primo ministro da Re Carlo); il primo ministro uscente il perfido István Tisza viene assassinato; il giorno seguente in conseguenza di ciò e su iniziativa delle etnie non ungheresi (maggioritarie: tedeschi, romeni, slavi, ebrei) il territorio dell'ex banato di Timișoara si dichiara indipendente dall'Ungheria come Repubblica del Banato nella prospettiva di rimanere legato all'Impero Austriaco - i cechi avanzano nel territorio slovacco mentre viene sciolto l'esercito ungherese
  • 31 ottobre - Essendosi frapposta la neonata Cecoslovacchia a separarli fisicamente dal governo di Vienna, i territori di Cracovia, Galizia occidentale e la parte orientale della Slesia austriaca (Ducato di Teschen) sono prese arbitrariamente dalla Polonia col beneplacito tedesco (Germania e Austria sono ormai in rotta a causa delle reciproche trattative di armistizio col nemico)
  • novembre - Inizia la Rivoluzione egiziana del 1919 contro gli occupanti britannici (sarà domata a luglio 1919)
  • novembre - Nella seconda campagna del Kuban' il fronte tra bianchi e bolscevichi è ora situato al semiarco anteriore Affezionato-Pietro il Grande-Workshop-Prijutnenskij rajon-Petrovskij rajon-Oak-Kursavka-Vorovskolesskaya-Kislovodsk-Nal'čik; il 21 Kazinka e Tuguluk (Territorio di Stavropol') prese dai bianchi
  • 1º novembre - In seguito alla dichiarazione d'indipendenza della Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale del 19 ottobre (territorio cui dopo aver occupato l'altra metà della Galizia il filo-tedesco Regno di Polonia brama ora l'annessione) l'esercito polacco con il beneplacito tedesco entra nel territorio: incomincia la guerra polacco-ucraina - il 3 la Camera del Popolo di Chernivtsi decide l'adesione del Nord della Bucovina all'Ucraina Sovietica
  • 1º novembre - In Germania scoppiano rivolte e si formano soviet sul modello russo: incomincia la "rivoluzione di novembre"
  • 1º novembre - Le forze franco-serbe entrano a Belgrado - il 5 in violazione della linea di demarcazione stabilita il 3, attraversano i fiumi Sava e Drina entrando in Slavonia e Bosnia (ossia nello Stato degli Sloveni, dei Croati e dei Serbi resosi indipendente)
  • 1º novembre - In contrasto con l'"Unione Don-Kavkaz" (la quale non riconosce lo Stato russo sorto dopo il congresso di Ufa) del filo-tedesco Krasnov, nella "Nuova Russia" Denikin (che ha da poco sostituito il defunto generale Alekseev al Comando supremo delle forze della Russia meridionale) crea il "Governo provvisorio della Russia meridionale" come parte dello Stato russo sorto dopo il congresso di Ufa di settembre con lo scopo di mantenere una Russia unitaria nei confini dell'ex Impero zarista
In verde chiaro sono indicati i territori promessi all'Italia con Patto di Londra del 1915. La Dalmazia settentrionale, nel 1919, venne invece assegnata, contro la volontà dell'Italia, al nuovo regno serbo-croato-sloveno. La mancata annessione della Dalmazia all'Italia fu una delle cause di insoddisfazione che portarono alla definizione di "vittoria mutilata", che venne in parte mitigata dal trattato di Rapallo (1920), per i risultati della pace; Fiume è lasciata all'Impero austro-ungarico dato che non se ne prevedeva la dissoluzione. L'area di Banato a est del Tibisco è invece assegnata alla Romania dal Trattato di Bucarest del 1916
  • 1-5 novembre - In assenza di un confine etnico o storico chiaramente definito, un esercito mercenario sloveno ("Maistrovi borci") comandato da Rudolf Maister occupa la Carniola ed entra in Carinzia e nella Stiria con Marburg an der Drau, Bad Radkersburg, Spielfeld, Mureck, Apače e occupando entro il 23 il Rosental, la valle del Gail, Ferlach e Völkermarkt a nord della Drava, quando le autorità austriache si ritirano a Spittal an der Drau e un'organizzazione paramilitare filo-austriaca ("Wache Grüne") ferma l'avanzata slovena: incomincia il conflitto austro-sloveno in Carinzia; anche sul Litorale austriaco, Trieste, Istria, e sulla Dalmazia sorge un contenzioso essendo stati promessi all'Italia dal Patto di Londra del 1915, nonché sul destino di Fiume (il cui Consiglio Nazionale il 30 ottobre ha proclamato l'annessione all'Italia), enclave ungherese il cui status è ora incerto essendo da sempre stata un "Corpus separatum" amministrato direttamente dal governo di Budapest e non da quello autonomo della Croazia-Slavonia; il 4 mentre nella Dalmazia le autorità croate sostituiscono quelle austriache, l'esercito italiano entra a Trieste e in Istria
  • 2 novembre - Lituania Il Regno di Lituania scioglie il legame con la Germania. Il 5 Augustinas Voldemaras è nominato Primo ministro, e l'11 la Lituania si proclama repubblica con Antanas Smetona Presidente
  • 3 novembre - L'Austria sigla l'armistizio con l'Intesa (ma esso non vale per l'Ungheria, già dichiaratasi indipendente, considerata dall'Intesa un nemico al pari dell'Austria) - la Germania deve spostare truppe in Baviera per prevenire un attacco italiano da sud
  • 3 novembre - Polonia Il Regno di Polonia scioglie il legame con la Germania e si proclama Seconda Repubblica di Polonia nominando capo del governo il filo-Intesa Władysław Wróblewski al posto del filo-tedesco Świeżyński; il 5 a Lublino viene creato il Governo provvisorio popolare dal socialista Ignacy Daszyński, che il 7 sostituisce il reazionario Wróblewski al governo dell'intera Repubblica di Polonia. L'11 avviene la Dichiarazione ufficiale di indipendenza della Polonia dalla Russia, e dall'Austria delle parti annesse l'1
  • 3 novembre - Ammutinamento generale della flotta tedesca ancorata a Kiel per opporsi al piano suicida di attacco a Londra deciso dai vertici della Marina il 28 ottobre
  • 3 novembre - Republic of Aras flag.png In seguito allo sgombero delle truppe ottomane, l'anti-armeno Naxçıvan si proclama indipendente come Repubblica di Aras comprendente gli ex uezdy di Naxçıvan, Sharur-Daralagez e Surmal, con Jafargulu Khan Nakhchivanski (Cafer Kuli Han).
    Azerbaigian Il 9 l'Azerbaigian si proclama libero dall'influenza ottomana
  • 3 novembre - A Omsk viene firmato il trasferimento dei poteri sullo Stato russo dal "Consiglio direttivo" ("Direttorato di Ufa" del moderato Avksent'ev) al Governo provvisorio panrusso del reazionario Vologodskij (già presidente del Governo Provvisorio siberiano, Vologodskij sostituisce quindi Avksent'ev come presidente del consiglio dello Stato russo) che il 4 forma il suo dicastero (nel quale uno dei pochi militari nostalgici zaristi ad aver aderito ai bianchi anziché ai bolscevichi, l'ex comandante della Flotta del Mar Nero vice ammiraglio Aleksandr Vasil'evič Kolčak è ministro della guerra), che da molti ministri dell'ala destra (i quali avrebbero desiderato la restaurazione dello zarismo invece di quest'ulteriore compromesso) viene però interpretato in modo denigratorio come un nuovo "governo Kerenskij" o come "il dilemma della capra e del cavolo"; nei giorni seguenti vengono dichiarati ufficialmente aboliti e annessi a esso tutti i vari governi autonomi nel territorio dell'ex Impero russo: il 4 la Repubblica di Siberia e con essa il Governo Provvisorio siberiano (con il Komuč che dal 23 settembre vi era fuso); il 5 l'esercito dei cosacchi di Orenburg e Uralsk (affidato a Dutov da ottobre) è sciolto, il 10 il Governo provvisorio degli Urali (già scioltosi il 28 ottobre essendone il territorio occupato dai bolscevichi), il 13 il governo Alash autonomia, il 16 un progetto di decreto è stato preparato sulla soppressione del governo baschiro di Junus Julbarisovič Bikbov (nel territorio però esso continua ancora a operare) - il nuovo Governo provvisorio panrusso stabilisce per il 1º gennaio 1919 il suo scioglimento con la riconvocazione degli stessi delegati eletti nel novembre 1917 all'Assemblea Costituente chiusa dai bolscevichi a gennaio, alla quale cederà il potere
  • 4 novembre - Ucraina Ostile all'incorporazione alla Polonia, nella Galizia ex austriaca si scorpora da essa la piccola Repubblica di Komańcza con l'intenzione di unirsi alla Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale
  • 4 novembre - Fondato il Partito Comunista di Grecia (KKE)
  • 5 novembre - Dopo una trepidante attesa (vissuta nel timore imminente dello scoppio della rivoluzione comunista e di un attacco italiano in Baviera) all'ultima nota inviata il 27 ottobre, Wilson risponde al governo tedesco con la "nota Lansing" - il 6 Erzberger giunge a Compiègne
  • 5 novembre - Viene giustiziato Roman Malinowski, spia dell'Ochrana tra i bolscevichi responsabile degli arresti del 23 febbraio 1913
  • 5 novembre - Si svolge una conferenza tra Cecoslovacchia e Polonia per la definizione dei reciproci confini: a est è confermato il vecchio confine storico tra Transleitania e Cisleitania (cioè la parte slovacca), ma nel breve tratto ("corridoio di Moravia") che si trova tra il confine con la Germania e quello imperiale c'è discordanza tra le parti non essendo storicamente mai esistito un preciso confine importante tra la Moravia (ora cecoslovacca) e la Galizia (ora polacca); la Polonia concede alla Cecoslovacchia una piccola striscia occidentale del territorio occupato arbitrariamente, lasciandola insoddisfatta
  • 5-6 novembre - In appoggio all'ammutinamento della Flotta incominciano sommosse popolari in varie zone della Germania che partite il 4 da Kiel e diffusesi il 5 a Lubecca e Amburgo coinvolgendo Wilhelmshaven il 6 si estendono verso sud, a Colonia e Monaco il 7 e Francoforte l'8, da cui si diffondono anche da lì - a Monaco la rivolta è in mano all'ebreo Kurt Eisner capo dell'USPD, che vi proclama la Repubblica socialista, mentre nel resto del paese è l'SPD a gestirla
  • 6 novembre - La delegazione russa bolscevica a Berlino guidata da Joffe è espulsa dal paese con l'accusa di preparare una rivolta comunista (con la stessa motivazione Maxim Litvinov è già stato espulso dalla Gran Bretagna a settembre)
  • 6 novembre - Cade il governo filo-tedesco di Marghiloman in Romania (sostituito da Constantin Coandă fino al 29 e poi da Ion I. C. Brătianu); il 9 le forze tedesche occupanti dopo un ultimatum incominciano il ritiro da essa, e il 10 il nuovo governo annuncia il ripudio del trattato col quale il 7 maggio la Romania si era arresa agli Imperi centrali
  • 6 novembre - In Galizia si dichiara indipendente dalla Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale la Repubblica di Tarnobrzeg, di stampo comunista e di etnia polacca; sarà occupata dalla Polonia all'inizio del 1919
  • 6 novembre - I fucilieri lettoni uccidono Lavrentij, vescovo di Balachna, vicario della diocesi di Nižnij Novgorod
  • 6-9 novembre - VI Congresso panrusso dei Soviet: sono aboliti i Kombedy (oramai superflui dopo che da agosto i bolscevichi sono divenuti egemoni in tutti i Soviet estromesso il PSR di sinistra)
  • 7 novembre - Il capo dei bolscevichi di Ust'-Kamenogorsk Jakov Ušanov viene gettato vivo nella caldaia del piroscafo "Mongol" dall'atamano Annenkov
  • 7 novembre - Ludovico III di Baviera primo dei monarchi tedeschi a venire ufficialmente destituito - in Baviera è abolita la monarchia e l'8 a Monaco Kurt Eisner (capo dell'USPD) proclama una Repubblica socialista non bolscevica (marxismo consiliarista) - l'SPD intima al Kaiser di Germania Guglielmo II (che si trova a Spa) di abdicare
  • 8 novembre - In Rutenia incominciano dissidi tra chi vorrebbe rimanere nell'Ungheria e chi vorrebbe il passaggio dall'Ungheria all'Ucraina; a Kőrösmező (Jasinka) Stepan Kločurak dichiara l'unione alla Repubblica Nazionale dell'Ucraina Occidentale
  • 8 novembre - Germania A Berlino il governo viene sostituito da un Consiglio dei Commissari del popolo e Philipp Scheidemann proclama la Repubblica - il 9 Guglielmo II, Kaiser di Germania, a Spa viene dichiarato decaduto dal Cancelliere von Baden e venendo dissuaso dal marciare con l'esercito su Berlino, il 10 si reca in esilio nei Paesi Bassi - il potere legislativo è affidato a un Congresso Nazionale dei Soviet degli operai e dei soldati; viene indetto il Patto Ebert-Groener (che caratterizzerà la peculiare forma della democrazia contrattata tra politici e militari finalizzato a evitare una rivoluzione comunista). Sulla "nota Lansing" del 5 Massimiliano di Baden vorrebbe temporeggiare a oltranza, ma Wilhelm Groener (successore di Ludendorff dal 29 ottobre), spinto da Erzberger e Scheidemann, insiste per accettarla subito (come deciso il 17 ottobre), e il 9 Massimiliano di Baden si dimette e viene sostituito da Friedrich Ebert (SPD) come Cancelliere di un governo di coalizione SPD-USPD - il 10 Ebert comunica a Compiègne a Erzberger l'autorizzazione ad accettare l'armistizio - saranno tutti accusati come "criminali di novembre"
  • 9 novembre - Red flag.svg Si proclama indipendente la Repubblica sovietica di Alsazia - Flag of the Republic of Alsace-Lorraine.svg l'11 dall'unione con la Lorena nasce la Repubblica di Alsazia-Lorena (annessa dalla Francia il 17)
  • 9-11 novembre - Iževsk e Votkinsk riprese dai bolscevichi; a Minusinsk incomincia una rivolta contro i bianchi fino al 7 dicembre
Collapse of the Central Powers.jpg
  • 10 novembre - Le forze franco-serbe dell'Intesa oltrepassano il Danubio a Belgrado e avanzando nella parte occidentale del Banato (pur da poco dichiaratosi indipendente dall'Ungheria e intenzionato a rimanere legato all'Impero Austriaco che ha già chiesto l'armistizio) puntano verso Budapest arrivando il 13 a Horgoš (pressoché alle porte di Seghedino) (l'intera zona di occupazione viene poi unilateralmente trattenuta dalla Serbia in violazione del Trattato di Bucarest del 1916 che assegnava l'intero Banato alla Romania)
  • 10 novembre - La Romania dichiara nuovamente guerra alla Germania e all'Ungheria (l'Austria invece ha già firmato l'armistizio con l'Intesa; a causa dell'incertezza sullo status dell'Ungheria dichiaratasi indipendente dall'Austria non viene applicata anche a essa l'armistizio siglato dall'Austria): incomincia la guerra romeno-ungherese; il territorio orientale non già occupato dai serbi dell'ex banato di Temesvar, da poco dichiaratosi indipendente dall'Ungheria e di fatto enclave del nuovo stato austriaco, non viene in virtù di ciò coinvolto
  • 10 novembre - In Posnania attorno a Ostrów Wielkopolski si dichiara indipendente dalla Germania la filo-polacca Repubblica di Ostrów; il 26 si scioglie e ritorna pacificamente sotto controllo tedesco
  • 11 novembre - In risposta alla "nota Lansing" del 5, Erzberger a nome della Germania accetta l'Armistizio di Compiègne

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]